E non basta, a questo si aggiunge la giustificazione "tecnica" che per fare la comunione dovrebbe comprendere la differenza tra (cito di nuovo) "Il pane e l'ostia".
Ragionando in questo modo, - come anche nell'articolo si osserva correttamente - allora si dovrebbe vietare il battesimo almeno fino all'età di 12 anni (anche se in teoria ci sono padrino, madrina, padre e madre che capiscono per il neonato... sarà....) con il risultato che avremmo un numero di battezzati pari o molto vicino allo zero nelle nuove generazioni. A parte questo, credo che si debbano fare dei distinguo. Un conto é un bambino che poi crescendo potrà "scegliere" (ma lo fa davvero o sono i genitori spesso a "convincerlo"?) di fare la prima comunione, un altro, invece, un bimbo disabile psichico che purtroppo, pur essendo anche lui figlio di Dio, non potrà mai avere questo privilegio.
Si vergogni Padre!
Il tuo corpo Gesù ed il tuo sangue l'hai versato per ognuno di noi senza distinzione alcuna.
Ma questo concetto non é molto chiaro a questi teologi del soldo.
Non sapevo che l'Ostia fosse un prodotto d'elite
Non pensavo che la pietà cristiana fosse solo un concetto evanescente
Non credevo che il formalismo romano arrivasse a tanto.
Ma é evidente che anche Cristo in questa Chiesa risulterebbe un peccatore sacrilego.
Sono fiero di non appartenere alla Chiesa di Roma.
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