mercoledì 30 novembre 2016

L'Angolo del Rockpoeta® : Lotta (Alla Malattia) Ma Non Discriminazione

Il 1° dicembre è come oramai sempre da anni la giornata mondiale contro l'AIDS. Ed è di questi giorni la notizia che nell'UE una persona su 7 non sa neanche di essere stata infettata. Questa ragione è figlia di due errate convinzioni:

1) La prima che dopo anni di prevenzione e profilassi adeguate anche grazie ad un tam tam mediatico importante, la malattia fosse scomparsa dal mondo occidentale. Niente di più falso, la si può prevenire ma non certo abbandonando la profilassi necessaria altrimenti si ripresenterebbe ed infatti è ritornata più aggressiva che mai a svilupparsi da noi.

2) La bigotta morale cattolica che ha sempre discriminato i malati di AIDS. Questo non aiutò all'inizio il diffondersi di parole giuste per la prevenzione e non aiuta ora nel silenzio più totale a riparlarne.  E questo post è anche per ricordare che si deve lottare contro questa malattia ma senza discriminarne coloro che ne sono affetti.

Vi lascio con questa mia vecchia poesia che postai qui ben 9 anni fa ma attuale ancora oggi.

FRASEGGIO MORENTE

Salve a tutti
Hello Folks
Sono l’appestato di questo millennio.

Sono un paradosso esistenziale
Economicamente poverissimo
Ma necessitante 
Di cure…..“da ricchi”

Sono un “Aidsato”
Fresco neologismo 
Di disgustosa efficacia
Per indicare quelli come me.

Ma la sapete la novità?
Anche qui abbiamo malati di Serie “A”
Che meritano più compassione
E più attenzione
Ed altri che… .se lo sono meritato!

Bambini,
Frutti del peccato per la Nobile Chiesa
Innocenti nati dentro una pancia morta
Venuti alla luce con difficoltà estrema
A causa di una scarsa visibilità
dovuta ai fumi dell’alcol 
ed all’offuscamento dell’eroina.

Ma sono lo stesso colpevoli.

E poi ci siamo noi

1985, i miei primi 15 anni
ancora si sa poco o nulla 
di questo flagello.

Una cosa però io la so. Amo i ragazzi.

Stessa età,
stesso desiderio e curiosità 
di voi eterosessuali.

Di te, 
giovane ragazza inquieta
E di te
Allupato quindicenne
che scopri i primi brividi
dell’innamoramento.

Ma di altro non si sapeva 
Io non lo sapevo.

Tutto splendido.

Per anni la mia vita continua
Normale
Storie ordinarie
Come tutti.

Ma dieci anni dopo 
La svolta

Sento le mie forze 
Cedere sempre più frequentemente
Mi controllo.

E la Realtà non mi lascia più scampo.
Le analisi parlano chiaro.

È conclamato
Più niente da fare
Solo cercare di limitare 
I danni 
E le sofferenze

Ma i soldi mancano.

E manca
Soprattutto
L’appoggio ed il sostegno umano
Della gente.

Di tutti
Anche dei miei…. “simili”

Pochi accanto a me
Non la mia famiglia
Solo un paio di amici veri.

2005: 35 anni
e dimostrarne 80.

Avere 35 anni
Senza più la forza
Di urlare la mia rabbia
Il mio dolore
La mia paura di morire.

E
Anche se mi sto sdraiando
Qui
Per terra
Non sono per niente stanco
Non sono per niente stanco
Per… niente… stanco…

Ho solo freddo 
Tanto freddo
F r e d d o...

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA® 
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1 commento:

Alligatore ha detto...

Concordo in pieno con quanto scrivi, è una malattia dimenticata, se ne parla poco e male (in particolare penso alle giovani generazioni, a chi non era ancora nato, quando, negli anni '80, scoppiò il tutto).