venerdì 30 novembre 2007

OPINIONE DEL ROCKPOETA: L'Iceberg

Un video che è importante vedere.

A tale proposito ringrazio il blog "Osteria dei Satiri" che ha fatto un post dal titolo "17 minuti di informazione" con questo video. Blog al quale vi rinvio a fine post per andare a vedere il video in questione.

Grillo insieme a Travaglio, con quest'ultimo che fa un sunto mirabolante ed estremamente efficace della vicenda De Magistris.

Sono 17 minuti, per chi non li avesse già visti, che vi consiglio spassionatamente di non perdere poichè da quel video si evince chiaramente come il caso "De Magistris" abbia radici molto più profonde rispetto al più celebre caso "Why not", e di come il tutto parta da più lontano.

Sono ben tre le inchieste calde sui cui il PM lavorava e che gli hanno sottratto.

L'indagine denominata "Why not" quindi è solo la punta di un iceberg malato che affonda la sua possente mole dentro un mare melmoso di corruzione e clientelismo che vede coinvolti molti personaggi noti oltre al prode Mastella.

Vi lascio qui di seguito il link al blog "Osteria dei Satiri" che mi onoro di avere tra i miei preferiti e dove potete vedere quel video:http://osteriadeisatiri.blogspot.com/

Guardatelo e poi dite la vostra: altre mie parole, ora, sarebbero superflue.

mercoledì 28 novembre 2007

NEWS: Il Triangolo Delle Bermuda...

Una mattina ti alzi, sei un pendolare, hai il tuo solito treno strapieno con carrozze fatiscenti che dovrai prendere per andare al lavoro.

Ovviamente porterà con sè come "dote" un cospicuo ritardo.

Ma, una mattina, arriverai in stazione e ti accorgerai che il ritardo non c'è. O meglio, c'è ma non è minimamente segnalato.

Dopo un po' sentirai l'annuncio che quel treno, il TUO treno, è stato soppresso.

Sparisce nel nulla, come inghiottito dentro una sorta di Triangolo delle Bermuda.... E voi non sapete più niente.

Perchè vi chiederete? La risposta ufficiale è che in questo modo quel ritardo non va a gravare e ad appesantire sugli altri treni che seguiranno.

Al che due riflessioni sorgono già spontanee come diceva il caro e vecchio Lubrano:

1) Potrebbero anche magari riuscire a non far sempre accumulare incredibili ritardi ai treni, con tutti i soldi che incassano tra abbonamenti e biglietti (i primi a quanto so aumentati anche del 15% proprio in questo mese)

2) Tu su quel treno ci facevi affidamento e sopprimerlo senza neanche aver diritto al rimborso è davvero un danno ed una ingiustizia per l'utente.

In realtà ci sono anche altre cose da dire tenendo presente che la risposta ufficiale delle FS è parziale.

La verità nella sua completezza è che se sopprimono quel treno (e con esso anche altri per la stessa ragione) le FS di fatto appaiono molto più efficienti.

Un treno soppresso, se non si va a fare le pulci per scoprirne le ragioni, non è un treno in ritardo. Quindi le FS dimostrano che i ritardi sulle percorrenze sono in diminuzione e quindi sono più brave!

Guardate che tutto quello che sto dicendo non è una mia opinione ma l'ho sentito stamattina su Radio Capial ed è confermato anche da giornalisti oltre che da moltissimi pendolari.

Certo, cancellassero 200 treni al giorno allora non converrebbe, ma sopprimerne uno o due o anche tre crepi l'avarizia, al giorno non è così drammatico.

Questa cheho raccontato non è la mia esperienza: io, almeno in questo sono privilegiato, ho sempre usato l'auto e per tratte lunghe l'aereo. Avrò preso il treno pochissime volte nella mia vita e devo dire per fotuna...

Ma molti pendolari hanno confermato, lamentandosene, questa realtà.

E voi? Qualcuno di voi prende il treno per andare al lavoro? In talo caso volete commentando il post anche lasciare una vostra diretta testimonianza?

martedì 27 novembre 2007

OPINIONE DEL ROCKPOETA: Ma Quale Sinistra?

Ma quale Sinistra negherebbe al Dalai Lama di parlare in un Parlamento libero di una Nazione democratica? Quale Sinistra che ha nella storia radici antifasciste, o anche solo quella che si professa oggi semplicemente democratica (anche se non più sinistra a dire il vero...) si opporrebbe a questa possibilità o cmq farebbe spallucce mostrando disinteresse e, di fatto, quindi negando tale diritto?

La Risposta è tanto semplice quanto difficile da trovare in rete: LA NOSTRA!

E' una notizia così "segreta" che è davvero difficilissimo trovare un link che la riporti. Ma io l'ho scovato lo stesso!

Eccolo:
http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_25/visita_dalai_lama_60e1e2d2-9b2f-11dc-8d30-0003ba99c53b.shtml

Onestamente sono stupefatto: neppure Bush (di fatto L'Anticristo in fatto di diritti umani e pace) ha negato al Dalai Lama un incontro!

Ed invece il nostro Governo ha detto no. Bertinotti ha detto no!!! Lui che dovrebbe essere uno a favore di certe battaglie che non è un "democristiano" alla Prodi e Mastella, lui più degli altri ha negato questa eventualità. Non riesco ancora a crederlo.

E dall'altra parte della barricata non si sono apparentemente per niente indignati e nemmeno strappati i capelli (quali vi domanderete nel caso del Cavaliere, ed in effetti come non darvi ragione)!

Più di qualcuno, a dire il vero, trasversalmente sta provando sia da uno schieramento che dall'altro a far cambiare idea. I Radicali sono ovviamente in prima linea su questo punto.

Tale notizia, che già di per sè mi faceva ribollire il sangue e faceva sventolare di rabbia ancor di più la bandiera del mio blog (Bandiera del Tibet), ora ha assunto una connotazione ancora più grave alla luce di una notizia che riporta il Corriere della Sera on line.

In sostanza un pastore tibetano Runngye Adak, padre tra l'altro di 11 figli, soltanto per aver gridato il primo agosto scorso ad una festa popolare nella provincia del Sichuan, Cina del Sud, la seguente e sconvolgente frase: "LUNGA VITA AL DALAI LAMA" fu arrestato.

Pochi giorni fa, ma la notizia si è saputa solo ora perchè tenuta nascosta, è arrivata la sentenza: condanna a ben otto anni di carcere!

Tre suoi amici che poco dopo il suo arresto avevano protestato chiedendo la sua liberazione, sono stati anch'essi imprigionati con l'accusa di aver minacciato la sicurezza nazionale...

Ecco che alla luce di questa notizia (di cui qui sotto trovate il link) la decisione di negare il diritto al Dalai Lama di parlare in Parlamento, diventa veramente scandalosa e getta una luce amara sul nostro esecutivo: un Esecutivo vile, codardo, e che non sa più concepire un atto di umanità e giustizia.

La mia bandiera piange lacrime di rabbia,
Io le accarezzo gli occhi per non farla smettere di sventolare.

http://lanostracina.corriere.it/2007/11/otto_anni_al_pastore_tibetano.html

domenica 25 novembre 2007

OPINIONE DEL ROCKPOETA: Basta Con I "Pregiudizi da Stadio"


Muore un Maresciallo in Afghanistan e ieri a Genova allo Stadio viene osservato un minuto di raccoglimento in sua memoria prima del calcio d'inizio di Genoa - Roma (anticipo di Serie A); Sottolineo che ne viene dato annuncio come se fosse un Carabiniere e non un soldato. Almeno questa è la sensazione che lascia lo speaker ufficiale dello Stadio.

Ebbene, la NORD culla del tifo rossoblu e di solito correttissima ha fischiato quel minuto.

Ecco, questa è la riprova di come non si devono avere "Pregiudizi da Stadio" altrimenti non se ne esce più.

Superfluo dire che IO, il mio Settore (sono abbonato ai Distinti) e TUTTO il resto dello Stadio abbiamo fischiato la NORD e poi applaudito con forte ed intensa commozione quel minuto.

Lui era Daniele Paladini.

Ed ora riflettiamoci....

E se avete il coraggio FISCHIATELO!

Daniele Verzetti, Rockpoeta.

sabato 24 novembre 2007

L'Angolo del Rockpoeta: "uomini?"

OGGI A ROMA A PARTIRE DALLA ORE 14.00 Manifestazione contro la violenza sulle donne.

Per avere maggiori dettagli sulla manifestazione andate QUI: http://www.controviolenzadonne.org/

Spero che la partecipazione sia altissima e che si parli di un problema che va affrontato seriamente data la recrudescenza di questo squallido fenomeno con punte molto elevate soprattutto tra le mura domestiche e verso persone che le donne reputavano di fiducia.

E' ora di dire BASTA ed io voglio lasciare un mio segno di solidarietà con questa poesia già postata nel marzo di quest'anno nel mio blog e che sento sia importante riproporre:


Uomini…?


"Il suo nome per favore"
"Cinzia"
"Racconti come si sono svolti i fatti per favore"

"Rientravo dal lavoro
Sono infermiera
Avevo il turno di notte
Ero attenta
Mi guardavo intorno
Glielo giuro appuntato davvero.
Ma da un cespuglio
Ad un tratto
Mi sono sentita afferrare.

Mi hanno trascinata dietro
Erano in tre
Mi hanno tenuta ferma
Uno mi urlava “zitta puttana!”
L’altro ha iniziato a picchiarmi
Il terzo mi ha sfilato i pantaloni
E poi…"

Poi solo paura e terrore
Sofferenza, umiliazione e dolore.

Un incubo infinito lungo un’eternità.

Altra storia
Lei è una bimba ha 12 anni
Lui di anni ne ha il quadruplo
Ma non poteva trattenersi“poverino”
Non poteva fermarsi
Doveva toccarla
Abusare di lei.
Perché lui è malato “poverino”

Dignità e rispetto stanno morendo
E le donne oggi più che mai
Sono oggetto di violenze e abusi
Una rivalsa vigliacca di chi non sa essere Uomo.

E poi c’è Lucia
Ogni sera picchiata dal marito
E costretta ad avere rapporti
Perché frustrato
Perché bevuto
O per entrambe le ragioni.

E poi….
Poi arriva lo Stato
Che le stupra una seconda volta

Processo alle vittime
Pene ridicole ai colpevoli
Patteggiamento
Poca prevenzione
Queste le brillanti ricette per disincentivare lo stupro.

E allora un Appello
A noi uomini
A quelli che davvero possono considerarsi tali

Che parta da noi l’intenzione di fermare tutto questo
Basta con ammicamenti volgari
Con atteggiamenti da bullo sfigato

Isoliamo chi nelle donne vede un oggetto
Chi nelle donne vede solo una possibilità di rivalsa personale
Contro le sue frustrazioni
Ed i suoi fallimenti.

Mettiamoci in azione!


DIMOSTRIAMO DAVVERO DI ESSERE UOMINI.

DIMOSTRIAMOLO ADESSO.




DANIELE VERZETTI, ROCKPOETA

giovedì 22 novembre 2007

LE INTERVISTE DEL ROCKPOETA: Vita da Poliziotto.

Certo che me le vado un po' a cercare :-)))

Faccio un "memè" come amo definirlo attribuendogli un accento che non ha, dove dico che non mi sento un intervistatore e dopo solo un post che ti faccio? Un'intervista! E per di più ad una persona che per il lavoro che fa diventa anche delicato intervistare di questi tempi. Ma io amo le sfide se ancora non si era capito e quindi sono onorato di poter scambiare quattro parole con PASQUALE EMOLO, Agente di Polizia originario di Napoli ma che vive e lavora a Latina, bravissimo blogger (vi suggerisco di andare a leggere il suo blog che porta il suo nome e che vedete linkato tra i miei preferiti) oltre che scrittore (sempre sul suo blog potrete trovare il suo libro conoscerne il titolo ecc...).

Le ragioni di questa intervista possono di primo acchito essere evidenti a tutti ma in realtà questa mia decisione non nasce dall'eco derivante del particolare momento in cui viviamo, in relazione a certi fatti che vedono poliziotti implicati in situazioni non proprio limpide, ma piuttosto dal mio ferreo prinicipo per il quale non si deve mai fare di tutte le erbe un fascio se si vuole davvero capire come sono le cose nella realtà.

Io, e chi mi legge da più tempo lo sa, non sono mai stato tenero con le forze dell'ordine quando è stato necessario (dalle vicende sulla Diaz a Bolzaneto, alla vicenda inerente il Presidente della Regione Liguria Burlando fino ad arrivare al poliziotto che ha ucciso Sandri) ma ho anche sempre difeso coloro che il lavoro lo fanno onestamente e che si trovano a fronteggiare in aree disagiate una delinquenza feroce nonchè un'assenza dello Stato assolutamente palese e ignobile che li abbandona da soli in balia degli eventi.

Ora, vi lascio all'intervista in attesa dei vostri commenti e del vostro pensiero.

Daniele Verzetti, Rockpoeta.


INTERVISTA:

ROCKPOETA: Iniziamo in modo semplice: Nome Cognome e.... numero di matricola LOL! Scherzo, in realtà ti chiedo solo di presentarti, dire chi sei che interessi hai da quanto fai l'agente di polizia se sei sulla strada o hai un ruolo più investigativo... insomma una breve introduzione su di te; mi sento in dovere di aggiungere che questa sarà una delle poche domande semplici che ti troverai a fronteggiare penso :-)))


PASQUALE EMOLO:
Il mio nome è BOND, Pasquale Bond…scherzo, ma i miei quindici lettori me lo concederanno! Pasquale Emolo è Agente Scelto della Polizia di Stato (sulla carta Assistente, ma attende il grado che in genere arriva un po’ in ritardo rispetto alla decorrenza). Sono entrato in Polizia a 19 anni e adesso ne ho trenta.

Mi piace scrivere ed ho scritto un romanzo breve che non parla di Polizia. Tempo fa ho scritto un libro per bambini dove veniva presentata la figura del Poliziotto di Quartiere. Il libro è stato stampato e distribuito in economia nelle principali Questure italiane. Per sei anni sono stato Operatore di Volante, in cui sono specializzato, avendo frequentato con esito positivo un corso di preparazione che si tiene alla scuola di Polizia Giudiziaria di Pescara. Nel mio curriculum c’è anche un corso antiterroristico, nucleare, biologico e chimico, che ho frequentato con esito positivo a Milano presso un nostro istituto.

Queste cose non le dico per vanità ma per meglio rispondere alle successive domande che mi attendo. Per capirci l’operatore di volante è quello che arriva prima sul posto quando si chiama la Polizia tramite 113. E’ uno dei lavori più delicati: si è dei veri protagonisti dell’emergenza. In pochi secondi devi prendere la decisione più giusta per tutti. Se sbagli, paghi in prima persona e fai pagare anche altri.

Attualmente lavoro al Commissariato Viminale di Roma, dove faccio in particolare servizi d’Istituto che vuol dire un pochino che lavoro con gli stessi turni su una serie di servizi diversi, che va dalla vigilanza agli obiettivi sensibili, all’autoradio che è una volante di quartiere.

Per quanto riguarda la vita privata il prossimo 26 novembre mi laureo in lettere (e anche questa non è vanità ma serve per quello che mi chiedi dopo), sono single (e forse anche un po’ per il lavoro che faccio, altrimenti perché dovrei dirlo in questa sede?), vivo solo, non lontano dai miei genitori e mio fratello, il quale fa il mio medesimo mestiere. Aspiro a pubblicare nuovi romanzi e poesie. Credo di aver finito, se non contiamo che amo il teatro e ho recitato per la Federazione Teatro Amatori Italiana per anni 8, anche sotto la direzione di Luca Barbareschi che dirige il Teatro Gabriele D’Annunzio di Latina. (lo ammetto, questa è una vanità).


ROCKPOETA: Come seconda domanda permettimi di entrare subito a "gamba tesa" chiedendoti come sia possibile che accadano cose come quelle della Scuola Diaz a Genova.

PASQUALE EMOLO: E qui viene il difficile. Rispondere in modo esaustivo, senza compromettere la dignità del mio mestiere e la professionalità dei mie colleghi, e senza dimenticare di essere prima di tutto Pasquale Emolo.

Allora, diciamo che quello che rispondo non è un modo per giustificare e né per accusare, che non mi sembra il caso. Il fatto è che molte persone hanno pensato bene di manifestare in modo violento quanto avrebbero potuto dire come persone civili e che in tutta risposta hanno avuto violenza. Una violenza che per quanto riguarda la Scuola Diaz sembra gratuita agli occhi di tutti. Basti pensare che quando in quel periodo andavo alla Facoltà di Lettere della Sapienza per fare un esame, su tutte le pareti della Facoltà vi erano solamente foto che ritraevano Poliziotti che picchiavano o bloccavano dei manifestanti, che in quella occasione non sembravano all’occhio di chi guardava né irruenti, né facinorosi, ma poveri disgraziati caduti sotto i colpi del sistema ( e non era così).

Mi piace dire in questa sede che non tutti i poliziotti sono di destra, che essere di destra non vuol dire essere violenti o rifarsi al “fascismo” – che è un termine storico e basta e come tale dovrebbe essere visto – e che a mio avviso, da puro lettore dell’accaduto, visto che non ero lì in servizio, un'idea me la sono fatta: è stata la nostra “arancia meccanica”. La violenza nata dai manifestanti ha invaso i cuori e la mente di chi, prima di indossare una divisa, è anche e soprattutto un uomo e può prendere una decisione sbagliata. Una violenza che ha mutato il nome in repressione, quella che hanno provato i poliziotti che dovevano subire insulti, sputi, aggressioni e via dicendo. Pertanto, chi ha dato quell’ordine di invadere la Scuola non ha fatto vendetta, ma voleva solo che si comprendesse che la polizia c’era e non per star zitta e prendere pugni e calci o permettere che si distruggesse una città, bensì per sgombrare ogni forma di violenza e di inciviltà. E’ stato usato, a mio avviso un metodo forte, che è stato bollato come squadrismo. Non è così. Ci sono stati degli errori in molti comportamenti (non si può d’altronde pretendere di prevedere ogni mossa di ogni poliziotto), ma l’ordine di entrare nella scuola è stato dato per prelevare personaggi che avevano nei pomeriggi messo a soqquadro la città e per dimostrare che la polizia era presente e pronta a difendere il cittadino civile e rispettoso che avrebbe manifestato senza violenza, come andrebbe fatto.

Prima di chiudere l’argomento mi piace fare due riflessioni:

- Avete mai pensato a quanti manifestanti civili si sono ritrovati nella mischia e per questo indagati per qualche reato? Bene. Credo di si. Allora pensate a tutti quei poliziotti onesti che ancora oggi pagano un avvocato con i loro soldi per portare avanti i processi nei quali si ritrovano imputati anche solo perché erano lì. Pensate che se erano Agenti Scelti rimarranno tali ancora per molto tempo perché come pena non possono passare di grado, non possono essere scelti nei concorsi etc. Pensate a cosa si prova ad essere indagati quando si lavora per la giustizia.
È una cosa che fa male dentro. Tutta la gente ti addita. Ti guarda come un cane randagio da cui difendersi. Lo stress psicologico è indicibile. Disilluso e disincantato pensi che non valga nemmeno la pena vivere, perché facendo quello che fai rischi più del delinquente.

- Quando passerò in Via Giuliani, con mio figlio per mano potrò dirgli: “Vedi caro figlio questa è Via C.Giuliani, un uomo che si è distinto nella storia del nostro paese perché ha trovato la morte accidentalmente per mano di un carabiniere.” Mio figlio mi dirà “E cosa ha fatto di importante?” ed io risponderò: “Nulla di che: manifestava contro il potere delle multinazionali, con un passamontagna e con un estintore in mano, assaltando una gip dei carabinieri.”
Come mi guarderà il piccolo?


ROCKPOETA: Un'altra domanda è come sei entrato in Polizia? Ed ancora come si fa ad entrare nella Polizia? Molti dei miei lettori penso risponderebbero... "con la classica raccomandazione!" E' così?

PASQUALE EMOLO: Ho frequentato il liceo classico, dove ho appreso che Cicerone oltre che un grande oratore era anche un amatore di ragazzini. Le mamme di quei ragazzini erano felici che il grande avvocato li frequentasse, visto che allora l’omosessualità era cosa normale. Cicerone li educava come avvocati e li “raccomandava”, parliamo di quasi 2000 anni fa. Il giorno successivo agli esami di maturità tutti i miei amici andarono al mare.

Per me lo studio era appena cominciato. In tre mesi mi sono preparato su 1300 test attitudinali e culturali. Entrai come militare, rispondendo ad un questionario assai difficile di 80 domande in quaranta minuti. Il mio voto fu 7 su dieci. E come me e più di me ce ne erano tanti.

In polizia si entra sicuramente per merito per quanto riguarda la selezione intellettuale, morale e psicologica. La vera tagliola è la visita medica. Puoi essere perfetto, ma basta un tatuaggio per tornare a casa. Quindi a parità di merito chi ha una voce dietro le spalle potrebbe – e attenzione ripeto POTREBBE – essere preferito. Inoltre la polizia assorbe nel suo organico anche dall’esercito e il mio caro amico e collega che di voci dietro le spalle non ne aveva è stato preferito a tanti altri perché già sottotenente nell’esercito. Non si tratta di raccomandazione in questo caso, ma si tende a prendere – anche se sembra brutto a dirlo – il prodotto migliore. In alcuni casi il prodotto migliore va a casa, perché magari non ha quella vocina alle spalle. Può succedere.

Tuttavia mi piace affermare una cosa: la polizia si è evoluta e ha tra i ranghi laureati e laureandi (non parlo di bonus e convenzioni solamente, adottate da università piccole per incrementare il numero degli iscritti e rimpinguare le casse).

Ha migliorato negli anni i corsi di preparazione. Si è avvicinata alla gente. Ha elevato il quoziente intellettivo e culturale dei suoi uomini. Molti anni orsono il poliziotto non sapeva scrivere. I magistrati un pochino se la ridevano a leggere i verbali d’arresto.
Un aneddoto carino: “QUANDO SIAMO ARRIVATI SUL POSTO IL CADAVERE ERA MORTO!”. Ovviamente qualcuno e ripeto SOLAMENTE QUALCUNO scriveva anche così. Oggi la polizia come Istituzione ha degli uomini preparati, che ci sia una minor parte un pochino meno preparata è questione della legge della vita. Ovunque è così.


ROCKPOETA: Hai mai avuto notizia, sentito dire o visto con i tuoi occhi comportamenti di tuoi colleghi non consoni alla divisa che indossavano, insomma, per essere più diretti, atteggiamenti volti a manifestare abusi di potere o casi di poliziotti corrotti? Ed in caso lo scoprissi come ti comporteresti di fronte ad un tuo collega corrotto o che ha cmq tenuto comportamenti contrari alla legge? Lo denunceresti o prevarrebbe lo "spirito di corpo"?

PASQUALE EMOLO: Se mai è accaduto che il mio collega abbia avuto davanti ai miei occhi un comportamento poco consono è stato da me subito richiamato all’attenzione e avvertito e in qualche caso segnalato ai superiori. In ogni caso se il comportamento dal poco consono diventasse reato, anche se non mi è mai accaduto, sarei il primo a denunciarlo ai superiori perché prendano provvedimenti.

ROCKPOETA: Ed i tuoi colleghi come si comporeterebbero secondo te nella stessa situazione?

PASQUALE EMOLO: La maggior parte dei miei colleghi avviserebbe l’individuo che per quanto ha fatto sarà segnalato. Chi di questi chiuderebbe un occhio sarebbe già complice e quindi ce ne vorrebbe un terzo per segnalare entrambi, come prima o poi nella polizia avviene. Dopo undici anni di servizio ho notato una cosa. Ogni tanto qualcuno di noi fa le valigie e va a casa. Significa che il meccanismo interno funziona adeguatamente e che chi sbaglia e non può indossare una divisa prima o poi perde questo lavoro e nei peggiori dei casi sconta la pena per quanto commesso.


ROCKPOETA: Una cosa che io odio è fare di tutte le erbe un fascio, ed è per questa ragione che ti ringrazio di cuore per questa intervista: Mi dai la possibilità di dimostrare che non eistono i "buoni" ed i "cattivi" ma che in tutte le professioni come nella vita ci sono persone buone ed altre meno. Puoi descrivermi la tua giornata e cmq parlare di cosa vuol dire davvero fare il poliziotto, anche senza essere in luoghi più a rischio come, forse, nel meridione? E come ci si sente quando il proprio lavoro viene mandato in fumo da prescrizioni vergognose o ancora da scandalosi cavilli legali?

PASQUALE EMOLO:Comincio col dire che non bisogna andare nel meridione per essere a rischio. Il poliziotto è a rischio solamente perché indossa una divisa. A Siena non molto tempo fa due carabinieri trovarono la morte nel chiedere i documenti a due ragazzi su un motorino. E Siena è stata definita per la terza volta città più vivibile di Italia sotto tutti gli aspetti. Il rischio comincia nel momento in cui indossi la divisa e non a seconda di dove lavori.

Per quanto riguarda la mia giornata da poliziotto, basta fare un conto matematico molto semplice: io personalmente svolgo il turno in quinta. Questa dicitura indica che ogni quattro giorni di lavoro faccio un giorno di riposo e il tutto si articola così: primo giorno dalle 19.00 alle 00.00; secondo giorno dalle 13.00 alle 19.00; terzo giorno dalle 07.00 alle 13.00, quarto giorno dalle 00.00 alle 07.00; quinto giorno riposo.

Questo vuol dire che il giorno che lavoro di mattina, la sera a mezzanotte vado di nuovo a lavorare e quindi la mattina ventura dormo, perché ho fatto la notte. Non tutti i turni delle forze dell’ordine sono regolati così e poiché questi non sono coperti da segreto d’Ufficio li ho citati.

Il poliziotto con undici anni di servizio come me, in questi turni ha visto minimo: una trentina di morti per incidente stradale; una ventina di suicidi messi in atto in ogni modo e forma; centinaia di diverbi tra due persone o liti familiari; ex-mariti che perseguitano le mogli, ex- mogli che sottraggono i figli anche nei giorni in cui è il marito ad averne diritto; malati di HIV che si tagliano le vene in nostra presenza minacciando di toccarci; un numero imprecisato di barboni e pazzi; un numero imprecisato di stranieri atti a delinquere; un numero imprecisato di italiani atti a delinquere; almeno una decina d’interventi per rapina in atto, dove all’interno della banca vi sono persone armate; un numero imprecisato di sopralluoghi di furto; un numero imprecisato di manifestazioni e così via. Parlo di appena undici anni di servizio.


ROCKPOETA: Di cosa avreste bisogno per poter fare al meglio il vostro lavoro?

PASQUALE EMOLO:Credo che potremmo vincere il giorno che la gente non ci inquadri come categoria e il giorno che la concretezza sarà preferita all’immagine. Molto tempo fa a striscia la notizia un carabiniere denunciava la mancanza di benzina, ma se vai alla Stazione termini i poliziotti hanno quel mezzo a due ruote di cui disconosco il nome che costa quattromila euro.
Allora, prima di tutto ci servono i computer e divise più adeguate, poi il mezzo a due ruote, capisci?

La gente poi, come dicevo, non può pensare che il poliziotto sia un fustigatore o un “multarolo”. Il poliziotto applica la Legge, la gente dovrebbe lamentarsi delle Leggi non di chi le applica.
Quindi abbiamo bisogno di maggior fiducia e di essere visti anche singolarmente come uomini che fanno un mestiere. Voglio dire: non puoi odiare me e chiamarmi assassino mentre mi adopero per far scorrere il traffico durante un incidente stradale, solamente perché un mio collega meno di una settimana fa ha ucciso ingiustamente e preciso anche involontariamente un giovane di 28 anni.
Che c’entro io con quell’errore umano prima che “poliziesco”, “poliziottesco”.


ROCKPOETA: Sai, a questo punto dell'intervista molti dei miei lettori, ma io per primo, si chiederanno come sia possibile che non siano tutti come te! Mi spiego, la sensazione che si ha, facendo una statistica degli incontri avuti da tutti noi, me compreso, con poliziotti ma anche carabinieri sia chiaro, è che tanti di loro siano molto meno sensibili di come sei tu e molto più vicini come comportamento, a coloro a cui devono dare la....caccia! Insomma spesso si ha la sensazione che se non mostri i denti (sempre nel rispetto della legge ovviamente) siano pronti anche ad avere comportamenti fuori luogo; ti potrei portare parecchie testimonianze a sostegno di quanto ho appena "detto". Mi chiedo da cosa nasca questo atteggiamento così apparentemente diffuso.

PASQUALE EMOLO:Ti ringrazio per il complimento ma tengo a precisare che come me – sempre che come me sia cosa buona, come tu dici – ce ne sono molti. Purtroppo qualcuno di noi può risultare meno sensibile, perché una vita come quella che ho descritto prima può rendere duri, antipatici etc: tuttavia penso una cosa: la divisa è una lente di ingrandimento. Amplifica il tuo carattere. Quindi è come se tu mi avessi chiesto: Come mai uno è prepotente e l’altro docile, come mai uno è simpatico e l’altro antipatico e così via. E questa è una domanda che devi fare a Dio, non a me.


ROCKPOETA:
Hai mai fatto servizio dentro gli Stadi? E come si riesce se non si è un po' "bastardi" come loro a picchiare chi ti attacca con ferocia pari alla loro (magari solo pari eh!)?

PASQUALE EMOLO: Per carità non devi essere né violento né bastardo come dici tu. Deciso, sicuro e militare. Perché in quelle occasioni devi avere fermezza e il carico delle tue responsabilità.

Si ho fatto servizio nello stadio spesso. In particolare il campionato di calcio del 1999-2000 l’ho vissuto ogni maledetta domenica. E quelle domeniche allo stadio ci andavo a prendere sputi, calci e offese.

A questo proposito mi piace raccontare una cosa. Quando ci furono le violenze dei tifosi inglesi, i cosiddetti hooligans, un mio superiore fu preso da una decina di loro e picchiato a sangue davanti ai miei occhi. Io che ero il più anziano al momento, lo guardavo negli occhi per chiedergli con lo sguardo se dovevo intervenire con una nuova squadra.

E questo deve già dirti molto: anche in un occasione del genere io non potevo prendere iniziative che avrebbero fatto scaturire eccessi mediatici e politici. Lui mi fece cenno con la mano di non preoccuparmi per lui ma di badare all’arma che lancia i razzi lacrimogeni che purtroppo nella mischia era caduta a terra. Questo sai che vuol dire? Che ha preferito prendere le botte piuttosto che avere addosso il carico ed il peso di aver smarrito un lancia lacrimogeni. Comprendi? Se la gente comprendesse questo tipo di problemi interiori che ha il poliziotto rifletterebbe molto di più.

Io ovviamente con una nuova squadra sono intervenuto lo stesso. Ma quello è carattere. Non ho dato ordine di caricare perché non ne avevo i poteri, ho solo avvicinato il mio superiore e acchiappatolo per il bavero trascinato via, mentre un gruppo mi faceva scudo davanti.

Poi ho recuperato l’arma. Lui lo sai che mi ha detto? Testuali parole: “SEI UN COGLIONE! Dovevi pensare prima all’arma. Se tornavamo in Ufficio senza di quella, io e te saremmo andati in galera!”.


ROCKPOETA: Domanda a tema libero: Rispondimi ad una domanda che non ti ho fatto e che avresti magari voluto ricevere. Insomma un modo più elegante per dirti "fatti una domanda e...dacci una risposta" LOL

PASQUALE EMOLO: A cosa serve un poliziotto nel duemila? A regolare un tessuto sociale che nonostante i duemila e più anni di storia occidentale, continua ad essere marcio. Una serie di individui che vuole vivere senza regole a danno degli altri. In questi casi il poliziotto è il nostro migliore amico. Non uno che ci fa le multe o ci picchia allo stadio.

ROCKPOETA: Ti ringrazio di cuore per questa opportunità che mi hai dato: In bocca al lupo per tutto.

PASQUALE EMOLO: Ringrazio te e lo spazio che mi hai concesso, desiderando un’intervista. Tengo a precisare una cosa importante e doverosa: LA POLIZIA DI STATO non è a conoscenza di questa intervista e pertanto le mie parole sono da ricondurre solo alla mia persona, ovvero ad un ragazzo di trenta anni che fa il poliziotto da undici. Grazie.

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Davvero, a mio avviso, un'intervista significativa per scoprire aspetti a noi sconosciuti di una vita da Agente di Polizia e per comprendere meglio i pensieri e le sensazioni che anche uno di loro prova.

Daniele Verzetti, Rockpoeta

martedì 20 novembre 2007

OPINIONE DEL ROCKPOETA: Il Confino.

Il Confino.... istituto conosciuto ai tempi del fascismo, ma noi oggi parliamo di Gesuiti ed Eschimesi.

La Compagnia di Gesù ( è proprio il caso di dire che Gesù qui penserà che è meglio soli che...) sborserà ben 50 milioni di dollari (la cifra più alta che un ordine religioso abbia mai speso a titolo risarcitorio) a favore di 110 eschimesi che subirono abusi sessuali da bambini o in età adolescenziale ad opera di missionari gesuiti USA dei quali la diocesi di Boston, già triestemente nota in un passato recente, conosceva bene il "vizietto"; diocesi che, invece di denunciarli e togliere loro la veste, si limitò semplicemente a "confinarli" in Alaska.

Per ben tre decenni in 15 piccoli villaggi praticamente ai confini del mondo (ma guarda questa parola "confini" quanto ritorna in questo post....) ed abitati dagli Yupik che "insieme agli Inuit formano il popolo eschimese" (vedi Repubblica on line http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/esteri/missionari-pedofili/missionari-pedofili/missionari-pedofili.html per la notizia completa) si sono perpetrate ripetutamente violenze ed abusi ad opera di una decina di preti missionari americani appartenenti come già scritto all'Ordine dei Gesuiti.

La storia è molto articolata e vi suggerisco di leggere il link a Repubblica appena sopra riportato per averne un quadro sintetico ma esaustivo. In sostanza a seguito di quegli abusi molti di loro sono oggi alcolizzati ed altri si sono suicidati; insomma questi missionari hanno davvero compiuto un osceno disastro.

Dati i tempi dilatati di questi mifatti accaduti tra il 1961 ed il 1987, i colpevoli o sono morti o sono in Case di Riposo in attesa che muoiano (presto spero io), ma la cosa gravissima per cui la causa è stata intentata proprio alla Compagnia di Gesù è che questi simpaticoni sembra che non solo sapessero tutto ma abbiano anche bruciato documentazione compromettente che testimoniava quanto accaduto in quei luoghi sperduti e calmi.

L'accordo raggiunto eviterà il processo (negli States funziona così: per certi reati anche penali, ti puoi accordare prima per un risarcimento economico che chiuda la vicenda) ma in questo modo cmq tutti sanno quanto è accaduto e ciascuna vittima ancora in vita riceverà circa mezzo milione di dollari.

L'omertà ecclesiastica oramai supera come disgustosa compattezza perfino quella mafiosa!

Incredibile, si trovano con dei "Rifiuti" in casa e loro che fanno? Semplice, li nascondono sotto il tappeto confinandoli in un luogo lontano abbandonato, quasi fuori dal tempo.

Vanno a devastare vite serene in luoghi pacifici e tranquilli dove le tradizioni semplici ma consolidate dal tempo, unite in parte anche alla realtà moderna, si fondono in un unico nucleo ben amalgamato di poche persone che volevano e vogliono vivere in pace.

A questo punto, davanti ad una Chiesa che continua a tacere e di fronte a siffatti accadimenti sempre più frequenti, si aprono, anzi si spalancano a mio parere, le porte ad un interrogativo inquietante: Cosa succederà in Africa ai bambini "soccorsi" da altrettanti missionari? In mezzo a tanti preti onesti e puliti, quanti invece non ce ne saranno con il "vizietto"?

Censimento: Quanti saranno i Preti pedofili nel mondo? Ed ancora, possiamo davvero pensare che questo marciume non tocchi anche le alte sfere del Vaticano? Quanti di loro avranno davvero un passato intonso e pulito?

E' forse giunto il momento, a mio avviso, di dare una risposta seria e chiara a queste domande.

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PS: A chi non avesse letto il post sottostante, chiedo di farlo perchè si tratta di un Post Epocale LOL! Leggetelo e capirete il perchè :-))) !!!!