mercoledì 30 ottobre 2019

L'Angolo del Rockpoeta®: "Bombe"

BOMBE

Cadono
Come grandine sul terreno
Cadono fragorosamente

Armi covenzionali
Irrispettose delle più basilari convenzioni del vivere civile

E cadono
In ogni angolo del terreno
Cadono
E tu puoi solo pregare. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 28 ottobre 2019

L'Angolo del Rockpoeta®: "Destiny Can't Change"

DESTINY CAN'T CHANGE

Cerca la sua strada
La cerca per strada
Sperando di abbandonare la strada

E canta:
"Ora, ora, ora andrò via da qui"

Cresce
Si diploma
Ma ancora non basta per spiccare il volo
Non è sufficiente. 

Ma ancora lui sussurra dentro di sè:
"Presto, presto, presto andrò via da qui"

Si laurea
Fa il grande passo
Grazie anche ai sacrifici dei suoi genitori
Ma ancora deve attendere a lasciare quel ghetto di violenza e disagio
Manca l'ultimo tassello
Il più difficile: il lavoro.

Ma ancora lui dentro di sè fischietta:
"Presto, presto, presto andrò via da qui"

Un giorno 
Quattro balordi di una banda 
Tendono un agguato alla sua ragazza e la uccidono.

Dolore immenso
Voglia di vendetta
E fa vendetta.

Ovviamente le forze dell'ordine
Che non sarebbero mai riuscite a prendere quei 4 balordi
Arrestano lui.

Fine di un sogno.

Ma lui ancora nel suo cuore canta:
"Presto andrò via da qui"

E poi con un velo di tristezza
Ed un sorriso amaro sussurra:
"Ce l'ho fatta, ce l'ho fatta ad andare via da qui"

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 25 ottobre 2019

L'Angolo del Rockpoeta®: "Ammutinamento"

AMMUTINAMENTO

E se le lettere e le parole evadessero dai libri
Stanche di una prigionia insensata
Soffocate da polvere figlia di pagine mai sfogliate?

E se le consonanti si ammutolissero
Seguendo chi ha già scelto quella strada
Come un capo silenzioso ma carismatico.

E se le vocali urlassero isolate
La loro rabbia
Il loro impotente senso di inutilità?

E se noi
Non potessimo più parlare
Pensare
Scrivere, narrare, sognare?

E se le lettere evadessero dalla Storia
E dalle nostre corde vocali
Dalla nostra mente e dalle nostre emozioni,
Sapremmo e riusciremmo di nuovo a piangere ed amare?

E se quel giorno fosse oggi,
Davvero l'uomo capirebbe l'insulsa essenza della violenza?
E comprenderebbe il senso vitale del loro ammutinamento?

Sguardi
Tatto
Lacrime e sorrisi
Si intensificherebbero
Cancellando l'odio
O diventeremmo ancora più crudeli ed efferati?

Apriamo gli occhi
E sentiremo ululati bestiali di uomini senza espressione
Uccidere
Appellandosi a significati distorti di parole pulite.

E se i nostri sensi
Stanchi di violenza
Ci abbandonassero?

Prima le lettere dei nostri alfabeti
Poi udito e vista, olfatto
E poi il tatto...
Ed un corpo inerme, vuoto
Uno spento involucro
Vagherebbe senza meta
Cancellato dalla sua stessa ferocia.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 23 ottobre 2019

L'Angolo del Rockpoeta®: "Chile Herido"

Vergognoso, inaccettabile e fascista il coprifuoco stabilito in Cile a seguito delle sacrosante proteste dei cileni sugli aumenti previsti ed ora tolti dal loro Presidente in carica. Questi aumenti sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso in un Paese che ha ancora profonde diseguaglianze e disparità economiche e quindi di riflesso sociali. Il titolo della poesia vuol dire "Cile ferito" ed ho scelto lo spagnolo apposta per ricordare il titolo di un famoso brano degli Inti - illimani.

CHILE HERIDO

Cile ferito
Mia Terra
Non versare più
Lacrime di diseguaglianza
Non accettare più
Lacrime di ingiustizia

Voci di libertà
Non possono permettere il coprifuoco
Coprifuoco di fatto e di pensiero.

Cile martoriato
Dove certe perdite ancora non hanno nome e sepoltura
Dove certe morti ancora non hanno un corpo
Ora rinasci 
Non permettere il ritorno di recrudescenze passate
Prendi la vita nelle tue mani
Prendi il tuo futuro e fanne raggi di sole 
Afferra il tuo destino
Non permettere che i tuoi sogni non abbiano nome
Non lasciare che le tue speranze non abbiano futuro e identità.

Cile ferito
Da disparità sociali mai smussate
Mai cancellate,
Torna a sorridere libero

Cile ferito
Sanguino con te
Lotto con te
E reclamo le tue istanze 
Sognando di rivederti di nuovo
Presto 
Luminoso,vivo e libero. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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 "...Sono pronto a resistere con ogni mezzo, anche a costo della vita, in modo che ciò possa costituire una lezione nella storia ignominiosa di coloro che hanno la forza ma non la ragione"
Salvador Allende 11 settembre 1973

lunedì 21 ottobre 2019

L'angolo del Rockpoeta®: "Irene"

IRENE

Intarsio sanguinoso nel cuore
Intarsio volgare che umilia il tuo corpo
Incesto subito ancora una volta

Tu, ora sedicenne, patisci tali violenze
Inferte da tuo padre
Da quattro anni ormai.

Ubriaco
Quasi ogni sera
Sale le scale
Tenendo ancora in mano 
Il collo dell'ultima bottiglia che ha bevuto
E barcollando apre la porta della tua stanza.

Momenti interminabili
E la mattina dopo
Ti sorride come se nulla fosse successo
Mentre tu vaghi per la cucina come un fantasma
E fissi tua madre che abbassa lo sguardo.

Ti senti persa
Sola
Abbandonata
Ma questa volta giuri a te stessa che deve finire.

Denunci
Vieni allontanata da quel luogo di follia;
Giulia, la tua amica del cuore,
È sempre accanto a te,
Non ti lascia mai.

Sono stati anni difficili
Faticosi
Logoranti ma necessari per ricostruirti dentro
Ed iniziare una nuova vita. 

Oggi a 28 anni
Sei felicemente sposata 
Lavori e sei mamma di Luca.

Quell'inferno è alle spalle ormai
Ma talvolta il tuo sguardo
Si vela ancora di una patina di tristezza
Un'ombra che oscura i tuoi occhi.

Ma è solo un attimo
Poi ti volti
Prendi in braccio tuo figlio
Sorridi a tuo marito
E cancelli così
Quelle ultime residue scorie d'orrore. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 18 ottobre 2019

OPINIONE DEL ROCKPOETA®: La Manovra Finanziaria (Poveri Noi)...

È stata varata, salvo intese, salvo modifiche ulteriori parlamentari (speriamo in meglio), la manovra finanziaria di questo nuovo esecutivo che in sostanza sembra dare qualcosa ad alcuni ma che poi in pratica aumentando alcune tasse quello che ha dato, con l'altra mano toglie. Davvero pochissime le iniziative positive, forse quasi nessuna.

È stato varato il DEF ed ecco che tutti (tutti chi? Forse la maggioranza di governo, ma in realtà neanche quella nel suo insieme) gioiscono per una manovra che crede di combattere l'evasione fiscale solo riducendo di fatto il limite d'uso del contante quando tutti sappiamo come sia complicato a volte convincere il negoziante ad usare la carta di credito soprattutto per le alte commissioni che devono pagare. Carta che poi ha un limite mensile che, se non si usassero anche i contanti, si rischierebbe di superare e tutto questo quando sappiamo benissimo che chi vuole evadere troverà cmq il modo di pagare in nero superando agevolmente tale limite. Saranno come al solito gli onesti a subire le conseguenze di questo disagio inutile.

Lotta all'evasione che invece di realizzarsi attraverso controlli incrociati più severi ad alti livelli, incentivi e riduzione delle imposte, trova nel limite del contante il suo unico e patetico strumento. La Germania e non solo lei, insegna che anche senza limiti all'uso del contante si può combattere l'evasione, basta fidelizzare di più la gente allo Stato ( mi rendo conto, qui da noi visto lo Stato è un'impresa ardua) e stabilire una maggiore equità: chi ha tantissimo paghi un po' di più (e ci si accerti che lo paghi, quindi più ispettori a controllare) chi ha poco o abbastanza (leggasi ceto medio ed anche ceti più deboli) paghi meno e chi è veramente povero, nulla. Non mi soffermo sulla "lotteria" per incentivare l'uso della moneta elettronica perchè è una misura su cui stendere un velo pietoso e che al massimo può suscitare profonda ilarità.

mercoledì 16 ottobre 2019

L'Angolo del Rockpoeta®: "Hevrin Khalaf"

HEVRIN KAHLAF

Hevrin
Ambasciatrice di armonia e concordia
Vera operatrice di integrazione
Membro del Partito Futuro Siriano

La tua battaglia di pace
Era scomoda per chi non vuole pace in quell'area
Per chi vuole caos e violenza
Per chi non può accettare 
Che sia pure una donna a chiedere tutto questo.

Era solo questione di tempo
In un mondo che non sostiene donne coraggiose e forti come te
Era solo questione di tempo
Per un'area in guerra dove non esiste nè legge nè giustizia
Era solo questione di tempo
E poi sapevi che sarebbe successo
Era solo questione di tempo. 

Ma tu non hai smesso di lottare per la causa
Non hai ceduto alla paura
Non hai voluto rinunciare ad agire per la pace.

E ti hanno uccisa
In un vile agguato
Trivellando di colpi l'auto sui cui viaggiavi
E giustiziandoti.

E noi 
Tutti noi siamo colpevoli quanto i tuoi assassini
Colpevoli per il nostro disinteresse
Colpevoli di vivere a ritmo convulso e frenetico
Non fermandoci un solo istante a pensare, riflettere
Colpevoli di superficiale ignoranza.

Hevrin
Il suono della tua voce
Come monito per noi poveri mortali
Il suono della tua voce
Come sprone a seguire le tue orme
Il suono della tua voce
Per non lasciare che il tuo percorso di vita
Svanisca nella sabbia
Il suono della tua voce
Per non permettere che cresca il deserto 
Anche dentro l'animo umano. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 14 ottobre 2019

L'Angolo del Rockpoeta®: "U238"

U238

Improperi allo zenzero
Piccanti non abbastanza
Non mandano in sollucchero il palato
Ma non bruciano le pareti dello stomaco
E ti succhiano la vita come l'U238

Dai Balcani a Kabul
Volontari per dovere
In volo verso la disperazione
Non avremmo mai pensato 
Giunti a terra 
Di respirare morte.

E così torniamo
Non immaginando affatto
Di avere impoverito la nostra aspettativa di vita futura

Come un nemico silente
Col tempo
L'Uranio impoverito ha assottigliato le nostre esistenze
E quelle dei figli che le nostre donne hanno concepito al nostro ritorno.

Noi con tute ridicole degne di Superpippo
Gli Americani con equipaggiamento da Resident Evil
Questa la differenza.

E poi le Alte Sfere 
Come sempre pronte ad insabbiare
A negare
A non voler risarcire le nostre famiglie

E tu
Patriota ridicolo
Che canti stornelli vuoti e nostalgici 
E ti vesti in stile militare
Solo per sembrare più figo e duro
Apri gli occhi
E se ami davvero il tuo Paese
Fai l'uomo 
Chiedi insieme a noi verità e giustizia.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 11 ottobre 2019

L'Angolo del Rockpoeta®: "Inattivo"

INATTIVO

Sono un Inattivo
Inattivo non pelandrone o scansafatiche
Esiste una profonda differenza.

Sono anni che cerco lavoro
Curriculum inviato ovunque
Colloqui di lavoro sostenuti 
Imparando a rispondere 
Come certi super - esperti ti consigliano di fare
Imparando a gestire comportamenti verbali, 
Paraverbali e non verbali.

Tutto inutile
"Ti faremo sapere"
Oppure "Troppo qualificato per questa occupazione"
O ancora "Lei è troppo inesperto" 
O il contrario "Cerchiamo uno da formare, 
Lei ha già troppa esperienza" 
Solo perchè magari ho lavorato per pochi mesi 
In quel settore l'anno precedente.

Tenti ovunque
Comunque
Mettendo da parte i tuoi sogni
Quelli per cui hai faticato sui libri 
Per tutti questi anni
Ma è assolutamente inutile.

Ed allora da un paio di mesi
Sono quello che voi 
Vigliaccamente
Definite, con squisita ipocrisia, 
Inattivo. 

Mi sono temporaneamente arreso
Ho esaurito le forze
La capacità di umiliarmi
Ho esaurito perfino la fantasia
Sì, la fantasia, quella che ti permette 
Di provare a fare domande perfino per i lavori più impensabili.

Ho chiesto il reddito di cittadinanza
Negato
Ho lavorato per due mesi l'anno prima 

Peccato che non venga fuori
Che ho lavorato per 12 mesi interi in nero
L'anno prima ancora
Perchè o così o c'è un altro disperato 
Che quel posto 
A quelle condizioni
Lo prende.

E così sono inattivo
Con la dignità sotto i piedi
La tristezza nel cuore
Ed un forte sentimento di rabbia impotente
Dentro la mia testa.

Cucina - sala
Sala - cucina
Computer 
(Ogni tanto un'occhiata alle offerte la do ancora
Da inguaribile folle romantico ed illuso)
Cucina - divano della sala.

Tv accesa
Sento l'onorevole di turno
Che parla di crescita e rilancio dell'economia
E trasalisco

Scatto di corsa
Sala - bagno
Vomito. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®


E se volete la stessa poesia la potete vedere e sentire recitata da me...



mercoledì 9 ottobre 2019

L'Angolo del Rockpoeta®: "Kurd"

È notizia di due giorni fa che la Turchia attaccherà la Siria settentrionale dove ci sono i Curdi con il beneplacito  degli USA che abbandoneranno l'area con le loro truppe non volendo così  né sostenere né partecipare all'operazione, di fatto lavandosene le mani. Questa progettata invasione sarà fatta solo allo scopo di sterminare quella parte di popolo curdo (che tra l'altro gli USA appoggiavano, begli "amici"…) che vive in quei luoghi, perché dichiarato da sempre, da Ankara, popolo di terroristi...

KURD

Siamo Curdi
Popolo dalle tradizioni storiche antichissime
Antiche quanto le persecuzioni che subiamo

Vivo nella Siria del nord
Altri di noi nella Turchia sud-orientale,
Nell'Iran nord-occidentale e nell'Iraq settrentionale

Si chiama Kurdistan
Ma noi non abbiamo un nostro Stato 
Noi siamo fantasmi in carne ed ossa che respirano
E  solo per il fatto di esistere già diamo fastidio. 

Ci perseguitano perchè noi non meritiamo una nostra terra
Perchè non abbiamo il diritto di rivendicare una nostra cultura

Terroristi ci chiamano
Eppure l'Isis lo abbiamo combattuto noi in prima linea
Noi abbiamo fermato l'ombra nera del Califfato
E tutti noi abbiamo imbracciato i fucili
Anche le nostre donne
Senza indugi
Per amore della libertà 
Contro il fanatismo religioso
E per amore della nostra terra.

E la Storia si ripete
Potremmo ricordare gli Armeni
E tante altre popolazioni quasi sterminate
Prima di riuscire ad essere riconosciute libere persone in libero Stato.

E canto 
Canto con la mia donna e mio figlio
Il dolore e la sofferenza 
Nostri e del nostro popolo

E cantiamo compatti 
Uniti nei nostri differenti idiomi

E levo alta la mia voce
In Kurmanji ed in Zazaki,
Ed in ogni lingua in cui il mio popolo si esprima.

Noi
Tanti idiomi diversi, tante tradizioni differenti, 
Un'unica entità.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 7 ottobre 2019

L'Angolo del Rockpoeta®: "Voce"

VOCE

Voce di lotta e libertà
Si perde nell'aria, nell'etere
E nella vasta gabbia del web,
Avvolta in un sudario d'oblio
Privata dell'eco che meriterebbe
Impedita di spiegare le proprie ali
Per colpa della vostra sordità sociale

Voi schiavi felici di esserlo,
Vi lamentate, è vero, per molte cose
Ma poi ci passate sopra
Abbacinati dalle sirene ammaliatrici dei media
Abbagliati dalla voglia di mostrarvi sempre e comunque
Sedando la vostra temporanea frustrazione
Godendo sul web di quella altrui, se riuscite a trovarla,
E placando la vostra mediocre sete di apparire 
Con un selfie davanti alla vostra pizza
Appena giunta al vostro domicilio. 

Voce di denuncia
Linciata da una massa ormai 
Ben domata ed ammaestrata dal Potere.

Nebbia di ignoranza
Offusca la visuale della verità
Sfuma, come in un volgare fade out,
Voci di informazione e conoscenza.

Voci fuori dal coro
Invece di emergere come in un gospel di libertà
Sono isolate e bandite attraverso l'oblio mediatico.

Voce, voce, voce
Sentite questa voce?

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 2 ottobre 2019

L'Angolo del Rockpoeta®:"Metamorfosi E Riconversioni"

Postata nel 2008 e scritta qualche anno prima, la poesia racconta di un fatto vero ma come leggerete voi stessi è attualissima ancora oggi, mentre intanto abbiamo un nuovo esecutivo che ci ammorba con tante belle promesse così ampie e vaghe che sembra difficile si possano mantenere. Ed intanto il Paese affonda…(vedi ad es. caso Whirlpool a Napoli)

METAMORFOSI
e
RICONVERSIONI

Metamorfosi radicali
Sconvolgono
Realtà inermi.

Città, paesi, persone
Subiscono 
le leggi implacabili del mercato.

Una Fabbrica chiude
E 470 persone – in maggioranza giovani –
Restano sul ciglio della strada
A guardare
Il loro futuro che muore.

Carotidi piangenti
Latrati di voci avariate
Corde vocali 
Imputridiscono
Perdendo
L’ultimo brandello di credibilità.

Impianti riconvertiti
Fagocitano
Lavoratori obsoleti…

Ma se a 35 anni
Sei Vecchio
Perché vivere fino a 80?

La Vita biologica s’allunga
Quella dell’Anima si abbrevia

Allungateci l’Anima

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®