lunedì 27 gennaio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "La Corsa"

Oggi è la giornata della memoria e per ricordarla vi lascio questa mia poesia ispirata ad un fatto vero trattato da un film che ho visto di recente e dal titolo "Sobibor" .

LA CORSA

Un nuovo giorno da incubo
Ma resisto
Guardo l'orizzonte oltre quel filo spinato
Occhi fissi e bassi
Dritti ed inespressivi
Perchè non è saggio attirare l'attenzione
È meglio non farsi notare.

Ogmi mattina quel fumo 
E quell'odore
Odore di persone che da quelle docce non tornano più indietro. 

Lavoro duro
Ma quello sarebbe ancora il meno
Sono le torture e le aberrazioni che subiamo 
Ed a cui assistiamo
Che ci scavano dentro un solco profondo 
Di devastazione dell'anima

Oggi sembra accadere qualcosa di insolito e diverso
Una novità rispetto ai soliti ritmi aberranti del campo
Novità 
A prima vista
Non certo positiva 

Arrivano da noi Ufficiali tedeschi
Rumorosamente
Sguaiatamente
Accompagnati da ghigni malefici e risate volgari.

Ascolto tendendo l'orecchio
Capisco che questa sera faranno baldoria
Ed il campo si trasformerà in un resort al loro servizio
Per soddisfare ogni loro voglia e bravata.

È sera
Ovviamente noi siamo "invitati" ad assistere a questa festa
A queste risate bestiali ed urla nauseanti 
Al loro progressivo ed incessante ubriacarsi

Assistiamo in ginocchio
Ma presto capiamo che saremo anche 
Soggetti attivi della festa
Sempre in qualità di oggetti da usare 
Per umiliarci e ferirci

"Vieni tu, tu, tu, tu ed anche tu"
Cinque di noi
Me compreso
Sono presi e portati sulla pedana della festa
E trasformati in cavalli da corsa
Con un carro da trascinare
Come dei cavalli che tirano una biga 
Con sopra un tedesco.

Inizia la gara
Le frustate sui nostri corpi
Non si contano
E dobbiamo correre sermpre più forte
Perdere la gara non è consigliabile
Rallentare non è consigliabile
Cadere e perdere il passo non è saggio

La tua intera vita dipende da quella gara
Non te l'hanno detto
Ma tu lo sai
E corri, corri
Corri più forte che puoi
Intorno a quel cerchio che è la pista su cui si gareggia

Non ti hanno detto
Fermati 
Cedi
E morirai
Ma tu lo sai che è così
Ed infatti
Uno di noi cade a terra 
Una fragorosa frustata al costato per farlo rialzare
Lui ci prova ma inciampa nel tentativo e ricade
Altra sonora e devastante frustata
Lui ci ritenta ma è esausto
Stravolto
Ed allora pistola in mano 
Un colpo netto e deciso 
E Sam non è più con noi

Joseph è al limite
Le frustate unite al peso del suo carico
E alla sua esile figura, sono decisive
È il successivo:
Cade, si rialza, cade nuovamente
Pistola in mano
Il suono secco e tagliente della pallottola sparata a bruciapelo
Echeggia nell'aria
E Joseph stramazza a terra senza vita.

Immagino avrete intuito
Che se vi sto raccontando questi fatti
Ho vinto io la corsa
E due sono stati i premi incredibili ricevuti:
La vita salvata
Ed il suono straziante e rimbombante dei colpi di pistola
Che hanno ucciso come bestie i miei compagni sconfitti

Senti di impazzire
Vorresti urlare
Dentro di te 
Sei un turbine di terrore, rabbia e felicità per essere vivo
Ma devi controllarti
"Controllati Robert" ti dici
"Controllati, respira profondo
Ricorda occhi fissi e bassi
Occhi dritti ed inespressivi"

E torni alle baracche
In attesa che arrivi domani
Una nuova giornata da trascorrere all'inferno.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

36 commenti:

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Non bisogna mai dimenticare.
Sereno giorno.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER CAVALIERE: mai e poi mai!

Gus O. ha detto...

Si parla spesso del non dimenticare, ma è impossibile perché ancora oggi l'uomo ammazza un altro uomo per il colore della pelle, per l'etnia, per rubare.
La tua poesia è straziante. La follia omicida del nazismo che crea forni per bruciare i corpi di gente innocente, colpevole di essere ebrea, la bomba atomica scagliata dagli americani sui civili di due città giapponesi a guerra ormai finita e un bilancio agghiacciante del conflitto mondiale: 70 milioni di vittime.

Mirtillo14 ha detto...

Terribile quello che tanto bene hai descritto nella tua poesia. Ma , ormai, quando si parla doi campi di sterminio, non mi stupisco più di niente , anche se sempre mi chiedo come sia stato possibile che accadesso fatti tanto atroci come questo. Come si stato possibile che uomini (che non so neanche come definire, non "bestie" perchè , le bestie, queste cose non le fanno)commettessero tante atrocità sui loro simili, senza nessuna pietà, neanche per vecchi, donne e bambini, i più indifesi.Per questo è importante ricordare e trasmettere ai giovani queste memorie. Quando sento inneggiare al nazifascismo mi vengono i brividi. Guai se la storia ricadesse in quegli errori !!! Complimenti a te, sei stato bravissimo, come sempre e la tua poesia è molto toccante, nella sua drammaticità. Saluti cari.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER GUS: Sono stati anni terribili che hanno dimostrato la ferocia a cui l'uomo può arrivare. Vero sembra che l'uomo moderno la lezione non l'abbia poi imparata così bene visti i genocidi che si sono susseguiti dopo l'olocausto, e visto come le guerre continuano a dilaniare civili innocenti. Eppure basterebbe pensare a tutti quegli orrori per capire che si dovrebbe evitare di lasciare andare questo istinto bestiale che l'uomo sembra avere dentro di sé e che pare invece non sia in grado di fermare.

cristiana marzocchi ha detto...

Versi sconvolgenti che bene rendono l'idea di quella barbarie assoluta. Che sia stato un virus?
Cri

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MIRTILLO: la tua domanda è la mia. Come si è potuto arrivare a tanto? La memoria storica è importante proprio per far capire quali sono stati i fatti scatenanti e dare gli strumenti alle nuove generazioni, per saper cogliere questi elementi affinchè li si possa contrastare ed estirpare non appena si dovessero manifestare nella società moderna: Però visto quanto vedo in giro mi pare che molti siano distratti e non si rendano conto di quello che sta accadendo. Grazie per le tue parole a commento dei o miei versi.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER CRSTIANA: sono più propenso a credere che sia purtroppo farina del sacco dell'uomo, uomo che anche oggi compie atrocità terribili ed azioni efferate sia pure non di quella portata.

Maria D'Asaro ha detto...

Che specie orrenda siamo ... capaci di crudeltà efferate contro i nostri simili ... Ci sarà mai redenzione? Non lo so. E' bene comunque fare memoria per cercare di non ripetere gli orrori. Grazie. Buona giornata.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MARIA: memoria e ricordo per far capire e ricordare che orrori abbiamo commesso e di come non si deve più permettere che possano ripetersi.

marcaval ha detto...

Ritengo sia importantissima la giornata della memoria ... vorrei anche che si parlasse e si accendessero i riflettori sui crimini contro l'umanità che avvengono oggi ... per essere breve faccio solo un esempio: i Rohingya. Grazie Daniele per la tua grandissima sensibilità!

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MARCAVAL: giusto, guerra in Yemen,Rohingya, e tante altre realtà odierne di violenza e devastazione. Questa giornata è fondamentale. Grazie per le tue preziose e profonde parole.

Ariano Geta ha detto...

L'ho visto quel film, uno di quelli che che fanno vedere un lato inedito dei lagers, prigionieri che in qualche modo si ribellano. Terribile pensare che la ferocia altrui possa condurre uomini inermi a dover uccidere per sopravvivere.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER ARIANO: terribile concordo con te, ecco a cosa portano l'odio da una parte e l'istinto di sopravvivenza dall'altro.

digito ergo sum ha detto...

la prevaricazione, la violenza, la soppressione di ogni forma di libertà. e i tempi, fatti i debiti distinguo, non sembrano essere cambiati molto. occorre ricordare, perché non impariamo mai.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER DIGITO: giustissimo, fatati di dovuti distinguo le situazioni sembrano essere rimaste uguali anche oggi, anche oggi infatti l'uomo commette atti di violenza, prevarica e sopprime i suoi simili dimostrando di non aver saputo o voluto imparare nulla dalla Storia.

Pia ha detto...

Se mi permetti continuo il tuo discorso caro Daniele.

"A quei festini sono invitate
anche le nostre mogli, le nostre figlie.
Vengono ripulite e vestite
per l'occasione.

Servono ai pasti, alcune ballano, suonano, cantano.

Gli occhi ubriachi dei commensali.
A volte languidi sguardi
che si tramutano in parole oscene
gesti osceni.

Azioni oscene per il loro divertimento.
Violenze subite
impresse senza pietà.

Ormai donne
portate alla follia.
Magari resteranno incinte e
subiranno aborti.

Ma i loro corpi presto bruceranno
e non potranno neanche additare
i colpevoli.

Chi si salva
non può
non riesce ad esprimere l'orrore.

Sperando almeno di evitare
la reclusione
tra gelide e sconosciute mura
di case di cura per malati di mente.
Causante?
Una infinita pazzia nel terrore dei ricordi."

Perdonami, mi è venuta di getto. Se non ti fa piacere cancella pure.
Abbraccio e sempre forti le tue parole (tanto da influenzare anche me che non volevo scrivere nulla sull'argomento). Ciao e grazie.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER PIA: tranquilla :-))) non cancello nulla. Diciamo che è un altro aspetto egualmente drammatico e disgustoso della realtà dei campi. d'altronde i tipi di violenza ed aberrazione erano infiniti purtroppo.

LaDama Bianca ha detto...

Dev'esser stato davvero l'inferno, quello qui.
E tu hai saputo trattarlo con la durezza giusta.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER LA DAMA BIANCA: orrore puro.

MAX ha detto...

Mai dimenticare.
Non l’ho mai visto quel film..ma i tuoi versi così profondi e reali mi hanno fatto capire lo stesso la triste trama.
L’ultimo film che ho visto a tema è stato Il figlio di Saul .
Oggi a scuola di mia figlia han fatto vedere un film animato ( l’unico film d’animazIone sulla giornata della memoria prodotto dalla Rai del 2018) racconta in poco più di mezz’ora la storia vera di due bambine ebree italiane deportate assieme alla loro famiglia ad Auschwitz e sopravvissute all’olocausto.
La forza di questo cartone è di tracciare un parallelo tra il viaggio delle due bimbe verso l’inferno del campo nazista e lo stesso viaggio fatto però ai giorni nostri su un treno verso il lager polacco in visita di una scolaresca italiana, tra i quali ci son dei bulletti che prendono sotto gamba la destinazione e mettono in dubbio la veridicità storica dell’olocausto.
Si susseguono le vicende delle due bimbe come pure procede la visita della scolaresca dentro il lager.
Alla fine i bulletti visitando Auschwitz , i forni crematori , i campi e i tristi cimeli di chi ci ha veramente lasciato la vita , si ricredono e tornano a casa migliori.
Si chiama La stella di Andra e Tati e sta pure su Raiplay.
Alla fine il cartone sfuma lasciando le immagini reali delle due sorelle Bucci che parlano della loro esperienza ai ragazzi delle scuole.
Veramente bello.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MAX: sembra che tua figlia abbia visto davvero qualcosa di importante e di bello al contempo e ne sono felice perché è importante sensibilizzare i ragazzi su questo tema ed interessarli affinché acquisiscono quella coscienza storica fondamentale per tentare di evitare che tutto questo si ripeta. Sono contento che ti sia piaciuta la mia poesia è un tema per me molto importante.

Claudia Turchiarulo ha detto...

Non ho visto il film, ma vedrò di recuperarlo.
Questi versi trafiggono l'anima.
Mi sono immaginata in quel campo di concentramento, ad assistere inerme alla corsa.
Ho pensato che io sarei caduta immediatamente, pur di non sopportare oltre le angherie di quei mostri.
Ho la pelle d'oca al pensiero di vivere sospesa tra la morte e la condanna a morte.
Brividi.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER CLAUDIA: anch'io vedendo il film ho pensato che non ce l'avrei fatta e scrivendo la poesia ho pensato che avrei fatto la fine di Sam e joseph. Ecco un'altra tra le tante crudeltà che subivano, essere sospesi tra la morte e la condanna a morte cercando di lottare per rimanere vivi nonostante gli orrori che subivano ed a cui assistevano.

Mariella ha detto...

Mentre leggevo la tua straziante poesia, ho ricordato che, tra le tante testimonianze lette, ricordo quella di Oliver Lustig che raccontava come in uno dei campi d Birkenau, i prigionieri non facevano assolutamente nulla se non aspettare la selezione. O per la camera a gas o per andare in un altro campo di lavoro. Aspettavano. L'avvenimento più importante della giornata era l'appello. Allora perdevano la testa, dimenticavano tutto, perché dovevano allinearsi sperando di non dovere subire botte che i soldati distribuivano alla cieca con dei grossi randelli.Erano esausti, affamati, tormentati dalla sete, pieni di ferite per le batoste, eppure, per non rischiare di venire uccisi al momento, disperatamente si allineavano. Ombre opache di quello che erano stati. Uomini privati di tutto, persino della loro dignità. Meglio la morte allora. Che tanto una volta morti, non c'era più nulla da temere.
Grazie Daniele, per questa poesia disperante e disperata. Come appunto erano quegli uomini.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MARIELLA: grazie a te per il tuo post sul tuo blog che consiglio a tutti di andare a vedere e per questo tuo commento . Ho sentito stasera Edith Bruck su sky tg 24 in "Avevo 12 anni" raccontare la sua devastante testimonianza di deportata e ricordava proprio anche il drammatico momento dell'appello. Sono stati orrori indicibili e non è detto irripetibili. Sono tempi pericolosi, brutti ed insidiosi ed è vero, oggi più che mai la memoria storica ha una valenza fondamentale per sperare di seminare umanità e pietas ed impedire che questo orrore si ripeta.

Voltaire ha detto...

Gran bei versi per non dimenticare i crimini e la persecuzione nei confronti degli Ebrei. Importanti per creare quella consapevolezza che oggi troppo spesso manca e superare il muro dell'indifferenza.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER VOLTAIRE ti ringrazio sono onorato dalle tue parole.

fulvio ha detto...

Ciao Daniele,spesso mi chiedo come persone normali hanno potuto accettare le aberranti idee e per queste diventare peggio della bestie,perché gli animali non odiano.
La cosa che non accetto, non sopporto e non comprendo che ancora oggi esistano delle merde umane che si ispirano alla vergognosa idea nazifascista.
Taccante lirica.complimenti
Ciao fulvio

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER FULVIO: esistono ancora oggi perché da un lato sono brutta gente, perché l'essere umano sa e può essere cattivo d'animo e di pensiero, e poi anche per una forte ignoranza. È stato un capitolo terribile della Storia dell'umanità così orribile da fare fatica a spiegarlo a capire come sia stato possibile che l'essere umano abbia potuto arrivare a tanto.

Arwen Elfa ha detto...

Purtroppo ci sono gravissimi e tremendi errori umani che vengono sempre rifatti e reiterati nel tempo, nonostante la storia abbia provato che sono cose orribili ed inumane. Che tristezza di cervalli

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER ARWEN: L'uomo non vuole mai imparare la lezione della Storia.

Angela ha detto...

Nonostante legga ogni anno almeno un libro sull'argomento e continui a guardare film, documentari ecc..., immaginare soltanto l'orrore che milioni di persone hanno subito... strazia davvero il cuore.
e pensare che tante brutture si perpetrano nel mondo tutt'oggi, provoca tristezza, unita alla triste consapevolezza che non sempre la storia è maestra di vita. Non per tutti, almeno.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER ANGELA: vero, immaginare quell'orrore così devastante riesce difficile a tutti noi. Così nome vedere che l'uomo fatica ad imparare la lezione della Storia fa molto male.

Patricia Moll ha detto...

Che sconvolgimento hai provocato in me con i tuoi versi! Che dolore rabbioso!
E se penso che c'è chi dice che ne campi stavano bene, lontano dalla guerra, al caldo... grrrrrrrrrrrrrrr

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER PATRICIA i negazione stiamo sono brutta gente