mercoledì 12 maggio 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "My Last Goodbye"

MY LAST GOODBYE

Grenfell Tower
Non se ne parla più
Noi non veniamo più ricordati
Forse perchè non c'è interesse a farlo
Non sono stati terroristi cattivoni 
A causare quel rogo infernale.

Io ricordo gli ultimi momenti
Il fuoco che avanza
I soccorsi sono arrivati
I vigili del fuoco stanno tentando l'impossibile
Ma noi siamo per ora bloccati in casa
Io ed il mio compagno.

Chiamo mia madre
Lo so 
Forse sono stata poco originale
Dovevo pensare che queste telefonate
Erano state fatte anche dalle vittime 
Dell'attentato dell'undici settembre.

Peccato che a me
Premeva solo sentire la mia mamma
Dirle quanto le volevo bene
Che forse era giunto il mio momento
E dirle grazie per tutto quello che aveva fatto per me

Mi scuso con voi giornalisti-avvoltoi
Se non ho fatto qualcosa di più eclatante
Di nuovo
Di originale
Tale da diventare virale
Come per esempio... vediamo...
Sì, ci sono
Potevo attendere
Che fossimo avvolti dalle fiamme
Cantando l'inno di Mameli
Con tono fiero
E mano sul petto

Non ci ho pensato, mi spiace
Ma devo dire che se anche 
Questa bizzarra idea mi avesse sfiorato la mente
Alla sua realizzazione ostavano tre essenziali motivi

Il primo
Che volevo sentire gli affetti più veri
E l'italia non è tra questi

Il secondo
Il rispetto per il mio compagno inglese

Il terzo
Non avrei sinceramente colto
La ragione per cui dovevo morire
Fiera di essere italiana
Visto che nonostante la mia laurea con lode
Sono dovuta venire a Londra
Per trovare un'occupazione
E soprattutto 
Lavorare potendo sfruttare 
Sia la mia laurea 
Che le competenze
Che grazie ad essa ho appreso
E visto che 
Se oggi muoio qui
È anche un po' colpa del mio Paese

Chissà
Non ci sono controprove
Ma sicuramente non sarei morta oggi qui
Alla Grenfell Tower di Londra
Se avessi avuto questo lavoro in Italia

Certo
Il destino si realizza per infinite vie
E se era destino che morissi così giovane
Sarei magari finita sotto un'auto nella mia città.

Non lo sapremo mai
Penso
Mentre cercando di non singhiozzare
Mando a mia mamma
Al di là del cellulare 
Il mio ultimo saluto
Il mio ultimo arrivederci... 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA® 

lunedì 10 maggio 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Travel To Mars"

 TRAVEL TO MARS

Passi lenti
Malinconici
Sguardo basso
Fissa i resti di vite perdute
E di calcinacci figli
Di scheletri sventrati di palazzi 
Una volta abitati da povera gente.

Passi distesi
Sguardo che prosegue 
La carrellata sulla desolazione silenziosa
Di una terra martoriata 
Annullata.

La camminata continua
Attraversa un panorama tristemente uguale
E assolutamente immutato

Anche dove risiedono i ricchi 
Con le loro ville volgari
Ostentato messaggio di arrogante superiorità
I segni della devastazione si avvertono 
E sono ingenti.

Ogni luogo è distrutto
Morti, feriti 
Stranamente solo tra le classi più povere

Ospedali rasi al suolo
Assistenza sanitaria inesistente
E gli scheletri di quelle orribili ville 
Figlie di un'ostentata apparenza 
Mostrano una realtà sconcertante.

Sono scheletri vuoti
Nella loro pancia nulla
Mentre nella pancia degli scheletri
Delle case della povera gente
Trovi i resti di cadaveri di intere famiglie
E sul momento nessuno trova una spiegazione
A questo mistero.

Poi ad un tratto 
Tutto torna

Pochi giorni prima
Erano partite in gran segreto
Molte navicelle spaziali

Nessuno ci aveva fatto caso
I media avevano giustificato il fatto
Dicendo che erano viaggi sperimentali
E turistici
Riservati ai più facoltosi e potenti
Su Marte.

La durata del viaggio
Sarebbe stata di due settimane

La notizia generò
Il solito mugugno
Rabbia e lamentele
Tra chi invece viveva in tuguri
Ma non ci furono reazioni particolari

Ora però
Tutto è chiaro
Era un piano di evacuazione in piena regola.

Estinzione di massa
Solo i più ricchi e potenti si sono salvati
E come sola testimonianza di questa nefandezza
Di questo genocidio programmato
Una reporter indipendente
Ovviamente lasciata al suo destino 
Su questo pianeta morente,
Sopravvissuta
Che con la sua telecamera ancora intatta
Riprende 
Case
Persone
Il paesaggio devastato
I morti sul selciato
E prima di crollare a terra
Vittima di pianto e crampi di sofferenza
Filma gli occhi spalancati ed intrisi di paura e dolore
Di un ragazzo 
Con le braccia protese verso la sua lei
Nel vano tentativo di proteggerla 
Di salvarla.

Un mancato abbraccio 
Fra due innamorati
Resta l'ultima immagine
Impressa nella telecamera

E come colonna sonora
Il pianto singhiozzante della reporter

E poi
Solo un raggelante silenzio.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 7 maggio 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Scusa, Figlio Mio"

SCUSA, FIGLIO MIO

Scusa
Scusa figlio mio 
Scusa se sono morta
Morta sul lavoro

Scusa se sono morta
In modo così stupido e banale
Se non sono passata a miglior vita
Magari sventando un tentativo di rapina
Compiendo un'azione che ti facesse sentire fiero di me
E da raccontare un giorno alla tua fidanzata.  

E scusa figlio mio
Scusa se muoio ad appena 22 anni
Se a questa età devo lavorare nel tessile
E se mi hanno uccisa.

Io pensavo
Volevo costruirmi un futuro 
Un futuro proprio in questo settore
Ma mi sono impigliata nel macchinario
E stranamente
Invece di fermarsi come avrebbe dovuto
Mi ha preso a sè
Trascinandomi con forza
E schiacciandomi 
Spegnendo la mia vita.

Scusa figlio mio
Se non potrò vedere il tuo primo giorno di scuola
Se non potrò vedere la tua prima pagella
Se non potrò vedere se andrai all'università un giorno
Se non potrò essere al tuo matrimonio
E se non potrò più rimboccarti le coperte.

Scusa figlio mio
Scusa se mi hanno uccisa
Scusa se non mi sono accorta
Che correvo un serio pericolo

Scusa
Scusa figlio mio 
Se ti abbandono così presto
Io che ti ho voluto fortemente

Scusa
Scusa figlio mio
Se sono l'ennesima morte sul lavoro
Ma tu promettimi che crescerai 
Ricordando anche i miei sia pur brevi insegnamenti
E promettimi ancora una sola cosa:
Non permettere mai a nessuno di definirmi
Una morte bianca
Perchè di candido 
In questa mia morte non c'è nulla

Il bianco io lo associo
Al candore di un abito da sposa
Alla neve che scende dal cielo
Ma cosa ci sia di candido
Nel vedermi risucchiata
Dentro un macchinario 
Io non lo capisco

Se proprio vorranno 
Dare un colore alla mia morte
Dì loro che è il rosso sangue 
Del mio corpo schiacciato senza pietà.

Io non sono e non sarò mai una morte bianca
Basta edulcorare i concetti
Io sono una morta sul lavoro
Ossia in un ambito dove io non dovevo morire
Dove nessuno dovrebbe morire

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA® 

mercoledì 5 maggio 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: Mini-Reading Contro La Violenza Sulle Donne (E.I.T.R.D.)

Nuovo appuntamento con il post contro la violenza sulle donne che fa parte 
dell'iniziativa E.I.T.R.D. alla quale partecipano i blogger che vedrete segnati in fondo a questo post. Per saperne di più su questa iniziativa vi rimando QUI al primo post che la spiegava in dettaglio.   Venendo al post di oggi si tratta di un video con 7 poesie a tema.   



UN GRAZIE GIGANTESCO AI SEGUENTI BLOGGER CHE HANNO ADERITO A QUESTA INIZIATIVA IN ATTESA ANCHE DI CHI VOLESSE AGGIUNGERSI: C'È SEMPRE TEMPO :-)))

 

3) POSTO DI BLOGGO DI FRANCO BATTAGLIA 

4) WEB SUL BLOG DI CAVALIERE OSCURO DEL WEB   

5) LILLADORO DI CRISTIANA

6) MYRTILLA'S HOUSE DI PATRICIA MOLL 

lunedì 3 maggio 2021

L'Angolo del Rockpoeta® : "Perchè Gli Uomini Scrivono Poesie?"

Poesia ispirata da questo post di Caterina sul suo blog Farfalle Libere (A fine poesia trovate il video per chi volesse sentirla e vederla recitata dal sottoscritto)

PERCHÈ GLI UOMINI SCRIVONO POESIE?

Gli uomini scrivono
Perchè scrivono?
E perchè soprattutto gli uomini 
Sembrano essere i maggiori artefici
Di prosa e poesia? 

Forse il maschilismo imperante per secoli
Potrebbe spiegare questa bizzarra anomalia...

Ma perchè gli uomini scrivono?

Alcuni scrivono senza talento
Solo per dire che compongono poesie
Per far colpo sull'altra metà del cielo

Costoro più che uomini sono solo maschi

Altri scrivono
E credono sinceramente di realizzare poesie
Ma sono solo baci perugina 
Leggermente modificati
Purtroppo però non se ne rendono conto.

E poi ci sono gli uomini che scrivono
E scrivono davvero
Sentono quell'impellente necessità
Di riportare ogni sensazione, emozione
Ogni sentimento di rabbia
O di profonda ingiustizia subita
O vista subire.

Questi uomini
Sono poeti prima che uomini
Sono esattamente uguali alle loro colleghe

Poeti e Poetesse
Sono un unico genere
Sono solo grandi menti e profonde anime
Che respirano il mondo
Che assorbono ogni sentimento 
Figlio della realtà sociale ed umana
Sono capaci di sentire il dolore altrui
E l'altrui gioia
Li vivono in quell'attimo di trance poetica
E poi scrivono
Scrivono di vita vera.

Quindi la vera domanda è:
Perchè nasce in un vero poeta
Uomo o donna che sia
L'esigenza di scrivere?

Nasce non per colpa loro
Non sono loro a scegliere la poesia
È la poesia a scegliere le loro anime
Forzandole ad un costante bisogno di esprimersi
Riducendole ad una totale dipendenza dai versi
E dal bisogno di raccontare la vita
Quella vera
Dall'amore
Alle ingiustizie sociali
Dai sogni 
Alla triste realtà di periferia

E quando si ha la fortuna
Di incontrare una di queste anime
Si rimane incantati al punto
Che non ci si domanda più perchè scrive
Ma che accadrebbe nel mondo se non scrivesse più 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA® 



sabato 1 maggio 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "L'Ultimo Primo Maggio?"

Oggi è il primo maggio, giornata dei lavoratori. Come per il 25 aprile mi riesce davvero difficile parlarne e pensare alla retorica che sentiremo da parte dei nostri politici ed alla ipocrisia dei media. Poi ci ripenso e sento che in qualche modo devo parlarne perchè con l'aria che tira, questo 1° maggio 2021 potrebbe anche essere l'ultimo...

L'ULTIMO PRIMO MAGGIO?

Giornata dei lavoratori
Lavoratori senza salari o stipendi
Lavoratori senza più il lavoro
Disoccupati che restano disoccupati.

Lavoratrici di fatto cancellate
99,000 donne hanno perso la loro occupazione
Su 101,000 lavoratori complessivi
E solo 2.000 uomini.

Locali chiudono
Piccole e medie imprese spariscono
Famiglie intere sono alla fame
Esiste ancora il lavoro oggi?

Il Covid ha cancellato
I pochi diritti rimasti ai lavoratori
Multinazionali annientano la dignità 
E la speranza di migliaia di persone.

Oggi giornata dei lavoratori
Forse è anche giusto assaporarne ogni aspetto
Anche il più ipocrita
Perchè potrebbe essere l'ultima
Perchè potrebbe non esserci più

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®