mercoledì 30 marzo 2022

L'Angolo del Rockpoeta®: "La Mia Famiglia"

Ispirata dalla foto. molto dolce e toccante trovata su Facebook e postata in fondo alla poesia, di Victor Jara con la sua famiglia.

LA MIA FAMIGLIA

La mia famiglia
Questa era la mia famiglia
Sono sempre stato uno che amava la vita
Una vita fatta della mia musica e 
Delle persone che amavo.

Scrivere musica
Parlare di diritti negati
Cantare di indipendenza 
Non vuol dire abbracciare l'odio e la violenza
Ma la pace ed il rispetto
E non puoi permettere a nessuno 
Di portarti via tutto questo
E non puoi permettere di accettare
Che anche altri possano perderla
Non deve accadere mai!

E la libertà
Va difesa come la propria dignità
Ed integrità
Anche a costo della propria vita
E non cedere alla violenza mai.

Lottare per la propria libertà
Abbracciare la rivoluzione del popolo
Vuol dire aspirare ad una nuova linfa vitale 
Vuol dire sognare una serata con la tua famiglia
Sereni accanto al fuoco
Ma non quello di armi che ti prelevano da casa
Bensì di un dolce focolare
Quello di un caldo abbraccio di tua moglie
E dei tuoi figli. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA® 

Per Victor Jara, cantante, resistente e uomo.





lunedì 28 marzo 2022

L'Angolo del Rockpoeta®: "Sballo"

SBALLO

Rullo
Sudore
Cassa in 4
Stordimento
È solo sballo
Tutto solo una questione di sballo

Rave party
Dodicenni 
Quattordicenni
Ventenni
Tutte le età
un solo punto in comune
Alcol, pasticche colorate 
Stordimento
Annullamento

E come un corvo malefico
Questo rave party
Cancella giovani vite;
Sballo
Sballo
È solo questione di sballarsi
Stordirsi
Non capire
Non comprendere
Sentirsi incompresi.

Oggi nulla ha più senso
L'unico segnale che conta per molti giovani
È quello del cellulare

E non riusciamo a salvarli
E non vogliono salvarli
È una questione di interesse
Più si sballano
E si perdono
Meno potranno capire 
E ribellarsi davvero 
A quello che è sbagliato

Provo a parlarci
Ma incalza la cassa in 4
Incalza lo sballo
Sballo
Sballo
Sballo
Overdose 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 25 marzo 2022

L'Angolo del Rockpoeta®: "Non Fate Domande"


NON FATE DOMANDE

Una qualunque terza elementare del 1975

"Maestra perchè hanno ucciso un certo Pasolini, dicono
avesse strani gusti... gusti non ho capito per cosa? Ma allora
A me che piace la cannella? Anch'io rischio la vita? 

"Maestra, perchè ci sono le BR? Come mai fanno male alla gente?"

"Maestra, mio padre dice che le BR sono un movimento legato al potere
e non rivoluzionario, mi dice cosa significa?"

"Maestra i miei dicono che la rivoluzione si fa così e quindi le BR sono
giuste, ha ragione? Io però ho paura di tanta violenza. Che mi dice Maestra?

"Maestra, ma davvero rischiamo di restare al freddo ed al buio
Senza luce e gas perchè scarseggia.... come si chiama rosolio, no pelolio
Ah sì pe- tro - lio ". Davvero maestra può succedere?

E le maestre a quel tempo erano tutte più sagge,
Preparate
Attente 
Ma anche determinate nel far ragionare i bimbi
Con le loro testoline e non con risposte cliché precompilate da altri.

Una terza elementare di oggi

"Maestra perchè c'è la guerra?"

Qualcuno, una o due piccole ma promettenti mosche bianche
potrebbero invece domandare:

" Maestra perché mio papà e la mia mamma 
Possono scegliere per me cosa mangiare
Dove vivere, ed altro ancora  e sempre per il mio bene
Ma non possono decidere se devo subire una puntura
Quando sto bene per "curarmi in via preventiva"?

Ed anche oggi paradossalmente  potrebbero chiedere:

"Maestra, rischiamo davvero di non avere più luce e gas?
Davvero starò al freddo ed al buio"

Pensare che solo nel 2019  le domande sarebbero forse state:

"Maestra, perchè non  posso giocare sempre col mio cell?"
"Maestra perchè non posso vedere certe cose in tv ed in rete sì?
"Maestra perchè mio padre dice che quelli come Amir sono cattivi
E quelli come il mio amico nero sono diversi ed inferiori a noi? 
È vero maestra e perchè io sono amico loro?"

Ma vista la realtà odierna
Solo pochi docenti saprebbero
Formare quei bimbi con risposte 
Che permettessero loro di porsi ulteriori domande
Formando così piccole e nuove teste pensanti

È invece tristemente possibile
Immaginare un ipotetico scenario futuro 
Dove la luce spenta sul nascere
Sarà quella dei bambini di oggi 
I nuovi giovani di domani

O forse invece
Questo scenario è già in essere..

Una terza elementare di oggi

"Maestra perchè..."
"Maestra perchè..."
"Maestra perchè..."

"Basta bambini, fate i bravi
Non fate tutte queste domande
Aprite il libro a pag.20 e seguiamo il programma."

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 23 marzo 2022

L'Angolo del Rockpoeta®: "Ogni Cosa Al Posto Giusto, Nessuna Cosa Al Posto Giusto"

OGNI COSA AL POSTO GIUSTO,  
NESSUNA COSA AL POSTO GIUSTO

Violazioni della Costituzione
Leggi speciali e Dpcm
Assetto di guerra
Quando non possiamo fare la guerra
Decreti legge 
Che danno poteri speciali al Premier
E ad una oligarchia accuratamente selezionata
Art. 27 DL 21 marzo 2022 N.21
Basta cercarlo e leggerlo

D'altronde siamo in una nuova emergenza
Anche se siamo gli unici ad averla ufficializzata
Tanto per essere pronti a rinchiuderci ancora
Magari per un non precisato attacco aereo...

Caos
Guerre
Minacce batteriologiche
Epidemie vissute
Ed ancora ventilate all'orizzionte
Sottomissione del popolo
Ed ogni cosa è al suo posto
Ogni cosa è al suo posto

Stiamo perdendo la ragione
Stiamo affondando nella Fanta politick
Polveri sottili sembrano instillare
Folli sogni di guerra mondiale

UE e USA
Due realtà politiche liquefattesi
O meglio
La prima mai realmente nata
La seconda in profonda crisi politica
E carismatica.

Decadentismo d'Occidente
Piaccia o no è la realtà
Piaccia o no
È una triste e drammatica constatazione

Etica e morale
Realismo e abilità politica
Salvaguardare la pace
E gli equlibri geopolitici mondiali
Tutti aspetti oramai ignorati.

E sono preoccupato
Perchè nulla secondo me è al suo posto
Ma pare proprio
Che invece per loro
Ogni tassello sia al posto giusto
Ogni cosa sia al posto giusto

Anche le nostre vita sono nel punto giusto
Quello del non ritorno.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 21 marzo 2022

L'Angolo del Rockpoeta®: "Accisa, Io T'Accido"

ACCISA,  IO T'ACCIDO

Diciassette
Sono ben diciassette le accise 
Che gravano sul carburante
Ed incidono per il 55% sul prezzo alla pompa.

Quelli che a breve seguiranno
Saranno versi poco intensi ed emotivi
Ma permettetemi gentili lettori
Di elencarvi tutte le accise qui di seguito

Allacciate le cinture, si parte (ovviamente prezzo al litro)

0,000981 euro: finanziamento per la guerra d’Etiopia (1935-1936)
0,00723 euro: finanziamento della crisi di Suez (1956)
0,00516 euro: ricostruzione dopo il disastro del Vajont (1963)
0,00516 euro: ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze (1966)
0,00516 euro: ricostruzione dopo il terremoto del Belice (1968)
0,0511 euro: ricostruzione dopo il terremoto del Friuli (1976)
0,0387 euro: ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia (1980)
0,106 euro: finanziamento per la guerra del Libano (1983)
0,0114 euro: finanziamento per la missione in Bosnia (1996)
0,02 euro: rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri (2004)
0,005 euro: acquisto di autobus ecologici (2005)
0,0051 euro: terremoto dell’Aquila (2009)
da 0,0071 a 0,0055 euro: finanziamento alla cultura (2011)
0,04 euro: emergenza immigrati dopo la crisi libica (2011)
0,0089 euro: alluvione in Liguria e Toscana (2011)
0,082 euro (0,113 sul diesel): decreto “Salva Italia” (2011)
0,02 euro: terremoto in Emilia (2012)

Le avete lette?
Ok ora prendete le prime nove di seguito
Ed abolitele
Non staremmo meglio,
Non avremmo un prezzo al litro 
Sensibilmente più basso?

Accise preistoriche
Cause ormai cessate
Ma i soldi che lo Stato ancora raccoglie
Su di esse
Leggasi per esempio Guerra d'Etiopia.
Che fine fanno
E verso quale altra nuova
Sconosciuta 
Ed eventuale voce sono stornati?

Quali interessi sono in essere
Sopra queste accise risalenti
Ai tempi che furono?

Chi beneficia di questi soldi
Chi se ne appropria forse pure indebitamente?

Io proporrei una unica accisa
Da far pagare ai politici
L'accisa per il loro ladrocinio
Ed il loro disinteresse per il popolo.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 18 marzo 2022

L'Angolo del Rockpoeta®: "Il Pedone"

Accadebis un blogger molto in gamba, nel mio ultimo post scrive: "Come è possibile che Putin e i suoi aguzzini non abbiano visto abbastanza sangue, morte e distruzione per decidere di fermarsi?"

Io gli rispondo " è possibile perchè chi fa la guerra e perfino chi la provoca, delle conseguenze sui civili se ne frega. Sono solo pedoni in una scacchiera e servono solo per criminalizzare l'altro contendente quando ne "mangia" uno..."  Da questo scambio è nata la poesia che leggerete adesso.

IL PEDONE

Sono nato pedone
Bianco o nero non fa differenza
Siamo i pezzi meno pregiati della scacchiera
Siamo il popolo
O in una guerra
I civili: bambini, donne, anziani...

Sono nato pedone
E sono il pezzo più sacrificabile 
Dell'intera scacchiera.

Re e Regina
Decidono i nostri destini
Alfieri con la lunga lancia
E destrieri fieri ed audaci
Vanno in battaglia 
Senza pietà
Per sconfiggere l'altro popolo.

Sono nato pedone
E sono usato come primo avamposto
Come scudo e barriera di protezione
A favore di chi conta veramente. 

Alcuni di noi diventano eroi
Ma la maggior parte viene uccisa
Con assoluta disinvoltura e senza alcun rimorso.

Eppure noi abbiamo una storia ed una vita:
I due pedoni centrali sono i miei figli
Io sono alla loro destra e proteggo un alfiere
Mia moglie è alla loro sinistra e protegge l'altro alfiere.

Noi siamo gli inncenti
I civili uccisi ed inermi di ogni guerra
Non per niente quando si parla di strategia militare
E geo-politica
Si parla di scacchiere internazionale.

La scacchiera rappresenta i due Stati in guerra
Una volta che un contendente muove per primo 
Il conflitto ha inizio
E non si fermerà fino alla morte del Dittatore avversario
A meno che non succeda
Che i due nemici non riescano a superarsi
Ed allora firmano un trattato di pace
Pari e patta.

Ecco
Questa eventualità esisterebbe anche
Nelle guerre vere
Ma sembra che i contendenti delle stesse
Lo abbiano dimenticato.

Siamo una famiglia di pedoni
Noi pedoni siamo come il popolo
Non decidiamo il nostro destino
E conosciamo la nostra sorte. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
 

mercoledì 16 marzo 2022

L'Angolo del Rockpoeta®: "I'm Ready, Are You?"

I'M READY, ARE YOU?

Ho 9 anni
Faccio le elementari
Mi piace studiare
Anche se preferisco
Giocare a pallone

Sono rapido 
Sgusciante
Sono bravino.

Ho 9 anni
A scuola ci hanno parlato di cosa sia la guerra
Ed io ho letto e visto cose accadute
In passato
Anche un passato recente

Con internet e certe televisioni 
Documentarsi e comprendere è più facile oggi.

Ho 9 anni
Ed ho capito che la guerra è brutta
Sbagliata
E soprattutto sono sempre i più deboli
E gli innocenti
Ad aver la peggio.

Ho 9 anni
Ho sempre compreso l'orrore della guerra
Senza però averlo mai provato sulla mia pelle.

Ho 9 anni 
E stamattina ho imparato davvero
Cosa sia la guerra
Ho capito la paura
Il dolore e la disperazione
Che arreca
Assorbendo tutte le sue più devastanti sfumature
Sulla mia innocente e delicata epidermide
Marchiandola irreversibilmente 
Ustionandomi l'anima.

Prima le sirene
Immediatamente il panico
Poi quel sibilo
Ed un attimo dopo un bagliore
E tutto è finito.

Sono Yuri
9 anni
di Kiev
Oggi la mia scuola non c'è più
Ed io con lei.

Mamma 
Stelle nucleari illumineranno il nostro cielo?
Mamma
Chi sta indossando queste maschere di morte?
Mamma
Chi oscura i cieli?
Mamma
Sono pronto
Sono davvero pronto
Pronto a passare oltre

Oh mamma
Se solo potessi credere che avrete un futuro
Se solo potessi intravedere un qualche futuro di luce
Per l'umanità
Se solo la mia morte potesse donarvi un vero futuro
Oh mamma
Il  mondo ha perso la giusta via
Immerso in un immenso abisso di morte
E tutti voi 
Che siate vittime o carnefici
Siete ugualmente colpevoli
Perchè giunti a questo punto
Accettare di subire tutto questo
È grave quanto infliggerlo 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 14 marzo 2022

L'Angolo del Rockpoeta® "Un Ramoscello Di Mimose Gialle"

Lo so l'otto marzo è appena passato ma questa poesia è nata proprio nel pomeriggio di quel giorno (infatti è già stata postata su Facebook) ed è nata d'improvviso pensando ai vari aspetti di quella giornata.

UN RAMOSCELLO DI MIMOSE GIALLE

Un ramoscello di mimose gialle
Un ramoscello di mimose gialle intorno al collo
Collo segnato da un colore violaceo
Forse una cintura 
O forse l'ha strangolata a mani nude.

Un ramoscello di mimose gialle
Un ramoscello di mimose gialle sul suo collo
Un simbolo d'amore 
Poggiato sul suo collo privo di vita
Un ulteriore gesto di sfregio
Sul suo corpo
E nel cuore di ogni donna

Un ramoscello di mimose gialle
Questo trovano gli inquirenti 
Dentro casa
Un ramoscello di mimose gialle
Sul suo collo
E vicino a lei
Il suo aguzzino
Rectius assassino
Inginocchiato su di lei
Quasi a vegliarla
Con in una mano una cintura di cuoio
E nell'altra i segni di una drammatica colluttazione

Un ramoscello di mimose gialle
Perchè oggi è l'otto marzo
E lui non si voleva certo dimenticare
Di una tale ricorrenza

Un ramoscello di mimose gialle per lei
Lei che gli chiede il permesso di vedere Sonia
La sua migliore amica
Per poche ore nel pomeriggio

Non lo avesse mai chiesto.

Un urlo bestiale
Cintura fuori dai pantaloni
Si getta su di lei e la soffoca

Un ramoscello di mimose gialle per lei
Oggi è l'otto marzo
Un ramoscello di mimose gialle 
Sul suo gelido e rigido collo
Presto lascerà spazio a dei bianchi crisantemi.

Regalare un ramoscello di mimose gialle
Non fa di un infame un uomo

Un ramoscello di mimose gialle
No grazie
Noi donne preferiamo un bouquet composto da
Rispetto 
Amore
Libertà.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 11 marzo 2022

L'Angolo del Rockpoeta®: "Donna A Quadretti"

Ispirata dalla foto qui sotto riprodotta di Marcaval

DONNA A QUADRETTI

Donna a Quadretti
Buffo come non sappiate più
Guardare con i vostri occhi.

Una grata
Donna dietro una grata
Dietro una inferriata
Questo sono

Ma voi non lo vedete
Dove c'è ferro arrugginito
Vedete quadretti

Ed allora così sia
Donna a quadretti

Ore 7.08 a.m
Donna a quadretti
Giustiziata
Da un parallelepipedo tagliente
O come si diceva una volta
Dalla fredda lama di una ghigliottina.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®



Foto 
Marco Cavallini
(grazie per avermi concesso di riprodurla)

mercoledì 9 marzo 2022

L'angolo del Rockpoeta®: "Fast Thought"

 
FAST THOUGHT

Il pensiero è riflessione
Istinto
Cuore
Ma soprattutto è fatto di sfumature.

Raramente un concetto è netto
Spesso le sfumature
Le lievi differenze 
Cambiano la realtà del pensiero medesimo

Uccidere è sbagliato
Se però mi sto difendendo 
Diventa legittimo
Ma se mi difendo in modo eccessivo
Ecco che nuovamente 
Cambiamo opinione
E giudizio 
E si tratta di un eccesso.

È solo un esempio
Ma vuole dimostrare l'importanza delle sfumature.

Oggi le sfumature sono il nemico
Nemico dei media 
Che non vogliono farti comprendere
La complessità degli eventi
Nemico dei regimi e dei governi
Che non vogliono farti fermare a riflettere
Ma auspicano che tu "pensi" alla velocità
Con cui clicchi i like su Facebook.

Ma il pensiero non è fast
È ponderato
Attento
E non per questo è lento
Il pensiero 
Come direbbe un noto cantante
È rock
Ma non è come la tecno o la disco
È potente
Ma ragionato.

Oggi tutti amano il Fast Thought
O è bianco o è nero
O sei buono o sei cattivo
Col risultato che a volte
Senza considerare le tanto vituperate sfumature 
Si rischia un giudizio finale errato

Triste constatare 
Come cambiando un termine
Si infanghi un nobile concetto

Oggi le sfumature sono solo sottigliezze
Un fastidio da cui ci si deve sbarazzare
Ma così facendo non abbiamo più correnti di pensiero
Creiamo solo fazioni cariche di odio
Perchè il vero pensiero
Può creare anche divergenze
Due fazioni
Odio e morte.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

martedì 8 marzo 2022

L'Angolo del Rockpoeta®: "La Festa Del Nemico"

LA FESTA DEL NEMICO 

Oggi è l'otto marzo
Festa della Donna
Io però
Da festeggiare non ho nulla.

Sono una rider
Ed anche in questa situazione
Dove siamo tutti sfruttati 
Apparentemente senza distinzione di sesso
Riesco a prendere meno dei colleghi maschi

Dicono sia un'eccezione
Ma se lascio questa società
E poi la voce gira
Come potrò essere assunta 
Da altre società di sfruttamento?

Lo so
Forse sto ingigantendo la questione
Ma di fatto
Sono sola
Con mia figlia di 5 anni
Non posso permettermi di perdere un lavoro
Non posso fare l'eroina
Ma vorrei sapere
Dove stanno le organizzazioni sindacali
E perchè se vado da loro trovo solo 
Lacci burocratici e mille impedimenti

Otto marzo
Che cosa avrete da festeggiare?

E voi 
Voi donne che pur facendovi il mazzo
Per sbarcare il lunario
Usate questo giorno come un giorno di svago
Non vi rendete conto 
Che quelle che festeggiano sono proprio le nostre nemiche
Quellle che noi tutte dovremo contestare
Sono quelle impellicciate e mantenute dal marito ricco e pollo
O sono quelle che hanno saputo farsi intestare i beni del marito
Per ragioni fiscali
Salvo poi lasciarlo in mutande 
In caso di divorzio
Trasformando il loro ex
Da ricco ad indigente.

Ma le donne libere non sono quelle
Quelle toste ed indipendenti sono altre
Siamo noi
Sono quelle come te
Sì esatto 
Sono quelle come me, te, voi.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 7 marzo 2022

L'Angolo del Rockpoeta®: "Anima Pugnalata"

ANIMA PUGNALATA

Eco assordante
Rimbombo silenzioso
La notizia era nell'aria da ore
Ma l'ufficialità è ugualmente 
Un pugnalata al cuore. 

Sono russo
E sono a casa
O meglio sto tornandoci

Fino a ieri 
Mi trovavo a Pechino per le paralimpiadi
Avrei dovuto gareggiare
Ma ora sono stato di fatto
Cancellato dalla gara
E dalla possibilità di partecipare 
A questa competizione che aspettavo da anni.

Io che torno a casa
Ma non potrò certo aiutare in guerra il mio Paese
E nemmeno lo vorrei fare.

È una guerra sbagliata
E non è giusta
E sono preoccupato per il mio amico
Un atleta ucraino anche lui qui alle paralimpiadi

Noi non siamo nemici
Neanche i nostri popoli lo sono
Sono i governi che decidono chi dobbiamo odiare
Ed io questo non voglio nè posso accettarlo.

Accetto con grande dolore
Questa esclusione
Non incolpo certo il CIO
Ma casomai la Russia

Nella speranza che non succeda 
Nulla di ulteriormente drammatico
E che presto questo incubo abbia fine
Farò un passo che dovevo fare da tempo.

Ho anche un passaporto svedese
Grazie a mia madre
Sono un atleta forte nel mio sport
Chiederò la cittadinanza in Svezia
E di gareggiare per questa nuova nazione.

Non voglio essere complice silenzioso
Di chi mi costringe ad odiare un popolo amico
E di chi indirettamente mi danneggia la carriera e l'esistenza.

Ho già una disabilità importante
Che però non mi impedisce di avere una vita
Piena di gioie e soddisfazioni
Non vedo perchè devo mantenerne una seconda
Molto più invalidante della prima
Quando posso eliminarla
Tornando a sorridere.

Ed abbraccio la bandiera svedese
Con ogni parte di me
Anche quella mancante.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

sabato 5 marzo 2022

L'Angolo del Rockpoeta®: "Ipertensione Polmonare" (Malattie Rare) (E.I.T.R.D.2)(Intervento di Simona)

Eccoci, come ogni 5 del mese, all'appuntamento, il secondo nella fattispecie, (quello di febbraio è saltato per le ragione che ben sapete) con E.I.T.R.D.2 dove tratto di sindromi rare, come tema per questa rubrica. Voglio parlare di patologie di cui nessuno o quasi nessuno parla e sulle quali io, con questo percorso per nulla esaustivo, cercherò nel mio piccolo di porre una piccola luce, un occhio di bue, per dare rilevanza a tale tema. Anche questa volta si tratta di una patologia complessa, difficilissima da diagnosticare e che è molto seria: L'ipertensione polmonare 

Per parlarne, oltre ai miei umili versi, un altro intervento di una persona che conosco molto bene, in quanto è mia cugina, e che vi racconterà la sua esperienza, dal momento della scoperta difficoltosa di questa patologia fino all'operazione di ben 10 ore fatta a Pavia che, visto che era già al terzo stadio, le ha salvato letteralmente la vita anche se deve però trascinarsi dietro l'ossigeno. Simona, questo il suo nome, è dotata di grande coraggio ed attaccamento alla vita. Tratteremo oggi di questa malattia per rispetto della mia regola per cui ogni giorno è il giorno giusto per parlare di questi temi, e non solo quando è la giornata mondiale di una patologia, ma è triste dover constatare come in questo caso specifico avrei potuto tranquillamente derogare a questo mio principio in quanto nessuno parla mai dell'ipertensione polmonare nemmeno il giorno ad essa dedicato che è il 5 maggio, data in realtà molto più conosciuta per i famosi versi scritti dal Manzoni... Altro non aggiungo lascio a Simona la parola e poi sotto il suo intervento, i miei umili versi. 

IPERTENSIONE POLMONARE; "LA MIA ESPERIENZA, LA MIA TESTIMONIANZA"
AUTRICE: SIMONA.

Sono qui per parlarvi di una malattia rara e poco conosciuta, l’ipertensione polmonare, una malattia che rientra nella categoria “orfana di diagnosi”, perché spesso i suoi sintomi sono sottovalutati e ricondotti a un presunto stato ansioso del paziente oppure vengono confusi con quelli di altre patologie e vengono perlopiù riconosciuti solo quando la situazione si è aggravata e la malattia è ormai in uno stadio avanzato. 

L’ipertensione polmonare può essere di differenti tipi ed avere cause di diverso genere, ma esiste un denominatore comune che rende le storie dei malati di ipertensione polmonare simili tra loro: sono quasi tutte storie di persone che capiscono chiaramente che qualcosa dentro di loro non va, che comprendono di essere tradite dal proprio fisico e dal proprio organismo, ma che si sentono prendere per visionarie, ipocondriache, ansiose, esaurite. Quindi, raccontandovi a grandi linee la mia storia, vi narrerò indirettamente anche quella di altri malati. 

Anni fa ho cominciato ad avere grande difficoltà a salire rampe di scale o ad affrontare salite: quasi subito, già dopo i primi gradini o il primo tratto di salita, il cuore cominciava ad accelerare i suoi battiti, schizzando improvvisamente a valori di 180/200 battiti al minuto, e mi ritrovavo a respirare in modo affannoso o, come comunemente si dice, ad avere il fiatone. Anche portare le borse della spesa non era impresa da poco e più di una volta mi sono trovata in seria difficoltà, pur cercando di  non esagerare con i pesi. 

Mi sono rivolta a vari specialisti, ma ogni volta, nonostante ripetuti esami ed anche un holter cardiaco che aveva puntualmente registrato i picchi del mio battito, la conclusione dei medici era sempre la stessa: per il mio cuore era normale avere quei picchi e l’affanno respiratorio era esclusivamente dovuto alla presenza dell’asma allergica (anche se si è sempre trattato di una forma lieve di asma). Se poi mi permettevo di insistere, facendo notare che a me tutta quella reazione da parte del mio organismo non sembrava normale e che la mia condizione mi impediva di svolgere senza problemi varie attività della vita quotidiana, allora si cominciava a ventilare l’ipotesi che io fossi preda di ansia o peggio ancora di depressione, e mi venivano prescritti calmanti che mi guardavo bene dall’assumere, dal momento che sapevo benissimo di non essere una visionaria e che i miei disturbi erano reali. 

Tutto questo finché, ad un certo momento, i miei sintomi sono diventati evidenti, insostenibili ed invalidanti: ho cominciato a sentire ogni passo nel cuore, anche in pianura, anche solo per andare in cucina a prendere un bicchiere d’acqua, e mi sono ritrovata ad avere un’accentuata dispnea anche a riposo, da seduta o da sdraiata; parlare e camminare contemporaneamente era quasi impossibile, e anche a riposo la mia voce era affaticata, spesso spezzata, e parlando mi era spesso impossibile nascondere questa difficoltà a gestire contemporaneamente fonazione e respirazione. È stato allora che finalmente, durante una visita cardiologica, ho incontrato un dottore che conosceva l’ipertensione polmonare e che è stato in grado di diagnosticarla correttamente. A quel punto la mia malattia era già al terzo stadio: l’ipertensione polmonare era di grado severo, la parte destra del cuore era notevolmente ingrossata, le arterie polmonari parzialmente ostruite. Non aggiungo ulteriori dettagli medici perché il mio intento non è inquadrare la malattia dal punto di vista medico-scientifico, ma far capire come ci si sente: ricapitolando, per chi soffre di ipertensione polmonare fare pochi scalini o una breve salita è come scalare l’Everest; anche camminare in pianura risulta difficile: ogni passo si sente nel cuore, i battiti accelerano, manca il fiato; anche a riposo si avverte difficoltà respiratoria e la voce è spesso spezzata e affannosa.  Insisto sui sintomi, perché voglio invitare chiunque conosca persone che presentano problematiche di questo genere a informarle dell’esistenza dell’ipertensione polmonare, affinché possano rivolgersi a centri specialistici in grado di dare loro una risposta. 

Se io avessi saputo dell’esistenza dell’ipertensione polmonare, la mia storia sarebbe forse stata diversa. Non lo dico per fare recriminazioni, perché recriminare per me stessa non è nella mia natura: la mia forza nell’affrontare la malattia è stata quella di essere sempre rimasta serena, di avere accettato senza rabbia e senza timore ciò che mi stava accadendo, di avere avuto fiducia nel personale medico e sanitario che da un certo momento in poi ho avuto la fortuna di incontrare: persone che si sono prese a cuore la mia situazione e che hanno dimostrato una straordinaria umanità e professionalità nell’accompagnarmi lungo un percorso non facile, culminato in una complessa operazione di endoarteriectomia polmonare a Pavia (il Policlinico San Matteo di Pavia è uno dei cinque centri al mondo specializzati in questo tipo di operazione). È un percorso che prosegue tuttora, perché l’operazione mi ha salvato la vita, ma parte dell’ipertensione polmonare ancora resta e la mia lotta contro la malattia continua quotidianamente attraverso terapie di vario genere.

Come premesso, non è mia intenzione fare recriminazioni. Il mio intento è solamente quello di far conoscere a quante più persone possibili l’esistenza dell’ipertensione polmonare: rendere nota l’esistenza di una malattia rara è il primo passo per combatterla. È vero che l’ipertensione polmonare ha una giornata ad essa dedicata, il 5 maggio di ogni anno, ma è una giornata che passa quasi completamente sotto silenzio, se si eccettua qualche iniziativa priva di un adeguato riscontro a livello mediatico: per intenderci, niente doodle di Google, nessun servizio in coda al telegiornale, nessuno spot del genere “pubblicità progresso”. Per favore, fate conoscere l’ipertensione polmonare. Insieme possiamo riuscirci.

Per chi volesse acquisire informazioni maggiormente dettagliate riguardo all’ipertensione polmonare, consiglio la consultazione dei siti del Policlinico San Matteo di Pavia, dell’AMIP (Associazione Malati Ipertensione Polmonare) di Roma, dell’AIPI (Associazione Ipertensione Polmonare Italiana) di Bologna e della PHA Europe (Pulmonary Hypertension Association Europe) con sede a Vienna.

Segnalo inoltre l’importante ruolo svolto dall’Ambulatorio di Ipertensione Polmonare e Scompenso Cardiaco del Policlinico San Martino di Genova, che, così come analoghi centri in altre città italiane, costituisce un importante presidio sul territorio per i controlli medici e per i piani terapeutici necessari all’accesso ai farmaci specifici per l’ipertensione polmonare ed opera in sinergia con il Policlinico San Matteo, mantenendo i contatti prima e dopo l’operazione.

Ricordo inoltre, come già specificato nel post, che esistono diverse tipologie di ipertensione polmonare, con approcci terapeutici differenti e non tutte con possibilità di risoluzione chirurgica.

Simona
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Ancora un immenso G R A Z I E Simona per questa tua importantissima testimonianza che credo possa aiutare chi si trova a dover lottare con questa patologia nonchè con i soliti e frequenti passi falsi di alcuni medici, incapaci di diagnosticare tale patologia rara e che, invece di ammetterlo, riversano la loro frustrazione sul paziente dandogli del depresso, vittimista, esagerato, ecc... Adesso qui sotto i miei versi legati a questa patologia, versi particolari, versi anche di speranza.

Daniele il Rockpoeta® 
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LONDRA E L'OCEANO

Non amo definirmi
Ma se lo dovessi fare per forza
Direi che sono l'Oceano ed un Sub
Allo stesso tempo

Oceano perchè
Mi sento
E voglio continuare a sentirmi
Nonostante tutto
Libera e forte come lui
Ed un sub
Per la bombola che devo 
Obtorto collo
Portare con me 
Quasi ad ogni mio passo,
Perfino la notte.

Tutto ebbe inizio alcuni anni fa.

Prima 
Questo progressivo, lento, ma costante
Peggioramento del mio respiro
E poi la fatica eccessiva a fare
Anche solo una piccola rampa di scale.

Anch'io per alcuni anni
Giro a vuoto tra i dottori
Fino a quando 
Non vengo indirizzata da quelli giusti
Ed il responso non si fa certo attendere.

Ipertensione polmonare
In parte ereditaria
Visti alcuni miei geni non proprio "perfetti".

E la diagnosi
Non lascia dubbi sul prossimo passo
Devo operarmi

Presa in tempo
Acciuffata quasi per i capelli
Subisco un intervento lungo
10 interminabili ore,
Interminabili 
Più che per me
Sotto anestesia totale
Per chi mi ama
E vive
Un'ansia crescente
Attraverso lo spasmodico ticchettio della lancetta 
Che scandisce ogni mio lottato secondo,
Ansia terminata
Appunto dopo quasi 10 ore 
Passate in sala operatoria.

Speravo che l'ossigeno 
Non mi sarebbe più servito
Ma è già un piccolo grande miracolo
Che io possa essere qui 
A narrarvi la mia storia

Mentre vi racconto la mia realtà
Mi immergo nei ricordi 
Di un mio recente passato
Fatto di viaggi
E del mio amore per Londra

Mentre vi parlo
Guardo sconfortata la mia bombola
E mi chiedo se tornerò mai a Londra
Ma mi rispondo di sì
Che nonostante le difficoltà da superare
Riuscirò cocciutamente
A tornarci.

Ho sfidato l'inferno
E lo sto ancora sfidando
Ma quelle fiamme non mi hanno piegata
Quelle fiamme non mi spaventano
Ho affrontato ben altro
E sto ancora adesso affrontando ben altro
Con gli oltre 10 medicinali al giorno 
Da dover prendere.

Ipertensione polmonare
Cuore e polmoni 
Che vanno in sofferenza
Patologia che va presa in tempo
Diagnosticata per tempo.

Ma quali speranze possiamo avere
Noi che soffriamo di questa patologia
Se non si parla di essa
Nemmeno il 5 maggio di ogni anno
Quando dell'ipertensione polmonare
Sarebbe la giornata mondiale?

Ma io, tutti noi,
Non vogliamo finire immobili
Dato il mortal sospiro

Noi scegliamo la vita
Non una rassegnata, spenta 
E trascinata sopravvivenza

Ed io
Io voglio una vita dove non sia mai troppo tardi,
Una vita che mi riporti a Londra
Per sentirmi di nuovo 
E solamente
Oceano.  

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA® 

venerdì 4 marzo 2022

L'Angolo del Rockpoeta®: "Esodo Disgregante"

ESODO DISGREGANTE

Profughi ucraini
A migliaia abbandonano il Paese
Lasciano tutto tranne la dignità
Ed il dolore

Così almeno si pensava
Ma non è così.

Quando arriviamo al confine
Una sorpresa devastante
Ci coglie impreparati.

La dogana ucraina
Ferma tutti gli uomini tra i 18 ed i 60 anni
E lascia andare solo donne e bambini.

Li ferma perchè
Potenzialmente abili ed arruolabili.

E così intere famiglie si dividono
Gli affetti sono separati
Si spezzano i cuori

Un padre arriva al confine
I suoi figli possono passare ma lui no
Lui rientra in quel range d'età richiamabile

Lui disperato
Stava uscendo con i suoi figli dal Paese
Per ricongiungersi con la moglie già all'estero.

Di fronte a questo drammatico 
Ed inaspettato fuoriprogramma
Ferma lei
Natalyia
Si fida
La guarda negli occhi
Le lascia i due figli ed i loro rispettivi passaporti
E le chiede: "Portali dalla loro madre, io appena possibile
Mi ricongiungerò a loro"

Lei accetta
Varca il confine
E mantiene la sua promessa

Questa che è una storia vera
Passa di bocca in bocca 
Fino a quando non diventa 
Una notizia da siti di informazione
E commuove tutti noi
Ci commuove e ci destabilizza
Perchè alla profonda umanità di Natalyia
Fa da contraltare quel divieto di espatrio
Che riguarda tutti entro quella fascia vasta d'età
Per una guerra mai voluta da nessuno dei due popoli. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 2 marzo 2022

L'Angolo del Rockpoeta®: "Affetto A Cottimo"

AFFETTO A COTTIMO

Kamila il tuo nome
Quindicenne 
Talento sul ghiaccio
Ci vuole forza
Freddezza
Aiuto
Per sopportare la pressione.

Se a 15 anni sei alle olimpiadi
Avrai imparato a stare sui pattini
Prima ancora di camminare con i tuoi piedini
Senza gattonare.

Essere programmata per vincere
Senza averlo scelto,
Senza un affetto o un gesto dolce
Che non fosse mirato ad una gratificazione
Meramente professionale

Una carezza sincera
Senza secondi fini
Un abbraccio per quando cadevi
Solo utopie per te.

Oggi sei caduta due volte
Parole e voci maligne 
Sulla tua positività al doping tempo fa
E tu 
Tu che a 15 anni 
Non sai probabilmente nemmeno 
Quello che ti danno per nutrirti e idratarti.

Programma libero
Termine ironico, "libero"
Quello che tu non sei

Cadi due volte
Le tue lacrime 
Mostrano il tuo dolore
La tua stanchezza
Il tuo crollare di fronte a pressioni
Ordini
Allenamenti forse eccessivi

Le tue lacrime
Sono la fine di una carriera 
Che forse solo tra qualche anno
Sapremo se da te veramente scelta.

Le tue lacrime
L'epilogo spero
Di questo inferno

Campioni a 15 anni si può
Ma deve essere una scelta
Senza ricevere affetto a cottimo
E perfino meno dignitoso
Di un biscottino dato al cane
Che trova il tartufo.

15 anni
E la freddezza del tuo entourage
Dopo la tua esibizione
Deve farti capire che 
Qualunque sia la tua scelta futura
Non sono quelle le persone di cui devi circondarti

Se vorrai ancora pattinare
Dovrai farlo con le ali ai piedi
E non con soffocanti zavorre.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®