COVID - MOBBING
Covid - mobbing
Nessuno ne parla
Ma noi lo abbiamo subito
Noi che non ci siamo inoculati
Quel falso vaccino
Quel siero inefficace
E pare sempre più anche
Piuttosto pericoloso.
Docenti e personale sanitario
Lavori differenti
Stessa sorte.
Io
Relegato in uno stanzino
A fare lavoro di segreteria
Senza poter insegnare ai miei bimbi
E trattato come un appestato.
Isolato dalle mie colleghe
Non potevo avvicinarmi nemmeno alla macchina del caffè
O andare nelle parti comuni per un bicchiere d'acqua.
Considerato un reietto
Ma soprattutto
Odiato per aver vinto la battaglia
Una vittoria per la vita
Visti gli scandali e le menzogne
Sempre più evidenti e comprovati.
Io
Diffamato in una riunione
"Il Maestro Luca non si è vaccinato
Quindi non ha dimostrato senso civico
E dovrebbe ripassarsi la materia inerente"
E questo è il mio capo
Il preside
Un prete
E pensare che Gesù amava tutti
Ma d'altronde lui non è Gesù...
Ed anche ora
Che sono di nuovo con i miei bambini
Sono tollerato a malapena
Perchè ho resistito
Perchè ora che si vedono
Sospette morti improvvise
E casi sempre maggiori di gravi effetti avversi
Ora che si sa
Che quel consenso informato
Dove si dovevano riportare eventuali allergie
E possibili cause capaci di innestare pericolose reazioni,
Di fatto non veniva nemmeno letto
"Non c'era il tempo" - ha dichiarato un infermiere -
"Troppe persone, non avremmo mai finito in giornata",
Ora che tutto questo ed ancor di più si conosce
Provano verso di me ancor più rancore e risentimento.
Ignorato
Ancora oggi sopportato con fatica
Eppure la mia colpa
È solo quella di aver difeso il mio diritto
A non inocularmi un falso vaccino
Mai sperimentato
Mai testato per dimostrarne la sua efficacia
E di aver salvaguardato la mia salute, la mia vita.
Senza stipendio per mesi
Hanno tentato e tentano costantemente
Di privarmi della mia dignità
Di umiliarmi con le loro battutine idiote
Ma ora loro hanno paura
E ridono molto meno
Ora che oltre ad essersi fatte almeno tre dosi
Essersi prese il covid almeno due volte
Contro le mie zero
Zero come le dosi inoculatemi di quel siero,
Hanno paura per la loro stessa vita..
Io capisco chi non ha avuto la forza
Di rinunciare a lavorare
Ma non concepisco quell'odio fanatico
Ed ancor meno quel comportamento vile da Kapò
Che trovo ancor più ripugnante dell'odio
Perchè più viscido e traditore.
L'indifferenza
Quella freddezza ordinata dall'alto
L'ostracismo sistematico nei miei confronti
Ed il dolore che ho provato
E sento ancora adesso nelle mie viscere
Non li posso nè potrò mai dimenticarli.
Mi chiamo Sara
Sono primario di medicina interna
Nell'ospedale principale della mia città
Anch'io esclusa dal lavoro e dallo stipendio
Per aver difeso la mia salute
Inaudito.
Mi è stato chiesto
Di raccontare la mia storia
E l'ho fatto
Ma in realtà
È molto simile a quella di Luca
Una volta reintegrati
A Luca era fatto divieto di vedere ed insegnare ai suoi bimbi
A me invece di curare i miei pazienti
Moltissimi dei quali, peraltro,
Vicini a me
E solidali con la mia decisione.
Eppure
Anche da me covid - mobbing
Eppure anche a me
È stato riservato un odioso
E squallido trattamento
Mirato a fiaccarmi dentro
E farmi pentire della mia decisione
Ma non posso pentirmi
Di aver scelto di vivere
E non posso pentirmi
Per aver voluto preservare la mia dignità
Non posso farlo nè mai lo farò.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®