mercoledì 28 febbraio 2024

lunedì 26 febbraio 2024

L'angolo del Rockpoeta®: "Manganelli"

 MANGANELLI

Un due tre
Manganelli su di te

Un due tre
Manganelli anche per te

Un due e tre
Manganellate gratis per tutti
Tutti voi a mani nude 
Tutti voi manifestanti del cazzo
Che volete protestare per la pace
O peggio ancora per i vostri diritti
Che poi di quali diritti parlate
Forse di quelli che credete di stare perdendo
Quando non vi siete resi conto 
Che ve li abbiamo scippati da tempo

Un due tre
Manganelli su di te

Un due tre
Manganelli anche per te

Che poi non capisco di cosa vi lamentiate
Se esiste un qualcosa di equo, democratico
Assolutamente imparziale e non discriminante
È proprio la manganellata:
Colpisce tutti indistintamente
Uomini
Donne
Ragazzi
Anziani
Donne incinta
Giornalisti, quei pochi ancora liberi, 
Insomma
Il manganello non guarda in faccia a nessuno
Al limite la colpisce

Un due tre
Manganelli su di te

Un due tre
Manganelli anche per te

Un due e tre
Manganelli su di te
E se muori
Peggio per te 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 23 febbraio 2024

L'Angolo del Rockpoeta®: "La Scossa"

LA SCOSSA

Regno dell'incoerenza
Denunce in loop annoiano,
Lacrime salva-coscienza
Non ci si gira dall'altra parte
Ma si fa spallucce
In fondo noi siamo formiche
in una società governata da titani
Cosa potremmo fare?

Eppure l'unità di un popolo
Può vincere contro tutto e tutti
È risaputo
Ma lo scordiamo spesso

Memoria ballerina
Scarpette da ballo
Piroetta dissolve i pensieri scomodi

REgno dell'incoerenza
Sovrano unico
Siamo tutti noi

Ciascuno di noi
È un tassello volgare
Un pezzo di quel sovrano
Perchè la nostra indifferenza
Alimenta la sua forza
E non vogliamo capirlo
Ed allora siamo noi i primi colpevoli
I primi carnefici

"Siamo piccoli granelli di sabbia
Separati dal mare e dai nostri simili, che potremmo fare?"

Io testardo 
Mi dissocio da questo ritornello vigliacco
Comodo anestetico
Per non avvertire fastidiosi rimorsi di coscienza

Ma non avete scampo
Io sono il vostro grillo parlante
Che non riuscirete a schiacciare 
Sulla parete della vostra coscienza
Sono una mareggiata inarrestabile
Che cresce rabbiosa di onda in onda
Sono la frana che travolgerà ipocrisia e disfattismo.

E se anche fosse una battaglia persa
Quando verrà anche per me 
Il momento di chiudere gli occhi 
E addormentarmi per sempre
Avrò almeno la consapevolezza
Di non essere mai stato vostro complice
Nemmeno per un secondo della mia travagliata esistenza

In attesa di quel giorno
Non mi fermo
Sto arrivando 
Inarrestabile
Spetta a voi decidere
Se lasciarvi cullare
Dalla scossa della verità e del cambiamento
Danzando e dondolando al suo ritmo
O farvi travolgere dai detriti 
Della vostra anima marcia.

Sta arrivando la scossa
È impossibile sfuggirla
Potete chiudere gli occhi
Fingere che non vi possa raggiungere 
Ma sta arrivando
È già qui
È adesso
Sta arrivando
E le mura della città dell'incoerenza
Stanno scricchiolando
A breve crolleranno
Ed allora nulla vi proteggerà
Babilonia si sgretolerà 

La scossa è vicina
Si avvertono già le prime avvisaglie
La scossa è vicina
Lo tsunami è già sulla rampa di lancio
Nulla da temere
Travolge solo vigliacchi, indifferenti
Razzisti, ignoranti
E sordi di professione.

Lacrime imbellettate da lustrini e paillettes
Saranno spodestate
Da lacrime strazianti
Troppo salate
Per sperare nell'eco dei media

Ma io voglio sognare
Sognare che cavalcheremo quell'onda
Che sapremo surfare su quella scossa
Voglio credere
Che quel fatidico giorno
Noi saremo la scossa.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 21 febbraio 2024

L'Angolo del Rockpoeta®:"Strike"

STRIKE

Posto di blocco
Cercano noi?
No
Almeno non solo noi
Ma se ci riconosceranno
Giocheranno a pallone con le nostre teste

Decapitazione
Teste dissidenti rotolano a terra
Asfalto viscido
La pioggia non pulisce
Il sangue sul manto stradale

Decapitazione
Asfalto rosso
Incrostazioni
Sangue reciso
Macchia il selciato

All'angolo della carreggiata
Una distesa di volti senza corpo
I soldati ne prendono una decina
Poi a distanza regolamentare
Dispongono uomini e donne
Ancora vivi
Come i birilli del Bowling

Ovviamente
Le palle sono le teste mozzate

Ad ogni lancio
Assistiamo attoniti
Ad occhi spalancati e senza vita
Rotolare verso i birilli umani
Destinati a cadere sparati
Appena toccati
Da quella palla improvvisata
Abbattuti da un colpo alla nuca
Non appena una testa li sfiora

Altro lancio
Nuovi "birilli"
Sostituiscono quelli buttati giù
Nel turno precedente.

Ed assisti a quell'orrore
Sperando non decidano di fermare anche te
Ma soprattutto 
Augurandoti
Che nessuno dei giocatori 
Faccia mai
Anche solo per pura casualità
Strike.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 19 febbraio 2024

L'Angolo del Rockpoeta®:"Ovidio Marras"


Questa è la storia di Ovidio Marras
Un uomo, un eroe, una leggenda
Non lo spaventarono le minacce
Non lo corruppe il denaro

Le sue terre presso Capo Malfatano
Le sue e le "nostre"
E lui lottò e vinse
Perchè rimanesse inviolato
Quel Paradiso in Terra
Che Dio aveva creato.

"Io non vendo
Non abbandono le mie terre
Prima di mio padre e prima ancora
Del padre di mio padre"
Ma soprattutto
Lui non permise uno scempio
Voleva che tutti noi godessimo
Con gli occhi puri 
Di quell'incontaminata meraviglia della natura

7 Gennaio 2024
93 anni
Ci hai salutato
Ma per noi tu non ne te ne sei andato veramente
Il suono della tua voce pulita
Che canta l'amore per quella terra
Possiamo sentirlo
Come l'eco del mare in una conchiglia
Adagiando dolcemente
Il nostro orecchio 
Sulla tua terra 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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Vi lascio anche il video perchè è particolare.



sabato 17 febbraio 2024

L'Angolo del Rockpoeta®: "La Staffetta Dell'Appalto"

LA STAFFETTA DELL'APPALTO

Scrivi, poeta, scrivi
Morti sul lavoro
Quante tue liriche su questo bubbone 

Scrivi, povero sciocco, scrivi
Nulla cambia
Oggi altre vittime a Firenze
Tutta colpa della "Staffetta dell'appalto"
O se preferisci del "Passa il lavoro"
(E con esso le responsabilità)
 O ancora "Subappalto" se vuoi essere preciso

Si passano il lavoro
Tante di quelle volte
Che nemmeno il City di Guardiola
Col suo tiki taka 
Riesce a fare tanti passaggi in un'azione
Ma tu non demordere, pirla, 
Mi raccomando, scrivi.

Hai ragione
Cosa scrivo
Cosa che non abbia già detto
Cosa che non si sia già denunciato
Ed altrettanto rapidamente dimenticato
Cosa che possa ancora avere un senso?

Peccato che mentre i padroni 
Si dilettano con la staffetta dell'appalto
Lavoratori innocenti 
Non possano evitare la morte giocando a "Ce l'hai"

Basterebbe che solo uno di essi
Toccasse uno dei tanti subappaltanti 
Per girare loro anche la morte
Ma non funziona così
Loro restano sotto le macerie
Nessun bastoncino da passare
Loro non sono il City di Guardiola
Sono vittime sacrificabili
E sacrificate
Nemmeno in nome di un falso progresso
Ma solo per un misero maggior profitto dell'imprenditore.

Perchè è la legge del più forte a trionfare
Se non si fa rispettare la legge, quella vera. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 16 febbraio 2024

OPINIONE DEL ROCKPOETA®:"GENOCIDIO"

Premesso che sodalizzo con Ghali e che la presa di posizione della RAI l'ho trovata nauseante, viste però le tante polemiche relative alla considerazione che quello in atto a Gaza sia un genocidio mi sono chiesto su quali basi di fatto e di diritto si possa parlare di genocidio e quando no e se magari esiste un numero minimo di morti sotto il quale non è genocidio.

Diciamo subito che non esiste una franchigia quindi non esiste nulla che qualifichi il genocidio sulla base di un numero minimo di morti sotto il quale non lo si può definire tale. Allora mi sono detto che doveva essere la definizione del vocabolo a determinare e chiarire se quello che a Gaza sta accadendo può correttamente definirsi un genocidio. 

Pertanto grazie a Google recupero la definizione data da Oxford languages 

Genocidio è la"Metodica distruzione di un gruppo etnico, razziale o religioso, compiuta attraverso lo sterminio degli individui e l'annullamento dei valori e dei documenti culturali." Osservando questa definizione mi pare che quanto accade a Gaza possa tranquillamente essere considerato genocidio. 

Ok basterebbe già così ma andiamo più a fondo. Analizziamo sempre la sua definizione e pertanto quali siano le sue caratteristiche primarie, con un documento ufficiale di estrema rilevanza ossia la Convenzione sul genocidio redatta dalle Nazioni Unite nel 1948 ed entrata in vigore il 12 gennaio1951. In essa, assistiamo a un tentativo più rigoroso di definire il fenomeno in esame. 

Ed ora cito R. BARSOTTI da un suo libro del 1981 pagg234-236 "Delle caratteristiche della Convenzione e delle sue implicazioni diremo dopo per il momento limitiamoci a ricordare la definizione in essa adottata all'articolo II: "Per genocidio si intende ciascuno degli atti seguenti, commessi con l'intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, come tale: a) uccisione di membri del gruppo; b) lesioni gravi all'integrità fisica o mentale di membri del gruppo; c) il fatto di sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale; d) adozione di misure miranti a impedire nascite all'interno del gruppo; e) trasferimento forzato di fanciulli da un gruppo a un altro" (v. Barsotti, 1981, pp. 234-236). 

 Direi che anche per questa Carta redatta dalle Nazioni Unite, sia oggettivamente, legalmente. e legittimamente corretto parlare di genocidio a Gaza.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 14 febbraio 2024

L'Angolo del Rockpoeta®: "Rolling"

Liberamente ispirata da questo post di GUS

ROLLING

Mi sono svegliato scarafaggio
Una metamorfosi inspiegabile
Ho solo in corpo 6 dosi del siero

Io mi sono svegliato in catene
Ribelle del mondo
Vorrei difendermi
Ma non ho più la voce
Non capisco più alcuna lingua
E sembra non abbia nemmeno diritto all'avvocato.

Osservo l'oscurità 
Che avvolge il mondo intero
Esperienze distopiche da far impallidire Kafka
Regimi dispotici ti obbligano ad ubbidire 
Ad una semplice equazione

Ragione=Loro ideologia
Chi dissente ha torto
Chi dissente è malato
Chi dissente è isolato
Dissentire è immorale.

E se avevamo ancora 
Un residuo di illusoria speranza
Di vivere in un mondo migliore
Ora siamo rassegnati e convinti
Di averla persa per sempre
Volata via dentro quel palloncino
Sfuggito a quella bimba di quel famoso murales

Abbiamo seguito quel palloncino
Con lo sguardo incollato al cielo
Con la speranza che un miracolo
Lo facesse tornare indietro
Lo abbiamo monitorato
Fino a quando i nostri occhi non lo hanno perso

Sta volando 
Sta volando alto nel cielo
Andando in cerca di un nuovo mondo
Capace di apprezzare la speranza
Non sapendo 
Che a breve esploderà
E si dissolverà nell'atmosfera

Mi sono svegliato
Ed ho pianto
Perchè
Tutti quanti 
Ci siamo resi conto
Di esserci destati troppo tardi

Mi sono svegliato
La realtà peggiore del mio incubo
Non sono più in catene
Ho solo la mia testa dentro un cerchio chiuso
Ed una lama tagliente sopra di essa

Un sibilo
E rotolo...

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 12 febbraio 2024

L'Angolo del Rockpoeta®: "Una Come Me"

UNA COME ME  

Gioia
Questo il mio nome
Buffo vero?
Si dice spesso nomen omen
Ma nel mio caso è stato il contrario

Storia troppo abnorme
Un colpevole troppo per bene
Una vittima sbandata
Una mitomane sicuramente
E anche chi poteva credermi
Non osava aiutarmi

Io fuggita da un container
Ero l'eccezione 
In quella gabbia scura
Una quattordicenne italiana
In mezzo a tante minorenni straniere
Sole
Senza nessuno

Strano destino il mio
Se la mia storia arrivasse ai media
Allora farebbe notizia
Scoop dell'anno
E le mie lacrime 
A bagnare il vostro schermo ultrapiatto
Saprebbero provocare
Solo commozione di plastica
Ma se vi bussassi alla porta
Vi raccontassi la mia storia
Non avreste il coraggio di aiutarmi
Perchè cercare rogne, ho ragione?

Io ora sono salva
Ma quante mie coetanee
Sono comprate
Stuprate
Vendute
Prostituite
E da voi schifosi 
Scopate!

Proprio voi
Che ora state con la vostra famiglia
A versare lacrime false
Lacrime di vergogna

Ma è solo un attimo
Domani tornerete ad abusare
Di una di noi
Di una come me
Di me.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 9 febbraio 2024

mercoledì 7 febbraio 2024

L'Angolo del Rockpoeta®: "Riscatto"

RISCATTO

Gianni ha 25 anni
Da tre lavora come cassiere Alla Conad
Dai 20 ai 22 
Ha combattuto e vinto 
La guerra più difficile
Entrando in comunità
Per disintossicarsi
Dall’eroina
Che nonostante il nome
Di eroico non ha proprio nulla

Ha tenuto duro
Non ha mai 
Nemmeno per un attimo 
Ceduto al richiamo di quelle sirene di morte
Ricadendo in quella buia voragine

L’epilogo è intuibile
Grazie all’aiuto anche di quella comunità  
Ed alla sua ferrea determinazione
Gianni ha vinto e si è riscattato

Marco,
Di anni ne ha 29
Spacciava anfetamine e polvere bianca
Agli alunni delle medie e delle superiori
Ma ora
Dopo essere stato arrestato 
Si è pentito
E dopo aver scontato la pena  
Lavora come maestro di sci
Sulle piste innevate di Moena
Non più procurando folli discese libere
Su altre piste innevate di morte

E poi c’è Letizia.
Letizia oggi ha 24 anni
Letizia era troppo impaurita
Per fare quel passo fondamentale 
Verso il cambiamento

Rapita dieci anni prima
Costretta fin da subito a prostituirsi
Terrorizzata
Non riusciva ad avere la forza
Per sconfiggere la paura
E chiedere aiuto
Fino a quel giorno

Non sapremo mai
Quale molla le ha fece scattare la scintilla
Ma quel giorno
Prese il coraggio a due mani
Chiese aiuto ad un automobilista
Implorando un passaggio
Destinazione Carabinieri

Da quel giorno è protetta
Ha cambiato vita
Ed il suo aguzzino 
Sconta l’ergastolo.

Belle storie vero?

Ilenia si sveglia
Apre gli occhi lentamente
Occhi accecati dal buio
Sempre dentro quella stanza
Legata mani e piedi
Rapita oramai più di un mese fa.

Quelle storie di riscatto personale
Le aveva sognate per effetto
Di un cortese e magnanimo momento 
Di pietà del suo subconscio di appena 19 anni
Ed ora che è di nuovo cosciente
Ripiomba atrocemente dentro la reale ed amara realtà
Dove il riscatto personale non esiste quasi mai
E nella quale l’unico riscatto 
Che potrebbe salvarle la vita
È solo quello 
Che si augura i suoi genitori possano pagare
Quello che si augura i suoi genitori vogliano pagare. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®                                                                          

lunedì 5 febbraio 2024

L'Angolo del Rockpoeta®: "Il Miracolo Della Disperazione"

IL MIRACOLO DELLA DISPERAZIONE

Notte
Retrospettiva di un sogno
Disamina di una realtà da incubo

A zigzag
Vola la nostra esistenza
il golpe del mondo è in preparazione
E noi 
Come il volo di un falco
Solo librando in aria più in alto possibile
Forse ci salveremo.

Canti di monaci 
Predicono l'apocalisse
Untori di sieri perversi
Ora spergiurano che l'mRna
Potrà curare il melanoma
E presto ogni altro tumore
Quando è da oltre 10 anni
Che lo sperimentano senza successo.

Pronti microchip sottocutanei
Libertà telecomandata col Wifi
Sequestro di dissidenti

Inquietudine e paura
I sentimenti di una minoranza cosciente
Sovrastati dalla beota felicità
Di chi crede ai miracoli del nuovo governo mondiale

E quando
Ogni ricchezza del pianeta e dei suoi abitanti
Si sarà esaurita
Un esiguo numero di privilegiati
Lasceranno il pianeta
E miliardi di uomini
Accomunati dallo stesso destino
Proveranno a tentare il miracolo
Il miracolo della disperazione:
Quello di continuare a vivere in primis
E come ultimo
Quello di riuscire a rilanciare la vita sulla Terra

L'Epilogo dimostra
Come la natura umana sia potenzialmente identica
Sia che uno sia ricco 
O viva in stato di indigenza
Ossia
È sostanzialmente vile
Egoista ed approfittatrice

2 nuovi mondi
Quello dei Pivilegiati
E la sempre più martoriata Terra
Recuperata con sacrifici e regole virtuose

Due mondi
Potevano essere due nuove floride realtà
Ma l'egoismo minò entrambe le società
Fino al fatidico momento

Ancora una volta
Entrambi i pianeti erano dilaniati
Da morti e carestie
Serviva una distrazione esterna
Un nemico da fuori per distrarre il popolo
Povero, sottomesso ed affamato

Era il giugno del 2070
Venti testate nucleari per parte
Furono lanciate verso il pianeta nemico

I missili si incrociarono senza toccarsi
Tutte e 40 le bombe giunsero a destinazione

Un unico boato
Implodono i due pianeti
Non si salva un essere vivente

Notte senza stelle
Universo muto
Cadaveri umani assediano il cosmo

È l'ultima invasione della nostra Storia

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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PER TUTTI:
OGGI CON UN'ALTRA MIA POESIA "SPIRALE"
CHE RINGRAZIO IMMENSAMENTE.

DVR®

sabato 3 febbraio 2024

L'Angolo del Rockpoeta®: "Trattori Resistenti"

È fin dal primo istante in cui ho sentito le prime notizie al riguardo che volevo trattare questo tema, ma se in prosa avrei saputo cosa dire non riuscivo a tramutare i miei concetti in versi per me efficaci nonostante ripeto il tema mi stia molto a cuore. La scintilla a mettere in poesia il mio pensiero, me l'ha data con QUESTO suo straordinario post, il blogger Agricoltore Anacronistico

TRATTORI RESISTENTI

Anno 2035
Tipica famiglia media italiana 

"Ciao amore, cosa abbiamo per cena?"

"Grilli fritti della Xindus e Cavallette in agrodolce
Queste ultime comprate fresche stamattina"

"Oh che bontà, nostro figlio Giacomo i grilli li adora!"

"Vero, peccato che invece sua sorella Sara sia cocciutamente legata 
Ai cibi preistorici di soli 11 anni fa. A forza di rifiutare 
Questi prelibatezze del presente, rischia l'anoressia."

Pensate che si tratti di fantascienza?
Ecco come siamo arrivati a questo...

Correva l'anno 2024
La gente era già obnubilata dal metaverso
Si vedevano i primi visori apple
Camminare per le strade delle nostre città
Trascinando membra stanche 
Di esseri umani spenti come automi
Incapaci di amare il reale
Offuscati dalla simulazione immaginifica
Di un virtuale offerto per inebetire le menti
Spappolare le sinapsi
E lobotomizzare l'anima.

Era l'anno 2024
Ed in mezzo a questa società distopica
Dal vago sapore entropico 
Uomini saggi, capaci ancora di connettere
A bordo di trattori
La cui pelle mostra i segni della fatica 
E dell'amore per la terra ed i suoi meravigliosi frutti
Rivendicavano diritti per sopravvivere
Rifiutavano di piegarsi a diktat assurdi dell'UE
Rigettavano al mittente obblighi green patetici
Inutili
Incapaci di salvare l'ambiente
Ma abilissimi se rispettati 
Nell'affossare
Estinguere 
E prima ancora vietare
I genuini prodotti della terra
Provocando la scomparsa di chi
Quella terra la lavora
La fa fruttare
E la ama.

Era una rivolta saggia
Giusta
Ma rimasero soli
E noi 
Tutti noi pavidi imbecilli 
Drogati da immagini di campi virtuali
E falso cibo di "nuova generazione"
Invece di sostenerli
Continuammo a vegetare
Come se non stesse succedendo niente
Risucchiati da suoni finti e voci virtuali 
Incapaci oramai
Di discernere il reale dal fittizio
Ed i veri nemici da quelli propagandati dai media.

Avremmo dovuto capire subito
Fin dal primo istante
Come quella protesta
Fosse un disperato grido di aiuto
Un allarme lanciato con forza 
Per la nostra sopravvivenza 
Ma a berci le menzogne dell'UE
Corroborate da putride sirene mediatiche
Al soldo di un padrone artificiale
Eravamo tutti diventati bravissimi

Non tutti, in realtà

Trattori resistenti
Avanzavano per difendere la qualità
Ed il diritto alla genuinità dei prodotti 
Tutto questo senza che si affamasse
Chi sfamava tutti gli altri.

Richiami persi nel nulla
Questo rimasero 
Quelle disperate invocazioni 
Voci nel vuoto
Il vuoto di cervelli ormai arrugginiti
Perchè inutilizzati da decenni
Ed abbandonati a se stessi
Preferendo il cibo pronto e precotto
Non solo a tavola...

Corre l'anno 2024
E sì
Se vi destate dal torpore morale che vi perseguita
E da questo lungo sonno a cui le vostre menti 
Soggiaciono inconsapevoli da tanto tempo,
Possiamo ancora invertire la rotta
Possiamo riscrivere quel futuro
Possiamo aprire il sipario sul 2035
Ed assistere ad una scena diversa
E vedere sul palcoscenico della nostra vita
Cibi veri 
Invece che carne realizzata in laboratorio
E scarafaggi al forno.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 2 febbraio 2024

L'Angolo del Rockpoeta®: "Oltre La Vita"

OLTRE LA VITA

Ricerca inutile
Sterile assaggio 
Di un dolore prossimo al suo compimento

La frana è stata improvvisa
La baita era appena 300 metri più in basso
Costruita nel peggior punto possibile
Scriteriatamente.

Una famiglia intera
Marito, moglie e due figli di 7 e 10 anni
Rimarranno sepolti sotto la neve per sempre
Neve che li cullerà per l'eternità.

Sono stanchi
Eppure si amavano molto
Come questo declino sia iniziato
Come si sentano due estranei in una stessa casa
Come arrivino se non ad odiarsi
A non sopportarsi reciprocamente
Neanche più lo ricordano.

Si separano
Lui perde tutto
Ora vive in auto
Può vedere il figlio solo 2 weekend al mese e basta

Lei non gli ha perdonato 
Questa sua voglia di recidere 
Un matrimonio
Ormai senza significato
Come un ramo secco
Da tagliare
Per provare a vivere di nuovo

Lei questo non glielo ha perdonato
E non perchè ci fosse un'altra
Non era così
Ma perchè lei comunque
Quella routine non voleva perderla

Ed allora
Dall'amore, all'indifferenza
Lei passò al rancore.
Lui dal dolore al suicidio
Per sperare in un posto ed un'esistenza nuovi e migliori. 

Stanza buia
Vorrebbe gridare tutto il suo disagio
Tutta la sua tristezza
Vorrebbe abbattere quelle pareti invisibili
Che la intrappolano

Ci prova
Ma non ha il sostegno reale di nessuno
Nemmeno dei suoi genitori
Che non la capiscono
E che la considerano viziata 
E non ascoltano la richiesta d'aiuto di Giulia
Che cercava solo un posto migliore dentro sè
E chiedeva sostegno per essere aiutata a trovarlo

Giulia non è compresa
Non viene aiutata
Giulia ora ha fatto da sè
Giulia ora ha trovato quel posto migliore
Solo che non l'ha trovato dentro il suo cuore

Giulia ora è in un luogo migliore
Oltre la vita.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®