lunedì 28 settembre 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Guitarra Y Voz"

Dedicata a Victor Jara ed ispirata dall'immagine che troverete in fondo alla poesia presa dalla pagina facebook di Opal Prensa, media cileno.

GUITARRA Y VOZ

Il tuo volto
Sfigurato e senza vita
Come la tua chitarra.
 
Corde spezzate
Come le tue dita
Brandelli di legno
Della cassa armonica
Sparsi per terra
E le tue ossa
Incrinate dal dolore
Un dolore frutto delle torture.
 
La tua voce importante
Dolce e ferma
Non canterà più in futuro
Ma resterà nei nostri cuori
E dentro la carcassa malinconica e triste
Della tua chitarra malandata
Frutto di un vile e barbaro accanimento
Di chi si sente inferiore
Di fronte a tale sensibilità
E tale arte.
 
Oggi la tua musica
Quei resti così vivi della tua chitarra
E le tue parole di uguaglianza
Sono un'eredità vasta e profonda
A cui attingere
Per costruire un mondo migliore
Un mondo diverso da questo
Un mondo dove tu e la tua chitarra
Possiate avere un'altra e nuova vita
E noi quella società che sogniamo da sempre
Che anch'io desidero da sempre
 
Ed il tuo sorriso buono
Accanto al mio più malinconico
Una sola ed unica voce di indipendenza
A salvaguardare
Quanto faticosamente raggiunto insieme
Perché come tu non canti tanto per cantare
Ma perché la tua chitarra
Ha sentimento e ragione
Io non scrivo tanto per scrivere
Ma perché la mia penna ha cuore e ragione.
 
Vi guardo ancora un po'
Tu e la tua chitarra martoriata
E mi scende una lacrima 
 
Stringo i pugni
E riprendo a scrivere
Il tuo sorriso buono
Non merita di venire abbandonato
Non può essere tradito
Da una momentanea lacrima di sconforto
Ma non di resa.
 
Il tuo sorriso buono
Merita uno sguardo di lotta
Nel nome delle tue parole
Della tua voce di libertà
E del tuo canto di giustizia .
 
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
 
 
 

venerdì 25 settembre 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "L'Uomo Dei Sogni"

L'UOMO DEI SOGNI

Un colpo di fucile
Strada deserta
Sogni accasciati
E cammino da solo
 
Un omicidio pulito
Nessuno ha sentito nulla
Nessuno ha visto niente
D'altronde è stato usato il silenziatore
Era un sussurro di morte
Un sibilo mirato ad arte per fare centro
Senza far troppo clamore
 
L'uomo dei sogni è morto
Colui che elargiva speranze ed ideali di nuova vita
Ora è stato messo a tacere per sempre
 
E se credete che qualcuno ne parlerà
Che i media apriranno dibattiti ed inchieste
Siete degli illusi
Nessun clamore
Nessuna notizia
Quindi nessun fatto è davvero accaduto.
 
Intanto questa vita limitata riprende
Oggi è il grande giorno
Eccoli che arrivano al suono della campanella
Si vedono giungere in lontananza:
Tanti soldatini mascherati
I più piccoli invece in versione originaria
Come il cornetto algida classico
I più alti ammassati dentro mezzi publici asfittici
Stipati senza distanziamento
Ma solo fino all'80% della capienza
Di quelle scatole fatiscenti che chiamano autobus
 
"O la va o la spacca"
Sembra essere il motto dell'esecutivo
Giocare sulla pelle degli Italiani
Immunità di gregge al naturale in attesa del vaccino?
 
E rispettano le regole
Grandi e piccini
Ma ancora non sanno che sono già morti
Perchè i sogni di un loro futuro sono morti
 
L'uomo dei sogni non è più tra noi
E tutti coloro che erano suoi collaboratori
Si sono accasciati a terra
Chi nelle proprie case
Chi su un mezzo pubblico
E chi mentre si dondolava malinconico
Su un'altalena arrugginita.
 
Io ero lì
Ed ho avvertito uno strano dolore al petto
Sanguino
Non ne comprendo il motivo
Non sapevo di "lavorare" per lui.
 
Un colpo di precisione
Come a biliardo
Pallino di morte in buca 8
Dritto al cuore.
 
Il dolore di quegli ultimi istanti è intenso
Ma quello che più ferisce
È sapere che queste perdite non mancheranno quasi a nessuno
E che questa società continuerà a precipitare in picchiata
Senza accorgersne
E questa deriva sociale
Non potrà più essere arginata
 
Più nessuno
Salirà su una sedia per vedere il mondo
Sotto un'angolazione differente
Più nessuno volerà alto con i suoi sogni
Più nessuno saprà camminare in senso contrario alla massa
Fendendola in nome di un'idea folle
Di un ideale rivoluzionario
O in nome della verità e della giustizia.
 
Un colpo di fucile
Strada deserta
Sogni accasciati per sempre
Gioventù disinnescata
E la mia ombra cammina sola
Accompagnando nel limbo la mia anima inutile.
 
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA® 

giovedì 24 settembre 2020

Un Abbraccio Infinito Ricordandoti, Vincenzo.

Caro Vincenzo,      

Oggi è un anno che sei solo e sempre nei nostri cuori ma non più nelle nostre vite, tu che sei stato un poeta infinito, il più grande di sempre, tu che mi hai concesso l'onore di avere la tua amicizia e la tua stima. Vincenzo,  oggi  Mariella, ha avuto una bellissima idea e coFranco, Cristiana, Patricia, Pia ed io,,abbiamo deciso di unirci a lei  e di ricordarti con le tue parole, parole d'amore, di lotta, di ironico e pungente pensiero, di sarcasmo misto a malimconia e bontà d'animo. E proprio con questa tua poesia che inneggia all'importanza delle parole e della loro forza io ho scelto di ricordarti oggi qui. Grazie Vincenzo, grazie per l'umanità e la profondità d'animo che mi hai donato e grazie per le tue poesie straordinarie che resteranno per sempre ad evidenziare la tua meravigliosa e profonda anima

E non dimenticherò mai la poesia che mi dedicasti sul tuo blog, la porto sempre con me. Un abbraccio infinito, Vincenzo Iacoponi, poeta ed amico.

Daniele

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 ODE ALLE PAROLE

Sono le parole a svegliarmi coi loro mugolii;
ronzano come api, rimbombano nei campi
fin dentro la mia testa in un pianoro fervido
di suoni mescolati in linee e punti
come musica nuova e giornaliera.
Sono le anime delle giovani parole appena morte
restate appese ai rami del bosco degli ulivi
del mio piccolo campo non coltivato.

Aprirò adesso una finestra per distendere
al sole le parole ad asciugare
ancora umide di idee e di intenzioni
intrepide, di sarcasmo e di speranze.

Tu pensi che io sia un incantatore
di serpenti, che dalla mia bocca le parole
scivolino fuori come liquido cheto,
che tutto ammanta, dolcifica,
insaporisce di miele,
mi fai sazio e saziatore di infelici
che in gioiosi trasformo.
Niente illusioni:
non ho poteri magici,
soltanto snido
parole,
le libero dal guscio,
le lascio fibrillare al tiepido
calore dell'alba,
ruvidi cavalli scagliati al galoppo
in possenti praterie.

Le parole che si incartano in gola
escono dagli occhi come filmati barocchi,
fianchi di chiese antiche e di archi
disegnati su erbe, dipinti
di liquido colore disceso morbido dal cielo.
Nessuno sforzo a pronunciarle,
a ricordarle, a tenerle sospese,
nessuna sorpresa che possano resistere
a lungo come sculture eterne.
È con le parole che io tengo fermi e custoditi
gli architravi della mia vita
e di quella dei figli miei.

Lunghi rettilinei scorgo inabbissarsi
all'orizzonte. oltre il mio sguardo, oltre
ogni immaginazione, nell'ignoto assoluto

mercoledì 23 settembre 2020

L'Angolo del Rockpoeta® :"Si Fa Buio"

SI FA BUIO 

Si fa buio
Un'oscurità prolungata
Forse irreversibile

Si fa buio
Tra le sponde del fiume Hudson
Lungo le correnti del mare della Sardegna
Si fa buio
Tra le infinite sparizioni di donne innocenti in Messico
O fino dentro alle luci di lotta di Santiago
E nel paradiso ferito e martoriato dell'America Latina

Si fa buio
Il mondo è in vendita
Si cerca un acquirente
Disposto a prenderne possesso
E diventarne il proprietario
Ad un prezzo non proprio di realizzo

Si fa buio
Il mondo è già stato venduto
Spartito tra più compratori
Come una società con capitale azionario suddiviso
In poche grosse fette ed in pochissime mani

Capitalismo selvaggio avanza inarrestabile
E con il sostegno perverso della tecnologia
Conquista il dominio assoluto

Un unico popolo mondiale
Al giogo dei comproprietari del pianeta
Controllo assoluto
Senza più rischi.

Ultimi carri armati sulla scena
Straziano la resistenza bielorussa
Schiacciano donne e bambini
E annullano ogni rigurgito di lotta.

Sguardi fieri
Cadono a terra
Per non rialzarsi più
Ma nei loro occhi spalancati e senza vita
Si può ancora scorgere il sogno di un popolo libero
Una lezione da assorbire
Come un ultimo lampo di resilienza
Per poter sperare ancora
Un giorno di questi
In una nuova
Invincibile
Irreversibile
E da loro inaspettata
Rivoluzione.
 
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®     

lunedì 21 settembre 2020

L'Angolo del Rockpoeta® : "730 Giorni"

Dedicata all'attivista No Tav  Dana Lauriola che per i fatti del 2012 è stata condannata a due anni di carcere, nessuna condizionale e nemmeno pene alternative, lei che è impegnata nel sociale. Condannata e prelevata giovedì scorso per essere tradotta in carcere.

730 GIORNI 

Due anni di carcere
Nessuna pena alternativa
Nessuna condizionale
Dritta in prigione
E senza passare dal via!

Due anni di carcere
Per aver difeso la mia terra
Perchè "No Tav" sia un grido di resistenza e salvezza
Di luoghi che non meritano la cancellazione
A causa di un'opera inutile e gravosa

Due anni di carcere
Per aver tutti insieme
Bloccato il casello autostradale di Avigliana
Ed aver gridato col megafono
Quell'urlo di libertà e di protezione della natura.

Due anni di carcere
Come una criminale incallita
Trattata alla stregua di uno spacciatore
Di un rapinatore
Di una sovversiva assassina
Eppure abbiamo solo "diretto" il traffico
Come improvvisati vigili urbani
Ma in più abbiamo professato le nostre idee
Abbiamo difeso i nostri diritti
E questo è più grave
Questo un vigile urbano non lo fa.

Due anni di carcere
Ma ero preparata
D'altronde pochi mesi prima la nostra Nicoletta
Anche lei in quella manifestazione
È stata messa in carcere
Nonostante i suoi 73 anni.

Due anni di carcere
Io incensurata
Spaventata
Io impegnata nel sociale
Ma non mi arrendo
Non dobbiamo accettare
Uno Stato che faccia della repressione
Dell'intimidazione
Dello stato di polizia
Le sue prerogative principali
Ignorando la Costituzione
Costituzione che in realtà
Odiano e vorrebbero cancellare tutta
Se solo potessero.

Due anni di carcere
730 interminabili giorni di sofferenza
Ma ne è valsa la pena
Non c'è punizione che tenga
Non c'è minaccia che possa distogliermi
Dalla difesa dei miei diritti
Perchè possono colpirmi ripetutamente
Ma ogni colpo che mi arriva nel corpo e nell'anima
Non basta a farmi desistere
Non basterà a farci desistere

Due anni di carcere
Ma la nostra lotta è appena cominciata. 
 
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®  

venerdì 18 settembre 2020

OPINIONE DEL ROCKPOETA®: "Perchè Voterò "NO" "

Eccomi tornato dopo mesi a pubblicare un post in prosa nuovamente qui sul mio blog!. Oramai non ero più abituato e quasi mi fa effetto non trovare oggi una mia poesia ma mi sembrava giusto dirvi come la penso su questo tema e quale posizione ho abbracciato e per farlo, motivando il tutto, era necessario abbandonare solo per questo post, la pubblicazione delle mie poesie.

Questo post nasce da una riflessione pubblicata da Voltaire che sul suo bellissimo blog nell'esporre le ragioni per cui lui voterà "Si" al referendum, chiedeva però anche un contributo al dialogo tra i suoi commentatori per sviscerare entrambe le posizioni. Una volta lasciato da lui, quel mio commento è diventato anche un post su facebook (per cui mi spiace per quei pochi di voi che mi seguono anche di là poichè questo post lo avranno già letto). Detto questo vi lascio al post. Buona lettura :-)))

PERCHÈ VOTERO' "NO"
 
Io voterò NO al referendum di questo fine settimana sostanzialmente per tre ragioni che andrò a dirvi.
 
1) In primis soprattutto perché senza altre riforme si rischia di snaturare la Costituzione e rendere più facile al Parlamento di andare ancora in futuro, a toccare la stessa riuscendo a farlo senza più passare dal possibile nostro consenso. 
 
Come credo saprete, per approvare una legge costituzionale o una modifica alla Costituzione medesima, perché questa passi senza referendum, è necessaria in seconda votazione per entrambe le Camere, una maggioranza qualificata e piuttosto ampia sancita dalla Costituzione stessa. L'art 138 Cost prevede infatti che passi se approvata a maggioranza assoluta delle due Camere con due votazioni per entrambe a meno di tre mesi una dall'altra, ma in questo caso e cito "Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare [cfr. art. 87 c.6] quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata [cfr. artt. 73 c.1, 87 c.5 ], se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
 
ATTENZIONE PERO' COME VI ANTICIPAVO ALL'ULTIMO COMMA:
 
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti." 
 
Ecco tenete bene a mente questa frazione. e poi fate un calcolo fate i due terzi degli attuali parlamentari di ciascun ramo delle camere e poi fate lo stesso con il inumero ridotto che ne uscirebbe se vincessero i Sì. 
 
Attualmente perché si verifichi l'ipotesi dell'ultimo comma dell'articolo che vi ho riportato ci vogliono 420 deputati e 210 senatori. Riducendo i parlamentari a 400 deputati e 200 senatori per approvare una legge di tale spessore senza la possibilità di poter esprimere un nostro parere basterebbero 266,666 diciamo 267 deputati e 133,333 diciamo 134 senatori. Un numero risibile, numero che, per esempio al Senato deve essere addirittura superato per riuscire a far passare una legge ordinaria altrimenti si va sotto numericamente e non si approva nulla. Inoltre già adesso mettono tanti loro lacchè, credete che questa cosa non si accentuerebbe con la riduzione di Parlamentari? E poi sempre di più i partiti maggiori troverebbero il modo di sovrastare il Parlamento e comandarlo.
 
2) Questione spese: ho letto da qualche parte che sarebbero già pronti concorsi per assistenti ai parlamentari rimasti e quindi altri costi che rientrerebbero dalla finestra, e poi cmq per ridurre i costi sarebbe sufficiente lasciare invariato il numero dei parlamentari  ma abbassare loro del 70% le  prebende che si intascano. 
 
3)  Ancora più assurda l'idea che con meno Parlamentari il governo metterebbe meno la fiducia: sciocchezze, l'esecutivo nove volte su dieci quando ricorre alla fiducia è perché teme qualche serpe in seno alla sua maggioranza e tutto questo non ha nulla a che vedere col numero più o meno ridotto dei parlamentari
.
Ecco, queste sono di fatto le mie  principali ragioni per cui voterò "NO"

mercoledì 16 settembre 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Il Criceto E La Blatta"

IL CRICETO E LA BLATTA 

Destino segnato
Siamo esistenze senza galassia

Destino segnato
Siamo esistenze nude
Senza più speranza
Unica possibilità di un'illusoria salvezza
Una diaspora senza via d'uscita

Immortalità sopravvalutata
Siamo destinati a vivere come criceti dentro la gabbia
Unica variante la diaspora
Unica alternativa essere esistenze senza patria

E per i giovani è ancora peggio
Alcuni più fortunati di altri
Avranno un futuro dignitoso, forse,
Ma la realtà attuale
È che questa società è una livella malata
Uno spartiacque crudele
Che separa i più ricchi dalla massa sempre più povera
Distruggendo i sogni e le fatiche della classe media.

Sanguisughe sociali
Succhiano la nostra anima
Impoveriscono le nostre vite
Cancellano il nostro lavoro
Prosciugano le nostre speranze
Schiacciano famiglie intere
E morire per debiti diventa un'opzione
Elemosinare un pasto caldo alla Caritas diventa una necessità

E non riuscire a capacitarsi di come sia stato possibile tutto questo
Quando ancora pochi anni prima avevi un tetto sulla testa
Una famiglia
Un buon lavoro o una avviata attività.

E poi è arrivato il virus
Che non ha certo fatto da equalizzatore sociale
Anzi
Come un pifferaio sadico e perverso
Ha preso per mano i più facoltosi e potenti
Ha permesso che si accentuasse il solco
Tra i più ricchi ed i disperati.

Paranoia
Attanaglia chi come noi
Si colloca nella nuova fascia unica e vasta dei disperati
E sa che il post - pandemia
Sarà uno stillicidio
Una mortale corsa ad ostacoli
Per quelli che ci arriveranno

Tanti infatti
Sono già a terra adesso
Selezione naturale
Falsata dalla differenza di ricchezza
Doping finanziario crea gap sempre più vistosi
Ed il virus vince ovunque
Anche in Borsa
Ovviamente privilegiando sempre i soliti noti

Ed in questo inferno
C'è chi si ostina a sognare
A volersi non arrendere
A rifiutarsi di correre su quella stupida ruota
Dentro quell'asfittica gabbia

Ma è una minoranza
Che forse resisterà fino all'ultimo
Prima di essere schiacciata come una blatta
Ed allora ti domandi se ha senso vivere da criceto ribelle
Per morire come una blatta

Ma se lo chiedi a loro
Ti risponderanno
Meglio blatta che criceto
La blatta sopravvive ovunque
Tranne alla luce malata di questa società
E non vive da schiava come il criceto.

È testarda
Coriacea
Non sarà bellissima
E forse non avrà possibilità contro
Questo disequilibrio di forze
Ma almeno avrà lottato
E chissà
Magari questa minoranza saprà compiere il miracolo
E trasformarsi
Come per magia
Da blatta a farfalla
E da farfalla ad aquila
Per volare alta
Sulle nefandezze del passato
E ricostituire un mondo più umano
Più giusto
Più equilibrato
Ridando ad ogni esistenza la sua terra
Il suo mondo
La sua galassia.
 
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®