mercoledì 15 gennaio 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Isabel"

ISABEL

Isabel
18 anni
E la tua vita non è mai stata un sogno

Orfanotrofio
Case famiglia
Adozioni sbagliate
Ed ora 
Ora che sei da sola
E che da sola andrai per la tua strada
Nulla ti spaventa
Nulla può più toccarti o ferirti.

Tu sai bene cosa farai
"Mai più pesce piccolo
Ma squalo
Io dominerò questa infame catena alimentare dell'umanità
E mi prenderò ciò che mi appartiene."

Isabel
Occhi verdi e borsetta nuova
"Come l'hai avuta?
"Vuoi davvero saperlo" Ti risponde
Ed un sorriso malizioso e disincantato spiega tutto.

Isabel
Infanzia sottratta
Adolescenza annientata
Sei cresciuta troppo in fretta
Sei cresciuta nel modo sbagliato
Sei cresciuta pensando che il mondo sia solo una guerra
Dove ogni giorno ci si divora famelici
Dove non c'è spazio per la solidarietà
E dove per te non può esistere la possibilità di sognare
Quella possibilità che hanno le tue coetanee
Quella possibilità che
In verità
Ti hanno rubato.

Isabel
Sguardo amaro
Duro
Sguardo di chi non è nata nei luoghi "giusti"
Di chi non ha avuto la fortuna 
Di ricevere ogni sera il bacio della buonanotte.

Isabel ora lavora
Fa carriera
Ma non si dimentica mai da dove viene
Cosa ha subito
E mantiene la fame del predatore
E scala quella catena con ogni mezzo
In ogni modo,
La scala per arrivare in cima e restarci.

Freddezza nei suoi occhi
Spregiudicatezza
E fame di arrivare,
I tratti somatici della sua anima.

Nessuno spazio per un sorriso
Per i sentimenti
Nessuno spazio per nulla che non sia
Esclusivamente
Il suo pensiero fisso
L'obiettivo da centrare:
Essere l'anello dominante della catena

Isabel ci riesce
Ora è temuta
È ricca
È spietata
È sola.

Isabel
You win
But your life has never been a dream

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

42 commenti:

Ariano Geta ha detto...

A volte non ci si pensa, ma il senso di solitudine dei ragazzi cresciuti in una casa famiglia poiché i loro genitori erano in qualche modo inadatti (o più spesso del tutto disinteressati) è una cosa tangibile. Io ne ho conosciuto uno di questi ragazzi, si capiva che avrebbe voluto tanto avere ricordi dell'infanzia con una famiglia anziché in una comunità.

Gus O. ha detto...

Ci sono tante Isabel dalla vita distrutta. Non è il mondo che vogliamo, ma la violenza vince anche per l'indifferenza degli altri. Anche questa bellissima poesia esprime la tua sofferenza
straziante e senza speranza. Tu, in un certo senso, rappresenti anche il mio dolore e fi quelli che vivono male a causa di un mondo ingiusto.

digito ergo sum ha detto...

genitori "inadatti". boh. ognuno rifletta per sé. chi ha dei genitori da top 10? chi è genitore da "genitore dell'anno"? e chi decide chi è adatto a fare il genitore? lo stato? gli specialisti?

lo stato educa o impone il rispetto del costume? (quale?)

non so. chi decide? chi applica? chi giudica?

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER ARIANO la colpa può anche essere di genitori inadatti ma poi quando sei in quei luoghi se non trovi amore la colpa è di chi ti sta crescendo o dovrebbe farlo al loro posto.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER GUS sono profondamente toccato e commosso dal tuo commento e ti ringrazio con tutto il cuore. Aggiungo che concordo totalmente con il fatto che ci siano tante Isabel nel mondo, un mondo che non vorremmo ma che spesso ingiustamente subiamo.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER DIGITO infatti come ho risposto ad Ariano anche ammettendo che la prima vera causa siano genitori sbagliati poi però la responsabilità della crescita anche emotiva di Isabel in questo caso è proprio di chi dalla famiglia l'ha prelevata. Ed anch'io andrei sempre molto cauti salvo casi evidenti, prima di sottrarre un bimbo o bimba alla famiglia d'origine

Angela ha detto...

Tanti sono i fattori che fanno l'infanzia di ciascuno infelice o serena... E a prescindere dai perché, il dato di fatto è che ci sono giovani esistenze spezzate, e il processo di "ricostruzione" di se stessi è qualcosa di difficilissimo...
Non so cosa significhi (per esperienza, intendo) vivere la realtà di una famiglia disagiata o del vivere in case famiglia..., ma di certo è qualcosa di estremamente doloroso che ti segna per tutta la vita...

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER ANGELA: certamente segna per tutta la vita, ma questo segno è ancora più forte se in quei luoghi sostitutivi della famiglia originaria non si trova l'affetto, l'amore che è necessario a quell'età.

Voltaire ha detto...

Io capisco tutto ma quando una persona, per aver avuto una vita difficile, diventa uno squalo senza rendersi conto che esistono altre vie, merita biasimo e non pietà. Ho avuto l'esperienza di un capo come Isabel. Freddo e poco rispettoso del personale. La mia azienda di allora lo ha sempre tutelato e coperto dicendo:"Dovete aver pazienza è rimasto orfano da piccolo e ha vissuto tanti anni di orfanotrofio." Intanto continuava a vessare la gente. Per evitarlo e avere tranquillità accettai un trasferimento un po' scomodo mentre il collega che venne al mio posto, esasperato, lo aspettò fuori dall'ufficio con tutte le conseguenze. Voglio dire che tutti abbiamo frustrazioni e dispiaceri ma non possiamo sempre condizionare la nostra vita e i rapporti con gli altri dalle nostre cattive esperienze e, specialmente, tenere comportamenti sgradevoli e vessatori nei confronti di chi, con le nostre vicissitudini, non ha nulla a che fare.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER VOLTAIRE: ma Isabel non vessa nessuno e rispetta tutti, solo pensa prima a se stessa e non antepone gli altri al suo obiettivo ed è spietata. è vero, se deve. Io credo che le persone che descrivi tu come un capo che hai avuto, possano esserci ed essere così stronze come tu le hai mostrate giustamente, senza bisogno di essere state orfane. Io analizzavo nei miei versi soprattutto una sorta di anafettività ereditata dalla situazione vissuta durante i primi anni di vita con anche certamente i risvolti negativi di una ferocia ed una spietata spregiudicatezza che sono tratti caratteriali non proprio encomiabili.

Voltaire ha detto...

Chi ha fame da predatore, chi cerca di essere l'anello dominante della catena quasi inevitabilmente (non so se senza accorgersene) finisce inevitabilmente col creare problemi agli altri e, inavitabilmente, si trova sola. Forse io son scottato (e molti anche più di me) ma non riesco a provare comprensione o pietà per questa gente. Preferisco chi, partendo da situazioni di sfavore familiare e sociale, sceglie una via di crescita interiore e, pur perseguendo i propri sogni e le proprie legittime aspirazioni, lo fa senza la mira di porsi, come un predatore, in cima alla catena alimentare.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER VOLTAIRE: certo, concordo con te che chi riesce a superare quei dolori attraverso una vita diversa rivolta al prossimo o cmq non mirata a raggiungere con ogni mezzo un obiettivo, sia una persona migliore di Isabel, ma ripeto Isabel è una donna che semplicemente, visto quello che ha sofferto, non ritiene importanti i rapporti affettivi, anzi li ritiene un danno e si fida solo di quello che è materiale e non lo fa per crudele sadismo ma proprio per sua natura personale. Poi, ripeto, anche lei perde perché appunto non riesce a passare oltre ai traumi subiti e quindi è sola pur avendo raggiunto la vetta del successo che lei inseguiva. Vero è che se da un lato non ha interesse a vessare nessuno, dall'altro è spietata per cui dovendo far affondare una persona per ottenere il proprio risultato, non ci penserebbe due volte

MAX ha detto...

E gli arrivisti che si comportano come Isabel anche senza aver subito la stessa carenza d’affetto o comunque senza aver avuto un infanzia difficile ?
Isabel ha una “giustificazione “ se così vogliamo chiamarla anche se son d’accordo con Voltaire ...non ci sono giustificazioni per chi non si fa scrupoli pur di arrivare!
Poi se vogliamo dirla tutta credo che predare non sia il termine più adatto..il predatore caccia per sfamarsi in natura non per prevaricare sugli altri a scapito degli altri.
Comunque la poesia mi piace dipinge una donna che oltre ad essere destinata a rimanere sola e condannata a non essere mai felice davvero.
Complimenti

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MAX: giusto, ci sono anche coloro che non hanno la "giustificazione" o se preferisci "l'attenuante" del proprio passato ossia di un'infanzia dura e difficile. Concordo pure io sul fatto che cmq chi non si fa scrupolo di arrivare non sia poi una bella persona anche se dotata di "attenuante". È vero il predatore animale caccia per sfamarsi ma il termine nel linguaggio comune è spesso usato quando si parla di umani, in senso più crudele di solito, ossia si considera proprio chi si comporta come Isabel e cioè mettendo l'accento di più sull'aspetto della ferocia. Complimenti a te che hai centrato ancora una volta la questione ossia quello che volevo "dipingere" con la poesia

Nick Parisi. ha detto...

Ben fatto! Come sempre! In questi giorni ti scrivo, ci sono novità rispetto a quella cosa che sai.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER NICK: grazie! Attendo tue notizie.

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Le persone che hanno vissuto un'infanzia particolarmente difficile, spesso non riescono a superare certi traumi, avendo anche tante difficoltà a relazionarsi con altri.
Saluti a presto.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER CAVALIERE: infatti è proprio vero e Isabel rispecchia queste caratteristiche.

Voltaire ha detto...

Volevo solo aggiungere che la poesia comunque è bella e giunge ad una conclusione importante. È vero che sua vita non è mai sta un sogno ma è anche vero che, perseguire ostinatamente certe strade, porta, inevitabilmente, a trovarsi in quello stato di solitudine che tu giustamente sottolinei. Alla fine il raggiungimento del successo professionale è costato quanto una "vittoria di Pirro'. Un salutone a te e, a presto.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER VOLTAIRE: esatto, è proprio questo che volevo mettere in luce. Grazie di cuore per i complimenti

Claudia Turchiarulo ha detto...

Ho temuto che Isabel facesse la baby escort. Son felice del lieto fine di questa poesia, sebbene questa ragazza non riuscirà mai ad essere pienamente felice. Tutto quello che la vita le ha tolto non potrà restituirglielo mai...

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER CLAUDIA: in questo caso il lieto fine è al contempo l'amaro finale che sta proprio nel suo successo che però non le regala gioie fondamentali della vita.

Patricia Moll ha detto...

Un finale più amaro che lieto. Successo sì ma a che prezzo! Infanzia negata,famiglia vera o affidataria inesistente,borsetta ottenuta sappiamo come.... e solitudine,tanta solitudine e dolore dentro. Dolore magari schiacciato in fondo all'anima, privato di lingua e voce ma sempre presente.
Povera Isabel!

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER PATRICIA: infatti come rispondevo a Claudia, l'apparente e da un lato effettivo e concreto lieto fine è al contempo l'amaro finale della poesia proprio per le ragioni che esponi brillantemente nel tuo commento.

Mariella ha detto...

È una poesia dura, come Isabel da adulta. Per fortuna, la maggior parte dei bimbi che vivono in case famiglia per un certo periodo e poi vengono adottati in via definitiva quando non possono tornare alle famiglie originarie, grazie al contributo importante degli operatori, poi ha una vita serena.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MARIELLA: vero, una poesia dura proprio come il personaggio di cui tratta, ma per fortuna ci sono anche i casi come dici tu più a lieto fine.

Paola S. ha detto...

...è che a volte forse è meglio perdere?

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER PAOLA: no, sarebbe perfetto vincere nel modo giusto.

Mirtillo14 ha detto...

Come sempre, una poesia dai toni "forti" che tocca un argomento di grande attualità. Una ragazza che ottiene la ricchezza, il successo ma al prezzo di tanta solitudine e di una gioventù negata! Quindi un finale amaro perchè l'affetto di una famiglia non c'è stato. Saluti.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MIRTILLO: hai sempre la sensibilità giusta per arrivare al messaggio di ogni mia lirica.

Voltaire ha detto...

È stato molto importante quel che hai detto prima:"è meglio vincere nel modo giusto". Non ci devono essere macchie nelle vittorie e le sconfitte meglio evitarle, specie quando si è già provati dalla vita. Buona serata a te e a presto.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER VOLTAIRE: è quello che penso e condivido la tua riflessione. A presto!

cristiana marzocchi ha detto...

Il verso finale della tua poesia è perfetto per descrivere la vita di chi ha subito traumi , fame e ingiustizia durante gli anni in cui si forma il carattere di una persona. E tu sei speciale per trovare le parole e le immagini più appropriate.
E' anche comprensibile che molti debbano farsi spazio a gomitate per uscire dal buio .
Cri

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER CRISTIANA grazie sei sempre meravigliosa e mi lasci sempre commenti speciali. Vero nella vita c'è da lottare ma come dicevo anche precedentemente è possibile farli anche senza avere la triste ferocia di Isabel.

Guchi chan ha detto...

Che amara conclusione per questa donna... Eppure ci sta tutta, ahimè.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER GUCHI: benvenuta in questa agorà! Purtroppo sì seguendo quel percorso il risultato non poteva che essere questo.

redcats ha detto...

spesso la spietatezza è la cifra di questa società,
indipendentemente da case famiglie e orfanotrofi.
Bella la tua storia, terribile

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER REDATTA Vero ma in questo caso rispetto ad altri Isabel ha l'attenuante

Anonimo ha detto...

Molte volte il passato ci segna particolarmente, c'è chi riesce cmq a ricavarne qualcosa di positivo, di buono, empatico. E chi, lo trasporta in tutto quello che fa, a volte facendoti sentire ancora più sola di quello che non si era prima, arrivare in cima e continuare a guardare dall'alto al basso, senza realmente abbassarsi. A volte noi giustifichiamo queste persone, anche con una vena di compassione per ciò che hanno vissuto e sono diventate. La realtà è che non bisogna mai dimenticarsi di essere umani.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER LA B Vero il passato ci segna profondamente ed hai ragione sul fatto che si dovrebbe sempre restare umani ma non tutti purtroppo vi riescono ed in quel caso chi ha avuto un passato difficile ha in esso un'attenuante sempre che non faccia atti violenti ovviamente. Isabel ha quell'attenuante ma cmq paga un prezzo alto al suo comportamento ossia la solitudine

Carmine Volpe ha detto...

Arrivo un po tardi su tanti interventi
La vita non è uguale per tutti, ogni esperienza è diversa e personale, non si può giudicare, bisogna superare certe esperienze e non portare rancore, se nessuno ci ha teso una mano, non è una ragione per non tenderla verso il prossimo.
Ho imparato con l'età a perdonare e a non portare rancore a sviluppare per crescere una mia serenità interiore.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER CARMINE belle parole che condivido purtroppo Isabel non è riuscita a metterle in pratica