lunedì 26 marzo 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: Il Giappone Che (Forse) Non Ti aspetti

Giappone. Stato ricco, forte, con tradizioni e contraddizioni, con fascino e tragedie. Viene da questo Paese la notizia sconvolgente che ha attirato la mia attenzione. Circa il 20% delle persone detenute in carcere in Giappone sono anziani sopra i 65 anni, e la maggioranza di queste sono donne che sono povere e preferiscono farsi incarcerare che vivere sole e di stenti. Reato di taccheggio è l'escamotage con cui si fanno arrestare, reato che in Giappone deve essere particolarmente riprovevole se si finisce in galera mentre da noi neanche gli assassini più spietati, talvolta, si fanno anni di carcere senza godere almeno di semilibertà o altri privilegi.

E' dimostrato che gli arresti di persone anziane in Giappone "sono a tassi superiori a quelli di qualsiasi altro gruppo demografico" 

Nell'articolo che vi ho linkato si legge anche che "Le condanne, secondo gli ultimi dati della polizia, sono raddoppiate negli ultimi dieci anni passando da una media di 80 ogni 100 mila residenti tra il 1995 e il 2005 a 162 ogni 100 mila residenti tra il 2005 e il 2015. Quasi una donna su cinque attualmente detenuta nelle carceri giapponesi ha 65 anni o più; nove donne anziane su dieci sono state condannate per il reato di taccheggio." 

Una realtà inquietante, che però non deve far pensare che non ci riguardi: anche da noi la povertà non solo dei giovani ma anche di molti anziani soli e famiglie è in forte aumento. Forse è solo per il fatto che è difficile che in Italia si finisca in galera per aver rubato in un supermercato nonché per lo stato tremendo delle nostre carceri, che non sia così sviluppato questo fenomeno.

La povertà nel mondo oramai sembra dilagare sempre più in modo preoccupante anche dove non ci si aspetterebbe di trovarla.

JAPANESE DREAM

Rubo una cioccolata
Anzi no, questa la mangio qui direttamente
Dentro il supermercato
Ho troppa fame.

Mi guardo in giro 
Devo agire in fretta
Voglio finire questa agonia
Desidero raggiungere presto la mia nuova dimora

Quattro sbarre
Poca luce  
(Ma anche da me è assente, me l'hanno tagliata il mese scorso)
Spazio piccolo
Leggermente angusto anche per essere un monolocale
Ma in questo residence particolare
Ti garantiscono pasti caldi quotidianamente
Ed un riparo sicuro.

Bene
Ora basta perdere tempo
Ho deciso
Mi impossesso di questo pollo arrosto
Lo nascondo sotto il cappotto e vado verso l'uscita

Faccio per lasciare il supermercato
Ed il dolce e melodioso suono degli allarmi
Allieta il mio udito.

Mi fermano
Confesso
E per me si spalancano
Le porte di una nuova casa
Accogliente e certa 
Per sempre.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

PS: continuo a seguire la vicenda Catalana. Chi mi segue sa che fin dal primo momento ho seguito la questione.  Le ultime notizie le conoscete e le ho anche linkate tra i commenti del post precedente. Sviluppi importanti saranno oggetto di altri post. Chiunque abbia notizie che magari i media non riportano (Carlos, ogni riferimento a te è fortemente voluto :-))) )  è pregato di segnalarmele.

22 commenti:

fperale ha detto...

Presumo che le carceri giapponesi poi siano ben diverse dalle nostre..

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER FPERALE: lo presumo anch'io .

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Troppa povertà in aumento, mentre i ricchi sono sempre più ricchi.
Serena giornata.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER CAVALIERE: concordo con te.

LaDama Bianca ha detto...

E' uno scenario terribile. Preferire di finire in galera piuttosto che vivere in povertà. Ma quando usciranno, poi, dove andranno? si faranno arrestare di nuovo?

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER LA DAMA BIANCA: è uno scenario inquietante che sembra non trovare fine.

Anke Agata Russo ha detto...

I poveri ci sono anche in Italia, non solo in Giappone, ma a differenza dei "poveri giapponesi" che in qualche modo arrangiano vitto e alloggio, i nostri frugano nell'immondizia e muoiono soli come dei cani.
Io mi preoccupo prima del mio paese e poi, forse, degli altri.
Ciao!

Patricia Moll ha detto...

Cosa fanno fare la miseria e la solitudine!!!
Ed è una cosa oscena chenel XXI secolo non si sia è ancora riusciti, non dico ad eliminare la povertà, sarebbe chiedere la luna, ma almeno a provvedere per chi ne soffre.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER ANKE: la crisi è ovunque, è davvero globale purtroppo e come tale forse va affrontata.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER PATRICIA: non solo non la si è debellata ma anzi è in aumento purtroppo.

iacoponivincenzo ha detto...

Non mi stupisce minimamente. Fa parte del mondo razionale giapponese, orientale.
In merito ricordo un filamto in bianco e nero sul dopoguerra nipponico.
Un esercito di straccioni fermi agli angoli delle strade: erano i reduci di guerra, che non avevano diritto a pensione alcuna per aver perduto chi una gamba chi un braccio, chi due. Lo avevano fatto per la patria. Mendicavano e la gente gettava loro una moneta. Avevano un cartello appeso al collo con l'elenco delle località dove avevano combattuto.
Un giovanotto, mio collega all'Università, il cui padre era stato anni in Japan addetto dell'Ambasciata italiana, mi disse poi che in quella espulsione dalla vita civile c'era l'astio del popolo per quei soldati che non avevano saputo mantenere illibata la veste candida dell'imbattibilità dell'esercito e della marina nipponica.
Contro la bomba atomica?
Ma questo sono i giapponesi, che offrono all'azienda dove lavorano OGNI SERA un'ora di lavoro gratuita, dove si applicano alacremente perché l'azienda ne tragga vantaggio e guadagno. Vallo a proporlo begli USA o qui in Europa se ti lasciano finire o non ti sommergono di fischi e pernacchie.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER VINCENZO; è vero il mondo giapponese è particolare, ma questa povertà mi sembra globale e sempre più devastante. Molto toccante la testimonianza che hai raccontato sul dopoguerra in Giappone, fa riflettere.

Sari ha detto...

Storie che si fanno poesia. Il mezzo più efficace per farle germogliare.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER SARI: grazie del tuo prezioso commento.

MikiMoz ha detto...

Sulla povertà hai detto tutto tu, mi concentro sul Giappone:
un paese davvero paradossale, che a leggere i manga sembra bello ma invece secondo me, al di là dell'estetica e di alcuni concetti, nasconde dei dolori assurdi (e non sono quelli della bomba atomica, ma molto precedenti).

Moz-

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MOZ per non conoscerlo da dentro, credo ci siano molte contraddizioni e molte ferite dolorose come hai detto bene anche tu.

carlos portillo - podi-. ha detto...

Ciao,
non sapevo della situazione nel Giappone; veramente non l'aspettavo.

Qui c'è una grande incertezza, non è facile far un governo (la maggioranza independentista è divisa ma questo l'abbiamo già visto precedentemente e sempre arrivano a un accordo nella "zona cessarini", per dire).
La domenica scorsa, manifestazioni pacifiche per la città - Barcellona - per chiedere la libertà di Puigdemont (soltanto un gruppetto un po' violento con una centinaia di feriti). Per altro, molta gente che voleva l'arresto dell¡expresidente fuggito ma che non dicono mai niente.
I gruppi più radicali fermano le autostrade ognitanto, anche ieri lunedì.

Ciao,
podi-.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER PODI: la povertà dilaga oramai ovunque. A quanto capisco sempre più grazie a te, la situazione da voi è un filo più complessa di come viene dipinta. Certamente bisogna arrivare ad evitare lo scontro e la guerra civile.

Ariano Geta ha detto...

Il Giappone è un paese particolare da ogni punto di vista, ma d'altronde ogni paese lo è a modo suo. Forse che l'Italia non è particolarissima agli occhi degli stranieri?
Comunque i giapponesi hanno una dote che noi italiani non abbiamo: l'idea che ci si debba mantenere da soli e che l'assistenzialismo trasforma l'uomo in un parassita. Per un giapponese chiedere l'elemosina è la cosa più umiliante che esista, preferisce continuare a guadagnarsi da vivere lavorando, magari lavoretti part-time studiati appositamente per gente anziana, tipo mettersi davanti alle strisce pedonali durante gli orari di apertura / chiusura delle scuole per invitare le macchine a fermarsi e lasciar attraversare i bambini (le macchine si fermerebbero ugualmente, ma è un modo per far guadagnare soldi a un anziano in difficoltà dandogli l'impressione che se li stia guadagnando e che non si tratta di un'umiliante "elemosina" dell'amministrazione pubblica).
Le persone "arrestate" sono probabilmente, allo stesso modo, condannate più per dargli vitto e alloggio con l'illusione che stanno "scontando una pena" per il loro "errore", considerato che essere alloggiati in un ospizio per poveri (le cui condizioni spesso non sono tanto dissimili da quelle di un carcere) per loro sarebbe una cosa ben più umiliante.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER ARIANO: Grazie per il tuo commento che ho trovato stimolante.

A tal riguardo ho trovato tutto molto interessante, e concordo con te che molti giapponesi possano avere ancora una mentalità molto forte ed anti-assistenzialista. Interessante anche la tua "visione" dell'arresto visto come simulazione che nasconde dietro ad essa un aiuto concreto (visione che un po' ipotizzo anch'io sul finale della mia poesia). Io però al riguardo, sostengo che se questa tua ipotesi corrisponde al vero, denota un ragionamento nipponico contorto in quanto sarebbe più logico sdoganare questo orgoglio drammatico e dare a queste persone rifugio e pasti caldi. Questo restituirebbe, a mio parere, forse a loro un po' di dignità non sentendosi umiliati per il fatto di aver rubato e dover essere cmq "assistiti" in carcere sentendo in più il fardello dell'umiliazione per aver compiuto un atto riprovevole per la società.

Neutrina ha detto...

Il loro e un modo di fare e pensare superiore ad ogni altra civiltà. Io amo la cultura giapponese sempre di più.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER ANNA: con tutto il rispetto per la loro cultura, a me pare in questo caso, che ci siano soluzioni diverse e più idonee per risolvere questa emergenza.