mercoledì 16 settembre 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Il Criceto E La Blatta"

IL CRICETO E LA BLATTA 

Destino segnato
Siamo esistenze senza galassia

Destino segnato
Siamo esistenze nude
Senza più speranza
Unica possibilità di un'illusoria salvezza
Una diaspora senza via d'uscita

Immortalità sopravvalutata
Siamo destinati a vivere come criceti dentro la gabbia
Unica variante la diaspora
Unica alternativa essere esistenze senza patria

E per i giovani è ancora peggio
Alcuni più fortunati di altri
Avranno un futuro dignitoso, forse,
Ma la realtà attuale
È che questa società è una livella malata
Uno spartiacque crudele
Che separa i più ricchi dalla massa sempre più povera
Distruggendo i sogni e le fatiche della classe media.

Sanguisughe sociali
Succhiano la nostra anima
Impoveriscono le nostre vite
Cancellano il nostro lavoro
Prosciugano le nostre speranze
Schiacciano famiglie intere
E morire per debiti diventa un'opzione
Elemosinare un pasto caldo alla Caritas diventa una necessità

E non riuscire a capacitarsi di come sia stato possibile tutto questo
Quando ancora pochi anni prima avevi un tetto sulla testa
Una famiglia
Un buon lavoro o una avviata attività.

E poi è arrivato il virus
Che non ha certo fatto da equalizzatore sociale
Anzi
Come un pifferaio sadico e perverso
Ha preso per mano i più facoltosi e potenti
Ha permesso che si accentuasse il solco
Tra i più ricchi ed i disperati.

Paranoia
Attanaglia chi come noi
Si colloca nella nuova fascia unica e vasta dei disperati
E sa che il post - pandemia
Sarà uno stillicidio
Una mortale corsa ad ostacoli
Per quelli che ci arriveranno

Tanti infatti
Sono già a terra adesso
Selezione naturale
Falsata dalla differenza di ricchezza
Doping finanziario crea gap sempre più vistosi
Ed il virus vince ovunque
Anche in Borsa
Ovviamente privilegiando sempre i soliti noti

Ed in questo inferno
C'è chi si ostina a sognare
A volersi non arrendere
A rifiutarsi di correre su quella stupida ruota
Dentro quell'asfittica gabbia

Ma è una minoranza
Che forse resisterà fino all'ultimo
Prima di essere schiacciata come una blatta
Ed allora ti domandi se ha senso vivere da criceto ribelle
Per morire come una blatta

Ma se lo chiedi a loro
Ti risponderanno
Meglio blatta che criceto
La blatta sopravvive ovunque
Tranne alla luce malata di questa società
E non vive da schiava come il criceto.

È testarda
Coriacea
Non sarà bellissima
E forse non avrà possibilità contro
Questo disequilibrio di forze
Ma almeno avrà lottato
E chissà
Magari questa minoranza saprà compiere il miracolo
E trasformarsi
Come per magia
Da blatta a farfalla
E da farfalla ad aquila
Per volare alta
Sulle nefandezze del passato
E ricostituire un mondo più umano
Più giusto
Più equilibrato
Ridando ad ogni esistenza la sua terra
Il suo mondo
La sua galassia.
 
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA® 

lunedì 14 settembre 2020

L'Angolo del Rockpoeta® :"E Ti Incontro"

E TI INCONTRO

 Apri la bocca
Ci incontriamo
Sorridi
Ci incontriamo
Mi abbracci
Ci incontriamo

Siamo sani
Ma noi non dovremmo egualmente toccarci
Neanche abbracciarci
Terrorismo mediatico
Istiga nuovamente ad un controllo feroce
Ma i contagiati non corrispondono a chi si ammala
Gli ammalati sono pochissimi.

E quando ti incontrerò
Respirerò dall'interno di una mascherina
Quando ci vedremo
Ti bacerò senza timore
Alzando come un ponte levatoio quel burka occidentale

Sorridi
Oggi ci incontriamo
Apri la bocca
Oggi saremo uno di fronte all'altra
Abbracciami
Ci siamo incontrati

La mia anima si incendia
Il sole non comprende
Il perchè di nuvole dall'umore triste
Figlie di un distanziamento inutile.

E la mia testa rincorre i tuoi sogni
Ti incontro
E vado oltre l'incubo di una pandemia che non vuole più farci vivere
L'incubo di una pandemia che non voglio più accettare

E ci incontriamo
Oggi nel parco
Mascherine abbassate
Bacio infinito
E ti ho finalmente incontrata
Mi manca il fiato per parlare
Mi manca l'aria per respirare
La mia temperatura corporea raggiunge misure proibitive
Ma non si tratta di Covid
Si tratta d'amore.
 
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 11 settembre 2020

L'Angolo del Rockpoeta®:"Il Dj Che Sussurrava Alla Vita"

Il DJ CHE SUSSURRAVA ALLA VITA

 Un Dj sussurrava ai cavalli
Questo Dj non perse la sua peculiarità
E quando incontrò l'uomo
Decise che il sussurro al microfono
Lo avrebbe contraddistinto 
 
Ad urlare sguaiatamente
Bastava già lei
Ma era la sua festa
Era la sua favola
Era produttrice, regista e diva
Di se stessa 
 
Gli altri partecipanti
Inutili comparse
Costrette ad accettare il ruolo di spettatori obbligati
Per dare giusto risalto alla star del kitsch
Alla regina del divismo programmato
A chi non avendo cuore
Poteva solo gioire
Per una smodata e idolatrante approvazione
Unica sua fonte di piacere.
 
E così un sogno
Diventa solo vetrina di dozzinali momenti
Perché senza l'anima nulla ha emozione.
 
E forse è anche per questo
E per tutto questo becero spettacolo
Che il Dj quella sera pensò
Che forse di fronte a tanto volgare frastuono
Sussurrare alla gente
Fosse l'atto più rivoluzionario
Sorprendente e potente che potesse compiere 
 
Pertanto sussurrò a ciascuno di noi
L'urlo di dolore e quel senso di vuoto
Percepito anche da alcuni di noi
Percepito solo da chi
Poteva udire la voce di un Dj
Che sussurrava alla vita.
 
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 9 settembre 2020

L'Angolo del Rockpoeta®:"Neve D'Agosto"

NEVE D'AGOSTO 

Ricordi
Camminavi su una strana cenere
Quasi sembrava neve
Neve d'agosto
Silenzio irreale dopo quella luce e quel boato
Un fungo di fumo
Annullatosi sulla vostra pelle.

Ricordi
Camminavi in mezzo a persone sciolte
Case, alberi, automezzi
Tutti liquefatti
E non sentivi il dolore
Di quella tua pelle screpolata
Di quelle spalle rosse e piene di bolle
E della tua faccia stravolta
Con una bocca scheletrica e scarnificata.

Non sentivi il dolore delle piaghe sulla tua pelle
Accecato dal dolore e dal senso di annientamento
Nel guardare il paesaggio inghiottito dalle radiazioni

E continuavi a camminare
Mentre quella strana neve
È capace di instillarti un irreale senso di quiete
Ma è solo un attimo
Poi vedi le ossa di un bimbo che abbraccia la madre
Anche lei con i vestiti e la carne corrosi
E torni alla realtà

Ricordi
Era di prima mattina
Le 8.15 per essere precisi:
Un attimo prima alberi, case, giardini
Persone per la strada
Un secondo dopo l'inferno
Un istante dopo una realtà abbagliata
E disintegrata

Ricordi
Era di prima mattina
Ed il futuro si fermò in quel preciso istante
Era di prima mattina
E da quel momento
Nulla sarebbe più stato uguale ad Hiroshima

Erano le 8.15 di una mattina del 6 agosto 1945
Ed a Nagasaki
Erano del tutto ignari che presto
Lo stesso orrore
La stesse neve d'agosto
Avrebbe avvolto le loro bocche
E cancellato la loro esistenza

Ricordi quella mattina
Ricordi?
Camminasti per ore
Con la forza delle tue lacrime di assoluto sgomento
E dei tuoi 16 anni
Fino a quando
Il tuo corpo ti chiese pietà:
Ti accasciasti a terra
Su di una portiera d'auto degna del miglior Dalì
Così ridisegnata da quel fungo velenoso
Non prima però di aver alzato gli occhi semichiusi
Quasi ciechi
Su ciò che restava di tutto quello che amavi.

Ricordi quella mattina?
Noi la ricordiamo tutti
E per chi ha nell'animo un solo briciolo di pietà umana
L'orologio non si è più mosso dalle 8.15 di quella mattina

E poi ci sono certe albe agostane
Dove alziamo gli occhi al cielo con paura
Paura di vedere anche noi la neve d'agosto.
 
 DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 7 settembre 2020

L'Angolo del Rockpoeta® : "Il Tranello"

IL TRANELLO  

Due bambini
Al loro primo anno di scuola
Mai conosciutisi prima
Potrebbero essere paragonati a due congiunti
E respirarsi a meno di un metro con mascherina sul bus
Mascherina che poi forse non terranno in classe
Classe che non si è sicuri se avrà un docente
Classe dove non siamo sicuri si rispetti il distanziamento richiesto
Ed aule che in certi casi è già un miracolo che non crollino.

Altrove
Leggasi scuole dell'infanzia
Tra i bambini
Non è neanche possibile nè richiesto il distanziamento
Ma pur di aprire le scuole
Tutto è ammesso
Tutto o quasi è lecito e permesso.

D'altronde soldi per pagare gli Italiani e farli stare a casa
Abbiamo già visto che non ci sono
Al momento abbiamo moltissimi lavoratori
Che attendono ancora la Cassa Integrazione promessa mesi fa.

Contagi più alti
Ma anche tamponi record e ricoverati quasi nulli
Vietato ballare all'aperto o andare allo stadio con la mascherina
Ma invece per quei bambini tutto normale
Sembra quasi che qualche capoccione del comitato tecnico scientifico
Creda che il virus rispetti le norme arzigogolate che creano
E ne sia intimorito al punto da non osare violarle.

Intanto
Visti certi numeri
Intepretati sempre secondo una loro personalissima chiave di lettura
Ecco qualche voce neanche troppo solitaria minacciare un nuovo isolamento

Quarantena di massa ipotizzata
Lockdown di fatto nuovamente paventato
Si vuole prospettare un autunno di paura
Ma non dovevamo convivere col virus?

Ora che lo facciamo
Ecco che sembra non più possibile
Ma il fiume delle contraddizioni e dell'incoerenza si ingrossa
E pare essere un oceano pronto a travolgere loro e le loro bugie

Vero
Il virus c'è ancora e non va sottovalutato
Vero
Anche molti di noi fanno male la loro parte
Molti infatti non rispettano le regole base minime
Ma non è minacciando tutti che colpirete i pochi o tanti furbetti.

Ci hanno teso l'ennesimo tranello
È questo il vero dramma
Perchè non ci avevano avvertito
Che avremmo dovuto ancora convivere con due grosse piaghe:
Il Coronavirus
E la loro totale confusione ed incompetenza.

E non so quale dei due mali sia più grave e mortale.
 
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 4 settembre 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: "Ebru Timtik"

 EBRU TIMTIK

"Cosa ti aspetti?" Mi sono sentita dire
"È un regime e tu ci vai contro, difendi gli innocenti
Assumi il patrocinio di chi il regime colpisce
Ed ora sei in carcere"

Tutto esatto
Tutto corretto
Diciamo che mancava giusto un "Ti sta bene, te la sei cercata"
E poi il cerchio era chiuso.

Non sono certo stupita di essere qui
Solo non lo accetto
Non è giusto
E non ho intenzione di subirlo.

Tredici anni di carcere
Tredici anni di detenzione 
Per aver esercitato il diritto alla difesa di un ragazzo
Colpevole di essere stato ferito in una manifestazione di protesta
E soprattutto colpevole di non capire che qui in Turchia
Protestare contro il regime non è un'opzione possibile.

E difendere chi cocciutamente non comprende tale divieto
È una colpa altrettanto grave

E quindi sono qui
Rinchiusa
Dentro questo buco sporco che chiamano cella
Ma non sapranno fiaccarmi

Ebru Timtik è il mio nome
Sono avvocato
Difendo i deboli e gli oppressi
O meglio difendevo.

238 giorni fa ho iniziato lo sciopero della fame
Facile potreste dire voi
Vista la sbobba disgustosa che ti passano da mangiare
Peccato che il corpo senza nutrimento lentamente cede fino a morire

Hanno tentato di convincermi in ogni modo a smettere
Ma l'unico modo era liberarmi
L'unico modo era farmi ancora dar voce agli oppressi
L'unico modo possibile era l'unico che non erano disposti a concedermi

Col tempo peggiora il mio stato fisico
Viene fatta richiesta di scarcerazione per motivi di salute

Respinta
D'altronde la causa del mio malessere l'ho procurata io
Ed io potrei dare ad essa termine
Quindi perchè avere pietà
Perchè concedere il rispetto della dignità per una scelta dura e difficile
Perchè mostrare umanità?

Oggi dopo 238 giorni
Il mio corpo si è arreso
Le mie forze hanno ceduto
E mi sono spenta

Spenta nel corpo
Ma non nell'anima
La mia dignità non l'hanno schiacciata
La mia forza di volontà non si è mai affievolita

E vi lascio con un sorriso
Quello di chi non si è piegato al volere del regime
E vi lascio con una lacrima
Sapendo che non potrò più aiutare nessuno
E vi lascio con una speranza
Speranza che qualcuno prenda il mio posto
Anzi che molti, tanti di voi possano prendere il mio posto
E che possiate sostenere il popolo
Un popolo che ha sete di libertà
 
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 2 settembre 2020

L'Angolo del Rockpoeta®: " La Libertà Non Ha Padroni"

LA LIBERTÀ NON HA PADRONI

Non scippatemi la libertà
Non appropriatevene
Essa non appartiene solo a voi
Sbandieratori di vessilli dal colore
Di una sinistra sbiadita
Sinistra per modo di dire
 
Non accaparratevi la mia libertà
Voi che la gestite e la brandite per le vostre
Inutili propagande
Voi di destra
Che siete spesso contro libertà fondamentali
Come aborto ed eutanasia .
 
Ciascuno di voi
Non osi più apporre la propria bandierina
Sul vessillo luminoso della libertà
Essa non è solo vostra
E non è neanche una proprietà esclusiva
Di voi partigiani che l'avete conquistata
Per donarla a tutti noi.
 
Una sinistra stantia
E forse nemmeno più così sinistra
Vorrebbe l'esclusiva della vera libertà
E la destra vorrebbe rivendicarne
La sua invenzione
Ma la libertà è una brezza indipendente
Ed è di ognuno di noi
Anche mia
Mia che non voterò la vostra squallida alleanza
Mia che non voto nessuno di voi
Mia che qualunque scelta farò nell'urna
Non avrò mai venduto la mia libertà
E neanche le avrò mai trovato padroni
Mia che rivendico il libero pensare
Come vero compagno di strada della libertà
 
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®