mercoledì 4 agosto 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Diagonale In Bianco E Nero"

DIAGONALE IN BIANCO E NERO

Bianco e Nero
Distopia
Parabola discendente di una società malata
Inclinazione perversa
Desolazione e solitudine.

Torre condominiale
Carne di cemento
Corrosa da rimasugli di guerre
Finestre scolpite dentro a ruderi d'anima
Cefalea del cuore

Solitudine ed abbandono
Sembra un pomeriggio d'agosto 
Assolato e vuoto
Deserto interiore
Interni logori
Fuga dalla pandemia

È solo una diagonale immaginaria
Che trancia esistenze tristi e perdute
Prima cancellate da guerre e povertà
Ora da malattia e solitudine dell'anima

Bianco e Nero
Dentro o Fuori
E questa diagonale
Lo spartiacque tra salvezza ed inferno 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 2 agosto 2021

L'Angolo del Rockpoeta®": "Data Indefinita"

DATA INDEFINITA

Quanti ne abbiamo oggi?
Non so ad occhio e croce direi che sono 85
Sì esatto 85 morti e 200 feriti
Mio Dio che orrore
Mio Dio che dolore.

Ok tutto giusto
Ma io ti ho chiesto la data di oggi
Ossia oggi che giorno è.

Oggi è sempre lo stesso giorno
E lo stesso mese 
Di 41 anni fa
Ossia il 2 agosto 1980
Un giorno sventrato 
Da quella bomba
Che dilaniava corpi innocenti
Votati alle vacanze estive
Che avevano nei loro pensieri
Solo cosa avrebbero fatto al mare
O al fresco della montagna.

Che giorno è oggi?
È sempre lo stesso giorno da 41 anni a questa parte
È sempre lo stesso giorno
Di una qualunque tragedia o strage italiana

Qui in italia infatti
Questi giorni sia pure 
Diversi per data del calendario
Sono tutti uguali e cadono tutti nello stesso giorno
Un giorno qualunque
Il solito giorno della presa in giro
L'ennesima data dove i parenti delle vittime 
Chiedono ancora per l'ennesima volta giustizia
E lo Stato finge di comprendere
Indignarsi
Ma poi di fatto nulla

Che giorno è oggi
Quali sono le date di questi eventi?

Una sola e semplice risposta 
Per questa domanda:

OGGI È IL 32 AGOSTO DI UN ANNO INDEFINITO. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 30 luglio 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Dirty Agreements"

Anche questa è una poesia di alcuni anni fa ormai proposta dal vivo alla Sala dei Chierici presso la Biblioteca Berio a Genova. Un tema però, purtroppo, molto attuale anche . Vi lascio al video per scoprire di cosa si tratta...  PS: in questa circostanza mi avvalgo nella lirica  di Alberto Borgatta Chitarra e voce (canto).




mercoledì 28 luglio 2021

L'Angolo del Rockpoeta®:"Concatenazione"

CONCATENAZIONE

Pareggio 
Stato
Bilancio
Fame
Fallimenti
Reazione
Lotta
Assenza di lotta
Paura
Rassegnazione
Tristezza
Solitudine
Assenza di unità
Unità
Soluzione
Forza
Voglia
Lotta
Ideali
Amore
Sesso
Gioia
Ripresa
Giustizia
Sconfiggere ipocrisia e corruzione
Reazione
Trionfo
.....ILLUSIONE? 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA® 

lunedì 26 luglio 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Cogito Ergo Sum...Libero!"

 COGITO ERGO SUM...LIBERO! 

La mia mente divaga
Spazia dentro pensieri che tu 
Nè accetti nè comprendi
Povero Mark Z.
E se solo il tuo cinismo 
E la tua vile istigazione alla censura
Non fossero inversamente proporzionali
Alla tua totale assenza di voglia di verità ed umanità
Saresti forse una persona decente. 

E mi scruti con quel tuo ridicolo algoritmo
Che per ingannare basta mettere un titolo 
Che non richiami i contenuti dei miei versi 
O dei miei post,
O inciti ad una vile delazione
Solo però per chi dice concetti scomodi
E non per esempio per contenuti volgari e violenti. 

E mi suggerisci cosa guardare
Come se già non lo sapessi da me
Ed hai paura che si parli di dubbi
Dubbi su rimedi che lasciano perplessi
Per debellare questa procurata e voluta
Mannaia per selezionare la popolazione mondiale
E successivamente ingabbiarla dentro
A restrizioni mondiali inaccettabili

E vado a ruota libera
Libera come io non sono
Libera come tu non vorresti che fossimo
Libera come torneremo ad essere un giorno.

Un consiglio: non chiedermi più a cosa penso
Scrivi, solo per me ti prego, la frase:
"Quali banalità stai rimuginando"?

Perchè, vedi, con me corri un grave rischio
E cioè che io davvero scriva quello che penso
Perchè io
A contrario di tanti altri
Penso
E, 
Ulteriore ed ancor più grave
Circostanza aggravante,
Lo faccio con la mia testa.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 23 luglio 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Dalì Ed I Suoi Orologi"


DALI' ED I SUOI OROLOGI

Li ho sognati stanotte
Ricordo che sudavo freddo
Una volta aperti gli occhi
Ero ancora sconvolto.

Sabbia
Mare sullo sfondo
Ed orologi molli 
Liquefatti
Segnano la fallace caducità
E la labile persistenza del tempo
Causate dalla percezione variabile del tempo stesso
Da parte dell'uomo.

La vacuità delle nostre esistenze
È inversamente proporzionale alla nostra prosopopea

Chissà forse la ragione di questa curiosa proporzione
Trova spiegazione nella nostra fragilità

Pensate che dramma sarebbe
Se prendessimo davvero atto
Della nostra pochezza 
E del nostro essere nulla di fronte all'universo
O ancora se ci rendessimo conto
Di come il tempo che ci viene concesso di vivere
Sia fugace e profondamente aleatorio.

Mi alzai
Presi la tela ed iniziai a dipingere
Sabbia
Mare
Orologi molli

E mentre dipingevo
Avvertivo sempre più
il vero significato di questi orologi liquefatti:
Essi rappresentavano noi
Le nostre debolezze
La nostra inconsistenza 
La nostra ineluttabile vigliaccheria
Ma anche il nostro saltuario coraggio
Il nostro talvolta eroico altruismo

Siamo un coacervo di istinti
Che senza amore
Si sciolgono come i miei orologi
E si liquefano sotto i raggi di un sole di morte.  

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 21 luglio 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "AnimEncefaloGramma"

ANIMENCEFALOGRAMMA

Assenza
L'avverto nel tuo sguardo di oggi
La percepisco dai tuoi occhi socchiusi
Dai pensieri che insegui con la tua mente,
Misteriosi e per noi indecifrabili.

Vuoto
La paura di perderti che abbiamo
Ci lascia un vuoto dentro
E sentiamo che ogni sorriso che ci regali
Ogni momento di lucidità e reattività che ci doni
Hanno un inestimabile valore.

E non si vuole accettare questa assurdità
Questo destino saccente
Che pensa di sapere quando deve intervenire
E la cui sicumera è schifosamente disgustosa ed aberrante.

E poi c'è la mia rabbia
Quella sorda, silenziosa
E quella voglia di violenza,
il desiderio di picchiare a sangue quel fato maledetto
Lasciandolo a terra esanime e con numerose contusioni.

Ma è fantasia
È solo un momento
Poi torno a guardarti con un sorriso
Al quale spero anche questa volta risponderai.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA® 

lunedì 19 luglio 2021

L'Angolo Del Rockpoeta®: "Caldo Torrido"

 CALDO TORRIDO

Il caldo estivo non bastava
Quel giorno ci sarebbe stato
Un calore ancora più asfissiante
Disgustosamente avvolgente
Ed un odore acre

Temperature da calor bianco
Un attimo dopo l'avvenimento

Calma piatta
Un istante prima.

Un boato terrificante
E non è un tuono tipico di un temporale estivo
È un ordigno.

E la tua macchina salta
La tua vita esplode in mille pezzi
E come due mesi prima con Falcone
In pezzi va anche la nostra speranza 
Di sconfiggere la Cupola.

Oggi ti hanno ucciso
Ma il tuo esempio 
Quello non hanno potuto sopprimerlo
Perché puoi uccidere chi lotta contro le ingiustizie e gli abusi
Ma non la libertà e la giustizia.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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PS:In Ricordo del Giudice Borsellino e dedicata a chi lotta a costo della sua vita per la libertà e la vittoria sulle mafie

venerdì 16 luglio 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "15 Days"

15 DAYS

15 giorni,
15 giorni 
O al limite
Qualcuno di più.

Inizi a contarli 
A partire dalla seconda dose fatta dello Pfizer
O se preferite
Li conteggiate "al contrario"
Come un countdown
Ma il risultato non cambia.

Marco è affetto da demenza senile
Oramai Alzheimer
Tutto a causa di un ictus di alcuni anni prima
Dove aveva perso per pochi istanti conoscenza
Svenendo per strada
Ma per fortuna cavandosela per un piccolo miracolo.

Detto questo, però,
Non è gravissimo:
Capita che straparli
Capita che non ricordi
Quello che gli è stato detto un minuto fa
O che non sappia dove ha posato le chiavi 
O che, certe volte. segua immagini e pensieri tutti suoi,
Ma cammina
Sia pure pigramente
Non per lunghi tratti 
Strisciando i piedi,
E parla 
Parla in modo comprensibile
Si fa capire.

Marco è anziano 
Fa parte della prima fascia da "proteggere"
E nonostante pareri anche contrari intorno a lui
Convinto anche dalla moglie
Si vaccina.

Seconda dose: 31 maggio 2021.

Apparentemente
Tutto sembra procedere bene:
Notte passata sereno
Non avverte nulla
Neanche il fatidico dolore al braccio
Nel punto dove è entrato l'ago.

Qualcuno 
Che era scettico
Tira un sospiro di sollievo
Ma non erano ancora trascorsi
I famigerati 15 days...

Allo scoccare di quella giornata
Marco inizia una drammatica parabola discendente
Fatica quasi a deambulare
È più stanco
E di fatto tende a dormire più a lungo.

Preoccupazione immediata 
Dei suoi familiari
Ma non ci danno troppo peso
E la moglie non collega questi fatti al vaccino.

Poi una notte cade 
In corridoio
Sembra per un capogiro
E da quel momento 
Il crollo

Difficoltà a parlare
Paura a camminare o alzarsi in piedi
Nonostante sembra, non ci sia nulla di rotto.

Notte difficile
Segue ed insegue i fantasmi del suo cervello.

Ora sta sempre male
È sempre critico 
Anche se migliora
A volte
Ed altri giorni invece
Fatica ad esprimersi
Mentre capisce tutto quello che ascolta

Di fatto, però, non è più autosufficiente
Di fatto deve essere imboccato
Di fatto era giunto il suo quindicesimo giorno. 

Potrebbe essere un caso 
Direte voi.

Forse, se ce ne fosse solo uno.

Arianna
Lei è la moglie di anni ne ha 83
Uno in meno di suo marito

Lei lo pfizer 
L'ha fatto prima 
E aveva terminato le due dosi
Già da un po'

Anche qui
O volendo seguire il percorso temporale
Per la prima volta qui
Ecco arrivare il quindicesimo giorno...

È sera
Uno strano formicolio
Ed una sensazione di soffocamento
La avvolgono
E crede di morire.

È "solo" la pressione 
La cui massima è più di 200
E che avrebbe potuto far partire un trombo
E causare un ictus

Per fortuna il peggio non accade.

Controllo al Pronto Soccorso
Ma non le danno nulla
Se non il compito di monitorare la pressione.

Passa un mese
Tra up and down
Poi tutto scompare.

Stessa cosa per  Gianni
79 anni
Lui invece ha avuto una regressione perchè
Aveva fatto direttamente lo Pfizer
Ed aveva avuto un ictus in passato
Ed anche lui ha vissuto una regressione
Ma Gianni sta meglio di Marco
E quindi regge meglio
E pertanto anche lui dopo circa un mese
Recupera quanto aveva perso
Al contrario di Marco.

Nessuno sa gli effetti a medio termine
E l'AIFA ci presenta un suo report
Dove si legge che a maggio il 2,8% dei vaccini pfizer
Che sono stati somministrati completamente
Possono provocare effetti indesiderati
Anche ben oltre i 10 giorni dalla seconda dose. 

I sospetti già c'erano in partenza
Ma ovviamente non se ne doveva parlare
Resta il rammarico di chi
Aveva cercato di avvertirli del pericolo che correvano.

Ora Marco è sempre stazionario
Riconosce i suoi familiari
Ma fatica spesso, non sempre,
A farsi capire
Non è più autosufficiente
E mantiene il terrore di camminare
E di essere spostato ed alzato

Concludo
Parafrasando Warror
Dicendovi
Che no
Io non voglio affatto i miei 15 days...

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 14 luglio 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Granelli Di Sangue"

GRANELLI DI SANGUE

Gocce di sangue
Cadono 
Come da un rubinetto malato
Dall'interno della clessidra.

Quel suono costante
Continuo
Profondo
Ripetitivo 
Ed esasperante
Fuoriesce dagli altoparlanti virtuali
Della nostra Clessidra

Gocce di sangue
Colano
Plock 
Plock

Gocce di sangue scivolano
Plock 
Plock

Granelli di sangue 
Esauriscono e prosciugano
Il tempo 

Granelli insanguinati
Non fermano l'ultimatum

Ultimissima spiaggia
Sperando che quei granelli rossastri
Quelle gocce di sangue scuro
Non ci appartengano. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 12 luglio 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Sleep!"

 SLEEP!

A riposo
Devono stare a riposo
Parcheggiati come un'utilitaria da rottamare
Assistiti il minimo necessario per non morire
Assistiti lo stretto necessario per durare 
Durare il più a lungo possibile.

Certo ci sono RSA di ogni tasca e prezzo
E come accade nella vita di tutti i giorni
Anche nell'approssimarsi della morte
Più hai soldi 
Più muori meglio
O sei meglio assistito nel passo finale.

Villipendio della dignità
È la forma di adulterio più grave
Tradire la loro anima
Per un po' di libertà

È vero
Ci sono situazioni dove non si può 
Purtroppo
Agire diversamente
E questo loro lo sanno
Sì loro
Quelli che se ne approfittano
Che per molti soldi 
Danno pochi servizi.

Campioni del mondo 
In questo campo,
Tutti quelli che aspirano
A far parte di questa mangiatoia
Grufolando felici
Per il denaro che entra loro in tasca
Simulando un'assistenza appena sufficiente

E tra i top players di questa categoria
Non poteva mancare il Clero
Che per il denaro ha da secoli
Un fiuto infallibile.

Non è dappertutto così
Ci sono molti luoghi seri 
Ma hanno purtroppo costi elevati
Ed ovviamente lo Stato
Non aiuta
Lo Stato se ne frega
Lo Stato ti ha già spremuto abbastanza
Ed in cambio non ti offre nulla.

È una mangiatoia
Sulla pelle dei vecchi
E delle famiglie
Quelle serie
Che non hanno il cuore
Di scaricare in un lager i loro anziani
E non hanno i soldi per una struttura 
Adeguata ed umana.

"A riposo
Dovete stare a riposo!"

A riposo
Quel tempo sufficiente
Per lucrarci sopra abbastanza
Prima che raggiungiate il sonno eterno
L'unico giusto e sereno. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 9 luglio 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Il Nido"

Ispirata da Questo Post di Sara alias La Dama Bianca, questa mia poesia non vuole essere uno specchio fedele del suo post e raccontare di lei e Fred, ma prendere spunto dalle sue sensazioni evocate con così tale intensità e romanticismo, per immaginare una coppia nella stessa loro situazione (ossia suo trasferimento da lui) e per sentire cosa dice loro il cuore.  

IL NIDO

E ti ho seguito
Seguito per amore

Tutto nuovo
Passo importante
Da ponderare
Ma io ero già convinta
Io l'amavo 
L'amo ancora
E sento questo sentimento
Crescere ogni giorno dentro di me
E ti scelgo ogni minuto
Ogni secondo
Ogni momento del mio respiro

E ti ho accolta
Accolta per amore;
Il nostro citofono 
I nostri nomi
Ora siamo una cosa sola
Ora siamo due cuori uniti indissolubilmente.

Un passo importante
Per un solitario come me
Ma le nostre anime vibrano all'unisono
E sognano nello stesso momento

Era impossibile non sceglierti
Per condividere questo nido
Con te.

Già qualche anno è trascorso da allora
E nessuno di noi due si è pentito della scelta

Oggi è l'anniversario di quel primo giorno insieme
Sotto lo stesso tetto
I nostri occhi si guardano sorridenti
Si baciano appassionatamente
Si staccano 
E pensano: 
"Qui è la felicità, la gioia, la complicità, l'Amore"

E mentre si fissano intensamente pensano:
"Io questo nido non voglio abbandonarlo per nessuna ragione
Non voglio imparare a volare perchè le mie ali sono qui
E se proprio mi dovrò allontanare 
Che sia per poco tempo
Sia insieme a te
E sia il tempo strettamente necessario per poi ritornare
Perchè ho trovato il mio nido
E dal mio nido, dal nostro nido
Nessuno di noi due vuole più volare via"

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 7 luglio 2021

L'Angolo del Rockpoeta®:"Flying Together As One" (E.I.T.R.D.)

Nuovo appuntamento con il post contro la violenza sulle donne che fa parte
dell'iniziativa E.I.T.R.D alla quale partecipano i blogger che vedrete segnati in fondo a questo post. Per saperne di più su questa iniziativa vi rimando QUI al primo post che la spiegava in dettaglio.

Detto questo devo aggiungere che questa poesia l'ho scritta a giugno commentando un bel post di Pakos sul suo blog e precisamente Questo.

FLYING TOGETHER AS ONE

Sento il peso delle tue sofferenze
Delle tue devastanti frustrazioni
E ti sono accanto
So che la vita non è stata giusta con te
Almeno non fino ad ora
Ma ti prego
Non sfogare su di me quella tua rabbia
Io non sono il tuo nemico
Io sono la tua donna
Ti amo
Ti sostengo e ti sosterrò sempre

E non pensare mai
Mai che io ti consideri un fallito
Solo perchè lotti ancora per farcela
In un mondo sbagliato
Ma non fare l'errore
Di spegnerti
Rinunciare alle tue legittime aspirazioni
E di sfogare le tue frustrazioni
Ed il tuo fallimento
Su di me

Non alzarmi la voce
Lascia il mio braccio
Non ridurti come i veri falliti
Quelli che non ci hanno mai provato
E che si sfogano picchiando la loro moglie
Al minimo e disgustoso pretesto
Che si presenta loro davanti.

Non diventare come Johnny
Il cibo che ti ho servito non è freddo
E non dare la colpa a me del tuo insuccesso
Non pensare che la "Tua Cadillac"
Non sia nelle tue mani per causa mia
Io non sono mai stata una zavorra per te
Anzi sono sempre stata le tue ali 
Sì sempre
Sia quando a volare eravamo in due
Sia quando ero solo io a volare per entrambi.

Ora però basta
Non affondare
Reagisci
Io non voglio annegare insieme a te
E non accetto più di essere una donna in catene
La tua donna in catene
Non voglio soffocare 
Voglio che ti levi alto in volo
E col mio sostegno
Tornare insieme a volare
Contro tutto e tutti

E volare
Anche con i temporali
Gli uragani
O perfino in asssenza di vento

Abbracciami
Tu non sei così
Sciogli queste catene
Lascia che siano il nostro amore
E la nostra complicità ad incatenarmi a te
Non la paura.

Adesso gurdami negli occhi
Rifletti attentamente
E dimmi cosa decidi

Sono passati tre anni da quel giorno
E siamo tornati a volare insieme 
Uniti
Ed oggi 
Proprio oggi 
A tre anni esatti da quel giorno
Il suo sogno che aveva tanto rincorso
Lo ha realizzato
Ma la novità è stata
Che i tre anni trascorsi lottando 
Spesso con esiti negativi
Sono stati comunque bellissimi
Eravamo un unico paio d'ali
A volare incontrastato e deciso
A non arrendersi. 

Io mi sento libera
Io non sono in catene
E soprattutto 
Se è vero che l'ho sempre sostenuto
Non ho mai sacrificato i miei sogni per lui
Nè lui me l'ha mai chiesto

Semplicemente quello a cui aspiravo
L'avevo raggiunto presto e prima di lui
Io avevo avuto solo più fortuna.

Ora siamo felici
Consapevoli che insieme abbiamo vinto
Consapevoli di quanto abbiamo lottato per farcela.
Consapevole che altre donne 
Sono state meno fortunate di me
Ed hanno dovuto scappare
Per liberarsi da quelle catene che i tanti Johnny del mondo 
Avevano loro messo addosso.

Noi ora siamo felici
E non passa giorno
Che mi mostri la tua riconoscenza 
Ma non devi perchè
Se è vero amore 
Si vola uniti e compatti
È la regola
Si vola insieme sempre
Come un unico 
Maestoso
Forte
Paio d'ali

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA® 

PS: il passaggio sul cibo freddo e la Cadillac sono un riferimento a "Repetion" di Bowie che già a quel tempo scriveva questo brano che parlava di violenza domestica. Ovviamente la Cadillac rappresenta metaforicamente il sogno e le aspirazioni del protagonista della mia poesia.
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UN GRAZIE GIGANTESCO AI SEGUENTI BLOGGER CHE HANNO ADERITO A QUESTA INIZIATIVA IN ATTESA ANCHE DI CHI VOLESSE AGGIUNGERSI: C'È SEMPRE TEMPO :-)))



3) POSTO DI BLOGGO DI FRANCO BATTAGLIA 

4) WEB SUL BLOG DI CAVALIERE OSCURO DEL WEB 

5) LILLADORO DI CRISTIANA

6) MYRTILLA'S HOUSE DI PATRICIA MOLL

lunedì 5 luglio 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "La Scala"

LA SCALA

Ecco arrivare Giovanni 
Ecco arrivare Giovanni dentro una cassa modesta
Lo vanno a seppellire i suoi amici e la sua famiglia
Lo vanno a seppellire insieme al gradino
Al gradino di quella scala vecchia e fatiscente
Che ha ceduto
Mentre Giovanni stava salendo
In cima al fienile.

La gente è in silenzio
Non la si sente emettere alcun suono
Ma gli occhi secernono rabbia 
Rabbia e disprezzo per il padrone 
Che quella scala
Una misera scala da pochi spiccioli
Non ha mai pensato di cambiarla.

Quel mattino Giovanni salì su quella scala
Salì su quella scala infida
Cadde e morì

Ecco arrivare Giovanni
Dentro una cassa modesta
Lo stanno portando a seppellire
I suoi amici e la sua famiglia
E lo seppelliscono insieme a quel gradino
Quel maledetto gradino
Che ha ceduto 

Quel mattino Giovanni salì su quella scala
Salì su quella maledetta scala
Cadde e morì. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 2 luglio 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "5 Minutes More"

Scusate, ho per errore cancellato il post. Sono riuscito a recuperare la poesia senza problemi ovviamente ma ho temuto per i vostri commenti, Esteticamente fa schifo ma almeno con questa sistema sono riuscito a recuperarli attraverso la pagina "commenti" del blog prima che poi sparissero aggiornandola. Perdonate quindi il pasticcio.

5 MINUTES MORE... 

Corro a piedi scalzi
Per terra chiodi
È come un percorso minato
Devo evitare questi impedimenti 
Saltellando con attenzione
E mentre cerco di farcela
Danzando sull'asfalto con molta cura
Come un ballerino classico 
Mostrando
Sconosciute doti da equlibrista
Voci lontane dentro uno studio televisivo
Provenienti da una televisione accesa su un davanzale
Dicono che tutto questo è "Vergognoso!"

In effetti la produzione del talk show è scadente
I chiodi potevano almeno essere nuovi e non arrugginiti
Comunque la mia danza continua
E non si lascia distrarre da ridicoli personaggi 
Che si alternano da una finestrella piccola
Dove possono vedermi live mentre cerco di cavarmela.

Persone di ogni età, professione e credo religioso
Esprimono la loro miserrima opinione
E mettono in risalto la loro arrogante ignoranza.

Intanto il mio percorso
Procede bene
Vedo l'arrivo
Un ultimo salto 
E sono dall'altra parte della riva

Ho guadato un fiume di chiodi
Io che non avrei mai partecipato 
A questo osceno show 
Condotto da una donna 
Arrogante e viscidamente scaltra
Ma alla fine ho vinto
Nonostante nessuno
Avesse scommesso un solo euro su di me. 

Io non avrei mai partecipato
Ad una trasmissione insulsa come quella
Ma non l'avevo deciso io.

Catturato dal regime
Sapendo che non sarei crollato
Con le torture fisiche
Anche perchè il mio corpo
Non avrebbe retto nemmeno cinque minuti
Dovevano trovare un'altra strada

Torture psicologiche
Ma anche quelle
Potevano essere inutili
Non avrei creduto ad una sola parola 
Che provenisse dalle loro bocche volgari

Doveva essere quindi
Un qualcosa di pericoloso e stupido
Che mi impegnasse corpo e mente.

Ecco come mai 
Mi vedete sugli schermi
Vestito con una camicia a strisce
Saltellare tra una zona e l'altra di quel tragitto

Ora però si sono rovinati con le loro stesse mani
Il premio per chi passa questo gioco
È infatti
Il poter parlare a ruota libera per 5 minuti
Dicendo quello che si vuole

Avete presente gli Hunger Games
O ancora quel giorno all'anno dove 
Tutti potevano fare tutto 
O ancora quando a Carnevale
Tutti potevano irridere ed insultare il re
Senza che poi questo portasse 
Ad alcuna punizione
O a chissà quali cambiamenti.

Ebbene 
Potrò parlare contro di loro
Incoraggiare il popolo alla rivolta
Popolo che è stanco
Popolo che paradossalmente
Vede ora in me l'eroe che aspettavano
Nessuno prima era riuscito nell'intento
Di concludere con successo quel percorso

Io invece sì
Ero stato il primo
Ero quasi come un imperatore
E non mi avrebbero tolto l'audio
Perchè questo avrebbe davvero scatenato 
Un caos sociale senza precedenti.

Certo da un lato questo era buono
Potevo riuscire forse
Ad ottenere un'insurrezione popolare
Dall'altro lato provavo però
Un forte senso d'amarezza nel constatare
Come solo attraverso quello stupido gioco
Ero riuscito a smuoverli ed interessarli.

I miei aguzzini speravano che perdessi
Ma io segretamente mi ero preparato
All'interno della mia cella
Immaginando la mia probabile sorte.

Loro pensavano che io avrei miseramente fallito
Ma la mia determinazione fu superiore alla paura
E danzavo sulle punte
Come se avessi avuto le ali
Come un ballerino del Bol'šoj

E quei cinque minuti
Furono Storia
Quei cinque minuti
Furono come squarciare l'oscurità
Di una notte senza vita
Quei cinque minuti
Furono l'inizio di un sogno
E la sua metamorfosi da utopia a realtà

Cinque minuti
Uno stupido programma della propaganda
Un gioco perverso 
Eppure tutto questo 
Fu la causa della loro sconfitta
E l'innesco vincente della rivolta

Cinque minuti
Ancora cinque minuti amore
Lasciami sognare ancora soltanto cinque minuti...

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

21 COMMENTI:


Gus O.2 luglio 2021 08:53
Cinque minuti e un jet partirà,
Portandoti via da me
Cinque minuti per noi,
Poi anche tu partirai.
Io non so che darei per parlarti,
Ma tu
Non mi ascolti già,
Più niente ormai può fermarti!
Quattro minuti per noi,
Quanto dolore mi dai.
Io non so che farei per baciarti,
Ma tu
Già non sei più mia,
Tu sei già via lontano...
Aspetta, aspetta, ma dove vai?
Solo un minuto e un jet partirà,
Portandoti via da me
Solo un minuto tra noi,
Guarda che addio mi dai.
Nei tuoi occhi non c'è
Un sorriso per me
Solo fretta ormai di andartene,
Amore...
Chiamano un nome, sei tu,
Va', non voltarti mai più
Quanto cielo fra noi,
È la fine anche se
Mi hai giurato che
Ritornerai da me...
Bugie, bugie, non tornerai!
Bugie, bugie, non tornerai!

Daniele Verzetti il Rockpoeta®2 luglio 2021 10:34
PER GUS: una filastrocca! Bel ritmo!

Gus O.2 luglio 2021 12:29
Daniele, si tratta di 5 minuti di Claudio Baglioni.

LaDama Bianca2 luglio 2021 12:33
"Persone di ogni età, professione e credo religioso
Esprimono la loro miserrima opinione
E mettono in risalto la loro arrogante ignoranza."

Sai cosa ho sempre pensato? che non sia necessario dire sempre la propria opinione. Io a volte lo evito, penso che non serva, che non ce ne sia bisogno. E invece vedo intorno a me questa foga di esprimerla, come se non si potesse vivere senza.
Ignoranza o meno, ancora penso che se ne possa anche fare a meno qualche volta. Il mondo gira lo stesso anche se non diciamo la nostra su tutto.

Claudia Turchiarulo 2 luglio 2021 13:21
Sono d'accordo con Sara.
Dovremmo limitarci tutti a dire la nostra solo se davvero aggiunge qualcosa di utile al dibattito.

Quanto all'ambito premio di quest'uomo, invece, che si goda i suoi cinque minuti di denuncia! Con la speranza che diventano dieci e più. ;)

Daniele Verzetti il Rockpoeta®2 luglio 2021 13:48
PER GUS: non la conoscevo sorry

Daniele Verzetti il Rockpoeta®2 luglio 2021 13:50
PER LA DAMA BIANCA; specie se quell'opinione è retrograda, liberticida ed è contro la cultura.

Daniele Verzetti il Rockpoeta®2 luglio 2021 13:52
PER CLAUDA: lo speriamo e speriamo non resti solo un sogno...

Ariano Geta 2 luglio 2021 17:53
I regimi sono furbi, certi "reality" li fanno svolgere ben lontano dalle telecamere...

Daniele Verzetti il Rockpoeta®2 luglio 2021 17:57
PER ARIANO: vero purtroppo.

PIA: Che altro scrivere e dire. Solo bravo e grazie per la tua voce che offri a chi non può o non riesce. Ciao Daniele.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® 
PER PIA: grazie a te per le tue parole sempre belle e toccanti sui miei versi.

FRANCO BATTAGLIA Siamo sempre in troppi ad arringare da pulpiti arrangiati, senza neanche renderci conto della pochezza che dispensiamo.

MARIELLA: Condivido il pensiero di Franco. La tua poesia scardina algoritmi consolidati. Buon sabato amico mio

Daniele Verzetti il Rockpoeta® 
PER FRANCO: Vero, molto vero. 

PER MARIELLA: "la tua poesia scardina algoritmi consolidati" Wow, ogni volta che mi commenti sai. regalarmi un'emozione speciale e trovi parole particolari per commentare i miei versi.

ACCADEBIS
Uno dei pochi programmi che guardo sempre con interesse è Propaganda Live. Ti mostrano la realtà dei fatti, in Italia e all'estero, ci mettono del loro ma sono molto bravi. E' uno dei pochi programmi che aiuta a capire tante cose. I talk show da anni non li sopporto più. Dovrebbero chiarire le idee e invece alla fine ne esci ancor più confuso di prima con persone che si accavallano uno sull'altro, alzano la voce ecc. Ognuno usa la scena per i propri fini politici. Arringare per un doppio fine ma non per la verità. Sempre interessanti i tuoi blog e bella la definizione di Mariella che condivido. Un salutone

Daniele Verzetti il Rockpoeta® 
PER ACCADEBIS devo dire che a volte anche altri programmi di apprendimento fanno servizi validi, sicuramente non sulla RAI o su Mediaset

CAVALIERE OSCURO DEL WEB: 
Tanta verità in questi tuoi versi. Serena domenica.

Daniele Verzetti il Rockpoeta®
PER CAVALIERE ti ringrazio

MARIELLA:  Grazie Daniele e Accadebis per avere apprezzato il mio commento. Non è nulla di speciale ma mi fa piacere avere aggiunto qualcosa di interessante e condivisibile.

mercoledì 30 giugno 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Donna Di Questa Terra"

 DONNA DI QUESTA TERRA

Sono una Donna
Il mio nome
E le mie origini non hanno importanza
Perchè sono tutte le donne del mondo.

Esatto
Avete inteso bene
Perchè 
Eliminate le differenze di carattere, gusti,
E personalità
Differenze che caratterizzano anche voi maschietti
Per il resto a qualunque latitudine
La donna è uguale ovunque.

Ognuna di noi vorrebbe
Essere indipendente
Libera di essere se stessa senza paura
E desidererebbe fare quello che si sente
Vestirsi come preferisce
Amare chi sceglie.

E sì
Sono sicura che molte donne
Che sono indottrinate e forzate fin da piccole
Alla sottomissione
Se potessero decidere
Sgravate dalla barbara educazione subita
E liberate dalle catene di paura e violenza
Non vorrebbero certo
Sposarsi a dieci anni
Essere oggetto di compravendita come delle schiave
Non poter esprimere la loro sensibilità artistica
E dover dipendere dal maschio 
Prima nella figura del padre
E poi del marito
Marito ovviamente imposto.

E se ho scelto di parlarvi
Con questo scaldacollo
Come se fosse un burka
Burka atipico
Visto che copre soltanto
E parzialmente 
Il mio volto
È perchè 
La mia libertà deve sempre
Essere quella di scegliere consapevolmente
Cosa essere e come esserlo.

Io
Ora posso togliermi 
Questo orpello
Mostrare il mio viso
E guardarvi negli occhi
Sicura di me
Serena e sorridente.

E se qualcuno
Stesse già pensando
"Guarda questa femminista del cazzo
Che odia gli uomini e ci fa la lezioncina"
Mi permetto di dire
Senza perdere per loro il mio sorriso
Che io amo gli uomini
Quelli veri
Non i maschietti sfigati come voi.

Ho detto tutto
Ed ora vi lascio
Io ed il mio compagno
Questa sera andiamo a teatro
Sottobraccio
Innamoratissimi.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 28 giugno 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Vaccino Delta"

VACCINO DELTA

Minaccia inquietante
Si profila come un futuro già scritto
All'orizzonte dell'Autunno.

Variante Delta si chiama
Simbolo che curiosamente
Viene usato anche per indicare la Trinità
Ed anche Dio.

Quindi variante di Dio
Uccide i suoi figli
In sfregio ai vaccini
Inutili e pericolosi

Chissà quali saranno
Gli imperscrutabili disegni che Delta
Ha per noi
Se sterminarci tutti
O preparare il Vaccino Delta

Immagino già lo slogan della sua campagna

"Vaccino Delta
Approvato direttamente da Dio"

O ancora
"Vaccino Delta
Dio si sacrifica un'altra volta per voi
Ed ecco il nuovo vaccino per l'umanità"

E tutto questo mentre
Miscredenti ed atei privi di anima
Affermano che questa variante Delta
Non è così minacciosa
E che i vaccini in circolazione 
Sono già in grado di tenerla sotto controllo
Ed impedire di spiegare sulla gente i suoi pericolosi effetti.

Ma non sanno i disegni dell'Altissimo
Che poi non è altro che l'Oligarchia del Potere Centrale
Che ha già progettato tutto per noi
Ed ha già previsto tutto sempre per noi
E già sa quale sarà l'epilogo di questo inferno 
Di questa Valle dell'Assurdo

Ed intanto mentre aspettiamo di capire qualcosa
Alcuni già si portano avanti col lavoro
E girano con delle vecchie Api
Ripetendo lo slogan di successo
Il primo per intenderci

"Vaccino Delta
Approvato direttamente da Dio"

"Vaccino Delta
Approvato direttamente da Dio"

"Vaccino Delta
Approvato direttamente da Dio" 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 25 giugno 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Versi Insistenti"

Ispirata a sua volta da questa poesia di Franco Battaglia che ha postato sul suo blog due settimane fa.

VERSI INSISTENTI

I miei versi mi svegliano
Mi rincorrono 
Mi inseguono e mi perseguitano
Raramente mi abbandonano
Fino a quando non li ho assicurati
Ad un foglio bianco 
Ed on line.

Versi che mi cercano
Insistentemente
Versi suggeriti da un suono
Un'immagine 
Una notizia
Una sensazione
Versi che nascono da un sogno
Sogni che non solleticano i miei versi

Versi che raccontano il mio vissuto
Versi che più spesso denunciano il malcostume sociale

I miei versi sono tignosi
Insistenti
Raramente mi lasciano
Spesso 
Mi martellano ossessivamente
Fino a quando
Non si sentono al sicuro
Sul computer
E stampati su un foglio A4
Dove attenderanno solo di essere letti
Recitati
E vissuti 
Ancora ed ancora.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 23 giugno 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Sinapsi Spente"

SINAPSI SPENTE

Nella remota Valle della Mente
Luci spente causano disagi e difficoltà
Intere aree restano al buio
Un blackout che non era previsto
Non era atteso
Non era meritato.

Nella remota Pianura del Cervello
Intere piantagioni di sinapsi 
E numerose coltivazioni di ricordi
Svaniscono
Travolte da un'inondazione 
Ma lui non cede
Articola nell'aria i suoi pensieri confusi
Confusi per noi.

Nei meandri nebbiosi di una struttura
Una figura si allontana in lontananza
La sua camera un taboo inviolabile per i parenti

Passo dopo passo
Potrebbe riprendere a camminare discretamente
Quel ragazzo 
Quel fisiatra sa il fatto suo

Intanto lei lo visita tutti i giorni
E tenta di penetrare quelle coltri della mente
E violare quelle barriere che offuscano il suo cervello.

Si riconoscono
Si abbracciano
E lui 
Il frutto del loro amore
Li osserva poco più in là
Poi si avvicina e diventa un abbraccio collettivo

Lo porteranno presto via da lì
Deve solo riuscire a camminare meglio
E magari 
Se certi effetti di un Nazi-Pfizer Impfstoff
Termineranno
Anche a riprendere 
Qualche luce spentasi troppo presto
E tornare con i lampioni della mente
Ad illuminare ancora certi boulevards del cervello.  

Lo porteranno presto via da lì
Non perchè stia in un lager
Ma perchè non è casa sua
Non è casa loro
Non è come stare insieme
Mangiare insieme
Litigare insieme
Per le astrusità che lui inventa
E di cui si convince senza motivo apparente.

E loro continuano a ripetersi come un mantra
Sperando in un suo recupero 
Compatibilmente con la sua malattia:

"Lo porteremo via da qui
Lo porteremo via da qui
Lo riporteremo presto a casa"

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 21 giugno 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "No Name, One Name"

NO NAME, ONE NAME

Corro 
Con la mente
Ascolto voci di luoghi senza nome
Sussurro loro il mio disappunto
Nascondo loro la mia disperazione.

Voglio imparare
A non avere male
A non sentire le mie gambe dure come mattoni
Solo perchè la mia testa non le vuole liberare
Da questa gabbia 
Con sbarre fatte di lacrime.

Voglio spaziare
Dentro aree ampie e rigogliose
Voglio camminare dentro labirinti
Perdermi nella luce dei loro diabolici vicoli
E deviazioni assenti
Direzioni senza indicazione alcuna
E percorsi senza nome

E continuo a correre
Senza fiato
Senza sosta
Crampi alle gambe
Arranco
Stringo i denti
Mordo le labbra
Ma non rallento
Voglio un mondo alternativo
Dove nessuno
Nessuno ha un ruolo predefinito 
E preventivamente assegnatoli dalla società 
Fin dalla sua nascita

E voglio una società alternativa
Immaginaria
Visionaria se preferite
Dove arte e sogno
Riempano l'aria di suoni
Immagini 
Ed idee coraggiose ed avveniristiche
Una società senza quartieri ghetto
E quartieri militarizzati e protetti fino all'esasperazione

Voglio una società senza nome
Una società non rigida e schematica
Ma liquida e libera
Una società che invece abbia un nome
Uno solo:
UTOPIA.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA® 

venerdì 18 giugno 2021

L'Angolo del Rockpoeta® : Aiutiamo Lisa!

Prendo spunto dal post di Cristiana e dalla proposta di Mariella sul suo blog, e do voce ed eco a questa richiesta d'aiuto in punto di morte pensata da una madre per aiutare una figlia. I fatti sicuramente molti di voi li conosceranno già ma mi permetto cmq per chi non li avesse noti, di riportarli sinteticamente:

(Fonte: La Repubblica - Enrico Ferro):
PADOVA - Sonia Campagnolo, uccisa a 47 anni da un tumore al pancreas, sul punto di morire aveva un'unica grande preoccupazione: la figlia Lisa Campagnolo e il suo percorso di studi alla facoltà di Giurisprudenza a Padova.

"So di avere pochi  'seguaci'  e ancor meno commenti. Il mio blog si occupa, principalmente, del sociale , di aneddoti della mia vita e del mio cane. Filosofeggiare lo lascio fare ad altri, più bravi di me.
Quindi so che sarete in pochi a leggere questo post, purtroppo, ma spero che vogliate aiutare  Lisa, in ricordo della sua mamma "

Per chi volesse contribuire a questa causa:

 IBAN IT96E0103062470000001807112 -  causale: in memoria di Sonia

Io vi lascio il mio appello teso a chiedervi di darle una mano anche spargendo e diffondendo con i nostri blog questa sua richiesta d'aiuto, con questi versi:


ABBRACCIO D'AMORE

Mi chiamo Sonia
Ma in realtà
Da lunedì scorso 
È più corretto che mi presenti così:

Mi chiamavo Sonia
Mi ha stroncata un tumore al pancreas
E sono evaporata abbandonando questa vita
All'età di soli 47 anni.

No, no
Non desidero nessuna commiserazione
O sano sentimento di pietà, dolore o dispiacere
Da parte vostra
Io mi sto rivolgendo a voi
Per chi è vivo
Per chi davvero ha adesso bisogno 
Del vostro aiuto.

Sto alludendo a mia figlia Lisa
Lei studia giurisprudenza
E la mia unica e sola preoccupazione
Da quando ho conosciuto la mia sorte
E mi è stato brutalmente diagnosticato il mio destino
Nonché la mia presumibile data di scadenza
È sempre stata soltanto mia figlia.

Lo so
Vi sento già rumoreggiare
E dire che di madri al mondo ce ne sono tante
E tante hanno ed avrebbero bisogno d'aiuto
Per i loro figli
Ed io vi rispondo che è vero
Avete ragione
Ma se non iniziate a decidere 
Di aiutare alcune di esse
Con il pretesto 
Che non potete aiutarle tutte
Non ne aiuterete mai nessuna
E non aiuterete mai nessuno nella vita.

Un alibi molto comodo
E di facile presa per cavarsela
E trarsi d'impaccio 
Dallo scomodo fastidio di essere altruisti
E mostrare di avere un cuore.

Ed io ora sono qui
Davanti a voi
Affinchè mia figlia possa ancora studiare
Avere un futuro
O almeno avere le armi migliori possibili 
Per tentare di realizzarlo
Ed affinchè un domani
Possa avere un'indipendenza economica
Una sua vita
Una famiglia.

Quindi
Diffondete vi prego questo mio accorato appello
E se potete
Appoggiatelo anche in concreto
Con un piccolo aiuto
Ma non lasciate sola mia figlia
Non permettete che la mia malattia
Mi faccia sentire colpevole
Per non averla potuta sostenere 
Come si deve
Fino in fondo
Come stavo già facendo
E come avrei voluto ancora 
Continuare a fare.

Aiutatemi a regalare a me e mia figlia un sogno:
La sua laurea
Con lei sorridente davanti al suo relatore 
Ed io dall'alto 
Che la osservo 
Accarezzandole idealmente il viso 

Un viso che si ricorderà di voi
Che le avrete permesso di arrivare 
A vivere quel giorno
Un viso velato da una lacrima
Per non avere sua madre accanto

Ma mi auguro
Che in quel preciso istante
Possa avvertire il mio amore
Avvolgerla in un abbraccio infinito
Un abbraccio di gioia. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA® 

mercoledì 16 giugno 2021

L'Angolo del Rockpoeta®:"La Conta Degli Sfruttati"

LA CONTA DEGLI SFRUTTATI

Questa è la conta degli sfruttati
Da coloro che andrebbero ammanettati
Questa è la conta degli sfruttati
La conta di coloro che rischiano quotidianamente
Lavorando
Di morire ammazzati
Questa è la conta degli sfruttati
Di tutti coloro che non vengono considerati

Un due tre
A parlare tocca a te
Un due e tre
Ascolteremo proprio TE

Era una mattina come tante
Dobbiamo raggiungere dei silos
Con dentro sostanze tossiche
Chiediamo le mascherine protettive
Ma riceviamo risate
Pacche sulle spalle
E tante moine

Ed è così
Che disgraziatamente
Un'esplosione fu fatale
Perchè respirammo tutto quel tossico letame.

Questa è la conta degli sfruttati
Da parte di coloro che andrebbero arrestati
Questa è la conta degli sfruttati
Di coloro che rischiano costantemente
Di morire ammazzati
Questa è la conta degli sfruttati
Di coloro che non sono mai considerati

Un due tre
A parlare tocca a te
Un due e tre
Ascolteremo proprio TE

Ho fatto il lavapiatti
Ero in un ristorante 4 stelle
Pretendevano flessibilità, professionalità,
Che lavorassi come uno schiavo
Che facessi i doppi turni, saltassi i miei riposi
Ed io mi adeguavo per necessità.

Un giorno
Mi permisi solo di chiedere le scarpe antinfortunistica 
"Fai senza" fu la risposta
Alla quale seguì una fragorosa risata.

Per fortuna
Non mi successe niente
E sono ancora vivo per raccontarlo.

Questa è la conta degli sfruttati
Da parte di coloro che andrebbero arrestati
Questa è la conta degli sfruttati
Di coloro che rischiano costantemente
Di morire ammazzati
Questa è la conta degli sfruttati
Di coloro che non sono mai considerati

Un due tre
A parlare tocca a te
Un due e tre
Ascolteremo proprio TE

Io purtroppo sono morta
Morta a soli 22 anni
E lascio un figlio di cinque.

Muoio schiacciata da un macchinario tessile
Per un qualche problema strano
Perchè di solito se si viene "catturati" dalla macchina
La stessa si ferma subito
Ma nel mio caso non è successo
Ed ora mentre indagano 
Sempre a posteriori ovviamente
Sulle responsabilità del mio datore di lavoro
Io sono su questa nuvoletta a guardare la solita pantomima
Restando in apprensione per mio figlio.

Ed infine ci siamo noi
Noi che cadiamo da una gru
Noi schiacciati da un trattore vecchio e stanco
E noi che non veniamo dotati delle doverose imbracature 
Quando lavoriamo sulle pareti dei grattacieli
Oltre a tanti altri ancora 
Che finiscono nel silenzio dell'oblio.

Come esiste il milite ignoto
Forse dovrebbe essere istituito
Il monumento al "Lavoratore oppresso"

Questa è la conta degli sfruttati
Da coloro che andrebbero ammanettati
Questa è la conta degli sfruttati
La conta di coloro che rischiano quotidianamente
Lavorando
Di morire ammazzati
Questa è la conta degli sfruttati
Di tutti coloro che non vengono considerati

Un due tre
A parlare tocca a te
Un due e tre
Ascolteremo proprio TE
Un due e tre
Alla prossima perchè 
Un due e tre
Un'altra vittima ora c'è
Un due e tre
E la conta finisce qua
Per il rispetto di quei due bimbi
Che devono piangere papà.
 
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 14 giugno 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Vita Incrinata"

VITA INCRINATA

Casa vuota
Torna all'ovile 
Dopo una giornata di lavoro
Una delle prime nuovamente in ufficio
E non più in smart working. 

Una parte di lui è apparentemente felice
La routine di sempre sembrava essere ripresa
Pareva essere ricominciata. 

Finestre abbassate
Luci spente
Solo il monitor del computer
Ad illuminare la stanza

Lui ha 63 anni
Il lockdown lo ha vissuto male
Soprattutto perchè non ha più potuto andare a lavorare
Ossia vivere a pieno l'unico momento di interazione sociale
Con persone in carne ed ossa 
Che gli era rimasto

Svolgere anche le mansioni del suo impiego 
In totale solitudine 
Senza un contatto umano 
Lo aveva profondamente logorato.

Moglie mancata pochi anni prima
E da quel momento
La luce nei suoi occhi si era spenta

Una cena parca
Spesa fatta portare a domicilio

In realtà
Lui fisicamente è integro
Potrebbe andare dove vuole
Ha qualche acciacco
Un po' la schiena con qualche problemino
Ma di fatto è in discreta forma
È la volontà che gli difetta
È la forza di volontà che è assente.

Naviga in rete
Scrive sui social
Ma soprattutto legge, ascolta musica
E guarda la tv satellitare.

Poco prima che si scatenasse la pandemia 
In realtà sembrava stesse rialzando la testa
Pareva iniziare a scuotersi 
E riprendere lentamente a vivere.

Era entrato a far parte 
Di un movimento ambientalista
Aveva conosciuto molti giovani 
Che lo stimavano
Ed una signora coetanea
Con cui forse stava nascendo una simpatia.

Ma la pandemia ha cancellato tutto
La signora è morta di covid
E molti giovani dell'associazione
Hanno adesso rinunciato a riprendere l'attività
Spenti e svuotati
Disillusi e pragmaticamente rivolti
A cercare i cocci di un loro sempre più incerto futuro.

Eccolo quindi
Di nuovo solo
Di nuovo tradito dalla vita.

Un'altra cena
Sempre parca
Sempre la stessa
Poi prende dall'armadio un vestito di lei
(Li aveva tenuti tutti)

È un vestito nero
Elegante
Da sera
Lo poggia sul letto
Dalla parte dove lei era solita dormire
Poi prende un tubetto di pastiglie di sonnifero
Si corica accanto a lei 
Spegne la luce
Ed attende con pazienza
Di potersi addormentare 
E finalmente raggiungerla

Gli occhi si chiudono
Ed un sorriso luminoso 
E felice
Si manifesta attraverso le sue labbra stanche

E due luci abbaglianti
Si ricongiungono
Per l'eternità.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 11 giugno 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Mano Nella Mano"


Due giovani mano nella mano
Entrambi indossano un paio di jeans
Un indumento comune
Nulla di particolare
Sono semplici jeans.

Quelli di lei
Sono strappati sul ginocchio
Quelli di lui sono più classici
Insomma
È inutile che stia a soffermarmici oltre
Sono due comunissimi paia di jeans
Forse...

Stanno passeggiando per le vie della capitale
Le forze dell'ordine li fermano
Chiedono loro delucidazioni sul loro abbigliamento
E poi a forza
Li trascinano via e li arrestano
Colpevoli di aver violato la legge
Colpevoli di indossare entrambi i jeans.

Non è fantascienza
Siamo in Corea del Nord
Dove Kim ha promulgato una legge 
Che vieta film e capi di abbigliamento "stranieri"
Americani principalmente
E quindi anche e soprattutto i jeans.

La paura si impossessa dei due giovani coreani
Loro nemmeno erano a conoscenza della legge
Non in modo dettagliato
Pensavano di rischiare una multa e
Un po' per sfida 
Un po' perchè trovavano assurdo rinunciare
Ad un capo di abbigliamento comodo, giovanile 
E che si usa da decenni
Li avevano comunque indossati per uscire.

Terrore e sgomento nei loro occhi
Non immaginavano di rischiare perfino la pena capitale

Morire per un paio di jeans
Prima che aberrante è inimmaginabile
Assurdo ed inconcepibile

Vivessero in un altro Paese
Anch'esso liberticida
Ma non così repressivo 
Il giorno seguente al loro arresto
Ed alla notizia diffusa dai media 
Che dipinge quei due giovani
Come dei pericolosi sovversivi
Ed una autentica minaccia terroristica occidentale
Per la Nazione
Rappresentata come una perla da proteggere
Dal fango mondiale che la minaccia,
Il giorno seguente 
Una fiumana di giovani 
Ma anche individui di ogni età, sesso, razza e religione
Sarebbe sfilata per le vie delle città in jeans.

Ma lì prevale la paura
Ed un indottrinamento feroce
Che inizia fin dall'infanzia dentro gli asili
Ed allora quella sfilata non ha luogo
Quella sfilata è sì purtroppo vera fantascienza.

Sono in giudizio 
Aula del tribunale eccezionalmente
Colma di gente che vuole assistere all'evento
E che desidera solo che quei due pazzi vengano
Severamente puniti.

L'aria che tira è facilmente intuibile
È il primo caso di violazione della legge
Si vuole mostrare fermezza con una sentenza esemplare
La loro condanna a morte è già scritta.

E così è
Pena capitale
Ed il giorno dell'esecuzione
Milioni di coreani 
Festosi e sorridenti
Potranno assistere in diretta televisiva
A questa barbarie di Stato.

E così è deciso
Pena capitale
Ed in quell'istante nei due innamorati
Scatta un acceso e lucido sguardo d'intesa.

Quel giorno 
Andranno a morire fieri
Senza paura
Mano nella mano
Con addosso solo un paio di jeans 
Jeans e nient'altro
A parte il loro amore
Ed i loro corpi innocenti condotti al macello.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 9 giugno 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "An Angel Called Saman"

 AN ANGEL CALLED SAMAN

"Se non hai mie notizie entro 48 ore
Avverti le forze dell'ordine amore"

"Mi vogliono uccidere
Vogliono ammazzarmi perchè rifiuto
Di sposare un mio cugino
Perchè non voglio un matrimonio combinato,
Se mi devo sposare 
Sposo te amore"

Sento le loro parole
Il tono alterato delle loro voci 
Percepisco stralci di frasi 
"Deve ubbidire, deve sposare 
Chi diciamo noi e basta!"

La mia paura cresce
Provo a scappare ma sono senza documenti 
Vorrei fuggire ancora 
Ma so che sicuramente mi troverebbero
E denunciarli 
È complicato.

Vero
Potrei avere anche dei testimoni
Il mio ragazzo per esempio
Ma loro farebbero fronte comune

Insomma dovrei finire massacrata,
Allora 
E solo allora
Forse
Riuscirei a dimostrare quanto vorrei sostenere

Certo
A quel punto sarebbe una magra soddisfazione
Cbe me ne farei di vedermi riconosciuta la ragione
Una volta che fossi cadavere.

Alla fine hanno vinto loro
No
Non nel senso che ho accettato le loro condizioni
Ma in quanto mi hanno uccisa per essermi rifutata 
Di accettare quell'orrore di matrimonio combinato. 

Avevo solo 18 anni
Il mio cuore palpitava d'amore per lui
E la mia anima pulsava senza sosta per i suoi occhi
E non per quelli di quel pervertito del mio Paese d'origine.

Ho voluto lottare per essere libera ed indipendente
Per scegliere chi amare
E come vestirmi
Ed il prezzo che ho dovuto pagare è stato altissimo.

Ciononostante lo rifarei
Non rinuncerei a lottare per la mia felicità
Forse
Col senno di poi
Sarei scappata prima
Molto prima
Senza più tornare.

E tu amore mio
So che andrai avanti
Devi andare avanti
E so che lo farai 
Portando per sempre nel tuo cuore 
I miei occhi
Il mio sorriso
E la mia anima
Che saprà proteggerti
Dovunque io sarò
Ovunque tu ti troverai. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 7 giugno 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Mascherine"


"Mascherina
Mettete la mascherina"

"Ehi tu
Sei senza Ffp2 
Ti multiamo!"

Eh già
Per queste mascherine 
Abbiamo un'attenzione spasmodica
O forse poi anche per queste
Adesso
Meno assillante di quanto possa sembrare.

Mascherine
Loro le dovevano avere
Gliele doveva fornire il loro datore di lavoro
E non quelle per il covid
Ma quelle specifiche per il lavoro che facevano
E per dove lo facevano.

Due operai 
A Pavia
Lavoravano alla Digima di Villanterio
Azienda specializzata nella lavorazione di scarti animali 
Per la produzione di farine per mangimi.

Incidente
Si sprigionano gas tossici e nocivi
Problema grave
Grave ma forse risolvibile
Basterebbe che indossassero la mascherina
Ma non la Ffp2 per il covid
Quella per difenderli proprio da questi gas.

Peccato che loro non ce l'abbiano
Che non sia stata loro fornita
Peccato che per questo siano morti

Alessandro 
Lascia moglie e due figli
Il suo collega lo segue a ruota
Entrambi coetanei 
Entrambi morti per asfissia
Ma state tranquilli che del loro diritto
Ad avere la mascherina non si parlerà 
Per molto ancora. 

Alessandro 
È morto proprio il giorno del suo compleanno
Compiva 50 anni.

E la sua morte assurda
È stato il suo ultimo beffardo regalo di compleanno

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA® 

domenica 6 giugno 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Il Magico Sorriso Di Ester" (E.I.T.R.D.)

Nuovo appuntamento con il post contro la violenza sulle donne che fa parte
dell'iniziativa E.I.T.R.D alla quale partecipano i blogger che vedrete segnati in fondo a questo post. Per saperne di più su questa iniziativa vi rimando QUI al primo post che la spiegava in dettaglio. 


IL MAGICO SORRISO DI ESTER

"Dove credi di andare?
Credi davvero di sfuggirmi? Vieni qui!"

Rumori sordi
Piatti rotti
Posate per terra
Urla
Concitate e rabbiose quelle di lui
Squillanti e terrorizzate quelle di lei

L'agguanta
Ed Ester sa 
In quel preciso momento
Che è destinata ad essere un nome in più
In quella lista funerea di donne uccise da un uomo.

Femminicidio
L'ha sempre infastidita questo termine
Da un lato comprendeva che era pratico
Permetteva di avere subito ben chiaro 
Di che tipo di omicidio si trattasse
Dall'altro però
Le sembrava che 
Con questo termine
Si discriminassero le donne
Anche da morte

"Perchè - si domandava Ester - 
Dare a queste morti un nome tutto loro? 
Siamo donne, ma come tali siamo esseri umani 
Proprio come i maschi. ed allora perchè non scrivere
Di un omicidio per mano dell'ex compagno? 
Non era uguale, anzi meglio?"

Ester ora è a terra
Il suo aguzzino
Il suo assassino
Simula un'effrazione
E vuole far credere ad un'aggressione
Commessa magari da un extracomunitario
Questo quando dovessero scoprire il fatto

Nel mentre
Lui cerca di costruirsi l'alibi
Vuole far credere che all'ora della morte
Fosse fuori città per lavoro.

Una volta inscenato il tutto
Prende e va via 
Va a 200 Km da lì
In attesa che lo avvisino della tragedia
Pronto ad interpretare la sua parte da premio oscar
Quella del maritino sconvolto da un orrore simile.

Passano i giorni
Sono già cinque
E lui non capisce
Abitano in un condominio ampio
Di quelli con giardino esterno
Ma pur sempre un condominio mica una villetta privata
Eppure nessuno lo contatta per dargli la...ferale notizia

Ed i giorni passano 
Sono già dieci
E nessuno la va a cercare
Nessuno che la reclami
O nessuno che si domandi che fine abbia fatto.

I suoi genitori erano fuori combattimento
Padre morto, madre in casa di riposo
Amiche, pochissime quasi nessuna
Lui era stato abile a farle terra bruciata intorno
Ma i vicini? I vicini la conoscono, la stimano
Avrebbero dovuto già chiedersi il perchè di questa sua assenza
Invece...

Dodicesimo giorno
Ora il puzzo è forte
Sale alto ed aggressivo
Una fragranza figlia dell'odio 
E del disprezzo
Una fragranza inconfondibile.

Il vicino di casa
Onorio
Già si era insospettito da un po'
Ma ora 
Ora con quell'odore purtroppo inconfondibile
Non poteva più esimsersi 
Dal chiamare le forze dell'ordine.

Dodicesimo giorno
Ester è già in stato di decomposizione
Ed arriva la telefonata.

La recita ha inizio
Lui è bravissimo
D'altronde aveva avuto tutto il tempo
Di preparare la sceneggiatura nei minimi particolari
E provare più volte 
Per essere davvero convincente
Perfetto
Senza sbavature ed eccessi.

Nonostante il suo lavoro certosino e fantasioso
Per ingannare tutti e convincerli della sua innocenza
Gli inquirenti presto scoprono delle falle nel suo racconto

La deposizione da lui rilasciata
Ha numerosi punti che danno adito a dubbi
E questi dubbi
Come crepe in un muro di cartongesso
Si allargano smisuratamente

Oramai quell'ignobile assassino 
È all'angolo
Due ora ancora 
E crolla
Confessa

Racconta tutto
Singhiozzando 
Volgari lacrime di coccodrillo
L'interrogatorio si trasforma così
In un suo disgustoso monologo
Dove per filo e per segno 
Racconta cosa ha fatto.

E mentre
Quel bastardo 
Descrive l'accaduto fin nei minimi dettagli
Gli inquirenti non smettono di porsi una domanda
Domanda che frulla nella loro testa già da un po'
E che li atterrisce 
Pensando alla risposta che se ne deduce
Dalla confessione del marito.

E mentre quel maledetto
Non ha ancora terminato la sua deposizione
Coloro che lo stanno ascoltando 
Si pongono poche domande 
Che, forse, sarebbe meglio 
Non trovassero risposta

"Possibile che nessuno la sia andata a cercare
Possibile che nessuno abbia sentito nulla
Possibile che nessuno si sia posto il quesito
Sul dove questa ragazza così bella, giovane e spigliata
Fosse finita
Visti i numerosi e, per lei, inconsueti giorni di sparizione?"

Giustizia è fatta
Ma Ester è morta
Nessuno ha saputo o voluto 
Provare ad anticipare e scongiurare
La possibilità 
Che tutto questo accadesse

Giustizia è fatta
Apparentemente
Perchè in un mondo giusto
Nessuno di noi avrebbe oggi perduto
Il magico sorriso di Ester

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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venerdì 4 giugno 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Sesto Senso"


SESTO SENSO

Lui non era mai stato lì
Conosceva i luoghi 
Sapeva quale strada percorrere 
Ma niente di più. 

Degli incidenti 
Di quella maledetta curva 
Non sa nulla 
Lui non legge le pagine locali
Spesso il suo lavoro 
Lo porta altrove
Ma domani 
Domani il destino 
Lo avrebbe fatto passsre
Proprio di lì.

Passa la giornata
Tranquilla 
Quasi monotona
Ma il tempo scorre
Ed inevitabilmente 
Ecco sorgere la mattina seguente.

Si alza nervosamente 
Un incubo notturno 
Lui che muore in quella curva
Curva per lui sconosciuta
Di cui non conosce 
La sua triste fama.

Nel sogno
Lui ormai privo di vita 
Sente parlare
I soccorritori 
"È già il sesto morto 
Eppure giornali e blog 
Ne scrivono"
Ma quello che più lo colpisce
È un ricordo
Poco prima dell'impatto

Un gatto nero 
Sul ciglio della strada 
Con un cartello che recita:
"LEGGIMI"

Lui ora è sveglio 
Ma quell'incubo 
Lo ha vivido nella sua mente 
E soprattutto ricorda 
Con insistenza 
Quell'avviso del gatto nero. 

Chiamatelo intuito 
Sesto senso
Destino
Lui va su internet 
E scrive 
Senza un'apparente ragione 
" CURVA MORTALE E GATTONERO"

Lancia la ricerca
E per un attimo 
Per una infinitesimale frazione di secondo 
Ha un gesto di stizza 
Per l'errore di battitura
Ma è giusto il tempo 
Di un respiro
Poi trova il link
Ad un blog "Gattonero"
Lo apre legge il post
E capisce 
Capisce il rischio 
E comprende quel suo strano sogno 

Quel giorno 
Prese una strada diversa 
Tutto andò bene.

Al suo rientro a casa 
Abbraccia la sua famiglia 
Racconta loro tutto quanto 
E si stringono
In un abbraccio liberatorio.

Poi
Accende il computer 
Va su quel blog
E commenta quel post
Con il volto 
Ancora solcato dalle lacrime 
Scrivendo una sola parola:
"GRAZIE"

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®