ARRIVEDERCI AL PROSSIMO CROLLO
Cade un calcinaccio
Si distacca improvvisamente dal soffitto
Precipita a peso morto sul sussidiario
Del mio compagno di banco.
Non c'è neanche il tempo per sorprenderci
Ancora meno per spaventarsi
Che se ne stacca un altro
Questo piomba in modo sordo su Giulia
La colpisce in testa
Sviene
Nove anni
Catastrofe annunciata
Essere in Italia
E studiare in aule fatiscenti
Soffitti traballanti
Che non si sorreggono
Con astrusi teoremi
Di politici incapaci
E neanche con ridondanti discorsi
Colmi di anaffettività
verso il popolo
Il mondo della scuola
E Giulia
La rabbia della gente
Linciaggio mediatico
I soliti strali
Ma poi nulla cambia in concreto.
Giulia sta bene
Lieve commozione cerebrale
E tanto spavento.
Tutto passato
Fino al prossimo crollo.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
lunedì 18 maggio 2020
venerdì 15 maggio 2020
L'angolo del Rockpoeta®:"Scherzetto"
Questa poesia credo sarà l'ultima sul tema del coronavirus in quanto sento di avere sviscerato ogni aspetto che mi scuoteva l'anima a meno che non senta la necessità in futuro di scrivere, in seguito a nuovi elementi che possano colpirmi.
E veniamo a questa poesia. Uno scenario inquietante forse non corrispondente alla realtà direte voi, ma anche solo avere dei sospetti e sapere che potrebbe essere uno scenario probabile deve far pensare...
SCHERZETTO
Fantascienza
Abbiamo scherzato
Questo virus
Non è mai esistito
Fantascienza
Vi abbiamo ingannato
I numeri del virus vanno ridimensionati
Il virus esiste
Noi lo abbiamo creato
O per essere onesti
Modificato
È sì mortale
Ma non letale.
Il resto è storia
Su una semplice fiammella
Abbiamo ad arte soffiato
Ed il panico in voi
Abbiam generato
I morti ci sono
E sono anche tanti
Tra gli anziani in massima parte
Altri decessi
Invece sono stati
Al coronavirus falsamente attribuiti
Sperimentazione del controllo
Esperimenti psicologici e comportamentali
Sulle vostre deboli menti
Prove di sopportazione
Per vedere quanto sapete aspettare
Prima di cessare di subire
Limitazioni di diritti fondamentali
Tranquilli
L'allarme e la paura
A breve cesseranno
Ma non illudetevi
Voi siete le nostre cavie
E per voi
Abbiamo ancora tanti progetti
Altre pandemie
Forse arriveranno
Altre dure prove vi attenderanno
Per una selezione naturale indotta
Per scremare l'umanità
Fantascienza
Avete sognato
Questo virus
Non è mai esistito
Fantascienza
Vi abbiamo ingannato
Paura e sottomissione
In voi
Abbiam generato
Fantascienza
Avete immaginato
Tutto questo non è mai avvenuto
Tutto questo
Non vi è mai stato detto
Tranquilli
È stato solo un incubo
Vi sveglierete felici
Al nostro 1,2...3!
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
E veniamo a questa poesia. Uno scenario inquietante forse non corrispondente alla realtà direte voi, ma anche solo avere dei sospetti e sapere che potrebbe essere uno scenario probabile deve far pensare...
SCHERZETTO
Fantascienza
Abbiamo scherzato
Questo virus
Non è mai esistito
Fantascienza
Vi abbiamo ingannato
I numeri del virus vanno ridimensionati
Il virus esiste
Noi lo abbiamo creato
O per essere onesti
Modificato
È sì mortale
Ma non letale.
Il resto è storia
Su una semplice fiammella
Abbiamo ad arte soffiato
Ed il panico in voi
Abbiam generato
I morti ci sono
E sono anche tanti
Tra gli anziani in massima parte
Altri decessi
Invece sono stati
Al coronavirus falsamente attribuiti
Sperimentazione del controllo
Esperimenti psicologici e comportamentali
Sulle vostre deboli menti
Prove di sopportazione
Per vedere quanto sapete aspettare
Prima di cessare di subire
Limitazioni di diritti fondamentali
Tranquilli
L'allarme e la paura
A breve cesseranno
Ma non illudetevi
Voi siete le nostre cavie
E per voi
Abbiamo ancora tanti progetti
Altre pandemie
Forse arriveranno
Altre dure prove vi attenderanno
Per una selezione naturale indotta
Per scremare l'umanità
Fantascienza
Avete sognato
Questo virus
Non è mai esistito
Fantascienza
Vi abbiamo ingannato
Paura e sottomissione
In voi
Abbiam generato
Fantascienza
Avete immaginato
Tutto questo non è mai avvenuto
Tutto questo
Non vi è mai stato detto
Tranquilli
È stato solo un incubo
Vi sveglierete felici
Al nostro 1,2...3!
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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L'Angolo del Rockpoeta
mercoledì 13 maggio 2020
L'Angolo del Rockpoeta®: "Il Giudizio"
IL GIUDIZIO
Quali colpe ho io
Voi avete voluto tutto questo
Voi mi avete messo con le spalle al muro
Sottratto l'aria che respiro
Privato della mia libertà.
Ed allora che colpe ho io
Mi avete innescato voi
Io non pensavo che l'avrei mai fatto
Non credevo che ne sarei stato capace
Quali responsabilità mi addebitate
Non avete saputo disinnescarmi
Non avete saputo capire che l'aria non si ruba
E se ci provate
Dovete essere certi di ucciderci
Di uccidermi
Ma non siete in grado di fermare questa pandemia di rabbia
Non avete potuto impedire questa deflagrazione.
Piazze piene
Determinate a riappropriarsi della propria vita
Rabbia
Furia
Disperazione
Impeto devastante.
Divise a terra
La ribellione del popolo non la si ferma
La rabbia del popolo non la si può contrastare
Il grido di libertà non lo si può catturare.
Ed ora
Quali colpe ci date?
Nessuna
E voi posteri
Giudici parziali al servizio della Storia
Ricordate che se ora potete giudicarci liberamente
In modo scevro da pregiudizi ideologici
È per merito nostro
E per merito mio.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
Quali colpe ho io
Voi avete voluto tutto questo
Voi mi avete messo con le spalle al muro
Sottratto l'aria che respiro
Privato della mia libertà.
Ed allora che colpe ho io
Mi avete innescato voi
Io non pensavo che l'avrei mai fatto
Non credevo che ne sarei stato capace
Quali responsabilità mi addebitate
Non avete saputo disinnescarmi
Non avete saputo capire che l'aria non si ruba
E se ci provate
Dovete essere certi di ucciderci
Di uccidermi
Ma non siete in grado di fermare questa pandemia di rabbia
Non avete potuto impedire questa deflagrazione.
Piazze piene
Determinate a riappropriarsi della propria vita
Rabbia
Furia
Disperazione
Impeto devastante.
Divise a terra
La ribellione del popolo non la si ferma
La rabbia del popolo non la si può contrastare
Il grido di libertà non lo si può catturare.
Ed ora
Quali colpe ci date?
Nessuna
E voi posteri
Giudici parziali al servizio della Storia
Ricordate che se ora potete giudicarci liberamente
In modo scevro da pregiudizi ideologici
È per merito nostro
E per merito mio.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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L'Angolo del Rockpoeta
lunedì 11 maggio 2020
L'Angolo del Rockpoeta®: "Un Tozzo Di Sabbia"
UN TOZZO DI SABBIA
Un tozzo di sabbia
Raccolto dal mare
La paura che cresce
Un sogno spezzato
Una rabbia celata
Una morte improvvisa
E tutto gira
Dentro l'insensibilità
Che annebbia il pensiero
E tutto si spegne
Sommersi dal terrore
Instillatoci
Per soffocare la nostra libertà
Per edulcorare il nostro impeto di vita.
E cammino silenzioso
A piedi scalzi sulla mia spiaggia
Atto criminoso
Eversivo e sovversivo
E mi rispecchio nel tempo
Che saprà ricompensarmi
Per questa follia
Per quest'atto apparentemente inconsulto
Ma che simboleggia
La voglia di vita
Un urlo atavico di libertà
La determinazione di abbattere il terrore.
E cammino cocciuto
Avvolto dalla mia maschera
Identità segreta
Occhi che divorano metri di terreno
Spalancati sull'orizzonte
Quell'orizzonte di speranza
Sogno e libertà
Che non dobbiamo farci sottrarre
Da cui non dobbiamo venire defraudati
E cammino deciso
Sulla spiaggia della vita
Contro ogni barriera
Verso la luce dell'alba.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
Un tozzo di sabbia
Raccolto dal mare
La paura che cresce
Un sogno spezzato
Una rabbia celata
Una morte improvvisa
E tutto gira
Dentro l'insensibilità
Che annebbia il pensiero
E tutto si spegne
Sommersi dal terrore
Instillatoci
Per soffocare la nostra libertà
Per edulcorare il nostro impeto di vita.
E cammino silenzioso
A piedi scalzi sulla mia spiaggia
Atto criminoso
Eversivo e sovversivo
E mi rispecchio nel tempo
Che saprà ricompensarmi
Per questa follia
Per quest'atto apparentemente inconsulto
Ma che simboleggia
La voglia di vita
Un urlo atavico di libertà
La determinazione di abbattere il terrore.
E cammino cocciuto
Avvolto dalla mia maschera
Identità segreta
Occhi che divorano metri di terreno
Spalancati sull'orizzonte
Quell'orizzonte di speranza
Sogno e libertà
Che non dobbiamo farci sottrarre
Da cui non dobbiamo venire defraudati
E cammino deciso
Sulla spiaggia della vita
Contro ogni barriera
Verso la luce dell'alba.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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L'Angolo del Rockpoeta
venerdì 8 maggio 2020
L'Angolo del Rockpoeta®: "Aiuti Nefasti"
AIUTI NEFASTI
Cestini con beni di prima necessità
Vengono raccolti
Tirati su verso il proprio balcone
Sono aiuti che provengono da volontari
Sono gesti di bontà e di delicata luminosità.
Siamo nei quartieri più poveri e difficili di Napoli
Siamo nella nebbia più profonda.
Gli aiuti del governo non arrivano neanche qui
La disperazione e la paura crescono
Il Covid 19 è una minaccia concreta ed inquietante
Ma la fame
Quella la tocchi con mano da subito
E mentre il virus potrebbe non colpirli
La fame
Quella non li risparmia
Famiglie alla canna del gas
Sono aiutate però anche da strani figuri
Figuri probabilmente legati alla Camorra.
Alcune famiglie non guardano in faccia a nulla
"A caval donato" dicono
Altre sono di più sani ed alti principi
Vorrebbero rifiutare
Vorrebbero non raccogliere quegli aiuti nefasti
Vorrebbero non accettare quel dono
Condizionato ad una restituzione futura del favore
Vorrebbero ma
La fame è tanta
E non solo quella degli adulti
Ma anche dei bambini che quelle famiglie compongono.
E lo Stato è ancora una volta impotente
E lo sarà anche quando le imprese
Non trovando gli aiuti economici
I prestiti dalle Banche
Non avendo in tempi celeri il sostegno promesso dall'esecutivo
Dovranno chinare il capo
Ed accettare il denaro degli strozzini della Camorra
Ed essere pronti
Volenti o nolenti
A restituire in futuro non solo quel presito
Ma anche il favore con un altro favore.
Ed in questo scenario
Triste e desolante
Noi dovremmo illuderci
Che sapremo rialzarci presto e bene
Noi dovremmo convincerci
Che questa pandemia non lascerà un segno così forte
Sull'economia italiana e sulla gente
Gente formata da persone con piccole aziende
Negozi al dettaglio
Ed altre attività.
Ed in questo desolante scenario
Noi dovremmo credere che lo Stato vincerà
Noi, cioè, dovremmo illuderci una volta ancora
Senza neanche una parola nuova alla quale aggrapparci per sognare
Senza nemmeno un fatto concreto
Piccolo
Quasi insignificante
Ma in contrapposizione con lo status quo di quell'area.
E noi dovremmo illuderci una volta ancora…
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
Cestini con beni di prima necessità
Vengono raccolti
Tirati su verso il proprio balcone
Sono aiuti che provengono da volontari
Sono gesti di bontà e di delicata luminosità.
Siamo nei quartieri più poveri e difficili di Napoli
Siamo nella nebbia più profonda.
Gli aiuti del governo non arrivano neanche qui
La disperazione e la paura crescono
Il Covid 19 è una minaccia concreta ed inquietante
Ma la fame
Quella la tocchi con mano da subito
E mentre il virus potrebbe non colpirli
La fame
Quella non li risparmia
Famiglie alla canna del gas
Sono aiutate però anche da strani figuri
Figuri probabilmente legati alla Camorra.
Alcune famiglie non guardano in faccia a nulla
"A caval donato" dicono
Altre sono di più sani ed alti principi
Vorrebbero rifiutare
Vorrebbero non raccogliere quegli aiuti nefasti
Vorrebbero non accettare quel dono
Condizionato ad una restituzione futura del favore
Vorrebbero ma
La fame è tanta
E non solo quella degli adulti
Ma anche dei bambini che quelle famiglie compongono.
E lo Stato è ancora una volta impotente
E lo sarà anche quando le imprese
Non trovando gli aiuti economici
I prestiti dalle Banche
Non avendo in tempi celeri il sostegno promesso dall'esecutivo
Dovranno chinare il capo
Ed accettare il denaro degli strozzini della Camorra
Ed essere pronti
Volenti o nolenti
A restituire in futuro non solo quel presito
Ma anche il favore con un altro favore.
Ed in questo scenario
Triste e desolante
Noi dovremmo illuderci
Che sapremo rialzarci presto e bene
Noi dovremmo convincerci
Che questa pandemia non lascerà un segno così forte
Sull'economia italiana e sulla gente
Gente formata da persone con piccole aziende
Negozi al dettaglio
Ed altre attività.
Ed in questo desolante scenario
Noi dovremmo credere che lo Stato vincerà
Noi, cioè, dovremmo illuderci una volta ancora
Senza neanche una parola nuova alla quale aggrapparci per sognare
Senza nemmeno un fatto concreto
Piccolo
Quasi insignificante
Ma in contrapposizione con lo status quo di quell'area.
E noi dovremmo illuderci una volta ancora…
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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L'Angolo del Rockpoeta
mercoledì 6 maggio 2020
L'Angolo del Rockpoeta®: "Reminiscenze"
REMINISCENZE
Aria
Ricordo respiravo aria
Naso e bocca liberi da costrizioni
Simili al morso che imprigiona il cavallo
Naso e bocca erano scoperti
Non ancora minacciati dall'invisibile nemico mortale.
Aria
Ricordo respiravo aria e rumore
Calpestio di piedi e code di auto in fila
Per posteggiare nel silos sotterraneo.
E si sentivano le voci
Sì le voci
Si sentivano le voci
Come leggere brezze di vento
Che passavano una dopo l'altra
Accarezzandoti l'orecchio
Mentre corpi sorridenti
Sfioravano le tue braccia
A causa della piacevole calca del sabato pomeriggio
Per colpa di un flusso di gente sorridente
E spensierato.
Libero
Ero libero
Libero di muovermi come preferivo
Libero di viaggiare e conoscere la vita
Senza distanziamento fisico
Senza stuzzicadenti di stoffa a penetrarti naso e bocca
Intimità
C'era più intimità in pubblico
Le labbra si sfioravano felici
Ed al ristorante
Niente divisori da sala conversazioni di un penitenziario
Ti senti un carcerato
E poggi la mano sul divisorio
Mentre lei fa lo stesso
E gli sguardi si baciano
Incapaci di accettare ancora
Questa vita da preda
Su questo pianeta dove non siamo più l'anello dominante della catena
Sempre che lo si sia mai stati veramente.
Frenetico
Ero più frenetico
Ma anche oggi lo siamo
Solo lo siamo a giorni alterni
Quelli pari vanno in posta i cognomi dalla A alla L
Quelli dispari i restanti.
Aria
Me lo ricordo
Respiravo aria
Forse inquinata
Aria di città
Aria di mare e di campagna
Aria maleodorante
Aria sorridente
Sì me lo ricordo bene
Respiravo aria
Con naso e bocca liberi e felici
Senza coprirmi con un burka di materiale speciale
Le vie respiratorie
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
Aria
Ricordo respiravo aria
Naso e bocca liberi da costrizioni
Simili al morso che imprigiona il cavallo
Naso e bocca erano scoperti
Non ancora minacciati dall'invisibile nemico mortale.
Aria
Ricordo respiravo aria e rumore
Calpestio di piedi e code di auto in fila
Per posteggiare nel silos sotterraneo.
E si sentivano le voci
Sì le voci
Si sentivano le voci
Come leggere brezze di vento
Che passavano una dopo l'altra
Accarezzandoti l'orecchio
Mentre corpi sorridenti
Sfioravano le tue braccia
A causa della piacevole calca del sabato pomeriggio
Per colpa di un flusso di gente sorridente
E spensierato.
Libero
Ero libero
Libero di muovermi come preferivo
Libero di viaggiare e conoscere la vita
Senza distanziamento fisico
Senza stuzzicadenti di stoffa a penetrarti naso e bocca
Intimità
C'era più intimità in pubblico
Le labbra si sfioravano felici
Ed al ristorante
Niente divisori da sala conversazioni di un penitenziario
Ti senti un carcerato
E poggi la mano sul divisorio
Mentre lei fa lo stesso
E gli sguardi si baciano
Incapaci di accettare ancora
Questa vita da preda
Su questo pianeta dove non siamo più l'anello dominante della catena
Sempre che lo si sia mai stati veramente.
Frenetico
Ero più frenetico
Ma anche oggi lo siamo
Solo lo siamo a giorni alterni
Quelli pari vanno in posta i cognomi dalla A alla L
Quelli dispari i restanti.
Aria
Me lo ricordo
Respiravo aria
Forse inquinata
Aria di città
Aria di mare e di campagna
Aria maleodorante
Aria sorridente
Sì me lo ricordo bene
Respiravo aria
Con naso e bocca liberi e felici
Senza coprirmi con un burka di materiale speciale
Le vie respiratorie
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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L'Angolo del Rockpoeta
lunedì 4 maggio 2020
L'Angolo del Rockpoeta®: "Danza Di Vittoria"
Una poesia di buon auspicio e speranza
DANZA DI VITTORIA
Balla
Segui il tempo
Festeggia
Cogli l'attimo
Respira il senso del viaggio
Corri lungo la carreggiata ondulata
Tornanti sofferti
Ti hanno condotto all'arrivo
E le gocce di sudore che cadono dalla tua fronte
Sono il frutto di una gioia conquistata
Ospedali da campo
Ora vuoti
E nosocomi tornati alla normalità
Sono il simbolo di una sofferenza superata
E le centinaia di mascherine e guanti gettati a terra
Uno sfogo
Forse poco civile ma comprensibile
Di una gioia irrefrenabile
Così come la libertà conquistata
Non con poca fatica ed insistenza
Visto che il nosto Governo sembrava averci preso gusto
A tenerci al guinzaglio.
Festa in strada
Canti di gioia
Ma non dimenticheremo i nostri morti
Non scorderemo le repressione forse non proprio giustificata
Le restrizioni portate all'estremo
Lo scoramento e lo stillicidio di quei dati quotidiani
Così come la speranza e la gioia trattenute
Quando la ruota sembrò girare
Senza emettere un fiato
Senza quasi pensare per non illudersi
Fino all'esplosione di gioia all'ufficialità della vittoria.
E balleremo
Seguiremo il tempo
Canti di gioia invaderanno le nostre strade
Con la valigia pronta
Per tornare a viaggiare
E riscoprire il mondo
E la nostra Terra
Forse adesso sapremo amarla un po' di più.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
DANZA DI VITTORIA
Balla
Segui il tempo
Festeggia
Cogli l'attimo
Respira il senso del viaggio
Corri lungo la carreggiata ondulata
Tornanti sofferti
Ti hanno condotto all'arrivo
E le gocce di sudore che cadono dalla tua fronte
Sono il frutto di una gioia conquistata
Ospedali da campo
Ora vuoti
E nosocomi tornati alla normalità
Sono il simbolo di una sofferenza superata
E le centinaia di mascherine e guanti gettati a terra
Uno sfogo
Forse poco civile ma comprensibile
Di una gioia irrefrenabile
Così come la libertà conquistata
Non con poca fatica ed insistenza
Visto che il nosto Governo sembrava averci preso gusto
A tenerci al guinzaglio.
Festa in strada
Canti di gioia
Ma non dimenticheremo i nostri morti
Non scorderemo le repressione forse non proprio giustificata
Le restrizioni portate all'estremo
Lo scoramento e lo stillicidio di quei dati quotidiani
Così come la speranza e la gioia trattenute
Quando la ruota sembrò girare
Senza emettere un fiato
Senza quasi pensare per non illudersi
Fino all'esplosione di gioia all'ufficialità della vittoria.
E balleremo
Seguiremo il tempo
Canti di gioia invaderanno le nostre strade
Con la valigia pronta
Per tornare a viaggiare
E riscoprire il mondo
E la nostra Terra
Forse adesso sapremo amarla un po' di più.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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