venerdì 29 maggio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Addio Italia"

ADDIO ITALIA

Pronti 
Ai nastri di partenza, via!
Vi ho nascosto le mie paure per proteggervi

Pronti 
Al mio segnale
Via!
Un Paese fermo ai blocchi di partenza
Ancorato ad un iceberg che lo trascina sempre più giù

Ammortizzatori sociali inesistenti
Attesi come Godot
Ed a singhiozzo
E come una sit - com tragicomica a puntate
Si interrompono sul più bello
Terminano nel periodo più critico
E tu rimani senza un paracadute 
Quando loro è la colpa
Il lockdown non lo hai voluto tu
Anzi era meglio ammalarsi 
Che sentire la propria vita ed i propri risparmi
Squagliarsi al sole come un gelato al gusto di ricino.

Senti un grido lancinante di rassegnazione
Oltre il Campidoglio
Sono gli operai della ArcelorMittal che lottano per sopravvivere
Avverti una fitta di dolore disperato 
Sotto la Torre di Pisa
Frutto di piccoli imprenditori che  protestano 
Perchè non vedono arrivare gli aiuti promessi
Scorgo un corpo 
Precipitare lungo la parete liscia della mia Lanterna

È il nostro 11 settembre
Gente che si suicida 
In preda alle fiamme della disperazione
Altri invece
Riescono a non crollare e provano a lottare
Con le poche forze loro rimaste.

Pronti 
Ai vostri posti
Via!
I primi 100 avranno il privilegio di ricominciare tutto da capo
Ma non in Italia
All'estero

Pronti
Ai nastri di partenza
Via
E corriamo più velocemente possibile
Non per qualificarci tra i primi 100
Ma per arrivare assolutamente primi
Ed avere la certezza di poter abbandonare questa valle di lacrime

Traguardo tagliato
Ed ora 
Ready
Set
Go
Addio Italia!

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 27 maggio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Terapia Di Conversione"

Due film visti recentemente trattano il tema a cui la poesia si ispira e soprattutto di cui tratta, Boy erased e  La diseducazione di Cameron Post, un tema scottante come la terapia di conversione. Buona lettura

TERAPIA DI CONVERSIONE

Scuola correttiva
Le materie di studio sono solo una:
La tua persona
Ed il dovere di correggere le tue deviazioni

Istituti sparsi per gli USA
Adolescenti "sbagliati"
Mandati dai loro genitori
A disintossicarsi dalle loro tossiche pulsazioni
A guarire dalla loro presunta malattia

Rinchiusi dentro queste scatole perverse
Vengono violentati psicologicamente in nome di Dio
Quando non anche percossi.

Depravazione legalizzata
Prevarica e vuole schiacciare pulsazioni fisiche verso lo stesso sesso

"Sei gay o lesbica?
Da questi stati puoi guarire
Noi possiamo correggerti"

"Terapia di conversione
Dio ti aiuterà figliolo
Dio ti sosterrrà figliola
E tornerete normali 
Come il Signore vi desidera."

USA ma anche Ecuador
Uganda, Cina,
Istituti per modificare i gusti sessuali
Per riportare adolescenti innocenti sulla retta via.

Nata in ottobre
17 anni
Nato a Marzo
16 anni
Rinchiusi dentro questi novelli manicomi
Dentro questi lager accettati e permessi

Puoi essere tutto quello che vuoi
Ma fino a quando non sei maggiorenne
Fai molta attenzione
Potresti finire deportato in questi istituti
Perchè sei un perverso scherzo della natura.

Un bacio "sbagliato"
Ed il perbenismo bigotto può condannarti
All'esilio perpetuo 
Fino a guarigione avvenuta
O alla tua cancellazione
Ed una volta dentro
Avrà inizio un incubo senza fine. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 25 maggio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Heaven"

"HEAVEN"

Eccomi
Sono dentro
Il mio pianeta virtuale
Si chiama "Heaven"
Un nome poco originale forse
Ma sicuramente efficace 
Per dscrivere la bellezza di questo luogo
E la gioia che pervade chi vi vive.

Auto volanti
Soldi per tutti
Donne bellissime 
Verde ed energia pulita
Oguno di noi può crearsi un avatar
Che può cambiare quando vuole
Oguno di noi può darsi un'immagine cool 
Quella che preferisce

Io ed il mio visore viviamo in simbiosi
Qui è la mia vita
Questo è il mio mondo

La tv in questa landa desolata chiamata Terra
Ci comunica che possiamo tornare a muoverci
Ad uscire da casa.

È un privilegio che vi lascio tranquillamente
E di cui faccio volentieri a meno
Io non sono mai stato recluso
Io ho sempre vissuto in piena sintonia con la vita
Qui su Heaven.

Vado a dormire
E domani sarà un nuovo giorno da sogno
Sul mio pianeta virtuale.

Mattina è giunta
Marco accende il computer 
Ma la connessione è assente
Perchè anche un paradiso come Heaven
Dipende dalla connessione e dall'energia del Pianeta Terra.

Marco non lo sopporta
Entra in crisi
Il suo respiro è sempre più rarefatto
Vede la sua vita dissolversi per sempre
Non ha la lucidità e la pazienza di attendere che torni
Non riesce a comprendere come
La vita reale pur con tutte le sue contraddizioni
Sia comunque un'esperienza unica
Insostituibile e non paragonabile
Ad una finzione virtuale. 

Marco 
16 anni
Ormai è schiavo di quel suo mondo.
Si accascia a terra
Il suo cuore cede
Il suo dolore lo uccide

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 22 maggio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Il Mio Centro Del Mondo"

Poesia ispirata dl bellissimo post di Mariella pubblicato il 19 maggio sul suo blog dal titolo uguale a quello che ho poi scelto per i miei versi, versi ispirati appunto dal tema del suo post.

IL MIO CENTRO DEL MONDO

Il mio centro del mondo
È la vita
Il mio centro del mondo
È l'amore della mia vita
Sono i miei affetti più veri e profondi.

Il mio centro del mondo
Ovviamente è tutto questo
Ma è anche altro.

Il mio centro del mondo
È la mia indipendenza
È il poter scegliere chi amare
Chi e cosa vedere
Quando volerlo vedere.

Il mio centro del mondo
È il mondo stesso
È la pagoda che insegue le sponde del fiume
È il carro allegorico che ironizza sulla politica
È il muso di un gatto o lo sguardo di un cane
È un murales a Valparaiso
È la sabbia luccicante della mia spiaggia del cuore
È la mia Lanterna.

Il mio centro del mondo
È il mio equilibrio esistenziale
È la mia onnivora voglia di libertà e di vita
E sei sempre ed ancora tu
Con cui divido e voglio dividere tutto questo per sempre

Il mio centro del mondo
Siamo NOI.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 20 maggio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Happy Children"

HAPPY CHILDREN

Un disegno
Lui color fucsia 
I suoi genitori colorati d'azzurro.

Lui è la ragione
Lui si sente erroneamente la causa
Lui pensa di essere responsabile
Di quei mancati abbracci
Della nonna che non vede.

Lui si sente il virus
Lui come i suoi piccoli coetanei
Ha le occhiaie da lockdown
La sorridente malinconia di un bimbo
Ha la rassegnata incomprensione di un cucciolo di 5 anni.

E così anche i più piccoli
Non capiscono il perchè di questo orrore
Ed allora la loro fantasia vola
Vola a picco
Verso incongruenze che anche noi adulti capiamo a fatica
Disegnando la loro paura e la loro malinconica insofferenza.

Esperimento pilota
Tre bimbi in un'aula
A rigorosa distanza
Con mascherine ed occhi tristi

Nessun contatto con la loro maestra
Altrimenti si può morire
Nessun contatto tra di loro
Socializzazione pressochè nulla

Così non è scuola
Così non è crescita
Ma se non credete a me 
Credete a lei 
Cinque anni d'età
Lei che a precisa domanda del giornalista risponde:
"Meglio stare a casa"

Questa pandemia
Sta disegnando una generazione insicura
Generazione che potremmo chiamare 
Ironicamente 
"Happy Children"

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 18 maggio 2020

L'angolo del Rockpoeta®:"Arrivederci Al Prossimo Crollo"

ARRIVEDERCI AL PROSSIMO CROLLO

Cade un calcinaccio 
Si distacca improvvisamente dal soffitto 
Precipita a peso morto sul sussidiario
Del mio compagno di banco.

Non c'è neanche il tempo per sorprenderci
Ancora meno per spaventarsi 
Che se ne stacca un altro

Questo piomba in modo sordo su Giulia
La colpisce in testa
Sviene

Nove anni
Catastrofe annunciata 
Essere in Italia
E studiare in aule fatiscenti 
Soffitti traballanti
Che non si sorreggono
Con astrusi teoremi
Di politici incapaci
E neanche con ridondanti discorsi 
Colmi di anaffettività 
verso il popolo
Il mondo della scuola 
E Giulia 

La rabbia della gente 
Linciaggio mediatico 
I soliti strali
Ma poi nulla cambia in concreto. 

Giulia sta bene
Lieve commozione cerebrale 
E tanto spavento.

Tutto passato
Fino al prossimo crollo.


DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 15 maggio 2020

L'angolo del Rockpoeta®:"Scherzetto"

Questa poesia credo sarà l'ultima sul tema del coronavirus  in quanto sento di avere sviscerato ogni aspetto che mi scuoteva l'anima a meno che non senta la necessità in futuro di scrivere, in seguito a nuovi elementi che possano colpirmi.

E veniamo a questa poesia. Uno scenario inquietante  forse non corrispondente alla realtà  direte voi, ma anche solo avere dei sospetti e sapere che potrebbe essere uno scenario probabile deve far pensare...

SCHERZETTO

Fantascienza 
Abbiamo scherzato 
Questo virus 
Non è mai esistito 

Fantascienza 
Vi abbiamo ingannato 
I numeri del virus  vanno ridimensionati 

Il virus esiste 
Noi lo abbiamo creato 
O per essere onesti 
Modificato 
È  sì mortale
Ma non letale. 

Il resto è storia
Su una semplice fiammella 
Abbiamo ad arte soffiato 
Ed il panico in voi 
Abbiam generato 

I morti ci sono
E sono anche tanti 
Tra gli anziani in massima parte 

Altri decessi 
Invece sono stati 
Al coronavirus falsamente attribuiti 

Sperimentazione del controllo 
Esperimenti psicologici e comportamentali 
Sulle vostre deboli menti 

Prove di sopportazione 
Per vedere quanto sapete aspettare 
Prima di cessare di subire 
Limitazioni di diritti fondamentali 

Tranquilli
L'allarme e la paura 
A breve cesseranno 
Ma non illudetevi 
Voi siete le nostre cavie 
E per voi 
Abbiamo ancora tanti progetti 

Altre pandemie 
Forse arriveranno 
Altre dure prove vi attenderanno 
Per una selezione naturale indotta 
Per scremare l'umanità 

Fantascienza 
Avete sognato 
Questo virus 
Non è mai esistito 

Fantascienza 
Vi abbiamo ingannato 
Paura e sottomissione 
In voi
Abbiam generato 

Fantascienza 
Avete immaginato 
Tutto questo non è mai avvenuto 
Tutto questo 
Non vi è mai stato detto 

Tranquilli  
È stato solo un incubo 
Vi sveglierete felici 
Al nostro 1,2...3!

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 13 maggio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Il Giudizio"

IL GIUDIZIO

Quali colpe ho io
Voi avete voluto tutto questo
Voi mi avete messo con le spalle al muro
Sottratto l'aria che respiro
Privato della mia libertà.

Ed allora che colpe ho io
Mi avete innescato voi
Io non pensavo che l'avrei mai fatto
Non credevo che ne sarei stato capace

Quali responsabilità mi addebitate
Non avete saputo disinnescarmi
Non avete saputo capire che l'aria non si ruba
E se ci provate
Dovete essere certi di ucciderci
Di uccidermi
Ma non siete in grado di fermare questa pandemia di rabbia
Non avete potuto impedire questa deflagrazione.

Piazze piene
Determinate a riappropriarsi della propria vita
Rabbia
Furia
Disperazione
Impeto devastante.

Divise a terra
La ribellione del popolo non la si ferma
La rabbia del popolo non la si può contrastare
Il grido di libertà non lo si può catturare.

Ed ora
Quali colpe ci date?
Nessuna 
E voi posteri
Giudici parziali al servizio della Storia
Ricordate che se ora potete giudicarci liberamente
In modo scevro da pregiudizi ideologici
È per merito nostro
E per merito mio.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 11 maggio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Un Tozzo Di Sabbia"

UN TOZZO DI SABBIA

Un tozzo di sabbia
Raccolto dal mare
La paura che cresce
Un sogno spezzato
Una rabbia celata
Una morte improvvisa
E tutto gira
Dentro l'insensibilità
Che annebbia il pensiero
E tutto si spegne
Sommersi dal terrore
Instillatoci
Per soffocare la nostra libertà
Per edulcorare il nostro impeto di vita.

E cammino silenzioso
A piedi scalzi sulla mia spiaggia
Atto criminoso
Eversivo e sovversivo
E mi rispecchio nel tempo
Che saprà ricompensarmi
Per questa follia
Per quest'atto apparentemente inconsulto
Ma che simboleggia
La voglia di vita
Un urlo atavico di libertà
La determinazione di abbattere il terrore.

E cammino cocciuto
Avvolto dalla mia maschera
Identità segreta
Occhi che divorano metri di terreno
Spalancati sull'orizzonte
Quell'orizzonte di speranza
Sogno e libertà
Che non dobbiamo farci sottrarre
Da cui non dobbiamo venire defraudati

E cammino deciso
Sulla spiaggia della vita
Contro ogni barriera
Verso la luce dell'alba.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 8 maggio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Aiuti Nefasti"

AIUTI NEFASTI

Cestini con beni di prima necessità
Vengono raccolti
Tirati su verso il proprio balcone
Sono aiuti che provengono da volontari
Sono gesti di bontà e di delicata luminosità.

Siamo nei quartieri  più poveri e difficili di Napoli
Siamo nella nebbia più profonda.

Gli aiuti del governo non arrivano neanche qui
La disperazione e la paura crescono
Il Covid 19 è una minaccia concreta ed inquietante
Ma la fame
Quella la tocchi con mano da subito
E mentre il virus potrebbe non colpirli
La fame
Quella non li risparmia

Famiglie alla canna del gas
Sono aiutate però anche da strani figuri
Figuri probabilmente legati alla Camorra.

Alcune famiglie non guardano in faccia a nulla
"A caval donato" dicono
Altre sono di più sani ed alti principi
Vorrebbero rifiutare
Vorrebbero non raccogliere quegli aiuti nefasti
Vorrebbero non accettare quel dono 
Condizionato ad una restituzione futura del favore
Vorrebbero ma
La fame è tanta
E non solo quella degli adulti
Ma anche dei bambini che quelle famiglie compongono.

E lo Stato è ancora una volta impotente
E lo sarà anche quando le imprese 
Non trovando gli aiuti economici
I prestiti dalle Banche 
Non avendo in tempi celeri il sostegno promesso dall'esecutivo
Dovranno chinare il capo 
Ed accettare il denaro degli strozzini della Camorra
Ed essere pronti 
Volenti o nolenti
A restituire in futuro non solo quel presito
Ma anche il favore con un altro favore.

Ed in questo scenario
Triste e desolante
Noi dovremmo illuderci 
Che sapremo rialzarci presto e bene
Noi dovremmo convincerci
Che questa pandemia non lascerà un segno così forte
Sull'economia italiana e sulla gente
Gente formata da persone con piccole aziende
Negozi al dettaglio
Ed altre attività.

Ed in questo desolante scenario
Noi dovremmo credere che lo Stato vincerà
Noi, cioè, dovremmo illuderci una volta ancora
Senza neanche una parola nuova alla quale aggrapparci per sognare
Senza nemmeno un fatto concreto
Piccolo
Quasi insignificante
Ma in contrapposizione con lo status quo di quell'area.

E noi dovremmo illuderci una volta ancora…

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 6 maggio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Reminiscenze"

REMINISCENZE

Aria
Ricordo respiravo aria 
Naso e bocca liberi da costrizioni 
Simili al morso che imprigiona il cavallo
Naso e bocca erano scoperti
Non ancora minacciati dall'invisibile nemico mortale. 

Aria
Ricordo respiravo aria e rumore
Calpestio di piedi e code di auto in fila
Per posteggiare nel silos sotterraneo.

E si sentivano le voci
Sì le voci
Si sentivano le voci
Come leggere brezze di vento
Che passavano una dopo l'altra
Accarezzandoti l'orecchio
Mentre corpi sorridenti
Sfioravano le tue braccia
A causa della piacevole calca del sabato pomeriggio
Per colpa di un flusso di gente sorridente
E spensierato.

Libero
Ero libero
Libero di muovermi come preferivo
Libero di viaggiare e conoscere la vita
Senza distanziamento fisico
Senza stuzzicadenti di stoffa a penetrarti naso e bocca

Intimità
C'era più intimità in pubblico
Le labbra si sfioravano felici
Ed al ristorante
Niente divisori da sala conversazioni di un penitenziario

Ti senti un carcerato
E poggi la mano sul divisorio
Mentre lei fa lo stesso
E gli sguardi si baciano
Incapaci di accettare ancora
Questa vita da preda 
Su questo pianeta dove non siamo più l'anello dominante della catena
Sempre che lo si sia mai stati veramente. 

Frenetico 
Ero più frenetico
Ma anche oggi lo siamo
Solo lo siamo a giorni alterni
Quelli pari vanno in posta i cognomi dalla A alla L
Quelli dispari i restanti.

Aria
Me lo ricordo 
Respiravo aria
Forse inquinata
Aria di città
Aria di mare e di campagna
Aria maleodorante
Aria sorridente
Sì me lo ricordo bene
Respiravo aria
Con naso e bocca liberi e felici
Senza coprirmi con un burka di materiale speciale
Le vie respiratorie

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 4 maggio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Danza Di Vittoria"

Una poesia di buon auspicio e speranza

DANZA DI VITTORIA

Balla
Segui il tempo
Festeggia 
Cogli l'attimo
Respira il senso del viaggio
Corri lungo la carreggiata ondulata

Tornanti sofferti
Ti hanno condotto all'arrivo
E le gocce di sudore che cadono dalla tua fronte
Sono il frutto di una gioia conquistata

Ospedali da campo 
Ora vuoti
E nosocomi tornati alla normalità
Sono il simbolo di una sofferenza superata
E le centinaia di mascherine e guanti gettati a terra
Uno sfogo 
Forse poco civile ma comprensibile
Di una gioia irrefrenabile
Così come la libertà conquistata
Non con poca fatica ed insistenza
Visto che il nosto Governo sembrava averci preso gusto
A tenerci al guinzaglio. 

Festa in strada
Canti di gioia
Ma non dimenticheremo i nostri morti
Non scorderemo le repressione forse non proprio giustificata
Le restrizioni portate all'estremo
Lo scoramento e lo stillicidio di quei dati quotidiani 
Così come la speranza e la gioia trattenute 
Quando la ruota sembrò girare
Senza emettere un fiato
Senza quasi pensare per non illudersi
Fino all'esplosione di gioia all'ufficialità della vittoria.

E balleremo
Seguiremo il tempo
Canti di gioia invaderanno le nostre strade
Con la valigia pronta
Per tornare a viaggiare
E riscoprire il mondo

E la nostra Terra
Forse adesso sapremo amarla un po' di più.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 1 maggio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Buon 1° Maggio…"

BUON 1° MAGGIO...

Oggi è il 1° maggio
Ma a festeggiarlo ci vuole davvero
Molto coraggio.

Ho una piccola impresa con 10 dipendenti
Sono fermo da più di due mesi
Ordini svaniti
Saltati
Clienti perduti
Dovrò licenziare e forse anche chiudere

L'elemosina del governo non mi serve
Non mi permette neanche una misera boccata d'ossigeno

Due soldi in prestito
Ma c'è il canone di locazione sul capannone 
Le bollette non sono state sospese
Il leasing sui macchinari non attende
E che me ne faccio di un prestito 
Prestito che tra l'altro ancora non posso richiedere
Prestito che le banche sono riottose a darmi nonostante ne abbia diritto,
Se non so neanche quando potrò tornare a pieno regime 
E se riuscirò a rialzarmi.

Eppure poi i politici
Quando è il momento di votarli
Si sperticano in elogi 
Definendoci, correttamente, 
L'asse portante dell'economia del Paese

Poi però
Quando bisogna sostenere questa spina dorsale 
Tutti si tirano indietro
Ma noi siamo stanchi
Di pacche sulle spalle non ce ne facciamo più niente

E penso agli infermieri 
Anche loro adesso idolatrati
Ma poi 
Una volta terminata la pandemia
Continueranno a prendere lo stesso misero stipendio
Ed anche loro riceveranno  come premio 
Solo una "paterna" ed affettuosa pacca sulla spalla
La potremmo chiamare una "pacca compensativa" 

Sono un lavoratore dipendente
Presto la mia opera in un'azienda di medie dimensioni
E già si parla di Cassa Integrazione
Come elemento propedeutico al licenziamento

Mutuo della casa
Spese familiari
Un futuro oscuro
Sono sinceramente spaventato
Forse sarebbe meglio se mi contagiassi e morissi.

Io insegno
Ed il mio istituto rischia la chiusura
E della questua dello Stato non me ne faccio nulla
700 euro quando un affitto mi costa 500 euro al mese.

Categoria strana la nostra
Da un lato bistrattati e considerati dei privilegiati
Dall'altro stimati ed apprezzati perchè siamo i depositari della cultura
Insegniamo nozioni ma soprattutto 
Apriamo la mente dei bambini e dei ragazzi
Insegnando loro a ragionare con la loro testa 
A comprendere la realtà
A non accettare solo una verità unica 
Ma confrontare le varie tesi e farsi una propria opinione.

Chissà
Forse siamo anche bistrattati per questo
Siamo pericolosi con il nostro lavoro
Siamo scomodi visti i tempi che corrono.

Sono un dettagliante
Ho un negozio di abbigliamento maschile
Tutto fermo
E so già che anche quando riaprirò
Le cose non miglioreranno
La crisi porterà la gente a spendere
In centri commerciali dove certe catene
Applicheranno sconti assolutamente concorrenziali
Decisamente mortiferi.

Nessun sostegno
Ed intanto mentre resto chiuso
Anche per me le spese di gestione rimangono
Nessuno che abbia pensato di sospenderle

Oggi 1° maggio
Festa dei lavoratori
Lavoratori in apnea
Lavoratori senza più un lavoro
Lavoratori abbandonati.

Oggi 1° maggio
Della festa che fu 
Solo un pallido e sbiadito ricordo. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®