venerdì 19 giugno 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Sassi"

SASSI

Roghi terrificanti
Esplosioni laceranti
Suoni disarmonici di mitragliette
Carri armati che avanzano seminando morte
Aerei bombardano civili innocenti.

Tu
Tu che credevi che questa realtà non ti avrebbe toccato
Tu che pensavi che questi scenari d'orrore non ti avrebbero riguardato
Tu che eri certo che la crisi mondiale non avrebbe influito sulla già traballante pace
Ora sei un coniglio bagnato ed impaurito
Nascosto come un bimbo dietro una colonna 
Sotto la carcassa di un'auto bruciata.

All'odio
alla superbia e all'ignoranza della maggioranza assoluta del popolo
Si sono sommate disperazione, paura e rancore
Frutto degli strascichi della pandemia 
Risultato di un blocco delle attività mai visto prima

E tu ti illudevi che non sarebbe mai successa un'altra guerra mondiale
E pensavi che questa traballante pace sarebbe stata sufficiente per scongiurare
Un pericolo di tale portata

Tu che non hai minimamente compreso
Che in tutti questi anni
Avete fatto l'errore di costruire la casa della Pace sui sassi

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 17 giugno 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Quelle Come Te"

Ispirata da un fatto di cronaca nera accaduto negli USA alcuni anni fa.

QUELLE COME TE 

Una domanda banale 
Una risposta senza senso 
E la pazza urla

I suoi occhi fuori dalle orbite 

Si alza 
Minaccia
E poi mette le mani addosso a tutti 
Perde il controllo
Come una pazza psicopatica 
E la paura si impossessa degli astanti

Abbranca una bottiglia 

La impugna con intenzioni pericolose
Rincorre suo cognato e un'altra ragazza 
Entrambi innocenti.

Nel correre calpesta inciampando 

La caviglia di quella ragazza.

Una pazza

Psicopatica 
Ignorante e violenta 

Quelle come te

Andrebbero uccise 
Ma con un'esecuzione per nulla indolore 
E spero che tu muoia presto 
Perché quelle come te
Vanno portate all'estinzione 
Per quelle come te 
La pietà non può essere contemplata.

DANIELE VERZETTI  ROCKPOETA®

lunedì 15 giugno 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Yeh Yeh!"

YEH YEH!

Convocazione degli Stati Generali
Come prendere in giro la gente
I big a distanza rigorosa di sicurezza
Mangiano a spese nostre
Fanno briefing e riunioni
Ufficialmente per salvarci
In realtà per sperperare tempo e denaro.

Il Premier Azzurro
Aspetta la sua Cenerentola Von Der Leyen
Che non solo non perde la scarpina
Ma è più somigliante alle due sorellastre 
Ed è cattiva ed acida come la strega di Biancaneve.

La moglie di Shrek ha fatto carriera
Ora dirige il governo tedesco ed europeo
Mentre i nostri ministri sembrano tutti macchiette dei film di Totò.

Sarebbe un affresco perfino divertente
Se non fosse che la gente è allo stremo
Se non fosse che si rischia la rivolta sociale
Perchè paura e disperazione 
Sono una miscela esplosiva potentissima.

Ed ecco che escono per la prima conferenza stampa congiunta
Il nostro Premier Azzurro e Cenerentola:
Parla soprattutto lei
Quasi un monologo 
Interrotto saltuariamente
In perfetto inglese da una semplice frase del nostro Premier Azzurro
Con cui annuisce e mostra di apprezzare quanto detto da Cenerentola
Frase sempre uguale
Sempre quella
Sempre la stessa:

"Yeh, Yeh
I say yeh yeh"

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 12 giugno 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Futuro Ignoto"

FUTURO IGNOTO

Come le onde
I pensieri si rincorrono e si confondono
Biglietto di sola andata
Perdita di tempo
Non comprerò fiori da deporre sulla tua tomba
Non perderò tempo a pulire la tua fioriera
Tradito dalla tua simulata salute e millantata serenità.


Ripresa economica inesistente
L'avvenire di un intero popolo cancellato
Mani alzate in segno di resa
Saracinesche abbassate definitivamente
Chiavi dei locali gettate via
Bandiera tricolore ammainata 
E poggiata malinconicamente sull'Altare della Patria

E la tua tomba
"Futuro Ignoto"
Accanto a quella del milite
Anch'egli sconosciuto nel nome
Ma almeno esistito nella realtà;
Lui infatti rappresenta tutti quei caduti senza un nome
Tu invece rappresenti un qualcosa che non è successo e non accadrà mai più

"Futuro ignoto" è scritto sulla tua lapide
Più corretto sarebbe stato riportarvi "Futuro cancellato"
Non pervenuto. 

Come una valanga
I miei pensieri si rincorrono 
E vengono travolti come alberi e casolari
Situati lungo il percorso della valanga stessa. 

Giustizia malata
Scandalo nelle alte sfere
Corruzione di magistrati
Scarcerazione di boss mafiosi
Processi giusti solo per chi può permetterseli

Uno, due, quindici
Ventuno, quarantacinque, ventisette...
Cinquina!

Giustizia,
Eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge
Rispetto dei diritti,
È come giocare a tombola
Vengono estratti i numeri e speri 
Che siano quelli presenti nella cartella a te assegnata
O 
Se sei stato più fortunato
Che hai potuto almeno scegliere

Questo quando sei tra i privilegiati
Dotati di almeno una cartella
Molti non ne hanno neanche una
E giocano non sapendo di non avere alcuna chance di vittoria. 

Poi ci sono quelli che non solo hanno più cartelle
Ma tengono anche saldamente in mano il sacchetto per estrarre i numeri
E casualmente sono proprio i loro ad uscire
E sempre casualmente scopri
Che ci sono solo i loro numeri dentro il sacchetto. 

Povertà non fa rima con giustizia ed equità
Non si avvicina neanche a creare una lontana assonanza.

Vita in Italia
Gioco truccato
Dadi truccati
Regole violate
Speranze negate
C'è futuro al di là di questo muro di gomma?
Si può trovare una parvenza di avvenire oltre questi confini? 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 10 giugno 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "La Vera"

LA VERA

Sono in fila
Come tanti altri
Ogni giorno una fila diversa
Come e più di prima 
Quando in coda eravamo solo meno distanziati
E senza mascherina
Ma tutti anche oggi abbiamo gli occhi bassi
Tutti anche oggi abbiamo la faccia buia.

Sono in fila
Davanti a me il Banco dei Pegni.

Volevo andare da "Compra oro"
Ma ho voluto scegliere di impegnarle
Per cullare una speranza
Anche forse solo una patetica illusione
Di poterle recuperare.

Due vere d'oro tra le mani
La mia e quella del mio ormai defunto marito
Perso due anni fa. 

Ho 58 anni
Ancora pochi anni alla pensione
Pochi ma oggi troppi.

Al momento io non posso tornare al mio lavoro
Al momento il negozio dove lavoro è chiuso
Quindi solo qualche centinaio di euro di cassa integrazione 

Sola
Senza genitori che possano darmi una mano
Posso solo fare questo passo.

Che Dio mi perdoni
Se non riuscirò a recuperarle
E tu Giovanni da lassù non biasimarmi
Girati dall'altra parte e perdonami.

È il mio turno
Due vere d'oro valutate in totale 340 euro.

Pochi attimi eterni per valutare cosa fare
Poi la decisione:
Impegnare due oggetti d'amore così preziosi
Per una cifra così umiliante 
Non lo accetto
Per il rispetto e l'amore per mio marito
Per quel barlume di dignità che ancora mi resta.

Stasera la mia cena sarà un pomodoro ed un bicchiere d'acqua
Una cena frugale
Domani vedremo

Intanto attendiamo che le promesse del Premier Azzurro 
Trovino concreta realizzazione
Prima che sia troppo tardi. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 8 giugno 2020

L'angolo del Rockpoeta®: "L'aquilone"

L'AQUILONE 

Vola alto
Imbrigliato nella rete 
Come i suoi sogni 
Liberi di volteggiare nel cielo
Ma legati saldamente al.loro proprietario 
Prigionieri ma al contempo  senza catene.

Vola alto
L'aquilone 
Uno spago  bianco 
Lo controlla e lo trattiene,
Vola alto portando con sé 
I sogni del suo padroncino
Cullandoli tra le pacifiche correnti dei venti
Imbrigliandoli nella sua tela.

E tu querido angelito 
Devi avere cura del tuo aquilone 
Luogo nel quale si custodiscono i  tuoi sogni 
Non lasciare mai che la corda si spezzi
Impedisci a chiunque con le unghie e coi denti
Di rubarti i tuoi sogni 
Di sottrarti i tuoi desideri. 

Vola alto il tuo aquilone, Julio,
Vola insieme ai tuoi sogni
E la tua fortuna. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 5 giugno 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Z…Come ZERI"

Z... Come ZERI

Noi siamo gli Zeri
Le nullità 
Gli schiavi che producono per voi.

Noi siamo gli Zeri
Come zombie che però respirano

Camminiamo normalmente
Pensiamo e parliamo pure
Ma non abbiamo diritti.

Noi siamo gli Zeri di questo mondo globale
E non sappiamo allearci tra noi
E non ci proviamo neanche
D'altronde qualunque cosa sommata a zero
Dà zero 
E moltiplicata per zero dà sempre zero.

Ma in realtà ci siamo lasciati portare via tutto
Anche la dignità
E forse non comprendiamo che tanti Zeri che si uniscono
Fanno tante unità singole che a loro volta fanno collettività
E che soprattutto
A loro volta fanno volume, numero e maggioranza

Salve
Siamo Gli Zeri
Ultimo anello sociale della catena economica mondiale
Figli di un dio minore
Ma da oggi esseri con una nuova coscienza 
Da oggi esseri ribelli
Con tanti 1 a precederci
Noi unità di vita e di lotta
Per un futuro diverso.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®