Grazie a Valeria ed a questo suo post che mi ha ispirato questi versi.
ANIME STRAORDINARIE
Anime straordinarie
Imprigionate dentro una salute ingiustamente malvagia
Sono magiche
Hanno un dono speciale
Sanno regalare agli altri
Quel sorriso
Quell'amore
Quella voglia di vivere
Che spesso noi sani
Noi non straordinari come loro
Non sappiamo trovare in noi stessi
E quando incontri una luce unica come la loro
Puoi solo dire "Grazie"
E scusarti
Scusarti del fatto che non saprai mai ricambiare fino in fondo quel calore
Anche se ci proverai con tutte le tue forze
E nonostante loro si sentiranno fortunate di averci accanto.
E questi pochi versi
Possono solo lontanamente tentare di spiegare
Quanto queste anime straordinarie
Siano i fari delle nostre esistenze
Anime straordinarie
Vagano su un pianeta stanco
Per donare a noi frenetici avventori della Terra
Un'occasione per fermarci un istante
Commuoverci
Sorridere
Per poi ripartire
Condannati dal nostro temperamento
A non saper rallentare il corso della nostra vita.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
venerdì 3 luglio 2020
mercoledì 1 luglio 2020
L'Angolo del Rockpoeta®: "Io Lavoro (No, Tu Donna, No)"
IO LAVORO (NO, TU DONNA, NO)
Oltre 35.000 donne ogni anno
Ed il coronavirus ovviamente non è il responsabile
Oltre 35.000 donne, mamme, abbandonano il posto di lavoro
Impossibilitate dal conciliare quest'ultimo con il seguire i loro figli
E quest'anno
Con la pandemia
Il numero usuale di perdite è certamente destinato a crescere.
Sostegno zero
Lo Stato non sembra interessato veramente al raggiungimento
Dell'eguaglianza tra uomo e donna
A parole tutto l'impegno e tutto l'appoggio possibili
Poi concretamente
La mamma lavoratrice deve essere pagata meno dell'uomo
Lavorare tanto quanto i suoi colleghi maschi
Ed al contempo fare gli "straordinari" per seguire i propri figli.
Niente bonus per la baby-sitter (c'è voluta una pandemia per ottenerlo)
Nessun luogo dove lasciare il bambino
Vicino al posto di lavoro
Assenza sui luoghi di lavoro
Di aree per bambini
Tutte cose che in Francia esistono da tempo
Tanto per fare un semplice esempio
E solo per mostrare che quello di cui si parla non è fantascienza
Ma realtà.
Diritto al lavoro seriamente compromesso
Profondamente minacciato
E l'indipendenza economica torna ad essere un'utopia
La parità tra i due sessi resta una chimera,
E quello che ferisce in modo straziante
È assistere all'umiliazione del dettato costituzionale
È vedere che il rispetto per una vita che cresce
Per un pezzo di futuro che avanza è letteralmente calpestato
Così come il rispetto e la considerazione per tutte quelle donne
Che pur volendo lavorare
Sentono dentro di loro il desiderio di essere anche madri
Essere donna, mamma, moglie, lavoratrice
È un concetto che lo Stato non considera
È un microcosmo femminile che l'uomo non sembra accettare
È un Futuro
Già Presente
Che infastidisce le posizioni retrograde del passato
Ma è solo questione di tempo
Non si può stoppare il futuro.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
Oltre 35.000 donne ogni anno
Ed il coronavirus ovviamente non è il responsabile
Oltre 35.000 donne, mamme, abbandonano il posto di lavoro
Impossibilitate dal conciliare quest'ultimo con il seguire i loro figli
E quest'anno
Con la pandemia
Il numero usuale di perdite è certamente destinato a crescere.
Sostegno zero
Lo Stato non sembra interessato veramente al raggiungimento
Dell'eguaglianza tra uomo e donna
A parole tutto l'impegno e tutto l'appoggio possibili
Poi concretamente
La mamma lavoratrice deve essere pagata meno dell'uomo
Lavorare tanto quanto i suoi colleghi maschi
Ed al contempo fare gli "straordinari" per seguire i propri figli.
Niente bonus per la baby-sitter (c'è voluta una pandemia per ottenerlo)
Nessun luogo dove lasciare il bambino
Vicino al posto di lavoro
Assenza sui luoghi di lavoro
Di aree per bambini
Tutte cose che in Francia esistono da tempo
Tanto per fare un semplice esempio
E solo per mostrare che quello di cui si parla non è fantascienza
Ma realtà.
Diritto al lavoro seriamente compromesso
Profondamente minacciato
E l'indipendenza economica torna ad essere un'utopia
La parità tra i due sessi resta una chimera,
E quello che ferisce in modo straziante
È assistere all'umiliazione del dettato costituzionale
È vedere che il rispetto per una vita che cresce
Per un pezzo di futuro che avanza è letteralmente calpestato
Così come il rispetto e la considerazione per tutte quelle donne
Che pur volendo lavorare
Sentono dentro di loro il desiderio di essere anche madri
Essere donna, mamma, moglie, lavoratrice
È un concetto che lo Stato non considera
È un microcosmo femminile che l'uomo non sembra accettare
È un Futuro
Già Presente
Che infastidisce le posizioni retrograde del passato
Ma è solo questione di tempo
Non si può stoppare il futuro.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
Etichette:
L'Angolo del Rockpoeta
lunedì 29 giugno 2020
L'Angolo del Rockpoeta®: "Destinazione Mondo"
DESTINAZIONE MONDO
Mattina presto
Cammini lungo il solito boulevard
Metropoli consumata da facce poliedriche
Sguardi eterogenei e cosmopoliti
Cercano l'abbonamento per prendere la metropolitana
Scavano dentro le loro vite rovistando dentro le loro borse.
Feel no pain
Feel no shame
Feel no fear
Danger is over
Hope is growing
Danger is almost over
Passi rapidi verso l'ufficio
Riassaporare i luoghi di una routine dimenticata
Ancora un po' di paura delle persone
Distanziamento istintivamente rispettato
Voglia di normalità
Ansia e stress sono notevoli
Non l'avresti mai pensato
Ma ti manca molto di più lo stress del tuo lavoro,
Questo provocato dalla pandemia è qualcosa al di fuori di ogni logica
È qualcosa che non sai gestire
È qualcosa che non hai mai gestito prima d'ora.
Entri nel tuo luogo di lavoro
Finalmente sei a destinazione
Sorriso abbozzato alla tua collega
La osservi
Non è cambiata
È sempre la più sexy dell'ufficio
Solo che anche sul suo volto
Si leggono le fatiche e le paure dei mesi trascorsi
Tutti siamo un po' più cambiati
Abbiamo compreso l'importanza delle piccole cose
Abbiamo capito come la libertà non sia un optional
Ma un bene primario irrinunciabile
Ed abbiamo capito l'importanza di lottare per non perderla
Guardi la parete del tuo ufficio
Sempre uguale ma oggi così nuova e differente
Ed ancora quelle parole ti rimbalzano nella mente
Feel no pain
Feel no shame
Feel no fear
Danger is over
Hope is growing
Danger is almost over
Ecco che ti assalgono l'ansia e la paura
Perchè sai che non potrai sopportare un nuovo lockdown
Sai che non accetterai più le regole restrittive subite
Sai che hai ancora troppi anni da vivere per sprecarli in una gabbia dorata
Fai un respiro profondo
Ti rilassi
Fissi nuovamente quella crosta appesa da anni
Sulla parete liscia e bianca del tuo ufficio
E capisci che hai ancora pochissimi anni da vivere
Per sprecarli solo tra casa e lavoro
Impegno serio sul lavoro ok
Martirio e dedizione assoluta: no
Fai due conti
Ferie arretrate
Ore di straordinario non pagate
Ti organizzi
Pianifichi
Ed agisci.
Tre mesi sabbatici per conoscere nuove realtà
Crescere nell'animo e vivere veramente.
Ti colleghi ad internet
Catalogo viaggi
Destinazione: mondo
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
Mattina presto
Cammini lungo il solito boulevard
Metropoli consumata da facce poliedriche
Sguardi eterogenei e cosmopoliti
Cercano l'abbonamento per prendere la metropolitana
Scavano dentro le loro vite rovistando dentro le loro borse.
Feel no pain
Feel no shame
Feel no fear
Danger is over
Hope is growing
Danger is almost over
Passi rapidi verso l'ufficio
Riassaporare i luoghi di una routine dimenticata
Ancora un po' di paura delle persone
Distanziamento istintivamente rispettato
Voglia di normalità
Ansia e stress sono notevoli
Non l'avresti mai pensato
Ma ti manca molto di più lo stress del tuo lavoro,
Questo provocato dalla pandemia è qualcosa al di fuori di ogni logica
È qualcosa che non sai gestire
È qualcosa che non hai mai gestito prima d'ora.
Entri nel tuo luogo di lavoro
Finalmente sei a destinazione
Sorriso abbozzato alla tua collega
La osservi
Non è cambiata
È sempre la più sexy dell'ufficio
Solo che anche sul suo volto
Si leggono le fatiche e le paure dei mesi trascorsi
Tutti siamo un po' più cambiati
Abbiamo compreso l'importanza delle piccole cose
Abbiamo capito come la libertà non sia un optional
Ma un bene primario irrinunciabile
Ed abbiamo capito l'importanza di lottare per non perderla
Guardi la parete del tuo ufficio
Sempre uguale ma oggi così nuova e differente
Ed ancora quelle parole ti rimbalzano nella mente
Feel no pain
Feel no shame
Feel no fear
Danger is over
Hope is growing
Danger is almost over
Ecco che ti assalgono l'ansia e la paura
Perchè sai che non potrai sopportare un nuovo lockdown
Sai che non accetterai più le regole restrittive subite
Sai che hai ancora troppi anni da vivere per sprecarli in una gabbia dorata
Fai un respiro profondo
Ti rilassi
Fissi nuovamente quella crosta appesa da anni
Sulla parete liscia e bianca del tuo ufficio
E capisci che hai ancora pochissimi anni da vivere
Per sprecarli solo tra casa e lavoro
Impegno serio sul lavoro ok
Martirio e dedizione assoluta: no
Fai due conti
Ferie arretrate
Ore di straordinario non pagate
Ti organizzi
Pianifichi
Ed agisci.
Tre mesi sabbatici per conoscere nuove realtà
Crescere nell'animo e vivere veramente.
Ti colleghi ad internet
Catalogo viaggi
Destinazione: mondo
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
Etichette:
L'Angolo del Rockpoeta
sabato 27 giugno 2020
L'Angolo del Rockpoeta®: "Shameful Is The Wind"
Ho letto sul post precedente un commento di Franco Battaglia che mi incitava a parlare (nuovamente ndr) di Ustica anche oggi. Rispondo a lui ed a voi pubblicamente.
Vedete, ho letto stamattina le parole di Mattarella e mi sono stancato di ascoltarle e di sentirmi dire ad ogni commemorazione, soprattutto poi da coloro che potrebbero farci sapere la verità, le stesse frasi trite e ritrite e quindi mi sono stancato pure di commentarle. Siccome tutto è rimasto immutato, compreso il dolore per le vittime di questi orrori, vi rimando a questa mia poesia che postai nel 2017 sul mio blog e che dimostra che già dopo 37 anni ancora nulla era cambiato. Questi pochi versi sottostanti, invece, scritti ora, per riassumervi il mio stato d'animo oggi e sempre su queste stragi
Vedete, ho letto stamattina le parole di Mattarella e mi sono stancato di ascoltarle e di sentirmi dire ad ogni commemorazione, soprattutto poi da coloro che potrebbero farci sapere la verità, le stesse frasi trite e ritrite e quindi mi sono stancato pure di commentarle. Siccome tutto è rimasto immutato, compreso il dolore per le vittime di questi orrori, vi rimando a questa mia poesia che postai nel 2017 sul mio blog e che dimostra che già dopo 37 anni ancora nulla era cambiato. Questi pochi versi sottostanti, invece, scritti ora, per riassumervi il mio stato d'animo oggi e sempre su queste stragi
SHAMEFUL IS THE WIND
L'infamia della menzogna e delle morti
Brucia forte sulla nostra pelle
Ma ancor più devastante
È il vento dell'ipocrisia che l'alimenta
Quell'ipocrisia del Potere
Che commemora
Ma non svela una verità
Da tutti noi inutilmente attesa
Ustica, Bologna, Italicus
E tante altre stragi
Tutte con un unico comune denominatore:
L'assenza di colpevoli e della verità.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
Etichette:
L'Angolo del Rockpoeta
venerdì 26 giugno 2020
L'Angolo del Rockpoeta®: "Shutdown Globale"
SHUTDOWN GLOBALE
Shutdown globale
Satelliti in tilt
Si spengono le luci
Oscurità penetra nelle case
Isolamento e paura
Sale operatorie paralizzate
Allarmi che suonano senza motivo
Trascinati dalle loro batterie impazzite
Computer che resistono solo per quel poco tempo
Che il generatore d'emergenza li sorregge
Ed auto che non si riescono più a gestire
Perchè oramai tutte sono comandate da un'elettronica spinta all'eccesso
Bei tempi quelli in cui inserivi la chiave sotto il cruscotto
La giravi ed il motore si accendeva...
Pochi oggetti funzionano
Pile
Candele
Portatili e cellulari, fino a quando la loro batteria li sosterrà
O fino a quando non saranno infettati anche loro dal virus
E la batteria impazzirà
O più semplicemente cesserà di funzionare.
Pandemia causata da un virus elettronico
Da un bug che ha colpito ogni elemento
Pandemia che terrorizza molto di più di quella del Covid19
Si è sempre fantasticato su una futura ribellione
Delle macchine sull'uomo
Ma non si poteva immaginare che fosse l'uomo invece a creare
Un virus che potesse infettare dai satelliti a tutti i congegni elettrici ed elettronici
E che fosse così sciocco da portarlo nello spazio
E lì per errore diffonderlo.
L'Universo
Colmo di satelliti
Diventa per quel virus
Uno straordinario banchetto celeste
E con il crollo dei satelliti tutto va in tilt:
Informazione, luce, tutto.
Questa pandemia sarà l'ultima
Terrore, violenza
Disordini
Niente più è sotto controllo
Questa volta non si potrà imporre la calma ai cittadini
Questa volta non servirà a nulla il lockdown
Attesa infinita
Nella speranza che ci sia un antivirus
Che non si perdano dati importantissimi
E che il blackout non sia perenne
Anzi abbia breve durata.
Scatta il drammatico conto alla rovescia
Parte il cronometro:
Una clessidra
Unico elemento che può segnare il tempo
Scandendo i minuti che mancano all'oblio
Pochi granelli di sabbia ancora
L'ultimo in questo istante
E l'umanità è...….
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
Shutdown globale
Satelliti in tilt
Si spengono le luci
Oscurità penetra nelle case
Isolamento e paura
Sale operatorie paralizzate
Allarmi che suonano senza motivo
Trascinati dalle loro batterie impazzite
Computer che resistono solo per quel poco tempo
Che il generatore d'emergenza li sorregge
Ed auto che non si riescono più a gestire
Perchè oramai tutte sono comandate da un'elettronica spinta all'eccesso
Bei tempi quelli in cui inserivi la chiave sotto il cruscotto
La giravi ed il motore si accendeva...
Pochi oggetti funzionano
Pile
Candele
Portatili e cellulari, fino a quando la loro batteria li sosterrà
O fino a quando non saranno infettati anche loro dal virus
E la batteria impazzirà
O più semplicemente cesserà di funzionare.
Pandemia causata da un virus elettronico
Da un bug che ha colpito ogni elemento
Pandemia che terrorizza molto di più di quella del Covid19
Si è sempre fantasticato su una futura ribellione
Delle macchine sull'uomo
Ma non si poteva immaginare che fosse l'uomo invece a creare
Un virus che potesse infettare dai satelliti a tutti i congegni elettrici ed elettronici
E che fosse così sciocco da portarlo nello spazio
E lì per errore diffonderlo.
L'Universo
Colmo di satelliti
Diventa per quel virus
Uno straordinario banchetto celeste
E con il crollo dei satelliti tutto va in tilt:
Informazione, luce, tutto.
Questa pandemia sarà l'ultima
Terrore, violenza
Disordini
Niente più è sotto controllo
Questa volta non si potrà imporre la calma ai cittadini
Questa volta non servirà a nulla il lockdown
Attesa infinita
Nella speranza che ci sia un antivirus
Che non si perdano dati importantissimi
E che il blackout non sia perenne
Anzi abbia breve durata.
Scatta il drammatico conto alla rovescia
Parte il cronometro:
Una clessidra
Unico elemento che può segnare il tempo
Scandendo i minuti che mancano all'oblio
Pochi granelli di sabbia ancora
L'ultimo in questo istante
E l'umanità è...….
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
Etichette:
L'Angolo del Rockpoeta
mercoledì 24 giugno 2020
L'Angolo del Rockpoeta® : "Amazzonia"
AMAZZONIA
Disboscamento
incessante
Rapido
Costante
Impietoso
Cimitero naturale
Nasce sulle spoglie
degli alberi tagliati
Sui rami abbandonati
dei tronchi rapiti
Nasce sui resti di aree
una volta coperte dalla vegetazione
Inaccessibili al sole
Ed ora spianate
irrimediabilmente
Da ruspe incuranti del
dolore e della devastazione
Che alberi e animali
subiscono.
E poi ci sono loro
Gli abitanti
dell'Amazzonia
Tribù situate
all'interno di questa foresta ferita
Per proteggersi
dall'incedere del progresso
Nascoste per conservare
le loro tradizioni,
E che ora
Vengono sfrattate dai
loro luoghi
Dalle loro vite
Dalle loro tradizioni.
Ma il legno serve
E le ruspe avanzano
Tranciano piante
secolari
Cancellano l'habitat di
molti animali;
Si tratta in sostanza
Di un genocidio
ambientale.
Amazzonia annientata
E come napalm
Le ruspe non ascoltano
il grido d'aiuto della terra
Ed imperterrite
proseguono lo loro opera
E quella che un tempo
era un foresta viva e rigogliosa
Oggi è solo un triste
cimitero a cielo aperto
Senza neanche bare con
un nome
Ma raffazzonate fosse
comuni
Dove addormentarti per
sempre in pace
Quella pace che in vita
ruspe avide e fameliche
Ti hanno negato,
Dove andare a morire
Che tu sia pianta
Animale o uomo
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
Etichette:
L'Angolo del Rockpoeta
lunedì 22 giugno 2020
L'Angolo del Rockpoeta®: "È Tardi"
È TARDI
Ritmo costante
Accelerato
Poi di nuovo regolare,
Inquietante
Frastuono che intimidisce
Treno che scorre sui binari
Scandendo il tempo del tuo destino
È il treno della vita
È lui a stabilire la tua fermata.
Treno privo di macchinista
Indipendente
Incontrollabile
Non sai quando ci scenderai
Non sai se e quando ti permetterà di salire.
Freccette acuminate
E tu ferito e sanguinante
Guidi come un demone impazzito per scappare dall'inferno
Per fuggire dal luogo del misfatto subìto senza sosta
Fino alla tua terra d'origine.
È tardi per pentirsi
È tempo perso chiederle di scusarsi
La Vita va di fretta
Deve gestire tutte le nostre pallide esistenze
È troppo tardi
La stanchezza si impossessa della nostra testa
Le nostre membra non hanno più voglia di danzare
La Pandemia ha affievolito le poche forze rimaste
Le ha annientate.
Osservare l'orizzonte malato
Perduti nel cerchio magico di un illusionista buffone
E dei suoi lacchè
Osservare le stelle
Soffocate dalle luci accecanti della città
E tu
Schiacciato da un mondo finto ed ingannevole
Avvolto da marce paillettes
Soffochi lentamente
Avvolto nella luce falsa e bugiarda
Di un mondo che non sa comunicare
Non sa amare
È costantemente in apnea
Non riemerge mai per respirare
E soprattutto non sa rallentare.
È tardi per pentirsi
È tardi per chiedersi come è potuto accadere
Non è tardi, ancora, per cambiare questa realtà.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
Ritmo costante
Accelerato
Poi di nuovo regolare,
Inquietante
Frastuono che intimidisce
Treno che scorre sui binari
Scandendo il tempo del tuo destino
È il treno della vita
È lui a stabilire la tua fermata.
Treno privo di macchinista
Indipendente
Incontrollabile
Non sai quando ci scenderai
Non sai se e quando ti permetterà di salire.
Freccette acuminate
E tu ferito e sanguinante
Guidi come un demone impazzito per scappare dall'inferno
Per fuggire dal luogo del misfatto subìto senza sosta
Fino alla tua terra d'origine.
È tardi per pentirsi
È tempo perso chiederle di scusarsi
La Vita va di fretta
Deve gestire tutte le nostre pallide esistenze
È troppo tardi
La stanchezza si impossessa della nostra testa
Le nostre membra non hanno più voglia di danzare
La Pandemia ha affievolito le poche forze rimaste
Le ha annientate.
Osservare l'orizzonte malato
Perduti nel cerchio magico di un illusionista buffone
E dei suoi lacchè
Osservare le stelle
Soffocate dalle luci accecanti della città
E tu
Schiacciato da un mondo finto ed ingannevole
Avvolto da marce paillettes
Soffochi lentamente
Avvolto nella luce falsa e bugiarda
Di un mondo che non sa comunicare
Non sa amare
È costantemente in apnea
Non riemerge mai per respirare
E soprattutto non sa rallentare.
È tardi per pentirsi
È tardi per chiedersi come è potuto accadere
Non è tardi, ancora, per cambiare questa realtà.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
Etichette:
L'Angolo del Rockpoeta
Iscriviti a:
Post (Atom)