sabato 31 luglio 2010

TODAY IS L'AQUILA DAY!

Oggi é un giorno importante: oggi molti di noi scelgono e chiedono a tutti voi di fare altrettanto, di non dimenticarci degli Aquilani. Di non dimenticare il famigerato e vacuo Progetto C.A.S.E. , di ricordarci come ancora oggi tantissimi Aquilani non abbiano un alloggio e di come tanti altri ancora si siano arrangiati praticamente da soli. Non dimenticate, per voi che mi seguite, le testimonianze a tal proposito di Anna Miss Kappa nonché le informazioni pregnanti che ci venivano e ci vengono ancora adesso fornite da Alessandro Tauro.

Non dimentichiamoci delle botte che gli Aquilani hanno preso a Roma dalle forze dell'ordine poco tempo fa solo perché volevano raggiungere Montecitorio per far sentire la loro disperazione e la loro ferrea volontà di rialzarsi ed avere il giusto sostegno da un Governo che tanto ha detto e promesso e poco ha realizzato.

Ecco perché é stata lanciata questa idea che ha come fulcro anche una manifestazione che si terrà a L'Aquila oggi.

Ma per spiegarvi meglio ed in sintesi cosa davvero rappresenta la giornata odierna, lascio la parola ad un blogger di quelle parti, Alessandro Tauro appunto, che nel suo post di qualche giorno fa, parlando di questo evento, lo ha così perfettamente sintetizzato:

"Il 31 luglio L'Aquila, e con essa il resto d'Italia, celebrerà il cosiddetto "L'Aquila Day", una giornata finalizzata a riportare l'attenzione sulle due tragedie dimenticate, quella del sisma e quella del post-sisma. A L'Aquila si terrà una manifestazione nazionale alle ore 15 a Piazza D'Armi. Nel resto d'Italia a dimostrazione della solidarietà e dell'adesione all'evento è stata richiesta l'esposizione dei colori dell'Aquila, il nero ed il verde.
La quantità di colore che popolerà le vie, gli spazi in rete, i fogli di giornale e i pixel sugli schermi potrà essere determinante e segnare il confine tra una vicenda da cronaca locale ed una questione di rilevanza nazionale. Il futuro dell'Aquila oggi è anche nelle mani dei cittadini non terremotati."

Quindi oggi, per strada, sul web, ovunque una sola bandiera: quella per un'Aquila che torni bella, viva e fiera come era prima di quel maledetto 6 aprile 2009.
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venerdì 30 luglio 2010

OPINIONE DEL ROCKPOETA: Ogm Presto Sulle Nostre Tavole?

Occhi aperti perché gli ogm stanno arrivando anche da noi sulle nostre tavole, se non ci sono già arrivati. Questo lo si dice da tempo ma fino ancora all'anno scorso l'Europa su questo punto, almeno, era molto rigida.

Ora invece l'UE inizia ad essere assai più morbida e sensibilmente più flessibile verso questi organismi dei quali non si conoscono ancora per certo gli effetti del loro uso nel tempo. Io ho sempre contrastato gli ogm ritenendoli un qualcosa di chimico e non necessario nonché anche pericolosi per la salute. Al riguardo molti scienziati e non solo ambientalisti sono critici al riguardo.

La notizia che vi riporto é molto interessante: a Pordenone (Fanna per la precisione) si é attestato che é stato piantato e coltivato mais transgenico ossia il Mon810, della Monsanto ovviamente.

Senza entrare nel merito della querelle sul fatto che fosse legale o meno piantarli (anche se le perplessità al riguardo sono parecchie ma per saperne di più vi invito a leggere qui) quello che più mi preme sottolineare é il fatto di come una decisione di un coltivatore non possa e non debba assolutamente costringere un altro agricoltore a seguirla. Il problema, però, é che i pollini di questi ogm sono finiti negli altri campi attigui, di fatto contaminandoli.

Questa denuncia arriva da Federica Ferrario, responsabile della campagna ogm per Greenpeace.

Quello che si temeva sta accadendo: si sta cercando surretiziamente di far entrare dalla finestra gli ogm.

Tra l'altro l'UE ha ammesso l'importazione per fini alimentari e per la produzione di mangimi, ma non per la coltura, di sei tipi di mais ogm. E precisamente (cito l'articolo più sopra linkatovi) "si tratta di cinque nuovi mais transgenici e del rinnovo dell'autorizzazione, per altri 10 anni, all'importazione a utilizzazione del mais Bt11. Le nuove autorizzazioni riguardano il mais della Syngenta, il Bt11xGa21; il mais Dow AgroScience 1507x59122; il mais di Pioneer 59122x1507xNk603; e i mais di Monsanto Mon88017xMon810 e Mon89034xNk603. Sulla loro "sicurezza" l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare ha rilasciato una valutazione positiva."

Io osservo soltanto che quei mangimi nutrono animali che poi noi mangiamo. Quindi cmq rischiamo per vie traverse di cibarci di transgenico senza neanche, in questi casi, che lo si possa sapere. Sarebbe il caso che animali nutriti con mangimi geneticamente modificati che poi finiscono nei supermercati ed all fine dentro i nostri piatti (polli, carni varie, ecc...) avessero un'etichetta che dichiarasse questo trattamento per poter scegliere meglio e davvero in libertà. Ed invece non mi pare sia così. Non da noi in Italia almeno.

Altro non aggiungo. La lotta per il diritto ad un cibo sano é appena cominciata.
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mercoledì 28 luglio 2010

OPINIONE DEL ROCKPOETA: Giochiamo...

Giochiamo o, se siete più esterofili, let's play: potremmo riassumere, di primissimo acchito,così il senso del film The Box che ho visto ieri sera al cinema.

In realtà c'é molto di più: il "gioco" proposto solletica e stuzzica l'animo umano portandolo a dover scegliere tra denaro e coscienza.

Questo alla fine dei conti é il succo del film, tolte tutte le sovrastrutture aliene e sovrannaturali di cui il film stesso (tratto da un racconto di Richard Matheson dal titolo "Button, Button") si ammanta per dare un senso ulteriore alla trama, e che non vi racconto anche per non svelarvi il contenuto della pellicola per chi volesse andarla a vedere. Peraltro, il punto di cui voglio discutere e che voglio affrontare, é molto più "terreno"...

Ed allora giochiamo. Immaginate che vi sia recapitata a casa una scatola. Immaginate sempre di avere poi un appuntamento a domicilio con chi ve l'ha consegnata, allo scopo di spiegarvi in cosa consiste il gioco e come si deve agire con quella scatola.

Di fatto vi trovate di fronte ad una scatola con in cima un banalissimo "pulsante rosso da quiz" ed avete ventiquattr'ore per decidere se premerlo o meno. Se lo premete riceverete un milione di dollari - facciamo euro nel nostro caso dai - esentasse ( e qui il Cav già sgranerebbe gli occhi!). Premendolo, però, due cose si realizzeranno:

1) Una persona che non conoscete in quel momento morirà
2) Vi terrete il vostro milione e vivrete con questa enorme cifra... felici e contenti....

Ovviamente non si deve avvertire la polizia, non dovete parlarne con nessuno eccezione fatta per il vostro partner e non dovete danneggiare la scatola.

Se scegliete di non premere, niente milione. In ogni caso vincete 100 euro subito all'atto della consegna della scatola a prescindere da quella che sarà la vostra scelta.

Ed allora coa decidereste? Vi garantisco che nel buio della sala, sapendo che é finzione, molti secondo me sarebbero stati tentati di premere il pulsante. Ho avuto conferma, di fatto, di come si volesse proprio mettere in luce la bramosia di ricchezza dell'uomo.

Certo, nella realtà (forse) molti sceglierebbero di non premerlo. Ma, a prescindere da quella che é la scelta giusta, va detto che l'unica motivazione che vi spingerebbe a non premerlo non sarebbe di natura logica ma solo etica e di coscienza.

Ed allora immaginiamo che se premete il pulsante, non muoia un essere umano ma gli possa succedere qualcosa di spiacevole: licenziamento, furto del motorino, ecc...

Cosa scegliereste? Avete davanti a voi un milione di euro.....

Mi rendo conto che lasciare un segno del vostro passaggio dicendo di accettare i soldi non sia facile lol, ma lasciate cmq un commento sincero con la vostra scelta qualunque essa sia. Io stesso per un furto di un motorino altrui, di fronte ad un milione di euro tutto per me, forse vacillerei, lol!

Un'ultima nota: film un tantino maschilista. A premere il pulsante sono sempre state solo donne (sono solo tre é vero, ma hanno rappresentato il 100% del campione del film...)

Cmq in conclusione: Premete o no? (tranquilli tanto mi conoscete ed inoltre non ho né guido motorini lol)
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lunedì 26 luglio 2010

OPINIONE DEL ROCKPOETA: 19

Mentre inizio a scrivere questo post, mi torna alla memoria il titolo di una canzone degli anni ottanta "19" di Paul Hardcastle. Canzone che parlava dei ragazzi di quell'età che, a suo tempo, erano morti in Vietnam. Nel tema che tratto, nella prima parte del post, l'età esatta non c'entra, ma il numero delle vittime é quello. 19

Lo chiamavano Love Parade: ma di amore in un turbinio di stravolgimento sonoro, davanti a musica techno senza sosta, alcol e (forse) anche ben altro, io non riesco a coglierne neanche una goccia; io credo sia solo uno dei tanti rave parties dove ci si muove come zombie fino allo sfinimento totale.

Ed allora, a parte anche certi comportamenti per lo meno ambigui delle forze dell'ordine tedesche, la domanda che pongo non é come sia potuto succedere ma perché si lasciano tranquillamente organizzare eventi del genere, tra l'altro, spesso senza neanche un controllo adeguato sul posto scelto e sull'efficacia della sicurezza delle aree che si vogliono adibire a questo "sfogo bestiale". Non é la prima volta che succede. Ricordo un paio d'anni fa, probabilmente, di aver trattato di una tragedia simile qui su queste pagine.

Alla fine poi, mi pare di poter osservare, sono anche sempre le persone più inesperte a rimetterci.

Intanto un'altra notizia, anche questa funesta, mi ha colpito. Il suicidio del nostro soldato in Afghanistan. Era tornato in missione da poco e lavorava dentro gli uffici dell'aeroporto di Kabul. Suicida.

Aspetto di vedere gli sviluppi ma resto un filo perplesso; poteva farlo qui in Italia; tra l'altro, é improbabile che abbia potuto vedere gli orrori della guerra visto che sembrerebbe aver svolto sempre mansioni d'ufficio e cmq in zone meno a rischio (Kabul), quindi questa motivazione non dovrebbe sussistere (salvo nuove notizie al riguardo che per ora non sono giunte ai media).

Adesso, sarà quindi solo l'autorità militare a poter indagare e tirare le conclusioni del fatto. Ed anche questa é una casualità quantomeno curiosa: non per la competenza, (essendo successo in zona di guerra, perché di guerra parliamo, é chiaro che spetta a loro aprire l'inchiesta) ma per il fatto che se fosse successo qui, il tutto sarebbe stato di competenza delle forze dell'ordine italiane, o quantomeno, si sarebbe trattato anche di una questione di loro competenza....

Altro non aggiungo anche nel rispetto del soldato deceduto. Le mie non vogliono, in questo caso, essere accuse specifiche né é mia intenzione far sorgere dubbi maliziosi in chicchessia. Sono però riflessioni che mi sono sorte spontanee, praticamente appena ascoltata la notizia.

Ed in questi caldi giorni d'estate, mestizia offusca il sol leone di un agosto privo di luce.
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sabato 24 luglio 2010

L'Angolo del Rockpoeta: "Comma 29"

Quel maledetto comma 29.... Ma forse non siamo più soli : Ed anche se la lotta sfianca, il morale a volte scende, noi, come una batteria ossessiva senza sosta, proviamo a non arrenderci.

Comma 29

Suoni in sequenza
Strazianti barriti
Brividi di un sax disperato
Ci riportano alla realtà.

Arte o lotta?
Arte e lotta!

Ma la lotta può prosciugare l'artista?

Disidratazione interiore
Zombie ricercano le proprie origini

Occhi sbarrati hanno fame
Occhi chiusi vagano in cerca di salvezza

Comma 29
Luce spenta
Razza in via d'estinzione
Ma ancora viva
Pulsante.

Scriviamo
Lottiamo
Ricompattiamoci.

Per noi
Per la libertà
Per un nuovo domani.

DANIELE VERZETTI, ROCKPOETA
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venerdì 23 luglio 2010

OPINIONE DEL ROCKPOETA: Epoche

Celle anguste. Sovrafollate. Strette, buie, sporche. Finti suicidi. Stiamo parlando..... delle carceri del Palazzo Ducale a Genova e di come già all'epoca si inscenassero finti suicidi per peronaggi politici scomodi. Era il 1833 quandi Iacopo Ruffini, mazziniano, fu trovato suicida in cella.

Peccato che dopo mesi di carcere duro, torture e cibo quasi inesistente, fosse un po' difficile staccare un pezzo del ferro della porta della cella per suicidarsi. Ho visto quelle porte: io stesso in forma e pasciuto non avrei saputo staccarlo....

Siamo in epoche storiche passate (dal 1300 in poi) ma alla fine tante differenze con le carceri di oggi e con certe "soluzioni" al loro interno, non ne ho viste, anzi casomai ho, con mio profondo disagio, avvertito notevoli similitudini. Se solo penso alla situazione attuale del Carcere di Marassi....

A proposito poi di prigione, privazione della libertà e bavagli, quel comma 29 per i blog è ancora esistente anche nella ufficiale e nuova formulazione del nuovo testo del DDL sulle intercettazioni.

Ed allora non cessiamo la lotta! Io cmq non accetterò quel comma nei termini in cui è posto.

Vogliono metterci dentro a sbarre virtuali, Impediamolo.
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mercoledì 21 luglio 2010

OPINIONE DEL ROCKPOETA: Vittoria!

Vittoria si spera! L'emendamento presentato dal Governo sembrerebbe risolvere il problema del DDL sulle intercettazioni. Di fatto nascerà un'udienza filtro in seguito alla quale il Gip dirà cosa resta secretato e cosa no. Quindi non si dovrà più aspettare il termine delle indagini preliminari per poter sapere cosa succede e chi é implicato in scandali ed altri fatti criminosi.

Non so se resta o meno il problema della rettifica per i blogger: credo però che cada in automatico perché dal momento in cui si aspetterà il Gip che decida cosa poter far uscire e cosa invece per il successo delle indagini é giusto che resti segreto, il problema come si può intuire, dovrebbe morire alla radice.

Occhi ancora aperti, controlleremo che questo successo si concretizzi in toto e per davvero.

Dubbi ancora seri da parte del CSM (vedrò cmq il testo e gli emendamenti poi per avere anch'io un'opinione al riguardo) per quanto concerne la limitazione dello strumento dell'intercettazione per le indagini. Vedremo cmq come anche questo aspetto si svilupperà nei prossimi giorni. Certo, la reazioni stizzita del Cav. lascia ben sperare sul fatto che questo DDL possa essere anche votato lasciando di fatto tutto quasi com'era prima.

Sicuramente questa é un'importante prima spallata e cmq dà una svolta vincente alla nostra battaglia.

Oggi sto davvero credendo che le lotte si possono vincere e le cose possono anche cambiare.

Spero di poter mantenere questa flebile convinzione anche in futuro.

Daniele il Rockpoeta
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