lunedì 28 novembre 2022

L'angolo del Rockpoeta®: "Psychì"

PSYCHI'

Caino mangia Abele
Luoghi comuni
Il mondo va a gonfie vele
Si torna all'esperanto 
Tutto crolla
Ma la gente canta 

La Terra è come il Titanic 
Vascello che affonda
Ed il suo iceberg siamo noi 
La sola differenza
È che Geo è intelligente 
Siamo la sua zavorra 
E se ne libererà tranquillamente 

E chi è ancora sano
Chiede di voi
Della sola possibilità di salvezza 
Umiltà e sensibilità 
Recupero dei valori, umanità 

Il nucleare all'orizzonte 
L'acqua scarseggia oppure uccide
La terra si ribella
La zavorra sta sfilando 
E prima che l'uomo 
Nell'annientarsi 
Distrugga anche lei 
Ci estinguerà 
Senza alcuna pietà 

E chi è ancora sano 
Chiede di te
Di chi ancora può aiutarci 
Fermare tutto 
Bloccare questo processo 
Di estinzione della razza umana,
Chiede di Psychì
Anima antica 
La nostra unica salvezza.
Perché 
Andando avanti così 
Non sarà la Terra a morire 
Ma l'uomo 

Geo è nata prima di noi
Ed esisterà anche dopo
Esisterà per sempre. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 25 novembre 2022

L'Angolo del Rockpoeta®: "Numero 77"

Oggi è il 25 novembre. Devo specificare meglio? No sono sicuro di no...

NUMERO 77

72 ore 1 vittima
72 ore 1 vittima
72 ore un'altra vittima
Altre 72 ore un altro femminicidio

Fermandoci qui nel conteggio
12 giorni e 4 donne uccise
Di fatto quasi tutte da ex fidanzati o ex mariti.

Io sono la vittima 77
Mi ha uccisa nell'agosto del 2022
A martellate
Ma non sono l'ultima della lista. 

Sono una morta tutto sommato recente
Ma poichè quel funebre conteggio non si interrompe mai
Io sono già stata superata
Da altre donne uccise.

Senza contare
Stupri
Maltrattamenti
Violenza psicologica
Insomma un ampio ventaglio
Di metodi per farci male.

Sono la vittima 77
Ed ho un nome
Ma non so se ho voglia di dirvelo
Un oggetto ero da viva
Tanto vale esserlo anche da morta
Quindi vittima 77
Così voglio essere chiamata.

E poi non capisco
Tutto questo ipocrita interesse
Verso il mio nome 
Ora che sono morta
Magari se vi foste interessati a me
Prima
Quando respiravo
I miei occhi sorridevano
Le mie mani gesticolavano
La mia bocca parlava
Le mie gambe ballavano
E quel bastardo mi picchiava.

Quindi
Che cazzo vi frega adesso 
Di conoscere le mie generalità!

Sono la vittima 77
Ero una donna
E prima del mio ex
Mi ha ucciso la vostra indifferenza.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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I numeri sono da brividi: Sono 77 le donne uccise da inizio anno ad agosto 2022 di cui 67 uccise da un ex. Ora questi numeri sono purtroppo e drammaticamente peggiorati. il Viminale poi fornisce questo dato: dal 1° agosto 2021 al 31luglio 2022  i femminicidi sono stati 125 (+ 15,7%) Di queste 125 donne uccise,108 sono state ammazzate in ambito familiare e ben 68 sono morte per mano di un ex partner. La cosa ancora più aberrante è che con questi numeri così devastanti parliamo "solo" di donne uccise, senza contare quelle maltrattate, stuprate, quelle che subiscono violenza psicologica, quelle vittime di stalking...   È vero, Alessandra Matteuzzi vittima numero 77 ha proprio ragione prima del suo ex è stata uccisa dalla nostra indifferenza.

mercoledì 23 novembre 2022

L'Angolo del Rockpoeta®: "Vite A Perdere"

VITE A PERDERE

Torno indietro 
Viaggio a ritroso
Ritorno al punto di partenza

Potevo andare in Olanda
Ma ho scelto di abbandonare
Solo il mio piccolo paese dove sono nato
E non invece la mia nazione

Potevo avere master pagato
E professione sicura
Ma ho voluto non lasciare il mio Paese
E l'Italia mi ha pugnalato alle spalle

Tre anni persi
Ed una nazione matrigna,
Ora proverò a trovare
Una nuova opportunità all'estero 
Ma sono sempre tre anni persi
E quindi sono meno appetibile
Rispetto a quando ero fresco di laurea
E tutto ora è più incerto
Futuro seriamente compromesso. 

Giulio, Franca, Matteo
Tornano da una serata in discoteca
Sono tutti e tre fatti e bevuti
Matteo
Che è alla guida
Era perfino astemio
Ma questa sera
Era la sera sbagliata
Per uscire con compagnie sbagliate

Tornante nell'oscurità
Fumi di alcol e droga
150 km all'ora 
Linea retta senza ritorno
Fine corsa per tutti loro
Cuori disconnessi per sempre.

Sergio
È esperto 
Ma quel macchinario è obsoleto
Ultima notte di lavoro 
Ultimo turno di vita.

Marco
Suicida per amore
Un amore virtuale
Virtuale e falso

Lei si chiama Arnaldo
Ennesimo caso 
Di sadismo malato
Marco dovrebbe capirlo
Ma a 18 anni come puoi comprenderlo.

Queste
E tantissime altre
Sono voci mute per sempre
Alcune colpevolmente annulatesi
Vedi Giulio, Franca e Matteo
Le altre invece
Vittime innocenti
Di realtà inaccettabili

Vi abbraccio comunque tutte quante
Voi
Strade senza ritorno
Vicoli senza sbocco
Voi
Malinconiche vite a perdere.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 21 novembre 2022

L'Angolo del Rockpoeta®: "Il Coraggio Di Scegliere"

Questa poesia nasce dal commento di Caterina lasciato nel mio post precedente che qui vi riporto: "Ci vuole coraggio per fare certe scelte. Mio nonno di coraggio ne aveva da vendere. Pensa, era sergente nell'esercito, con un buono stipendio e una carriera promettente che gli avrebbe consentito di vivere una vita agiata. Era ancora ragazzo e decise di rinunciare alla carriera militare per fare il falegname. Aprì una falegnameria sua, lui veniva da una famiglia di falegnami e la "bottega" era il posto che lo faceva sentire vivo. Questa scelta però ebbe delle conseguenze, dovette rinunciare a una vita comoda, di villeggiature e altri comfort e non mancarono i momenti difficili. Prima che morisse, novantenne, gli chiesi se si fosse mai pentito di quella scelta fatta da giovane, ero curiosa di sapere cosa ne pensava nella maturità della sua vita. Mi disse che non si era mai pentito perché quando si alzava al mattino presto per andare al lavoro, si era sentito felice, aveva svolto il suo lavoro con grande passione e se fosse tornato indietro lo avrebbe fatto di nuovo. Mio nonno fece una scelta coraggiosa, ma non è facile. Molti preferiscono le comodità, i pensieri meno ansiosi"

IL CORAGGIO DI SCEGLIERE

Giovane sergente
Stipendio buono
Davanti a me
La probabilissima prospettiva
Di una brillante e prestigiosa carriera militare
Possibilità di avere una vita tranquilla
Comoda
E di offrirla anche a chi 
Un giorno
Sarebbe stata al mio fianco.

Ma non ero felice
Io figlio di falegnami
Fin da piccolo avevo respirato 
Il profumo amorevole del legno
Ed anche crescendo
Lavorare il legno
Mi donava una pace interiore unica.

Ed allora 
Abbandono la strada certa
Sicura e contrassegnata 
Da un brillante futuro
Per l'incerto
Per la fatica
Ma anche per essere felice.

Apro la mia bottega da falegname
Vita dura
Alzarsi all'alba
Lavorare duro e sodo
E di fronte alla gente
Vedere l'incredulità
E l'incapacità di capire
Le ragioni della mia scelta

Per gli altri avevo abbandonato
Gloria e prestigio
Denaro ed onori
Per un lavoro umile e  faticoso.

Ed anche ora
È come se sentissi quelle voci
Ed anche le vostre
Deridermi:
"Da sergente a falegname, ma che sogno è mai questo"?
Il tutto condito da una sonora risata

A tutti voi rispondo
Ed ho sempre risposto
Che questo è il mio sogno
Non il loro
Sempre che poi loro ne abbiano mai avuto uno
E soprattutto 
Abbiano mai avuto le palle di seguirlo fino in fondo.

È il mio sogno
Voi non potete capire
Cosa significhi toccare il legno
Lavorarlo
Rispettarlo
E dargli nuova vita
E fare sacrifici per avere tutto questo
Ma soprattutto 
Quello che voi non capirete 
Nè proverete mai
Sarà quel caldo
Luminoso e vivo senso di felicità
E quel brivido infinito
Che hai perchè la tua anima
è felice per quello che è
E non per quello che possiede.

E quello che più conta
Che arrivato alla fine del mio percorso
Ho potuto chiudere i miei occhi sereno
Felice di quella scelta coraggiosa
E di non aver mai avuto un solo dubbio
Nell'averla intrapresa anni fa.

E per quelli che ancora non mi capiscono
Faccio loro una semplice domanda:

"Io la mia vita l'ho vissuta, voi?

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 18 novembre 2022

L'Angolo del Rockpoeta®: "La Strada Invisibile"


LA STRADA INVISIBILE

Traffico del mattino
Abbandonerei volentieri l'auto a casa
Ma i servizi pubblici
Latitano
E quando ci sono
Non sono abbastanza 
E non sono puntuali.

Conto i Km
Vimercate - Milano
E ritorno
Ogni giorno
Per 5 giorni alla settimana

E come ogni mattina
Non importa a che ora parti
Trovi sempre l'ingorgo nel solito punto

Sembra quasi 
Un girone infernale dantesco
La cui punizione è di essere sempre 
Immersi nel traffico in quel preciso punto lì
Un traffico perenne ed eterno, H24.

L'ansia di arrivare tardi al lavoro
E la malinconia della tua solitudine
In mezzo a tante altre solitudini 
Rinchiuse dentro gabbie di metallo
A rischio incendio prima
Elettrificate adesso.

I più fortunati
La gabbia l'hanno dorata
Vettura con tutti gli optional
Chi lo è meno 
Ed io sono tra quei "meno"
È già tanto che abbia l'autoradio con cd.

Ed allora pensi
Pensi alla guerra 
Pensi a come già prima della guerra
Le bollette di tutti gli Italiani salivano tantissimo
Quasi a "riveder le stelle".

E pensi che ha ragione Kerouac
Questa non è vita
È solo un dannarsi per preoccupazioni
Forse in parte inutili
Sicuramente pesanti e faticose.

Pensi 
Che non sei nato per essere
Uno schiavo da catena di montaggio 
E poi pensi
Che già stanno arrivando gli automi
E presto sarai libero
Liberissimo
Di non avere più un lavoro
Sostituito da macchinari automatizzati
E neanche il cameriere potrai più fare

E pensi
Pensi un urlo 
Che squarci questo cielo
Plumbeo come la tua anima
Perchè non sei felice

Vero
Sono fortunato
Ho una moglie fantastica
Un bellissimo figlio
Ma tutti e tre siamo infelici
E penso
Penso
Penso 
Cosa posso fare per cambiare tutto questo.

Abbandonare tutto
La soluzione sai che esiste
Sai che è solo quella
Ossia 
Rischiare il certo ma infelice
Per l'incerto ma con probabilità 
Di essere felice.

Ed allora capisci
Che almeno in parte
Almeno nella volontà di provarci
La decisione di essere felici 
È nelle tue mani
Dipende da quale strada vuoi percorrere
Se la stessa ogni giorno
Con le stesse vuote ma logoranti ansie
In compagnia di altre Solitudini come la tua
Senza coraggio di agire
Ed incazzate solo a parole
Oppure
Una mai battuta
Nemmeno tracciata sulle mappe
Nè visibile da altri tranne che da te

Ognuno di noi 
Ha questa scelta
Ognuno di noi 
Ha quella strada solo sua
Che lo potrebbe portare alla felicità
Ma pochi la percorrono
Perchè o si accontentano
O nessuno ha mai detto loro che esiste
O semplicemente
Non se la sentono
Perchè il prezzo da pagare
Se non si arriva all'obiettivo
È stato ed è alto

Ci vuole coraggio
Scommettere su se stessi
E su un pizzico di necessaria fortuna
Non è facile
Ma a quel punto 
La scelta è solo con te stesso 
Sapendo che potresti non essere solo
Se hai una compagna di viaggio tosta
A percorrere quella strada solo tua
O essere solo se nessuno
Sarà disposto a seguirti 
O tu stesso non vorrai che ti segua.

Ed allora la scelta 
Nella sua difficoltà nel decidere
È però molto facile e chiara:
Quale strada scegli?
Quella della moltitudine
E dell'infelicità garantita
O quella invisibile a tutti
Tranne ai tuoi occhi
La Strada della probabile felicità?

A voi la scelta
Senza preoccuparvi di cosa sceglierete
In fondo 
L'infelice tranquillità di un angosciante tran tran 
Può essere preferita alle Montagne Russe al Luna Park

Ma se osate
Se sfidate voi stessi e la sorte
E vi impegnate alacremente
Comunque vada
E dovunque vi conduca
La vostra strada invisibile
Potrete sempre dire
Di avere davvero vissuto
Come volevate voi
Ottenendo
O avendo inseguito il vostro sogno

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 16 novembre 2022

L'Angolo del Rockpoeta®: "Luca E Simone"

Tutti i nomi sono di fantasia: versi forti per parlare di...

LUCA E SIMONE

Catechismo
Fine lezione
Don Visci
Va in sacrestia
Luca e Simone
9 anni
Lo seguono 
Su espressa richiesta
Della loro guida spirituale...

Un pretesto
E sono soli loro tre

Don Visci
Inizia uno strano discorso
Un'omelia particolare

Spiega loro 
Che come 
Abramo fu pronto
Ad accettare di sacrificare suo figlio
Anche se poi Dio lo fermò
Loro dovevano essere pronti
A dare prova di resistere alle tentazioni
Senza ribellarsi
Ma non mostrando nemmeno piacere.

Don Visci
Spiega loro
Che lui sarebbe stato solo il mezzo
il tramite per questo esperimento
Per cui non dovevano pensare male di lui
E dovevano fidarsi.

Loro imbarazzati
Annuiscono
Accettano
E assistono sconvolti
Alle mani del prete nei loro pantaloni
E le loro sul suo membro

L'esito di questo schifo 
È intuibile
il Don si soddisfa
E Luca 
Nonostante sia come Simone
In stato di shock
Gli chiede come mai lui
A contrario loro 
Sembrava contento
Al punto da far sgorgare
Tale felicità in modo copioso.

Don Visci risponde
Che la sua gioia
Era per aver visto
I suoi due pupilli
Passare brillantemente la prova.

Ovviamente
Fa giurare alle due vittime
Di non dire nulla a nessuno.

Luca però
Non ci sta
E quella stessa sera
Capisce viaggiando in rete
Cosa veramente lui e Simone
Avevano subito.

Travolto da un sentimento di vergogna
E di rimorso per non aver capito subito tutto
E per non aver fermato il viscidon 
Salvando almeno il suo amico 
Non ha la forza purtroppo 
Di raccontare tutto ai suoi genitori.

Vuole però giustizia
O se preferite vendetta:
Sa dove suo padre la tiene
Dove sia la chiave per aprire il cassetto
La prende
È già carica
E pronta a sparare.

La ripone nel cassetto
La mattina seguente la prende
La mette nel suo zaino
Sapendo che al pomeriggio 
Avrebbe rivisto quel prete...

Sono le 17.01
Sono quasi tutti presenti
Inizia la lezione di catechismo.

Prime due parole di Don Visci
Luca si alza
Tira fuori la pistola
Lo fissa con odio e disgusto
E lo fredda con due colpi uccidendolo.

"Sei uno schifoso pedofilo!" 
 Gli urla contestualmente agli spari.

Poi
Lascia la lezione 
Ed esce dalla chiesa
Piangendo

Erano quasi tutti presenti
Mancava solo Simone
Suicidatosi proprio pochi minuti prima
Che iniziasse il catechismo

Luca lo scopre per messaggio
Un istante prima di entrare in chiesa
E crolla

Piange
Vorrebbe urlare
Ma di colpo si contiene
Sguardo di ghiaccio
Capisce che cosa doveva fare
E se mai avessse avuto un solo dubbio
Il suicidio di Simone
Li aveva dissipati tutti.

Luca quindi fredda con due colpi
Quel pedofilo infame
Esce dalla chiesa
E sentendo un dolore immenso 
Schiacciargli il petto
In preda ad un ultimo atto di disperazione
Si spara.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 14 novembre 2022

L'Angolo del Rockpoeta®: "Possiedo Un Nome"

MARATONETA GIO'  in questo post di GUS lascia questo commento:

"Per tanti anni sono stata amica di Liana Millu superstite n. A 5384 di Auschwitz-Birkenau. E' deceduta nel 2005 e prima di morire le ho promesso che avrei continuato io ad andare nelle scuole, il giorno della memoria per raccontare ai ragazzi la pagina più nera del novecento. Quando fu liberata si nascose in una fattoria abbandonata e tra la paglia trovò un diario con una matita. La prima cosa che fece scrisse il suo nome e cognome per più di 100 volte. Era amica di Primo Levi al quale regalò il mozzicone di matita che la aiutò a rinascere. Lei è sempre con me! "

Queste tue parole, Giò, hanno portato il mio cuore a scrivere...

POSSIEDO UN NOME

Liana Millu
Liana Millu
Liana Millu
Liana Millu
Liana Millu
E non A.5384

Io sono e resto
E sarò per l'eternità 
Liana Millu.

I'm with name
My name
Possiedo un nome
Il mio nome
Solo mio
Per sempre mio
Come la mia vita

Gli orrori 
Le umiliazioni
La mia paura
Il mio coraggio
La mia rabbia
Unghie spezzate
Ma mai piegate
Hanno scavato forsennatamente 
Nel profondo della mia anima
Per aggrapparsi 
Alle ultime stille di speranza.

Libera
Respiro la luce
Di una ritrovata 
E commossa felicità
Mista a quel retrogusto amaro
Di due domande 
Che non riesco a togliermi dalla testa:
"Perchè tutto questo orrore?
E perchè proprio io sono ancora viva?"

A. 5384
Sarà per sempre 
Un marchio indelebile
Per ricordare
E per non far dimenticare
Cosa l'uomo può fare
A quali livelli di orrore può giungere

Liana Millu
Liana Millu
Liana Millu
Ora e per 100 volte lo scrissi
Ora e per 100 volte lo riscrivo
Ora e per 100 volte lo grido!

Io sono Liana Millu
E per chi negasse l'evidenza
Sono viva
E testimone dell'olocausto
Io Sono Liana Millu
Ed A.5384 
È la prova che il Male esiste
Ha avuto un volto ed una voce
E tanti suoi vili servitori

Io sono Liana Millu
Mancata nel 2005
Sepolta qui, in questo cimitero

Una lapide porta il mio nome
Unica gioia in questo momento amaro:
Nessuno più mi ha tolto il mio nome
Neanche la Morte.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®