AMMUTINAMENTO
E se le lettere e le parole evadessero dai libri
Stanche di una prigionia insensata
Soffocate da polvere figlia di pagine mai sfogliate?
E se le consonanti si ammutolissero
Seguendo chi ha già scelto quella strada
Come un capo silenzioso ma carismatico.
E se le vocali urlassero isolate
La loro rabbia
Il loro impotente senso di inutilità?
E se noi
Non potessimo più parlare
Pensare
Scrivere, narrare, sognare?
E se le lettere evadessero dalla Storia
E dalle nostre corde vocali
Dalla nostra mente e dalle nostre emozioni,
Sapremmo e riusciremmo di nuovo a piangere ed amare?
E se quel giorno fosse oggi,
Davvero l'uomo capirebbe l'insulsa essenza della violenza?
E comprenderebbe il senso vitale del loro ammutinamento?
Sguardi
Tatto
Lacrime e sorrisi
Si intensificherebbero
Cancellando l'odio
O diventeremmo ancora più crudeli ed efferati?
Apriamo gli occhi
E sentiremo ululati bestiali di uomini senza espressione
Uccidere
Appellandosi a significati distorti di parole pulite.
E se i nostri sensi
Stanchi di violenza
Ci abbandonassero?
Prima le lettere dei nostri alfabeti
Poi udito e vista, olfatto
E poi il tatto...
Ed un corpo inerme, vuoto
Uno spento involucro
Vagherebbe senza meta
Cancellato dalla sua stessa ferocia.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
venerdì 25 ottobre 2019
mercoledì 23 ottobre 2019
L'Angolo del Rockpoeta®: "Chile Herido"
Vergognoso, inaccettabile e fascista il coprifuoco stabilito in Cile a seguito delle sacrosante proteste dei cileni sugli aumenti previsti ed ora tolti dal loro Presidente in carica. Questi aumenti sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso in un Paese che ha ancora profonde diseguaglianze e disparità economiche e quindi di riflesso sociali. Il titolo della poesia vuol dire "Cile ferito" ed ho scelto lo spagnolo apposta per ricordare il titolo di un famoso brano degli Inti - illimani.
CHILE HERIDO
Cile ferito
Mia Terra
Non versare più
Lacrime di diseguaglianza
Non accettare più
Lacrime di ingiustizia
Voci di libertà
Non possono permettere il coprifuoco
Coprifuoco di fatto e di pensiero.
Cile martoriato
Dove certe perdite ancora non hanno nome e sepoltura
Dove certe morti ancora non hanno un corpo
Ora rinasci
Non permettere il ritorno di recrudescenze passate
Prendi la vita nelle tue mani
Prendi il tuo futuro e fanne raggi di sole
Afferra il tuo destino
Non permettere che i tuoi sogni non abbiano nome
Non lasciare che le tue speranze non abbiano futuro e identità.
Cile ferito
Da disparità sociali mai smussate
Mai cancellate,
Torna a sorridere libero
Cile ferito
Sanguino con te
Lotto con te
E reclamo le tue istanze
Sognando di rivederti di nuovo
Presto
Luminoso,vivo e libero.
CHILE HERIDO
Cile ferito
Mia Terra
Non versare più
Lacrime di diseguaglianza
Non accettare più
Lacrime di ingiustizia
Voci di libertà
Non possono permettere il coprifuoco
Coprifuoco di fatto e di pensiero.
Cile martoriato
Dove certe perdite ancora non hanno nome e sepoltura
Dove certe morti ancora non hanno un corpo
Ora rinasci
Non permettere il ritorno di recrudescenze passate
Prendi la vita nelle tue mani
Prendi il tuo futuro e fanne raggi di sole
Afferra il tuo destino
Non permettere che i tuoi sogni non abbiano nome
Non lasciare che le tue speranze non abbiano futuro e identità.
Cile ferito
Da disparità sociali mai smussate
Mai cancellate,
Torna a sorridere libero
Cile ferito
Sanguino con te
Lotto con te
E reclamo le tue istanze
Sognando di rivederti di nuovo
Presto
Luminoso,vivo e libero.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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"...Sono pronto a resistere con ogni mezzo, anche a costo della vita, in modo che ciò possa costituire una lezione nella storia ignominiosa di coloro che hanno la forza ma non la ragione"
Salvador Allende 11 settembre 1973
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"...Sono pronto a resistere con ogni mezzo, anche a costo della vita, in modo che ciò possa costituire una lezione nella storia ignominiosa di coloro che hanno la forza ma non la ragione"
Salvador Allende 11 settembre 1973
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L'Angolo del Rockpoeta
lunedì 21 ottobre 2019
L'angolo del Rockpoeta®: "Irene"
IRENE
Intarsio sanguinoso nel cuore
Intarsio volgare che umilia il tuo corpo
Incesto subito ancora una volta
Tu, ora sedicenne, patisci tali violenze
Inferte da tuo padre
Da quattro anni ormai.
Ubriaco
Quasi ogni sera
Sale le scale
Tenendo ancora in mano
Il collo dell'ultima bottiglia che ha bevuto
E barcollando apre la porta della tua stanza.
Momenti interminabili
E la mattina dopo
Ti sorride come se nulla fosse successo
Mentre tu vaghi per la cucina come un fantasma
E fissi tua madre che abbassa lo sguardo.
Ti senti persa
Sola
Abbandonata
Ma questa volta giuri a te stessa che deve finire.
Denunci
Vieni allontanata da quel luogo di follia;
Giulia, la tua amica del cuore,
È sempre accanto a te,
Non ti lascia mai.
Sono stati anni difficili
Faticosi
Logoranti ma necessari per ricostruirti dentro
Ed iniziare una nuova vita.
Oggi a 28 anni
Sei felicemente sposata
Lavori e sei mamma di Luca.
Quell'inferno è alle spalle ormai
Ma talvolta il tuo sguardo
Si vela ancora di una patina di tristezza
Un'ombra che oscura i tuoi occhi.
Ma è solo un attimo
Poi ti volti
Prendi in braccio tuo figlio
Sorridi a tuo marito
E cancelli così
Quelle ultime residue scorie d'orrore.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
Intarsio sanguinoso nel cuore
Intarsio volgare che umilia il tuo corpo
Incesto subito ancora una volta
Tu, ora sedicenne, patisci tali violenze
Inferte da tuo padre
Da quattro anni ormai.
Ubriaco
Quasi ogni sera
Sale le scale
Tenendo ancora in mano
Il collo dell'ultima bottiglia che ha bevuto
E barcollando apre la porta della tua stanza.
Momenti interminabili
E la mattina dopo
Ti sorride come se nulla fosse successo
Mentre tu vaghi per la cucina come un fantasma
E fissi tua madre che abbassa lo sguardo.
Ti senti persa
Sola
Abbandonata
Ma questa volta giuri a te stessa che deve finire.
Denunci
Vieni allontanata da quel luogo di follia;
Giulia, la tua amica del cuore,
È sempre accanto a te,
Non ti lascia mai.
Sono stati anni difficili
Faticosi
Logoranti ma necessari per ricostruirti dentro
Ed iniziare una nuova vita.
Oggi a 28 anni
Sei felicemente sposata
Lavori e sei mamma di Luca.
Quell'inferno è alle spalle ormai
Ma talvolta il tuo sguardo
Si vela ancora di una patina di tristezza
Un'ombra che oscura i tuoi occhi.
Ma è solo un attimo
Poi ti volti
Prendi in braccio tuo figlio
Sorridi a tuo marito
E cancelli così
Quelle ultime residue scorie d'orrore.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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L'Angolo del Rockpoeta
venerdì 18 ottobre 2019
OPINIONE DEL ROCKPOETA®: La Manovra Finanziaria (Poveri Noi)...
È stata varata, salvo intese, salvo modifiche ulteriori parlamentari (speriamo in meglio), la manovra finanziaria di questo nuovo esecutivo che in sostanza sembra dare qualcosa ad alcuni ma che poi in pratica aumentando alcune tasse quello che ha dato, con l'altra mano toglie. Davvero pochissime le iniziative positive, forse quasi nessuna.
È stato varato il DEF ed ecco che tutti (tutti chi? Forse la maggioranza di governo, ma in realtà neanche quella nel suo insieme) gioiscono per una manovra che crede di combattere l'evasione fiscale solo riducendo di fatto il limite d'uso del contante quando tutti sappiamo come sia complicato a volte convincere il negoziante ad usare la carta di credito soprattutto per le alte commissioni che devono pagare. Carta che poi ha un limite mensile che, se non si usassero anche i contanti, si rischierebbe di superare e tutto questo quando sappiamo benissimo che chi vuole evadere troverà cmq il modo di pagare in nero superando agevolmente tale limite. Saranno come al solito gli onesti a subire le conseguenze di questo disagio inutile.
Lotta all'evasione che invece di realizzarsi attraverso controlli incrociati più severi ad alti livelli, incentivi e riduzione delle imposte, trova nel limite del contante il suo unico e patetico strumento. La Germania e non solo lei, insegna che anche senza limiti all'uso del contante si può combattere l'evasione, basta fidelizzare di più la gente allo Stato ( mi rendo conto, qui da noi visto lo Stato è un'impresa ardua) e stabilire una maggiore equità: chi ha tantissimo paghi un po' di più (e ci si accerti che lo paghi, quindi più ispettori a controllare) chi ha poco o abbastanza (leggasi ceto medio ed anche ceti più deboli) paghi meno e chi è veramente povero, nulla. Non mi soffermo sulla "lotteria" per incentivare l'uso della moneta elettronica perchè è una misura su cui stendere un velo pietoso e che al massimo può suscitare profonda ilarità.
È stato varato il DEF ed ecco che tutti (tutti chi? Forse la maggioranza di governo, ma in realtà neanche quella nel suo insieme) gioiscono per una manovra che crede di combattere l'evasione fiscale solo riducendo di fatto il limite d'uso del contante quando tutti sappiamo come sia complicato a volte convincere il negoziante ad usare la carta di credito soprattutto per le alte commissioni che devono pagare. Carta che poi ha un limite mensile che, se non si usassero anche i contanti, si rischierebbe di superare e tutto questo quando sappiamo benissimo che chi vuole evadere troverà cmq il modo di pagare in nero superando agevolmente tale limite. Saranno come al solito gli onesti a subire le conseguenze di questo disagio inutile.
Lotta all'evasione che invece di realizzarsi attraverso controlli incrociati più severi ad alti livelli, incentivi e riduzione delle imposte, trova nel limite del contante il suo unico e patetico strumento. La Germania e non solo lei, insegna che anche senza limiti all'uso del contante si può combattere l'evasione, basta fidelizzare di più la gente allo Stato ( mi rendo conto, qui da noi visto lo Stato è un'impresa ardua) e stabilire una maggiore equità: chi ha tantissimo paghi un po' di più (e ci si accerti che lo paghi, quindi più ispettori a controllare) chi ha poco o abbastanza (leggasi ceto medio ed anche ceti più deboli) paghi meno e chi è veramente povero, nulla. Non mi soffermo sulla "lotteria" per incentivare l'uso della moneta elettronica perchè è una misura su cui stendere un velo pietoso e che al massimo può suscitare profonda ilarità.
mercoledì 16 ottobre 2019
L'Angolo del Rockpoeta®: "Hevrin Khalaf"
HEVRIN KAHLAF
Hevrin
Ambasciatrice di armonia e concordia
Vera operatrice di integrazione
Membro del Partito Futuro Siriano
La tua battaglia di pace
Era scomoda per chi non vuole pace in quell'area
Per chi vuole caos e violenza
Per chi non può accettare
Che sia pure una donna a chiedere tutto questo.
Era solo questione di tempo
In un mondo che non sostiene donne coraggiose e forti come te
Era solo questione di tempo
Per un'area in guerra dove non esiste nè legge nè giustizia
Era solo questione di tempo
E poi sapevi che sarebbe successo
Era solo questione di tempo.
Ma tu non hai smesso di lottare per la causa
Non hai ceduto alla paura
Non hai voluto rinunciare ad agire per la pace.
E ti hanno uccisa
In un vile agguato
Trivellando di colpi l'auto sui cui viaggiavi
E giustiziandoti.
E noi
Tutti noi siamo colpevoli quanto i tuoi assassini
Colpevoli per il nostro disinteresse
Colpevoli di vivere a ritmo convulso e frenetico
Non fermandoci un solo istante a pensare, riflettere
Colpevoli di superficiale ignoranza.
Hevrin
Il suono della tua voce
Come monito per noi poveri mortali
Il suono della tua voce
Come sprone a seguire le tue orme
Il suono della tua voce
Per non lasciare che il tuo percorso di vita
Svanisca nella sabbia
Il suono della tua voce
Per non permettere che cresca il deserto
Anche dentro l'animo umano.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
Hevrin
Ambasciatrice di armonia e concordia
Vera operatrice di integrazione
Membro del Partito Futuro Siriano
La tua battaglia di pace
Era scomoda per chi non vuole pace in quell'area
Per chi vuole caos e violenza
Per chi non può accettare
Che sia pure una donna a chiedere tutto questo.
Era solo questione di tempo
In un mondo che non sostiene donne coraggiose e forti come te
Era solo questione di tempo
Per un'area in guerra dove non esiste nè legge nè giustizia
Era solo questione di tempo
E poi sapevi che sarebbe successo
Era solo questione di tempo.
Ma tu non hai smesso di lottare per la causa
Non hai ceduto alla paura
Non hai voluto rinunciare ad agire per la pace.
E ti hanno uccisa
In un vile agguato
Trivellando di colpi l'auto sui cui viaggiavi
E giustiziandoti.
E noi
Tutti noi siamo colpevoli quanto i tuoi assassini
Colpevoli per il nostro disinteresse
Colpevoli di vivere a ritmo convulso e frenetico
Non fermandoci un solo istante a pensare, riflettere
Colpevoli di superficiale ignoranza.
Hevrin
Il suono della tua voce
Come monito per noi poveri mortali
Il suono della tua voce
Come sprone a seguire le tue orme
Il suono della tua voce
Per non lasciare che il tuo percorso di vita
Svanisca nella sabbia
Il suono della tua voce
Per non permettere che cresca il deserto
Anche dentro l'animo umano.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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L'Angolo del Rockpoeta
lunedì 14 ottobre 2019
L'Angolo del Rockpoeta®: "U238"
U238
Improperi allo zenzero
Piccanti non abbastanza
Non mandano in sollucchero il palato
Ma non bruciano le pareti dello stomaco
E ti succhiano la vita come l'U238
Dai Balcani a Kabul
Volontari per dovere
In volo verso la disperazione
Non avremmo mai pensato
Giunti a terra
Di respirare morte.
E così torniamo
Non immaginando affatto
Di avere impoverito la nostra aspettativa di vita futura
Come un nemico silente
Col tempo
L'Uranio impoverito ha assottigliato le nostre esistenze
E quelle dei figli che le nostre donne hanno concepito al nostro ritorno.
Noi con tute ridicole degne di Superpippo
Gli Americani con equipaggiamento da Resident Evil
Questa la differenza.
E poi le Alte Sfere
Come sempre pronte ad insabbiare
A negare
A non voler risarcire le nostre famiglie
E tu
Patriota ridicolo
Che canti stornelli vuoti e nostalgici
E ti vesti in stile militare
Solo per sembrare più figo e duro
Apri gli occhi
E se ami davvero il tuo Paese
Fai l'uomo
Chiedi insieme a noi verità e giustizia.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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L'Angolo del Rockpoeta
venerdì 11 ottobre 2019
L'Angolo del Rockpoeta®: "Inattivo"
INATTIVO
Sono un Inattivo
Inattivo non pelandrone o scansafatiche
Esiste una profonda differenza.
Sono anni che cerco lavoro
Curriculum inviato ovunque
Colloqui di lavoro sostenuti
Imparando a rispondere
Come certi super - esperti ti consigliano di fare
Imparando a gestire comportamenti verbali,
Paraverbali e non verbali.
Tutto inutile
"Ti faremo sapere"
Oppure "Troppo qualificato per questa occupazione"
O ancora "Lei è troppo inesperto"
O il contrario "Cerchiamo uno da formare,
Lei ha già troppa esperienza"
Solo perchè magari ho lavorato per pochi mesi
In quel settore l'anno precedente.
Tenti ovunque
Comunque
Mettendo da parte i tuoi sogni
Quelli per cui hai faticato sui libri
Per tutti questi anni
Ma è assolutamente inutile.
Ed allora da un paio di mesi
Sono quello che voi
Vigliaccamente
Definite, con squisita ipocrisia,
Inattivo.
Mi sono temporaneamente arreso
Ho esaurito le forze
La capacità di umiliarmi
Ho esaurito perfino la fantasia
Sì, la fantasia, quella che ti permette
Di provare a fare domande perfino per i lavori più impensabili.
Ho chiesto il reddito di cittadinanza
Negato
Ho lavorato per due mesi l'anno prima
Peccato che non venga fuori
Che ho lavorato per 12 mesi interi in nero
L'anno prima ancora
Perchè o così o c'è un altro disperato
Che quel posto
A quelle condizioni
Lo prende.
E così sono inattivo
Con la dignità sotto i piedi
La tristezza nel cuore
Ed un forte sentimento di rabbia impotente
Dentro la mia testa.
Cucina - sala
Sala - cucina
Computer
(Ogni tanto un'occhiata alle offerte la do ancora
Da inguaribile folle romantico ed illuso)
Cucina - divano della sala.
Tv accesa
Sento l'onorevole di turno
Che parla di crescita e rilancio dell'economia
E trasalisco
Scatto di corsa
Sala - bagno
Vomito.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
E se volete la stessa poesia la potete vedere e sentire recitata da me...
Sono un Inattivo
Inattivo non pelandrone o scansafatiche
Esiste una profonda differenza.
Sono anni che cerco lavoro
Curriculum inviato ovunque
Colloqui di lavoro sostenuti
Imparando a rispondere
Come certi super - esperti ti consigliano di fare
Imparando a gestire comportamenti verbali,
Paraverbali e non verbali.
Tutto inutile
"Ti faremo sapere"
Oppure "Troppo qualificato per questa occupazione"
O ancora "Lei è troppo inesperto"
O il contrario "Cerchiamo uno da formare,
Lei ha già troppa esperienza"
Solo perchè magari ho lavorato per pochi mesi
In quel settore l'anno precedente.
Tenti ovunque
Comunque
Mettendo da parte i tuoi sogni
Quelli per cui hai faticato sui libri
Per tutti questi anni
Ma è assolutamente inutile.
Ed allora da un paio di mesi
Sono quello che voi
Vigliaccamente
Definite, con squisita ipocrisia,
Inattivo.
Mi sono temporaneamente arreso
Ho esaurito le forze
La capacità di umiliarmi
Ho esaurito perfino la fantasia
Sì, la fantasia, quella che ti permette
Di provare a fare domande perfino per i lavori più impensabili.
Ho chiesto il reddito di cittadinanza
Negato
Ho lavorato per due mesi l'anno prima
Peccato che non venga fuori
Che ho lavorato per 12 mesi interi in nero
L'anno prima ancora
Perchè o così o c'è un altro disperato
Che quel posto
A quelle condizioni
Lo prende.
E così sono inattivo
Con la dignità sotto i piedi
La tristezza nel cuore
Ed un forte sentimento di rabbia impotente
Dentro la mia testa.
Cucina - sala
Sala - cucina
Computer
(Ogni tanto un'occhiata alle offerte la do ancora
Da inguaribile folle romantico ed illuso)
Cucina - divano della sala.
Tv accesa
Sento l'onorevole di turno
Che parla di crescita e rilancio dell'economia
E trasalisco
Scatto di corsa
Sala - bagno
Vomito.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
E se volete la stessa poesia la potete vedere e sentire recitata da me...
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