mercoledì 23 settembre 2020

L'Angolo del Rockpoeta® :"Si Fa Buio"

SI FA BUIO 

Si fa buio
Un'oscurità prolungata
Forse irreversibile

Si fa buio
Tra le sponde del fiume Hudson
Lungo le correnti del mare della Sardegna
Si fa buio
Tra le infinite sparizioni di donne innocenti in Messico
O fino dentro alle luci di lotta di Santiago
E nel paradiso ferito e martoriato dell'America Latina

Si fa buio
Il mondo è in vendita
Si cerca un acquirente
Disposto a prenderne possesso
E diventarne il proprietario
Ad un prezzo non proprio di realizzo

Si fa buio
Il mondo è già stato venduto
Spartito tra più compratori
Come una società con capitale azionario suddiviso
In poche grosse fette ed in pochissime mani

Capitalismo selvaggio avanza inarrestabile
E con il sostegno perverso della tecnologia
Conquista il dominio assoluto

Un unico popolo mondiale
Al giogo dei comproprietari del pianeta
Controllo assoluto
Senza più rischi.

Ultimi carri armati sulla scena
Straziano la resistenza bielorussa
Schiacciano donne e bambini
E annullano ogni rigurgito di lotta.

Sguardi fieri
Cadono a terra
Per non rialzarsi più
Ma nei loro occhi spalancati e senza vita
Si può ancora scorgere il sogno di un popolo libero
Una lezione da assorbire
Come un ultimo lampo di resilienza
Per poter sperare ancora
Un giorno di questi
In una nuova
Invincibile
Irreversibile
E da loro inaspettata
Rivoluzione.
 
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®     

lunedì 21 settembre 2020

L'Angolo del Rockpoeta® : "730 Giorni"

Dedicata all'attivista No Tav  Dana Lauriola che per i fatti del 2012 è stata condannata a due anni di carcere, nessuna condizionale e nemmeno pene alternative, lei che è impegnata nel sociale. Condannata e prelevata giovedì scorso per essere tradotta in carcere.

730 GIORNI 

Due anni di carcere
Nessuna pena alternativa
Nessuna condizionale
Dritta in prigione
E senza passare dal via!

Due anni di carcere
Per aver difeso la mia terra
Perchè "No Tav" sia un grido di resistenza e salvezza
Di luoghi che non meritano la cancellazione
A causa di un'opera inutile e gravosa

Due anni di carcere
Per aver tutti insieme
Bloccato il casello autostradale di Avigliana
Ed aver gridato col megafono
Quell'urlo di libertà e di protezione della natura.

Due anni di carcere
Come una criminale incallita
Trattata alla stregua di uno spacciatore
Di un rapinatore
Di una sovversiva assassina
Eppure abbiamo solo "diretto" il traffico
Come improvvisati vigili urbani
Ma in più abbiamo professato le nostre idee
Abbiamo difeso i nostri diritti
E questo è più grave
Questo un vigile urbano non lo fa.

Due anni di carcere
Ma ero preparata
D'altronde pochi mesi prima la nostra Nicoletta
Anche lei in quella manifestazione
È stata messa in carcere
Nonostante i suoi 73 anni.

Due anni di carcere
Io incensurata
Spaventata
Io impegnata nel sociale
Ma non mi arrendo
Non dobbiamo accettare
Uno Stato che faccia della repressione
Dell'intimidazione
Dello stato di polizia
Le sue prerogative principali
Ignorando la Costituzione
Costituzione che in realtà
Odiano e vorrebbero cancellare tutta
Se solo potessero.

Due anni di carcere
730 interminabili giorni di sofferenza
Ma ne è valsa la pena
Non c'è punizione che tenga
Non c'è minaccia che possa distogliermi
Dalla difesa dei miei diritti
Perchè possono colpirmi ripetutamente
Ma ogni colpo che mi arriva nel corpo e nell'anima
Non basta a farmi desistere
Non basterà a farci desistere

Due anni di carcere
Ma la nostra lotta è appena cominciata. 
 
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®  

venerdì 18 settembre 2020

OPINIONE DEL ROCKPOETA®: "Perchè Voterò "NO" "

Eccomi tornato dopo mesi a pubblicare un post in prosa nuovamente qui sul mio blog!. Oramai non ero più abituato e quasi mi fa effetto non trovare oggi una mia poesia ma mi sembrava giusto dirvi come la penso su questo tema e quale posizione ho abbracciato e per farlo, motivando il tutto, era necessario abbandonare solo per questo post, la pubblicazione delle mie poesie.

Questo post nasce da una riflessione pubblicata da Voltaire che sul suo bellissimo blog nell'esporre le ragioni per cui lui voterà "Si" al referendum, chiedeva però anche un contributo al dialogo tra i suoi commentatori per sviscerare entrambe le posizioni. Una volta lasciato da lui, quel mio commento è diventato anche un post su facebook (per cui mi spiace per quei pochi di voi che mi seguono anche di là poichè questo post lo avranno già letto). Detto questo vi lascio al post. Buona lettura :-)))

PERCHÈ VOTERO' "NO"
 
Io voterò NO al referendum di questo fine settimana sostanzialmente per tre ragioni che andrò a dirvi.
 
1) In primis soprattutto perché senza altre riforme si rischia di snaturare la Costituzione e rendere più facile al Parlamento di andare ancora in futuro, a toccare la stessa riuscendo a farlo senza più passare dal possibile nostro consenso. 
 
Come credo saprete, per approvare una legge costituzionale o una modifica alla Costituzione medesima, perché questa passi senza referendum, è necessaria in seconda votazione per entrambe le Camere, una maggioranza qualificata e piuttosto ampia sancita dalla Costituzione stessa. L'art 138 Cost prevede infatti che passi se approvata a maggioranza assoluta delle due Camere con due votazioni per entrambe a meno di tre mesi una dall'altra, ma in questo caso e cito "Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare [cfr. art. 87 c.6] quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata [cfr. artt. 73 c.1, 87 c.5 ], se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
 
ATTENZIONE PERO' COME VI ANTICIPAVO ALL'ULTIMO COMMA:
 
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti." 
 
Ecco tenete bene a mente questa frazione. e poi fate un calcolo fate i due terzi degli attuali parlamentari di ciascun ramo delle camere e poi fate lo stesso con il inumero ridotto che ne uscirebbe se vincessero i Sì. 
 
Attualmente perché si verifichi l'ipotesi dell'ultimo comma dell'articolo che vi ho riportato ci vogliono 420 deputati e 210 senatori. Riducendo i parlamentari a 400 deputati e 200 senatori per approvare una legge di tale spessore senza la possibilità di poter esprimere un nostro parere basterebbero 266,666 diciamo 267 deputati e 133,333 diciamo 134 senatori. Un numero risibile, numero che, per esempio al Senato deve essere addirittura superato per riuscire a far passare una legge ordinaria altrimenti si va sotto numericamente e non si approva nulla. Inoltre già adesso mettono tanti loro lacchè, credete che questa cosa non si accentuerebbe con la riduzione di Parlamentari? E poi sempre di più i partiti maggiori troverebbero il modo di sovrastare il Parlamento e comandarlo.
 
2) Questione spese: ho letto da qualche parte che sarebbero già pronti concorsi per assistenti ai parlamentari rimasti e quindi altri costi che rientrerebbero dalla finestra, e poi cmq per ridurre i costi sarebbe sufficiente lasciare invariato il numero dei parlamentari  ma abbassare loro del 70% le  prebende che si intascano. 
 
3)  Ancora più assurda l'idea che con meno Parlamentari il governo metterebbe meno la fiducia: sciocchezze, l'esecutivo nove volte su dieci quando ricorre alla fiducia è perché teme qualche serpe in seno alla sua maggioranza e tutto questo non ha nulla a che vedere col numero più o meno ridotto dei parlamentari
.
Ecco, queste sono di fatto le mie  principali ragioni per cui voterò "NO"

mercoledì 16 settembre 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Il Criceto E La Blatta"

IL CRICETO E LA BLATTA 

Destino segnato
Siamo esistenze senza galassia

Destino segnato
Siamo esistenze nude
Senza più speranza
Unica possibilità di un'illusoria salvezza
Una diaspora senza via d'uscita

Immortalità sopravvalutata
Siamo destinati a vivere come criceti dentro la gabbia
Unica variante la diaspora
Unica alternativa essere esistenze senza patria

E per i giovani è ancora peggio
Alcuni più fortunati di altri
Avranno un futuro dignitoso, forse,
Ma la realtà attuale
È che questa società è una livella malata
Uno spartiacque crudele
Che separa i più ricchi dalla massa sempre più povera
Distruggendo i sogni e le fatiche della classe media.

Sanguisughe sociali
Succhiano la nostra anima
Impoveriscono le nostre vite
Cancellano il nostro lavoro
Prosciugano le nostre speranze
Schiacciano famiglie intere
E morire per debiti diventa un'opzione
Elemosinare un pasto caldo alla Caritas diventa una necessità

E non riuscire a capacitarsi di come sia stato possibile tutto questo
Quando ancora pochi anni prima avevi un tetto sulla testa
Una famiglia
Un buon lavoro o una avviata attività.

E poi è arrivato il virus
Che non ha certo fatto da equalizzatore sociale
Anzi
Come un pifferaio sadico e perverso
Ha preso per mano i più facoltosi e potenti
Ha permesso che si accentuasse il solco
Tra i più ricchi ed i disperati.

Paranoia
Attanaglia chi come noi
Si colloca nella nuova fascia unica e vasta dei disperati
E sa che il post - pandemia
Sarà uno stillicidio
Una mortale corsa ad ostacoli
Per quelli che ci arriveranno

Tanti infatti
Sono già a terra adesso
Selezione naturale
Falsata dalla differenza di ricchezza
Doping finanziario crea gap sempre più vistosi
Ed il virus vince ovunque
Anche in Borsa
Ovviamente privilegiando sempre i soliti noti

Ed in questo inferno
C'è chi si ostina a sognare
A volersi non arrendere
A rifiutarsi di correre su quella stupida ruota
Dentro quell'asfittica gabbia

Ma è una minoranza
Che forse resisterà fino all'ultimo
Prima di essere schiacciata come una blatta
Ed allora ti domandi se ha senso vivere da criceto ribelle
Per morire come una blatta

Ma se lo chiedi a loro
Ti risponderanno
Meglio blatta che criceto
La blatta sopravvive ovunque
Tranne alla luce malata di questa società
E non vive da schiava come il criceto.

È testarda
Coriacea
Non sarà bellissima
E forse non avrà possibilità contro
Questo disequilibrio di forze
Ma almeno avrà lottato
E chissà
Magari questa minoranza saprà compiere il miracolo
E trasformarsi
Come per magia
Da blatta a farfalla
E da farfalla ad aquila
Per volare alta
Sulle nefandezze del passato
E ricostituire un mondo più umano
Più giusto
Più equilibrato
Ridando ad ogni esistenza la sua terra
Il suo mondo
La sua galassia.
 
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA® 

lunedì 14 settembre 2020

L'Angolo del Rockpoeta® :"E Ti Incontro"

E TI INCONTRO

 Apri la bocca
Ci incontriamo
Sorridi
Ci incontriamo
Mi abbracci
Ci incontriamo

Siamo sani
Ma noi non dovremmo egualmente toccarci
Neanche abbracciarci
Terrorismo mediatico
Istiga nuovamente ad un controllo feroce
Ma i contagiati non corrispondono a chi si ammala
Gli ammalati sono pochissimi.

E quando ti incontrerò
Respirerò dall'interno di una mascherina
Quando ci vedremo
Ti bacerò senza timore
Alzando come un ponte levatoio quel burka occidentale

Sorridi
Oggi ci incontriamo
Apri la bocca
Oggi saremo uno di fronte all'altra
Abbracciami
Ci siamo incontrati

La mia anima si incendia
Il sole non comprende
Il perchè di nuvole dall'umore triste
Figlie di un distanziamento inutile.

E la mia testa rincorre i tuoi sogni
Ti incontro
E vado oltre l'incubo di una pandemia che non vuole più farci vivere
L'incubo di una pandemia che non voglio più accettare

E ci incontriamo
Oggi nel parco
Mascherine abbassate
Bacio infinito
E ti ho finalmente incontrata
Mi manca il fiato per parlare
Mi manca l'aria per respirare
La mia temperatura corporea raggiunge misure proibitive
Ma non si tratta di Covid
Si tratta d'amore.
 
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 11 settembre 2020

L'Angolo del Rockpoeta®:"Il Dj Che Sussurrava Alla Vita"

Il DJ CHE SUSSURRAVA ALLA VITA

 Un Dj sussurrava ai cavalli
Questo Dj non perse la sua peculiarità
E quando incontrò l'uomo
Decise che il sussurro al microfono
Lo avrebbe contraddistinto 
 
Ad urlare sguaiatamente
Bastava già lei
Ma era la sua festa
Era la sua favola
Era produttrice, regista e diva
Di se stessa 
 
Gli altri partecipanti
Inutili comparse
Costrette ad accettare il ruolo di spettatori obbligati
Per dare giusto risalto alla star del kitsch
Alla regina del divismo programmato
A chi non avendo cuore
Poteva solo gioire
Per una smodata e idolatrante approvazione
Unica sua fonte di piacere.
 
E così un sogno
Diventa solo vetrina di dozzinali momenti
Perché senza l'anima nulla ha emozione.
 
E forse è anche per questo
E per tutto questo becero spettacolo
Che il Dj quella sera pensò
Che forse di fronte a tanto volgare frastuono
Sussurrare alla gente
Fosse l'atto più rivoluzionario
Sorprendente e potente che potesse compiere 
 
Pertanto sussurrò a ciascuno di noi
L'urlo di dolore e quel senso di vuoto
Percepito anche da alcuni di noi
Percepito solo da chi
Poteva udire la voce di un Dj
Che sussurrava alla vita.
 
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 9 settembre 2020

L'Angolo del Rockpoeta®:"Neve D'Agosto"

NEVE D'AGOSTO 

Ricordi
Camminavi su una strana cenere
Quasi sembrava neve
Neve d'agosto
Silenzio irreale dopo quella luce e quel boato
Un fungo di fumo
Annullatosi sulla vostra pelle.

Ricordi
Camminavi in mezzo a persone sciolte
Case, alberi, automezzi
Tutti liquefatti
E non sentivi il dolore
Di quella tua pelle screpolata
Di quelle spalle rosse e piene di bolle
E della tua faccia stravolta
Con una bocca scheletrica e scarnificata.

Non sentivi il dolore delle piaghe sulla tua pelle
Accecato dal dolore e dal senso di annientamento
Nel guardare il paesaggio inghiottito dalle radiazioni

E continuavi a camminare
Mentre quella strana neve
È capace di instillarti un irreale senso di quiete
Ma è solo un attimo
Poi vedi le ossa di un bimbo che abbraccia la madre
Anche lei con i vestiti e la carne corrosi
E torni alla realtà

Ricordi
Era di prima mattina
Le 8.15 per essere precisi:
Un attimo prima alberi, case, giardini
Persone per la strada
Un secondo dopo l'inferno
Un istante dopo una realtà abbagliata
E disintegrata

Ricordi
Era di prima mattina
Ed il futuro si fermò in quel preciso istante
Era di prima mattina
E da quel momento
Nulla sarebbe più stato uguale ad Hiroshima

Erano le 8.15 di una mattina del 6 agosto 1945
Ed a Nagasaki
Erano del tutto ignari che presto
Lo stesso orrore
La stesse neve d'agosto
Avrebbe avvolto le loro bocche
E cancellato la loro esistenza

Ricordi quella mattina
Ricordi?
Camminasti per ore
Con la forza delle tue lacrime di assoluto sgomento
E dei tuoi 16 anni
Fino a quando
Il tuo corpo ti chiese pietà:
Ti accasciasti a terra
Su di una portiera d'auto degna del miglior Dalì
Così ridisegnata da quel fungo velenoso
Non prima però di aver alzato gli occhi semichiusi
Quasi ciechi
Su ciò che restava di tutto quello che amavi.

Ricordi quella mattina?
Noi la ricordiamo tutti
E per chi ha nell'animo un solo briciolo di pietà umana
L'orologio non si è più mosso dalle 8.15 di quella mattina

E poi ci sono certe albe agostane
Dove alziamo gli occhi al cielo con paura
Paura di vedere anche noi la neve d'agosto.
 
 DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®