lunedì 10 dicembre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "Vortici Di Buio"

VORTICI DI BUIO

Ricordo quel sabato di sangue
I tuoi occhi spenti a terra
Ricurvi sulla loro vita perduta
Spalancati sui ricordi
Senza più un futuro

Ricordo sguardi metallici di divise marce
I tuoi vestiti stracciati
Pelle slabbrata
Capelli disidratati dal sole e da pulviscolo chimico.

E ricordo quante volte mi sono lavato
Per togliere quel sangue dalla mia pelle
Quel fetore di polvere da sparo dalla mia camicia
Ed il sale delle mie lacrime
Mentre ti tenevo stretta fissando i tuoi occhi spenti
Grandi e spalancati.

Raggi rosso sangue
Si spegnevano
Inghiottiti da un tramonto di morte
Che faceva luce oscura su tappeti di cadaveri.

Pochi metri ancora ed un'altra ferita mortale mi stravolge.

Ti vedo
Giovane
Innocente
Spento.

Vi accarezzo mentre vi raccolgo
Per terra sull'asfalto
Compagna e figlio
Uccisi tra i vicoli di un sogno
In Piazze Arcobaleno
O dentro Caserme nere come fasci oscuri di morte.

E le bandiere non hanno senso
Non hanno più colore
Sono solo nauseanti barriere
Contro l'amore e la vita.

E ricordo quel sabato di sangue
Ne ricordo ogni odore, ogni suono.

Ogni bagliore.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 7 dicembre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "Colonne D'Ercole"

Postata otto anni fa, sento il bisogno e la volontà di riproporla.

COLONNE D’ERCOLE

Cosa rimane del nostro mondo?

Volti cancellati senza più espressione
Vuoti simulacri abbandonati
In Torri d’avorio in mezzo al nulla
Brandelli di Passato senza memoria
Fanatismi deliranti.

Paesaggi Scheletrici
Natura disadorna
Umanità morente.

Arroganza liquida
Corrode Vite

Desideri amniotici
Di rinascita.

Ipnosi Cerebrale.

Cosa resta del nostro mondo?
Due Colonne:
Al di qua il Nulla
Oltre la stolta e perfida illusione d’un pallido Sole.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 5 dicembre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "Le Mani Di Mengele"

LE MANI DI MENGELE

Profitto che stritola la Salute
Leggi di Mercato che schiacciano i malati
Cure negate.

Multinazionali
Che si tengono ben stretti
I loro brevetti insanguinati
Paesi che si ribellano
A logiche di Follia monopolistica.

E intanto 
Muoiono
Come mosche
E si dissolvono
Come vapore.

E non c’è più tempo.

Assassini in smoking
Falsi scienziati
Ricercatori prezzolati.

E la nostra Salute
Nelle mani di Mengele.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 3 dicembre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "Il Minotauro"

IL MINOTAURO

Mandibole cariate
Mascelle logore
Il Minotauro non mangia più
Il Minotauro non incute più terrore.

Il Minotauro è vecchio, stanco e superato
Altre paure paralizzano l'uomo
Altre bramosie divorano le persone.

Tentacoli virtuali
Le nuove fobie

Tergicristalli sinaptici
Inutilmente tentano di ripristinare il sereno
Sui nostri volti.

Spazzole a velocità massima
Non ci salvano da un torrenziale acquazzone 
Di spazzatura mediatica.

Cortocircuito
Le stelle sono sveglie stanotte
L'amore è perduto
L'ingenuità non salva, anzi condanna

Ed il Minotauro 
E' condotto al macello:
Una volta incubo delle masse
Ora triste predatore esausto e debole

Ultima metamorfosi:
Dalle catene che lo tengono fermo
Nell'ultimo atto della sua longeva esistenza,
Alla catena di montaggio 

E tanti omogeneizzati 
Usciranno dalla fabbrica del futuro
Pronti per essere il nostro nuovo cibo.

E come tanti neonati
Eccoci pronti 
Ad essere imboccati dal trenino dalle guance dorate e paffute
Al ritmo del suo abbacinante e stridente fischio nauseante. 

Siate gioiosi e felici
Aprite tutti la vostra boccuccia
E' in arrivo un bastimento carico di… Nulla!

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 30 novembre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "Precetti Infami"

Parlarne, bisogna parlarne. Si può fare riportando dati, mettendo il nastro rosso, scrivendo versi o racconti, o tutto quanto insieme, ma di Aids, di sensibilizzazione  su questa malattia e di prevenzione da essa se ne deve parlare sempre, ed anche quindi in occasione di domani 1° dicembre, giornata internazionale contro questa malattia terribile che portando con sé ancora forti pregiudizi anche assurdamente morali, è come un'ombra che avvolge in un abbraccio mortale le persone che ne sono colpite. Così come bisogna combattere l'ipocrisia ed il falso bigottismo del Clero e non solo del Clero…

PRECETTI INFAMI

"Non usare il preservativo è peccato
Non fornicare è peccato
Pensa solo a procreare con tua moglie."

Precetti di Chiesa
Famigliole "felici"
Lei annoiata 
Lui con l'amante o a puttane.

Lei ignara di tutto
Lui all'oscuro di tutto.

E lui la infetta
Perchè non vuole commettere peccato
Ed anche quando consuma sesso occasionale
Lo fa
Sempre senza protezione
Come pretende "Mamma Chiesa!"

Ed ora che lei lo sa
L'ha lasciato
Ma purtroppo non ha potuto separarsi anche dalla malattia,
Malattia che diventa il suo nuovo ed odiato "compagno"
Finchè morte non le separi.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 28 novembre 2018

OPINIONE DEL ROCKPOETA®: Assange, Il Dimenticato

C'era un tempo in cui fare il suo nome significava parlare di un eroe, o quantomeno di un'autentica star mondiale: poi sono arrivate le vicissitudini giudiziarie che l'hanno coinvolto a seguito della divulgazione di tutte quelle notizie importanti che il mondo doveva conoscere, ed ora sono otto anni che è isolato nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra.

Isolato è il termine giusto, come si evince da questo articolo in inglese che troviamo su Repubblica on line e che fa riferimento ad un incontro avuto con Assange il  fondatore di WikiLeaks all'interno dell'ambasciata dove è di fatto "recluso" non potendo uscire altrimenti verrebbe arrestato ed instradato negli USA dove non vedono l'ora di processarlo come una spia sovietica ai tempi della guerra fredda.

Niente internet, niente telefonate né contatti con giornalisti e amici, insomma un isolamento totale che, giustamente si legge nell'articolo, ucciderebbe dentro ciascuno di noi, figuriamoci uno come lui che con la rete ha creato la sua fama del tutto giustificata.

Dimagrito, almeno rispetto agli ultimi incontri o alle foto di un tempo, stanco, ma lucido e presente. Così viene trovato e descritto al primo impatto dalla giornalista Stefania Maurizi che l'ha incontrato.

Ottenere questa intervista è stato complicatissimo: più di otto mesi di "pressione", e poi una serie di procedure severissime da seguire per poter portare dentro l'ambasciata ecuadoriana smartphones e computer.

Anche l'atmosfera che si respira all'interno dell'ambasciata non è più così "friendly" come negli anni precedenti. Anche il diplomatico Fidel Narvaez che l'aveva supportato ora è stato rimosso, spostato. Si teme anche che il rischio di poter perdere la protezione dell'Ecuador sia concreta. Insomma un uomo solo, e da tutti noi lasciato solo.

Il punto infatti è proprio questo, osservare come di fatto anche le rivoluzioni siano per i popoli del mondo, oramai, una moda passeggera, moda che quando perde di appeal, quando non è più "fashion" seguirla, la si abbandona. Ma Assange è un uomo non una moda, è una persona che ha rischiato per dirci verità importanti che forse non meritavamo neanche di conoscere, che tutto il mondo fatto di un gregge globale di pecore, non meritava di conoscere.

Sarebbe importante invece che la gente comune, le organizzazioni umanitarie importanti, Amnesty per esempio, si muovessero in aiuto di Assange che è vero che ha commesso un "reato" ma l'ha fatto con spirito rivoluzionario per aprirci le menti e per farci sapere verità che, nella migliore delle ipotesi, pensavamo potessero esistere nella nostra fantasia o guardando qualche spy - movie.

lunedì 26 novembre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "Nirvana"

L'ho postata qualche tempo fa da Patricia Moll, mi scuso pertanto verso chi l'avesse già letta da lei. Però io di questo tema, di cui ho già trattato sempre in versi anche in passato, volevo parlarne nuovamente anche da me.

NIRVANA

Esce dall'uscio
E conta 100 passi.

Li conta per non dimenticarli
Per mantenere memoria storica
Per ribellarsi all'omertà.

Alea tipica di questa terra
Sai quando esci di casa
Non sai se ci farai ritorno

Sicuramente 
Da quelle parti
Non ci si annoia mai
La routine è inesistente.

E mentre Bazzecole virtuali
Annacquano menti colorate
Anime, preda di un insano Nirvana,
Si anestetizzano
Cancellando ogni orizzonte di speranza

Ed oggi 
in quella via
Puoi ascoltare lo scomodo suono
Di quelle scarpe
Che percorsero quei 100 passi
Come un ultimo rintocco funebre
In memoria di una libertà sepolta
Nel silenzio più assoluto

Un silenzio di vergogna.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 23 novembre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "The Page She Could Never Write"

In questo fine settimana ci sono molte manifestazioni per la giornata contro la violenza sulle donne.  Questa poesia con cui vi ricordo questa giornata fondamentale, parla di stalking e conseguente femminicidio attraverso una pagina di diario immaginaria, una pagina che la vittima ormai morta non ha potuto (come recita il titolo in inglese) e non potrà mai più scrivere o meglio ancora una pagina di diario post-mortem dove l'anima di questa donna all'inizio neanche comprende il suo stato salvo poi...

THE PAGE SHE COULD NEVER WRITE

Pallida
Inconsapevole
Mi desto
Cammino
Casa fredda
Ritratto assente 

Perchè? 

Eterea
Strana
Mi guardo attorno
Camicia da notte bianca
Ma non comprendo 

Specchio di fronte a me
Finzione
Incubo
Immagine assente 
Diario abbandonato
Parole sparse
Interrogativi ansiosi 

Una rosa
Quella foto
Il mio diario chiuso
Lui sa
Lui sa
Lui sa… 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 21 novembre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "Who I Am"

Poesia già postata nel 2009 e letta dal vivo a Genova (Palazzo Ducale) in data 17 maggio 2013 quando ho anch'io partecipato con un mio breve intervento alla “Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia” dal titolo “Mettiamoci la Voce” organizzata da Amnesty, la riposto oggi perché certe tematiche legate alla libertà personale e sessuale di uomini, donne e transgender, credo che vadano sempre e nuovamente sottolineate e difese dai Fontana e Pillon di turno.

WHO I AM

Sono Sonia
All'anagrafe Francesco.

Sono Donna
Mi sento Donna
Nel modo di sorridere
Pensare
Respirare
Nel modo in cui cammino

Sono diplomata 
Segretaria d'Azienda
Cerco lavoro ma per me non esiste.

Cerco casa 
Ma trovare dimora per chi é come me
E' difficile.

Ed ho battuto anche il marciapiede
Di sera
Con paura
Subendo minacce
Maltrattamenti
Abusi.

Poi in casa.
più sicuro
Ma non meno degradante.

Ora ho detto basta
Cerco il mio lavoro
Voglio un vero amore
Esigo rispetto.

Ora ho detto basta
Ultimatum:
Lavoro entro stasera
Oppure....

Mattino dopo
Silenzio
Porta abbattuta
Troppo tardi

Ultimo lavoro svolto da Sonia:
Modella per opera d'arte dal vero contemporanea
Dal titolo:
"Manichino penzolante (con corda al collo)"

E che adesso nessuno pianga.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 19 novembre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "L'Abbraccio"

L'ABBRACCIO

Una telefonata
Sto arrivando

L'acqua sale
Sto arrivando

Il livello cresce
Sto arrivando!

La mia vettura a fatica si muove
Dentro acqua, fango ed asfalto.

Sali in auto
Ce ne stiamo andando

La senti arrivare
Scroscio violento
Visibilità annegata

Suono lontano in sensibile avvicinamento
"Scroscio rasoterra"
Noi andiamo

La piena sta sopraggiungendo
Io ti guardo, figlio mio, cerco di tranquillizzarti e penso:

Se é destino ci troveranno addormentati, vicini ed abbracciati per sempre
In una culla di terra, acqua e fango.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 16 novembre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "Carnevale Funebre"

Scioccante sapere che l'Appello per la strage di Viareggio del 29 giugno 2009 dove un treno che trasportava gas deragliò provocando, incendiandosi, 32 morti innocenti, a causa della prescrizione rischia di squagliarsi perché scattando ingurgiterebbe in un sol boccone il reato di incendio e lesioni colpose. Anni fa scrissi questi versi che qui vi lascio nuovamente, con il cuore affranto.

CARNEVALE FUNEBRE

Marcia funebre
Carnevale nero
Carri funerari lungo la passeggiata
32 Figure per nulla allegoriche
Ma reali e assenti.

Assenti come la giustizia
Ancora non pervenuta.

E' la giustizia italiana
Il vero Carnevale di Viareggio

Perenne e sublime.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 14 novembre 2018

OPINIONE DEL ROCKPOETA®: California Dreaming

C'era una volta la California, splendido luogo di sole e di mare, la California di "California dreaming" dei Mamas & Papas e delle "California girls" di David Lee Roth. 

Oggi quella terra non esiste più. Oggi abbiamo fuoco e desolazione, devastazione e morte, di fatto un vero e proprio inferno.

Tra incendi dolosi e cambiamento climatico, la realtà californiana è mutata radicalmente e tanti se possono scappano da quello che prima era un luogo di richiamo per tutti.

Immagini impressionanti, sembra veramente l'inferno dantesco. Eppure Trump è uscito dal protocollo di Kyoto, altri Paesi se ne fregano altamente dell'ambiente e molti anche nel piccolo non fanno nulla per salvaguardarlo, a partire dal non gettare il classico mozzicone di sigaretta in un bosco.

Speriamo che invece di cantare "California dreaming" non si debba già iniziare ad intonare "California dying"...

lunedì 12 novembre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "Mexico E Nuvole"

Gli omicidi e le sparizioni in Messico sono sempre di più e la corruzione anche delle forze dell'ordine non aiuta a far ridurre questo fenomeno. Diecimila persone uccise solo negli ultimi tre mesi

Drammatico in questo link il dolore di una deputata messicana che scopre durante una seduta con una telefonata dell'assassinio di sua figlia

MEXICO E NUVOLE

Viviamo come nel far west
I desaparecidos sono all'ordine del giorno:
Bambini, giovani ragazze, donne
Di cui poi il deserto inghiotte i resti.

Molti di noi tentano la sorte altrove
Ma mura al confine americano non aiutano.

Sei in un recinto di morte
Dove povertà e soprusi
Omicidi e rapimenti
Ti accompagnano per tutta la tua faticosa esistenza.

Lo straziante urlo di una madre
Brivido sconvolgente 
Sirena di dolore quotidiana

Oramai non è più Mexico e nuvole
Ma Mexico y muerte.

E le rovine di grandi civiltà che furono
Un'ulteriore ferita per quello che siamo diventati

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 9 novembre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "Anello Di Fidanzamento"

ANELLO DI FIDANZAMENTO

Ho lottato per la vita
Sopraffatto da eventi imponderabili
Come occhi smarriti che giocano 
Con una palla ovale ma piccola
Zigrinata
Con una spoletta in luogo della valvola.

Apri il "giocattolo" come una lattina da bere
Pochi istanti
Ticchettio inquietante
Drammaticamente avvolgente...

L'esplosione
E pezzi di te sono sparsi ovunque 
Dentro la tua anima annientata
Lungo la strada sporca di sabbia e asfalto
Come spazzatura da pulire
O resti di carne abbrustolita da dare ai cani.

Si lotta per la vita
Ci si stanca
Ci si arrende
Si perde.

Ed allora basta
Impossessiamoci di questo piccolo anello
Fidanziamoci per sempre con la morte 
Tic, Tac, Tic, Tac, Tic ,Tac...
TIC!

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 7 novembre 2018

OPINIONE DEL ROCKPOETA®: La Prescrizione

In queste ore c'è una discussione in atto tra Lega e M5S a proposito del DDL Giustizia in relazione alla prescrizione. Se non ricordo male i pentastellati vogliono che la prescrizione si fermi dopo la sentenza del primo grado di giudizio.

La Lega invece è più "Berlusconiana" sul tema. Ecco quindi che si è aperto un contrasto, contrasto che però, dice il il Presidente del Consiglio Conte, non può esistere perché è un punto del contratto di governo.

Spero proprio che i cinquestelle su questo punto non facciano marcia indietro e non annacquino la loro proposta. Così come trovo giusto che, per un senso di rispetto e civiltà, (proposta della Lega) per i reati più gravi non si possa più chiedere il rito abbreviato.

E voi che posizione avete sulla proposta pentastellata sulla prescrizione?

AGGIORNAMENTO: cinquestelle e lega si sono accordati per approvare la proposta pentastellata ma farla entrare in vigore dal gennaio 2020. Motivo? Salvini ha dichiarato che vuole tempi certi per i processi quindi proposta dentro il DDL anti-corruzione ma entrata in vigore nel 2020 quando ci sarà anche la nuova riforma della giustizia penale.  Restano cmq vivi il tema del post e la sua domanda finale.

lunedì 5 novembre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "Urlando E Scherzando"

URLANDO E SCHERZANDO

Voglio morire urlando e scherzando
Scimmiottando facce logore e volgari
Annientando crudeltà e sperpero
Con un soffio di vento 

Voglio morire amando e ridendo
Afferrando la tua spada insanguinata e vile
A mani nude

Voglio morire gettando il mio cuore pulsante a terra
Respirando ancora pochi rantoli di anima 
E cancellando i vostri ultimi attimi di lugubre dittatura
E squallido dominio.

Voglio morire amando e scherzando
Per risorgere vincente
Io, tu , tutti noi.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 2 novembre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "Morti Da Accertare"

La notizia è di martedì 30 ottobre ma purtroppo non è andata in prescrizione e non è successo nulla che la rendesse superata nei fatti.

A questo link di un articolo comparso sul Fatto Quotidiano on line si legge che "Lo schema del decreto (relativo alla riforma dell'ordinamento penitenziario ndr) giunto alle commissioni giustizia il 7 settembre scorso prevedeva che "nella cartella clinica del detenuto il medico annota immediatamente, anche mediante comunicazione fotografica, ogni informazione relativa a segni o indicazioni che facciano apparire che la persona possa aver subìto violenze". Riferimento cancellato dalla norma pubblicata in gazzetta ufficiale dopo i rilievi di Regioni e Sanità. Il personale sanitario resta obbligato a segnalare fatti che possano far ipotizzare reati"

L'articolo che vi consiglio di leggere, prosegue con altre considerazioni legate alla principale molto interessanti e che, a mio avviso, corroborano i dubbi che questa cancellazione suscita.

Quindi per capirci niente più foto come il caso Cucchi. Capite bene che per quanto le parole possano essere assai precise e dettagliate (ma anche vaghe) le foto sono inequivocabili e non permettono (o almeno non dovrebbero permettere) interpretazioni "fantasiose".

Le morti in carcere , peraltro, sono un tema annoso di cui io molti anni fa mi sono spesso occupato con riferimento anche ad alcuni precisi istituti carcerari. In carcere ci sono i suicidi, gli omicidi (quei casi che proprio non si può evitare di mascherare in altro modo) e… "le morti da accertare" che sarebbero quei casi dubbi dove non si riesce (o non si vuol riuscire) a comprendere se le morti siano omicidi o meno e, se non ricordo male, si definiscono veramente in tal modo.

Detto questo a distanza di quasi dieci anni riposto qui questa mia poesia. Io non sono un buonista, il carcere non deve essere un passatempo, la pena va scontata, i permessi e gli sconti di pena vanno misurati attentamente, per i mafiosi il 41 bis è intoccabile, ma sono contrario al fatto che il carcere sia un luogo dove viga la legge del più forte, un luogo anarchico un luogo dove trattare i reclusi come bestie.

MORTI DA ACCERTARE

Topi
Folla
Buio

Topi
Folla
Buio

Ratti
Affollamento
Isolamento
Buio.

Ratti
Insetti
Folla
Escrementi
Urla
Buio.

Aria cronometrata
Luce artificiale
Quando non isolamento
Ammassati come bestiame destinato al macello.

Ogni tanto qualcuno di noi muore
Suicidio sometimes
Spesso omicidio
Ed ancora più spesso morti "da accertare"...

Respirare non respirano più
E' il perché sia successo che resta un mistero buffo...

Perché noi siamo i Morti da Accertare...

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 31 ottobre 2018

OPINIONE DEL ROCKPOETA®: The Day After

L'Apocalisse. Da Levante a Ponente, voragini in strada, un vero e proprio ciclone ieri si è abbattuto sulle coste liguri. Anche alcune zone di Genova sono state fortemente colpite. Vento fortissimo. Alberi crollati più o meno ovunque. Danni ingentissimi. Esercizi distrutti o profondamente colpiti. La diga di Rapallo cancellata dalla mareggiata (ma forse viste le onde di 6-7 metri è più corretto parlare di un vero e proprio tzunami) barche affondate, passeggiate distrutte. L'ennesimo disastro a colpire una regione che dopo la ferita gravissima del Ponte Morandi non aveva bisogno di un'ulteriore batosta.

E poi, last but not least, ci sono le vittime: una in Liguria, le altre nel resto d'Italia.

Ma quello che mi fa più paura è il dopo, il futuro. Siamo in un Paese dove ricostruire, ripristinare è un compito che sembra sempre irto di difficoltà inaccessibili, soprattutto per risarcire i danneggiati. Soldi che però dovranno essere trovati perché altrimenti presto con questo clima tropicale, perché è inutile che ci giriamo intorno è questa la realtà, il clima è già mutato, non solo la mia regione ma l'intero Paese finiranno per diventare come uno Stato del terzo mondo, devastato e distrutto e con i trasporti di fatto inesistenti o fortemente limitati.

Ecco perché il futuro, alla luce di tutto questo, fa quasi più paura del delirio apocalittico che abbiamo vissuto in questi giorni. Ecco perché tutto il Paese (perché non solo la Liguria è stata colpita da questa ondata di maltempo) non può perdere questa sfida, quella di rialzarsi davvero ed in tempi brevi anche perché questi fenomeni non sono più così saltuari ma sono sempre più ciclici e questo deve farci riflettere.

Ecco perché è il giorno dopo a farmi più paura.

lunedì 29 ottobre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "Hallelujah"

HALLELUJAH

Rime al tempo di Instagram
Versi vuoti e pose ammiccanti
Lanciano una poesia furba
Uccidono l'impegno civile 
E versi d'amore e di lotta.

Hallelujah Signore!

Mangiatori di fuoco
Avvampano e tiranneggiano popoli
Strilloni moderni circuiscono analfabeti funzionali
E ridicolizzano menti attente.

Hallelujah Signore!

E questo coro malato
Non soffocherà la mia voce
Questa spazzatura pseudo - culturale 
Non mi ricoprirà mai del tutto
E combatterò questo mondo malato e crudele
Chi lo protegge in tuo nome 
E chi lo protegge in suo nome.

Hallelujah Signore!

Lode a te
Fantoccio inesistente creato per soggiogarci
Io non voglio il tuo patetico ed invisibile Paradiso
E non voglio vivere l'Inferno su questa Terra.

Hallelujah Signore!

Poveri
Diseredati
Innocenti corrotti da preti dentro confessionali della vergogna
Versi stereotipati prostituiti alle luci di una ribalta vuota
Ed una società malata
Perché noi tutti siamo malati e deviati

Hallelujah Signore!

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 26 ottobre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "La Freccia"

LA FRECCIA

In your soul
Arrow stuck in your soul
You leave home
And you know 
Your future is far away from here

Zaino in spalla
Stazione
Biglietto di sola andata per l'Olanda
Nessun viaggio di piacere
Hai semplicemente trovato lavoro
Un lavoro vero
Quello per cui hai sudato sui libri
Quello per cui i tuoi genitori ti hanno fatto studiare
Quello che tu sai fare.

Tutto sarebbe perfetto
Ma devi lasciare il Paese
Gli amici
La tua ragazza
Tutti i tuoi affetti.

E' vero
Non dormirai sotto i ponti
Ti dici che sei fortunato
Molti vivono qui come esseri invisibili
Senza neanche averla la tua occasione
Ed allora ti senti pure in colpa 
Per quel groppo in gola 
Che come una freccia 
Ti si è conficcato nell'anima

Gli anni passano
Sono già cinque
Oramai sei olandese a tutti gli effetti
Vivi e parli perfino la loro lingua
Oltre il tuo perfetto inglese con il quale partisti dall'Italia.

Ingrid è la tua nuova compagna
Hai un figlio olandese
In Italia torni solo per rivedere i tuoi

Sono loro l'unica tua ragione per tornare
Loro l'unico elemento di nostalgia rimasto.

L'Italia non ti manca più
Ed ora siamo noi a piangere la tua perdita
Come una freccia conficcata nei nostri cuori
Ma è troppo tardi.

In our hearts
Now
You are 
Our arrow stuck in our hearts

For ever.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 24 ottobre 2018

OPINIONE DEL ROCKPOETA®: Ultimo E Solo

 Vi ricordate di Ultimo? Domenica scorsa era ospite di Giletti su La7. Ultimo Catturò insieme ad altri suoi colleghi Riina nel 1993. Per quella ragione la mafia lo condannò a morte. Quindi da quel giorno, scorta. Scorta fino al 3 settembre di quest'anno quando l'Ufficio Centrale Interforze per la Sicurezza Personale (o UCIS) ha deciso di revocargliela. Scelta comunicata tra l'altro nella ricorrenza dell'assassinio del Generale Dalla Chiesa, il 3 settembre appunto. Adesso è solo, non può mostrare il suo volto ed è in balia degli eventi.

Due brevissime considerazioni:

1) Come si può togliere ad un simbolo della lotta alla mafia la scorta e tra l'altro "costringerlo" ad un lavoro di scrivania mortificandone lo spirito indomito e coraggioso che ha dimostrato di avere e che ancora ha.

2) Perché Saviano, paladino a parole della lotta alla criminalità organizzata, non si scaglia contro questa vergognosa decisione? Paura di perdere anche lui i benefici di una scorta di cui forse avrebbe più bisogno Ultimo?

Eh sì io mi aspettavo che nei giorni seguenti Saviano da qualche parte sparasse a zero sull'UCIS ed anche su Salvini che essendo Ministro dell'Interno può anche proporrre sia di dare che di revocare le scorte anche se poi l'UCIS organo (così si dice) indipendente decide in piena autonomia.

Invece nulla. Ed Ultimo, un eroe vero,, un uomo vero, è abbandonato da tutti.

Spero che il governo e soprattutto il ministro dell'interno cerchino di intervenire perché Ultimo non può stare senza scorta, perché un Paese degno di questo nome non lascia persone come Ultimo, sole.

lunedì 22 ottobre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "Short Life"

SHORT LIFE

E ci fotografate col fucile in mano
Pronti a far fuoco

Ed è caccia allo scatto più scioccante
Per risultare un reporter vincente.

Tutto ebbe inizio quel pomeriggio
Incursione al villaggio,
Case incendiate
Genitori ammazzati.

E tutti noi piccoli esseri soli ed indifesi
Fummo catturati

Infanzie cancellate
Intere piccole vite stravolte
Manipolate
Condizionate e distrutte.

Le bambine come merce di scambio
Giocattoli per depravati di ogni latitudine.

E noi maschi 
Invece
veniamo addestrati alla causa
Lavaggio del cervello
E tra le mani un fucile ed un coltello.

Siamo i "bambini - soldato"
Odio da lobotomizzazione seriale
Droga per stordirci 
Programmati per fare del male

In realtà di morire abbiamo paura
Ma dei nostri aguzzini ne abbiamo di più
Ci stordiamo per non pensare
Per sparare meglio e di più.

Mummy gun è nostra madre
Daddy Death nostro padre
I nostri aguzzini, i nuovi babysitter
E gli altri bambini, i nostri nuovi fratellini

E questa famiglia così strana
Sarà l'ultima che avremo 
Fino a quando qualcuno non ci ucciderà in battaglia.

E tu scatti una foto
E poi ne scatti un'altra
Ma per noi non fai niente
Perchè in realtà la nostra salvezza
Non interessa alla gente.

E se uno scatto va bene 
Perchè è denuncia
Cento sono solo morbosa voglia di scoop
E cassa di risonanza.

Occhi sbarrati
Paura inghiottita
Infanzia annientata

Questi siamo noi
Noi che non smetteremo mai di "giocare alla guerra"
Noi che giocheremo solo alla guerra per tutta la vita.

La nostra breve vita.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 19 ottobre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "Il Pugile"

IL PUGILE

Come un pugile suonato
Oramai all'angolo
Sgancia fendenti nel vuoto
Creando malinconici spostamenti d'aria

Urla ai suoi fantasmi
Uppercut nel vento 
Per rincorrere ancora i sogni perduti
Ed affondare i suoi nemici e la malasorte.

E' vero
Può sembrare patetico
E' al tappeto ma lotta ancora
Anche da terra 
Anche con un solo occhio aperto

Piegato sulle ginocchia
Non molla
Continua a cercare il cazzotto vincente
Quello del KO
Come un novello Rocky.

E' stanco
Ferito
Può essersi abbattutto per alcuni momenti
Ma mai arreso

E' stato messo knock out dalla vita
Ma mai dall'inerzia e dalla vigliaccheria.

Giulio invece non ha un graffio
Amarezza tanta
Rassegnazione a quintali
Ma a suo modo gli va bene così.

La sua vita è stata un eterno rinvio
Un continuo "match sospeso per impraticabilità dell'anima"
E per "Assenza di coraggio".

E' seduto brandendo tra le mani la sua ennesima sigaretta
Davanti al suo bicchierino
E racconta in modo quasi epico
Dei suoi "SE" e dei suoi "MA" 
Fatti di rinunce per non rischiare di perdere
Per non finire al tappeto
Perchè vegetare è meno doloroso 
Perchè i cazzotti della vita fanno male
Soprattutto quando vogliono sgretolare i tuoi sogni.

Forse lui è stato più furbo
Ha subito 
Apparentemente
Meno ammaccature dalla vita
Ma non potrà mai capire 
Il dolcissimo suono di quei fendenti 
Ad accarezzare il vuoto
A baciare l'aria.

Quei fendenti ad abbracciare il nulla
Non sono di un perdente
E non lo saranno mai
Fino a quando sapranno disegnare nell'aria
Cuori coraggiosi pronti ad inseguire i propri sogni
A qualunque costo.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 17 ottobre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "Alberi di Gesso"


Questa immagine l'ho trovata su facebook e proviene da una pagina di fb, precisamente "INature". Non so quindi di chi sia questa immagine nel dettaglio e quindi se avessi per caso tra i miei lettori colui che l'ha realizzata sarei felicissimo di scrivere il suo nome anche perché è merito suo la poesia che questa vignetta amara e piena di verità mi ha ispirato.

Daniele il Rockpoeta®

Vi lascio alla poesia qui sotto.





ALBERI DI GESSO

Prima fu barbarie e scempio
Nessun rispetto per l'ambiente
Tronchi mozzati
Alberi secolari assassinati

Resti lasciati a futura memoria
Fuori dal centro abitato
Poco lontano dai palazzi delle city.

Radici ancora impiantate nel terreno 
Ma senza speranza di rinascita
E quei tronchi nudi
Come scalpi sanguinanti 
Segno di una devastante efferatezza.

E fu così che ragazzini silenziosi
Senza proclami o gesti eclatanti
Adottarono questi tronchi decapitati
Disegnando loro vicino
Alberi di gesso.

Landa desolata
Ripopolata dal suono di gessetti bianchi
A riprodurre disegni elementari di piante che furono.

E quegli "alberales" 
Disegnati sul terreno accanto a ciascun tronco
Un urlo di ribellione contro la follia della società adulta
Un segno di fanciullesca incapacità di volersi arrendere all'orrore.

Alberi di gesso
Riempiranno strazianti spazi assolati e vuoti
Assurgendo al contempo a simboli di morte e rinascita.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 15 ottobre 2018

OPINIONE DEL ROCKPOETA®: Piccolo Percorso Tra "Incongruenze" Passate E Presenti...

Ricordate i famigerati F -35? Ebbene è notizia di giovedì scorso che gli USA hanno sospeso, sia pure temporaneamente, i voli di questi simpatici oggettini volanti  a seguito di un incidente avvenuto in Sud Carolina. Per essere più precisi il 28 settembre scorso un F-35 era precipitato in quei luoghi durante un volo di addestramento

Ora io non ricordo più, ma noi quanti ne abbiamo comprati a suo tempo? E Sperperando quanto denaro pubblico?

Altra notizia che spero sia smentita o modificata: Salvini sembra abbia dichiarato (fonte Repubblica.it) che per ragioni di sicurezza nel dl apposito è previsto che tutti i negozi etnici debbano chiudere l'esercizio entro le ore 21.00

Nell'articolo chc vi ho linkato Salvini tenta anche di dare delle motivazioni sensate, secondo lui, per questa decisione, ma se volete le leggete dal link, io vi cito la principale. Onestamente sentirmi dire che lo fa perché troppi locali di "movida" (lui non li definisce così ma a quelli allude) dove si fa casino fino anche alle 4 del mattino e, parole sue, persone "pisciano e cagano"  anche sul portone di case vicine non è proprio il massimo, desta in me alcune perplessità per le ragioni che di seguito vi esporrò.

Ora, in relazione all'immagine "poetica" da lui riportataci, nessuno può essere contrario a voler bloccare questo clima incivile e disgustoso da lui descritto, ma io, che vivo a Genova, posso dirvi che, per es, nel Centro Storico ci sono e ci saranno anche alcuni, non tutti, locali di questo livello frequentati da avventori spesso ubriachi marci se non anche fatti, come quelli descritti dal Vicepremier leghista, ma posso anche dirvi scientemente che molti di loro non sono extracomunitari ma giovinastri locali anche, a volte, appartenenti alla "Genova - bene".

Quindi, un conto è voler dare una sforbiciata a certi locali ed a determinate cattive abitudini con controlli più severi e pene più serie per chi non rispetta il vivere civile, un altro è sostenere che questo genere di locali sia soltanto frequentato da migranti, come migranti sarebbero anche i proprietari degli esercizi medesimi per cui da ciò troverebbe giustificazione la decisione prevista nel decreto e di cui abbiamo oggi parlato.

Attenzione, stiamo prendendo una brutta china, occhi ed udito tesi e connessi con la realtà perché c'è un venticello poco rassicurante ed io non vorrei che si trasformasse in un tornado nel quale poi finire dentro triturato come carne da macello.

venerdì 12 ottobre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "Sosta Precaria"

SOSTA PRECARIA

Sosta con il disco orario
Tempo massimo consentito: 2 ore

Centoventi minuti 
Per raccogliere i momenti di una vita
La tua vita
Quella dei tuoi figli e di chi ami.

Sosta limitata e precaria
in balia di sensori senza pietà.

Un minimo scricchiolio appena rilevato 
E ci dobbiamo improvvisare meccanici di formula uno al pit stop

Quattro brevissimi minuti per raccogliere il possibile ed uscire all'istante.
Uscire sperando di avere una nuova chance per rientrare.

Noi non siamo niente: 
Non siamo folla
Non siamo individui 
Siamo Sfollati.

Entro in casa:
I miei ricordi
Le nostre foto
I vestiti 
Il computer
La musica
I disegni di mio figlio.

Scortati per la nostra sicurezza
Dobbiamo decidere cosa sacrificare.

E' vero 
Poteva andare peggio
Si poteva perdere tutto
Perfino le nostre vite 
Se questo Ponte non avesse resistito in parte.

Ma il dolore resta
Prendiamo questa coppa di calcio di Luca
O la sua playstation? 

E poi la fretta che ti sottrae lucidità:
"Cinzia, dov'è l'album del nostro matrimonio?"

Due ore
Due ore per scegliere quale parte di cuore abbandonare per sempre
Tra quelle mura
Mura di una vita
Acquistate con il duro lavoro e tanti sacrifici.

Non sarà stata una gran casa ma era la nostra casa. 

Il Tempo sta scadendo
Ma non possiamo prendere quel disco orario 
E, come fosse una clessidra, girarlo
O riuscire a toccarlo in qualche modo per allungare la nostra sosta.

Scatoloni in spalla
Occhi lucidi
Un ultimo sguardo a ciò che lasciamo.

Sosta terminata.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 10 ottobre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: E' Questo Il Mondo Che Volete?

Questo breve video  su facebook che spero possiate però vedere tutti, mi ha ispirato questa nuova poesia e fatto tornare alla mente un'altra che già molti di voi conoscono ma che sentivo fortemente necessario abbinare.

IL COMPASSO DELLE TENEBRE 

Un compasso crudele
Disegna una sfera malata
Fatta di insensibilità
Indifferenza
Morbosità
Cattiveria.

Omertà del virtuale
Famelico voyeurismo da condivisione,
Tanti cameramen deviati
Riprendono sofferenze e momenti intimi di vita altrui
Come tanti "dilettanti del dolore"

E tu ballavi con il tuo ragazzo
In Discoteca
Bella, sensuale, pulita, innamorata.

Bagliori volgari di smartphones
Ti immortalano sui social
E dopo ti additano come sporca e sgualdrina.

Occhi morbosamente perversi
Ti feriscono
E come ultimo gesto
Simbolo del loro squallore
Fillmano
indifferenti
Il tuo disperato volo d'angelo
Per abbracciare la luce.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

Ed ora la poesia che già molti di voi hanno letto un annetto fa qui sul blog

MORBIDNESS KILLS THE CATS

Morbosità virtuale
Morti sul telefonino
Occhi virtuali sempre
Anche dal vero.

Treno deraglia?
Video dell'incidente

Uomo brucia vivo:
Immagini su You Tube.

Primi piani di occhi arsi dal dolore
Sofferenza al replay

Donna stuprata
A quando il video dell'aggressione?

Ah già dimenticavo
In certi casi di violenza di gruppo
Le riprese sono state fatte....

Distinguiamo informazione da macabro voyeurismo
Non facciamoci prendere la mano
Da curiosità indecente.

Etica
Morale
Rispetto del dolore altrui
Riappropriamoci di questi principi

Avete paura delle parole
Parole anche forti
Ma poi vi sparate in vena e nell'iride
Violenza vera allo stato puro
Morte reale in video
Persone che non esistono più
Grida di disperazione ed addio.

Rischio concreto di Neutralità Emotiva
Rischio forte di assuefazione al dolore
Probabilità reale di morbosa curiosità verso la sofferenza.

Impressionarsi giusto quel tanto per sentirsi vivi
E poi ricominciare la routine quotidiana
Tanto forse non è reale, non sembra reale.

Adrenalina mediatica per credere di rivitalizzare
Neuroni ormai perduti

Drammi altrui per evadere dal quotidiano torpore
Dalla propria disperazione.

Ma attenzione
Una mattina qualunque sotto quei riflettori
Potreste trovarvi vostro malgrado
Ed essere immersi nel dolore reale
Sotto volgari lenti di ingrandimento mediatico.

Ed allora non vi divertirete più
E le lacrime che berrete saranno reali
Saranno le vostre.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 8 ottobre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "Data di Scadenza"

DATA DI SCADENZA 

Codice a barre sul collo
Il tempo scorre inesorabile
Scadenza vicina.

Anime rigogliose
Presto cibo avariato
Rifiuti da riciclare nella catena alimentare
Dentro hamburger malati
E carni gonfiate.

Codice a barre sul cuore
Tempo scivola tra le mani come la vita
Data di scadenza marchiata a fuoco sulla pelle.

Carne da concime
Macellata in mattatoi chiamati guerre
O stalle moderne denominate "economia globale".

Codice a barre sul collo
Data di scadenza sul cuore
Pressurizzazione dei pensieri
Dentro camere oscure 
E tablet illuminati a morte.

Data di scadenza 
Tempo limitato
No overtime
GAME OVER.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 5 ottobre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "Porta Girevole"

Scriverla tempo addietro, avendo già letto sul tema in precedenza,  e poi vederla "confermata" anche da questo reportage di un paio di anni fa (clamoroso poi tra l'altro quanto esce al minuto 13' del video).

PORTA GIREVOLE

Entra bambino
Arriva denaro

Altro bambino
Altro denaro

Più abbiamo bambini
Più abbiamo soldi
Soldi!

E chi se ne frega
Se potrebbero stare con la famiglia d'origine
Soltanto fornendo loro un piccolo aiuto

E che c'importa 
Se strappiamo questi bimbi agli affetti
O non permettiamo loro di avere 
Un nuovo e caldo nucleo familiare.

Conflitto d'interessi
Giudice e direttrice
Decido solo io dove, quando 
E se mai andrai via.

Entra bambino
Arriva denaro

Entra bambino
Altro denaro

E sento il magico suono dei soldi
Registratore di cassa annota i nuovi arrivi

Sono Giusy
Avevo 7 anni
Mia madre aveva la sola colpa 
Di essere sola
Lavorare molto
E non trovare sempre una babysitter per me.

Ed arrivarono loro
Come nazi
Entrando come una task force

Loro i buoni
Io e la mia mamma i terroristi

Adesso ho 18 anni 
mia madre è morta di dolore tre anni fa
Ed io ora sola non so dove andare

E non sono l'unica
Con me ci sono
Giovanni
Luca
Paola
Carlo
Lucia
E tanti altri ancora.

Siamo un esercito di sfruttati
Pacchi postali che lo Stato
Non considera

Pacchi che le comunità gestiscono
Prive di umanità

E come in una porta girevole
Arriva bambino
Entra denaro
Nuovo Bambino
Ancora denaro

Money
Money
Money!

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 3 ottobre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "Volonturismo"

Volontourism o Volonturismo, se lo conosci lo denunci e ti nausea

Due i casi:

1) Occidentali svogliati giovani e non che cercano di farsi belli ed allegerirsi la coscienza facendo del… "bene". In questa prima ipotesi e circostanza i furbi diventano a loro volta polli e attori di un mega -inventato reality show dove finti orfani e finti poveri si lasciano"aiutare" da stolti occidentali.

2) IL secondo caso è più grave: Abbiamo anche qui organizzazioni senza scrupoli che spennano l'Occidentale borioso ed annoiato ma, a differenza del primo caso, bimbi e famiglie povere ci sono e subiscono elemosina a tempo senza neanche avere un vero giovamento anche perchè spesso poi questi poveri disperati ricevono più danni che sostegno e se si tratta di denaro, non è detto che tutto quello che viene dato dai "volontari di lusso" arrivi a queste famiglie bisognose.

VOLONTURISMO 

Stanco 
Ed annoiato sbadiglio occidentale
Cerca
Tra i meandri della sua apatia
Un divertimento nuovo
Una nuova forma di svago
Magari anche solidale…

Permettetemi di presentarvi il Volonturista!

Costui
Elargisce un tozzo di pane
Et voilà
Salva la vita di povere faccette smunte

Qualche spicciolo ancora
E tac
Il futuro ad Harvard per almeno due di loro
Sarà garantito
E poi alla sera tutti a bordo
Si cena col Capitano!

Società senza scrupoli 
Sfruttano poveri indifesi
O creano giganteschi reality 
Dove narcisisti dell'inganno sono a loro volta raggirati.

Società dell'apparire
Emargina i veri operatori di solidarietà
Allontana e disprezza la fatica e la professionalità del soccorso
Privilegiando artisti della truffa 
A favore e danno 
Di edonisti dell'elemosina a tempo
E Narcisisti del solidale senza sforzo.

Sguardi denutriti alla Tv
Impietosiscono
"Volontari di lusso" dalla coscienza d'argilla
E dalla lacrima facile.

Ricordatevi,
Lacrime di fame
Non si salvano con occhi umidi di esteriore moralismo solidale
E razzismo verso il prossimo.

Neri
Poveri
Disperati
Famiglie con figli
Arrivano in massa da noi ogni giorno.

Volonturisti, sveglia!!!!
Preparatevi e datevi da fare
Che non avete bisogno di viaggiare tanto lontano
Per salvare il Mondo
Chè l'Africa, l'Asia e l'Europa dell'est 
Sono già qui da noi

QUI DA VOI!

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 1 ottobre 2018

OPINIONE DEL ROCKPOETA®: DEF E Decreto Genova

Chissà, nonostante tutto questo can - can attorno a questa manovra,  forse qualcosa di positivo c'è. D'altronde stanno facendo quello che avevano promesso o quantomeno ci provano e questo è già un passo avanti. Quanto alle reazioni dei mercati e dell'UE le trovo molto esagerate e direi anche, maliziosamente esagerate, per ragioni di interessi propri di certi Paesi UE (Germania in testa: peraltro oramai anche i tedeschi non se la passano più così bene, e gli ultimi risultati elettorali lo dimostrano)

E' vero c'è il discorso del debito pubblico ma, provate a seguirmi nell'esempio. è come se l'Italia fosse un piccolo negozio al dettaglio. Questo esercizio, prima era stato gestito in modo pessimo da altri i quali non sapevano neanche come promuoverlo, come farlo funzionare e quindi hanno sperperato tutto il denaro compreso quello loro prestato (e qui tralascio lo sperpero per intascare denaro per sé o per i loro amici di merende).

Ora però hanno ceduto ad dei nuovi proprietari. Costoro hanno delle idee nuove, vogliono poter cambiare l'insegna e promuoverlo affinché intanto la nuova clientela sappia che non è più il solito negozio di incapaci che era prima. Per fare questo ed anche altro devono però investire leggermente in deficit perché solo così se avranno ragione rilanceranno il "negozio Italia" e potranno avere un utile che servirà a pagare il deficit. Ecco perché mi sembra così strano che ci siano tutto questo diniego e tutta questa agitazione da parte di UE e mercati. Mi si dirà e se falliranno? Certo non è da augurarselo, però una cosa è certa: senza questi investimenti non si ha futuro e quei debiti rimarranno certamente. Quindi, meglio tentare idee nuove o affondare con le vecchie?

Cambiamo argomento e veniamo al Decreto Genova:  lo si può leggere integralmente cliccando QUI. Il Ponte sarà pagato da Soc. Autostrade o cmq dallo Stato che poi si rivarrà sulla società medesima se questa non adempisse a quanto previsto nel Decreto. Costruire possono farlo "tutti" purchè non siano società controllate o collegate a Soc Autostrade nonché Soc. Autostrade stessa. A prima vista pochi soldi per aiutare il Porto. Idem per la ristabilizzazione viaria che dovrà pagare sempre Soc. Autostrade o un ente che anticipi tali spese nel caso in cui l'ente in questione si rifiutasse di rifonderle, in attesa poi delle vertenze legali al riguardo. Sembra un decreto positivo per il ponte meno per le problematiche indotte dal crollo dove forse erano necessari maggiori stanziamenti (vedasi art. 4 inerente ai rimborsi alle attività aventi sede operativa nella zona rossa stabilita da Bucci). Ci si aspettavano più contributi anche per gli sfollati.

Vedremo se in sede di conversione questo Dl potrà migliorare, certo è che noi Genovesi questa volta li aspettiamo al varco perché non giocheranno né scherzeranno oltre sulla nostra pelle.

venerdì 28 settembre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "Scuole Sotterranee"

"Una scuola su due in Italia non possiede il certificato di collaudo statico e di agibilità e più della metà, il 59%, quello di prevenzione incendi. Di più: il 78% delle scuole è privo di un piano di emergenza, mentre il 57% degli edifici è dotato di accorgimenti per ridurre i consumi energetici, e il 74% ha rimosso le barriere architettoniche (il che significa che il 26% ancora le ha ndr)".

Questo "edificante" quadretto lo fornisce il MIUR (Ministro dell'Istruzione) e non il sottoscritto.  E se cliccate sul link vedrete altri dati sconcertanti. Visti anche i numerosi crolli anche solo parziali che si verificano negli edifici scolastici, in questa poesia ho ipotizzato il lancio molto prossimo di una nuova "moda" architettonica: Le "scuole sotterranee", magari anche facilmente raggiungibili via metro con collegamento diretto alla classe ed aula di appartenenza...

SCUOLE SOTTERRANEE

Subterranean Schools
Underground classes,
Teachers and students
Buried alive inside this dusty soil.

Luce al neon
Acceca talpe da laboratorio
Con zaini in spalla
E smartphones privi di campo
Nel palmo della mano destra.

Futuro oscuro
Istruzione pubblica
Dentro cunicoli oblunghi e bislacchi

I montacarichi
Nuovi ascensori di grotte umide
Spacciate come nuova frontiera architettonica del futuro
Per le scuole moderne del XXI° secolo

Scuole sotterranee
Classi dentro caverne scavate nel sottosuolo
Ricavate da antri umidi e freddi,
Insegnanti e studenti
Seppelliti vivi dentro questa terra polverosa.

Underground rebellion
Will start from the bottom of the earth
Breaking graves with breaths of hope inside
And will reach the air and a new future of life

E "Ragazzi - Talpa"
Disabituati quasi del tutto alla luce del sole
Sapranno vedere la verità che noi non sappiamo cogliere
Leggere le nuove strade da percorrere
Rifiutare le ingiustizie
E ribellarsi per permettere a tutti
Di aprire i nostri occhi alla luce di un reale cambiamento.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 26 settembre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "La Rivolta Di Utopia"

In attesa del Decreto Genova (sperando di non trovare spiacevoli sorprese da parte del Governo (inizio ad avere qualche perplessità mentre resto soddisfatto di come Comune e Regione continuano ad agire) e della nota di aggiornamento al DEF, oggi vista la situazione di stand by su molti temi viro su un'altra tematica e vi lascio con questa poesia scritta e postata quattro anni fa.

LA RIVOLTA DI UTOPIA 

Un urlo sordo piega la loro carne
Una frustata dopo l'altra
Come una ceretta brutale
Sulle loro labbra calde ed innamorate.

Un sincero
Intenso
Sensuale
Bacio saffico.

Anna e Claudia
Due lesbiche
O semplicemente due persone che si amano.

Ma il loro amore è sbagliato
Perverso, sporco.

E la loro pelle
Che poche ore prima bruciava fremente d'amore
Ora vibra con orribile ferocia
Per sadici e crudeli colpi di frusta

Gogna e tortura
Per rinnegare la loro "devianza".

Ma loro
Colpevoli solo di amarsi, non cedono.

Portico di un cortile
Piazza del Paese
Echeggiano le loro urla
La gente accorre

Punizione esemplare
Questo deve essere
La legge è chiara al riguardo.

Rinnegare l'amore per l'altra
Per salvarsi la vita
Non è per loro la soluzione
E neanche un ripiego accettabile.

La gente continua ad affluire
Ma la distopia di un mondo malato
Questa volta sembra non prendere il sopravvento.

L'indegno e crudele spettacolo
Scatena rabbia e disgusto
Pietà e partecipazione nel Popolo.

I due Boia torturatori vengono assaliti
Anna e Claudia liberate
Ed una rivolta d'amore
Libertà, giustizia e solidarietà
Trova libero sfogo.

Anna e Claudia
Non più solo due lesbiche
Ma due donne che si amano
Due persone che vivono, respirano
E si baciano.

E fu così che Utopia e Libertà
Unite, compatte ed innamorate
Incarcerarono Distopia
Condannandola all'ergastolo
Ed all'obbligo di assistere al sorgere
Ed al tramontare del sole
Ogni giorno
Al loro bacio di vita e di amore.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 24 settembre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "Il Focolaio"

IL FOCOLAIO

Ignoranza abissale
Inganno come arma di corrosione di masse

Analfabetismo etico
Cancella pensieri di pace e libertà

Il Dio Denaro 
Divora passioni malate insite nella carne dell'uomo
Lo nutre con sangue e dolore
Gli instilla l'odio come giustificazione, 
Come pretesto allo sterminio.

Viviamo tutti su un immenso focolaio di morte.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 21 settembre 2018

OPINIONE DEL ROCKPOETA®: Le Scorie Dimenticate

Il nucleare in Italia è stato abbandonato con referendum nel 1987. Quello che pochi forse sanno è che da quella data sono stoccate in vari luoghi d'Italia le scorie nucleari delle centrali nucleari prima attive più le scorie radioattive di provenienza sanitaria ed industriali.

E' da anni che si sarebbe dovuto provvedere ad un deposito unico nazionale di stoccaggio che accogliesse gli scarti del passato atomico del nostro Paese nonché le scorie radioattive sanitarie ed industriali di cui sopra.

Il pericolo è che si debbano ancora tenere questi depositi di stoccaggio sparsi per tutto il Paese ancora per del tempo, "solo" in condizioni di sicurezza inferiori rispetto a prima. A tal riguardo ricordo che qualche anno fa forse Presa Diretta aveva dedicato una puntata a questo tema dimostrando come alcuni di questi siti siano quasi abbandonati e facilmente penetrabili. Dentro ci sono fusti con elementi radioattivi, qualunque malintenzionato o terrorista con un minimo di conoscenze del settore, potrebbe impossessarsene con rischi che non voglio neanche ipotizzare.

Oggi siamo proprio con l'acqua alla gola e dobbiamo cercare di aprire i primi spazi di questo deposito nazionale entro il 2025 quando, si legge da questo reportage sul Fatto Quotidiano, rientreranno in Italia anche le scorie radioattive al momento stoccate in Francia e Gran Bretagna.

Inutile raccontarvi tutti i ritardi e le manfrine dei governi passati, compreso l'ultimo con Calenda. A tal proposito per non tediarvi vi rimando al link sopra riportato che è molto esaustivo al riguardo.

Dopo i molti ritardi anche della Sogin (Sogin è la società di Stato incaricata del decommissioning degli impianti nucleari(leggasi soci​età di Stato responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani) e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi provenienti, come si legge anche nel loro sito "dalle attività industriali, di ricerca e di medicina nucleare, per garantire la sicurezza degli italiani, salvaguardare l'ambiente e tutelare le generazioni future. Ha il compito di localizzare, realizzare e gestire il Parco Tecnologico e il Deposito Nazionale.") adesso con il nuovo ministro dell'economia esiste finalmente l'intenzione di dare una accelerata

A tal riguardo nell'articolo si scrive che "Ci sono da finire di demolire e bonificare in tutto quattro centrali (Trino, Caorso, Latina, Garigliano), un impianto per la produzione del combustibile (Bosco Marengo) e una serie di impianti di ricerca (Saluggia, Casaccia, Rotondella, Ispra), con costi totali di 7,2 miliardi di euro, di cui la metà ancora da spendere e il 73 per cento degli smantellamenti tuttora da realizzare"

Bisogna di fatto ripristinare questi terreni in modo tale che siano sani e utilizzabili senza alcun rischio che esistano ancora anche i più minimi segni di radiazioni.

E poi bisognerà trovare il luogo adatto per realizzare questo deposito nazionale perché altrimenti avremo sempre il problema delle scorie, scorie dimenticate per adesso anche da questo esecutivo.

D'altronde non è certo molto popolare dover decidere quale unico luogo terrà sia pure in sicurezza totale questi rifiuti. Certo è che deve essere un luogo per es. con un rischio sismico pari a zero.

E poi sento dire che parlare di ambiente è trito e ritrito, ma ora che mi sovviene l'ultima volta che me lo sono sentito dire il soggetto in questione era una emerita testa di cazzo.

E' un problema scottante ma c'è da augurarsi che si agisca presto perché ora il tempo inizia ad essere tiranno e con la radioattività non si può certo scherzare.

mercoledì 19 settembre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "A Cuore Aperto"

Poesia di nove anni fa ma la realtà non è migliorata e la mia amarezza per questa immutabilità, neanche.

A CUORE APERTO

Bisturi incide
Vene avvizzite
Arterie atrofizzate
Sangue raffermo.

Pareti fatiscenti di cuori emotivamente neutrali
Si sgretolano su ricordi psichedelici

Infamia raccolta agli angoli delle strade
Dita annerite
Volti sfigurati
Graffiano senza reazione 
Pareti del cuore
Oramai cumuli di macerie inanimate

Sono un Intruso, un Virus:
Cuore che batte
Anima che pulsa
Rabbia che cresce
Paura che respira
Udito che non svanisce
Tatto che ansima.

Il bisturi continua l'incisione
Ma da salvare 
Oramai
Poco o nulla.

Operazione a cuore aperto
Ma le emozioni non tornano inserendo un semplice bypass

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 17 settembre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "Il Circo Degli Orrori"

IL CIRCO DEGLI ORRORI

Brevetti di vita
Ortaggi ostaggi
Multinazionali rapiscono il nostro cibo
Sequestrano la nostra vita
Recintano le nostre fonti di sostentamento
Dentro mura fatte di contratti e cemento.

Ma lo spettacolo non é finito
Continua ininterrotto
Senza soste

"Prego Signori, accomodatevi!"
Qualunque cosa accada
Il Baraccone non si ferma
Il Circo degli Orrori non dà tregua
E come un autobus impazzito, non arresta la sua corsa.

Due occhi soli
Cercano luce di salvezza

Mad dreams
Infect lonely hearts

Addicted Dreams
Kill loveless and affected souls

E su quella pedana
Di sabbia e di sangue
Tuba, pantaloni grassi, baffi finti ed unti
Presentano la prossima attrazione

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 14 settembre 2018

mercoledì 12 settembre 2018

OPINIONE DEL ROCKPOETA®: Cose Non Buone Dal Mondo

Piccola carrellata su alcuni fatti e piccoli accadimenti recenti su cui forse bisogna porre l'accento o meglio una maggiore attenzione per le eventuali ripercussioni che possono avere anche se al momento nulla sembra possa cambiare...

I fatti di Chemnitz in Germania devono far riflettere non solo per la loro palese gravità ma anche per aspetti di corollario, se possibile ancora più seri.

Infatti quello che sta avvenendo in Germania è che oltre a questi fanatici di estrema destra legati ad AFD (Alternative fur Deutschland - perdonate l'assenza della dieresi su "fur" ma non ho una tastiera tedesca  - :-)) ) ad essi si sta unendo una parte (sia pure minoritaria per ora) del ceto medio. In realtà la maggioranza dello stesso è contraria a questi soggetti ma non fa nulla. Siccome non sono toccati dalla minaccia, o almeno non ci si sentono ancora toccati, si disinteressano e, scriveva un giornalista di Der Spiegel di recente, hanno come scopo solo quello di difendere la loro vita fatta di soldi, campi da golf, divertimento, corsi di yoga e pilates e non hanno voglia di impegnarsi, di spendersi per nulla che non sia la salvaguardia del loro orticello.

Questo però osservava il giornalista è pericoloso perché è proprio adesso il momento che la maggioranza silenziosa ed avversa ad AFD ed ai suoi supporters si faccia sentire: concerti, manifestazioni, convegni, tutto purché questa voce contraria e di democrazia si levi alta per contrastare quella neonazista che sta rinascendo in Germania.

Altrimenti prima o poi accadrà che questa maggioranza silenziosa a forza di restare tale un giorno si troverà ad essere di colpo una forza minoritaria e messa in silenzio definitivamente da queste nuove forze antidemocratiche. D'altronde la Storia insegna: anche nella Repubblica di Weimar una maggioranza apatica e silenziosa lasciò le piazze a chi faceva più chiasso fino al momento in cui si ritrovò ad essere minoranza.

Cambiamo scenario, ci trasferiamo negli USA e segnatamente ci occupiamo di Trump. Una delle sue promesse elettorali fu quella tesa ad abrogare una serie di norme che rallentavano il rilancio degli investimenti delle imprese senza però toccare le norme a tutela della sicurezza dei lavoratori. Invece in due anni è accaduto l'opposto: Politico scrive che sono state cancellate molte norme relative alla sicurezza dei lavoratori nelle miniere di carbone, nelle piattaforme petrolifere nonché negli stabilimenti di lavorazione della carne.

Inoltre sempre l'amministrazione Trump ha iniziato nelle ultime settimane a mettere in dubbio la cittadinanza di centinaia di statunitensi di origine ispanica rifiutandosi di farli entrare nel Paese attraverso la frontiera del Messico nonché espellendoli dagli USA perché accusati di avere documenti falsi  (leggasi aver presentato falsi certificati di nascita) e quindi di non essere regolari.

Ora io non sono un buonista né un populista di sinistra  ma non sono neanche un folle. Tra applicare norme giuridiche giuste e con buonsenso, e l'odio razziale, esiste a mio avviso una profonda, gigantesca differenza. Inoltre mi sembra nel caso di Trump, che costui stia cercando di distrarre gli statunitensi da altri problemi. Quali? Per esempio, udite, udite, la disoccupazione.

Ebbene sì, infatti negli USA è oramai importante e sentito il dibattito sulle politiche di job guarantee  ossia impiego assicurato per tutti. Voi ci starete ridendo su, ma il 50% del popolo americano è favorevole. Altro che semplice reddito di cittadinanza!

La domanda che vi farete ovviamente è perché visto che gli USA sono il paese con il minor tasso di disoccupazione forse al mondo. il perché è presto svelato, negli USA i disoccupati sono quelli che cercano senza successo un impiego, mentre coloro che si sono rassegnati e non lo cercano più non sono considerati disoccupati nel vero senso del termine e quindi non rientrano nelle statistiche. Furbi questi merrrecani come direbbe il buon Vincenzo Iacoponi! Ora però qualcosa scricchiola ed allora se ne sta discutendo, vedendo in che modo tale progetto sia fattibile. (Fonte Rivista Internazionale pag. 32)

E questo senza considerare le repressioni che devastano il mondo. Una su tutte perché tra quelle meno "note" l'imprigionamento da parte della Cina di centinaia di migliaia di Uiguri, minoranza musulmana della regione del Xinjiang. Una repressione durissima che non accenna a voler avere fine.

Insomma il panorama fuori dalla finestra non è proprio idilliaco. Sta anche a noi decidere se volerlo cambiare o semplicemente, come il ceto medio tedesco, tirare la tendina e voltarsi dall'altra parte, almeno fino a quando questo ci verrà concesso...