venerdì 15 novembre 2019

L'Angolo del Rockpoeta®: "Acqua Alta"

ACQUA ALTA

Acqua Alta 
Allaga vite e luoghi noti
Invade anime ferite da questa devastazione
Suscita pensieri maliziosi
Molto Oltraggiosi, Scrupolosamente Eziologici.

Acqua Alta 
Dentro cervelli vuoti
A riempire di liquido marcio
Menti impotenti ma arroganti
Ricche di follower imbecilli
E seguite da masse immense
Immerse ancora dentro il liquido amniotico 
E poi nate prematuramente
Con profondi danni cerebrali
E pronte per l'indottrinamento. 

Acqua Alta nei nostri cuori 
Non affoga le ferite
Ma le lascia drammaticamente galleggiare
Mentre siamo noi ad andare a fondo. 

Acqua Alta 
Arriva alle nostre bocche
Le invade
Le penetra per zittirle
Senza sapere che abbiamo già un bavaglio
Apparentemente meno fastidioso
Per molti perfino piacevole
Che è la propaganda a cui abboccano tanti Italioti
Figli di una società guasta e malata.

Ed ingoiamo melma
E respiriamo miasmi 
Ed i nostri occhi lacrimano fango
Pietà
E polveri sottili 

E dopo valanghe
Mareggiate
Alluvioni
Terremoti
Ecco, vista l'eccezionale gravità del fenomeno,
Un nuovo refrain da cavalcare per i nostri politici
Per raccogliere consensi sulle disgrazie altrui
Un nuovo refrain da intonare per giorni
Fino a quando sarà trendy
Fino a quando reggerà le classifiche dell'auditel
Come una nuova Superstar
Come una Rockstar dannata e maledetta:  
L'Acqua Alta.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 13 novembre 2019

L'Angolo del Rockpoeta®: "Il Cammino"

IL CAMMINO

Un passo dopo l'altro
Valigia in mano
Cammino nel tempo di un sogno sbiadito
E percorro la strada lacerata della nostra epoca.

Attraverso città e paesi
Come villaggi d'una volta
Tocco con mano la desolazione
E giungo dopo tanto dolore a destinazione.

Qui un tempo foste sepolti vivi
Prima da una valanga di neve
E poi di fango
Quello immorale fatto di insabbiamenti
Incompetenze e disinteresse.

Rigopiano
Potevate salvarvi
Ma chiamare e chiedere aiuto non è bastato
E non può bastare se certi posti
Sono occupati da incompetenti forse raccomandati 
E maiali con la fascia tricolore

E così vi piangiamo ancora un'altra volta
Ma questa volta sono lacrime di rabbia

Telefonate di richiesta di intervento
Utenti messi in vergognosa attesa 
E rimbalzati da una sede all'altra
Come una pallina magica impazzita
Come si trattasse di un volgare match di ping pong.

Persone grette 
Dozzinali
Inette
Messe a gestire i centri di soccorso

Sindaco ed assessore competente, al bar
Perchè non c'era emergenza
No, per carità, 
La sera prima c'erano solo metri di neve
Strade bloccate
Ed allerta meteo conosciuta da giorni

Ma il maiale dalla fascia tricolore
Ed una scrofa della Prefettura fanno spallucce
Quest'ultima perfino nega ci sia un'emergenza.

Eppure potevate salvarvi
Ed invece la tragedia si è compiuta

Ed avete mangiato neve 
Come ultimo vostro pasto
Neve candida e mortale

Atroce fine
Stravolgimento di intere vite
Crimini che dovranno essere puniti.

E lascio questo luogo di dolore
Valigia in mano
E riprendo il cammino 
Un cammino senza speranza
Alla ricerca di un mondo equo, civile
Dove giustizia e solidarietà
Siano i pilastri fondanti della società.

E riprendo il cammino
Su questa strada lacerata della nostra epoca
Lastricata di scandali, ipocrisia, inettitudine

Mondo ingiusto
Tre giorni per morire
Quando c'è chi in tre giorni è resuscitato
Tre giorni per morire,
Se non cedi subito,
Sono un'eternità

Hai tempo per pensare
Hai tempo per piangere
Hai tempo per soffrire
Hai tempo per sentire la tua fine avvicinarsi
Hai tempo, troppo tempo.

E riprendo il mio cammino
Con il mio bagaglio di dolore
Un peso che mi inarca le spalle
E mi schiaccia la schiena
Ma riprendo lo stesso il mio cammino
Perchè non smetterò mai di lottare
Non cederò mai sotto il peso di questa amarezza
Non mi farò annientare dalla rassegnazione

E potrò inciampare in alcuni momenti
Ma saprò rialzarmi
Perchè la mia voce 
Per quanto sola
E forse insignificante
Non permetterò che si spenga
Nè che la spengano.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 11 novembre 2019

L'Angolo del Rockpoeta®: "Uomo Mangia Uomo"

UOMO MANGIA UOMO

Uomo mangia uomo
Oggi Abele mangia Caino
Carneficina in corso
Fratricidio in atto
Caos globale.

Uomini di Dio
Flagello della Terra
Eccoli a voi in tutto il loro nauseante splendore
Con le loro disgustose crociate
Contro il libero vivere civile
Contro chi non è etero
Contro l'etero che non si sposa
Contro la donna che non vuole figli
Contro la donna che vuole abortire
Contro la donna e basta. 

E poi ci sono i preti:
Tranne poche eccezioni
Satana in terra.

Uomo mangia uomo
Abele mangia Caino
Carneficina in corso
Fratricidio in atto
Caos globale.

Genocidi in corso d'opera
Alla luce del sole
Autorizzati per interessi di Realpolitik
Non si fermano
E non hanno mai una fine. 

Voci di rabbia e dolore
Voci che chiedono la cessazione di questi abomini
Come urla mute
Si perdono nel nulla.

Oggi chi raglia più forte ha ragione
Oggi chi ha le mandibole più possenti è dominante
E queste mandibole sono i soldi ed il potere finanziario.

Uomo mangia uomo
Uomo mangia bambino
Oggi Abele mangia Caino

Il Ricco divora il povero
L'uomo uccide la donna
I più deboli soccombono
Carneficina in corso
Devastazione sociale in atto.

Ignoranza e disinteresse
Sono le ciliegine su questa torta perversa
Che tutti mangiano voracemente:
Chi vigliaccamente a capo chino
Perchè conscio ma pavido
E chi invece di gusto
Perchè non si fa domande gli basta nutrirsi
O semplicemente perchè non si fa scrupoli
In quanto lui non è ancora un ingrediente di quella torta
E forse non lo sarà mai. 

Apocalisse etica
Primi segnali di amoralità
Primi cenni di estinzione della civiltà.

Uomo mangia uomo
Abele mangia Caino
Carneficina in corso
Fratricidio in atto
Caos globale.

E la fame di odio avanza
Si nutre di se stessa
Cresce e si espande.

Uomo mangia uomo
Fino a quando non rimarrà più nessuno 
Fino a quando Abele e Caino si saranno divorati a vicenda
E pace finalmente sarà.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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PS: "Uomini di Dio" è da intendersi come uomini e donne che credono in Dio in modo fanatico e bigotto.

venerdì 8 novembre 2019

L'Angolo del Rockpoeta®: "Saltimbanchi"

SALTIMBANCHI

Saltimbanchi 
Rubano tempo alla strada
La interrompono 
La bloccano
Con i loro giochi
Figli del degrado contemporaneo
Espressione di un romanticismo perduto. 

Saltimbanchi dal sorriso forzato
Intrattengono automobilisti distratti e spenti,
Pallore artificiale
Non nasconde il loro sguardo malinconico.

E quei birilli volano 
Alti
Ma non alti abbastanza da toccare i nostri sogni
Non abbastanza alti da sfidare la spessa coltre grigia
Barriera di un cielo asfissiato e morente
Imprigionato dentro sostanze gassose mortali
Figlie di inquinamento chimico e discariche abusive.

Saltimbanchi piangono
E sono gemiti al silicio,
I loro attrezzi sono le loro lacrime 
Il loro grido inascoltato 
Scagliato alto nel cielo per essere raccolto 
Compreso
Seguito
Da chi li osserva
Ma "Automobilisti - Automi"
Non sanno cogliere quel messaggio.

Saltimbanchi cantano
L'amore per la libertà
Ed i loro attrezzi volteggiano nell'aria
Danzando la voglia di un nuovo futuro
Sussurrando respiri di nuova vita.

Saltimbanchi
Esausti
Muoiono
Sepolti sotto i loro birilli bianchi
Avvolti nel candore di una luce chiarissima
Figlia di quegli attrezzi orfani del loro padre. 

Corre l'anno 2040
L'uomo non viaggia ancora su macchine volanti
Ma respira aria polverosa ed inquinata
E si rinchiude sempre più nella sua solitudine virtuale
Figlia dell'odio e della paura dell'altro

Corre l'anno 2040
E l'ultimo saltimbanco muore
Estinguendosi così l'ultimo elemento della Resistenza

Siamo nell'anno 2040
Dove avere un cervello pensante è un optional
E si può sopravvivere benissimo con una versione più semplice
Sufficiente a compiere i movimenti basilari 
Ed i pensieri più elementari.

Corre l'anno 2040
L'ultimo saltimbanco è stato schiacciato da un'auto
E quelle gocce di sangue sull'asfalto 
Saranno per sempre l'ultima stilla di lotta per la libertà
Uccisa da barbara ignoranza. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 6 novembre 2019

L'Angolo del Rockpoeta®: "Joker"

JOKER

È lui il nostro eroe
Lui il coraggio lo trova

E lo cataloghiamo come un disturbato mentale
Perchè fa paura pensare
Che lo vorremmo fare anche noi ma non ne abbiamo il coraggio

Ed allora ci rifugiamo dietro il suo problema 
Ci raccontiamo la storia che noi non ne siamo capaci 
Perchè siamo sani di mente
Ma intanto quando lo vediamo agire
Ipocritamente
Siamo con lui
Tifiamo per lui
Vorremmo essere lui
In lui ci identifichiamo. 

Lui che gli ha sparato,
L'ha ucciso perchè apparteneva a quel mondo di ipocriti, sadici e corrotti
Che molti di noi odiano
E che quando subiamo un torto vorremmo strangolare.

È un'incitazione alla rivolta
A scendere in piazza per combattere le ingiustizie sociali
È una spinta ad eliminare politici fasulli
E conduttori di media venduti
Ed alla mercè di emittenti dal sorriso incancrenito
Risultato di programmi vuoti, sterili, manipolatori
Figli dell'ignoranza creata ed assorbita
Da questa società ormai del tutto imbarbaritasi.

Ed io
Novello Joker
Verrò da voi 
Giullari della televisione
Per spararvi.

Cancelliamo questi spacciatori d'oppio televisivo
Spariamo le nostre pallottole attraverso il nostro telecomando
Stacchiamo l'antenna uccidendo la loro audience
Giriamo su altri canali
O se non ce ne sono, spegniamo questo elettrodomestico visivo.

E come Joker
Non accettiamo un mondo malato e che ci schiaccia
Non lasciamoci sedurre da promesse impossibili
O parole false e di pancia che ci fanno solo lottare tra noi
Ma cerchiamo questi imbonitori nauseanti e patetici
Diamo loro la caccia
Ed abbattiamoli.

Ridiamo vita alle nostre sinapsi
Facciamo tornare a respirare le nostre anime
E riaccendiamo la nostra capacità di giudizio.

Diventiamo anche noi "pazzi"
Per discernere di nuovo quello che è giusto da ciò che è sbagliato
Diventiamo tutti dei ribelli
Per non accettare supinamente ogni misura che ci riduca sempre più poveri,
Rifiutiamoci di lasciarci soverchiare dalle stesse parole di sempre
Da questo ipocrita senso del dovere che ci viene costantemente richiesto
Sempre e soltanto a noi
Noi lavoratori dipendenti
Noi consumatori
Noi disoccupati
Noi malati
Noi con la Partita Iva
Noi, che siamo solo povera gente. 

Ed allora sento la tua disperazione
Il tuo malessere
E capisco che è la nostra disperazione
Il nostro malessere
Figli di un mondo globale
Solcato da profonde disparità sociali ed economiche
Capace di travolgere come in un tritacarne
Anime deboli ed innocenti. 

Restare automi
Incapaci di ribellarci 
Impossibilitati a difenderci
È il modo più sicuro
Per acquire quel solco tra chi ha tutto e chi niente
È il modo più sicuro
Per lasciarci spegnere l'anima.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 4 novembre 2019

L'Angolo del Rockpoeta®: "Il Cassetto"

IL CASSETTO

Rientro a casa
Silenzio e solitudine
Tende ocra assorbono un tramonto metropolitano.

Pace inquietante
Avvolge i suoi pensieri
Poggia la ventiquattrore sul divano
Si prende da bere
Consulta lo smartphone
Viene distrattamente attratto 
Da poche nuove notifiche sui social.

Calma apparente
Un servizio in Tv
Gli mostra le lotte del mondo per la libertà
Un altro i soliti battibecchi dei politici nostrani.

Un malinconico sbadiglio d'indifferenza ed apatia
A commento delle notizie che pigramente ascolta.

Rientro a casa
Una casa vuota come la sua vita
Vita dove le sue speranze si sono estinte
Annientate dal peso di un'esistenza ingiusta
Schiacciate da amarezze e disillusioni. 

Apre un cassetto
Fissa il suo interno
Abbozza un timido sorriso
Porta quel suo ultimo sogno alla tempia
E lo realizza. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 1 novembre 2019

L'Angolo del Rockpoeta®: "Atlantide 2.0"

ATLANTIDE 2.0

Corri in avanti
Avvicinati ad un futuro sintetico ed alterato
Scivola verso società artificiali
Sprofonda sul divano di un'etica artificiosa
E ti annullerai.  

Umanità immolata su altari insanguinati del mondo globale
Intere masse convogliate al macello 
Uomini destinati al macero come libri scaduti che nessuno legge più

Corri di lato 
Schiva le insidie 
Schiva il passato, ti dicono. 

Fuoristrada della memoria
Ripercorrono ricordi desueti e consunti,
Equità sociale e libero pensiero
Resti ormai sommersi di un'Atlantide mai esistita. 

Umanesimo vituperato ed irriso
Ragionamento dell'essere imprigionato dentro emoticon amorfi
Lotta sociale anestetizzata.

Pochi popoli coraggiosi reagiscono
Si ribellano
Non cedono al ricatto di una società evanescente,
Occidente
Invece
Che scatta il suo ultimo placido selfie
Anticamera della sua estinzione.

Ricchezza concentrata in poche mani
Povertà che coinvolge un unico grande pugno chiuso
Formato al suo interno da tanti palmi innocenti aperti al futuro.

Corri in avanti
Respira lotte di piazza
Cancella schermi corrotti
E monitor malati.

Corri di lato
Schiva le ipocrisie
Riappropriati dei tuoi diritti
E crea una nuova Atlantide 
l'Atlantide 2.0

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®