mercoledì 5 agosto 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Asettiche Simmetrie"

ASETTICHE SIMMETRIE

Tubi vuoti
Sfiatano
Veleni dei nostri tempi

Ed immagini amare
Squarciano le nostre timide illusioni.

DANIELE VERZETTI  ROCKPOETA®

lunedì 3 agosto 2020

L'Angolo del Rockpoeta®:"Ceneri"

CENERI

Vento pavido
Piega i rami della libertà
Soffia con prepotente arroganza
Contro baracche e povera gente
Accarezza le punte di grattacieli infiniti
Quasi a venerarne l'imponenza.

Brezza leggera
E' oramai il vento di libertà
Spazzato via
Cancellato 
Come le mie ceneri sulla sabbia

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 31 luglio 2020

2 Agosto 1980: VITTIME ANCORA SENZA GIUSTIZIA

2 Agosto 1980: data in cui  si ricordano le vittime dell'ennesima strage
senza colpevoli

40 anni senza la verità, e quello che sanno fare è solo rincretinirci con le solite frasi commemorative senza davvero cercare la verità, senza davvero trovare i responsabilli.


mercoledì 29 luglio 2020

lunedì 27 luglio 2020

venerdì 24 luglio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "L'Invincibile"




L'INVINCIBILE

Nulla di illegale
Nè spacciatore nè pezzo grosso della criminaità organizzata
Eppure sono ricco da far schifo
Perchè tutti ricercano quello che produco
Perchè nessuno può 
O vuole
Restarne senza.

Cosa produco, cibo?
No. siete completamente fuori strada

Io sono un produttore e venditore di armi
Dalle semplici pistole a droni e caccia militari
Realizzo sistemi di puntamento precisissimi e di ultima generazione
E tanto altro ancora
Sempre legato alle armi.

Sono in sostanza
Come mi definireste voi con forse eccessiva severità
Un fabbricante di morte
Ma io offro un prodotto di cui esiste ampia domanda
Se un domani la domanda calasse o perfino cessasse
Io mi ritroverei per terra. 

Questo però non accadrà mai
L'uomo è troppo stolto per capire che le armi sono il male
Ed io non sono certo così fesso da fare il paladino della pace.

È vero
Io, con tanti altri, sono dentro le stanze del potere
Influenziamo le politiche sulle armi
Evitiamo che possano limitarci nel venderle
E dove queste limitazioni esistono
Cerchiamo di scardinarle 
Con calma
Con pazienza
Ma ogni giorno cerchiamo di corrodere questa resistenza
Come il mare fa con gli scogli.

Adesso scusate
Ho un importante incontro di lavoro
Un Presidente di uno Stato importantissimo
Ed a seguire incontro i due capi delle fazioni libiche in guerra
E vendo armi ovviamente ad entrambi.

Perchè la cosa bella del mio lavoro
È che io, le guerre, le vinco sempre. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 22 luglio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Epoca"

EPOCA

E' notte
Saltimbanchi e pagliacci 
Rincorrono sogni felliniani
In un'epoca disidratata
Priva di passione.

Sala vuota
Non interessiamo più
Siamo come un'etnia morente
Che solo Diane(1) amava.

Copricapo di cartapesta e segatura
Non protegge 
Da ineluttabile corrosione i nostri sogni
E non ci ripara
Dal dolore della sconfitta.

Alzo lo sguardo
E percepisco l'evoluzione

DANIELE VERZETTI  ROCKPOETA®
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(1) Diane sta per la famosa fotografa Diane Airbus, nota per fotografare gli ultimi e gli emarginati

lunedì 20 luglio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "L'Uomo Colse Un Sogno"

L'UOMO COLSE UN SOGNO

Persa e rancida è la Terra

Nasce un sogno dall'asfalto
L'uomo lo raccoglie con soave sontuosità
L'osserva come se si trattasse di un miracolo appena compiuto
Lo difende strenuamente dal cielo rosso sangue

Amore oltraggiato
Brucia carne del peccato
Brucia esposta al semplice contatto con l'aria
Miscela corrosiva irrespirabile

Ed intanto
L'ipocrisia assunta a sistema
Volge lo sguardo dall'altra parte al loro passaggio;
Come elefanti a fine vita
Uomini disperati 
Sofferenti
Con malattie inguaribili
Marciano soli ed impauriti
Verso quella collina
Con l'unica convinzione
Che quel gesto è per loro una liberazione

Eutanasia vietata
Ma di fatto concessa
E come da una rupe tarpea
Uomini e donne pongono fine alla loro esistenza di sofferenze
Soli
Senza alcun sostegno
Senza un ultimo abbraccio 
Come rifiuti da gettare
Come feccia che nessuno desidera. 

E così l'aborto
Un tempo ammesso
È stato rimesso prima in discussione
Poi dichiarato illegale

E come per l'eutanasia
Donne disperate abortiscono 
In un'area degradata
Da nessuno frequentata
Clandestinamente
Come bestie
Peggio delle bestie.

Ed allora 
Comprenderete come quel sogno
Colto da quell'uomo come un fiore raro e profumato
Abbia un valore inestimabile
Sia un seme possibile di una rinascita auspicabile.

Rancida e malata è la Terra
E con lei la poca umanità rimasta

E quei suoi occhi da soldato triste
Non lo possono salvare 
Dal rischio corso raccogliendo quel "fiore"
E quello sguardo da bambino triste
Quelle lacrime per essersi sbucciato il ginocchio
Lui ancora non lo sa
Ma saranno lacrime di rivincita e di gioia
Lacrime capaci di sconfiggere la siccità della Terra
Bagnando con amore il terreno arido e spento
E ridando vigore ad un'umanità stanca e sopraffatta.

Stracceranno veli imposti per coprire le emozioni
Con la scusa di un ennesimo nuovo virus mortale
Si leveranno le maschere dai loro volti confusi
E torneranno a vedere i raggi di un sole sorridente
Ed un cielo non più sanguinante.

E quella collina maledetta
E quell'area di terrore
Resteranno ricordi potenti ad imperitura memoria
Dell'orrore dell'uomo

Rancida e malata era la Terra
Poi un giorno 
L'uomo colse da terra un sogno
Ed il mondo cambiò.

DANIELE VERZETTI  ROCKPOETA®

venerdì 17 luglio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Fantasytown"

FANTASYTOWN

C'è una città nella mia mente
Ed una strada lastricata di buone intenzioni per raggiungerla:
È luminosa 
Moderna 
Ma non come Dubai
Non con giganti di vetro e cemento 
Altissimi e volgari
A deturparla.

C'è una città nella mia mente
Ed una strada lastricata dal senso di giustizia e libertà vera
Per poterci arrivare
Questa città è aperta a tutti coloro che sanno cosa sia il rispetto altrui
E non siano posseduti da un demoniaco bisogno di prevaricazione.

È una città 
Frutto del parto della mia mente
Quindi è utopica
Giusta
Libera
Rispettosa dell'ambiente.

Case a misura d'uomo
Molto verde
Non esiste la povertà
Non esiste diseguaglianza sociale
Non c'è violenza. 

C'è una città nella mia mente
E per raggiungerla
Nella realtà
Una sola strada che conduce verso il nulla.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 15 luglio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Polvere"

POLVERE

Polvere
Una volta polvere di stelle
Ora polvere che annebbia la vista
Ostruisce il cammino
Affatica il nostro respiro.

Famiglie intere
Dipendono da una Cassa Integrazione che non arriva
Docenti presi in giro 
Da incompetenti che giocano a fare i professionisti del settore
Ed intanto la polvere aumenta.

La politica nazionale
Come una fitta nebbia
Non si vede quali obiettivi voglia davvero raggiungere e come
Non la si vede proprio
Non si percepisce neanche una parvenza di programmazione
Un barlume di futuro
E la polvere cresce
Invadente ed arrogante.

Voci catastrofiste prevedono già ora
Autunno di morte ed una nuova ondata 
E sono gli stessi 
Che fino a ieri dichiaravano a gran voce 
Che la Pandemia non era un'opzione possibile
E la polvere ci avvolge e ci inizia a soffocare sempre di più.

E ci promettono fiumi di denaro dall'Europa
Ma al momento ci sono soltanto promesse vaghe
E dietro l'angolo
Clausole subdole ed insidiose.
E la polvere, nauseante, 
È sempre più inarrestabile.

Vorrei un'aspirapolvere che cancellasse la vergogna 
Le ingiustizie e le assurdità
Che pulisse questo Paese dalla polvere sotto i tappeti buoni
Frutto di corruzione e di "Roma Capitale"
E vorrei poter aspirare lo schifo per delle verità ancora da rivelare
E vorrei poter curare lo sdegno ed il dolore
Aspirandoli via dal cuore di ogni essere umano 
Di nobile animo
E vorrei dare loro giustizia 
Facendola emergere da questa spessa coltre di polvere
Ora e per sempre. 

Polvere
Una volta polvere di stelle
Oggi solo polvere di menzogna
E di mestizia.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 13 luglio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Ultime…Notizie"

ULTIME...NOTIZIE

"ULTIME NOTIZIE:
Oggi l'ISTAT prevede l'aumento della disoccupazione
E poi..."

E poi basta!
Non ascoltate tutte queste bufale
Queste iatture!

Il futuro ve lo diciamo noi
I consigli ve li diamo noi 
Noi del Governo
Noi dei vari Comitati Tecnico - Scientifici.

Giocate al Superenalotto
Vincerete tanto e tutti

Cercate lavoro
Arriverà presto 
E presto avremo un rilancio mai visto
Grazie alle nostre misure che già state vedendo
Dalla Cassa Integrazione che tutti avete ricevuto
Ai bonus che vi renderanno ricchi e molto felici

E voi settantenni
Usciti vivi dal virus che vi ha colpito
Gioite
Non solo siete immuni da questa malattia
Ma avete acquisito anche un fascino che avevate perduto
O forse mai avuto
Fascino e recupero di certe "facoltà" che vi promettiamo
Vi faranno far colpo sulle ventenni.

E poi infine voi donne
Questa nuova aria di benessere
Vi farà tornare pure la voglia di fare figli
E di non lavorare più ma essere solo mamme.

Quindi Popolo
Basta piangersi addosso
Ed ascoltare queste voci bugiarde ed infami
Preparatevi ad essere felici
Ed a godervi una rinascita mai vista
E poi...

... "E poi, sempre secondo l'ISTAT, 
molti verranno licenziati
E la soglia di povertà riguarderà molte più famiglie
Che prima della pandemia riuscivano a stare a galla
E che prima della pandemia erano appena sopra quella soglia"

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 10 luglio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Assolo Di Quena"

ASSOLO DI QUENA

Assolo di Quena(1)
Echi delle Ande
Risuonano nella Cordigliera
Illuminano il cielo dei pochi territori rimasti

Sikus(2) e Quena
Voci di libertà, tradizione
Rispetto

E lei balla
Balla vicino al fuoco
Accarezzata dal suono di questi strumenti
E dalle maracas che dettano il tempo 
Per i piedi di lei.

Assolo di Quena
Voci di Sikus in lontananza
Ed a questi suoni
Senti aggiungersi
I canti sinceri dei popoli di lingua quechua
Popoli nobili e fieri
Popoli minacciati dall'uomo definito civilizzato
Proprio come accade per i Mapuche

Assolo di Quena
Squarcia l'anima 
E corrode il silenzio su queste realtà

Assolo di Quena
Ed i piedi di lei 
Danzano ancora
Testimoniando tutto l'amore per la sua terra
Una terra minacciata
Una terra che si difende
Facendo risuonare nell'aria
E trasportare dal vento
I suoni che la rappresentano

Assolo di Quena
Voce sofferente di questa Terra 
Grido di disperazione
Richiesta d'aiuto.

Assolo di Quena
Amore per una Terra da salvare.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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(1)QUENA detto anche flauto delle Ande È costituito da una canna di bambù diritta di fattura molto semplice, senza imboccatura ma con un semplice intaglio, detto anche bisel o chanfle (a forma di U, V o quadrata), ha sei fori anteriori ed uno posteriore. Ulteriori curiosità QUI

(2) SIKUS:  è uno strumento musicale degli aerofoni, tipico delle tradizioni sudamericane e costituito da una schiera di canne, di lunghezza differente, aperte all'estremità superiore e chiuse inferiormente. Ulteriori curiosità QUI

mercoledì 8 luglio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Il Nuovo Titanic"

IL NUOVO TITANIC

Il futuro a ritroso 
È il nuovo volto di questo futuro
Come i gamberi arretra
Ed il passato torna di moda
Il passato ritorna ad essere futuro
Ed il presente diventa il momento preparatorio
Di questo vecchio cambiamento. 

Noi siamo i nuovi poveri
Prima mediamente benestanti
Poi sempre più vessati
Ed infine atterrati sulla soglia di povertà

Ed ora dopo quest'ondata pandemica
Auspicheremmo volentieri
Di espatriare 
Come i nostri antenati
E come loro emigrare
Verso nuovi lidi
E nuove fortune
Anche dovessimo viaggiare pure noi
In terza classe.

Ma la nostra terza classe è qui
Senza mai avanzare
Un viaggio in forma statica
Su un piedistallo di pannolenci
Che incolla i nostri piedi
Condannandoli ad un futuro immutabile

Oggi la pandemia non lascia scampo
Non fornisce possibilità di cambiamento
Non permette di raggiungere luoghi di speranza
Nazioni dove alimentare sogni di gloria 
O semplicemente una vita meno disperata ed umiliante
Di quella vissuta qui.

Brande per la strada
Auto come abitazione
Questa è la nostra terza classe
Anzi quarta
Oppure ci sono i più fortunati
Quelli che hanno ancora un tetto sulla testa
Ma anche loro
Come noi
Cenano presso la Caritas "a menù fisso".

E dopo aver cenato 
molti di noi si guardano negli occhi
Occhi lucidi e malinconici
E parlano delle loro speranze
Aprono il loro cuore ai loro vicini di tavolo
Raccontando i loro sogni.

E tutti noi sogniamo di andare via
Sogniamo il Titanic

Sì perfino quella nave di morte
Ed accetteremmo pure la terza classe
Perchè almeno loro sono deceduti portandosi dietro un sogno
Un sogno infranto
Ma, almeno, loro per un soffio di tempo hanno potuto sperare
Illudersi di poter avere un altro futuro.

Ma il nostroTitanic è ancorato in porto
E non partirà mai
Il nostro nuovo Titanic è adesso
È qui
È questo viaggio quotidiano 
Abitazione - Caritas
Caritas - abitazione
Un viaggio senza speranza fin dall'inizio
E con un solo punto in comune con quel transatlantico:
Anche in questo viaggio
Si salpa sapendo che molti di noi
Sono destinati a morire
Sì, a morire 
Senza aver potuto portare con sè 
Nemmeno per un attimo, l'illusione di un sogno. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 6 luglio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Alieni Ed Alienazione"

ALIENI ED ALIENAZIONE

Assioma mancato
Certezze scalfite
Cavalcata stellare lungo la via lattea,
Origini sconosciute
Avvolgono le loro esistenze in un alone di mistero

Strani manichini lungo la via principale
Impazziscono dopo aver assaggiato il nostro cibo guasto ed alterato
E la ragione decade di fronte alle menzogne assunte a verità assoluta

Civiltà orientale a due facce
Giappone di Kyoto e Hiroshima
Giappone di Osaka e la stravolgente modernità di Tokio
Antinomie che convivono 
Opposte realtà che non si elidono.

Le diversità culturali 
E le provenienze geografiche sono un dono inestimabile
Sia quelle esistenti che quelle fantasiosamente ipotizzabili
Ma questo non significa  
Che diversità significhi orrore e terrore
Che differenze e tradizioni debbano essere accettate se aberranti
E che si debba giustificare ed accettare ogni tipo di comportamento
Se palesemente illegale e soprattutto eticamente terribile. 

Siamo a Campiglia Marittima
Lui un immigrato irregolare
Che in mezzo alla strada sta cucinando un gatto
Mentre nessuno riesce a fermarlo
Paralizzati tutti dal disgusto e dalla paura di avvicinarlo. 

Arrestato ora riponderà di quanto ha fatto.

E non voglio sentirmi dire di non fare di tutte le erbe un fascio
Perchè se è giusto non generalizzare in casi come questo 
Ipotizzando che tutti gli immigrati siano brutta gente
È anche giusto fare il contrario
Ossia non generalizzare nel bene
E quindi non dare per scontato che tutti gli immigrati siano brave persone

Pertanto
Basta buonismo
Chi si comporta in modo illegale e figlio di un'alienazione palese
Deve essere sanzionato ed eticamente condannato
Basta con questi timori figli della politica del politically correct
Se uno delinque deve pagare
Che sia nero, giallo, verde o di qualunque razza e colore
Perfino fosse un alieno.

Strani manichini 
Assistono a quell'orrore
Salgono sulla loro navicella
E ci abbandonano sconcertati
Da quello spettacolo terrificante 
Goccia che ha fatto traboccare il vaso
Un vaso fatto di sanità indecente
Corruzione a fiumi
Scuola ed istruzione ignorate ed abbandonate.

E se davvero gli Alieni fossero giunti da noi 
Ed avessero goduto di questo ameno spettacolo
Si potrebbe immaginare questo titolo per una prima pagina:
"ALIENI SCAPPANO DAL NOSTRO MONDO"
E  come catenaccio:
"Alieni giungono in Italia e sconvolti da quello che vedono, 
Disgustati ci abbandonano al nostro destino"

Ed in attesa che un giorno chissà 
Gli alieni davvero giungano fino a noi
Intanto continuiamo a vivere in questo lassismo perverso 
Ed in questa indecente latitanza della sensibilità e dell'amore.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 3 luglio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Anime Straordinarie"

Grazie a Valeria ed a questo suo post che mi ha ispirato questi versi.

ANIME STRAORDINARIE

Anime straordinarie
Imprigionate dentro una salute ingiustamente malvagia
Sono magiche
Hanno un dono speciale
Sanno regalare agli altri
Quel sorriso
Quell'amore
Quella voglia di vivere
Che spesso noi sani 
Noi non straordinari come loro
Non sappiamo trovare in noi stessi

E quando incontri una luce unica come la loro
Puoi solo dire "Grazie"
E scusarti
Scusarti del fatto che non saprai mai ricambiare fino in fondo quel calore
Anche se ci proverai con tutte le tue forze
E nonostante loro si sentiranno fortunate di averci accanto.

E questi pochi versi
Possono solo lontanamente tentare di spiegare
Quanto queste anime straordinarie
Siano i fari delle nostre esistenze

Anime straordinarie
Vagano su un pianeta stanco
Per donare a noi frenetici avventori della Terra
Un'occasione per fermarci un istante
Commuoverci
Sorridere
Per poi ripartire
Condannati dal nostro temperamento
A non saper rallentare il corso della nostra vita.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 1 luglio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Io Lavoro (No, Tu Donna, No)"

IO LAVORO (NO, TU DONNA, NO)

Oltre 35.000 donne ogni anno
Ed il coronavirus ovviamente non è il responsabile
Oltre 35.000 donne, mamme, abbandonano il posto di lavoro
Impossibilitate dal conciliare quest'ultimo con il seguire i loro figli
E quest'anno 
Con la pandemia 
Il numero usuale di perdite è certamente destinato a crescere.

Sostegno zero
Lo Stato non sembra interessato veramente al raggiungimento 
Dell'eguaglianza tra uomo e donna

A parole tutto l'impegno e tutto l'appoggio possibili
Poi concretamente
La mamma lavoratrice deve essere pagata meno dell'uomo
Lavorare tanto quanto i suoi colleghi maschi
Ed al contempo fare gli "straordinari" per seguire i propri figli. 

Niente bonus per la baby-sitter (c'è voluta una pandemia per ottenerlo)
Nessun luogo dove lasciare il bambino 
Vicino al posto di lavoro
Assenza sui luoghi di lavoro
Di aree per bambini
Tutte cose che in Francia esistono da tempo
Tanto per fare un semplice esempio
E solo per mostrare che quello di cui si parla non è fantascienza
Ma realtà.

Diritto al lavoro seriamente compromesso
Profondamente minacciato
E l'indipendenza economica torna ad essere un'utopia
La parità tra i due sessi resta una chimera,
E quello che ferisce in modo straziante
È assistere all'umiliazione del dettato costituzionale
È vedere che il rispetto per una vita che cresce
Per un pezzo di futuro che avanza è letteralmente calpestato
Così come il rispetto e la considerazione per tutte quelle donne
Che pur volendo lavorare
Sentono dentro di loro il desiderio di essere anche madri

Essere donna, mamma, moglie, lavoratrice
È un concetto che lo Stato non considera
È un microcosmo femminile che l'uomo non sembra accettare
È un Futuro
Già Presente
Che infastidisce le posizioni retrograde del passato
Ma è solo questione di tempo
Non si può stoppare il futuro. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 29 giugno 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Destinazione Mondo"

DESTINAZIONE MONDO

Mattina presto
Cammini lungo il solito boulevard
Metropoli consumata da facce poliedriche
Sguardi eterogenei e cosmopoliti
Cercano l'abbonamento per prendere la metropolitana
Scavano dentro le loro vite rovistando dentro le loro borse.

Feel no pain
Feel no shame
Feel no fear
Danger is over
Hope is growing
Danger is almost over

Passi rapidi verso l'ufficio
Riassaporare i luoghi di una routine dimenticata
Ancora un po' di paura delle persone 
Distanziamento istintivamente rispettato

Voglia di normalità
Ansia e stress sono notevoli
Non l'avresti mai pensato 
Ma ti manca molto di più lo stress del tuo lavoro,
Questo provocato dalla pandemia è qualcosa al di fuori di ogni logica
È qualcosa che non sai gestire
È qualcosa che non hai mai gestito prima d'ora.

Entri nel tuo luogo di lavoro
Finalmente sei a destinazione
Sorriso abbozzato alla tua collega

La osservi
Non è cambiata
È sempre la più sexy dell'ufficio
Solo che anche sul suo volto 
Si leggono le fatiche e le paure dei mesi trascorsi

Tutti siamo un po' più cambiati
Abbiamo compreso l'importanza delle piccole cose
Abbiamo capito come la libertà non sia un optional
Ma un bene primario irrinunciabile
Ed abbiamo capito l'importanza di lottare per non perderla

Guardi la parete del tuo ufficio
Sempre uguale ma oggi così nuova e differente
Ed ancora quelle parole ti rimbalzano nella mente

Feel no pain
Feel no shame
Feel no fear
Danger is over
Hope is growing
Danger is almost over

Ecco che ti assalgono l'ansia e la paura
Perchè sai che non potrai sopportare un nuovo lockdown
Sai che non accetterai più le regole restrittive subite
Sai che hai ancora troppi anni da vivere per sprecarli in una gabbia dorata

Fai un respiro profondo
Ti rilassi
Fissi nuovamente quella crosta appesa da anni
Sulla parete liscia e bianca del tuo ufficio
E capisci che hai ancora pochissimi anni da vivere 
Per sprecarli solo tra casa e lavoro

Impegno serio sul lavoro ok
Martirio e dedizione assoluta: no

Fai due conti
Ferie arretrate
Ore di straordinario non pagate
Ti organizzi
Pianifichi
Ed agisci.

Tre mesi sabbatici per conoscere nuove realtà
Crescere nell'animo e vivere veramente.

Ti colleghi ad internet
Catalogo viaggi 
Destinazione: mondo

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

sabato 27 giugno 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Shameful Is The Wind"

Ho letto sul post precedente un commento di Franco Battaglia che mi incitava a parlare (nuovamente ndr) di Ustica anche oggi. Rispondo a lui ed a voi pubblicamente.

Vedete, ho letto stamattina le parole di Mattarella e mi sono stancato di ascoltarle e di sentirmi dire ad ogni commemorazione, soprattutto poi da coloro che potrebbero farci sapere la verità, le stesse frasi trite e ritrite e quindi  mi sono stancato pure di commentarle. Siccome tutto è rimasto immutato, compreso il dolore per le vittime di questi orrori,  vi rimando  a questa mia poesia che postai nel 2017 sul mio blog e che dimostra che già dopo 37 anni ancora nulla era cambiato. Questi pochi versi sottostanti, invece, scritti ora, per riassumervi il mio stato d'animo oggi e sempre su queste stragi

SHAMEFUL IS THE WIND

L'infamia della menzogna e delle morti
Brucia forte sulla nostra pelle
Ma ancor più devastante
È il vento dell'ipocrisia che l'alimenta
Quell'ipocrisia del Potere
Che commemora
Ma non svela una verità 
Da tutti noi inutilmente attesa

Ustica, Bologna, Italicus 
E tante altre stragi 
Tutte con un unico comune denominatore:
L'assenza di colpevoli e della verità.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA® 

venerdì 26 giugno 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Shutdown Globale"

SHUTDOWN GLOBALE

Shutdown globale
Satelliti in tilt
Si spengono le luci
Oscurità penetra nelle case
Isolamento e paura
Sale operatorie paralizzate
Allarmi che suonano senza motivo
Trascinati dalle loro batterie impazzite
Computer che resistono solo per quel poco tempo
Che il generatore d'emergenza li sorregge
Ed auto che non si riescono più a gestire
Perchè oramai tutte sono comandate da un'elettronica spinta all'eccesso

Bei tempi quelli in cui inserivi la chiave sotto il cruscotto
La giravi ed il motore si accendeva...

Pochi oggetti funzionano
Pile
Candele
Portatili e cellulari, fino a quando la loro batteria li sosterrà
O fino a quando non saranno infettati anche loro  dal virus
E la batteria impazzirà 
O più semplicemente cesserà di funzionare. 

Pandemia causata da un virus elettronico
Da un bug che ha colpito ogni elemento  
Pandemia che terrorizza molto di più di quella del Covid19

Si è sempre fantasticato su una futura ribellione 
Delle macchine sull'uomo
Ma non si poteva immaginare che fosse l'uomo invece a creare 
Un virus che potesse infettare dai satelliti a tutti i congegni elettrici ed elettronici
E che fosse così sciocco da portarlo nello spazio 
E  lì per errore diffonderlo.

L'Universo 
Colmo di satelliti
Diventa per quel virus
Uno straordinario banchetto celeste
E con il crollo dei satelliti tutto va in tilt:
Informazione, luce, tutto.

Questa pandemia sarà l'ultima
Terrore, violenza
Disordini
Niente più è sotto controllo
Questa volta non si potrà imporre la calma ai cittadini
Questa volta non servirà a nulla il lockdown

Attesa infinita
Nella speranza che ci sia un antivirus
Che non si perdano dati importantissimi
E che il blackout non sia perenne
Anzi abbia breve durata. 

Scatta il drammatico conto alla rovescia
Parte il cronometro:
Una clessidra  
Unico elemento che può segnare il tempo
Scandendo i minuti che mancano all'oblio

Pochi granelli di sabbia ancora
L'ultimo in questo istante
E l'umanità è...….

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 24 giugno 2020

L'Angolo del Rockpoeta® : "Amazzonia"

AMAZZONIA

Disboscamento incessante
Rapido
Costante
Impietoso

Cimitero naturale
Nasce sulle spoglie degli alberi tagliati
Sui rami abbandonati dei tronchi rapiti
Nasce sui resti di aree una volta coperte dalla vegetazione
Inaccessibili al sole
Ed ora spianate irrimediabilmente
Da ruspe incuranti del dolore e della devastazione
Che alberi e animali subiscono.

E poi ci sono loro
Gli abitanti dell'Amazzonia
Tribù situate all'interno di questa foresta ferita
Per proteggersi dall'incedere del progresso
Nascoste per conservare le loro tradizioni,
E che ora
Vengono sfrattate dai loro luoghi
Dalle loro vite
Dalle loro tradizioni.

Ma il legno serve
E le ruspe avanzano
Tranciano piante secolari
Cancellano l'habitat di molti animali;
Si tratta in sostanza
Di un genocidio ambientale.

Amazzonia annientata
E come napalm
Le ruspe non ascoltano il grido d'aiuto della terra
Ed imperterrite proseguono lo loro opera
E quella che un tempo era un foresta viva e rigogliosa
Oggi è solo un triste cimitero a cielo aperto
Senza neanche bare con un nome
Ma raffazzonate fosse comuni
Dove addormentarti per sempre in pace
Quella pace che in vita ruspe avide e fameliche
Ti hanno negato,
Dove andare a morire
Che tu sia pianta
Animale o uomo

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 22 giugno 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "È Tardi"

È TARDI

Ritmo costante
Accelerato 
Poi di nuovo regolare,
Inquietante

Frastuono che intimidisce
Treno che scorre sui binari
Scandendo il tempo del tuo destino

È il treno della vita
È lui a stabilire la tua fermata.

Treno privo di macchinista
Indipendente
Incontrollabile
Non sai quando ci scenderai
Non sai se e quando ti permetterà di salire.

Freccette acuminate
E tu ferito e sanguinante
Guidi come un demone impazzito per scappare dall'inferno
Per fuggire dal luogo del misfatto subìto senza sosta 
Fino alla tua terra d'origine.

È tardi per pentirsi
È tempo perso chiederle di scusarsi
La Vita va di fretta
Deve gestire tutte le nostre pallide esistenze

È troppo tardi 
La stanchezza si impossessa della nostra testa
Le nostre membra non hanno più voglia di danzare
La Pandemia ha affievolito le poche forze rimaste
Le ha annientate.

Osservare l'orizzonte malato
Perduti nel cerchio magico di un illusionista buffone
E dei suoi lacchè
Osservare le stelle
Soffocate dalle luci accecanti della città
E tu 
Schiacciato da un mondo finto ed ingannevole
Avvolto da marce paillettes 
Soffochi lentamente
Avvolto nella luce falsa e bugiarda
Di un mondo che non sa comunicare
Non sa amare
È costantemente in apnea
Non riemerge mai per respirare
E soprattutto non sa rallentare.

È tardi per pentirsi
È tardi per chiedersi come è potuto accadere
Non è tardi, ancora, per cambiare questa realtà.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 19 giugno 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Sassi"

SASSI

Roghi terrificanti
Esplosioni laceranti
Suoni disarmonici di mitragliette
Carri armati che avanzano seminando morte
Aerei bombardano civili innocenti.

Tu
Tu che credevi che questa realtà non ti avrebbe toccato
Tu che pensavi che questi scenari d'orrore non ti avrebbero riguardato
Tu che eri certo che la crisi mondiale non avrebbe influito sulla già traballante pace
Ora sei un coniglio bagnato ed impaurito
Nascosto come un bimbo dietro una colonna 
Sotto la carcassa di un'auto bruciata.

All'odio
alla superbia e all'ignoranza della maggioranza assoluta del popolo
Si sono sommate disperazione, paura e rancore
Frutto degli strascichi della pandemia 
Risultato di un blocco delle attività mai visto prima

E tu ti illudevi che non sarebbe mai successa un'altra guerra mondiale
E pensavi che questa traballante pace sarebbe stata sufficiente per scongiurare
Un pericolo di tale portata

Tu che non hai minimamente compreso
Che in tutti questi anni
Avete fatto l'errore di costruire la casa della Pace sui sassi

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 17 giugno 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Quelle Come Te"

Ispirata da un fatto di cronaca nera accaduto negli USA alcuni anni fa.

QUELLE COME TE 

Una domanda banale 
Una risposta senza senso 
E la pazza urla

I suoi occhi fuori dalle orbite 

Si alza 
Minaccia
E poi mette le mani addosso a tutti 
Perde il controllo
Come una pazza psicopatica 
E la paura si impossessa degli astanti

Abbranca una bottiglia 

La impugna con intenzioni pericolose
Rincorre suo cognato e un'altra ragazza 
Entrambi innocenti.

Nel correre calpesta inciampando 

La caviglia di quella ragazza.

Una pazza

Psicopatica 
Ignorante e violenta 

Quelle come te

Andrebbero uccise 
Ma con un'esecuzione per nulla indolore 
E spero che tu muoia presto 
Perché quelle come te
Vanno portate all'estinzione 
Per quelle come te 
La pietà non può essere contemplata.

DANIELE VERZETTI  ROCKPOETA®

lunedì 15 giugno 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Yeh Yeh!"

YEH YEH!

Convocazione degli Stati Generali
Come prendere in giro la gente
I big a distanza rigorosa di sicurezza
Mangiano a spese nostre
Fanno briefing e riunioni
Ufficialmente per salvarci
In realtà per sperperare tempo e denaro.

Il Premier Azzurro
Aspetta la sua Cenerentola Von Der Leyen
Che non solo non perde la scarpina
Ma è più somigliante alle due sorellastre 
Ed è cattiva ed acida come la strega di Biancaneve.

La moglie di Shrek ha fatto carriera
Ora dirige il governo tedesco ed europeo
Mentre i nostri ministri sembrano tutti macchiette dei film di Totò.

Sarebbe un affresco perfino divertente
Se non fosse che la gente è allo stremo
Se non fosse che si rischia la rivolta sociale
Perchè paura e disperazione 
Sono una miscela esplosiva potentissima.

Ed ecco che escono per la prima conferenza stampa congiunta
Il nostro Premier Azzurro e Cenerentola:
Parla soprattutto lei
Quasi un monologo 
Interrotto saltuariamente
In perfetto inglese da una semplice frase del nostro Premier Azzurro
Con cui annuisce e mostra di apprezzare quanto detto da Cenerentola
Frase sempre uguale
Sempre quella
Sempre la stessa:

"Yeh, Yeh
I say yeh yeh"

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 12 giugno 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Futuro Ignoto"

FUTURO IGNOTO

Come le onde
I pensieri si rincorrono e si confondono
Biglietto di sola andata
Perdita di tempo
Non comprerò fiori da deporre sulla tua tomba
Non perderò tempo a pulire la tua fioriera
Tradito dalla tua simulata salute e millantata serenità.


Ripresa economica inesistente
L'avvenire di un intero popolo cancellato
Mani alzate in segno di resa
Saracinesche abbassate definitivamente
Chiavi dei locali gettate via
Bandiera tricolore ammainata 
E poggiata malinconicamente sull'Altare della Patria

E la tua tomba
"Futuro Ignoto"
Accanto a quella del milite
Anch'egli sconosciuto nel nome
Ma almeno esistito nella realtà;
Lui infatti rappresenta tutti quei caduti senza un nome
Tu invece rappresenti un qualcosa che non è successo e non accadrà mai più

"Futuro ignoto" è scritto sulla tua lapide
Più corretto sarebbe stato riportarvi "Futuro cancellato"
Non pervenuto. 

Come una valanga
I miei pensieri si rincorrono 
E vengono travolti come alberi e casolari
Situati lungo il percorso della valanga stessa. 

Giustizia malata
Scandalo nelle alte sfere
Corruzione di magistrati
Scarcerazione di boss mafiosi
Processi giusti solo per chi può permetterseli

Uno, due, quindici
Ventuno, quarantacinque, ventisette...
Cinquina!

Giustizia,
Eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge
Rispetto dei diritti,
È come giocare a tombola
Vengono estratti i numeri e speri 
Che siano quelli presenti nella cartella a te assegnata

Se sei stato più fortunato
Che hai potuto almeno scegliere

Questo quando sei tra i privilegiati
Dotati di almeno una cartella
Molti non ne hanno neanche una
E giocano non sapendo di non avere alcuna chance di vittoria. 

Poi ci sono quelli che non solo hanno più cartelle
Ma tengono anche saldamente in mano il sacchetto per estrarre i numeri
E casualmente sono proprio i loro ad uscire
E sempre casualmente scopri
Che ci sono solo i loro numeri dentro il sacchetto. 

Povertà non fa rima con giustizia ed equità
Non si avvicina neanche a creare una lontana assonanza.

Vita in Italia
Gioco truccato
Dadi truccati
Regole violate
Speranze negate
C'è futuro al di là di questo muro di gomma?
Si può trovare una parvenza di avvenire oltre questi confini? 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 10 giugno 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "La Vera"

LA VERA

Sono in fila
Come tanti altri
Ogni giorno una fila diversa
Come e più di prima 
Quando in coda eravamo solo meno distanziati
E senza mascherina
Ma tutti anche oggi abbiamo gli occhi bassi
Tutti anche oggi abbiamo la faccia buia.

Sono in fila
Davanti a me il Banco dei Pegni.

Volevo andare da "Compra oro"
Ma ho voluto scegliere di impegnarle
Per cullare una speranza
Anche forse solo una patetica illusione
Di poterle recuperare.

Due vere d'oro tra le mani
La mia e quella del mio ormai defunto marito
Perso due anni fa. 

Ho 58 anni
Ancora pochi anni alla pensione
Pochi ma oggi troppi.

Al momento io non posso tornare al mio lavoro
Al momento il negozio dove lavoro è chiuso
Quindi solo qualche centinaio di euro di cassa integrazione 

Sola
Senza genitori che possano darmi una mano
Posso solo fare questo passo.

Che Dio mi perdoni
Se non riuscirò a recuperarle
E tu Giovanni da lassù non biasimarmi
Girati dall'altra parte e perdonami.

È il mio turno
Due vere d'oro valutate in totale 340 euro.

Pochi attimi eterni per valutare cosa fare
Poi la decisione:
Impegnare due oggetti d'amore così preziosi
Per una cifra così umiliante 
Non lo accetto
Per il rispetto e l'amore per mio marito
Per quel barlume di dignità che ancora mi resta.

Stasera la mia cena sarà un pomodoro ed un bicchiere d'acqua
Una cena frugale
Domani vedremo

Intanto attendiamo che le promesse del Premier Azzurro 
Trovino concreta realizzazione
Prima che sia troppo tardi. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 8 giugno 2020

L'angolo del Rockpoeta®: "L'aquilone"

L'AQUILONE 

Vola alto
Imbrigliato nella rete 
Come i suoi sogni 
Liberi di volteggiano nel.cielo
Ma legati saldamente al.loro proprietario 
Prigionieri ma al contempo  senza catene.

Vola alto
L'aquilone 
Uno spago  bianco 
Lo controlla e lo trattiene,
Vola alto  portando con sé 
I sogni del suo padroncino
Cullandoli tra le pacifiche correnti dei venti
Imbrigliandoli nella sua tela.

E tu querido angelito 
Devi avere cura del tuo aquilone 
Luogo nel quale si custodiscono i  tuoi sogni 
Non lasciare mai che la corda si spezzi
Impedisci a chiunque con le unghie e coi denti
Di rubarti i tuoi sogni 
Di sottrarti i tuoi desideri. 

Vola alto il tuo aquilone, Julio ,
Vola insieme ai tuoi sogni
E la tua fortuna. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 5 giugno 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Z…Come ZERI"

Z... Come ZERI

Noi siamo gli Zeri
Le nullità 
Gli schiavi che producono per voi.

Noi siamo gli Zeri
Come zombie che però respirano

Camminiamo normalmente
Pensiamo e parliamo pure
Ma non abbiamo diritti.

Noi siamo gli Zeri di questo mondo globale
E non sappiamo allearci tra noi
E non ci proviamo neanche
D'altronde qualunque cosa sommata a zero
Dà zero 
E moltiplicata per zero dà sempre zero.

Ma in realtà ci siamo lasciati portare via tutto
Anche la dignità
E forse non comprendiamo che tanti Zeri che si uniscono
Fanno tante unità singole che a loro volta fanno collettività
E che soprattutto
A loro volta fanno volume, numero e maggioranza

Salve
Siamo Gli Zeri
Ultimo anello sociale della catena economica mondiale
Figli di un dio minore
Ma da oggi esseri con una nuova coscienza 
Da oggi esseri ribelli
Con tanti 1 a precederci
Noi unità di vita e di lotta
Per un futuro diverso.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 3 giugno 2020

L'Angolo del Rockpoeta® "Credito Sociale"

CREDITO SOCIALE 

Oggi compio 18 anni
Sono finalmente maggiorenne
E mi spetta dallo Stato il mio regalo.

1000 punti 
Un credito sociale 
Da gestire con saggezza e rispetto del potere.

Getti un mozzicone per terra
Perdi 50 punti
Attraversi col rosso 
Perdi 100 punti
Esprimi un dissenso sulle linee politiche 
Del partito unico
Non oso pensare quanti punti resterebbero.

E se il mio punteggio scende 
Sotto un certo limite 
Divento un reietto sociale 
Non posso utilizzare il mio libretto di risparmio 
Mi viene sensibilmente ridotta 
La mia libertà di movimento 
E la mia immagine  
Messa alla gogna
Viene mostrata 
Ed esposta al pubblico ludibrio
Negli ingressi di tutte le multisale

Fantascienza?
Idea visionaria di uno scrittore fantasy?

No, è realtà.

Siamo in Cina
43 città tracciate 
Cittadini schedati 
E dotati dei fatidici 1000 punti iniziali
Punti che puoi incrementare 
Per esempio con comportamenti delatori
E tenendo una condotta esemplare 
A discapito del tuo libero pensare.

Esseri umani 
Ridotti a robot in carne ed ossa
Soldati in abiti civili 
Schiavi con una tessera a punti
Che devono onorare per il loro  bene.

"Viva la libertà e la democrazia 
Stop alla dittatura di Pechino "

Tessera azzerata 
Non esisto più 
E vivo tra la drammaticità di una vita
A scartamento ridotto 
E la paura 
Un giorno 
Di essere prelevato a forza
E sparire così non solo socialmente 
Ma anche fisicamente.

18 anni
1000 punti
Ed il tuo incubo ha inizio. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 1 giugno 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Sergio"

Potrebbe sembrare una mera provocazione, ma attenzione, il malcontento è tanto e se non lo si placa poi può prendere direzioni pericolose ed è proprio questo che voglio mostrare con questa poesia

SERGIO

Giro l'angolo
Fiato corto
Rincorso dalla crisi e dalla rabbia.

Mi chiamo Sergio
Ma il mio nome come quello della mia cellula
Non sono di alcuna rilevanza
Noi per voi siamo solo i vostri salvatori
Ed anche i salvatori di noi stessi.

Abbiamo creduto che il nostro impegno
La nostra dedizione e lo spirito di sacrificio sarebbero bastati
Che lo Stato ci avrebbe sostenuto

Tutte sciocchezze
Se sei un pesce piccolo
Non hai chance di salvezza
Non sei considerato
Vieni salvato solo a parole
Ma se sei un colosso
Magari con sede in un Paradiso fiscale
Allora è diverso
I soldi vengono dati a chi i soldi li ha già.

Giro l'angolo
Incontro il mio contatto
Breve cenno d'intesa

Vedo la merce
Va bene
È la stessa che durante il collettivo di ieri sera avevamo approvato:
È maneggevole 
Spara a ripetizione
Ed è facile da nascondere.

Compravendita che va a buon fine
Prezzo equo
Pago e lascio quell'angolo di strada

Mi incammino
Vedo i miei obiettivi
Mi avvicino
Estraggo l'arma
E sparo!

Ora abbiamo
Un Premier di meno
Un Amministratore Delegato di meno
E un inizio di rivoluzione armata
Perchè questo è solo l'inizio.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 29 maggio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Addio Italia"

ADDIO ITALIA

Pronti 
Ai nastri di partenza, via!
Vi ho nascosto le mie paure per proteggervi

Pronti 
Al mio segnale
Via!
Un Paese fermo ai blocchi di partenza
Ancorato ad un iceberg che lo trascina sempre più giù

Ammortizzatori sociali inesistenti
Attesi come Godot
Ed a singhiozzo
E come una sit - com tragicomica a puntate
Si interrompono sul più bello
Terminano nel periodo più critico
E tu rimani senza un paracadute 
Quando loro è la colpa
Il lockdown non lo hai voluto tu
Anzi era meglio ammalarsi 
Che sentire la propria vita ed i propri risparmi
Squagliarsi al sole come un gelato al gusto di ricino.

Senti un grido lancinante di rassegnazione
Oltre il Campidoglio
Sono gli operai della ArcelorMittal che lottano per sopravvivere
Avverti una fitta di dolore disperato 
Sotto la Torre di Pisa
Frutto di piccoli imprenditori che  protestano 
Perchè non vedono arrivare gli aiuti promessi
Scorgo un corpo 
Precipitare lungo la parete liscia della mia Lanterna

È il nostro 11 settembre
Gente che si suicida 
In preda alle fiamme della disperazione
Altri invece
Riescono a non crollare e provano a lottare
Con le poche forze loro rimaste.

Pronti 
Ai vostri posti
Via!
I primi 100 avranno il privilegio di ricominciare tutto da capo
Ma non in Italia
All'estero

Pronti
Ai nastri di partenza
Via
E corriamo più velocemente possibile
Non per qualificarci tra i primi 100
Ma per arrivare assolutamente primi
Ed avere la certezza di poter abbandonare questa valle di lacrime

Traguardo tagliato
Ed ora 
Ready
Set
Go
Addio Italia!

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 27 maggio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Terapia Di Conversione"

Due film visti recentemente trattano il tema a cui la poesia si ispira e soprattutto di cui tratta, Boy erased e  La diseducazione di Cameron Post, un tema scottante come la terapia di conversione. Buona lettura

TERAPIA DI CONVERSIONE

Scuola correttiva
Le materie di studio sono solo una:
La tua persona
Ed il dovere di correggere le tue deviazioni

Istituti sparsi per gli USA
Adolescenti "sbagliati"
Mandati dai loro genitori
A disintossicarsi dalle loro tossiche pulsazioni
A guarire dalla loro presunta malattia

Rinchiusi dentro queste scatole perverse
Vengono violentati psicologicamente in nome di Dio
Quando non anche percossi.

Depravazione legalizzata
Prevarica e vuole schiacciare pulsazioni fisiche verso lo stesso sesso

"Sei gay o lesbica?
Da questi stati puoi guarire
Noi possiamo correggerti"

"Terapia di conversione
Dio ti aiuterà figliolo
Dio ti sosterrrà figliola
E tornerete normali 
Come il Signore vi desidera."

USA ma anche Ecuador
Uganda, Cina,
Istituti per modificare i gusti sessuali
Per riportare adolescenti innocenti sulla retta via.

Nata in ottobre
17 anni
Nato a Marzo
16 anni
Rinchiusi dentro questi novelli manicomi
Dentro questi lager accettati e permessi

Puoi essere tutto quello che vuoi
Ma fino a quando non sei maggiorenne
Fai molta attenzione
Potresti finire deportato in questi istituti
Perchè sei un perverso scherzo della natura.

Un bacio "sbagliato"
Ed il perbenismo bigotto può condannarti
All'esilio perpetuo 
Fino a guarigione avvenuta
O alla tua cancellazione
Ed una volta dentro
Avrà inizio un incubo senza fine. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 25 maggio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Heaven"

"HEAVEN"

Eccomi
Sono dentro
Il mio pianeta virtuale
Si chiama "Heaven"
Un nome poco originale forse
Ma sicuramente efficace 
Per dscrivere la bellezza di questo luogo
E la gioia che pervade chi vi vive.

Auto volanti
Soldi per tutti
Donne bellissime 
Verde ed energia pulita
Oguno di noi può crearsi un avatar
Che può cambiare quando vuole
Oguno di noi può darsi un'immagine cool 
Quella che preferisce

Io ed il mio visore viviamo in simbiosi
Qui è la mia vita
Questo è il mio mondo

La tv in questa landa desolata chiamata Terra
Ci comunica che possiamo tornare a muoverci
Ad uscire da casa.

È un privilegio che vi lascio tranquillamente
E di cui faccio volentieri a meno
Io non sono mai stato recluso
Io ho sempre vissuto in piena sintonia con la vita
Qui su Heaven.

Vado a dormire
E domani sarà un nuovo giorno da sogno
Sul mio pianeta virtuale.

Mattina è giunta
Marco accende il computer 
Ma la connessione è assente
Perchè anche un paradiso come Heaven
Dipende dalla connessione e dall'energia del Pianeta Terra.

Marco non lo sopporta
Entra in crisi
Il suo respiro è sempre più rarefatto
Vede la sua vita dissolversi per sempre
Non ha la lucidità e la pazienza di attendere che torni
Non riesce a comprendere come
La vita reale pur con tutte le sue contraddizioni
Sia comunque un'esperienza unica
Insostituibile e non paragonabile
Ad una finzione virtuale. 

Marco 
16 anni
Ormai è schiavo di quel suo mondo.
Si accascia a terra
Il suo cuore cede
Il suo dolore lo uccide

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 22 maggio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Il Mio Centro Del Mondo"

Poesia ispirata dl bellissimo post di Mariella pubblicato il 19 maggio sul suo blog dal titolo uguale a quello che ho poi scelto per i miei versi, versi ispirati appunto dal tema del suo post.

IL MIO CENTRO DEL MONDO

Il mio centro del mondo
È la vita
Il mio centro del mondo
È l'amore della mia vita
Sono i miei affetti più veri e profondi.

Il mio centro del mondo
Ovviamente è tutto questo
Ma è anche altro.

Il mio centro del mondo
È la mia indipendenza
È il poter scegliere chi amare
Chi e cosa vedere
Quando volerlo vedere.

Il mio centro del mondo
È il mondo stesso
È la pagoda che insegue le sponde del fiume
È il carro allegorico che ironizza sulla politica
È il muso di un gatto o lo sguardo di un cane
È un murales a Valparaiso
È la sabbia luccicante della mia spiaggia del cuore
È la mia Lanterna.

Il mio centro del mondo
È il mio equilibrio esistenziale
È la mia onnivora voglia di libertà e di vita
E sei sempre ed ancora tu
Con cui divido e voglio dividere tutto questo per sempre

Il mio centro del mondo
Siamo NOI.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 20 maggio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Happy Children"

HAPPY CHILDREN

Un disegno
Lui color fucsia 
I suoi genitori colorati d'azzurro.

Lui è la ragione
Lui si sente erroneamente la causa
Lui pensa di essere responsabile
Di quei mancati abbracci
Della nonna che non vede.

Lui si sente il virus
Lui come i suoi piccoli coetanei
Ha le occhiaie da lockdown
La sorridente malinconia di un bimbo
Ha la rassegnata incomprensione di un cucciolo di 5 anni.

E così anche i più piccoli
Non capiscono il perchè di questo orrore
Ed allora la loro fantasia vola
Vola a picco
Verso incongruenze che anche noi adulti capiamo a fatica
Disegnando la loro paura e la loro malinconica insofferenza.

Esperimento pilota
Tre bimbi in un'aula
A rigorosa distanza
Con mascherine ed occhi tristi

Nessun contatto con la loro maestra
Altrimenti si può morire
Nessun contatto tra di loro
Socializzazione pressochè nulla

Così non è scuola
Così non è crescita
Ma se non credete a me 
Credete a lei 
Cinque anni d'età
Lei che a precisa domanda del giornalista risponde:
"Meglio stare a casa"

Questa pandemia
Sta disegnando una generazione insicura
Generazione che potremmo chiamare 
Ironicamente 
"Happy Children"

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 18 maggio 2020

L'angolo del Rockpoeta®:"Arrivederci Al Prossimo Crollo"

ARRIVEDERCI AL PROSSIMO CROLLO

Cade un calcinaccio 
Si distacca improvvisamente dal soffitto 
Precipita a peso morto sul sussidiario
Del mio compagno di banco.

Non c'è neanche il tempo per sorprenderci
Ancora meno per spaventarsi 
Che se ne stacca un altro

Questo piomba in modo sordo su Giulia
La colpisce in testa
Sviene

Nove anni
Catastrofe annunciata 
Essere in Italia
E studiare in aule fatiscenti 
Soffitti traballanti
Che non si sorreggono
Con astrusi teoremi
Di politici incapaci
E neanche con ridondanti discorsi 
Colmi di anaffettività 
verso il popolo
Il mondo della scuola 
E Giulia 

La rabbia della gente 
Linciaggio mediatico 
I soliti strali
Ma poi nulla cambia in concreto. 

Giulia sta bene
Lieve commozione cerebrale 
E tanto spavento.

Tutto passato
Fino al prossimo crollo.


DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 15 maggio 2020

L'angolo del Rockpoeta®:"Scherzetto"

Questa poesia credo sarà l'ultima sul tema del coronavirus  in quanto sento di avere sviscerato ogni aspetto che mi scuoteva l'anima a meno che non senta la necessità in futuro di scrivere, in seguito a nuovi elementi che possano colpirmi.

E veniamo a questa poesia. Uno scenario inquietante  forse non corrispondente alla realtà  direte voi, ma anche solo avere dei sospetti e sapere che potrebbe essere uno scenario probabile deve far pensare...

SCHERZETTO

Fantascienza 
Abbiamo scherzato 
Questo virus 
Non è mai esistito 

Fantascienza 
Vi abbiamo ingannato 
I numeri del virus  vanno ridimensionati 

Il virus esiste 
Noi lo abbiamo creato 
O per essere onesti 
Modificato 
È  sì mortale
Ma non letale. 

Il resto è storia
Su una semplice fiammella 
Abbiamo ad arte soffiato 
Ed il panico in voi 
Abbiam generato 

I morti ci sono
E sono anche tanti 
Tra gli anziani in massima parte 

Altri decessi 
Invece sono stati 
Al coronavirus falsamente attribuiti 

Sperimentazione del controllo 
Esperimenti psicologici e comportamentali 
Sulle vostre deboli menti 

Prove di sopportazione 
Per vedere quanto sapete aspettare 
Prima di cessare di subire 
Limitazioni di diritti fondamentali 

Tranquilli
L'allarme e la paura 
A breve cesseranno 
Ma non illudetevi 
Voi siete le nostre cavie 
E per voi 
Abbiamo ancora tanti progetti 

Altre pandemie 
Forse arriveranno 
Altre dure prove vi attenderanno 
Per una selezione naturale indotta 
Per scremare l'umanità 

Fantascienza 
Avete sognato 
Questo virus 
Non è mai esistito 

Fantascienza 
Vi abbiamo ingannato 
Paura e sottomissione 
In voi
Abbiam generato 

Fantascienza 
Avete immaginato 
Tutto questo non è mai avvenuto 
Tutto questo 
Non vi è mai stato detto 

Tranquilli  
È stato solo un incubo 
Vi sveglierete felici 
Al nostro 1,2...3!

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 13 maggio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Il Giudizio"

IL GIUDIZIO

Quali colpe ho io
Voi avete voluto tutto questo
Voi mi avete messo con le spalle al muro
Sottratto l'aria che respiro
Privato della mia libertà.

Ed allora che colpe ho io
Mi avete innescato voi
Io non pensavo che l'avrei mai fatto
Non credevo che ne sarei stato capace

Quali responsabilità mi addebitate
Non avete saputo disinnescarmi
Non avete saputo capire che l'aria non si ruba
E se ci provate
Dovete essere certi di ucciderci
Di uccidermi
Ma non siete in grado di fermare questa pandemia di rabbia
Non avete potuto impedire questa deflagrazione.

Piazze piene
Determinate a riappropriarsi della propria vita
Rabbia
Furia
Disperazione
Impeto devastante.

Divise a terra
La ribellione del popolo non la si ferma
La rabbia del popolo non la si può contrastare
Il grido di libertà non lo si può catturare.

Ed ora
Quali colpe ci date?
Nessuna 
E voi posteri
Giudici parziali al servizio della Storia
Ricordate che se ora potete giudicarci liberamente
In modo scevro da pregiudizi ideologici
È per merito nostro
E per merito mio.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 11 maggio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Un Tozzo Di Sabbia"

UN TOZZO DI SABBIA

Un tozzo di sabbia
Raccolto dal mare
La paura che cresce
Un sogno spezzato
Una rabbia celata
Una morte improvvisa
E tutto gira
Dentro l'insensibilità
Che annebbia il pensiero
E tutto si spegne
Sommersi dal terrore
Instillatoci
Per soffocare la nostra libertà
Per edulcorare il nostro impeto di vita.

E cammino silenzioso
A piedi scalzi sulla mia spiaggia
Atto criminoso
Eversivo e sovversivo
E mi rispecchio nel tempo
Che saprà ricompensarmi
Per questa follia
Per quest'atto apparentemente inconsulto
Ma che simboleggia
La voglia di vita
Un urlo atavico di libertà
La determinazione di abbattere il terrore.

E cammino cocciuto
Avvolto dalla mia maschera
Identità segreta
Occhi che divorano metri di terreno
Spalancati sull'orizzonte
Quell'orizzonte di speranza
Sogno e libertà
Che non dobbiamo farci sottrarre
Da cui non dobbiamo venire defraudati

E cammino deciso
Sulla spiaggia della vita
Contro ogni barriera
Verso la luce dell'alba.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 8 maggio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Aiuti Nefasti"

AIUTI NEFASTI

Cestini con beni di prima necessità
Vengono raccolti
Tirati su verso il proprio balcone
Sono aiuti che provengono da volontari
Sono gesti di bontà e di delicata luminosità.

Siamo nei quartieri  più poveri e difficili di Napoli
Siamo nella nebbia più profonda.

Gli aiuti del governo non arrivano neanche qui
La disperazione e la paura crescono
Il Covid 19 è una minaccia concreta ed inquietante
Ma la fame
Quella la tocchi con mano da subito
E mentre il virus potrebbe non colpirli
La fame
Quella non li risparmia

Famiglie alla canna del gas
Sono aiutate però anche da strani figuri
Figuri probabilmente legati alla Camorra.

Alcune famiglie non guardano in faccia a nulla
"A caval donato" dicono
Altre sono di più sani ed alti principi
Vorrebbero rifiutare
Vorrebbero non raccogliere quegli aiuti nefasti
Vorrebbero non accettare quel dono 
Condizionato ad una restituzione futura del favore
Vorrebbero ma
La fame è tanta
E non solo quella degli adulti
Ma anche dei bambini che quelle famiglie compongono.

E lo Stato è ancora una volta impotente
E lo sarà anche quando le imprese 
Non trovando gli aiuti economici
I prestiti dalle Banche 
Non avendo in tempi celeri il sostegno promesso dall'esecutivo
Dovranno chinare il capo 
Ed accettare il denaro degli strozzini della Camorra
Ed essere pronti 
Volenti o nolenti
A restituire in futuro non solo quel presito
Ma anche il favore con un altro favore.

Ed in questo scenario
Triste e desolante
Noi dovremmo illuderci 
Che sapremo rialzarci presto e bene
Noi dovremmo convincerci
Che questa pandemia non lascerà un segno così forte
Sull'economia italiana e sulla gente
Gente formata da persone con piccole aziende
Negozi al dettaglio
Ed altre attività.

Ed in questo desolante scenario
Noi dovremmo credere che lo Stato vincerà
Noi, cioè, dovremmo illuderci una volta ancora
Senza neanche una parola nuova alla quale aggrapparci per sognare
Senza nemmeno un fatto concreto
Piccolo
Quasi insignificante
Ma in contrapposizione con lo status quo di quell'area.

E noi dovremmo illuderci una volta ancora…

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 6 maggio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Reminiscenze"

REMINISCENZE

Aria
Ricordo respiravo aria 
Naso e bocca liberi da costrizioni 
Simili al morso che imprigiona il cavallo
Naso e bocca erano scoperti
Non ancora minacciati dall'invisibile nemico mortale. 

Aria
Ricordo respiravo aria e rumore
Calpestio di piedi e code di auto in fila
Per posteggiare nel silos sotterraneo.

E si sentivano le voci
Sì le voci
Si sentivano le voci
Come leggere brezze di vento
Che passavano una dopo l'altra
Accarezzandoti l'orecchio
Mentre corpi sorridenti
Sfioravano le tue braccia
A causa della piacevole calca del sabato pomeriggio
Per colpa di un flusso di gente sorridente
E spensierato.

Libero
Ero libero
Libero di muovermi come preferivo
Libero di viaggiare e conoscere la vita
Senza distanziamento fisico
Senza stuzzicadenti di stoffa a penetrarti naso e bocca

Intimità
C'era più intimità in pubblico
Le labbra si sfioravano felici
Ed al ristorante
Niente divisori da sala conversazioni di un penitenziario

Ti senti un carcerato
E poggi la mano sul divisorio
Mentre lei fa lo stesso
E gli sguardi si baciano
Incapaci di accettare ancora
Questa vita da preda 
Su questo pianeta dove non siamo più l'anello dominante della catena
Sempre che lo si sia mai stati veramente. 

Frenetico 
Ero più frenetico
Ma anche oggi lo siamo
Solo lo siamo a giorni alterni
Quelli pari vanno in posta i cognomi dalla A alla L
Quelli dispari i restanti.

Aria
Me lo ricordo 
Respiravo aria
Forse inquinata
Aria di città
Aria di mare e di campagna
Aria maleodorante
Aria sorridente
Sì me lo ricordo bene
Respiravo aria
Con naso e bocca liberi e felici
Senza coprirmi con un burka di materiale speciale
Le vie respiratorie

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®