lunedì 9 settembre 2019

L'Angolo del Rockpoeta®:"Worldwatching"

WORLDWATCHING 

Dalla mia finestra
Vedo le vostre nefandezze 
Le vostre tendine bianche tirate
Zerbini perfettamente lavati.
Ed i vostri luridi peccati.

Vedo genitori pedofili
Toccare figlie innocenti
Osservo povertà rimestare 
Dentro cassonetti della spazzatura
Avverto folate d'aria chimica 
Trasportate dal vento.

Dalla mia finestra
Affacciata con vista sul mondo
Osservo le sue oscenità
E provo a sconfiggerle

A sconfiggerle urlando il mio sdegno
Dalla porta principale.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 6 settembre 2019

L'Angolo del Rockpoeta® "Stato DI Condizione Necessaria"

STATO DI CONDIZIONE NECESSARIA

Ti ho vista
Rannicchiata in un angolo sotto la pioggia battente
Con in grembo tuo figlio di appena un anno forse.

Impiegata fino ad un anno prima
Ma la crisi è impietosa
E fagocita tutti quanti senza pietà.

Un cassettone ed una coperta
Vivi on the road non per scelta

Suoni i Beatles con la tua chitarra
Agli angoli delle strade
Cerchi con la massima dignità possibile di sbarcare il lunario

A te le chiacchere politiche su alleanze programmatiche
Reddito di cittadinanza
O prima ancora gli 80 euro
Non ti sfiorano
Tu sei sotto perfino quelle soglie
Così al di sotto da non rientrare in nessuna di quelle misure.

Yesterday, canti
Yesterday era diverso
La tua vita forse non ti sorrideva
Ma almeno ti permetteva un'esistenza dignitosa.

Ho sognato di te la scorsa notte
Ti ho sognata in una casa calda ed accogliente
Con una stanzetta per il tuo bimbo ed un sorriso di luce 
Arrivare dalle finestre.

Ti ho sognata la scorsa notte
Ma il mattino seguente non c'eri più
Non eri più nel tuo solito angolo
Non eri più rannicchiata con tuo figlio dentro quel cassettone.

Ti ho sognata ancora
Sempre in situazioni liete
Ma da allora non ti ho più rivista
Da allora sei diventata come tanti altri homeless
Invisibile. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 4 settembre 2019

L'Angolo del Rockpoeta®: "Horror Movie"

Poesia ispirata da un fatto realmente accaduto di cui ha parlato ieri in un suo post Claudia Turchiarulo la morte in un supermercato di una donna di 74 anni e...

HORROR MOVIE

È in coda come ogni mattina
Poca spesa nel carrello
Quello che la pensione le permette.

È una buona persona 
In fondo lei stessa si dice "Anche Dio sa che sono una buona persona".

Anche questa mattina è in fila come sempre
Due cestelli d'acqua naturale, un po' di verdura
Carne e gelato, una piccola ghiottoneria che non può mancare.

Sta per arrivare il suo turno
Un capogiro
Vista che si annebbia
sviene a terra
"Non sarà nulla, ora mi rialzo"
Ma la vista si oscura e perde conoscenza.

Tutti intorno a lei subito si preoccupano del suo stato di salute
Cercano un medico
Lei però ci ha lasciati
Dio l'ha presa con sè forse proprio perchè era una brava persona.
Tutti sgomenti e scioccati sono attoniti intorno a lei altri piangono.

Questo è quanto tutti voi immaginate sia accaduto ed invece...
Dopo queste poche righe degne di una romantica sceneggiatura
Vediamo davvero come si sono svolti i fatti.

Perde conoscenza 
Vista che si annebbia
sviene e muore.

Da qui in poi il film è diverso da quello cbe vi ho raccontato
Nessuno la considera
Ignorata e da alcuni quasi considerata un impiccio
Un ostacolo tra loro e la cassa
Un fastidio doverla scavalcare.

Molti continuano come se nulla fosse successo
Nonostante alcuni si indignino e restino sgomenti da quello a cui assistono

In questo bel riquadro
Sembra fortunatmente 
Sia mancato il selfista professionista 
Pronto ad immortalarsi con la vecchina morta
sdraiato con lei magari mostrando anche
La marca di un prodotto del supermercato.

D'altronde immaginate quanta pubblicità
"Venite a vedere e comprate nel supermarket dove è morta
L'anziana donna!".

Ed ecco che ancora una volta
La nostra società ha perso un'occasione
Invece di mostrarci un film drammatico
Ma dai risvolti sentimentali di solidarietà e rispetto
Ci ha proposto un horror movie di serie B
Di quelli volgari ed indicativi soltanto 
Di una sempre maggiore perdita di coscienza individuale.

La verità è che quel giorno
Con il corpo di quella vecchina
Sono decedute centinaia di anime forse neanche mai esistite
O forse solo composte di vuoto a perdere
Non Anime fragili ma Anime già morte.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 2 settembre 2019

OPINIONE DEL ROCKPOETA®: Bibbiano, Realtà Isolata?

Sono sicuro che nonostante sia passato un po' di tempo, conosciate e ricordiate tutti lo scandalo avvenuto in un asilo di Bibbiano.

Le indagini hanno già dimostrato come Bibbiano non sia un caso isolato in quanto si è scoperto che i  presunti (giuridicamente parlando) responsabili ora indagati, avevano commesso quei reati e quei fatti ad essi connessi anche in quasi tutti gli altri posti in cui avevano lavorato precedentemente.

In realtà alla domanda del titolo del mio post, si può e si deve dare risposta affermativa anche al di fuori dei fatti compiuti in passato dagli indagati per quanto commesso a Bibbiano, in quanto Bibbiano non è una realtà isolata poiché anche al di fuori delle persone qui coinvolte, esistono tante altre realtà simili od uguali a quella più conosciuta in quanto molti sostengono, uno di questi è Massimo Mazzucco per fare un esempio, che il sistema dell'affido dei bambini prelevati da famiglie disagiate sia marcio profondamente nel suo insieme.

I servizi sociali con la connivenza del Comune inviano gli assistenti sociali dentro le famiglie presunte disagiate. Questi bambini vengono prelevati anche a volte da famiglie magari monoreddito ma non per forza di cose in condizioni così precarie da giustificare l'allontanamento. Inoltre i minori prelevati vengono inseriti ed affidati a Case Famiglia. Per il mantenimento mensile di questi ragazzi, il Comune versa per ciascuno di essi, alla struttura che li ospita, una somma mensile che varia dai 700 euro a qualcosa in più,  immagino, per es. nell'ipotesi di un bambino piccolo e più è piccolo più si ricevono sussidi. Questo quindi, è stato dimostrato anche in passato da un servizio di Skytg 24 che io vi linkai QUI insieme ad una mia poesia che già qualche tempo fa affrontava questo problema, può diventare un grosso business se quel denaro viene utilizzato per quel minore solo in minima parte.

A questo aggiungiamo la possibilità che potrebbe a volte realizzarsi, che i servizi sociali ricevano spesso delle bustarelle dalle Case Famiglia  per avere queste ultime più "clienti piccolini" da gestire: insomma una sorta di percentuale sul minore procacciato alla struttura stessa.

Tutto questo accade e può accadere per colpa di una legge vecchissima, all'interno della quale infatti non è previsto né un vero elenco dei motivi che possano portare alla sottrazione dei minori alla responsabilità genitoriale, né tantomeno la possibile durata. È considerato un provvedimento temporaneo e questo vuol dire di fatto che non è appellabile, quindi non è suscettibile di ricorso mediante un tribunale, ma al contempo può durare anche anni: perfino sino alla maggior età del soggetto preso in carico. D'altronde quella legge stabilisce che per non essere prelevati, una famiglia debba garantire al minore un armonioso sviluppo psicofisico seguendo le inclinazioni naturali del bambino. Come avrete voi stessi notato, si tratta di un concetto molto vago e labile per cui dentro ci può stare tutto ed il contrario di tutto.

Molti giornalisti d'inchiesta sostengono di fatto oggi che, fatte salve le figure oneste che ovunque sono ovviamente presenti e quindi anche all'interno di questo ambito lavorativo, detto sistema sia di fatto marcio e che casi come Bibbiano, scavando un po', se ne possano trovare tanti altri.

Un ultimo aspetto da evidenziare è come questi minori (per nulla aiutati a crescere ed a svilupparsi psicologicamente e fisicamente all'interno di molti di questi lager che sono poi quelle strutture) raggiunti i 18 anni, ossia la maggiore età, poiché il Comune ovviamente non sgancia più un euro,  spesso e volentieri vengono sbattuti fuori dalle Case Famiglia anche se non sanno dove andare e/o non vogliono o possono tornare alla loro famiglia d'origine. Molto interessante al riguardo una testimonianza di una madre vicentina intervistata da Mazzucco attraverso un video postato poi sul suo account facebook.

È auspicabile pertanto oltre che un controllo più severo sui servizi sociali, anche una nuova legge che sia più rigida, chiara, elencativa, esaustiva e seria in relazione all'affido di minori che vivono in famiglie disagiate.

venerdì 30 agosto 2019

L'Angolo del Rockpoeta®: "Survive - Mantra"

Gli spazi virtuali possono essere importanti luoghi di sensibilizzazione e di lotta e per questo essere scomodi, scomodi (e quindi da difendere) perché chi li utilizza incita il mondo reale a lottare anch'esso e non solo in rete ma anche nelle piazze ed ovunque si assista ad ingiustizie, ogni giorno. Ecco da quale assunto nasce questa poesia.

SURVIVE - MANTRA

Versi di lotta 
Versi di rabbia
Versi di rivolta
Per cancellare questo dolore tutto in una volta!

Annientate le nostre voci virtuali
E sentirete tremare le piazze

Soffocate le mie parole
E sentirete il fiato delle mie pallottole

E se non riuscendo a domare il nostro fuoco virtuale
Ci cancellerete
Accenderemo i nostri corpi come torce al vento
E vi avvolgeremo in un infuocato abbraccio mortale

E se non potremo versare sangue virtuale
Figlio di sofferenze quotidiane
Verseremo sangue reale 
E ne cospargeremo le vostre bocche 
Fino a soffocarvi.

Annegherete nel fuoco
Soffocherete tra i bossoli
Annienteremo questa cappa di silenzio.

E come scintille di vita 
Riluttanti a perdersi nell'oblio
Illumineremo strade e palazzi
Con le nostre angosce
Anestetizzando le vostre menti perverse
Annichilendo il vostro fetido respiro.

E' vero
Sono versi di lotta
Versi colmi di rabbia
E forse anche di rivolta

Ma sono soprattutto versi di dolore
Sono slogan dell'anima scritti sulla sabbia
Come gote bagnate da lacrime di indifferenza

Sono il mio mantra per non morire.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 28 agosto 2019

L'Angolo del Rockpoeta®: "Siamo Noi"

SIAMO NOI

Siamo noi
I capitani della nostra vita
Tesi a destreggiarci tra le onde salmastre
Delle nostre ruvide esistenze.

Siamo noi
La zattera accecata dal vento dei nostri destini
Siamo noi
Imbarcazioni imbarazzanti divorate dai raggi del sole.

Impauriti e tremebondi
Ma altezzosamente spavaldi
Per nascondere i nostri timori
I dubbi sulla nostra rotta
E le nostre innumerevoli perplessità
Sui nostri timidi sogni irraggiungibili.

Siamo noi
Quella bussola guasta
Quell'ago impazzito
Quel desiderio malato di sopraffazione
Quella sirena stridula
Impronta sonora e prova della nostra irresponsabilità
Simbolo e segno concreto di un'aria irrrespirabile dalla quale proteggersi

Siamo noi
Follia pura dentro un supermercato
Homeless
Turisti del sesso
Capitani della nostra vita
Degradati a semplici mozzi
Teleguidati da burattinai invisibili,
Incapaci di ribellarci.

Siamo noi
Esploratori in cerca di un'anima
Avventurieri a caccia di un sogno da umiliare
Siamo noi
Contraddizioni viventi
Imbarazzanti esistenze
Patetiche vite prive di luce.

Siamo noi
Capitani della nostra vita
Irrimediabilmente condannati a destreggiarci
Tra onde impietose e crudeli

Siamo noi
Quella zattera in balia delle correnti
Quello sguardo perso nel nulla
Incapace di resistere al seduttivo richiamo
Di falsi miti e fantomatiche leggende
Attratto irresistibilmente
Dal fascino malvagio dell'illusione e dell'inganno

Noi siamo tutto questo e tanto altro ancora
Ma siamo anche
Quel sorriso ingenuo
Pronto a morire per un ideale.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 26 agosto 2019

L'Angolo del Rockpoeta®: "I Patetici 4 (+4)"

I PATETICI 4 (+4)

Le hanno conosciute ieri sera in discoteca
Sono proprio fighe, se le vogliono fare
Devono far colpo su di loro.

Giorno dopo
In spiaggia tutti insieme
Loro devono sedurle, fare colpo in ogni modo.

Chiamano l'inserviente
Ordinano una bottiglia di Veuve Clicquot
Ma non una qualunque
Oltre cinque litri, una magnum

Li notano tutti
Arriva una sorta di cassapanca in legno
Trasportata da 4 ragazzi come paggi alla corte del Sovrano

Si apre e tra quintali di ghiaccio 
Esce lei, come per magia, la bottiglia.

Sguardi di incredulità misti a disgusto
Scorrono come brividi di ghiaccio lungo tutta la spiaggia
Loro, ragazze comprese,
Noncuranti di quanto siano patetici e ripugnanti allo stesso tempo
Iniziano a bere.

Sono già un po' alticci
Quando lasciano la bottiglia
Con ancora più di due terzi di vino
Uno spreco in sfregio a chi quella bottiglia 
Non può permettersi neanche di guardarla da quanto costa.

Sbruffoni
Ignoranti e volgari
Pagano dividendo tra loro quattro quella spacconata
Sperando di averle impressionate

Mattino dopo
Scenario surreale
Loro 4 da una parte e le ragazze dall'altra
Ed il piacere di pensare che forse tutta quella farsa
Ha partorito un sonoro e fragoroso fiasco.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®