venerdì 5 marzo 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Come To Win, Come To Life"

COME TO WIN, COME TO LIFE

Cavalchiamo il nulla
L'incertezza sempre più profonda
E la rabbia genera sempre più insofferenza
Mentre lo sconforto crea disperazione.

Vorrei tanto dire
Che stiamo percorrendo una strada verso il nulla
Ma non è vero
Peggio
Noi percorriamo il nulla
Un nulla predefinito per noi da altri
Un nulla prestabilito e prefissato
Al solo scopo di alienarci 
Azzerarci psicologicamente ed economicamente.

Eravamo su una strada verso il nulla
Ma prima
Prima di questa pandemia
E non eravamo contenti
Ma almeno eravamo insofferenti
Reattivi
Qualcosa stava emergendo 
Dal calderone infernale di questa abulica società.

Ora siamo come un pugile sfinito
Logorato dal costante lavorio ai fianchi
Del nostro avversario
E nonostante ci si sappia alzare ed assestare ancora
Qualche bel gancio al volto dello sfidante
Siamo sempre più stanchi
E non comprendiamo che non è forse più tempo
Di resistere ma di reagire 
Alzarci da quell'angolo e dare tutto come fosse l'ultimo round
E non ci fosse più un domani
Anche perchè se accettiamo ancora 
Di subire questo sfiancamento costante
Questo vederci illudere un giorno per demoralizzarci quello seguente
Rischiamo che non ci sia davvero più un domani 
Come lo intendiamo noi.

Quindi reagiamo
Dentiera 
Guantoni 
Furia assoluta 
E buttiamo tutte le nostre ultime energie 
Tutto quello che abbiamo ancora in corpo
In quest'ultimo round
E pretendiamo a gran voce il ritorno alla vita pre - covid
Ed imponiamo il ritorno alla normalità
Perchè non vogliamo più vivere con questa nebbia artefatta
Ad ottenebrarci la mente
Ma soprattutto siamo stanchi di vederci derubati costantemente
Del nostro senso di orientamento 
Cercando di confonderci ad ogni nostro passo sul ring
Non riuscendo più a ricordarci da dove provenivamo  
Non conoscendo neanche la destinazione verso cui siamo diretti.

Urla!
Urla!
Caccia tutta la tua rabbia fuori
Soffiala come fosse un uragano straordinario
E questa nebbia soffocante si dissolverà
La verità ti sarà chiara
Lo sarà a tutti noi
Ed in quel preciso istante
Sentiremo le forze tornare
Le nostre convinzioni riaffiorare
La nostra destinazione riprendere forma e vita
E manderemo a tappeto il nostro viscido avversario

...7 - 8 - 9 - 10 KO!

E sarà vittoria
E sarà ritorno alla vita.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 3 marzo 2021

Everyday Is The Right Day: "Me And A Gun (Tori Amos)": Lancio Una Proposta...

  La mia idea parte proprio dalla considerazione che spesso tutti facciamo e cioè che di un tema non se ne deve parlare solo il giorno a lui dedicato. Allora ho pensato che per il femminicidio  o la violenza psicologica o cmq ogni forma di violenza ed abuso sulle donne, potremmo fare con altri blogger  ossia altri di voi che mi seguono :-))) e che spero aderiranno alla proposta, un giorno al mese per tutto il 2021 dove ciascuno dei blogger partecipanti, pubblicherà un post su questo tema. Il post può essere benissimo un insieme di considerazioni, un commento ad un fatto di cronaca, purtroppo a quanto vediamo possiamo tristemente immaginare che non mancheranno, o una poesia, una canzone, un pensiero, un aforisma e non necessariamente propri, sono ammesse anche citazioni. Lancio pertanto la mia PPP (Proposta Pubblica di Partecipazione: chiedo a chi volesse partecipare di inserirlo nel commento che lascerà in questo post)

DATA PER POSTARE io pensavo partendo già da marzo se possibile, di stabilire per praticità e maggiore facilità nel ricordarsi la data, il giorno che richiama il mese in corso, spiegandomi meglio :-))) : 3 marzo, 4 aprile, 5 maggio, 6 giugno....12 dicembre. Ovviamente per tutti voi si partirà con calma dal 4 aprile. Unica regola: menzionare l'iniziativa e postare i blogger partecipanti con relativo link alla loro homepage.  oltre a postare nella data prestabilita. Nessuno ovviamente si senta in dovere di farlo, io dal canto mio farò questa cosa cmq anche da solo perchè sento sia giusto. 

  Non sapevo che nome dare all'iniziativa. Ho pensato a qualcosa che da un lato non richiamasse il tema di cui parleremo per non imbrigliarlo eccessivamente nella scelta degli argomenti ad esso collegati, ma dall'altro però sottolineasse il fatto che se ne sarebbe parlato sempre e non solo, appunto, quando "bisogna" Ho optato quindi per "Everyday is the right day" (ogni giorno è il giorno giusto) proprio per sottolineare che non si deve postare su un tema solo in determinate ricorrenze. 

In futuro ovviamente posterò mie poesie e miei video ma questa volta ho voluto aprire dando spazio ad una donna davvero forte oltre che una brava cantante, Tori Amos. Tori Amos ha subito anni fa uno stupro e lei ha avuto la forza di scrivere questa canzone dove parla della sua esperienza, un testo forte ma non nel senso che potreste immaginare. Leggetelo ve lo lascio nel post sotto il video. Lì trovate il testo in inglese e più sotto ancora strofa per strofa in inglese con sotto l'italiano. La versione è live da Montreaux 1992. Solo voce. Da brividi.

AGGIORNAMENTO: onorato di poter già avere un blogger che ha postato oggi, adesso, un post aderendo a questa iniziativa: Si tratta di GUS  e QUESTO CLICCANDO QUI è il link al suo post 

Grazie anche a Mariella di Doremifasol e Franco Battaglia di Postodibloggo e  Cavaliere Oscuro del Web di Web sul Blog, Cristiana del Blog Lilladoro che parteciperanno dal prossimo 4 aprile e Patricia Moll che si unirà a noi dal 5 maggio. 


TORI AMOS "ME AND A GUN" 


Me and a Gun

Tori Amos

Five a.m. Friday morning Thursday night far from sleep

I'm still up and driving can't go home obviously

So I'll just change direction cause they'll soon know where I live

And I want to live

Got a full tank and some chips

It was me

And a gun

And a man

On my back

And I sang "Holly Holy" as he buttoned down his pants

You can laugh

It's kind of funny

Things you think

Times like these

Like I haven't seen Barbados so I must get out of this

Yes I wore a slinky red thing

Does that mean I should spread for you, your friends

Your father, Mr. Ed

It was me

And a gun

And a man

On my back

But I haven't seen Barbados so I must get out of this

And I know what this means

Me and Jesus a few years back used to hang

And he said "It's your choice babe just remember

I don't think you'll be back in three days time so you choose well"

Tell me what's right

Is it my right to be on my stomach of Fred's Seville

It was me

And a gun

And a man

On my back

But I haven't seen Barbados so I must get out of this

And do you know Carolina

Where the biscuits are soft and sweet

These things go through your head when there's a man on your back

And you're pushed flat on your stomach it's not a classic Cadillac

It was me

And a gun

And a man

On my back

But I haven't seen Barbados so I must get out of this

I haven't seen Barbados so I must get out of this


TRADUZIONE CON TESTO IN ORIGINALE

Five a.m. Friday morning

Cinque del mattino venerdì mattina


Thursday night far from sleep

Giovedì sera lontano dal sonno


I'm still up and driving

Sono ancora in piedi e sto guidando


Can't go home obviously

Non posso andare a casa ovviamente


So I'll just change direction

Così cambierò solo direzione


'Cause they'll soon know where I live

Perché presto sapranno dove vivo


And I want to live

E io voglio vivere


Got a full tank and some chips

Ho il serbatoio pieno e delle patatine


It was me and a gun

Eravamo io e una pistola


And a man on my back

E un uomo alle mie spalle


And I sang, "Holy holy"

E io cantavo, "Santo santo"


As he buttoned down his pants

Mentre lui si sbottonava i pantaloni


You can laugh, it's kind of funny

Riesci a ridere, sono quasi divertenti


The things you think at times like these

Le cose che pensi in momenti come questi


Like I haven't seen Barbados

Come che non ho visto le Barbados

So I must get out of this

Perciò devo uscire da tutto questo


Yes, I wore a slinky red thing

Sì, indossavo una cosa rossa e succinta


Does that mean I should spread

Questo significa che avrei dovuto aprirmi


For you, your friends

Per te, i tuoi amici


Father, Mister Ed?

Tuo padre, signor Ed?


It was me and a gun

Eravamo io e una pistola


And a man on my back

E un uomo alle mie spalle


But I haven't seen Barbados

Ma non ho visto le Barbados


So I must get out of this

Perciò devo uscire da tutto questo


And I know what this means

E so cosa significa questo


Me and Jesus a few years back

Io e Gesù qualche anno fa


Used to hang and he said

Ci frequentavamo e lui diceva


"It's your choice, babe, just remember

"È una tua scelta, piccola, ricorda soltanto


I don't think you'll be back

Non credo che tornerai


In three days time, so you choose well"

Fra tre giorni, quindi scegli bene"


Tell me what's right, is it my right

Dimmi cosa è giusto, è mio diritto


To be on my stomach of Fred's Seville

Essera piegata sul mio stomaco a causa di un Fred Seville


It was me and a gun

Eravamo io e una pistola


And a man on my back

E un uomo alle mie spalle


But I haven't seen Barbados

Ma non ho visto le Barbados


So I must get out of this

Perciò devo uscire da tutto questo


And do you know Carolina

E conosci la Carolina


Where the biscuits are soft and sweet?

Dove i biscotti sono morbidi e dolci?


These things go through you head

Queste cose ti passano per la testa


When there's a man on your back

Quando c'è un uomo alle tue spalle


And you're pushed flat on your stomach

E sei schiacciata a pancia in giù


It's not a classic Cadillac

Non è una Cadillac classica


Me and a gun

Io e una pistola


And a man on my back

E un uomo alle mie spalle


But I haven't seen Barbados

Ma non ho visto le Barbados


So I must get out of this

Perciò devo uscire da tutto questo


I haven't seen Barbados

Non ho visto le Barbados


So I must get out of this

Perciò devo uscire da tutto questo


TORI AMOS

lunedì 1 marzo 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Anno 2029, Tavolo per 4"

Poesia ispirata dall'immagine presa dal web e postata in fondo alla poesia. L'opera è di Pawel Kuczynski 

ANNO 2029, TAVOLO PER 4

Anno 2029
Una sera a cena
Rigorosamente previa prenotazione
Miglior ristorante della città.

Tavolo da 4
Ampio
Molto largo.

Genitori e 2 figli
Ciascuno distanziato
Ciascuno dotato solo di un tablet

Nessun piatto
Nessuna posata
Nessuna portata.

A mani giunte
Pregano 
Ringraziano il Signore
(O forse un'altra divinità?)
Per il cibo ricevuto.

I tempi cambiano
Luoghi asettici
Affettività virtuale
Anche in presenza non ti abbracci
Non ti parli
Chatti
Mandi vocali

C'è più silenzio a quel tavolo
Che in un convento di monaci
Obbligati al voto del silenzio.

Un piatto al centro
Un modem di ultima generazione
Per nutrire i tablet a loro disposizione
Per nutrire il loro bisogno di comunicare
Sempre ed ovunque in modo virtuale.

Civiltà del silenzio
Sinapsi collegate ai propri dispositivi elettronici
Nessuno più passeggia
Nessuno più viaggia
Nessuno più porta i figli al parco 
A giocare con altri coetanei
Nessuno più ricorda cosa sia stare
A contatto con la natura
Nessuno più sa dissentire 
Nessuno sa più che sapore abbia davvero la vita.

Il cibo esce dal tablet
Prodotto da stampanti in 3D
Nessuno più conosce il sapore dei prodotti della terra
O di una pasta al pomodoro
E paghi direttamente con il tablet
I contanti sono solo un ricordo
E chi prova a ribellarsi 
Viene semplicemente cancellato con un click

Via il conto corrente e le carte di credito
Via la sua vita
Via i suoi dati personali
Una sparizione rapida ed indolore
Di fatto le carceri sono quasi solo un ricordo
Solo i crimini violenti sono puniti anche con la reclusione.

Una sola centrale operativa per l'Europa
Sede a Bruxelles
Sono tre le centrali operative in tutto il pianeta
Le altre due sono a Pechino ed a Washington.

Di fatto quasi l'intera popolazione mondiale
È teleguidata dall'Intelligenza Artificiale
Pochi sono i ribelli
Pochi e deboli
Senza una vera identità
Usano bitcoin e contanti stampati da loro stessi
Entrambe le valute spendibili con persone di fiducia
Ed al mercato nero.

Mi sveglio
È solo un incubo
Figlio di un'immagine molto inquietante: 
Tavolo bianco
Famiglia di 4 membri 
Di cui 2 figli
Tablet in luogo di piatto e posate
Ed un modem come unica portata principale.

Riguardo l'immagine
E penso che in realtà il mio terrificante sogno
Potrebbe facilmente essere realtà entro pochi anni
Ed allora mi rendo conto che il vero incubo 
Non è quello vissuto dormendo
Ma quello appena immaginato ora da sveglio.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA® 



IMMAGINE DI PAWEL KUCZYNSKI


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PS: VI ATTENDO IN TANTI MERCOLEDI' PER UN POST CHE VUOLE LANCIARE ANCHE UNA PICCOLA PROPOSTA...

venerdì 26 febbraio 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Il Clown"

 IL CLOWN

Entravo in scena
Ogni sera
Sotto quell'enorme tendone colorato
Per farvi ridere con l'arte più antica del mondo
Con gag classiche e più attuali
Senza l'uso della parola
Ma con le mie ciabattone enormi ed il mio naso rosso

Ero un clown
Sono ancora un clown
Al vostro servizio come il giullare di corte
Senza che voi abbiate mai visto veramente
La malinconia del mio sorriso

Oggi vorrei poter lavorare
Ma ancora non è possibile
Anche se non so cosa potrei mettere in scena

Credo infatti che non potrei
Non potrò
Essere più quello di prima

Forse immaginerò una gag
Dove con i miei ciabattoni enormi 
Prendo a calci nel sedere il coronavirus 
Finalmente debellato
Ma 
Credo
Che non potrei esimermi dall'inserire un momento
Un flash malinconico
Nel fissare chi ha perso la vita
E chi ha perso tutto il resto, tutto quanto.

E poi guardare voi
Con occhi diversi
Venendovi incontro
Per elargire il mio sorriso luminoso ai bimbi
A chi mi confida il suo sguardo buono e sofferente

E poi voltarmi di scatto
Con il mio sguardo di disgusto 
Verso coloro dai cui occhi traspare arroganza
Senso di trionfo 
Perchè loro da questa pandemia ci avranno pure guadagnato

Sguardo di disgusto
Verso chi verrà a vedere la Prima 
Con la sua vomitevole auto blu 
Come un salvatore della Patria
Quando non ha mai salvato nulla
E occhi gelidi e freddi
Verso chi 
Economicamente protetto e garantito
Pontificava di lockdown costanti
A discapito di chi vedeva la sua attività affondare
La sua famiglia impossibilitata a sostentarsi
E la sua vita precipitare.

Sì,
I miei nuovi show nel circo a cui appartengo
Se potremo resistere 
Se riusciremo ad evitare di scioglierci
Saranno diversi da prima
Metteranno in luce una dicotomia profonda
Fino ad ora non considerata

Qualunque cosa rappresenterò
Su quella pista di sabbia
Avvolta da quel tipico odore che ogni circo possiede
Quello che farò
Sarà evidenziare con forza
La differenza tra un clown ed un pagliaccio.

Nonostante l'apparente similitudine tra i due termini
Profonda è la differenza che li divide: 
Io sono un Clown
Vi faccio ridere, piangere, emozionare, pensare
E lo faccio con dignità
Perchè i clown hanno una dignità

Voi
Molti di voi invece
Durante l'arco di tutta la vostra miserevole vita
Siete solo dei pagliacci
Senza dignità
Senza onore
Senza lealtà
Capaci di vendervi al migliore offerente
E bravi solo a chiudervi dentro il vostro piccolo orticello
Avendo rimosso
O forse neanche mai conosciuto
Cosa sia e significhi la solidarietà 
E quello spirito di umanità 
Che distingue un'anima vera
Da un corpo caldo
Clinicamente vivo
Ma emotivamente morto
E di fatto mai pervenuto.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 24 febbraio 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Lei Si Veste Di Rosso"

Poesia che ho scritto scritto vedendo quest'opera di Daniele Muraro sul suo profilo fb, opera postata anche qui sotto la mia poesia. Ringrazio l'artista per essere stato con essa fonte di ispirazione nonché per avermi concesso l'onore di postare il suo lavoro sul mio blog.

 LEI SI VESTE DI ROSSO

Lei non ci sta
Non accetta la fatiscenza ed il degrado
Sovrani in quell'area popolare
Non accetta che questa desolazione
Soffochi e cancelli la gioia dell'anima
Si ribella al solo pensiero che quel grigiore
Quel decadimento ambientale ed etico
Possano davvero alterare gli animi
Ed abbrutirci dentro.

Lei si veste di rosso
Un rosso sgargiante, allegro
Vivo
Elegante ed al contempo casual
Vuole staccarsi dal grigiore e dalla rabbia
Che dominano in quell'area.

Lei si veste di rosso
Per dare un segnale forte di rinascita
Perchè l'uomo non è orrore o triste rassegnazione
Ma lotta
Vita
Creatività
Gioia e compartecipazione
L'uomo è anima 
Un'anima colorata e pulita.

Ed allora lei è un contrasto vivente
È il contrasto per eccellenza
È il contraltare di quei muri plumbei
Di quei rumori sordi
Di quegli sguardi tra l'impaurito ed il minaccioso
Ed è il contraltare all'omertà sulla violenza 
Che può annidarsi in certe abitazioni
Non appena la porta di casa si chiude dietro di loro.

Lei si veste di rosso
Provocatoria
Provocatrice
Provocante perfino
Perchè vuole venirvi a dire
Che l'essere umano è lotta
È vita
È socialità 
E non è isolamento
Abbrutimento
Violenza
Silenzio
Grigiore del cuore.

Lei si veste di rosso
Per andare a fare la spesa
E quando è sul balcone della sua casa
Così come era vestita di rosso durante tutto il primo lockdown

Lei anche oggi esce
E si veste di rosso
Perchè ancora troppe persone 
Vestono un triste completo grigio fuliggine
Con una cravatta grigio plumbeo,
Veste di rosso
Perchè ancora in molti
Hanno una felpa grigia con disegni minacciosi
O hanno una felpa ingrigita ed infeltrita dal tempo
Perchè non hanno i soldi per comprarne un'altra
E non sanno neanche dove rubarla.

Lei si veste di rosso
Ma non si limita a questo
Lei aiuta il quartiere
Tiene lezioni private
A ragazzi in difficoltà con gli studi
Cerca di raggruppare persone per feste di condominio
Ed ora con questa odiosa pandemia
Tenta di non far spegnere del tutto 
Chi già vive in una realtà morta.

Lei si veste di rosso
Un marito, un gatto
Un figlio che vive e lavora a Londra
Ma lei non ha mai voluto abbandonare quel posto
Nonostante avrebbe anche potuto
Perchè il suo posto è lì
Perchè è lì che c'è bisogno di lei
Perchè è lì dove lei sente il bisogno
E capisce quanto sia fondamentale
Il vestirsi di rosso.

Lei si veste di rosso
Ed ogni mattina in cui esce con quell'abito
Accende il sole 
Dove il sole non c'è
Accende la vita
Dove il tempo per pensare a vivere non c'è
Dove anche solo pensare di avere tempo per vivere
È considerato folle, impensabile.

Lei si veste di rosso
E tutti la amano
Lei si veste di rosso
Ed io so
E voglio credere
Che quel colore di lotta e vitalità
Un giorno 
Saprà definitivamente
Donare la vita e la gioia a tutta quella gente

Lei si veste di rosso
Ed io le dico solo grazie
Grazie per sapersi vestire di rosso sempre
Ogni mattina
Anche forse quando poteva essere triste
O poteva non sentirsi a suo agio 
Con quella tinta sgargiante su di sè

Ed è anche per questo che le dico GRAZIE
Grazie perchè nonostante tutto
Non ha mai ceduto di un passo
Perchè accendere in ognuno di loro la luce della vita
E della speranza
Non aveva prezzo
E non poteva certo venire minato
Da un suo sguardo triste uscendo di casa.

Lei si veste di rosso
Anche stamattina
E dalla mia finestra virtuale sul mondo
Le rinnovo il mio più sentito GRAZIE
Perchè Lei
Con quel sul suo vestito rosso
Indossato caparbiamente ogni mattina
Non può neanche lontanamente immaginare
La forza ed il coraggio che sa infondermi
E la determinazione a resistere che mi dà

Lei si veste di rosso
E tutto quello che ora sappiamo essere dietro
A quella scelta d'abito e soprattutto di colore
Accende in me un sorriso di luce ogni mattina
Anche quando motivi per sorridere 
Apparentemente 
Non ce ne sarebbero

Lei si veste di rosso
E noi dovremmo emularla
Per accendere la vita di nuovo in noi stessi
E per essere noi a donarle un sorriso
Anche soltanto in una di queste mattine. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®




Autore: Daniele Muraro
Titolo: Il mistero della signora in rosso 
Tecnica: Fotografia concettuale
Anno: 2021

lunedì 22 febbraio 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "I Dimenticati"

 I DIMENTICATI

Di tutti
Ma proprio di tutti si è parlato in questa pandemia
Nel bene e nel male
Ma di noi poco o nulla

Forse perchè 
Affrontare la tematica che ci riguarda
Significherebbe ancora una volta
Scoperchiare un autentico vaso di Pandora
Vorrebbe dire
Mettere il dito nella piaga di una sanità
Organizzata in modo pietoso
Ed ammettere anche che se noi
Fossimo stati messi in condizione 
Di lavorare al meglio ed in sicurezza
Forse 
Anzi senza forse
Avremmo avuto meno morti
Meno affollamento nei reparti di terapia intensiva
E meno ospedalizzazioni.

Questo dicono i dati in Germania
Dove le cose funzionano un po' meglio che qui
Questo dicono anche alcuni report italiani.

Scusate non mi sono neanche identificato
Sono Roberto
Medico di base di 45 anni
E nel mio piccolo
Ho lottato contro il covid
Aiutando ogni mio paziente
Fin dai primi sintomi
Ed anch'io ho avuto ottimi risultati
Intervenendo per tempo e tempestivamente
Ai primi sintomi.

Io qualche paziente l'ho perso
Non ho fatto percorso netto come altri
Ma parliamo di 7 pazienti sui 1.500 che ho
E che sono il tetto massimo di pazienti per ognuno di noi. 

E questo
Lavorando in condizioni più che precarie:
Nessuna protezione 
Nessuna tuta particolare
Niente di niente
Abbandonati a noi stessi
Ed al contempo lasciati al loro destino 
Anche i nostri pazienti.

Io mi sono rimboccato le maniche
Sostenuto anche dalla mia famiglia
Che mi ha incoraggiato a non mollare

E mi sono procurato tutto da solo
Ma non è stato facile
E non parlo dell'aspetto economico
(Perchè ovviamente mi pagavo tutto io)
Ma della difficoltà a reperire l'occorrente
Sia perchè erano tempi in cui 
Non si trovavano neanche le FFP2 o le Chirurgiche
Ma soprattutto in quanto ero anche un soggetto privato

Di fatto nei primi tempi
Andavamo allo sbaraglio
Come i primi tecnici di Chernobyl 
Allo scoppio del reattore. 

Nonostante tutto 
Sono riuscito a trovare un canale valido
E sicuro
Ma non è giusto
Avremmo tutti quanti
Dovuto essere messi in grado di lavorare al meglio
Ed invece...

Malasanità ma anche, forse,
Interesse ad ingigantire un problema reale
Molto serio
Ma meno drammatico di quello che invece poi è stato.

Ed intanto
Oggi
Continuo ad essere in trincea

Casi, meno di prima
Ma paura sempre tanta
E molti miei pazienti che
Da un lato mi chiedono del vaccino
E dall'altro, alcuni di loro, ne hanno sincero timore.

Io non so cosa rispondere loro
Perchè strumenti scientifici e report seri
A disposizione
Non ne ho.

Spiego le caratteristiche
Esprimo un mio giudizio assolutamente sindacabile
E poi suggerisco di decidere secondo la loro coscienza
E di non farsi influenzare da nessuno
Io fornisco loro solo più elementi per decidere.

Ed intanto
Domani altra visita ad un paziente affetto da covid
Lievemente sintomatico

E di nuovo
Pronti ad indossare la nostra tuta
Per provare a combattere questa iattura
Sperando davvero che non dico tutti
Anche solo uno di questi vaccini
Funzionasse senza alcun tipo di problemi.

Sono Roberto
Medico di base
Ho 45 anni
E sono solo un servitore di Ippocrate
Ed un sostegno per i miei pazienti
Solo questo
Ma lasciatemi dire che
Di questo piccolo grande fatto
Ne sono profondamente fiero.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 19 febbraio 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "I Giovani Fanno Grandi Sogni"

I GIOVANI FANNO GRANDI SOGNI

I giovani fanno grandi sogni
Almeno una volta forse sì

I giovani sognano il loro futuro
Lo sognano luminoso ed esagerato
Lo dipingono con i colori della gioia e del successo
O almeno così facevano una volta
Forse ancora solo ai miei tempi.

Già prima della pandemia
Sognare 
Se non era legalmente vietato
Se non era minimamente proibito
Era però auspicabile evitarlo
Privilegiando una visione più pragmatica:

Abbandono del loro Paese
Esilio necessario per il lavoro
Costruzione di una vita lontano da qui
Lontano da noi. 

Ora il futuro è ancora più oscuro
La pandemia ha
Temporaneamente almeno
Cancellato anche l'unica speranza di futuro
Quella di spostarsi e lavorare all'estero

I giovani facevano grandi sogni
Li facevano ad occhi aperti 
Tra un accordo di chitarra 
Ed un bacio al loro primo batticuore

La realtà da incubo che stiamo vivendo
Sta consumando la luce nei loro occhi
Ma è il nostro momento
Noi dobbiamo dare loro forza
Noi così rassegnati ed impacciati
Noi che abbiamo avuto il lusso di poterci almeno illudere
Di poter ancora fare grandi sogni
Ed in alcuni casi anche di realizzarli

Ed allora tocca a noi
Scuoterli
Dare loro forza, rabbia, determinazione
E soprattutto
Restituire loro la pretesa incrollabile 
Ed imprescindibile di poter sognare ancora.

I giovani facevano grandi sogni
Ora torneranno a farli
Dovranno pretendere il diritto a viverli
E con il nostro aiuto
Il diritto a poterli esaudire

E non me ne frega niente
Se rideranno loro dietro
Se diranno che lottano per un cumulo di vacue illusioni 
Perchè questi spenti burocrati dell'esistenza non sanno
Che la Felicità ha da sempre la faccia pulita di un adolescente
E lo sguardo ingenuo di un desiderio fortissimamente voluto
Che si è schiuso davanti ai suoi occhi

È giunto il momento di comprendere 
Cosa ci lascerà in eredità la pandemia

Oltre ai morti
E ad uno sconquasso economico senza precedenti
Ci lascerà una luce
Deve lasciarcela
E sarà quella di occhi
Che devono affacciarsi alla vita da adulti
Con quel cipiglio
Quella baldanza
Quel pizzico di sana sfrontatezza e presunzione
Che ha caratterizzato ogni generazione di giovani 
Da sempre nel corso dei secoli
Che avessero lo smartphone o meno.

E questa pandemia non sarà venuta invano
Se riusciremo ad alzarci tutti insieme
E saremo riusciti a restituire ai nostri ragazzi
La voglia di volare ancora.

Perchè se c'è una cosa di cui sono sicuro
È che da sempre 
I giovani fanno grandi sogni.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®