mercoledì 26 agosto 2020

L'Angolo del Rockpoeta® : " I Was Born In 1967"

I WAS BORN IN 1967
 
I miei primi gemiti di rivolta e libertà
Sono stati pronunciati nel 1967

In seguito
All'inizio fu istinto
Senso di equità
Capacità innata di avvertire e saper distinguere
I soprusi dalla giustizia

E subito fu difficile
Io che crescevo dentro una famiglia
Con genitori giusti, buoni e pieni d'amore
Assistere al di fuori
Ad atti di prevaricazione
Ed a piccole, grandi cattiverie

E poi
Ancora bimbo
Venne il momento di conoscere la Chiesa
E ci fu il primo incontro (breve per fortuna) con l'ipocrisia e la cattiveria gratuita

Suore di un asilo anche rinomato
Che sottraevano macchinine portate da casa
Ti trattavano con rigidità, anaffettività e sottile sadismo
E poi volevano inculcarti i principi cristiani di bontà e amore
Suore che predicavano carità
E poi vedevi vivere in una struttura con ogni agio e comodità

Dei preti non parlo
Ne salvo pochissimi
Io cresciuto a Dario Fo, Inti Illimani
E poi nutrito da amici e conoscenze
A Bowie, Rock, Jazz,
Cresciuto di fatto laico
E rimasto tale in ogni poro della mia pelle.

E crescendo
Iniziavo sempre più
A sentire questa società non calzarmi addosso
L'avvertivo soffocante come il colletto troppo stretto di una camicia

Ed iniziavo
A conoscere le stragi del passato
E quelle del mio presente
Ustica, Bologna
Solo per citarne due.

Ed intanto la scuola mi formava
Una scuola che fino alle medie seppe essere libera ed aperta
(Cosa oggi oramai impossibile)
E che successivamente tentò di inquadrarmi
Con scarso, anzi nessun successo,
Oramai con me era tardi
Non avevano più alcuna possibilità di omologarmi.

Crescevo
E non riuscivo a digerire
Questa apatia
Questa rassegnazione che si respirava nell'aria
Questa profonda cecità anni novanta
Questa incapacità di avvertire che era l'inizio della fine
Che quegli anni erano l'anteprima di un tracollo economico
Nonchè di una iniziale, sistematica e costante cancellazione dei diritti fondamentali.

E poi il nuovo millennio
E sentivo nelle ossa il decadentismo poco romantico
Ed assai volgare
A cui si andava incontro
Una costante discesa agli inferi
Ed un imbarbarimento della gente
Imbarbarimento ed indottrinamento

Ed il popolo
Divenne un unico soggetto credente
Avente come unica fede la televisione
I media in generale
E chi li controllava.

Una religione devastante
Perchè qui il Dio si vedeva
Era presente
Pressante
E non ti chiedeva sacrifici
Ma anzi ti prometteva la luna a condizione di seguirlo, ubbidirgli
Ed in alcuni casi, anche votarlo nell'oscuro dell'urna

Sembrava non chiederti particolari sacrifici
Ma ti illudeva che avresti potuto vivere al massimo sempre
Anche se a volte
Il prezzo da pagare c'era
E si chiamava pizzo
O corruzione
E comunque consisteva nel non essere più integro nell'anima

Difficile
Per me impossibile ed inconcepibile
Ma per molti invece tutto sommato facilmente realizzabile.

E siamo ai nostri tempi
Pandemie indotte
Sfacelo economico oramai ottenuto e conclamato
Schiavitù europea
Popolo che forse accenna timidi ma importanti segni di risveglio
Ma saremo ancora in tempo?

All'inizio
Da piccolo
Era innato senso di giustizia
Era speranza di poter cambiare il mondo e gli uomini
Ora è fame di cambiamento
Fame che non è mutata
È solo più consapevole della difficoltà di potersi sfamare
Ma non accetta di rassegnarsi
Non vuole piegarsi ad un finale che sembrerebbe già scritto.

Perchè io voglio essere padrone della mia destinazione
E voglio riuscire a dirigere il timone del mio veliero in aiuto degli altri
Provare a riaccendere quel loro fuoco e quella passione civile
Unica vera rotta che conduce all'equità sociale
E voglio domare le onde di un mare impervio ed ingrato
Ma che in realtà è solo lasciato in balia di chi lo sta manovrando
Contro tutti noi.

Ma quel mare è domabile
Le sue onde apparentemente enormi
Sono in realtà molto blande e basse

È l'assenza di di quel fuoco
Di quella rabbiosa consapevolezza dei propri diritti
A renderlo così impetuoso ai nostri timidi occhi.

Oggi abbiamo un'ardua ma affascinante sfida davanti
Essere credenti ancora una volta
Ma non più verso un totem fasullo e bugiardo
Bensì in noi stessi
E ribaltare questa società
Regalandoci i diritti sottrattici

I miei primi gemiti di indipendenza e voglia di giustizia
Risalgono al 1967
Da allora non ho più smesso di emetterli
E non ho permesso mai a nessuno di soffocarli. 
 
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

28 commenti:

MAX ha detto...

Non so se oggi è il tuo compleanno e questa tua meravigliosa poesia è un regalo che fai te a noi!
Nel caso , tanti auguri.
Bellissimi versi che ti descrivono pienamente...descrivono la tua integrità morale.
Ti sei raccontato benissimo , come lo fai con la tua arte da anni ormai.
E il tuo impegno civile di denuncia sociale è ormai il tuo marchio di fabbrica!
Che dirti su quello che hai scritto...ti riconosco il ogni parola che leggo.
Complimenti ancora per il tuo impegno sempre costante.
Ciao

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MAX non è il mio compleanno ho solo sentito l'esigenza di scriverla. Ti ringrazio Max hai sempre parole che sanno toccarmi l'anima quando mi commenti

Ariano Geta ha detto...

É un po' la parabola di tanti altri della tua generazione, anche mia visto che sono nato quasi negli stessi anni.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER ARIANO: vero abbiamo vissuto la stessa parabola più o meno, molti però non hanno colto quanto accadeva a differenza di altri ed ora questo è il risultato.

Riky Giannini ha detto...

Forse è la prima poesia autobiografica tua, che leggo. Bellissima. Mi dispiace per le difficoltà dell'infanzia, nelle scuole delle suore. Oggi credo e spero che la situazione sia cambiata, che ci sia meno rigidità.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER RIKY: Grazie, hai ragione, ho scritto poesie personali che non posto praticamente quasi mai nel blog ma trattano di stati d'animo del presente ma credo che forse sia davvero la mia prima poesia autobiografica che scrivo. Quanto al periodo dalle suore per fortuna fu una brevissima parentesi anche importante se vuoi per capire subito certe realtà, per il resto ho avuto un'infanzia felice Cmq prima conosci certe realtà prima sai tenertene lontano.

cristiana marzocchi ha detto...

La tua è stata una precoce presa di coscienza , coraggiosa e faticosa, immagino.
Un percorso cosciente e non da tutti, quello di combattere contro i mulini a vento, che deriva senza dubbio da una valida educazione famigliare. Mariella ha ragione, sei misterioso e non ci è dato sapere se sei riuscito a trasmettere i tuoi valori nel prosieguo della tua vita.
Comunque,complimenti!
Cri

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER CRISTIANA: beh io spero di sì, credo in parte di esserci riuscito e continuo anche attraverso queste pagine a combattere i famigerati mulini a vento ed a cercare di trasmettere le mie idee ed il mio essere. Spero almeno in parte di riuscirci.

Mirtillo14 ha detto...

Una bellissima poesia che parla di te e della tua crescita morale, in anni tanto difficili, che hanno portato al disastro attuale. Anch'io ho vissuto , più o meno, nei tuoi stessi anni ma io, forse, non ho saputo vedere i fatti di quegli anni con la tua lungimiranza. Ho cominciato a prenderne coscienza quando ho iniziato a lavorare e mi sono ritrovata a fare i conti con una realtà piuttosto difficile ed è sempre andata peggiorado. Complimenti per questo testo e per essere stato capace di avere sempre un atteggiamento critico nei confronti di ciò che ti stava intorno. Saluti.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MIRTILLO: l'importante è sempre riuscire ad aprire gli occhi e vedere la realtà come veramente è e tu lo fai sicuramente e lo fai anche qui quando mi commenti con estrema intensità, lucidità trasparenza. Grazie per i complimenti, le tue parole fanno bene al cuore.

Cavaliere oscuro del web ha detto...

La vita ci porta tanta esperienza, complimenti per i tuoi versi molto significativi.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER CAVALIERE: Vero, e poi ad essa si unisce il proprio modo di essere. Grazie per i complimenti grazie di vero cuore.

Patricia Moll ha detto...

Niente compleanno per tema che bel regalo a noi!!!
Grazie Daniele!
Io ho sei anni in più di te e ho vissuto le stesse situazioni.
Le suore dell'asilo che non mi sopportavano perchè il al pomeriggio non dormivo e mi mandavano in cortile (d'inverno) da sola.
La chiesa e i preti visti solo come obbligo perchè è così che si deve fare.
La scuola... lasciamo perdere.
E poi, INti Illimani, radio radicale, la PFM, i cantautori...

ERano anni particolari quelli. Anni di cambiamento per noi che crescevamo e per il mondo intero.
Anni che ci hanno segnato e indirizzato nella vita. Forse eravamo poveri di soldi, ma di certo più ricchi di idee, voglia di fare e darsi da fare di tanti ragazzi di oggi.
Un bacione

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER PATRICIA: poveri di soldi all'epoca, molti lo sono anche oggi anzi lo sono ancora di più temo. Vero gli anni settanta erano anni particolari, pieni di un fermento genuino e profondo (fatta eccezione per il fenomeno negativo della Brigate Rosse) che poi gli anni ottanta prima ma sopratutto gli anni novanta hanno cancellato. Vedo che anche tu non hai avuto un gran rapporto con le suore dell'asilo :-)))

Patricia Moll ha detto...

Con nessuna però avendone bisogno e visto che le nonne le guardano eccome!
Ma come diceva sempre mio suocero "frati e preti di pietà son privi,, sotterrano i morti e spellano i vivi".
Io aggiungerei in tutti i sensi.

Le BR sono state una piaga ma nessuno mi toglie dalla testa che dietro ci fossero dei potenti e dei governanti. Come per Aldo Moro d'altronde.l

Oggi i poveri sono in forte aumento ma io mi riferivo soprattutto a certi ragazzini e ragazzi che vivono solo sui social, non ragionano ma si fanno pecore dietro a chi ha la voce più potente.
Noi almeno, qualche volta nel nostro piccolo ci incazzavamo pure.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER PATRICIA: come ho scritto anche nella poesia le suore no comment, ed i preti ne ho salvati pochissimi due, forse tre. Anch'io penso che forse all'inizio le BR fossero un fenomeno indipendente; poi peròi questa indipendenza l'hanno perduta e sono diventate pedine nelle mani di una parte politica deviata. Oggi purtroppo i social sono uno strumento usato in maniera nociva e penosa non solo dai giovani ma soprattutto da uomini e donne sui 25 / 30 anni. Poi ci sono anche i teenager piuttosto rincoglioniti ma non sono tutti così, anzi io credo che tra loro ce ne siano molti in gamba solo che sono più silenziosi ed incapaci di unirsi nonché incerti sul come agire non riuscendo a formare un gruppo compatto ma restando molto divisi tra loro, anche perché sono cmq una minoranza e non riescono a trovarsi tra loro. Però chissà, magari i tempi stanno cambiando...

LaDama Bianca ha detto...

Ci sono persone, come te, davvero molto vicine alle problematiche sociali, dalle quali si fanno quasi "assoggettare". Che non è un brutto termine, attenzione. Vuol dire covare dentro una passione per la giustizia che travalica il comune sentire.
Non è da tutti, sicuramente.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER LA DAMA BIANCA: grazie, bellissime parole!!!! Vero, non potevi dire tutto questo in un modo migliore

Gus O. ha detto...

Una poesia maestosa.
Grande Daniele.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER GUS: grazie!!!!

Angela ha detto...

Grazie per questi versi che parlano di te in modo così diretto!

Mai lasciare che nulla e nessuno soffochi ciò che siamo, i nostri valori e la nostra libertà, e tu dimostri ogni volta, con le tue parole, che sei una persona libera!

Claudia Turchiarulo ha detto...

Dovresti scrivere più spesso versi autobiografici.
Sai bene che riguardo a suore e preti siamo sulla stessa lunghezza d'onda.
Io, però, a tuo contrario, non covo rancore, ma regalo totale indifferenza a tutto ciò che non digerisco.

Quanto alla repressione che ti stringe la gola, spero che potrai prima o poi liberarla e sentirti libero anche in questo Paese stretto e spesso ingiusto.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER CLAUDIA non è rancore ma è non dimenticare la loro ipocrisia e crudeltà. Ci provo ed in parte ci riesco lottando strenuamente sempre per spezzare le catene che soffocano non solo me ma tanti di noi.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER ANGELA grazie per le tue bellissime parole grazie di cuore. Hai ragione lotto strenuamente per sentirmi un persona libera ogni giorno.

fulvio ha detto...

Caro amico, sono nato nel lontano "46 ho vissuto attivamente il *68 nelle file di Cl ho combattuto per i diritti di tutti e ho perso. Comprendo il tuo lamento ma oggi non credo più in una possibile rinascita.
Le coscienze sono assopite, la solidarietà è merce rara e io sono disilluso e rassegnato con un pizzico di egoismo,ma le tue parole mi hanno aperto il cuore e forse speranza.
Ciao fulvio

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER FULVIO capisco il tuo stato d'animo ma non possiamo arrenderci. Spero davvero che i miei versi ri abbiano donato un po' di speranza

Pia ha detto...

Ora ti conosco meglio.
La fiducia in se stessi è fondamentale, il motore di tutte le tue parole.
Complimenti e grazie Daniele. Ciao.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER PIA vero la fiducia in se stessi è
importantissima. Grazie a te con tutto il cuore per il tuo commento