Sono sicuro che nonostante sia passato un po' di tempo, conosciate e ricordiate tutti lo scandalo avvenuto in un asilo di Bibbiano.
Le indagini hanno già dimostrato come Bibbiano non sia un caso isolato in quanto si è scoperto che i presunti (giuridicamente parlando) responsabili ora indagati, avevano commesso quei reati e quei fatti ad essi connessi anche in quasi tutti gli altri posti in cui avevano lavorato precedentemente.
In realtà alla domanda del titolo del mio post, si può e si deve dare risposta affermativa anche al di fuori dei fatti compiuti in passato dagli indagati per quanto commesso a Bibbiano, in quanto Bibbiano non è una realtà isolata poiché anche al di fuori delle persone qui coinvolte, esistono tante altre realtà simili od uguali a quella più conosciuta in quanto molti sostengono, uno di questi è
Massimo Mazzucco per fare un esempio, che il sistema dell'affido dei bambini prelevati da famiglie disagiate sia marcio profondamente nel suo insieme.
I servizi sociali con la connivenza del Comune inviano gli assistenti sociali dentro le famiglie presunte disagiate. Questi bambini vengono prelevati anche a volte da famiglie magari monoreddito ma non per forza di cose in condizioni così precarie da giustificare l'allontanamento. Inoltre i minori prelevati vengono inseriti ed affidati a Case Famiglia. Per il mantenimento mensile di questi ragazzi, il Comune versa per ciascuno di essi, alla struttura che li ospita, una somma mensile che varia dai 700 euro a qualcosa in più, immagino, per es. nell'ipotesi di un bambino piccolo e più è piccolo più si ricevono sussidi. Questo quindi, è stato dimostrato anche in passato da un servizio di Skytg 24 che i
o vi linkai QUI insieme ad una mia poesia che già qualche tempo fa affrontava questo problema, può diventare un grosso business se quel denaro viene utilizzato per quel minore solo in minima parte.
A questo aggiungiamo la possibilità che potrebbe a volte realizzarsi, che i servizi sociali ricevano spesso delle bustarelle dalle Case Famiglia per avere queste ultime più "clienti piccolini" da gestire: insomma una sorta di percentuale sul minore procacciato alla struttura stessa.
Tutto questo accade e può accadere per colpa di una legge vecchissima, all'interno della quale infatti non è previsto né un vero elenco dei motivi che possano portare alla sottrazione dei minori alla responsabilità genitoriale, né tantomeno la possibile durata. È considerato un provvedimento temporaneo e questo vuol dire di fatto che non è appellabile, quindi non è suscettibile di ricorso mediante un tribunale, ma al contempo può durare anche anni: perfino sino alla maggior età del soggetto preso in carico. D'altronde quella legge stabilisce che per non essere prelevati, una famiglia debba garantire al minore un armonioso sviluppo psicofisico seguendo le inclinazioni naturali del bambino. Come avrete voi stessi notato, si tratta di un concetto molto vago e labile per cui dentro ci può stare tutto ed il contrario di tutto.
Molti giornalisti d'inchiesta sostengono di fatto oggi che, fatte salve le figure oneste che ovunque sono ovviamente presenti e quindi anche all'interno di questo ambito lavorativo, detto sistema sia di fatto marcio e che casi come Bibbiano, scavando un po', se ne possano trovare tanti altri.
Un ultimo aspetto da evidenziare è come questi minori (per nulla aiutati a crescere ed a svilupparsi psicologicamente e fisicamente all'interno di molti di questi lager che sono poi quelle strutture) raggiunti i 18 anni, ossia la maggiore età, poiché il Comune ovviamente non sgancia più un euro, spesso e volentieri vengono sbattuti fuori dalle Case Famiglia anche se non sanno dove andare e/o non vogliono o possono tornare alla loro famiglia d'origine. Molto interessante al riguardo una testimonianza di una madre vicentina intervistata da Mazzucco attraverso un video postato poi sul suo account facebook.
È auspicabile pertanto oltre che un controllo più severo sui servizi sociali, anche una nuova legge che sia più rigida, chiara, elencativa, esaustiva e seria in relazione all'affido di minori che vivono in famiglie disagiate.