lunedì 14 novembre 2022

L'Angolo del Rockpoeta®: "Possiedo Un Nome"

MARATONETA GIO'  in questo post di GUS lascia questo commento:

"Per tanti anni sono stata amica di Liana Millu superstite n. A 5384 di Auschwitz-Birkenau. E' deceduta nel 2005 e prima di morire le ho promesso che avrei continuato io ad andare nelle scuole, il giorno della memoria per raccontare ai ragazzi la pagina più nera del novecento. Quando fu liberata si nascose in una fattoria abbandonata e tra la paglia trovò un diario con una matita. La prima cosa che fece scrisse il suo nome e cognome per più di 100 volte. Era amica di Primo Levi al quale regalò il mozzicone di matita che la aiutò a rinascere. Lei è sempre con me! "

Queste tue parole, Giò, hanno portato il mio cuore a scrivere...

POSSIEDO UN NOME

Liana Millu
Liana Millu
Liana Millu
Liana Millu
Liana Millu
E non A.5384

Io sono e resto
E sarò per l'eternità 
Liana Millu.

I'm with name
My name
Possiedo un nome
Il mio nome
Solo mio
Per sempre mio
Come la mia vita

Gli orrori 
Le umiliazioni
La mia paura
Il mio coraggio
La mia rabbia
Unghie spezzate
Ma mai piegate
Hanno scavato forsennatamente 
Nel profondo della mia anima
Per aggrapparsi 
Alle ultime stille di speranza.

Libera
Respiro la luce
Di una ritrovata 
E commossa felicità
Mista a quel retrogusto amaro
Di due domande 
Che non riesco a togliermi dalla testa:
"Perchè tutto questo orrore?
E perchè proprio io sono ancora viva?"

A. 5384
Sarà per sempre 
Un marchio indelebile
Per ricordare
E per non far dimenticare
Cosa l'uomo può fare
A quali livelli di orrore può giungere

Liana Millu
Liana Millu
Liana Millu
Ora e per 100 volte lo scrissi
Ora e per 100 volte lo riscrivo
Ora e per 100 volte lo grido!

Io sono Liana Millu
E per chi negasse l'evidenza
Sono viva
E testimone dell'olocausto
Io Sono Liana Millu
Ed A.5384 
È la prova che il Male esiste
Ha avuto un volto ed una voce
E tanti suoi vili servitori

Io sono Liana Millu
Mancata nel 2005
Sepolta qui, in questo cimitero

Una lapide porta il mio nome
Unica gioia in questo momento amaro:
Nessuno più mi ha tolto il mio nome
Neanche la Morte.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 11 novembre 2022

L'Angolo del Rockpoeta®: "L'Ideale Non È Il Sogno"

Ispirata da questo post di Gus. 

L'IDEALE NON È IL SOGNO

L'ideale non è il sogno
Il sogno è un'aspirazione personale
Tipica del proprio essere
Che solo casualmente può coincidere
Con l'ideale.

Il sogno è gioia personale
Il sogno è un'emozione individuale
È egoismo benefico
E può restare segreto
E rinchiuso nell'animo
Del suo sognatore
Per sempre.

L'ideale è concreto
Utopico forse talvolta
Ma può appartenere a tutti
Potremmo definirlo
Paradossalmente
Un sogno collettivo
Una meta per un popolo libero

Il sogno è tutt'altra cosa:
Il sogno può riguardare 
Una fantasia irrealizzabile
Un desiderio inarrivabile
O un momento di calore affettivo
Due mani tese verso una carezza
Possibile solo nel regno dell'onirico

L'ideale
È libertà
È utopia da trasformare in realtà
È vincere convincendo
E non conquistare dominando.

L'ideale 
Quello vero
Non sarà mai cieco fanatismo
Ma un'anima collettiva
Unita
Compatta
E mai uniforne
Perchè l'ideale lo scegli
Senza obblighi esterni

È come un vero amore
Lo scegli nuovamente
Ogni singolo giorno
E quello dopo
E quello dopo ancora
E ancora...

L'ideale si traduce in benessere collettivo
E spesso è propedeutico al sogno
Perchè solo se realizzi il primo
Solo se la libertà da ideale astratto
Diventa realtà concreta di un popolo
Allora hai anche l'animo aperto 
Per sognare 
E cimentarti nel realizzare il tuo sogno.

Perchè solo se tutti siamo liberi
Legati da un unico vessillo
La Libertà
Possiamo permetterci il lusso di sognare

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 9 novembre 2022

L'Angolo del Rockpoeta®: " I Miei 2 Unici Errori Commessi"

I MIEI 2 UNICI ERRORI COMMESSI

Sorridi alla vita
Mi diceva mia madre
Allah ti ama
Mi ripeteva mio padre
Ma mentre ricevo l'ennesima manganellata
Mi domando dove ho sbagliato
Mi chiedo se per caso ho sorriso poco 
E la vita ora si vendica
O se davvero Allah mi punisce
Perchè ho un capello fuori posto
O indosso il velo islamico non correttamente.

Mi chiamo Nasrin Ghadri
Ho 35 anni e sono dottoranda in Filosofia
Anzi ero...

Il mio nome è Nasrin Ghadri 
E in realtà cosa facevo 
Prima di essere manganellata a morte
Non è nemmeno così importante

Che sia stata una studentessa
Una lavoratrice
Una moglie e donna di casa
Non è rilevante.

Essere brutalmente uccise
Dalle forze dell'ordine 
Per non indossare il velo correttamente
È un abominio
E non è più o meno grave
A seconda di quello che una di noi era in vita.

La mia morte
Non ha più valore solo perchè studiavo
E potevo essere una risorsa per il mio Paese
Rispetto a quella di una donna che segue i figli e non lavora.

Sono Nasrin Ghadri 
E nel ricevere l'ultima manganellata
O almeno l'ultima che io ricordi
Prima di perdere conoscenza
Mi domando
Se i miei sorrisi e le mie attenzioni 
Non avrei forse dovuto sapientemente donarli
A questi stronzi in divisa 
Che mi stanno massacrando
Colpendomi in testa
Ripetutamente
Senza tregua
Con inaudita ferocia.

Ovviamente non lo penso davvero
Ero sarcastica
Ma penso invece veramente
Di aver sprecato troppo tempo
Della mia oramai breve esistenza
A sorridere alla vita e pregare Allah
Così come qualunque altra divinità

D'altronde se Dio è maschio
E l'uomo è fatto a sua immagine e somiglianza
Ed Eva è la stronza che incasina tutto nell'Eden
O se, secondo il Corano,
Quando l'uomo abbandona la vita terrena
Lo aspettano 72 vergini in Paradiso
Al contrario di noi donne  che anche da morte
Dovremo ritenerci appagate da un solo uomo
Come possiamo sperare di essere amate
Rispettate
E considerate da un qualunque Dio?

E mentre, tra una manganellata e quella seguente
Mi sento urlare ogni genere di volgarità
E sento le loro voci dirmi di pentirmi 
Per non aver indossato il velo 
Nel  modo preciso che sancisce il Corano,
Mi rendo conto di pentirmi soltanto
Per gli unici due gravi errori da me commessi:
Aver sorriso alla vita e pregato Allah.

Due gesti d'amore traditi
Due gesti d'amore sbagliati. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 7 novembre 2022

L'Angolo del Rockpoeta®: " E Mi Avete Chiesto"

"Dedicata" alle masse ed all'esistenza del bello

 E MI AVETE CHIESTO

E mi avete chiesto
Di darvi speranza
Cieca illusione
O forse solo
Brevi momenti per
Lenire i dolori del vostro cuore.

E mi avete chiesto
Luce e luminosità emotiva
Come se scrivere fosse un gioco
Una sfida
Un contest
Come se uno dovesse voler scrivere
Di tutto 
Anche di quello che non vede
O che percepisce solo saltuariamente

Ma voi volete una prova
Una dimostrazione
Voi non volete un artista
Ma una foca monaca 
Alla  quale peraltro non chiedereste
Di giocare con la palla
Cosa che sa fare alla grande
Ma magari di cantare "Yesterday"

Perchè voi siete così
Siete assurdi
Invece di chiedere a chi è bravo in qualcosa
Di dare il meglio di sè ed il massimo in quel "qualcosa"
Voi volete dei patetici tuttologi artistici

Voi oggi
Esistesse Mozart
Sareste capaci di chiedergli
Di far vedere se oltre a comporre capolavori
Sarebbe capace a correre i 100m sotto gli 8 secondi...

Voi 
Che non sapete a volte fare bene
Nemmeno una sola cosa
Voi
Che non sapete neanche leggere più di dieci righe
Voi
Che un ragionamento articolato 
Non riuscite a comprenderlo
Abituati ad apprezzare urlatori di pancia
Che abbaiano alla folla
E ringhiandole contro
La arringano e la fanno loro.

Ed allora volete vedermi luminoso?
No problem

Esiste il Bello
Basta staccare lo sguardo da voi
Menti vuote, patetiche ed inutili
E guardare Guernica di Picasso
O spostare lo sguardo verso quelle persone
Che emanano sensibilità ed una mente pensante
Basta credere nella buona sorte
E si possono fare incontri di vita straordinari
Scovare luoghi nascosti
Lontani da centri commerciali
Hotel di lusso 
Ed atelier di moda super costosa

Esiste il Bello
È l'amore  che accende gli occhi di chi lo vive
O la felicità di un sorriso ricco di umanità
Anche se privo di denaro e telefonini del cazzo

Viaggiare può regalare gioie immense
Arricchendo la vostra anima
Sempre che di default 
Ne abbiate mai avuta una in dotazione

Sì
Ci sono cose belle per cui scrivere
E se io lo faccio raramente
Non è perchè non le percepisca
Ma perchè voglio combattere le brutture del mondo
Che offuscano il bello che anche c'è
E poi per colpa vostra
Perchè so che le vostre sinapsi spente ed annoiate
Non saprebbero comunque amare
Il Bello
Neanche se a scriverlo non fossi io
Ma Dio in persona
Perchè
Voi non volete che si parli del bello
Voi volete che vi si menta dicendo
Che la vostra testa affondata dentro la sabbia
Come fanno gli struzzi
Ha ragione
Che non potrà accadervi nulla
Che le atomiche non le useranno
Che solo Putin è cattivo
Quindi facciamo pure la guerra
Che intanto 
Mica vogliamo credere che bombarderanno il Colosseo?

No
Voi meritate che nessuno
Scriva delle bellezze molto rare di questo pianeta
Perchè 
Con la vostra insensibilità e pigrizia
Non le sapreste amare
Perchè le sapreste soltanto sporcare
Proprio come avete inquinato ogni cosa
Che avete toccato in tutti questi secoli. 

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

sabato 5 novembre 2022

L'Angolo del Rockpoeta®: "E.I.T. R.D. 2 (Malattie Rare): Sindrome di Brugada"

Eccoci come ogni 5 del mese all'appuntamento, il penultimo per l'esattezza, con E.I.T.R.D.2  dove tratto di sindromi rare come tema per questa rubrica. Voglio parlare di patologie di cui nessuno o quasi nessuno parla e sulle quali io, con questo percorso per nulla esaustivo, cercherò nel mio piccolo di porre una piccola luce, un occhio di bue, per dare rilevanza a tale tema. Questo mese tratterò la Sindrome Di Brugada. 

SINDROME DI BRUGADA

Sindrome di Brugada, si chiama,
Più nota come sindrome della morte improvvisa.

È un disturbo del ritmo cardiaco 
L'attività elettrica del cuore è sballata
E questo può causarmi casi di aritmia ventricolare
Ma non posso cambiare gestore
Ho solo questo come mio corpo 
E me lo devo far andare bene.

Mi chiamo Walter
Ho 20 anni
E la mia aspettativa di vita
È a cavallo tra i 25 ed i 50 anni.

Incurabile
E di solito ereditaria
Nel mio caso non è stato così
E non se ne è compresa la ragione

Sono affetti da questa patologia
Detta anche della morte improvvisa
Da 1 a 30 persone ogni 10.000 individui 
E sono soprattutto uomini.

Siamo pochi a soffrirne
Ma non sapete quanto vorrei
Che tanti se ne interessassero
Che la Ricerca ricevesse contributi importanti
Per sconfiggere questa malattia.

Ma la realtà la conosciamo bene
Se non interessi alle multinazionali
La Ricerca vera ha pochi mezzi
E quindi non ho fiducia nel mio breve futuro
Di assistere ad uno sviluppo nelle cure per questa sindrome.

Quindi
Non mi creo false illusioni
O aspettative fantascientifiche,
E penso a vivere
Quel poco tempo concessomi
Nel modo più intenso possibile
Perchè la vita è una
E la mia, lo so già, 
Sarà anche più breve
Rispetto alla vostra.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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venerdì 4 novembre 2022

L'Angolo del Rockpoeta®: "We Are (Not)

WE ARE (NOT)

Non siamo figli di Dio
Non lo siamo noi atei
Non lo siete voi miscredenti
Non lo è nessuno di noi
E non lo siamo tutti noi rinnegati
Per le nostre azioni
Omissioni
E per la nostra viltà.

Siamo figli di nessuno
Messi al mondo senza un perchè
Abbandonati al nostro destino
Noi 
Disconosciuti anche da Madre Terra.

Siamo figli della menzogna
In un Paese a testa in giù
Dalla logica al contrario
Dove tutto è ribaltato
Dove la Destra è la Sinistra
E viceversa
E dove
Podologi prestati alla virologia
Insistono col dirci che il "non vaccino"
Funziona
E dove
L'ideologia sporca ogni razionale analisi
Macchia ogni attenta valutazione
Scevra da pregiudizi.

Siamo una razza
Quella umana
Disgustosa
E non può essere una sparuta
Ed umana minoranza
A riabilitare l'uomo nel suo insieme
Noi esseri aberranti
Noi rifiutati anche da Satana
Perchè perfino Lucifero
Ha un codice etico tutto suo

Noi invece 
Siamo senza regole etiche e morali
Noi siamo figli illegittimi dell'odio
Noi che godiamo nell'infliggere sofferenza
Noi che non nasciamo sotto un cavolo
Ma siamo espulsi dal ventre marcio di un enorme fungo luminoso.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 2 novembre 2022

L'Angolo del Rockpoeta®: "Ivo"


IVO

Mi chiamo Ivo
L'iperattivo
Non sto mai fermo
Mi annoio se non posso muovermi
E sono instancabile.

Sono in classe
Con tanti altri bambini
Che la società definisce "normali"

Io li definirei invece
Pacati
Già sufficientemente ammestrati.

Non proprio tutti
Alcuni fingono di essere quello che non sono
Si mimetizzano tra i loro coetanei
Ma il mio occhio li riconosce
Hanno quel fuoco nelle loro pupille
Che io solo so individuare.

Loro sono i ribelli "sani"
Quelli che dentro sono come me
Ma fuori sanno quando scatenarsi e quando no
Quando e per cosa disubbidire e fare casino
Quelli che se il destino lo vorrà
Sapranno dar voce anche a noi iperattivi del pianeta. 

Questa società di oggi
È più ipocrita di quella di un tempo
Ma nel mio caso
La loro ipocrisia
Mi permette di essere inserito
Nel mondo reale
E non in classi - ghetto 
O classi differenziali
Poi abolite
Pensate un po' da chi?
Da Andreotti nel 1977
Pensate un po' da un mafioso
Non riconosciuto tale solo per scadenza dei termini
Per prescrizione
Così la chiamano

Quindi Andreotti potenziale mafioso
Abolì le classi differenziali
E poi dicono che la mafia fa solo cose brutte...

Mi chiamo Ivo
L'iperattivo
Ed anche nell'appellativo affibiatomi
Sono più fortunato dei miei antenati o predecessori.

Loro erano disadattati
Handicappati
Quando non addirittura matti
Io invece ho un titolo fichissimo
Sono il Dr. Ivo, l'iperattivo.

Mi chiamo Ivo 
L'iperattivo
Non sto mai fermo
E mi annoio 
Se non posso fare casino.