martedì 20 febbraio 2007

OPINIONE DEL ROCKPOETA: Tema:"La scuola oggi"

23 OTTOBRE 2008: AGGIORNAMENTO: LE ULTIME NOTIZIE SULLA SCUOLA SONO NEL POST CHE VI LINKO QUI SOTTO:

http://agoradelrockpoeta.blogspot.com/2008/10/opinione-del-rockpoeta-1-pi-1-2.html

RESTA IL POST SOTTOSTANTE CHE CMQ E UN INTERESSANTE SPACCATO DELLA SCUOLA OGGI. LUCI ED OMBRE ANCHE DENTRO QUEL MONDO. MA VA MEGLIO Lì CHE ALTROVE (LEGGASI PARLAMENTO) DOVE ESISTE SOLO IL BUIO.

------------------------------------------------------------------------------------

Insegnare (dal Vocabolario della lingua italiana della Treccani):"In genere, far si con le parole, con spiegazioni o anche solo con l'esempio, che un altro acquisti una o più cognizioni..."

Ammetto che ho dovuto prendere il Vocabolario della lingua Italiana per rassicurarmi sul vero significato di questo termine: "insegnare".

Ebbene sì, perché ultimamente mi sembra che l'insegnamento nelle scuole sia più vicino ad una sorta di entropia cosmica (ma non "caos creativo") piuttosto che invece un'attività volta a dare ai ragazzi una formazione.

Da una parte, abbiamo una scuola che più che essere un luogo di vero apprendimento é diventata assimilabile ad una sorta di ente pubblico allo sbando, un carrozzone dove la carta bollata serve anche per andare alla toilette (forse i ragazzi direbbero un'altra parola... LOL!).

Riunioni interminabili, pagelle complicatissime da fare, registri da tenere, oramai l'insegnante é diventata una figura più vicina ad un A.D. di una importante S.p.A. piuttosto che una guida che possa non solo far apprendere ai ragazzi quello che devono studiare ma anche (certo dipende anche molto dalla materia: far appassionare ad italiano o storia é più semplice rispetto ad altre materie magari...) dar loro la voglia, il gusto (per quanto posssibile almeno LOL) di far conoscere loro realtà fino a quel momento sconosciute nonché farli crescere e maturare lentamente.

Dall'altra parte, un corpo insegnante che, specie ai livelli di scuola inferiore (elementari e medie, almeno così io le chiamavo prima, e non sono più neanche sicuro che si chiamino ancora così..) a volte é davvero scadente.

So per certo di un'insegnante elementare (giuro dico la verità, e aggiungo che non avendo figli non si tratta di un caso personale :-)))....) che ha corretto ad un suo alunno "un albero" in "un'albero"(!!!!) (giuro é la sacrosanta verità, e purtroppo non si tratta di un caso limite o cmq isolato...). E mi sono limitato a raccontare la punta dell'iceberg...

Certo, so benissimo che ci sono anche, e per fortuna, ancora oggi insegnanti ben diversi da quello qui considerato. Solo che rischiano di affogare sommersi da voragini terrificanti di scartoffie da dover riempire, invece che potersi dedicare anima e corpo all'insegnamento, che poi é quello per cui vengono pagati.

Sono davvero sconcertato. Se poi a tutto questo aggiungiamo la difficoltà nell'andare di ruolo....

D'altronde, se per ottenere una supplenza é necessario che ci sia un'assenza continuativa del docente titolare di (se non erro) almeno due settimane, beh vi renderete conto facilmente che le possibilità concrete per i supplenti di accumulare ore di insegnamento sono molto ardue.

Figuriamoci poi le supplenze di lunga durata...quasi introvabili! E cmq legate ad una profonda botta di fortuna...

La scuola però é importante perché, anche se so che si tratta di una frase più che abusata, prepara gli uomini di domani.

Non voglio cadere nella retorica più trita, ma solo osservare come la realtà della scuola italiana sia davvero, per molteplici ragioni, seriamente minacciata da riforme complicate e spesso di difficile attuazione, mille adempimenti burocratici che sono richiesti per la minima cosa, nonché, last but not least, dal decadimento anche strutturale degli edifici adibiti all'insegnamento.

Credo che questo sia un problema molto scottante, perché più si "forgiano" uomini di domani "ignoranti" più chi avrà in mano le leve del potere, avrà buon gioco nel controllarli dando loro piccoli contentini, cercando pertanto non di formare quei bambini ma di... uniformarli!

Aule fatiscenti, assenza o cmq presenza scarsissima di materiale didattico necessario per lavorare al meglio, classe docente nel complesso peggiorata da una parte; dall'altra scuole private non sempre all'altezza, cmq non per tutti (e soprattutto non per tutte le tasche...), e che spesso, specie se cattoliche, tendono ad indottrinare i bambini.

Come si può vedere pertanto il panorama che abbiamo davanti agli occhi credo generi in tutti noi una profonda amarezza.

E allora, se forse questo governo vuole fare e non dire soltanto qualcosa di sinistra, ha l'occasione servitagli su un vassoio d'argento: da un lato, rivalutare (anche sotto l'aspetto economico...) la figura dell'insegnante forse oggi un po' bistrattata restituendo ad essa quella dignità, quell'importanza che le competono e, dall'altro, "promuovere" sul campo quei docenti che meriterebbero di essere premiati per la passione, attenzione e competenza con cui operano. Il tutto condito da materiale didattico all'avanguardia ed aule non più fatiscenti.

Insomma, agire, ed agire in fretta affinché, parafrasando una pubblicità di alcuni anni fa, si possa dire un giorno, molto presto: "Scuola pubblica? Si, Grazie!"

9 commenti:

Marco Blitz ha detto...

E' proprio come dici tu. La scuola pubblica è allo sfascio. Non ho le nozioni per dire se gli insegnanti sprechino o meno il loro tempo nel dovere di compilare scartoffie invece che a insegnare (ma in tanti settori è lo stesso, si compilano scartoffie invece di fare). Di certo una volta fare l'insegnante era di prestigio (a prescindere dal guadagno), ora invece sono eterni precari come i cococo. Ma la scuola privata non è migliore e non deve essere finanziato a danno di quella pubblica

Lilly ha detto...

Quando andavo alle superiori le coetanee che andavano alle scuole private (tipo vecchi licei linguistici per intenderci) se la tiravano. Era snob ma non era una necessità. Oggi purtroppo nelle grandi città (non parlo per esperienza personale, ma tramite l'esperienza delle mie amiche con figli) se mandi i figli alle elementari pubbliche rischi che non sappiano le tabelline del due e del tre nemmeno in quinta perchè le insegnanti devono seguire bambini più difficili, che magari non conoscono nemmeno la lingua. E' giusto che anche questi bambini frequentino le nostre stesse scuole, intendiamoci!!, ma forse sarebbe meglio assumere qualche maestra in più, no?

Andrea ha detto...

Con questo post hai conquistato mia moglie che è una precaria storica. La situazione è come l'hai descritta, drammaticamente uguale. Però la colpa è, dico io, degli sprechi fatti in decenni di malgoverno, di pensioni baby (anche agli insegnanti), di promozioni facili.

Tex Willer Navigator ha detto...

Per Lilly: ho fatto il liceo linguistico anch'io...ma pubblico. Mica sono tutti privati? NO? comunque quello che è stato detto è sacrosanto, ma soprattutto credo che proprio la classe insegnante sia la più responsabile del decadimento della scuola.

Remington ha detto...

La colpa non è degli insegnanti non preparati, ma impauriti, impauriti da genitori che difendono i figli a tutti i costi. Come si fa a bocciare se il papa' avvocato ti denuncia?

Laurie Laurie ha detto...

Per Remington: non sono d'accordo. I genitori prepotenti ci sono sempre stati. Sarà anche vero che l'educazione di base deve essere impartita in famiglia, e spesso non avviene, ma questo non ha nulla a che vedere con le scuole sporche ed i banchi rotti, nè con insegnanti che non conoscono l'ortografia.

Maddie ha detto...

Ogni tanto aiuto la mia nipotina a fare i compiti. In quinta ancora ha difficoltà con le moltiplicazioni eppure pare sia la più brava in matematica. Però a Natale e fine anno fanno le recite, fanno il laboratori di informatica, le lezioni di yoga.
che la colpa sia dei programmi didattici?

Anonimo ha detto...

scusate ma non è sempre come dite voi...ci psono pure un sacco di insegnanti che si fanno il culo...che lavorano in scuole a rischio senza chiedere un giorno di permesso e ci sono scuole dove si studia ancora!!!!!Se questo vuole essere un sito o meglio un blog di pseudocultura o simile fate davvero bene a demolire la scuola!!!Bravi continuate così...è per colpa di quelli voi che i ragazzi se ne sbattono dello studio..tanto apri internet e leggi ste stronzate è molto più divertente no? ai tempi miei internet nn c'era e si studiava!molti professori che devono fare? parliamo dei ragazzi che sono nettamente peggiorati grazie agli ideali inesistenti e all'importanza che si dà oggi a figure come i calciatori (che sono solo degli imbecilli) e alle veline (mignotte)...ormai sono questi gli idoli dei giovani...quindi perchè studiare? tamto per diventare come totti o la hunziker mica bisogna studiare..anzi!!!!!e allora ecco che è + facile e carino consultare internet che un libro di storia!mi spiace io insegno e nn ci sto a sentire queste bestemmie...i prof nn sono tutti come dite voi...quelli come voi sono gli stessi che dicono che i prof nn fanno niente, che è un lavoro di poche ore con tre mesi di vacanza...e nn sanno invece quanta fatica ci vuole a recuperare quelle persone oi almeno a tentare di farlo!

stella ha detto...

Calma, Anonimo, sono un'insegnante anch'io e mi sembra che Rockpoeta abbia spezzato una lancia in favore di quelli che, come noi, hanno un'avversione innata per le scartoffie e la voglia, invece, di trasmettere "cose" e valori ai ragazzi. Per Andrea: Scusa, ma cosa intendi per promozioni facili? Ti riferisci ai ragazzi o ai prof? Io vorrei citare un'altra insegnante, Elisabetta Panina di Genova, che in una lettera al "Secolo XIX", dopo avere spiritosamente descritto il comportamento dei suoi alunni durante una lezione (dita nel naso, ragazze che si truccanoo, altri che si accarezzano il collo..) parla dei "Mmomenti in cui la squadra si aggrega, scende il silenzio e chi impara e chi insegna diventano tutt'uno". Queste parole descrivono perfettamente quei momenti belli per cui abbiamo scelto di insegnare (per me è stata una scelta) e senza i quali, in effetti, andare avanti con un lavoro così logorante sarebbe impossibile, nonostante i "tre mesi" (non effettivi) di vacanze.