venerdì 15 ottobre 2021

L'Angolo del Rockpoeta® :"Simulato Dirigente Apicale"

SIMULATO DIRIGENTE APICALE

Sono stato promosso
Ho un nuovo ruolo 
All'interno dell'organigramma aziendale.

È un ruolo di responsabilità
Prima ero solo aiuto cuoco dell'azienda
Anzi meno ancora, 
Un semplice sguattero.

Oggi però è un grande giorno,
Mi hanno promosso a S.D.A. 
Ossia Simulato Dirigente Apicale
E poi mi hanno rifilato questa patata bollente
Volevo dire
Questo straordinario incarico.

Simulato Dirigente Apicale
Ora sì che avranno più rispetto per me
Ora che ho il potere
Anche se poi in busta prendo tanto quanto prima
Ma mi hanno spiegato che è la parola "Simulato" 
Che pare abbia generato questo problema. 

"Ehi Fantasma Apicale?
Ehi girati un attimo forza..."

E scatta una pernacchia
Stile Film di Fantozzi.

Però se ne pentiranno
Quando io
Ogni mattina 
A mia discrezione
Potrò fermare tutti
O controllarne alcuni a campione
Magari chi mi sta più antipatico
E chiedere loro il green pass

E se ne sono sprovvisti
Cartellino rosso
Fuori dal campo da gioco
Non entrano per lavorare.

Dipendo solo dal grande capo
Il quale già mi ha detto però
Che devo fermare solo a campione
E che il martedì e giovedì
Il Ragionier Morelli 
E l'Avvocato Marsigli
Li devo ignorare
Non devo loro domandare nulla
Insomma vanno lasciati stare 
Ed invece va chiesto loro il green pass
Gli altri giorni.

E poi 
Mi ha fatto capire che 
A lui non devo rompere le scatole
Testuale...

Ed allora io ho deciso
Che l'impiegata delle Risorse Umane
Rosa, il suo nome.
Beh a lei non lo chiederò mai
Così magari mi noterà
E riuscirò ad invitarla fuori 
Una sera
Per una semplice pizza
Green pass permettendo
A meno che non andiamo
Da Pizza Open 
Che ha anche tavolini all'aperto
Come d'altronde suggerisce anche il nome..

In realtà
Tutto questo caos non ha senso
Io conosco Carlo
Un mio amico carrozziere
Vaccinato ma ricoverato un mese fa: 
Covid 19 la diagnosi
È morto

E conosco anche Flavio e Luigi
Entrambi privi di vaccino
Flavio l'ha contratto in forma lieve
Luigi invece sta sempre in ottima forma.

Uno è maestro elementare
L'altro invece è receptionist 
Presso un Hotel appartenente
Ad un'importante catena internazionale.

E conosco anche Laura
Anche lei contro questo vaccino 
Morta di covid un mese fa.

Ecco è il mio momento
Berretto sulla testa
Fischietto pronto
E fiiiiiiiiii!

"Fermo
Green pass
E documenti!"

È un mio collega di reparto
Non si rifiuta
Solo che poi mentre mi fornisce
Il Green Pass ed i suoi reali documenti, 
Mi mostra un raggiante dito medio.

Preso dalla foga
Fischio 
Lo allontano 
Altri due mi aiutano a bloccarlo

Ed ora che faccio -  mi chiedo -
Che decisione prendo?

Mi guardo intorno
Tra cenni d'intesa
E sguardi minacciosi
Alzo lo sguardo al cielo
E faccio finta che non sia mai successo
D'altronde ha solo offeso me
Lui il Green Pass l'aveva ed era in regola.

Altro giro
Altra tornata
Altro fischio a campione

Alla fine
Nonostante tutto questo caos
Nulla apparentemente
Sembra cambiato
Se non per una cosa:

Nessuno
In parte perchè sono invisibile
Considerato innocuo ed insignificante
In parte perchè 
Si tende a non controllare il controllore
Nessuno ripeto
Ha verificato me
Senza vaccino
E senza green pass
Io che alla faccia vostra
Pur sapendo di non avere nulla
E stando sempre attento a non tenere
Comportamenti a rischio
Entro in azienda incontrollato
Indisturbato

Ed ora
Prego colleghi
La pernacchia fantozziana
È tutta per voi. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA® 

mercoledì 13 ottobre 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "We Don't March, We Walk"

 È facile prendere strade, decisioni, scelte popolari, più difficile prendere quelle giuste, quelle secondo coscienza. Lo affermava molto prima di me un certo Martin Luther King....  Lui esattamente diceva:

"La vigliaccheria chiede: è sicuro?
L'opportunità chiede: è conveniente?
La vana gloria chiede: è popolare?
Ma la coscienza chiede: è giusto?
Prima o poi arriva l'ora in cui bisogna prendere una posizione che non è né sicura, né conveniente, né popolare ma bisogna prenderla perché è giusta."
(Martin Luther King)

Io molto più immodestamente invece mi esprimo con questi umili versi che spero cmq possano toccarvi cuore e mente.

WE DON'T MARCH,  WE WALK

Abbiamo camminato
Come esseri umani
E non marciato come militari in assetto di guerra
Lo abbiamo fatto
Compatti
Uniti
Cantando
Mano nella mano
Ma i bianchi prima ci caricavano
E poi ci accusavano di essere violenti
E se provavamo anche a manifestare 
La nostra rabbia
Peggio ancora
Eravamo descritti come animali
Picchiati con ancora più ferocia
E prelevati senza una ragione dalle nostre case
Strappati alle nostre famiglie.  

Abbiamo rivendicato i nostri diritti
Camminando compatte e determinate
Il primo fu quello di essere considerate
Alla pari del maschio
Avere come donne gli stessi diritti dell'uomo
In ogni ambito
Poter avere diritto a votare
Non venire considerate cerebralmente inferiori
Nè cose da usare per fare le faccende domestiche
E farsi scopare per soddisfare le voglie del marito.

Abbiamo rivendicato il diritto alla libertà
Quella vera
Quella che oggi vediamo 
Nuovamente minacciata
Quella che noi Partigiani
Abbiamo voluto riprenderci
Combattendo 
Quindi compiendo necessariamente 
Autentiche azioni di guerra
Perchè una rivoluzione la fai 
Anche con l'uso della forza.

E la Storia insegna
Che  le teste calde ci sono ovunque
Ma non è prendendo esse come paradigma
Che si fa giustizia e si dà un'immagine vera di chi resiste
Bensì valutando la maggioranza di quella realtà
E vedendo come le menzogne del Potere
Sono subdole
Vili
Squallide
E cercano di screditare 
Chi vuole la libertà
E non può rispettare leggi che la sopprimono

L'ingiustizia, il liberticidio
Non vanno accettati e subiti mai
E sì
A volte le sole parole non bastano
Per riprendersi la libertà e la propria esistenza
Talvolta si deve lottare veramente
Mettendo a repentaglio la propria vita
Perchè nessuno ti regala mulla
Ma ogni piccolo diritto è una conquista faticosa
Sudata
E lottata
Contro chi non vuol perdere i suoi privilegi,
Mai dimenticarsene. 

Chi ama la libertà
Ama la vita senza restrizioni e soprusi
Senza che ci siano persone di serie B
O meglio considerate tali 
E come tali discriminate
Per il colore della loro pelle
Per il loro sesso
Perchè sono più indifese come i bambini
O perchè non vogliono piegarsi alle menzogne del potere

Chi ama davvero la libertà
Non desidera la violenza
Non vuole l'odio ed il rancore
Non vuole terrore e confusione
Ma a volte la scelta è obbligata
E talvolta si devono fare sacrifici
Ed a volte le parole possono, da sole, 
Non bastare.

In quel momento necessariamente si agisce
E magari la libertà viene raggiunta
Anche se poi siamo consci che 
Noi avremo vinto
Ma l''umanità avrà comunque perso.

A volte, però,
Certi uomini sono così ottusi
Fanatici
Accecati dalla bramosia di dominio
Che non capiscono 
Che con la vera pace 
L'umanità intera trionferebbe.

La violenza è sbagliata
Essa è mera e sadica prevaricazione 
Dominio perverso sul prossimo
Al solo scopo di imporre una volontà su tutte le altre

La lotta per conquistarti la libertà 
È tutto l'opposto
E per difendere o acquisire diritti fondamentali
Può dover essere necessaria
È non è vera violenza
Non è sadismo
Non è umiliazione
È solo sconfiggere chi
Invece
Vede il terrore come una forma di piacere
La sofferenza altrui sadicamente divertente
Ed ha nel cuore
Aride distese desertiche senza amore.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 11 ottobre 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Il Serpente"

IL SERPENTE

Il serpente striscia
Subdolamente si insinua
Se mimetizzato ti morde.

La sua pelle muta
Ma non la sua anima
Ed è normale che sia così
Perchè è un serpente
È la sua natura essere tale.

Poi esiste un'altra specie di "serpente"
Da cui è vitale non farsi avvicinare
Guardarsi le spalle
E non farsi ingannare.

Ha sembianze umane
Lui la pelle non la muta
Ma dopo che ti ha ferito
Promette di cambiarla
Allude al suo vile involucro interiore
Vile perchè è con quello 
Che ti ha ingannato
Illuso
Affascinato
E che ti ha convinto
A dargli
O darle 
Una seconda chance.

Mentre nel serpente
Questo fenomeno è esteriore
Visibile
Ma non ti inganna 
Perchè lo sai
Che quell'essere strisciante
Non muterà la sua natura
Per la specie bipede 
Ma dall'animo viscido e strisciante
La questione è differente

Se davvero ha cambiato pelle
Se realmente il suo involucro interiore
È mutato
Ed in meglio
Non lo puoi effettivamente accertare
Perchè questo mutamento interiore non lo vedi
Perchè non è detto che 
Davvero avvenga
Perchè non è un'operazione 
Che coinvolge ogni essere umano
Perchè non è un cambiamento
Che la scienza possa verificare
Attestandone la reale riuscita.

Ed allora
Si passa allo scanner della propria mente
Ogni sua azione
Ma dovete essere bravi
Perchè quell'essere
È allenato a mentire
Ingannare
E risultare assolutamente credibile
Quando lo fa

Ed allora
Nel dubbio
Mai dare nuove chance
Anche perchè
Nove volte su dieci
Se avete un dubbio
Il dubbio è la risposta alla vostra domanda.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

domenica 10 ottobre 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Gang Bang's Nightmare" (E.I.T.R.D.)

Nuovo appuntamento con il post contro la violenza sulle donne che fa parte 
dell'iniziativa E.I.T.R.D  alla quale partecipano i blogger che vedrete segnati in fondo a questo post. Per saperne di più su questa iniziativa vi rimando QUI al primo post che la spiegava in dettaglio.

GANG BANG'S NIGHTMARE

Era il mio ragazzo
Lo era da due anni
Avevamo passato momenti indimenticabili
E superato momenti difficili 
Sempre uniti
Sempre insieme
Eppure l'incredibile
Si è materializzato una sera
Senza che potessi neanche pensarlo
Sospettarlo 
O anche solo immaginarlo.

L'occasione è una festa con dei suoi amici
Amici che conoscevo già
Ragazzi apparentemente normali
Ma il peggio 
L'orrore
Erano dietro l'angolo

Bevo un drink
Mi sento subito stordita
Ma non perdo conoscenza
Resto in uno stato di parziale incoscienza
Troppo debole per reagire
Ma sufficientemente sveglia per comprendere
E per assistere a quanto sta per succedermi.

Sono in 6
Il mio ragazzo si defila
Decide di fare da spettatore
Tanto lui mi aveva già scopata tante altre volte
(Parole sue agli amici che lo invitavano ad unirsi con loro
Alla festa...)

Una notte da incubo
Tre alla volta
Nulla di me è stato risparmiato
Da nessuno di loro

Alle prime luci dell'alba
La furia si placa
L'orrore ha termine
Ed io resto immobile sul letto
E non riesco a pensare 
Non riesco ad immaginare di voler 
Anche solo sopravvivere a tutto questo
E vorrei solo morire
Vorrei davvero solo morire
Vorrei soltanto...

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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UN GRAZIE GIGANTESCO AI SEGUENTI BLOGGER CHE HANNO ADERITO A QUESTA INIZIATIVA:



3) POSTO DI BLOGGO DI FRANCO BATTAGLIA 

4) WEB SUL BLOG DI CAVALIERE OSCURO DEL WEB  

5) LILLADORO DI CRISTIANA

6) MYRTILLA'S HOUSE DI PATRICIA MOLL

venerdì 8 ottobre 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Disadattato"

 DISADATTATO

E danzo
Scoordinato ma felice,
Questa società che omologa tutti quanti
Non è riuscita ancora ad incasellarmi
Ed allora mi ha omologato come disadattato
E sono fiero di esserlo diventato. 

Sono stato omologato
Come disadattato
E con quell'etichetta libera
Tutta la notte ho ballato 

Sono stato dichiarato un disadattato
Di quella non - etichetta 
Orgoglioso
Mi son fregiato

Sono un disadattato!

Essere disadattato significa
Essere libero 
Essere al di fuori dei confini della società omologata
Ai margini dell'orrore di una finzione invivibile
Nauseante, insopportabile. 

Come disadattato posso
Ubriacarmi
Drogarmi
Ma anche
Diventare rivoluzionario e lanciare bombe
Colpendo gli obiettivi giusti.

D'altronde sono solo un disadattato
Sono uno che non può davvero creare problemi
Uno ai margini
Uno che voi che vivete nella meravigliosa finzione virtuale
Non  potete essere così pazzi da ascoltare 
Per rinunciare a questa occasione. 

Ma in realtà
La realtà trionfa sempre
La menzogna si scioglie come neve al sole
E il disadattato 
Diventa una splendida farfalla libera e colorata
Ed allora ecco che attrae anche tutti quelli 
Che si pensava non avrebbero mai compreso
Tutti coloro che gli omologanti
Non avrebbero mai creduto lo avrebbero mai seguito. 

Ed allora il disadattato ha fatto paura
Era stato pericolosamente ignorato
Sottovalutato

Ora il disadattato lo vogliono tutti catturare
Pretendono di poterlo incasellare
Perchè se sei libero
Anche se sembri trovarti lontano 
In un luogo sperduto
In una zona abbandonata
Solitaria
Dobbiamo imparare che
La voce della verità e dell'indipendenza
Arriva comuque ed ovunque
E se solo incontra 
Orecchie disposte ad ascoltarla 
A recepirla
Il miracolo può accadere.

E danzo
Scoordinato ma felice
Perchè mi hanno incasellato come disadattato
E come ho detto fin dal primo momento
Sono fiero di esserlo diventato!

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 6 ottobre 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "La Marionetta Distopica"

LA MARIONETTA DISTOPICA

Afonia rimbomba 
Come un'eco ribelle
Nel Deserto di Atacama. 

Ossa stanche
Giacciono nei meandri
Di quella sabbia meravigliosa
Senza che ci sia una volontà ferrea
Di cercarle.

Il mondo dentro una grata
Greta che è uscita dal cesto
Dove era stata riposta
Per riprendere a raccontare verità
Conosciute ma a cui non si vuole porre rimedio
Verità note
Senza però che riesca mai
Ad incidere concretamente

E poi 
Se sei contro qualcuno
È anche possibile che tu debba sederti 
Attorno ad un tavolo per provare
A trattarci
Dicesi negoziato.

Ma se invece lo incontri solo per parlare
Avere le foto di rito da postare sui social
Ed al contempo far fare bella figura a Draghi
Ed ai potenti della Terra 
Che si sono fatti immortalare 
Insieme con lei
Senza che poi questi incontri abbiano portato 
Ad ottenere meno bla bla bla
Di quelli che già vengono fatti ampiamente ovunque
Allora è diverso
Non si dovrebbe stringere loro la mano
Una mano insanguinata
Imbrattata
E macchiata 
Del sangue del nostro pianeta.

Certo che se invece lo scopo era 
Fare ancora del vuoto ciacolare
Allora siamo di fronte ad un'altra
Ennesima
Figura fasulla
Una simulazione di un'autentica ribelle
Per niente dura e pura

E fiumi di parole continuano 
Ad inondare mortalmente 
Chi da tempo propone inascoltato 
Soluzioni utili a porre un freno
A questo massacro del pianeta
Soluzioni forse oggi già tardive,
Probabilmente già superate dall'aggravarsi del problema
E pertanto meno efficaci
Anche solo rispetto ad una decina di anni fa

Amarezza infinita
Di chiacchere se ne è fatte molte
E di fatti concreti
Invece nessuno.

Ed allora basta
Riconosco ovviamente 
I seri problemi che affliggono il pianeta
Sono il primo a dire 
Che si dovrebbe riuscire a sensibilizzare 
Davvero tutti 
Di fronte ad un problema 
Che è tutt'altro che risolto
E non comporta certo la fine della Terra
Ma solo
Ed esclusivamente
La nostra estinzione.

Noi così ignoranti
Da non capirlo
E così boriosi
Da considerarci dei dominatori
Di un pianeta che ci ha solo permesso
Di utilizzare le sue risorse con parsimonia.

Ed allora basta
Se anche questa ragazzina
Spuntata dal nulla
È solo un cartonato 
Capace di riprodurre 
Parole ben orchestrate
E slogan di dubbia efficacia
Senza incidere
O volerlo realmente fare
Sulla situazione di oggi
E se davvero questo mio sospetto 
Dovesse mai dimostrarsi 
Una imbarazzante verità
Non potrei essere grato a Greta
Greta si rivelerebbe
In tal caso
Soltanto un'altra marionetta distopica del Potere. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 4 ottobre 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Il Distacco"

IL DISTACCO 

Il distacco è lento e strisciante
Come il verme solitario

Oppure è violento e sconsiderato
Come un taglio di machete sulla tua carne
O un bisturi che incide senza la precisione chirurgica
Che gli è proverbiale

E come Colombo
Unica nota lieta 
Ho scoperto l'America
E con essa
Gli unici 777 statunitensi che mi piacciono
Ma null'altro illumina questa foschia estiva
Questa macaia asfissiante

Ed intanto in un preoccupante 
E sonnacchioso torpore
Si sta iniziando a somministrare la terza dose
Ed abbassare i toni sul green pass:
Tattica per prendere la rincorsa 
O sana considerazione di piantarla lì?

Spero vivamente che papà se la eviti
Che mia madre non se la faccia
Anche perchè lo ha detto tempo fa
Ha chiaramente spiegato 
Lei elegante signora forbita
Dove se la possono infilare la terza dose...

E questo nostro affannoso, triste
Pesante e dispendioso 
Percorso individuale
È una clessidra monca,
E non sai comprendere quasi mai quando 
La sabbia avrà termine
A volte ti sembra infinita
Altre
Altre è semplicemente della sabbia su una clessidra
Non significa nulla.

Distacco al momento non definitivo
Decisione un po' razionalmente presa
Un po' forse subita.
O accettata con pallida rassegnazione... 

Il distacco è un affronto osceno
Alla libertà di amare per sempre senza dolore

È un insulto volgare
Ed un'offesa insanabile
Al tempo che passa, muta
Emigra
Ma non invecchia nè si ammala mai.

E vorrei avere nel cuore
Due scarpette da ballo
E la leggerezza di un ballerino classico
O la suadente scioltezza 
Di un ballerino di latino-americano
Sempre col sorriso sulle labbra
Anche se poi 
Sia l'uno che l'altro sanno bene
Quanta fatica sta dietro a quel sorriso
Pià abbozzato nella danza classica
Più evidente e marcato in quella moderna

Il distacco
È un concetto che la nostra mente considera
Conosce
Ed a cui dovrebbe essere preparata
Solo che lo ignora 
Ne rifugge

Il distacco temporaneo
È solo un triste e necessario assaggio
Di quello definitivo 

È solo il primo passo
Verso una rabbiosa rassegnazione
Od una furiosa calma

Il distacco 
È quel cordone ombelicale invisibile
Che lega assieme chi più ami
E ti lega a tutti loro quasi indissolubilmente

E quando un pezzo lo senti staccare
È un dolore lancinante a cui speri di sopravvivere
O forse, chissà,
Di non riuscirvi.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®