Mentre Sakineh forse é stata frustata 99 volte (non 100... un po' come da noi che un bene non costa per es 100 euro ma 99 come a simboleggiare uno sconto rilevante...), peraltro una punizione assurda per una foto non vera di Sakineh pubblicata dai media e pena che, se davvero é stata eseguita, sarebbe cmq in aggiunta a quella ultima e drammatica della lapidazione, qui da noi succedono alcune cose che, anche se non sono né mi sento un analista politico, meritano un piccolo approfondimento.
Ieri ho sentito Fini in Tv. Un discorso interessante; oltre alle punzecchiature al Cav, ci sono stati alcuni punti che hanno richiamato la mia attenzione.
In primis; il riprendere con lucidità discorsi che molti definirebbero di sinistra ma che io considero semplicemente di buon senso come, su tutti, la necessità di una rinascita economica.
In secondo luogo ha cmq difeso l'operato del Governo su alcuni punti e di fatto ha rilanciato l'importanza di un Codice Etico in politica e sottolineato come, a suo avviso, una forte fetta di elettorato di Cdx sia oramai deluso e quasi infastidito dagli atteggiamenti da padrone di Berlusconi all'interno del Pdl.
Ha anche sottolineato che é favorevole al Lodo Alfano ma solo se teso a sospendere i processi per il periodo in cui si é Capo del Governo e non invece cancellarli. Su questo punto, in particolar modo, io ho più di qualche perplessità perché non capisco la ragione per la quale dovrei essere governato da un posssibile ladro e/o criminale. Al limite io sarei per un processo che però non costringesse alle dimissioni il Premier fino a quando non ci fosse una sentenza di primo grado di colpevolezza emessa da un Tribunale. Questo per evitare che una minima accusa, non ancora confermata, possa diventare un'arma politica potente e scorretta contro il proprio avversario.
Fini é poi anche per il processo breve ma non, sono sue parole, applicandolo anche retroattivamente.
Intorno a tutto questo, molto buon senso, molta emotività nel parlare, e la riscoperta di una parola, "compromesso" che però Fini utilizza in modo e con accezioni per nulla negative.
Fini osserva che la politica deve tornare ad essere confronto, dialogo e compromesso tra le parti e non invece essere - dico io - "una politica del fare sempre e cmq a qualunque costo".
Di fatto quindi il leader di Futuro e Libertà riafferma i valori della politica della prima Repubblica quando cmq c'era il rispetto dell'avversario. Ora, in effetti, di tutte le caratteristiche tipiche del fare politica ai tempi di Craxi, Andreotti, De Michelis, ecc..., spiace dover constatare come quelle più gravi siano rimaste tutte (la corruzione, le tangenti, la collusione con la criminalità organizzata) mentre quella che si é persa é proprio l'unica che si sarebbe dovuta mantenere, ossia quella del rispetto nei confronti dell'interlocutore che si ha di fronte. Il che non significa attaccarlo duramente ma solo non offenderlo o diffamarlo.
Tornare al dialogo tra tutti senza essere sempre in costante campagna elettorale, lo trovo un concetto di totale buon senso.
A fronte di ciò, resta un comportamento interlocutorio teso a non affossare l'Esecutivo e, di fatto, a valutare volta per volta come votare in sede parlamentare. Pertanto, sembra essere in sostanza un coacervo di buone intenzioni e concetti interessanti ma che a livello pratico per ora temo troveranno scarsa attuazione.
Certo, non ha trattato tanti altri temi che peraltro nessuna forza politica tratta veramente come per es. le carceri, ma sembra che per certe questioni la politica sia ancora sorda, almeno nel recepirle nel modo in cui molti, anche in rete, le intendono.
Ieri sera poi sono andato alla ex festa dell'Unità a Genova (festa democratica ora) e mi ritrovo una deputata giovanissima e molto in gamba di nazionalità greca (non so, essendo arrivato a convegno in corso, se deputata o eurodeputata) a parlare in un ottimo inglese (con traduttrice simultanea) della realtà del suo Paese, del nostro (molto preparata anche al riguardo) e dell'Europa.
Sento poi pure Cofferati il quale dice, é vero, perfino cose di sinistra (anche abbastanza ovvie, come per es " ok flessibilità come in Germania, ma allora va fatta allo stesso modo ossia contratti determinati ma con emolumenti superiori a quelli di chi ha un lavoro a tempo indeterminato") ma ha anche di fatto mostrato una razionalità per niente di sinistra (almeno quella più "idealista" se così la vogliamo definire per comodità) evidenziando peraltro, e questo va a suo merito, una preparazione ed una conoscenza di dati e situazioni sul problema dell'occupazione molto valide. Peccato che poi anche lui, però, parli bene ma razzoli maluccio dato che sia lui che tutte le altre voci del PD, alla luce dei fatti, non hanno bastonato poi mica tanto Marchionne.
Credo, e concludo, che una vera nota positiva che si può evincere é che, forse, si sta avvertendo davvero per la prima volta anche a livello politico, il reale bisogno di rimboccarsi le maniche e fare sul serio per non sprofondare. Quindi occuparsi veramente ed in concreto dei reali problemi del Paese.
E l'altra, é che la gente inizia ad avere fame non solo di cibo (visto come si sta estendendo la soglia di povertà in tutta Europa) ma anche di giustizia e di una maggiore equità sociale.
Siamo ad un bivio: o, forse, precipitare nel caos di una guerra civile perfino per riuscire a mangiare, o porre in essere una volta per tutte un vero rilancio economico basato su un reale miglioramento del tenore di vita o , per dirla alla deputata greca "a better quality of life".
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