venerdì 25 ottobre 2019

L'Angolo del Rockpoeta®: "Ammutinamento"

AMMUTINAMENTO

E se le lettere e le parole evadessero dai libri
Stanche di una prigionia insensata
Soffocate da polvere figlia di pagine mai sfogliate?

E se le consonanti si ammutolissero
Seguendo chi ha già scelto quella strada
Come un capo silenzioso ma carismatico.

E se le vocali urlassero isolate
La loro rabbia
Il loro impotente senso di inutilità?

E se noi
Non potessimo più parlare
Pensare
Scrivere, narrare, sognare?

E se le lettere evadessero dalla Storia
E dalle nostre corde vocali
Dalla nostra mente e dalle nostre emozioni,
Sapremmo e riusciremmo di nuovo a piangere ed amare?

E se quel giorno fosse oggi,
Davvero l'uomo capirebbe l'insulsa essenza della violenza?
E comprenderebbe il senso vitale del loro ammutinamento?

Sguardi
Tatto
Lacrime e sorrisi
Si intensificherebbero
Cancellando l'odio
O diventeremmo ancora più crudeli ed efferati?

Apriamo gli occhi
E sentiremo ululati bestiali di uomini senza espressione
Uccidere
Appellandosi a significati distorti di parole pulite.

E se i nostri sensi
Stanchi di violenza
Ci abbandonassero?

Prima le lettere dei nostri alfabeti
Poi udito e vista, olfatto
E poi il tatto...
Ed un corpo inerme, vuoto
Uno spento involucro
Vagherebbe senza meta
Cancellato dalla sua stessa ferocia.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

44 commenti:

digito ergo sum ha detto...

c'è tutto l'ottuplice sentiero buddhista, qui. dall'uso del pensiero alla parola alla "sussistenza". che bella, questa poesia, daniele. grazie

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER DIGITO: mi hai lasciato un commento strepitoso, sono realmente emozionato e colpito dalle tue parole così profonde. Grazie a te per ogni volta che passi di qui e lasci una gemma preziosa a commento della mia poesia.

°°valeria°° ha detto...

Non lasciamo che gli uomini diventino scrigni vuoti.
Continua a scrivere Daniele, fallo anche per chi come me, non ha questo dono.
Grazie Valeria

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER VALERIA: certo che continuo, le tue parole poi mi danno un'ulteriore spinta se mai mi sentissi stanco e svuotato. Grazie per le tue bellissime e sentite parole.

MikiMoz ha detto...

Il rischio è proprio questo: ci stiamo svuotando, e stiamo svuotando di significato ogni cosa attorno a noi.

Moz-

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MOZ: svuotandola o piegandola a significati differenti e spesso deviati e nefasti.

cristiana marzocchi ha detto...

Non potevi trovare parole più consone per descrivere l'immagine dell'uomo in quest'era tecnologica . Spero che i robot potranno riportarci all'umanità perduta :)
Cri

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER CRISTIANA: "Spero che i robot potranno riportarci all'umanità perduta :)" Sarebbe davvero il colmo se i robot creati da noi si mostrassero più umani, giusti e compassionevoli di noi, loro creatori. Sarebbe il colmo ma forse anche una svolta per un futuro di pace.

accadebis ha detto...

Concordo con il primo commento. Ci trovo alcuni spunti buddisti nel tuo scritto, ma che è sempre il tuo e quindi è "farina del tuo sacco". Tuttavia nel buddismo esistono alcuni punti importanti che riguardano il retto pensare, il retto parlare e il retto agire...prima di pensare, parlare e agire bisognerebbe sempre riflettere. La mente e l'essere umano che si svuotano di tutto può essere utile se poi lo riempie di qualcosa di veramente nuovo.

Però vedo che nell'epoca di oggi uno dei tanti rischi consiste nel "devitalizzare" la volontà e il ragionamento umano ed è un rischio più grande di quel che si può pensare.
Un salutone e alla prossima

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...


PER ACCADEBIS: il mio spunto nello scrivere questa poesia è stato quello di vedere come oggi molti politici e uomini dei media prendono un vocabolo dotato di un suo preciso significato stabilito e verificabile leggendo un dizionario, e lo piegano fino a portarlo ad avere un significato differente dall'originale quando non anche, in certi casi estremi, opposto ed ho immaginato cosa potrebbe succedere se le lettere del nostro alfabeto, stanche di questa manipolazione, si ribellassero, si ammutinassero. Poi è vero mi sono reso conto che ci sono alcuni aspetti del buddhismo che sono indirettamente richiamati. Concordo con te sul fatto che assistiamo ad una "devitalizzazione" anche della volontà e del ragionamento umano anche attraverso soluzioni come quella che ti dicevo, ossia manipolare le parole a proprio uso e consumo.

Mariella ha detto...

Io sono una persona che ama la semplicità nello scrivere e nello spiegarsi e non sopporto chi scrive o parla utilizzando le parole come a volersi fare illuminare da loro, risultando poco comprensibile ai più. Anche questo è un modo per sfruttarle, non credi? Siamo soffocati dalle parole abusate e come dici tu, senza di esse, stanche di tutto questo abuso, "Sapremmo e riusciremmo di nuovo a piangere ed amare? Dico di no, saremmo vuoti e spenti, macchine senza anima.

Per cui, come dice la mia poetessa preferita ED, guardale semplicemente, fino a quando non le vedrai risplendere. La vera forza è tutta qui.
Che bella la tua poesia Daniele, davvero meravigliosa.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MARIELLA: concordo, anche utilizzare le parole come arma per non farsi comprendere completamente è un utilizzo squallido, anche se in quel caso non si manipolano le parole, solo si scelgono quelle più elaborate, complesse, difficili in modo che molti non possano comprendere. Grazie sono emozionato dalle parole del tuo commento e dai tuoi complimenti!

LaDama Bianca ha detto...

Ho letto molte delle tue poesie, ma questa è una di quelle che mi è piaciuta di più.
Bellissima ed evocativa.
Complimenti.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER LA DAMA BIANCA: ti ringrazio di cuore.

Anonimo ha detto...

Le tue poesie mi fanno venire, ogni volta i brividi, da quanto sono belle, profonde, colpiscono dritto al cuore e alla testa.

Claudia Turchiarulo ha detto...

Bellissimi versi.
Mi hanno ricordato quelli di Quasimodo in "Alle fronde dei salici".
E no, il paragone non è azzardato.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER LA B: ti ringrazio di cuore per le tue parole molto sentite e che mi emozionano molto.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER CLAUDIA: onoratissimo del paragone, grazie!

Ariano Geta ha detto...

In realtà esseri senza più alfabetizzazione, emozioni e sentimenti sarebbero simili ad animali, e gli animali di violenze ne commettono eccome. La differenza è che per loro è la conseguenza di una necessità primordiale di sopravvivenza, mentre per l'uomo civilizzato è solo prepotenza, dato che la sopravvivenza non è più un problema per noi.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER ARIANO: infatti, la mia era una domanda retorica o provocatoria. Certo anche con la parola ci diamo dentro con la violenza e con la mistificazione attraverso la manipolazione delle parole.

Pia ha detto...

Le parole se usate in maniera errata si potrebbero vendicare fuggendo e l'uomo senza neanche più i suoi sensi sarebbe annullato per sempre e non esisterebbe più.
Invece loro sono lì è si mostrano senza riserve, in modo giusto o meno, pronte a distruggere ma anche a costruire per migliorare. Tutto dipende da chi le usa.
Ho interpretato in questo modo le tue bellissime parole ma so benissimo che potrei aver sbagliato completamente ed allora me ne scuso e ti abbraccio. Ciao.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER PIA: no non hai sbagliato, nella poesia immagino cosa potrebbe accadere se le lettere dell'alfabeto, stanche di vedere manipolate da noi umani le parole che loro formano, decidessero di ammutinarsi di ribellarsi. È chiaro quindi che fuggendo l'uomo sarebbe nulla.

Mirtillo14 ha detto...

Le tue poesie hanno una forza che, ogni volta , mi sorprende e vanno sempre diritte al cuore di chi le legge. Questa è molto bella ed è una riflessione importante sull'uso e sull'abuso delle parole. Parole sfruttate , distorte , parole che, invece di chiarire, confondono chi legge o ascolta. E chi le usa ha proprio questo intento, per fini propri !!Io amo le parole semplici, chiare, sincere. Un caro saluto.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MIRTILLO: hai centrato il tema della poesia, la parola è un mezzo stupendo se lo si usa per fini non manipolatori. Ti ringrazio per le bellissime parole che hai avuto per le mie poesie, grazie di cuore.

Nick Parisi. ha detto...

Splendida as usual!

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER NICK: grazie!!!

Rakel ha detto...

Ciao ,” Parola… con te viaggia il sapere ne sei il mezzo…” (tre versi di una mia poesia )
Mi chiedo, se durante questo suo viaggiare l’uomo esprime il suo pensiero con parole
abusate, manipolate togliendole il preciso significato, allora la parola non è più il mezzo?
Oggi purtroppo, di un uso se ne fa un super abuso non solo sulla parola.

Lo notiamo tutti i giorni ascoltando i paroloni dei nostri politici o leggendo qualche pagina di giornale, che privano le parole del vero e preciso significato, vergognosamente.
In questi versi ci trovo tanta forza e tanta energia che spinge il lettore a riflettere, bisogna dare il giusto valore e significato alle parole prima di esporre un pensiero.

Grazie della visita al mio blog,
Buon fine settimana
Rakel

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER RAkEL Hai colto nel segno il tema della mia poesia. Grazie per i complimenti. Benvenuta in questa agorà

fulvio ha detto...

Ciao Daniele,e terribile perdere la nostra ricchezza interiore,ma spesso succede,la lettura aiuta contro la sterilità del pensiero,e leggerti aiuta molto.
Ciao fulvio

redcats ha detto...

la parola è svuotata e travisata manipolata usurpata,meglio gli emoticon?

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER FULVIO concordo con te e ti ringrazio per le tue bellissime parole sui miei versi

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER REDCATS no il solo emoticon è la sconfitta del pensiero

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Le parole vanno usate per un futuro radioso, ma spesso vengono usate per un presente buio.
Saluti a presto.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER CAVALIERE: hai detto un'amara verità

Patricia Moll ha detto...

Se le parole si stancassero di noi, saremmo finiti. Torneremmo ai gutturali versi dell'uomo primitivo.
Con te sul web il problema non si pone però. Tu le sai usare senza distorcerle o manipolare. Con te, le parole sono al Sicuro

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER PATRICIA Grazie sono commosso, che parole meravigliose hai avuto per me grazie dal profondo del cuore.

Patricia Moll ha detto...

Parole che sento come quelle di domani sul mio blog. 😊
Buona domenica

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER PATRICIA lo so. Non vedo l'ora di leggere il tuo post domani

Angela ha detto...

L'uomo è un essere sociale, non può non comunicare, ma quando si usa male questo strumento (voce, parole scritte, ma possiamo inserire ogni altro mezzo per comunicare con gli altri), per scopi egoistici, iniqui..., è la nostra stessa dignità di persone, rendendoci intenzionalmente ambigui, ipocriti..

Dovremmo sentir forte il dovere di recuperare il valore e il potere della parola, con la quale possiamo distruggere o costruire.
Buona domenica!

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER ANGELA condivido ed osservo con te come l'utilizzo doloso della comunicazione porta alla sua lenta fine della stessa e dose è quello che sta accadendo.

Santa S ha detto...

Che condivido ogni tua parola è riduttivo, ma sento la tua stessa "ansia", tanto che sto abbozzando un post, con i miei tempi, che in modo diverso ne parla. Leggerti è sempre una cura di fronte alla pazzia che dilaga.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER SANTA grazie posso dire lo stesso di te e sono curioso di leggere il tuo post quando lo pubblicherai

Santa S ha detto...

E da un po' che giro intorno all'argomento, per questo oggi mi ha fatto doppiamente piacere leggerti, perché sentiamo la stessa lacerazione, io purtroppo combatto col mio tempo :(
Sai bene quanto per me sia fondamentale il ruolo del poeta e della poesia, il tuo, quanto i tuoi versi ci aiutano a comprendere dove ci troviamo e verso dove stiamo andando e soprattutto a riprendere consapevolezza di noi, che siamo individui e società.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER SANTA: hai ragione la poesia come ogni forma d'arte può diventare di impegno civile ed essere torcia che illumina un cammino e/o strumento potente per far riflettere proprio sul dove ci si trova ed in quale direzione si sta andando. Ti ringrazio, conosco bene la stima che hai di me, stima ampiamente ricambiata. io cerco di fare quello che posso con i miei versi e non mi arrendo.