UOMO MANGIA UOMO
Uomo mangia uomo
Oggi Abele mangia Caino
Carneficina in corso
Fratricidio in atto
Caos globale.
Uomini di Dio
Flagello della Terra
Eccoli a voi in tutto il loro nauseante splendore
Con le loro disgustose crociate
Contro il libero vivere civile
Contro chi non è etero
Contro l'etero che non si sposa
Contro la donna che non vuole figli
Contro la donna che vuole abortire
Contro la donna e basta.
E poi ci sono i preti:
Tranne poche eccezioni
Satana in terra.
Uomo mangia uomo
Abele mangia Caino
Carneficina in corso
Fratricidio in atto
Caos globale.
Genocidi in corso d'opera
Alla luce del sole
Autorizzati per interessi di Realpolitik
Non si fermano
E non hanno mai una fine.
Voci di rabbia e dolore
Voci che chiedono la cessazione di questi abomini
Come urla mute
Si perdono nel nulla.
Oggi chi raglia più forte ha ragione
Oggi chi ha le mandibole più possenti è dominante
E queste mandibole sono i soldi ed il potere finanziario.
Uomo mangia uomo
Uomo mangia bambino
Oggi Abele mangia Caino
Il Ricco divora il povero
L'uomo uccide la donna
I più deboli soccombono
Carneficina in corso
Devastazione sociale in atto.
Ignoranza e disinteresse
Sono le ciliegine su questa torta perversa
Che tutti mangiano voracemente:
Chi vigliaccamente a capo chino
Perchè conscio ma pavido
E chi invece di gusto
Perchè non si fa domande gli basta nutrirsi
O semplicemente perchè non si fa scrupoli
In quanto lui non è ancora un ingrediente di quella torta
E forse non lo sarà mai.
Apocalisse etica
Primi segnali di amoralità
Primi cenni di estinzione della civiltà.
Uomo mangia uomo
Abele mangia Caino
Carneficina in corso
Fratricidio in atto
Caos globale.
E la fame di odio avanza
Si nutre di se stessa
Cresce e si espande.
Uomo mangia uomo
Fino a quando non rimarrà più nessuno
Fino a quando Abele e Caino si saranno divorati a vicenda
E pace finalmente sarà.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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PS: "Uomini di Dio" è da intendersi come uomini e donne che credono in Dio in modo fanatico e bigotto.
lunedì 11 novembre 2019
venerdì 8 novembre 2019
L'Angolo del Rockpoeta®: "Saltimbanchi"
SALTIMBANCHI
Saltimbanchi
Rubano tempo alla strada
La interrompono
La bloccano
Con i loro giochi
Figli del degrado contemporaneo
Espressione di un romanticismo perduto.
Saltimbanchi dal sorriso forzato
Intrattengono automobilisti distratti e spenti,
Pallore artificiale
Non nasconde il loro sguardo malinconico.
E quei birilli volano
Alti
Ma non alti abbastanza da toccare i nostri sogni
Non abbastanza alti da sfidare la spessa coltre grigia
Barriera di un cielo asfissiato e morente
Imprigionato dentro sostanze gassose mortali
Figlie di inquinamento chimico e discariche abusive.
Saltimbanchi piangono
E sono gemiti al silicio,
I loro attrezzi sono le loro lacrime
Il loro grido inascoltato
Scagliato alto nel cielo per essere raccolto
Compreso
Seguito
Da chi li osserva
Ma "Automobilisti - Automi"
Non sanno cogliere quel messaggio.
Saltimbanchi cantano
L'amore per la libertà
Ed i loro attrezzi volteggiano nell'aria
Danzando la voglia di un nuovo futuro
Sussurrando respiri di nuova vita.
Saltimbanchi
Esausti
Muoiono
Sepolti sotto i loro birilli bianchi
Avvolti nel candore di una luce chiarissima
Figlia di quegli attrezzi orfani del loro padre.
Corre l'anno 2040
L'uomo non viaggia ancora su macchine volanti
Ma respira aria polverosa ed inquinata
E si rinchiude sempre più nella sua solitudine virtuale
Figlia dell'odio e della paura dell'altro
Corre l'anno 2040
E l'ultimo saltimbanco muore
Estinguendosi così l'ultimo elemento della Resistenza
Siamo nell'anno 2040
Dove avere un cervello pensante è un optional
E si può sopravvivere benissimo con una versione più semplice
Sufficiente a compiere i movimenti basilari
Ed i pensieri più elementari.
Corre l'anno 2040
L'ultimo saltimbanco è stato schiacciato da un'auto
E quelle gocce di sangue sull'asfalto
Saranno per sempre l'ultima stilla di lotta per la libertà
Uccisa da barbara ignoranza.
Saltimbanchi
Rubano tempo alla strada
La interrompono
La bloccano
Con i loro giochi
Figli del degrado contemporaneo
Espressione di un romanticismo perduto.
Saltimbanchi dal sorriso forzato
Intrattengono automobilisti distratti e spenti,
Pallore artificiale
Non nasconde il loro sguardo malinconico.
E quei birilli volano
Alti
Ma non alti abbastanza da toccare i nostri sogni
Non abbastanza alti da sfidare la spessa coltre grigia
Barriera di un cielo asfissiato e morente
Imprigionato dentro sostanze gassose mortali
Figlie di inquinamento chimico e discariche abusive.
Saltimbanchi piangono
E sono gemiti al silicio,
I loro attrezzi sono le loro lacrime
Il loro grido inascoltato
Scagliato alto nel cielo per essere raccolto
Compreso
Seguito
Da chi li osserva
Ma "Automobilisti - Automi"
Non sanno cogliere quel messaggio.
Saltimbanchi cantano
L'amore per la libertà
Ed i loro attrezzi volteggiano nell'aria
Danzando la voglia di un nuovo futuro
Sussurrando respiri di nuova vita.
Saltimbanchi
Esausti
Muoiono
Sepolti sotto i loro birilli bianchi
Avvolti nel candore di una luce chiarissima
Figlia di quegli attrezzi orfani del loro padre.
Corre l'anno 2040
L'uomo non viaggia ancora su macchine volanti
Ma respira aria polverosa ed inquinata
E si rinchiude sempre più nella sua solitudine virtuale
Figlia dell'odio e della paura dell'altro
Corre l'anno 2040
E l'ultimo saltimbanco muore
Estinguendosi così l'ultimo elemento della Resistenza
Siamo nell'anno 2040
Dove avere un cervello pensante è un optional
E si può sopravvivere benissimo con una versione più semplice
Sufficiente a compiere i movimenti basilari
Ed i pensieri più elementari.
Corre l'anno 2040
L'ultimo saltimbanco è stato schiacciato da un'auto
E quelle gocce di sangue sull'asfalto
Saranno per sempre l'ultima stilla di lotta per la libertà
Uccisa da barbara ignoranza.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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L'Angolo del Rockpoeta
mercoledì 6 novembre 2019
L'Angolo del Rockpoeta®: "Joker"
JOKER
È lui il nostro eroe
Lui il coraggio lo trova
E lo cataloghiamo come un disturbato mentale
Perchè fa paura pensare
Che lo vorremmo fare anche noi ma non ne abbiamo il coraggio
Ed allora ci rifugiamo dietro il suo problema
Ci raccontiamo la storia che noi non ne siamo capaci
Perchè siamo sani di mente
Ma intanto quando lo vediamo agire
Ipocritamente
Siamo con lui
Tifiamo per lui
Vorremmo essere lui
In lui ci identifichiamo.
Lui che gli ha sparato,
L'ha ucciso perchè apparteneva a quel mondo di ipocriti, sadici e corrotti
Che molti di noi odiano
E che quando subiamo un torto vorremmo strangolare.
È un'incitazione alla rivolta
A scendere in piazza per combattere le ingiustizie sociali
È una spinta ad eliminare politici fasulli
E conduttori di media venduti
Ed alla mercè di emittenti dal sorriso incancrenito
Risultato di programmi vuoti, sterili, manipolatori
Figli dell'ignoranza creata ed assorbita
Da questa società ormai del tutto imbarbaritasi.
Ed io
Novello Joker
Verrò da voi
Giullari della televisione
Per spararvi.
Cancelliamo questi spacciatori d'oppio televisivo
Spariamo le nostre pallottole attraverso il nostro telecomando
Stacchiamo l'antenna uccidendo la loro audience
Giriamo su altri canali
O se non ce ne sono, spegniamo questo elettrodomestico visivo.
E come Joker
Non accettiamo un mondo malato e che ci schiaccia
Non lasciamoci sedurre da promesse impossibili
O parole false e di pancia che ci fanno solo lottare tra noi
Ma cerchiamo questi imbonitori nauseanti e patetici
Diamo loro la caccia
Ed abbattiamoli.
Ridiamo vita alle nostre sinapsi
Facciamo tornare a respirare le nostre anime
E riaccendiamo la nostra capacità di giudizio.
Diventiamo anche noi "pazzi"
Per discernere di nuovo quello che è giusto da ciò che è sbagliato
Diventiamo tutti dei ribelli
Per non accettare supinamente ogni misura che ci riduca sempre più poveri,
Rifiutiamoci di lasciarci soverchiare dalle stesse parole di sempre
Da questo ipocrita senso del dovere che ci viene costantemente richiesto
Sempre e soltanto a noi
Noi lavoratori dipendenti
Noi consumatori
Noi disoccupati
Noi malati
Noi con la Partita Iva
Noi, che siamo solo povera gente.
Ed allora sento la tua disperazione
Il tuo malessere
E capisco che è la nostra disperazione
Il nostro malessere
Figli di un mondo globale
Solcato da profonde disparità sociali ed economiche
Capace di travolgere come in un tritacarne
Anime deboli ed innocenti.
Restare automi
Incapaci di ribellarci
Impossibilitati a difenderci
È il modo più sicuro
Per acquire quel solco tra chi ha tutto e chi niente
È il modo più sicuro
Per lasciarci spegnere l'anima.
È lui il nostro eroe
Lui il coraggio lo trova
E lo cataloghiamo come un disturbato mentale
Perchè fa paura pensare
Che lo vorremmo fare anche noi ma non ne abbiamo il coraggio
Ed allora ci rifugiamo dietro il suo problema
Ci raccontiamo la storia che noi non ne siamo capaci
Perchè siamo sani di mente
Ma intanto quando lo vediamo agire
Ipocritamente
Siamo con lui
Tifiamo per lui
Vorremmo essere lui
In lui ci identifichiamo.
Lui che gli ha sparato,
L'ha ucciso perchè apparteneva a quel mondo di ipocriti, sadici e corrotti
Che molti di noi odiano
E che quando subiamo un torto vorremmo strangolare.
È un'incitazione alla rivolta
A scendere in piazza per combattere le ingiustizie sociali
È una spinta ad eliminare politici fasulli
E conduttori di media venduti
Ed alla mercè di emittenti dal sorriso incancrenito
Risultato di programmi vuoti, sterili, manipolatori
Figli dell'ignoranza creata ed assorbita
Da questa società ormai del tutto imbarbaritasi.
Ed io
Novello Joker
Verrò da voi
Giullari della televisione
Per spararvi.
Cancelliamo questi spacciatori d'oppio televisivo
Spariamo le nostre pallottole attraverso il nostro telecomando
Stacchiamo l'antenna uccidendo la loro audience
Giriamo su altri canali
O se non ce ne sono, spegniamo questo elettrodomestico visivo.
E come Joker
Non accettiamo un mondo malato e che ci schiaccia
Non lasciamoci sedurre da promesse impossibili
O parole false e di pancia che ci fanno solo lottare tra noi
Ma cerchiamo questi imbonitori nauseanti e patetici
Diamo loro la caccia
Ed abbattiamoli.
Ridiamo vita alle nostre sinapsi
Facciamo tornare a respirare le nostre anime
E riaccendiamo la nostra capacità di giudizio.
Diventiamo anche noi "pazzi"
Per discernere di nuovo quello che è giusto da ciò che è sbagliato
Diventiamo tutti dei ribelli
Per non accettare supinamente ogni misura che ci riduca sempre più poveri,
Rifiutiamoci di lasciarci soverchiare dalle stesse parole di sempre
Da questo ipocrita senso del dovere che ci viene costantemente richiesto
Sempre e soltanto a noi
Noi lavoratori dipendenti
Noi consumatori
Noi disoccupati
Noi malati
Noi con la Partita Iva
Noi, che siamo solo povera gente.
Ed allora sento la tua disperazione
Il tuo malessere
E capisco che è la nostra disperazione
Il nostro malessere
Figli di un mondo globale
Solcato da profonde disparità sociali ed economiche
Capace di travolgere come in un tritacarne
Anime deboli ed innocenti.
Restare automi
Incapaci di ribellarci
Impossibilitati a difenderci
È il modo più sicuro
Per acquire quel solco tra chi ha tutto e chi niente
È il modo più sicuro
Per lasciarci spegnere l'anima.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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L'Angolo del Rockpoeta
lunedì 4 novembre 2019
L'Angolo del Rockpoeta®: "Il Cassetto"
IL CASSETTO
Rientro a casa
Silenzio e solitudine
Tende ocra assorbono un tramonto metropolitano.
Pace inquietante
Avvolge i suoi pensieri
Poggia la ventiquattrore sul divano
Si prende da bere
Consulta lo smartphone
Viene distrattamente attratto
Da poche nuove notifiche sui social.
Calma apparente
Un servizio in Tv
Gli mostra le lotte del mondo per la libertà
Un altro i soliti battibecchi dei politici nostrani.
Un malinconico sbadiglio d'indifferenza ed apatia
A commento delle notizie che pigramente ascolta.
Rientro a casa
Una casa vuota come la sua vita
Vita dove le sue speranze si sono estinte
Annientate dal peso di un'esistenza ingiusta
Schiacciate da amarezze e disillusioni.
Apre un cassetto
Fissa il suo interno
Abbozza un timido sorriso
Porta quel suo ultimo sogno alla tempia
E lo realizza.
Rientro a casa
Silenzio e solitudine
Tende ocra assorbono un tramonto metropolitano.
Pace inquietante
Avvolge i suoi pensieri
Poggia la ventiquattrore sul divano
Si prende da bere
Consulta lo smartphone
Viene distrattamente attratto
Da poche nuove notifiche sui social.
Calma apparente
Un servizio in Tv
Gli mostra le lotte del mondo per la libertà
Un altro i soliti battibecchi dei politici nostrani.
Un malinconico sbadiglio d'indifferenza ed apatia
A commento delle notizie che pigramente ascolta.
Rientro a casa
Una casa vuota come la sua vita
Vita dove le sue speranze si sono estinte
Annientate dal peso di un'esistenza ingiusta
Schiacciate da amarezze e disillusioni.
Apre un cassetto
Fissa il suo interno
Abbozza un timido sorriso
Porta quel suo ultimo sogno alla tempia
E lo realizza.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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L'Angolo del Rockpoeta
venerdì 1 novembre 2019
L'Angolo del Rockpoeta®: "Atlantide 2.0"
ATLANTIDE 2.0
Corri in avanti
Avvicinati ad un futuro sintetico ed alterato
Scivola verso società artificiali
Sprofonda sul divano di un'etica artificiosa
E ti annullerai.
Umanità immolata su altari insanguinati del mondo globale
Intere masse convogliate al macello
Uomini destinati al macero come libri scaduti che nessuno legge più
Corri di lato
Schiva le insidie
Schiva il passato, ti dicono.
Fuoristrada della memoria
Ripercorrono ricordi desueti e consunti,
Equità sociale e libero pensiero
Resti ormai sommersi di un'Atlantide mai esistita.
Umanesimo vituperato ed irriso
Ragionamento dell'essere imprigionato dentro emoticon amorfi
Lotta sociale anestetizzata.
Pochi popoli coraggiosi reagiscono
Si ribellano
Non cedono al ricatto di una società evanescente,
Occidente
Invece
Che scatta il suo ultimo placido selfie
Anticamera della sua estinzione.
Ricchezza concentrata in poche mani
Povertà che coinvolge un unico grande pugno chiuso
Formato al suo interno da tanti palmi innocenti aperti al futuro.
Corri in avanti
Respira lotte di piazza
Cancella schermi corrotti
E monitor malati.
Corri di lato
Schiva le ipocrisie
Riappropriati dei tuoi diritti
E crea una nuova Atlantide
l'Atlantide 2.0
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
Corri in avanti
Avvicinati ad un futuro sintetico ed alterato
Scivola verso società artificiali
Sprofonda sul divano di un'etica artificiosa
E ti annullerai.
Umanità immolata su altari insanguinati del mondo globale
Intere masse convogliate al macello
Uomini destinati al macero come libri scaduti che nessuno legge più
Corri di lato
Schiva le insidie
Schiva il passato, ti dicono.
Fuoristrada della memoria
Ripercorrono ricordi desueti e consunti,
Equità sociale e libero pensiero
Resti ormai sommersi di un'Atlantide mai esistita.
Umanesimo vituperato ed irriso
Ragionamento dell'essere imprigionato dentro emoticon amorfi
Lotta sociale anestetizzata.
Pochi popoli coraggiosi reagiscono
Si ribellano
Non cedono al ricatto di una società evanescente,
Occidente
Invece
Che scatta il suo ultimo placido selfie
Anticamera della sua estinzione.
Ricchezza concentrata in poche mani
Povertà che coinvolge un unico grande pugno chiuso
Formato al suo interno da tanti palmi innocenti aperti al futuro.
Corri in avanti
Respira lotte di piazza
Cancella schermi corrotti
E monitor malati.
Corri di lato
Schiva le ipocrisie
Riappropriati dei tuoi diritti
E crea una nuova Atlantide
l'Atlantide 2.0
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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L'Angolo del Rockpoeta
mercoledì 30 ottobre 2019
L'Angolo del Rockpoeta®: "Bombe"
BOMBE
Cadono
Come grandine sul terreno
Cadono fragorosamente
Armi covenzionali
Irrispettose delle più basilari convenzioni del vivere civile
E cadono
In ogni angolo del terreno
Cadono
E tu puoi solo pregare.
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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L'Angolo del Rockpoeta
lunedì 28 ottobre 2019
L'Angolo del Rockpoeta®: "Destiny Can't Change"
DESTINY CAN'T CHANGE
Cerca la sua strada
La cerca per strada
Sperando di abbandonare la strada
E canta:
"Ora, ora, ora andrò via da qui"
Cresce
Si diploma
Ma ancora non basta per spiccare il volo
Non è sufficiente.
Ma ancora lui sussurra dentro di sè:
"Presto, presto, presto andrò via da qui"
Si laurea
Fa il grande passo
Grazie anche ai sacrifici dei suoi genitori
Ma ancora deve attendere a lasciare quel ghetto di violenza e disagio
Manca l'ultimo tassello
Il più difficile: il lavoro.
Ma ancora lui dentro di sè fischietta:
"Presto, presto, presto andrò via da qui"
Un giorno
Quattro balordi di una banda
Tendono un agguato alla sua ragazza e la uccidono.
Dolore immenso
Voglia di vendetta
E fa vendetta.
Ovviamente le forze dell'ordine
Che non sarebbero mai riuscite a prendere quei 4 balordi
Arrestano lui.
Fine di un sogno.
Ma lui ancora nel suo cuore canta:
"Presto andrò via da qui"
E poi con un velo di tristezza
Ed un sorriso amaro sussurra:
"Ce l'ho fatta, ce l'ho fatta ad andare via da qui"
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
Cerca la sua strada
La cerca per strada
Sperando di abbandonare la strada
E canta:
"Ora, ora, ora andrò via da qui"
Cresce
Si diploma
Ma ancora non basta per spiccare il volo
Non è sufficiente.
Ma ancora lui sussurra dentro di sè:
"Presto, presto, presto andrò via da qui"
Si laurea
Fa il grande passo
Grazie anche ai sacrifici dei suoi genitori
Ma ancora deve attendere a lasciare quel ghetto di violenza e disagio
Manca l'ultimo tassello
Il più difficile: il lavoro.
Ma ancora lui dentro di sè fischietta:
"Presto, presto, presto andrò via da qui"
Un giorno
Quattro balordi di una banda
Tendono un agguato alla sua ragazza e la uccidono.
Dolore immenso
Voglia di vendetta
E fa vendetta.
Ovviamente le forze dell'ordine
Che non sarebbero mai riuscite a prendere quei 4 balordi
Arrestano lui.
Fine di un sogno.
Ma lui ancora nel suo cuore canta:
"Presto andrò via da qui"
E poi con un velo di tristezza
Ed un sorriso amaro sussurra:
"Ce l'ho fatta, ce l'ho fatta ad andare via da qui"
DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®
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