mercoledì 1 aprile 2020

L'Angolo del Rockpoeta®:"Il Pianeta Bianco"

IL PIANETA BIANCO

Un astronauta
Mi sento come 
Un astronauta alla scoperta del Pianeta Bianco:
Pareti bianche
Tutti intorno a me con tute bianche
E la superficie è bianchissima

Un astronauta
Penserei di essere un astronauta
Anche per via del casco che ho in testa
E della tuta che mi ricopre interamente
E potrei anche crederlo se non fosse
Che respiro a fatica
Sono allettato
Ed intorno a me ho altri pazienti 
In condizioni forse anche peggiori della mia

Potrei crederlo
Se non fosse che due giorni fa 
Ero a casa mia, respiravo benissimo
E poi... poi è arrivato l'alieno cattivo
Ed ora sono qui.

Paura ed isolamento
Il mio pane
Paura che è sempre stata la mia compagna di viaggio
Da quando è scoppiata questa pandemia

Prima il timore di essere invaso dall'alieno
Ora quello di soccombere per mano sua. 

Ho 60 anni
So di essere a rischio
Anche se i dottori intorno a me 
Sembrano ottimisti.

Solo contro tutto
Quante volte diciamo queste parole
Quante volte crediamo davvero di esserlo
Ma ora 
Ora che lo sono veramente
Comprendo il reale peso e significato di quelle parole.

Veleno nel mio corpo
Ed io lotto per espellerlo.

Tre settimane sono passate
Sto per essere dimesso
Ho incredibilmente trionfato in una guerra
Che sembrava impossibile da vincere
Sono stato fortunato.

Vi dico solo questo:
Eravamo in quattro in quella stanza
Sulle mie gambe ne sono uscito solo io.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 30 marzo 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "War Of Despair"

WAR OF DESPAIR

"Rientrate nelle case
Rientrate subito nelle vostre abitazioni
Rietnrate adesso, immediatamente!"

Due guardie giurate
Ci intimano di fermarci 
Ci ordinano di rientrare nelle nostre case
Ma non li ascolteremo
Noi avanzeremo
La nostra meta è davanti ai nostri occhi
Non ci fermeremo.

Tutti con mascherine
Alcuni anche con i guanti
Siamo però decisi ad avanzare:
La rabbia
La fame
I debiti
Tutte queste voci
Ci impongono di non arretrare di un passo
Ci spingono a proseguire.

Eccolo
Il nostro supermercato
Anche noi vogliamo mangiare
Anche noi vogliamo fare una spesa decente
Una spesa che duri almeno una settimana
Proprio come il Presidente Conte ci chiede
Ma non abbiamo soldi
Non sappiamo come pagare

Alcuni di noi lavorano in nero
Unico modo per trovare un lavoro per molti
Altri sarebbero in Cassa Integrazione secondo
Le disposizioni del Presidente
Ma la paga 
Decurtata
Non arriva,
Di un po' di denaro non c'è nemmeno l'ombra

Operai
Insegnanti
Ragazzi e uomini con lavori irregolari
Partite IVA
Siamo tutti coesi
Incazzati
Ferocemente determinati

Ed allora arriviamo alla cassa
Ma non pagheremo
Non vogliamo farlo
Non possiamo farlo

E guardiamo negli occhi il cassiere
Cerchiamo un filo di compassione e complicità 
Ma siamo nel 2020
Sperare in una solidarietà tra lavoratori
È una chimera

Ed allora forziamo la postazione
Usciamo con i carrelli dal supermercato
E ci sono loro
Gli "eroi" della giustizia e della garanzia dell'ordine

Tre volanti della Polizia
Armi spianate
(Faccio notare che noi siamo disarmati)
Ed aria truce.

"Arrendetevi
Posate la merce, alzate le mani 
E finirà tutto bene"

No
Non lo faremo
Sappiamo che comunque ci arresteranno
Che avremo problemi con la legge
E poi non siamo venuti fin qui per tornare a mani vuote
Non possiamo permettercelo
Abbiamo mogli e figli da sfamare
Saremo pronti a tutto

Avanzano
Gridano che hanno fame
Che non hanno nulla
Chiedono di lasciar correre
Ma la legge bada sempre prima alla forma
E chi la fa rispettare anche
E così dopo un ultimo avvertimento
I poliziotti aprono il fuoco

I nostri assaltatori occasionali
Iniziano a cadere uno dopo l'altro
Ma insistono
Avanzano
Non si arrendono
Lottano per riuscire a forzare quella barriera di fuoco
Combattono per portare nelle loro case 
Quei beni di prima necessità 
Così preziosi
Così essenziali.

Cessa il fuoco
Ed il bilancio è drammatico:
Sono morti tutti
Tranne tre
Due dei quali feriti
Ed uno incolume che viene catturato.

Il bene trionfa
E poco importa se intere famiglie
Da stasera moriranno di fame.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 27 marzo 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Sunrise"

SUNRISE

Cumuli di bare
Viaggiano nella notte
Su fari militari abbaglianti 
Ammassate freddamente una accanto all'altra
Senza un ultimo saluto
Un ultimo abbraccio
In piena solitudine

Come ghiaccio sulla pelle
Sentiamo lo scorrere inesorabile del tempo
Avvertiamo il peso della prigionia forzata
Viviamo in totale sconforto e smarrimento 
Percepiamo l'ansia di libertà soffocate senza vederne i risultati

Dolore
Avvertiamo dolore
Respiriamo un radicato senso di impotenza
Immaginiamo un futuro oscuro
Anzi non lo immaginiamo neanche più
Paradossalmente non ne abbiamo il tempo
Nonostante l'enorme quantità di tempo a nostra disposizione

Tempo che consumiamo a cercare inutilmente di svagarci
A cercare sorrisi a volte forzati e l'abbraccio di chi amiamo
Tempo che utilizziamo per informarci 
Attendendo dalla televisione e dalla rete
Notizie di speranza
Come i generali in battaglia dall'oracolo,
E come aruspici dell'età contemporanea
Cerchiamo disperatamente dentro ogni cosa
Un segno di speranza.

Questo
Quando non si è soli
Anziani
Abbandonati
Allora in quel caso tutto è più drammatico
Come un muro forse invalicabile.

Lo so 
I numeri sembrano ancora impietosi
Sconfortanti
Ma forse qualcosa si muove
Qualcosa cambia. 

Vero
Non sono nessuno
Non sono uno scienziato nè sono dotato di bacchetta magica
Ed ancor meno leggo il futuro dentro una sfera di cristallo
Ma
Io ora intravedo la luce in fondo al tunnel
Una luce fioca
Uno spiraglio piccolissimo
E credo che potremo uscire ancora alla luce del sole
Riabbracciare persone e luoghi
Riveder le stelle

Vero
Il percorso è ancora arduo
Irto di insidie
Ma forse il peggio stiamo per lasciarcelo alle spalle
Anche se questa ferita 
Lascerà in tutti noi cicatrici indelebili
Cicatrici che non ci dovranno impedire
Di tornare a vivere.

Una manto nero e spesso
Ci avvolge al momento come un freddo sudario
E tutta l'umanità è schiacciata da questa cappa angosciante
Da questo tormento infinito.

Ma è proprio quando la meta sembra inarrivabile
L'orizzonte invisibile
E l'alba lontana
Che l'uomo sa 
Ed ha sempre saputo rialzarsi.

Ci possiamo credere
Uno sforzo emotivo rilevante
Ma facciamolo
Allunghiamo le mani ed afferriamo l'alba

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 25 marzo 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Rebellion"

REBELLION

Rinchiusi dentro quattro mura dorate
Coprifuoco costante
Ma l'emergenza è finita
Eppure nessuno ci credeva
Opposizione sottomessa e ridicolizzata
Esercito pronto ad intervenire.

Come i cani
Usciamo in spazi limitati
Come dentro un cortile
Ad orari predeterminati,
Spesa portata a casa e contingentata

Reclusi
Codici di tracciabilità inseriti
Cellulare al collo come un campanaccio
E noi come mucche schiave 
Costrette a pascolare in migliaia dentro spazi angusti

E se esci 
Quando puoi uscire
Droni come avvoltoi ti seguono
Ti spiano
Si insinuano nei tuoi pensieri
Possono interrompere un tuo bacio
Perchè in fondo un bacio 
È un atto rivoluzionario perchè 
L'amore è un sentimento potente
E come tale una forma di libero pensiero
Che contiene i germi di una dirompente voglia di ribellione.

E quando vogliono monitorarti più minuziosamente
Hanno il controllo sui tuoi dispositivi elettronici:
Il tuo cellulare urla
E scatta l'allarme 
Ed una voce metallica grida:
"Allontanamento dalla mandria, rientra nel recinto di competenza ora
Rientraci subito!"

Confini chiusi 
Viaggiano solo le merci
E noi a comprare compulsivamente solo on line
E ci si sposta quasi esclusivamente per lavorare
Ma rigidamente teleguidati dai droni

Il mio nome è Rebellion
Cellulare dentro casa
Staccato il campanaccio,
Io costretto all'immobilismo
Seduto per ore 
Non potevo accettarlo
Non potevo più sopportarlo.

il nostro nome è Rebellion
Noi vogliamo tornare a viaggiare
Essere indipendenti negli spostamenti
Rivogliamo la già limitata privacy 
Di cui disponevamo prima di tutto questo
Vogliamo non sentirci soffocare da queste catene
E vorremmo non dover esercitare la nostra rabbia
Ma siamo pronti a tutto.

Non ci fermerete
Spazzeremo quest'incubo
Perchè non siamo codici
E non saremo mai solo dei codici
Freddi numeri sparsi nella massa.

Non ci fermerete
A costo della vita
Perchè quella che viviamo adesso
Non è vera vita
Ma un ergastolo universale.

Il mio cuore sanguina
Io abituato a respirare aria d'indipendenza
In luogo dell'ossigeno
Abituato ad agire seguendo le mie idee
Nato libero fin dai primi vagiti di rivolta
Mai fermo
Mai spento
Mai rassegnato

Prima fu un virus
Tutto iniziò da lì
Poi frontiere chiuse
Barriere tra comune e comune
E per ultimo barriere tra persona e persona.

Benvenuti nella società post - coronavirus
Benvenuti nella società neoglobalizzata
Upgrade di quella precedente
Un aggiornamento che consiste nell'aver compreso
Che non è necessaria la libertà dell'uomo
Ma solo quella delle merci 
Loro sì in grado di spostarsi ovunque.

Rinchiusi dentro quattro mura
Come i cani
Reclusi
Costantemente monitorati
Non potevamo più accettarlo
Non riuscivamo più a sopportarlo
Siamo i Rebellion, i Resistenti del terzo millennio. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 23 marzo 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Sanitalia"

SANITALIA

37 miliardi di euro
Sì avete capito bene
37 miliardi di euro
Questa la somma dei mancati investimenti nel Paese
Per la Sanità dal 2010 al 2019 

Anni di paradossi criminali
Numero chiuso a medicina
E come conseguenza
Carenza di medici.

Si sono chiusi ospedali
Razionalizzazione la chiamavano
Tagli alla salute degli Italiani erano in realtà
Tagli ancora oggi in atto 
Tagli ancora fino a pochi giorni fa assolutamente condivisi 
Da tutto quell'infimo carrozzone della politica italiana.

E questo senza contare il numero esiguo di sale di terapia intensiva

Questo lo scempio osceno compiuto nel nostro Paese
Questa la ferita mortale che rende agonizzante le nostra terra. 

Ed oggi ne paghiamo le conseguenze
Coronavirus come contrappasso dantesco
E la gente comune ne subisce i più duri contraccolpi:
Si infetta
Muore.

Siamo a Polistena
E ci troviamo del tutto disarmati contro questo contagio:
Chi è positivo è inviato a Reggio
E qui in Calabria come in tanti altri luoghi del sud
(ma oramai anche del settentrione) 
Affrontiamo questa tragedia in totale emergenza:

Il mio volto nudo
Le mie mani scoperte
I miei occhi impauriti
Ma andiamo in corsia ugualmente
E visitiamo i malati.

Reggio Calabria
L'ospedale principale riceve i contagiati dal coronavirus
Insieme ad altri malati 
E questa indecente promiscuità
Espande drammaticamente
Il rischio del contagio di persone non infette
E tutto questo è oggi l'iperbolica normalità. 

Questa pandemia 
Traccia un solco profondo 
Tra la vita dell'uomo ed il prevalere della finanza globale

E noi
Medici ed infermieri
Sempre in prima linea con tutte le difficoltà del caso 
Proviamo ad infondervi coraggio e speranza
Capacità di resistere alla clausura  
Fiducia
E voglia di sognare ancora.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 20 marzo 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "ART.1"

ART. 1

Chiusi 
Per decreto
Ciascuno nel proprio recinto
A razzolare la poca aria che si può respirare
Sospesi tra la paura e la speranza
Dentro le nostre moderne cellette

Il tempo della clausura
Sta forse finendo
Popolo compatto nel sacrificio
Ricorda che questa non è 
E non deve essere la normalità

La normalità è uscire 
Come e quando si vuole
Incontrare gente
Vivere emozioni davanti ad un quadro
O ascoltare la voce di un artista 
Che accende la nostra anima
Esultare allo stadio tutti insieme al gol della nostra squadra 
Baciare chi ami davanti ad un tramonto
Sorridere alla luce del sole. 

Countdown iniziato
Popolo devi stare pronto
Non accettare la paura come scusa
Non tollerare l'incertezza sul futuro come gabbia
Non aderire a retoriche patriottiche ingannatrici 
Rifiuta di accettare che questa eccezionalità 
Diventi la regola

Oggi sì
Oggi rinchiuderci è la sola unica salvezza
Ma domani
Domani quando tutto sarà finito
Pretendi il ritorno allo status quo ante
Non permettere che possano limitarci 
Anche in un singolo ed all'apparenza insignificante diritto
Non accettare di subire restrizioni che non avevamo
Non permettere che si crei anche un solo piccolo precedente

E ricorda sempre
Oggi vivi un momento eccezionale 
Libertà contratta e limitata per ragioni di salute pubblica
Ma noi siamo nati liberi
Non dimenticarlo
Abbiamo sofferto per diventarlo
E non sottovalutare questo bene immenso
Ora che sai cosa significa perderlo
O anche solo vederselo ridurre.

Tu, Italiano
Hai sempre avuto la memoria corta,
Ora sulla tua pelle sai che vuol dire vivere come carcerati
Sai cosa significa sentirti soffocare
Sai cosa comporta non potersi autodeterminare
Ed allora ricordalo
E quando dovessero provare a sottrarci l'aria che respiriamo
Non essere pavido
Non fare il soldatino ubbidiente
Ma sii un rivoluzionario come il Che
Ribellati e tieniti stretta la tua vita 
Stringi forte l'amore per le cose semplici
E non dimenticare mai che
Tu il diritto a vivere senza catene 
Te lo sei guadagnato
E che tu il diritto a vivere senza alcun giogo soffocante
Ce l'hai garantito dal più bel libricino mai scritto nella nostra Storia
E questa piccola meraviglia
Stabilisce con forza che l'Italia è una Repubblica
Grida con tutta la forza dei partigiani caduti in battaglia
Che la libertà personale è inviolabile
E che nessuno può cancellare le nostre libere esistenze.

Ricordati Popolo
Ti prego
Di queste mie semplici parole
Quanto tutto questo sarà finito
E difendi la tua anima libera ad ogni costo.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 18 marzo 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Il Canto Dei Popoli"

IL CANTO DEI POPOLI

Un canto fatto di suoni
Una melodia di voci
Spiega i suoi effetti sul mondo
Apre la strada verso la speranza.

Il canto dei popoli
È una musica che non puoi fermare
È lotta solidale
È unione e compattezza nelle difficoltà

Il canto dei popoli
Lo puoi anche sterminare
Ma saprà restare vivo nel tempo
Immortale
Pronto per essere intonato ancora
Da altri che ne erediteranno quei suoni
Suoni incarnatisi nel loro DNA
Suoni di vita, lotta e speranza.

Il canto dei popoli
È un rumore potente e melodioso
Feroce e disperato.

Il canto dei popoli
È una lingua universale
Contro la Babele dei nostri giorni
E di quelli a venire

Il canto dei popoli
È un vocio crescente
Indomabile
Inarrestabile.

Il canto dei popoli
È il nostro canto. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®