venerdì 11 ottobre 2019

L'Angolo del Rockpoeta®: "Inattivo"

INATTIVO

Sono un Inattivo
Inattivo non pelandrone o scansafatiche
Esiste una profonda differenza.

Sono anni che cerco lavoro
Curriculum inviato ovunque
Colloqui di lavoro sostenuti 
Imparando a rispondere 
Come certi super - esperti ti consigliano di fare
Imparando a gestire comportamenti verbali, 
Paraverbali e non verbali.

Tutto inutile
"Ti faremo sapere"
Oppure "Troppo qualificato per questa occupazione"
O ancora "Lei è troppo inesperto" 
O il contrario "Cerchiamo uno da formare, 
Lei ha già troppa esperienza" 
Solo perchè magari ho lavorato per pochi mesi 
In quel settore l'anno precedente.

Tenti ovunque
Comunque
Mettendo da parte i tuoi sogni
Quelli per cui hai faticato sui libri 
Per tutti questi anni
Ma è assolutamente inutile.

Ed allora da un paio di mesi
Sono quello che voi 
Vigliaccamente
Definite, con squisita ipocrisia, 
Inattivo. 

Mi sono temporaneamente arreso
Ho esaurito le forze
La capacità di umiliarmi
Ho esaurito perfino la fantasia
Sì, la fantasia, quella che ti permette 
Di provare a fare domande perfino per i lavori più impensabili.

Ho chiesto il reddito di cittadinanza
Negato
Ho lavorato per due mesi l'anno prima 

Peccato che non venga fuori
Che ho lavorato per 12 mesi interi in nero
L'anno prima ancora
Perchè o così o c'è un altro disperato 
Che quel posto 
A quelle condizioni
Lo prende.

E così sono inattivo
Con la dignità sotto i piedi
La tristezza nel cuore
Ed un forte sentimento di rabbia impotente
Dentro la mia testa.

Cucina - sala
Sala - cucina
Computer 
(Ogni tanto un'occhiata alle offerte la do ancora
Da inguaribile folle romantico ed illuso)
Cucina - divano della sala.

Tv accesa
Sento l'onorevole di turno
Che parla di crescita e rilancio dell'economia
E trasalisco

Scatto di corsa
Sala - bagno
Vomito. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®


E se volete la stessa poesia la potete vedere e sentire recitata da me...



36 commenti:

digito ergo sum ha detto...

la voce, daniele, la voce! potentissima. i versi letti e quelli ascoltati sono completamente differenti. a me viene in mente, ma non voglio essere né noioso né prolisso, la necessità soprattutto davanti alle avversità ma non soltanto, di non essere "io" ma di prediligere il "sé". e allora non c'è più umiliazione, inettitudine o inattività. Ci sono soltanto cose che sono e non meritano aggettivi. Uniti si cambia, certo, ma anche da soli si possono fare cose egregie.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER DIGITO adoro questo tuo approccio filosofico alla vita non sei né noioso né prolisso. Vero anche da soli si possono ottenere risultati importanti ma a volte per certi scopi l'unità forse è imprescindibile.

Ernest ha detto...

quanti ragazzi e non solo, anche persone in tarda età, in cerca...

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER ENREST: vero...

Ariano Geta ha detto...

Un mio amico, quasi cinquantenne come me, è in questa condizione da diversi mesi. Siccome ha fatto un po' di tutto e ha un curriculum assai variegato, gli dicono che è "strano" che abbia fatto così tanti lavori uno diverso dall'altro... L'aspetto anagrafico, poi, non ne parliamo: quando leggono l'età subito: "Eh, ma ci serviva uno giovane".
Saremo pure una repubblica "fondata sul lavoro" ma a me non sembra...

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER ARIANO: no, Ariano, non lo siamo più da molto tempo ormai.

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Una piaga senza fine.
Saluti a presto.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER CAVALIERE: concordo, la mia speranza è che presto una fine, o meglio un lieto fine ci possa essere ma so che è quasi impossibile.

°°valeria°° ha detto...

Questa è una dura realtà, che va a spasso anche con quei contratti mensili o trimestrali...giusto il tempo di ambientarti e poi vieni lasciato a casa...aspettando un nuovo richiamo, un nuovo lavoro, per poi vedere che ti pagano persino a distanza di sei mesi...
Che futuro puoi avere...Ti demoralizzi, ti senti inutile, un peso per la tua famiglia.

Poi ci sono quelli come me, che hanno superato i quaranta, che hanno alle spalle un lavoro di 26 anni e si ritrovano a rimettersi in gioco ma, solo lavori in nero, per pochi soldi.

Il fondo lo si tocca.
ciao Valeria

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER VALERIA: sono tanti in queste condizioni purtroppo, questa è una società che divora sempre più i deboli travolgendoli crudelmente e divorandoli come cibo per cani.

LaDama Bianca ha detto...

La disoccupazione è una piaga sociale.
Gli inattivi stanno male e non solo economicamente, è un problema che investe ogni campo della vita.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER LA DAMA BIANCA: infatti essere un inattivo comporta anche ripercussioni psicologiche notevoli.

accade ha detto...

Caro Amigu de Zena, che tasto che hai toccato! Ti dico subito che ho molto apprezzato l'incipit: "Sono un Inattivo. Inattivo non pelandrone o scansafatiche. Esiste una profonda differenza" come ho apprezzato tutto il testo. Ci sono passato anch'io in questa esperienza perché anch'io negli anni scorsi ho inviato centinaia fra CV e progetti da nord a sud Italia e mi hanno rispoto in 9 su centinaia di lettere. Non ricordo più quanti soldi ho speso in connessioni internet e viaggi di lavoro per raccogliere poco e niente. Poi sono andato in una società di lavoro interinale ed ho scoperto il motivo principale: ho un buon curriculum, (non per vantarmi ma parlo anche 4 lingue straniere oltre al dialetto genovese che, come diceva De André, è una lingua e non un dialetto) ma ahimé (come disse il direttore dell'agenzia di lavoro) ho speso tanti anni di lavoro nella cultura e i CV di questo settore e delle scienze umanistiche valgono poco e niente. Anch'io ho passato l'esperienza di essere inattivo e poi ho trovato un lavoro come responsabile di una libreria che tratta prevalentemente tesi di filosofia europea e indiana...insomma l'Italia è piena di persone che potrebbero condividere il tuo post.

Ti ho preso un po' di spazio, ma ho scritto così a rotta di collo
Un salutone e alla prossima

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER ACCADEBIS: grazie per aver testimoniato la tua esperienza. è importante, puoi prendere tutto lo spazio di cui necessiti. Complimenti per saper parlare ben 4 lingue più il Genovese! L'Italia ha tanti in questa situazione e la tua testimonianza potrebbe dare coraggio a chi passando di qui e magari "inattivo", si sentisse spronato a riprendere a lottare. Grazie.

Mirtillo14 ha detto...

I tuoi versi sono sempre molto forti. Anche in questo caso hai descritto benissimo il problema, la sofferenza, la disillusione di chi è inattivo. Ho vissuto il problema, con mio fratello, inattivo a 50 anni, ditta fallita, domande su domande, colloqui che finiscono col classico "le faremo sapere", autostima sotto i piedi, umiliazione di dovere andare ancora in cerca di un lavoro a 50 anni e porte chiuse !!E ti preoccupi per la sua salute , perchè il pericolo è anche quello , la salute mentale , oltre che fisica , di una persona. Sopporti la rabbia, le grida , lo capisci e non sai cosa fare per aiutarlo e soffri con lui..L'avrei aiutato economicamente , l'avevo già deciso che ci avrei pensato io a lui, ma non è solo questo il problema. Il problema è la rabbia, lo sconforto, il sentirsi una nullità che assale queste persone. Poi, quasi un miracolo, è saltato fuori un lavoro, che non è certo il massimo della soddisfazione , che non è neanche pagato tanto ma è quel che basta per tirare avanti e guardare al futuro con speranza. Ciao caro Daniele.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MIRTILLO: menomale che ogni tanto le storie hanno un lieto fine, ti ringrazio per questa tua testimonianza così toccante e molto significativa. Hai inoltre anche tu toccato i punti più drammatici che possono riguardare un inattivo ossia l'aspetto psicologico

MikiMoz ha detto...

Inattivo, questo mai.
Inattivo è colpa di chi lo è. Perché anche se non si ha un lavoro, si possono fare mille cose, mille, che aprono anche a una rete.

Moz-

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MOZ: La realtà a volte è diversa anche sulla base dell'età. E poi conta anche l'aspetto psicologico, non mi sento di "demonizzarli" inattivo cmq non vuol dire immobile ma semplicemente che non si sta cercando secondo criteri ISTAT un lavoro.

Claudia Turchiarulo ha detto...

Ieri leggevo che l'Italia ha il primato europero dei Neet, ovvero giovani che non lavorano e non studiano.
Scommetto, invece, che molti di loro lavorino a nero per tirare avanti, e lo Stato li consideri comunque sfaticati.
Poi non ci meravigliamo, come scrivevo ieri, dell'altissimo tasso di emigrazione.

La tua poesia rende appieno l'idea del disagio in cui viviamo.
Una condizione destinata temo, ahimè, a peggiorare sempre più.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER CLAUDIA: sono tanti i primati italiani di cui non andare fieri, questo è uno di quelli. Concordo con te, nulla da stupirci se i giovani vanno via dal nostro Paese. Grazie per le tue belle parole sui miei versi, grazie di cuore.

MikiMoz ha detto...

Quello sicuramente.
Ma l'inattività però penso che possa anche non esistere.

Moz-

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MOZ esiste non in senso assoluto ovviamente.

redcats ha detto...

come rendi tragicamente bene l'idea!!

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER REDCATS: grazie!

Mariella ha detto...

Non so cosa dirti: la questione è molto più complessa.
Non mi piace la parola inattivo, è destabilizzante e crudele. Mi fa pensare ad un pacco chiuso, che nessuno ha più voglia di aprire. Lo si lascia in fondo al box in attesa del prossimo trasloco...
Allo stesso tempo non mi piace nemmeno l'idea della rassegnazione ed in questo concordo con Moz.
Sempre tanta potenza nel tuo scrivere.
Abbraccio.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MARIELLA: la parola inattivo non piace neanche a me ma è la società ed è l'ISTAT a definirli in tal modo. La rassegnazione può anche colpire quando la vita te ne ha date tante, almeno per un periodo temporaneo.

fulvio ha detto...

Ciao Daniele,ascoltata colpisce come un macigno,una realtà tragica che visti i tempi non cambierà in meglio.
Spero sia solo una licenza poetica e non autobiografica.
Un caro saluto.fulvio

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER FULVIO io recitò quasi sempre in prima persona. Concordo con te una realtà che sarà difficile cambiare nel breve

Angela ha detto...

È una condizione tristemente nota e sperimentata...
E i.nostri politici che perdono tempo a beccarsi sui social invece di pensare a soluzioni concrete per problemi veri e pressanti!
Buon fine settimana Daniele :)

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER ANGELA vero anche i politici sono drogati di social mentre dovrebbero pensare a risolvere i problemi concreti

Gufo a molla ha detto...

E' una cosa devastante questa per tutti. Sicuramente per i giovani, ma penso sia anche peggio per quelli che sono già un po' più in là con gli anni e che hanno una famiglia da mantenere e per cui è più difficile anche cambiare competenze. E' proprio brutto oltre che dal punto di vista materiale anche da quello psichico.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER GUFO A MOLLA: hai centrato la questione, per uno meno giovane è ancora più devastante e quindi lo scoramento è più facile che possa coglierlo.

alberto bertow marabello ha detto...

Inattivi, esodati, raiders, clandestini... Quante belle parole ci riusciamo ad inventare per le persone che riusciamo ad escludere dalla società.
Se posso dire: i video sono molto più belli delle liriche.
O forse più completi. A leggere solo le parole, il messaggio non mi arriva così bello diretto. I video invece... Complimentoni

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER ALBERTO: diciamo che le liriche arrivano ma è chiaro che ascoltate sono più potenti perché senti come vanno davvero lette e quindi acquistano più forza. Sono come canzoni, leggerle è come sentire il cd fatto in studio, il video è il live.

Patricia Moll ha detto...

Inattivo... pigro... pelandrone... mantenuto da mammà e papà.... cosi vengono definiti i giovani ma chi lo fa non si rende conto che la stragrande maggioranza di questi giovani è distrutta psicologicamente, stanca di vergognarsi a chiedere due soldi per comprarsi un giornale... senza futuro.
Ma mettere le mani davvero nel mondo del lavoro? Fare un fondello nero a chi fa lavorare in nero? Magari 14 ore al giorno? Fare corsi utili ai giovani? Dare loro la possibilità di aprire una attività in proprio senza svenarsi di tasse.
Non in Italia

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER PATRICIA: siamo ben lontani dal risolvere il problema del lavoro in questo Paese, ben lontani.