POLVERE D'AMERICA
Stazione di servizio
Deserto del Texas
Polvere d' America sotto le sue scarpe
Solitudine a perdita d'occhio.
Sacrifici infiniti
Prigioniera di quella pompa e del negozio
Sola
Sogna una vita lontana da quella sabbia
Sogna l'Europa
Si immagina distante dalla calura nel nulla
Più felice
Immersa in un'altra vita.
Disoccupata
Barista a tempo perso
Commessa saltuariamente
Guarda quella vetrina di viaggi
Occhi sognanti immaginano di calpestare polvere d'America
Dove costruirsi il proprio destino
E dove
Si illude
Di agguantare un nuovo sogno americano.
Polvere d'illusioni
Copre le speranze delle due ragazze
Avvolge in un patetico miraggio
Stringendo come un boa la sua preda
Anime ingenue.
Respiri di vita sognano ad occhi aperti
Futuri inesistenti
Figli di stelle cadenti
Privi di speranza
Una speranza ed un'occasione
Che meriterebbero
Che sarebbe giusto conquistassero.
Una nuova alba sorge
Un nuovo giorno nasce
E due anime ingenue e pulite si svegliano
Comunque felici di avere un sogno.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
mercoledì 3 luglio 2019
lunedì 1 luglio 2019
L'Angolo del Rockpoeta®: "Vite Spezzate" (AUDIO)
Dopo l'audio di "Cucimi adesso, Ricucimi ora" mi ero ripromesso che prima o poi avrei postato un audio di una poesia da me recitata in modo meno "pazzo". È venuto il momento di mantenere la promessa. La poesia la conoscete già è "Vite Spezzate"che vi ho postato mercoledì 26 giugno scorso. Qui c'è solo l'audio, ma per chi volesse anche vedermi in carne ed ossa lo rimando a questa mia poesia o anche al mio sito web dove si possono trovare tanti altri video oltre a quello qui linkatovi.
Intanto vi lascio all'audio di "Vite Spezzate". Buon ascolto e spero vi piaccia.
Intanto vi lascio all'audio di "Vite Spezzate". Buon ascolto e spero vi piaccia.
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L'Angolo del Rockpoeta
venerdì 28 giugno 2019
L'Angolo del Rockpoeta®: "Just Walk"
Poesia postata undici anni fa ma il tema è ancora vivo oggi e ne voglio di nuovo parlare. Le barriere architettoniche ancora presenti nelle nostre città così come la nostra indifferenza ed il nostro disinteresse.
JUST WALK
Ho camminato carponi lungo ringhiere fredde
Come l'indifferenza.
Ho strisciato lungo pareti bucciate
Per sentire il gelo della morte.
Ho provato ad alzarmi con orgoglio
Odiando Dio per questa maledizione
Ma ho amato davvero
Chi ha saputo leggere oltre i confini di un muro.
Io
Arti sfiniti ma Anima Integra
Voi
Fisicamente idonei
Ma disabili dentro.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
JUST WALK
Ho camminato carponi lungo ringhiere fredde
Come l'indifferenza.
Ho strisciato lungo pareti bucciate
Per sentire il gelo della morte.
Ho provato ad alzarmi con orgoglio
Odiando Dio per questa maledizione
Ma ho amato davvero
Chi ha saputo leggere oltre i confini di un muro.
Io
Arti sfiniti ma Anima Integra
Voi
Fisicamente idonei
Ma disabili dentro.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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L'Angolo del Rockpoeta
mercoledì 26 giugno 2019
L'Angolo del Rockpoeta®: "Vite Spezzate"
VITE SPEZZATE
Lei era Giulia ed ha scelto di morire impiccandosi.
35 anni
Vita apparentemente soddisfacente
Sicurezza lavorativa
Un ragazzo che l'amava
Motivazioni per noi non facili da comprendere
Motivazioni che noi dobbiamo rispettare.
Lei era Sara, 14 anni
Ed ha deciso di morire lanciandosi nel nulla.
Rimandata in tre materie,
Eccessivo il peso della sconfitta
O forse della paura
Ed ha preferito il vuoto.
Lui era Matteo
25 anni
Ed ha scelto il fucile da caccia di suo padre per salutarci.
Senza lavoro
Solo
Non omologato alla massa.
Unica grave colpa: troppo sensibile.
Vite spezzate
Da nessuno considerate
Dai media frettolosamente trattate
E morbosamente analizzate.
Esistenze tranciate
Dal binario feroce di una vita che non lascia scampo
E non concede tempo
Esistenze cancellate
Da una società superficiale e bugiarda
E da un mondo dove la crisi assorbe ogni idea di speranza
Azzera le forze
Annulla ogni tentativo di rialzarsi.
Passo dopo passo
Avanzi contro un muro di vento
Passo dopo passo
Stringi i denti fortissimo fino a perderli tutti
Passo dopo passo
Rotoli a terra avvolto da una coltre di fumo marcio
Passo dopo passo
Piccoli granelli di infelicità si sommano
Fino ad unirsi e comporre una parete dura, liscia ed invalicabile
Passo dopo passo
Ti arrendi.
Ed anche lui potrebbe aver deciso di morire
Come ancora non lo sa
Quando?
In questi giorni
Il perchè?
Non ha più la forza di fare un altro passo
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
Lei era Giulia ed ha scelto di morire impiccandosi.
35 anni
Vita apparentemente soddisfacente
Sicurezza lavorativa
Un ragazzo che l'amava
Motivazioni per noi non facili da comprendere
Motivazioni che noi dobbiamo rispettare.
Lei era Sara, 14 anni
Ed ha deciso di morire lanciandosi nel nulla.
Rimandata in tre materie,
Eccessivo il peso della sconfitta
O forse della paura
Ed ha preferito il vuoto.
Lui era Matteo
25 anni
Ed ha scelto il fucile da caccia di suo padre per salutarci.
Senza lavoro
Solo
Non omologato alla massa.
Unica grave colpa: troppo sensibile.
Vite spezzate
Da nessuno considerate
Dai media frettolosamente trattate
E morbosamente analizzate.
Esistenze tranciate
Dal binario feroce di una vita che non lascia scampo
E non concede tempo
Esistenze cancellate
Da una società superficiale e bugiarda
E da un mondo dove la crisi assorbe ogni idea di speranza
Azzera le forze
Annulla ogni tentativo di rialzarsi.
Passo dopo passo
Avanzi contro un muro di vento
Passo dopo passo
Stringi i denti fortissimo fino a perderli tutti
Passo dopo passo
Rotoli a terra avvolto da una coltre di fumo marcio
Passo dopo passo
Piccoli granelli di infelicità si sommano
Fino ad unirsi e comporre una parete dura, liscia ed invalicabile
Passo dopo passo
Ti arrendi.
Ed anche lui potrebbe aver deciso di morire
Come ancora non lo sa
Quando?
In questi giorni
Il perchè?
Non ha più la forza di fare un altro passo
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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L'Angolo del Rockpoeta
lunedì 24 giugno 2019
L'Angolo del Rockpoeta®: "I Don't"
I DON'T
Non voglio essere un Italiano idiota
Non voglio essere un drogato di stupidità
Non voglio diventare uno sciroccato
Non voglio invecchiare nell'animo
Non voglio evolvermi negli involuti esseri umani di oggi
Non voglio essere un selfie - vivente
Nè fotografare sui social il mangiare che ordino al ristorante
Come quegli imbecilli che poi quel piatto neanche lo finiscono
E che sono gli stessi che si indignano per gli sprechi occidentali
Perchè "In Africa si muore di fame!".
Non voglio essere un Italiota
Non intendo difendere con le mie poesie
Un popolino patetico ed ignorante
E tu
Umanità malata e corrotta nell'animo e nel cervello
Attenta
Preserva e proteggi la tua minoranza da questo progressivo imbarbarimento
Poni un freno a questa tua inarrestabile involuzione
O non ti difenderò più.
Non voglio essere un perdente di lusso
Ma neanche un vincente di oggi
Trionfatore assoluto di arrogante ignoranza
Analfabeta della realtà
Convinto detentore della verità.
SOS minoranza sapiens
Vieni in soccorso del mondo
SOS minoranza sapiens
Corri in soccorso di te stessa e del futuro.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
Non voglio essere un Italiano idiota
Non voglio essere un drogato di stupidità
Non voglio diventare uno sciroccato
Non voglio invecchiare nell'animo
Non voglio evolvermi negli involuti esseri umani di oggi
Non voglio essere un selfie - vivente
Nè fotografare sui social il mangiare che ordino al ristorante
Come quegli imbecilli che poi quel piatto neanche lo finiscono
E che sono gli stessi che si indignano per gli sprechi occidentali
Perchè "In Africa si muore di fame!".
Non voglio essere un Italiota
Non intendo difendere con le mie poesie
Un popolino patetico ed ignorante
E tu
Umanità malata e corrotta nell'animo e nel cervello
Attenta
Preserva e proteggi la tua minoranza da questo progressivo imbarbarimento
Poni un freno a questa tua inarrestabile involuzione
O non ti difenderò più.
Non voglio essere un perdente di lusso
Ma neanche un vincente di oggi
Trionfatore assoluto di arrogante ignoranza
Analfabeta della realtà
Convinto detentore della verità.
SOS minoranza sapiens
Vieni in soccorso del mondo
SOS minoranza sapiens
Corri in soccorso di te stessa e del futuro.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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L'Angolo del Rockpoeta
venerdì 21 giugno 2019
L'Angolo del Rockpoeta®: "Cucimi Adesso, Ricucimi Ora!"
Questa poesia si avvale di un file audio che contiene la poesia stessa qui postata, recitata per voi, visto che a differenza della altre come per es "La Seconda Pelle" (video che vi suggerisco di guardare) ha una cadenza recitativa particolare quasi una rap-poesia diversa quindi dal mio stile solito. Sotto ovviamente trovate anche la poesia scritta. Suggerisco di leggerla mentre contemporaneamente l'ascoltate.
CUCIMI ADESSO, RICUCIMI ORA!
Tu adesso non indugiare
Agisci senza pensare
Non avere paura
Non tergiversare
Non attendere oltre
Fai il tuo dovere
Cucimi adesso
Ricucimi subito
Cucimi adesso
Ricucimi ora!
Bruciore al petto
Bava alla bocca
Occhi lacrimano
Sangue, il mio sangue
Sporca asfalto infuocato
Bossoli vuoti
Intorno a filo spinato
Barriere su cui impigliare pareti del cuore
Pelle graffiata,
Anima ferita.
Aria irrespirabile colore verdastro
Non è L'Ilva
Ma sono strane armi che sparano fumo mortale.
Bruciore cresce
Sangue perso
Frattaglie sparse
Cucimi adesso, ricucimi ora!
Bruciore cresce
Sangue sparso
Frattaglie sperse
Cucimi adesso, ricucimi ora!
E tu non pensare a nulla
Dimentica la paura
Scorda il dolore di vedermi a terra
Non mi salverò
Ma voglio morire con dignità
Quindi non indugiare
Cucimi adesso
Ricucimi ora!
Cucimi adesso
Ricucimi ora!
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
Tu adesso non indugiare
Agisci senza pensare
Non avere paura
Non tergiversare
Non attendere oltre
Fai il tuo dovere
Cucimi adesso
Ricucimi subito
Cucimi adesso
Ricucimi ora!
Bruciore al petto
Bava alla bocca
Occhi lacrimano
Sangue, il mio sangue
Sporca asfalto infuocato
Bossoli vuoti
Intorno a filo spinato
Barriere su cui impigliare pareti del cuore
Pelle graffiata,
Anima ferita.
Aria irrespirabile colore verdastro
Non è L'Ilva
Ma sono strane armi che sparano fumo mortale.
Bruciore cresce
Sangue perso
Frattaglie sparse
Cucimi adesso, ricucimi ora!
Bruciore cresce
Sangue sparso
Frattaglie sperse
Cucimi adesso, ricucimi ora!
E tu non pensare a nulla
Dimentica la paura
Scorda il dolore di vedermi a terra
Non mi salverò
Ma voglio morire con dignità
Quindi non indugiare
Cucimi adesso
Ricucimi ora!
Cucimi adesso
Ricucimi ora!
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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mercoledì 19 giugno 2019
L'Angolo del Rockpoeta®: "Godot"
GODOT
Vicoli apatici
Di una città sporca
Cammino a testa bassa
Per non vedere lo scempio sui muri
E per spazzare meglio la strada.
Bagni nobili
Di uffici signorili ai piani alti:
Pulisco la vostra merda
I vostri schizzi
Non meno nauseanti dei vostri discorsi
Non meno volgari del vostro atteggiamento spocchioso
Non meno sporchi della vostra anima lercia
Entrate senza rispetto per il mio lavoro e per me
Il vostro sguardo di disprezzo misto ad imbarazzo
Quando mi incontrate
È evidente
E sommo umiliazione ad umiliazione
Ho 57 anni
Mi chiamo Laura
Sola senza più nessuno
Tranne mia figlia Giulia ventiquattrenne
Laureata in lettere
Che attende il concorso per insegnare
Un po' come si attende Godot.
Ed io devo guadagnare qualcosa per mangiare
Per mantenerci.
Fare le pulizie
È un lavoro come un altro
Solo non rispettato, faticoso
Che assorbe l'anima.
Pendolare
Orari da incubo
Treni da incubo
A volte mi sento come una torcia
Accesa e feroce
Desiderosa di incendiare tutto
E sogno
Giorni di gloria
Ricordando brevi momenti di felicità passata
In attesa di una rivalsa che non verrà mai.
E mentre mia figlia attende speranzosa Godot
Io mi auguro che almeno lei possa avere presto
Un futuro di sorrisi.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
Vicoli apatici
Di una città sporca
Cammino a testa bassa
Per non vedere lo scempio sui muri
E per spazzare meglio la strada.
Bagni nobili
Di uffici signorili ai piani alti:
Pulisco la vostra merda
I vostri schizzi
Non meno nauseanti dei vostri discorsi
Non meno volgari del vostro atteggiamento spocchioso
Non meno sporchi della vostra anima lercia
Entrate senza rispetto per il mio lavoro e per me
Il vostro sguardo di disprezzo misto ad imbarazzo
Quando mi incontrate
È evidente
E sommo umiliazione ad umiliazione
Ho 57 anni
Mi chiamo Laura
Sola senza più nessuno
Tranne mia figlia Giulia ventiquattrenne
Laureata in lettere
Che attende il concorso per insegnare
Un po' come si attende Godot.
Ed io devo guadagnare qualcosa per mangiare
Per mantenerci.
Fare le pulizie
È un lavoro come un altro
Solo non rispettato, faticoso
Che assorbe l'anima.
Pendolare
Orari da incubo
Treni da incubo
A volte mi sento come una torcia
Accesa e feroce
Desiderosa di incendiare tutto
E sogno
Giorni di gloria
Ricordando brevi momenti di felicità passata
In attesa di una rivalsa che non verrà mai.
E mentre mia figlia attende speranzosa Godot
Io mi auguro che almeno lei possa avere presto
Un futuro di sorrisi.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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