mercoledì 19 giugno 2019

L'Angolo del Rockpoeta®: "Godot"

GODOT

Vicoli apatici 
Di una città sporca

Cammino a testa bassa
Per non vedere lo scempio sui muri
E per spazzare meglio la strada.

Bagni nobili
Di uffici signorili ai piani alti:
Pulisco la vostra merda
I vostri schizzi 
Non meno nauseanti dei vostri discorsi
Non meno volgari del vostro atteggiamento spocchioso
Non meno sporchi della vostra anima lercia

Entrate senza rispetto per il mio lavoro e per me
Il vostro sguardo di disprezzo misto ad imbarazzo
Quando mi incontrate
È evidente
E sommo umiliazione ad umiliazione

Ho 57 anni
Mi chiamo Laura
Sola senza più nessuno
Tranne mia figlia Giulia ventiquattrenne
Laureata in lettere
Che attende il concorso per insegnare
Un po' come si attende Godot.

Ed io devo guadagnare qualcosa per mangiare
Per mantenerci.

Fare le pulizie
È un lavoro come un altro
Solo non rispettato, faticoso
Che assorbe l'anima.

Pendolare
Orari da incubo
Treni da incubo

A volte mi sento come una torcia 
Accesa e feroce
Desiderosa di incendiare tutto

E sogno
Giorni di gloria
Ricordando brevi momenti di felicità passata
In attesa di una rivalsa che non verrà mai.

E mentre mia figlia attende speranzosa Godot
Io mi auguro che almeno lei possa avere presto
Un futuro di sorrisi.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

36 commenti:

Santa S ha detto...

E si può allargare il "senza rispetto per il mio lavoro e per me" alle nuove tante schiavitù fatte di sfruttamento, diritti zero e stipendi al limite del vivere... La sensazione è uguale, Godot "oggi non verrà, ma verrà domani" e poi domani, domani...

accade ha detto...

Oggi come oggi (per tanti motivi) persone così sono ancora più in basso nella scala sociale rispetto agli anni passati, mentre i ricchi sono ancora più ricchi rispetto al passato e con un governo come questo non la vedo meglio
Un saltuone

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER SANTA: in primis bentornata!!!!!!! Venendo al tuo commento hai ragione in pieno è proprio così. Infatti penso per esempio ai riders, sui cui ho di scritto e qui postato di recente una poesia, anch'essi veri e propri schiavi. Condivido la tua amara conclusione

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER ACCADEBIS: vero, i ricchi oggi sono ancora più ricchi e le multinazionali sono un vero e proprio flagello. Sul governo in questione, premesso che io alle ultime politiche ho annullato la scheda non votando nessuno, non so cosa dirti, non mi piace per molte cose ma con tutti i difetti del mondo, e sono propri tanti, il reddito di cittadinanza l'ha fatto questo governo, il decreto dignità anche mentre dalla famigerata sinistra non ho mai visto nulla. Poi ci fossero le elezioni ora io di nuovo non mi sentirei rappresentato ancora da nessuno, ma questa povertà globale andrà, penso io, affrontata dai popoli globalmente, con movimenti di piazza e stravolgimenti nelle politiche sociali, stravolgimenti tesi ad una maggiore e sempre più forte equità sociale.

°°valeria°° ha detto...

bellissimi questi versi grazie ai quali ho rivisto i sacrifici fatti da mia suocera...
Valeria

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER VALERIA: ti ringrazio di cuore, sono onorato dalle tue parole. Benvenuta in questa agorà :-)))

Moz O'Clock - nerdblog retro & pop ha detto...

Schifare un lavoro non è mai bello, ma neppure pensare che altri lavori lo siano: ai piani alti non si fanno solo discorsi di merda, e non è colpa di nessun lavoratore se questa donna fa le pulizie e ha una figlia che aspetta Godot.
Che cazzo l'ha fatta a fare, se non poteva garantirle una sicurezza? XD

Moz-

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MOZ: l'avrà fatta magari quando aveva un altro lavoro ed era sposata con un marito che lavorava. Poi si è separata, entrambi hanno perso il lavoro originario ed ora la situazione è quella della poesia. Che si fa, si aspetta di fare figli a 80 anni quando si è certi di non perdere più il lavoro :-)))?

Ariano Geta ha detto...

I miei genitori mi hanno sempre insegnato che pulire i cessi o lavare le scale non è una cosa di cui vergognarsi, perché la sola vergogna è rubare. Poi, certo, questi lavori dovrebbero comunque essere pagati in modo decente, cosa che non sempre avviene.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER ARIANO: sono della tua stessa opinione, infatti dai miei versi si evince come invece quelli di certi ambienti, magari non tutti, hanno un atteggiamento di disprezzo da condannare assolutamente.

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Il lavoro è dignità, ma purtroppo c'è troppo sfruttamento.
Sereno pomeriggio.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER CAVALIERE: sfruttamento e disprezzo.

Claudia Turchiarulo ha detto...

Sullo sfruttamento avrei tanto da dire, anche sulla mia pelle, ma non lo farò.
Vorrei soffermarmi, invece, sul lavoro di chi fa le pulizie "in casa".
Una mia cara amica mi confidava proprio due giorni fa che, mentre lei pulisce il bagno o il salotto delle abitazioni, i "signori" pranzano comodamente in cucina.
Ho immaginato la scena di lei assetata, sudata e perché no affamata che "sgobba", mentre loro si regalano pasti abbondanti, gettando un sacco di "avanzi".
Mi sono venuti i brividi.
Quindi un abbraccio alla mia amica Valentina e a tutte coloro che sono costrette a fare questa vita.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER CLAUDIA: il rispetto e la decenza non sembrano essere di questo mondo, almeno per certe persone

Patricia Moll ha detto...

FAre le pulizie è un lavoro come un altro e si sa che il lavoro "nobilita" l'uomo. Almeno dicevano così i miei vecchi.
Un lavoro onesto è un lavoro rispettabile. Punto.
Quelli con la puzza sotto al naso che non lo considerano e non lo rispettano sono come la sporcizia che una colf o una portiera toglie. Anche peggio.

Quanto ai treni, sfondi un cancello aperto. Sono stata moglie di endolare e so cosa significa. Per fortuna ora è in pensione e le fs se le è scordate

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER PATRICIA: giusto, e ci vuole rispetto per chi fa qualunque lavoro onesto.

Moz O'Clock - nerdblog retro & pop ha detto...

No, non aspetti 80 anni ma ragioni sul presente che viviamo: io non me la sentirei di fare una famiglia, manco se avessi un indeterminato. Ci ragionerei moltissimo.

Moz-

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...


PER MOZ: ma è un tuo punto di vista. Anch'io non ho figli e ragiono più come te, ma se uno vuole costruire una famiglia con un figlio e ci sono marito e moglie con due lavori apparentemente sicuri e non precari, dovrebbe provarci. Se ragioni sull'assurdo tempo in cui viviamo, figli non ne farai mai, ed infatti gli Italiani, me compreso, non ne fanno

Gufo a molla ha detto...

Praticamente in tutti gli ambienti, purtroppo, una persona viene giudicata in base al tipo di lavoro che fa, o meglio, in base a quanto guadagna. E non solo, nella maggior parte dei casi, l'aspetto economico è quello che viene considerato come il più importante, nella valutazione di un lavoro. Certo, senza soldi non se magna, ma magari ci sono anche altri aspetti che non sono da meno, come ad esempio la soddisfazione personale. Ci sono lavori che più difficilmente ne danno, di soddisfazione personale, e anche soprattutto perchè altre persone disprezzano ingiustamente chi fa tali lavori.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER GUFO A MOLLA: hai giustamente sottolineato il fatto di come a volte si giudica soprattutto in relazioni a quanto guadagni e non a quello che sei. E poi ci sono coloro i quali vedono con disprezzo chi fa lavori più umili ma cmq importanti. È un mondo sbagliato.

Neutrina ha detto...

Cammino a testa in giù
Per non vedere lo scempio sui muri
E per spazzare meglio la strada.

Questo se ti chiami Caparezza 😂😂😂

(dai ci stava ;)

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER NEUTRINA: giuro che non l'ho capita, so che Caparezza è un bravissimo rapper ma con questi miei versi non ha nulla a che fare. Ripeto, senza offesa, davvero non l'ho capita. Cmq ho corretto io intendevo "a testa bassa"

Laura ha detto...

Purtroppo , chi fa' lavori umili e sottopagati viene disprezzato . Ma se non ci fossero
loro , chi li farebbe ? Tu ? Voi ?
Io penso , meglio un lavoro umile e onesto che un lavoro di prestigio disonesto .
La disonestà non riesco tollerarla .
Buonanotte , Laura

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER LAURA: parole sagge e giustissime, le condivido in pieno.

Mariella ha detto...

Sai, forse abbiamo dimenticato che molti di noi sono nati da famiglie modeste, e grazie ai loro grandi sacrifici ci hanno consentito di studiare e di avere un futuro migliore. Io resto fiera, sono nipote di contadini.
Poi, Il lavoro onesto è lavoro e pertanto bisogna rispettare al massimo chi, proprio attraverso i mestieri cosiddetti "umili", ci da la possibilità di vivere meglio.
Lasciamo la boria e la presunzione appannaggio di chi, ha ma memoria corta.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MARIELLA: hai fatto una giusta considerazione, anche se forse quella generazione di cui tu parli è stata più quella dei nostri nonni. Resta il fatto che il rispetto per qualunque lavoro onesto deve assolutamente esistere di default

Franco Battaglia ha detto...

Una igienizzante di cessi che conosce Godot, ha più dignità di mille cagatori insulsi che non sanno di chi si parli.
Ma ora che mi sovviene, anche pulitori di cessi che non abbiano la più pallida idea di Beckett e dintorni, possono vantare purezza d'animo sconosciuta al più fighetto del quartierino...

MAX ha detto...

Ogni lavoro se fatto onestamente è degno di rispetto.
Io lavorando in ospedale vedo tantissime signore delle pulizie e camminano a testa alta e vengono rispettate e si fanno rispettare.
Non ho mai notato nel mio ambiente comportamenti “schifati” verso certe categorie.
Anzi se devo essere sincero c’è grande rispetto proprio da quelle persone “agiate” .
Per quanto riguarda lo sfruttamento della categoria non giudico non avendo conoscenze a riguardo.
Non sapevo che aspettare Godot volesse dire aspettare invano.
Entrambe le tue protagoniste dovrebbero non perdere le speranze..almeno la figlia.
Mi rendo conto comunque che quando si parla di lavoro “umile” la questione è sempre molto delicata.
Si parte sempre dal presupposto che lavorare bisogna ,poi si cerca di fare il lavoro che piace e se non ci si riesce bisognerebbe accontentarsi ( e non mi riferisco solo a fare le pulizie)di quello che si trova e cercare poi di migliorarsi.
Detto in soldoni credo che nessuno desidera per il proprio figlio un lavoro “umile” .
Però non per questo non merita rispetto chi quei lavori è costretto a farli per i più svariati motivi.
Credo sia una questione di intelligenza.
Ciao

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER FRANCO: tosto ma efficace, e condivido in pieno!

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MAX: il tuo ambiente, sotto questo aspetto,è un ambiente sano dove il bisogno degli altri da parte dei degenti fa capire quanto importanti siano tutti i lavori e soprattutto quelli più umili che nessuno vuole fare. In altri luoghi è diverso purtroppo. La speranza per ora le mie due donne della poesia non l'hanno persa e spero che venga premiata alla fine.

MAX ha detto...

Ti sbagli.
I peggiori stronzi ci sono proprio tra i pazienti.
Non è tanto un discorso di categoria...o di ambiente lavorativo ma di intelligenza.
E l’onesta’ intellettuale o il rispetto non lo fa il titolo di studio.
Parlo di pazienti ma lo stesso discorso lo puoi fare verso una scolaresca ..verso la gente che lascia le sale del cinema in maniera vergognosa..o gli stadi...i parchi pubblici ecc..
Il senso del rispetto verso il lavoro degli altri (tutto il lavoro) dovrebbe essere un dovere civico
Poi i primi che si dovrebbero rispettare son proprio quelli che questo lavoro lo fanno.
Se parti già frustrato perdi in partenza .

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MAX condivido il tuo pensiero e resto sorpreso dal fatto che anche tra i pazienti ci siano degli stronzi non me l'aspettavo.

MAX ha detto...

Sono essere umani anche loro ...non è che una malattia li renda migliori o peggiori di come sono nella vita quotidiana.
Anzi forse una malattia ti può a volte incattivire.
Ma questo aspetto lo noto soprattutto nei “dozzinanti” .
Son pazienti che pagano di tasca loro le prestazioni che gli offre una struttura pubblica ma condividono i reparti con gli altri pazienti “ mutuati” diciamo.
Sono quelli più indisponenti e arroganti.
Pretendono tutto e subito ..ma dico io vai su una clinica privata e non rompere i coglioni a me!
Non è che io ci guadagno di più perché questo paga “ per intero”!
Ti tratto allo stesso modo di qualsiasi altro paziente , non puoi pretendere una corsia preferenziale perché paghi.
E sono questi i più altezzosi e irrispettosi verso oserei dire tutte le categorie.
Figurati con quelle più “umili”.
Poi non voglio generalizzare per carità..ma ti ripeto non è che la malattia ti faccia santo..non sempre almeno.
Ciao


Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MAX sei stato chiarissimo e condivido.

digito ergo sum ha detto...

per come la vedo io, da quanto il cittadino (l'uomo) si è ridotto a credere di essere un soggetto pagante e null'altro (non partecipa alla vita sociale, a quella politica, neppure a quella economica di cui fa parte da quando fa colazione al bar fino a tarda sera, però" paga e pretende), per come la vedo io, dicevo, abbiamo auto-asfaltato il nostro senso del comune rispetto, e non riguarda una categoria di persone o professionale. c'è gente che mena i docenti dei figli, c'è gente che va dal medico a dirgli cosa deve fare. non è mancanza di rispetto o classismo. è mancanza.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER DIGITO strepitosa considerazione che condivido in pieno