mercoledì 15 aprile 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "La Dama Nera"

LA DAMA NERA

Lei seduta su quei gradini
Con sguardo ambiguo ed inquietante
E l'inferno si spalancava davanti ai nostri piedi
Ululava dentro le nostre bocche

Città deserte
Panorami del passato
Alberi spogli soffiano lontano
Foglie sperdute
Come anime perse
Alla ricerca di un nuovo lido

C'è un uomo all'orizzonte
E sta camminando alla ricerca di un fiore
C'è un uomo all'orizzonte
E non sa che tutti i suoi pensieri sono oramai
Disciolti dentro l'acido dell'illusione.

Cieli viola
Nuvole color sangue
Paesaggi immaginari
E l'orizzonte si restringe
Si fa sempre più piccolo
Come un foro quasi invisibile
Dentro cui l'uomo desidera ad ogni costo entrare

Ma oramai è tardi
La dama seduta sui gradini del tempio lo sa
Lo ha sancito
E non c'è più tempo
Non c'è più speranza
Non c'è più nessuna voce 
A liberare il proprio canto di libertà.

Orizzonte perduto
La dama nera su quei gradini
Attende ciascuno di noi
Con una lacrima di tristezza
Con un sorriso amaro

La dama nera sa che non può cambiare il suo destino
Il suo lugubre compito
Ed allora
Per un attimo diventa umana
Con tutti i difetti che questo status comporta
E sapendo di non potersi meritare il Paradiso
Compra quei gradini
Acquista quella scalinata verso quel sogno
Perchè anche la Morte un giorno troverà riposo
Perchè certe sorti non si scelgono
Si subiscono

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 13 aprile 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "5 Mesi"

5 MESI

Voglio stadi pieni
Bandiere sventolanti e cori roboanti
Voglio cinema e teatri nuovamente fruibili
Voglio urlare la mia rabbia al vento
Voglio gridare la mia gioia al mare

Mi sono rotto il cazzo
Incertezza figlia di incompetenti lautamente pagati
Sfinisce il mio cervello troppo sensibile ed attento

Brucia
Il mio pensiero brucia
La mia testa come una miccia 
Le mie braccia come benzina
Le mie gambe dinamite pura
Per esplodere verso alberi e montagne
Spiagge e mare. 

Almeno non ci lasciassero agonizzare
Se proprio dobbiamo estinguerci
Lo sentenziassero senza indugiare
Se questi scienziatuccoli neanche degni del Sapientino
Ci confessassero il peggio 
Ma ora
Subito!

Ed invece 
Mentre loro sono chiusi nelle loro torri d'avorio
Un soggetto strano, curioso
Vestito con un saio nero 
Esce da un portone
E, come un invasato, grida:
"5 mesi, 5 mesi alla fine del mondo!"

Tutti lo sbeffeggiano
Atteggiamenti dettati dalla paura
Nessuno gli vuol credere
Tutti vogliono non credergli ma...

5 mesi
Potrebbero mancare solo 5 mesi alla fine del mondo. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 10 aprile 2020

L'Angolo del Rockpoeta®:"Monster-Economy"

MONSTER - ECONOMY

Global - economy
Piovra mortale
Tentacoli asfissianti

Global - economy
Monster - economy
Divora chi barcolla
Affossa chi solamente inciampa

Solidarietà 
Segno di debolezza della povera gente
Di chi non ha abbastanza soldi
Per non volerli condividere
Perchè il vero ricco dentro
Non prova pietà per nessuno
Non solidarizza con i più deboli
E chi lo fa
Pur avendo il denaro
Non appartiene alla pura etnia del ricco
È come un meticcio
Milionario fuori, poveraccio dentro
Perchè la solidarietà è elemento di distinzione dei poveracci. 

Pandemia economica
Strascico di quella sanitaria
Era già tutto previsto
Forse anche l'ennesima diabolica spaccatura
Fra angeli e demoni
Fra finanza ed economia reale

Cordone ombelicale malato
Da amputare
Tagliare definitivamente

Spina da staccare
Resettare un'unione dai contorni sproporzionati
Dalle diseguaglianze profonde.

Scisma laico
Sud contro Nord
Anima contro freddo materialismo

L'Europa dei popoli 
Utopia irrealizzata
Meta da perseguire

Tre
Due 
Uno
Spina staccata

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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PS:Buona Pasqua a tutti voi, una Pasqua unica nel suo genere, dura, sofferta, in casa. Spero stiate tutti bene. Ci si legge regolarmente Lunedì 13 aprile. Un abbraccio a tutti

Daniele il Rockpoeta®

mercoledì 8 aprile 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "La Polo Nera"

LA POLO NERA

Ho vestito a lutto
Per colpa tua
Vissuto da recluso per giorni
A causa tua
Perso la fiducia nella vittoria
Per merito dei tuoi nemici
Ossia la mia, la nostra scalcagnata Cavalleria...

Oggi però straccio questi indumenti neri
Oggi indosso colori di libertà ed arcobaleno
Leggo numeri di vittoria
E titoli trionfali: "Abbattuto il virus!"

Ci hai lasciato finalmente
E verrò gongolante al tuo funerale
Ed indosserò un vestito dai colori sgargianti
E ci saranno donne felici vestite di rosso
Canti e balli sopra il tuo feretro
Ed urla di gioia a frangere la barriera dell'aria. 

Un sussulto
Mi sveglio
Ho ancora addosso la polo nera
Siamo ancora nell'oscurità
Ma leggo i numeri ed oggi sono buoni
Ed i miei indumenti scuri
Tendono a scolorirsi leggermente
A schiarirsi un poco.

Ed allora oggi
Almeno oggi
Solo oggi forse
Voglio sorridere alla vita
E pensare che quel sogno sarà presto realtà
Una premonizione di vittoria

Oggi continuo ad indossare una polo nera
Forse, ancora per poco.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 6 aprile 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Click"

CLICK

"Scava!
Scava!
Come un segugio da tartufi
Cerca
Non rallentare
Insisti!"

E tu scavi
Solo che cerchi mine da disinnescare
E se sbagli muori
Se sbagli salti in aria come un birillo.

Maggio 1945 
Resa nazista
Ragazzi tedeschi prigionieri dei danesi
Devono bonificare campi minati lasciati dagli invasori:
È una storia vera
Sono storie di dolore e disperazione.

Italia 
Anno Domini 2020
Tutti reclusi

Ticchettio ad ultrasuoni
Le nostre mine sono altrettanto invisibili
Irrintracciabili
Non rilevabili
Sono ovunque
E siamo noi stessi a farle detonare
Siamo noi stessi veicoli trasportatori di infezione.

E la povertà avanza
Strisciando sul campo minato
Delle nostre città

Inutili e patetiche
Le misure della politica per contrastarla
E la disperazione cresce
Contagiando anch'essa sempre più gente.

Sigillati in casa!
Non uscire!

E resti passivo
In attesa che il campo minato si smini da solo
E che l'aria torni pulita e bonificata
Sperando di non impazzire
Di fronte all'incompetenza degli esperti
Virus quest'ultimo
Altrettanto aggressivo di quello invisibile e mortale
Che sta falcidiando l'umanità.

Un passo, un altro
Un altro ancora...Click

Piede in fallo
Umanità sterminata. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 3 aprile 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "I Santi E Gli Eroi"

I SANTI E GLI EROI 

Solidarietà 
Momenti di eroismo
Azioni e gesta che resteranno nel tempo
Ma anche avarizia ed ipocrisia
Anch'esse destinate a passare alla Storia.

Lui è Paolo
Infermiere
Lavora in condizioni difficilissime
E non sempre potendosi proteggere
Quasi mai dotato delle precauzioni necessarie.

È l'inferno:
Solitudine
Paura
Di chi è in terapia intensiva
Ma anche
Un mare di pazienti contagiati
Che giungono in struttura
E che fanno fatica a gestire.

Lui è Carlo
Medico,
A contatto con la sofferenza ogni giorno
Deve prendere decisioni difficili contro un virus sconosciuto
E deve prenderle in fretta
Perchè il tempo non è suo alleato.

Entrambi 
Quando possono
Rientrano dalle loro famiglie
E lo fanno con la paura di contagiarle
Perchè anche Carlo non sempre può proteggersi adeguatamente.

Rischiano la vita per noi 
Proprio come chi deve fare le pulizie e sanificare
Giornalmente
Quei luoghi. 

Questi sono eroi
Questi sono veri esseri umani
Queste sono esistenze straordinarie. 

E poi...
Poi ci sono loro
Loro che dovrebbero essere i "santi contemporanei"
Sia per le possibilità economiche a disposizione
Sia perchè la loro religione glielo prescrive.

Ma il Papa prega 
Ben protetto da ogni rischio di contagio
Lui prega
Prega strenuamente
Ma il sostegno concreto latita.

Fanno a gara
Nel mondo laico
A donare quanto più possibile
Per aiutare gli ospedali 
Con mascherine, respiratori, 
E quant'altro serve per aiutare i pazienti a guarire.

La Chiesa
La ricca ed opulente Chiesa
Dona una, per loro, modesta cifra alla Caritas
Affinchè ne faccia buon uso.

E poi nulla.

Ma Gesù
Non avrebbe agito così

Gesù in primis
Avrebbe predicato per le strade
Per dare vero conforto alla gente
Oppure sarebbe passato
Da un ospedale all'altro a dare conforto
A dottori, infemieri e malati.

O forse
Sarebbe restato anche lui al chiuso 
Per dare il buon esempio
Ma avrebbe fatto opere di bene
Si sarebbe speso in prima persona
E non sto parlando di compiere dei miracoli
Ma solo di agire da uomo vero e compassionevole.

E poi San Francesco
Lui oggi si sarebbe spogliato dei suoi averi 
Per donare sale di terapia intensiva 
E si sarebbe prodigato per fare volontariato
Ed entrambi non avrebbero neanche voluto la mascherina
L'avrebbero lasciata ad altri.

Ma a tal proposito
In mezzo a tutta questa oscurità
Scorgiamo un raggio di luce:
Sei tu Don Giuseppe 
Tu
Che malato di Covid 19
E che ansimavi faticosamente
Hai donato il respiratore che i tuoi fedeli di Casnigo
Avevano acquistato per te
Ad un paziente più giovane
Sacrificando la tua vita
Dimostrando che in mezzo a tanti mercanti
Nel tempio ecclesiastico esiste anche qualche Santo,
Donando a tutti noi una commossa brezza di speranza.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 1 aprile 2020

L'Angolo del Rockpoeta®:"Il Pianeta Bianco"

IL PIANETA BIANCO

Un astronauta
Mi sento come 
Un astronauta alla scoperta del Pianeta Bianco:
Pareti bianche
Tutti intorno a me con tute bianche
E la superficie è bianchissima

Un astronauta
Penserei di essere un astronauta
Anche per via del casco che ho in testa
E della tuta che mi ricopre interamente
E potrei anche crederlo se non fosse
Che respiro a fatica
Sono allettato
Ed intorno a me ho altri pazienti 
In condizioni forse anche peggiori della mia

Potrei crederlo
Se non fosse che due giorni fa 
Ero a casa mia, respiravo benissimo
E poi... poi è arrivato l'alieno cattivo
Ed ora sono qui.

Paura ed isolamento
Il mio pane
Paura che è sempre stata la mia compagna di viaggio
Da quando è scoppiata questa pandemia

Prima il timore di essere invaso dall'alieno
Ora quello di soccombere per mano sua. 

Ho 60 anni
So di essere a rischio
Anche se i dottori intorno a me 
Sembrano ottimisti.

Solo contro tutto
Quante volte diciamo queste parole
Quante volte crediamo davvero di esserlo
Ma ora 
Ora che lo sono veramente
Comprendo il reale peso e significato di quelle parole.

Veleno nel mio corpo
Ed io lotto per espellerlo.

Tre settimane sono passate
Sto per essere dimesso
Ho incredibilmente trionfato in una guerra
Che sembrava impossibile da vincere
Sono stato fortunato.

Vi dico solo questo:
Eravamo in quattro in quella stanza
Sulle mie gambe ne sono uscito solo io.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®