mercoledì 13 ottobre 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "We Don't March, We Walk"

 È facile prendere strade, decisioni, scelte popolari, più difficile prendere quelle giuste, quelle secondo coscienza. Lo affermava molto prima di me un certo Martin Luther King....  Lui esattamente diceva:

"La vigliaccheria chiede: è sicuro?
L'opportunità chiede: è conveniente?
La vana gloria chiede: è popolare?
Ma la coscienza chiede: è giusto?
Prima o poi arriva l'ora in cui bisogna prendere una posizione che non è né sicura, né conveniente, né popolare ma bisogna prenderla perché è giusta."
(Martin Luther King)

Io molto più immodestamente invece mi esprimo con questi umili versi che spero cmq possano toccarvi cuore e mente.

WE DON'T MARCH,  WE WALK

Abbiamo camminato
Come esseri umani
E non marciato come militari in assetto di guerra
Lo abbiamo fatto
Compatti
Uniti
Cantando
Mano nella mano
Ma i bianchi prima ci caricavano
E poi ci accusavano di essere violenti
E se provavamo anche a manifestare 
La nostra rabbia
Peggio ancora
Eravamo descritti come animali
Picchiati con ancora più ferocia
E prelevati senza una ragione dalle nostre case
Strappati alle nostre famiglie.  

Abbiamo rivendicato i nostri diritti
Camminando compatte e determinate
Il primo fu quello di essere considerate
Alla pari del maschio
Avere come donne gli stessi diritti dell'uomo
In ogni ambito
Poter avere diritto a votare
Non venire considerate cerebralmente inferiori
Nè cose da usare per fare le faccende domestiche
E farsi scopare per soddisfare le voglie del marito.

Abbiamo rivendicato il diritto alla libertà
Quella vera
Quella che oggi vediamo 
Nuovamente minacciata
Quella che noi Partigiani
Abbiamo voluto riprenderci
Combattendo 
Quindi compiendo necessariamente 
Autentiche azioni di guerra
Perchè una rivoluzione la fai 
Anche con l'uso della forza.

E la Storia insegna
Che  le teste calde ci sono ovunque
Ma non è prendendo esse come paradigma
Che si fa giustizia e si dà un'immagine vera di chi resiste
Bensì valutando la maggioranza di quella realtà
E vedendo come le menzogne del Potere
Sono subdole
Vili
Squallide
E cercano di screditare 
Chi vuole la libertà
E non può rispettare leggi che la sopprimono

L'ingiustizia, il liberticidio
Non vanno accettati e subiti mai
E sì
A volte le sole parole non bastano
Per riprendersi la libertà e la propria esistenza
Talvolta si deve lottare veramente
Mettendo a repentaglio la propria vita
Perchè nessuno ti regala mulla
Ma ogni piccolo diritto è una conquista faticosa
Sudata
E lottata
Contro chi non vuol perdere i suoi privilegi,
Mai dimenticarsene. 

Chi ama la libertà
Ama la vita senza restrizioni e soprusi
Senza che ci siano persone di serie B
O meglio considerate tali 
E come tali discriminate
Per il colore della loro pelle
Per il loro sesso
Perchè sono più indifese come i bambini
O perchè non vogliono piegarsi alle menzogne del potere

Chi ama davvero la libertà
Non desidera la violenza
Non vuole l'odio ed il rancore
Non vuole terrore e confusione
Ma a volte la scelta è obbligata
E talvolta si devono fare sacrifici
Ed a volte le parole possono, da sole, 
Non bastare.

In quel momento necessariamente si agisce
E magari la libertà viene raggiunta
Anche se poi siamo consci che 
Noi avremo vinto
Ma l''umanità avrà comunque perso.

A volte, però,
Certi uomini sono così ottusi
Fanatici
Accecati dalla bramosia di dominio
Che non capiscono 
Che con la vera pace 
L'umanità intera trionferebbe.

La violenza è sbagliata
Essa è mera e sadica prevaricazione 
Dominio perverso sul prossimo
Al solo scopo di imporre una volontà su tutte le altre

La lotta per conquistarti la libertà 
È tutto l'opposto
E per difendere o acquisire diritti fondamentali
Può dover essere necessaria
È non è vera violenza
Non è sadismo
Non è umiliazione
È solo sconfiggere chi
Invece
Vede il terrore come una forma di piacere
La sofferenza altrui sadicamente divertente
Ed ha nel cuore
Aride distese desertiche senza amore.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 11 ottobre 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Il Serpente"

IL SERPENTE

Il serpente striscia
Subdolamente si insinua
Se mimetizzato ti morde.

La sua pelle muta
Ma non la sua anima
Ed è normale che sia così
Perchè è un serpente
È la sua natura essere tale.

Poi esiste un'altra specie di "serpente"
Da cui è vitale non farsi avvicinare
Guardarsi le spalle
E non farsi ingannare.

Ha sembianze umane
Lui la pelle non la muta
Ma dopo che ti ha ferito
Promette di cambiarla
Allude al suo vile involucro interiore
Vile perchè è con quello 
Che ti ha ingannato
Illuso
Affascinato
E che ti ha convinto
A dargli
O darle 
Una seconda chance.

Mentre nel serpente
Questo fenomeno è esteriore
Visibile
Ma non ti inganna 
Perchè lo sai
Che quell'essere strisciante
Non muterà la sua natura
Per la specie bipede 
Ma dall'animo viscido e strisciante
La questione è differente

Se davvero ha cambiato pelle
Se realmente il suo involucro interiore
È mutato
Ed in meglio
Non lo puoi effettivamente accertare
Perchè questo mutamento interiore non lo vedi
Perchè non è detto che 
Davvero avvenga
Perchè non è un'operazione 
Che coinvolge ogni essere umano
Perchè non è un cambiamento
Che la scienza possa verificare
Attestandone la reale riuscita.

Ed allora
Si passa allo scanner della propria mente
Ogni sua azione
Ma dovete essere bravi
Perchè quell'essere
È allenato a mentire
Ingannare
E risultare assolutamente credibile
Quando lo fa

Ed allora
Nel dubbio
Mai dare nuove chance
Anche perchè
Nove volte su dieci
Se avete un dubbio
Il dubbio è la risposta alla vostra domanda.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

domenica 10 ottobre 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Gang Bang's Nightmare" (E.I.T.R.D.)

Nuovo appuntamento con il post contro la violenza sulle donne che fa parte 
dell'iniziativa E.I.T.R.D  alla quale partecipano i blogger che vedrete segnati in fondo a questo post. Per saperne di più su questa iniziativa vi rimando QUI al primo post che la spiegava in dettaglio.

GANG BANG'S NIGHTMARE

Era il mio ragazzo
Lo era da due anni
Avevamo passato momenti indimenticabili
E superato momenti difficili 
Sempre uniti
Sempre insieme
Eppure l'incredibile
Si è materializzato una sera
Senza che potessi neanche pensarlo
Sospettarlo 
O anche solo immaginarlo.

L'occasione è una festa con dei suoi amici
Amici che conoscevo già
Ragazzi apparentemente normali
Ma il peggio 
L'orrore
Erano dietro l'angolo

Bevo un drink
Mi sento subito stordita
Ma non perdo conoscenza
Resto in uno stato di parziale incoscienza
Troppo debole per reagire
Ma sufficientemente sveglia per comprendere
E per assistere a quanto sta per succedermi.

Sono in 6
Il mio ragazzo si defila
Decide di fare da spettatore
Tanto lui mi aveva già scopata tante altre volte
(Parole sue agli amici che lo invitavano ad unirsi con loro
Alla festa...)

Una notte da incubo
Tre alla volta
Nulla di me è stato risparmiato
Da nessuno di loro

Alle prime luci dell'alba
La furia si placa
L'orrore ha termine
Ed io resto immobile sul letto
E non riesco a pensare 
Non riesco ad immaginare di voler 
Anche solo sopravvivere a tutto questo
E vorrei solo morire
Vorrei davvero solo morire
Vorrei soltanto...

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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UN GRAZIE GIGANTESCO AI SEGUENTI BLOGGER CHE HANNO ADERITO A QUESTA INIZIATIVA:



3) POSTO DI BLOGGO DI FRANCO BATTAGLIA 

4) WEB SUL BLOG DI CAVALIERE OSCURO DEL WEB  

5) LILLADORO DI CRISTIANA

6) MYRTILLA'S HOUSE DI PATRICIA MOLL

venerdì 8 ottobre 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Disadattato"

 DISADATTATO

E danzo
Scoordinato ma felice,
Questa società che omologa tutti quanti
Non è riuscita ancora ad incasellarmi
Ed allora mi ha omologato come disadattato
E sono fiero di esserlo diventato. 

Sono stato omologato
Come disadattato
E con quell'etichetta libera
Tutta la notte ho ballato 

Sono stato dichiarato un disadattato
Di quella non - etichetta 
Orgoglioso
Mi son fregiato

Sono un disadattato!

Essere disadattato significa
Essere libero 
Essere al di fuori dei confini della società omologata
Ai margini dell'orrore di una finzione invivibile
Nauseante, insopportabile. 

Come disadattato posso
Ubriacarmi
Drogarmi
Ma anche
Diventare rivoluzionario e lanciare bombe
Colpendo gli obiettivi giusti.

D'altronde sono solo un disadattato
Sono uno che non può davvero creare problemi
Uno ai margini
Uno che voi che vivete nella meravigliosa finzione virtuale
Non  potete essere così pazzi da ascoltare 
Per rinunciare a questa occasione. 

Ma in realtà
La realtà trionfa sempre
La menzogna si scioglie come neve al sole
E il disadattato 
Diventa una splendida farfalla libera e colorata
Ed allora ecco che attrae anche tutti quelli 
Che si pensava non avrebbero mai compreso
Tutti coloro che gli omologanti
Non avrebbero mai creduto lo avrebbero mai seguito. 

Ed allora il disadattato ha fatto paura
Era stato pericolosamente ignorato
Sottovalutato

Ora il disadattato lo vogliono tutti catturare
Pretendono di poterlo incasellare
Perchè se sei libero
Anche se sembri trovarti lontano 
In un luogo sperduto
In una zona abbandonata
Solitaria
Dobbiamo imparare che
La voce della verità e dell'indipendenza
Arriva comuque ed ovunque
E se solo incontra 
Orecchie disposte ad ascoltarla 
A recepirla
Il miracolo può accadere.

E danzo
Scoordinato ma felice
Perchè mi hanno incasellato come disadattato
E come ho detto fin dal primo momento
Sono fiero di esserlo diventato!

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 6 ottobre 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "La Marionetta Distopica"

LA MARIONETTA DISTOPICA

Afonia rimbomba 
Come un'eco ribelle
Nel Deserto di Atacama. 

Ossa stanche
Giacciono nei meandri
Di quella sabbia meravigliosa
Senza che ci sia una volontà ferrea
Di cercarle.

Il mondo dentro una grata
Greta che è uscita dal cesto
Dove era stata riposta
Per riprendere a raccontare verità
Conosciute ma a cui non si vuole porre rimedio
Verità note
Senza però che riesca mai
Ad incidere concretamente

E poi 
Se sei contro qualcuno
È anche possibile che tu debba sederti 
Attorno ad un tavolo per provare
A trattarci
Dicesi negoziato.

Ma se invece lo incontri solo per parlare
Avere le foto di rito da postare sui social
Ed al contempo far fare bella figura a Draghi
Ed ai potenti della Terra 
Che si sono fatti immortalare 
Insieme con lei
Senza che poi questi incontri abbiano portato 
Ad ottenere meno bla bla bla
Di quelli che già vengono fatti ampiamente ovunque
Allora è diverso
Non si dovrebbe stringere loro la mano
Una mano insanguinata
Imbrattata
E macchiata 
Del sangue del nostro pianeta.

Certo che se invece lo scopo era 
Fare ancora del vuoto ciacolare
Allora siamo di fronte ad un'altra
Ennesima
Figura fasulla
Una simulazione di un'autentica ribelle
Per niente dura e pura

E fiumi di parole continuano 
Ad inondare mortalmente 
Chi da tempo propone inascoltato 
Soluzioni utili a porre un freno
A questo massacro del pianeta
Soluzioni forse oggi già tardive,
Probabilmente già superate dall'aggravarsi del problema
E pertanto meno efficaci
Anche solo rispetto ad una decina di anni fa

Amarezza infinita
Di chiacchere se ne è fatte molte
E di fatti concreti
Invece nessuno.

Ed allora basta
Riconosco ovviamente 
I seri problemi che affliggono il pianeta
Sono il primo a dire 
Che si dovrebbe riuscire a sensibilizzare 
Davvero tutti 
Di fronte ad un problema 
Che è tutt'altro che risolto
E non comporta certo la fine della Terra
Ma solo
Ed esclusivamente
La nostra estinzione.

Noi così ignoranti
Da non capirlo
E così boriosi
Da considerarci dei dominatori
Di un pianeta che ci ha solo permesso
Di utilizzare le sue risorse con parsimonia.

Ed allora basta
Se anche questa ragazzina
Spuntata dal nulla
È solo un cartonato 
Capace di riprodurre 
Parole ben orchestrate
E slogan di dubbia efficacia
Senza incidere
O volerlo realmente fare
Sulla situazione di oggi
E se davvero questo mio sospetto 
Dovesse mai dimostrarsi 
Una imbarazzante verità
Non potrei essere grato a Greta
Greta si rivelerebbe
In tal caso
Soltanto un'altra marionetta distopica del Potere. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 4 ottobre 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Il Distacco"

IL DISTACCO 

Il distacco è lento e strisciante
Come il verme solitario

Oppure è violento e sconsiderato
Come un taglio di machete sulla tua carne
O un bisturi che incide senza la precisione chirurgica
Che gli è proverbiale

E come Colombo
Unica nota lieta 
Ho scoperto l'America
E con essa
Gli unici 777 statunitensi che mi piacciono
Ma null'altro illumina questa foschia estiva
Questa macaia asfissiante

Ed intanto in un preoccupante 
E sonnacchioso torpore
Si sta iniziando a somministrare la terza dose
Ed abbassare i toni sul green pass:
Tattica per prendere la rincorsa 
O sana considerazione di piantarla lì?

Spero vivamente che papà se la eviti
Che mia madre non se la faccia
Anche perchè lo ha detto tempo fa
Ha chiaramente spiegato 
Lei elegante signora forbita
Dove se la possono infilare la terza dose...

E questo nostro affannoso, triste
Pesante e dispendioso 
Percorso individuale
È una clessidra monca,
E non sai comprendere quasi mai quando 
La sabbia avrà termine
A volte ti sembra infinita
Altre
Altre è semplicemente della sabbia su una clessidra
Non significa nulla.

Distacco al momento non definitivo
Decisione un po' razionalmente presa
Un po' forse subita.
O accettata con pallida rassegnazione... 

Il distacco è un affronto osceno
Alla libertà di amare per sempre senza dolore

È un insulto volgare
Ed un'offesa insanabile
Al tempo che passa, muta
Emigra
Ma non invecchia nè si ammala mai.

E vorrei avere nel cuore
Due scarpette da ballo
E la leggerezza di un ballerino classico
O la suadente scioltezza 
Di un ballerino di latino-americano
Sempre col sorriso sulle labbra
Anche se poi 
Sia l'uno che l'altro sanno bene
Quanta fatica sta dietro a quel sorriso
Pià abbozzato nella danza classica
Più evidente e marcato in quella moderna

Il distacco
È un concetto che la nostra mente considera
Conosce
Ed a cui dovrebbe essere preparata
Solo che lo ignora 
Ne rifugge

Il distacco temporaneo
È solo un triste e necessario assaggio
Di quello definitivo 

È solo il primo passo
Verso una rabbiosa rassegnazione
Od una furiosa calma

Il distacco 
È quel cordone ombelicale invisibile
Che lega assieme chi più ami
E ti lega a tutti loro quasi indissolubilmente

E quando un pezzo lo senti staccare
È un dolore lancinante a cui speri di sopravvivere
O forse, chissà,
Di non riuscirvi.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 1 ottobre 2021

L'Angolo del Rockpoeta®: "Preziosa Rarità"

Ispirata da questi versi di Franco Battaglia che potete leggere sul suo blog cliccando QUI   Colgo, a tal proposito, l'occasione per dirvi grazie perchè siete con i vostri post in questo periodo più eterogenei dei miei, fonte di ispirazione non necessariamente più solare ma quantomeno più emotivamente coinvolgente e toccante (forse) o quantomeno capace di staccarsi dai temi di questa monarchia esecutiva anticostituzionale che ci governa. Grazie a tutti voi, ed oggi soprattutto un grazie a te Franco.

PREZIOSA RARITA'

Rarità
Tu utopico blogger sognatore
Cerchi una perla rara e preziosa
Anzi ne cerchi più d'una

Tu cerchi il silenzio
E poi parole vere
Parole con significato e sentimento
E poi vuoi chi ascolterà queste parole con eguale rispetto
Con cui l'altro sentirà le sue
Ed ovviamente la predisposizione alla lettura.

Se tu fossi narcisista
Direi che cerchi te stesso
Ma fosse vero ti saresti anche già trovato
Ed avresti automaticamente ritenuto conclusa la tua ricerca

Ma tu vuoi un'altra persona
Anche solo una che sia tutte queste anime insieme

Molto umilmente 
Amico mio
Ti rispondo che anch'io sono alla sua ricerca
E forse
Chissà
Con un pizzico di autostima potrei dire 
Che ci siamo trovati
Anche se in un mondo rabbioso e bavoso
Essere sempre una rarità è dura.

Però non basta
Credo che anche per te non sia sufficiente
Perchè quelli come noi
Utopiche anime di questa oscura esistenza
Vogliono che questo mondo
Sia invaso da vite come quella descritta

Ed allora
instancabili
Infaticabili
Talvolta abbattuti per poi rialzarci
Sappiamo di voler continuare
Questo improbo compito autoassegnatoci
Con fiero masochismo
Ed altrettanto orgogliosa speranza

Perchè in realtà
Guardandoci attorno
Poche
Sempre rare e preziose
Ma di anime così ne esistono più di quello che noi crediamo.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®