Venerdì scorso posto "Percezione Amorale", poesia dove parlo di povertà. Tra i commenti, quello di Giovanni mi colpisce particolarmente. Lui dopo aver prima manifestato come in caso di povertà si venga allontanati anche da parte degli affetti più veri e profondi, scrive:
"Caro Daniele Verzetti ....... lasciami passare l'affettuosità.
Io mi sono descritto all'inizi del mio attuale blog.
Non è un invito a cercare di leggerlo ......... ho vissuto per molti secoli sui marciapiedi ..... dunque sono una persona molto realista o meglio cruda nel mio esprimermi.
Non faccio sviolinature.
Non sono bello e nemmeno brutto ............ solo io col mio modo di pensare giusto e non giusto ........ ma il mio pensiero.
Questa è la sintesi della sintesi che potremmo definire l'Essenza."
Giovanni è un persona diretta, senza fronzoli, non sarà un laureato ma ha quel tipo di sensibilità schietta ed onesta che non si impara da nessuna parte ma si ha di default se si è fortunati. Giovanni commenta questa poesia prima da Vincenzo Cavaliere dove io in prima battuta l'avevo postata tra i commenti al suo post, e mette per la prima volta proprio in quella circostanza in risalto come di fatto chi si trova in difficoltà, oggi più che mai, rischia solo spesso di entrare in un vortice che lo risucchi all'inferno senza speranza, tra la feroce indifferenza delle banche e, come anche da me sottolineerà, la scelta di parenti ed amici spesso di voltarsi altrove per non vedere e non dover aiutare, e qui agendo non con indifferenza ma scientemente e con la ferma e sprezzante intenzione di non voler più avere a che fare con quel soggetto ossia poi di fatto, tradotto in ambito più generale ed ampio, con i deboli, avendo molto a cuore l'apparenza e l'ipocrita rispetto sociale basato su status e forma.
Giovanni apre un blog con Splinder nel 2000/01 ed oggi è tornato utilizzando la piattaforma blogger. Abbiamo insieme deciso di raccontare qualcosa di lui. Ho apprezzato moltissimo la sua dignità e tutto quello che ho scritto in questi versi qui sotto, trae ispirazione solo ed esclusivamente da quanto si può scoprire leggendo le pagine del suo nuovo blog insieme alla mia interpretazione secondo le mie emozioni e quello che ho provato nel leggerlo.
THAT'S MY STORY
Corre l'anno 2000
Una forza emotiva mi spinge a tentare,
Mi spinge letteralmente ad entrare
Dentro questo mondo fatto di tastiere
Mistero e tanta voglia di raccontarsi.
Lo apro
Chiamo il mio blog "Alito di Vento"
Perchè voglio che si senta
La leggerezza della mia anima
Intesa come libera da ombre
Figlie di atti feroci e crudeli.
Ero un blogger atipico
Un vero e proprio Principe delle Mosche
Un autentico mendicante
E così quindi ho deciso di definirmi.
Quando oggi leggo sui social
"Laureato presso la palestra della vita"
Mi viene da sorridere
Perchè non sanno neanche lontanamente
Cosa voglia realmente significare
E cosa rappresenti per chi ci è vissuto.
Terza elementare
Io sì che ho imparato
Tutto o quasi quello che so
Facendo esperienza nella vita
Di tutti i giorni
Nella vita di ogni giorno.
Mi definisco il Principe delle Mosche
Forse perchè molti mi ritenevano capace
Di gestire solo un pugno di mosche
Ma non mi conoscono
Vogliono solo ferirmi
Mi sono sempre chiesto perchè
La vita e le persone
Sanno soltanto essere così crudeli, taglienti
Ed affilate come lame arrugginite di coltelli
Già perchè?
Oggi mi racconto in breve
Attraverso le tue parole
Affidandomi a te ed al tuo sentire
Ecco
Una cosa che non vorrei dire a nessuno
Per paura di tornare ad essere giudicato
Fragile
Debole
Ed un perdente per questa soffocante società
È chi sono oggi
Chi ho scelto di essere finalmente oggi
Un delicato, fiero, fermo e consapevole
Alito di Vento.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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