mercoledì 1 luglio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Io Lavoro (No, Tu Donna, No)"

IO LAVORO (NO, TU DONNA, NO)

Oltre 35.000 donne ogni anno
Ed il coronavirus ovviamente non è il responsabile
Oltre 35.000 donne, mamme, abbandonano il posto di lavoro
Impossibilitate dal conciliare quest'ultimo con il seguire i loro figli
E quest'anno 
Con la pandemia 
Il numero usuale di perdite è certamente destinato a crescere.

Sostegno zero
Lo Stato non sembra interessato veramente al raggiungimento 
Dell'eguaglianza tra uomo e donna

A parole tutto l'impegno e tutto l'appoggio possibili
Poi concretamente
La mamma lavoratrice deve essere pagata meno dell'uomo
Lavorare tanto quanto i suoi colleghi maschi
Ed al contempo fare gli "straordinari" per seguire i propri figli. 

Niente bonus per la babysitter (c'è voluta una pandemia per ottenerlo)
Nessun luogo dove lasciare il bambino 
Vicino al posto di lavoro
Assenza sui luoghi di lavoro
Di aree per bambini
Tutte cose che in Francia esistono da tempo
Tanto per fare un semplice esempio
E solo per mostrare che quello di cui si parla non è fantascienza
Ma realtà.

Diritto al lavoro seriamente compromesso
Profondamente minacciato
E l'indipendenza economica torna ad essere un'utopia
La parità tra i due sessi resta una chimera,
E quello che ferisce in modo straziante
È assistere all'umiliazione del dettato costituzionale
È vedere che il rispetto per una vita che cresce
Per un pezzo di futuro che avanza è letteralmente calpestato
Così come il rispetto e la considerazione per tutte quelle donne
Che pur volendo lavorare
Sentono dentro di loro il desiderio di essere anche madri

Essere donna, mamma, moglie, lavoratrice
È un concetto che lo Stato non considera
È un microcosmo femminile che l'uomo non sembra accettare
È un Futuro
Già Presente
Che infastidisce le posizioni retrograde del passato
Ma è solo questione di tempo
Non si può stoppare il futuro. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 29 giugno 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Destinazione Mondo"

DESTINAZIONE MONDO

Mattina presto
Cammini lungo il solito boulevard
Metropoli consumata da facce poliedriche
Sguardi eterogenei e cosmopoliti
Cercano l'abbonamento per prendere la metropolitana
Scavano dentro le loro vite rovistando dentro le loro borse.

Feel no pain
Feel no shame
Feel no fear
Danger is over
Hope is growing
Danger is almost over

Passi rapidi verso l'ufficio
Riassaporare i luoghi di una routine dimenticata
Ancora un po' di paura delle persone 
Distanziamento istintivamente rispettato

Voglia di normalità
Ansia e stress sono notevoli
Non l'avresti mai pensato 
Ma ti manca molto di più lo stress del tuo lavoro,
Questo provocato dalla pandemia è qualcosa al di fuori di ogni logica
È qualcosa che non sai gestire
È qualcosa che non hai mai gestito prima d'ora.

Entri nel tuo luogo di lavoro
Finalmente sei a destinazione
Sorriso abbozzato alla tua collega

La osservi
Non è cambiata
È sempre la più sexy dell'ufficio
Solo che anche sul suo volto 
Si leggono le fatiche e le paure dei mesi trascorsi

Tutti siamo un po' più cambiati
Abbiamo compreso l'importanza delle piccole cose
Abbiamo capito come la libertà non sia un optional
Ma un bene primario irrinunciabile
Ed abbiamo capito l'importanza di lottare per non perderla

Guardi la parete del tuo ufficio
Sempre uguale ma oggi così nuova e differente
Ed ancora quelle parole ti rimbalzano nella mente

Feel no pain
Feel no shame
Feel no fear
Danger is over
Hope is growing
Danger is almost over

Ecco che ti assalgono l'ansia e la paura
Perchè sai che non potrai sopportare un nuovo lockdown
Sai che non accetterai più le regole restrittive subite
Sai che hai ancora troppi anni da vivere per sprecarli in una gabbia dorata

Fai un respiro profondo
Ti rilassi
Fissi nuovamente quella crosta appesa da anni
Sulla parete liscia e bianca del tuo ufficio
E capisci che hai ancora pochissimi anni da vivere 
Per sprecarli solo tra casa e lavoro

Impegno serio sul lavoro ok
Martirio e dedizione assoluta: no

Fai due conti
Ferie arretrate
Ore di straordinario non pagate
Ti organizzi
Pianifichi
Ed agisci.

Tre mesi sabbatici per conoscere nuove realtà
Crescere nell'animo e vivere veramente.

Ti colleghi ad internet
Catalogo viaggi 
Destinazione: mondo

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

sabato 27 giugno 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Shameful Is The Wind"

Ho letto sul post precedente un commento di Franco Battaglia che mi incitava a parlare (nuovamente ndr) di Ustica anche oggi. Rispondo a lui ed a voi pubblicamente.

Vedete, ho letto stamattina le parole di Mattarella e mi sono stancato di ascoltarle e di sentirmi dire ad ogni commemorazione, soprattutto poi da coloro che potrebbero farci sapere la verità, le stesse frasi trite e ritrite e quindi  mi sono stancato pure di commentarle. Siccome tutto è rimasto immutato, compreso il dolore per le vittime di questi orrori,  vi rimando  a questa mia poesia che postai nel 2017 sul mio blog e che dimostra che già dopo 37 anni ancora nulla era cambiato. Questi pochi versi sottostanti, invece, scritti ora, per riassumervi il mio stato d'animo oggi e sempre su queste stragi

SHAMEFUL IS THE WIND

L'infamia della menzogna e delle morti
Brucia forte sulla nostra pelle
Ma ancor più devastante
È il vento dell'ipocrisia che l'alimenta
Quell'ipocrisia del Potere
Che commemora
Ma non svela una verità 
Da tutti noi inutilmente attesa

Ustica, Bologna, Italicus 
E tante altre stragi 
Tutte con un unico comune denominatore:
L'assenza di colpevoli e della verità.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA® 

venerdì 26 giugno 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Shutdown Globale"

SHUTDOWN GLOBALE

Shutdown globale
Satelliti in tilt
Si spengono le luci
Oscurità penetra nelle case
Isolamento e paura
Sale operatorie paralizzate
Allarmi che suonano senza motivo
Trascinati dalle loro batterie impazzite
Computer che resistono solo per quel poco tempo
Che il generatore d'emergenza li sorregge
Ed auto che non si riescono più a gestire
Perchè oramai tutte sono comandate da un'elettronica spinta all'eccesso

Bei tempi quelli in cui inserivi la chiave sotto il cruscotto
La giravi ed il motore si accendeva...

Pochi oggetti funzionano
Pile
Candele
Portatili e cellulari, fino a quando la loro batteria li sosterrà
O fino a quando non saranno infettati anche loro  dal virus
E la batteria impazzirà 
O più semplicemente cesserà di funzionare. 

Pandemia causata da un virus elettronico
Da un bug che ha colpito ogni elemento  
Pandemia che terrorizza molto di più di quella del Covid19

Si è sempre fantasticato su una futura ribellione 
Delle macchine sull'uomo
Ma non si poteva immaginare che fosse l'uomo invece a creare 
Un virus che potesse infettare dai satelliti a tutti i congegni elettrici ed elettronici
E che fosse così sciocco da portarlo nello spazio 
E  lì per errore diffonderlo.

L'Universo 
Colmo di satelliti
Diventa per quel virus
Uno straordinario banchetto celeste
E con il crollo dei satelliti tutto va in tilt:
Informazione, luce, tutto.

Questa pandemia sarà l'ultima
Terrore, violenza
Disordini
Niente più è sotto controllo
Questa volta non si potrà imporre la calma ai cittadini
Questa volta non servirà a nulla il lockdown

Attesa infinita
Nella speranza che ci sia un antivirus
Che non si perdano dati importantissimi
E che il blackout non sia perenne
Anzi abbia breve durata. 

Scatta il drammatico conto alla rovescia
Parte il cronometro:
Una clessidra  
Unico elemento che può segnare il tempo
Scandendo i minuti che mancano all'oblio

Pochi granelli di sabbia ancora
L'ultimo in questo istante
E l'umanità è...….

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 24 giugno 2020

L'Angolo del Rockpoeta® : "Amazzonia"

AMAZZONIA

Disboscamento incessante
Rapido
Costante
Impietoso

Cimitero naturale
Nasce sulle spoglie degli alberi tagliati
Sui rami abbandonati dei tronchi rapiti
Nasce sui resti di aree una volta coperte dalla vegetazione
Inaccessibili al sole
Ed ora spianate irrimediabilmente
Da ruspe incuranti del dolore e della devastazione
Che alberi e animali subiscono.

E poi ci sono loro
Gli abitanti dell'Amazzonia
Tribù situate all'interno di questa foresta ferita
Per proteggersi dall'incedere del progresso
Nascoste per conservare le loro tradizioni,
E che ora
Vengono sfrattate dai loro luoghi
Dalle loro vite
Dalle loro tradizioni.

Ma il legno serve
E le ruspe avanzano
Tranciano piante secolari
Cancellano l'habitat di molti animali;
Si tratta in sostanza
Di un genocidio ambientale.

Amazzonia annientata
E come napalm
Le ruspe non ascoltano il grido d'aiuto della terra
Ed imperterrite proseguono lo loro opera
E quella che un tempo era un foresta viva e rigogliosa
Oggi è solo un triste cimitero a cielo aperto
Senza neanche bare con un nome
Ma raffazzonate fosse comuni
Dove addormentarti per sempre in pace
Quella pace che in vita ruspe avide e fameliche
Ti hanno negato,
Dove andare a morire
Che tu sia pianta
Animale o uomo

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 22 giugno 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "È Tardi"

È TARDI

Ritmo costante
Accelerato 
Poi di nuovo regolare,
Inquietante

Frastuono che intimidisce
Treno che scorre sui binari
Scandendo il tempo del tuo destino

È il treno della vita
È lui a stabilire la tua fermata.

Treno privo di macchinista
Indipendente
Incontrollabile
Non sai quando ci scenderai
Non sai se e quando ti permetterà di salire.

Freccette acuminate
E tu ferito e sanguinante
Guidi come un demone impazzito per scappare dall'inferno
Per fuggire dal luogo del misfatto subìto senza sosta 
Fino alla tua terra d'origine.

È tardi per pentirsi
È tempo perso chiederle di scusarsi
La Vita va di fretta
Deve gestire tutte le nostre pallide esistenze

È troppo tardi 
La stanchezza si impossessa della nostra testa
Le nostre membra non hanno più voglia di danzare
La Pandemia ha affievolito le poche forze rimaste
Le ha annientate.

Osservare l'orizzonte malato
Perduti nel cerchio magico di un illusionista buffone
E dei suoi lacchè
Osservare le stelle
Soffocate dalle luci accecanti della città
E tu 
Schiacciato da un mondo finto ed ingannevole
Avvolto da marce paillettes 
Soffochi lentamente
Avvolto nella luce falsa e bugiarda
Di un mondo che non sa comunicare
Non sa amare
È costantemente in apnea
Non riemerge mai per respirare
E soprattutto non sa rallentare.

È tardi per pentirsi
È tardi per chiedersi come è potuto accadere
Non è tardi, ancora, per cambiare questa realtà.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 19 giugno 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Sassi"

SASSI

Roghi terrificanti
Esplosioni laceranti
Suoni disarmonici di mitragliette
Carri armati che avanzano seminando morte
Aerei bombardano civili innocenti.

Tu
Tu che credevi che questa realtà non ti avrebbe toccato
Tu che pensavi che questi scenari d'orrore non ti avrebbero riguardato
Tu che eri certo che la crisi mondiale non avrebbe influito sulla già traballante pace
Ora sei un coniglio bagnato ed impaurito
Nascosto come un bimbo dietro una colonna 
Sotto la carcassa di un'auto bruciata.

All'odio
alla superbia e all'ignoranza della maggioranza assoluta del popolo
Si sono sommate disperazione, paura e rancore
Frutto degli strascichi della pandemia 
Risultato di un blocco delle attività mai visto prima

E tu ti illudevi che non sarebbe mai successa un'altra guerra mondiale
E pensavi che questa traballante pace sarebbe stata sufficiente per scongiurare
Un pericolo di tale portata

Tu che non hai minimamente compreso
Che in tutti questi anni
Avete fatto l'errore di costruire la casa della Pace sui sassi

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®