martedì 27 giugno 2017

L'Angolo del Rockpoeta®: Ustica, 37 Anni Dopo...

Ustica 37 anni dopo ed ancora non si è fatta chiarezza…Ripropongo una poesia che postai otto anni fa, e nulla da allora è cambiato, tutto è rimasto immobile...

UNIDENTIFIED STILLNESS

Lancette ferme
Calura estiva

Notizie sbiadite dalle bugie del tempo
Ali bruciate da oggetti contundenti non ben identificati
Verità dette a denti stretti

Calamite attraggono
Sudici bisbiglii

Sguardi luridi intrisi di vomito
Offendono lacrime fatte di mani separate per sempre
Passati cancellati
Futuri stroncati

E ti ho perso
Dentro quel prepotente abbraccio di lamiere
Senza più rivedere i tuoi occhi
Senza respirare più una tua carezza
Umiliati da menzogne precipitate dall'alto
Con maggiore violenza ed impeto anche del tuo volo.

Come con un missile
Lanciato verso la follia
Hanno ucciso, in un istante,
Il tuo volto
Le mie speranze
I nostri sogni
La dignità ed il rispetto.

Oggi mi scrivono ancora:
Il Presidente di questa che chiamano Repubblica
Ci viene a dire che nessuno si deve dimenticare di noi
Che non ci lasceranno soli.

Ipocrisie su carta
Violentano alberi usati per produrla

La verità é ben altra
La verità non la vogliono rivelare, confermare.

Fateci un solo regalo: ignorateci.

Non vogliamo sudice parole e falsa sofferenza
A commemorare il nostro dolore.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 26 giugno 2017

OPINIONE DEL ROCKPOETA®: Ed il Cdx Dice Grazie a Grillo

 E così una volta privi dei fuoriusciti genovesi dal movimento cinquestelle, quelli "cattivi" che operavano sul territorio, che non avrebbero mai votato nessuno al ballottaggio, ecco che a Genova vince per la prima volta il Centrodestra.

Da chi hanno preso i voti? Semplice, molto probabilmente sono arrivati dagli elettori cinquestelle del primo turno e tra questi forse anche da molti degli adepti rimasti nel movimento. E così il movimento stesso, ha distrutto una speranza, forse l'ultima.

Non stanno meglio quelli del PD che sono crollati quasi ovunque e che continuano con Renzi ostinatamente a non considerare gli interessi della gente,  e la gente li punisce. E' fallito anche il tentativo di mimetizzarsi dietro liste civiche fittizie.

Il crollo del PD a Genova è storico ma di fatto anche il crollo del movimento ha portato voti al centrodestra e non perché il movimento fosse in passato un soggetto politico più legato a quell'area, ma perché il centrodestra ha raccolto le istanze, in parte, del movimento, movimento che con gli errori che ha fatto a Genova, a Parma e forse quasi ovunque, rinnegando principi fondamentali che facevano del movimento stesso l'unico luogo dove la politica si faceva dal basso, si è fatto in sostanza un chiaro autogol.

Ora il futuro è oscuro, forse si è ritornati al passato, ma è presto per dirlo, la Storia ci insegna che a volte  vince la restaurazione ma a volte i cambiamenti importanti possono giungere inaspettati anche prima di quanto si immagini.

venerdì 23 giugno 2017

L'Angolo del Rockpoeta®: "Ponti di Respiri"

PONTI DI RESPIRI

Cuori di carta
Sul muro
Come murales oltre l'infinito.

Foto di sorrisi
Poche parole su fogli volanti
Magliette colorate
Fiori
Ed oggetti curiosi,
L'ultimo saluto poggiato sui muri
Come un affresco d'amore.

Voci mute
Occhi bassi
Mani di fuliggine

E sono sempre le stesse immagini
Sempre gli stessi abbracci di lacrime
Ma non smetteranno mai di smuovere le nostre coscienze
O almeno la mia.

Mura sbriciolate
Terrorismo o tangenticidio
Poco importa,
Gli sguardi attoniti
Increduli
Arrabbiati
Della povera gente
Non cambiano.

Ma cori di bimbi
Canti di vita e voci di denuncia
Non ammutoliranno mai
E si leveranno sempre più alti
Combattivi e solidali

E non tremate mai
Non desistete mai
Perché una coscienza tremante
E' una vita già spenta.

Deflagrazione terrificante
Suoni di mortale routine
Disegno preordinato
Contro i popoli della Terra.

E sento quel tuono assassino
Un rombo assordante
Fiamme, crolli, pallottole, paura.

Ma cori di vita
Costruiranno ponti e strade
Con i nostri respiri ed i nostri aneliti d'arcobaleno
Per unire sensibilità e cultura
Contro ferocia e sfruttamento

E come nelle fiabe più belle
Uno sceriffo buono porterà la pace
In questo Far West.

E se questo è solo un sogno
Non smettete comunque di credere
Che voci di denuncia e solidarietà
Possano, con il vostro aiuto,
Cambiare il mondo

E se questa è solo un'illusione
Aggrappatevi lucidamente ad essa
Anche solo con l'ultimo vostro afflato di rabbia e di lotta
Che avete in corpo
Per non arrendervi
Per non morire.

E non vergognatevi di piangere
Perché le uniche lacrime
Che arrugginiscono la vostra anima
Decretando la vostra morte interiore
Sono soltanto lacrime di resa

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 21 giugno 2017

OPINIONE DEL ROCKPOETA®: Questa è L'Italia!

La storia ha dell'incredibile.

Una donna dopo la nascita del secondo figlio aveva anche chiesto la chiusura delle tube affinché non potesse più rimanere incinta. Torna a casa sicura che l'ospedale locato in Sardegna abbia fatto tutto secondo quanto da lei richiesto e quindi riprende l'attività sessuale con suo marito senza però in questo caso ricorrere più ad alcun uso di contraccettivo.

Con grande sorpresa dopo un anno scopre di essere nuovamente incinta.  Con suo stupore viene a sapere che l'ospedale sardo un anno prima non aveva proceduto alla chiusura delle tube. La donna intanto abortisce ma decide anche di far causa a quell'ospedale che non aveva rispettato la sua volontà.

Ora a distanza di anni il Tribunale di Cagliari, una volta smantellata la puerile difesa di una volontà non chiara della donna che peraltro aveva firmato all'epoca il consenso informato per quell'operazione, ha deciso  di riconoscere alla ricorrente "«il danno non patrimoniale» per «anche la sola violazione del diritto all’autodeterminazione, pur senza correlativa lesione del diritto alla salute ricollegabile a quella violazione: infatti — scrive — il diritto alla procreazione cosciente e responsabile è certamente un diritto, normativamente riconosciuto, che trova riscontri costituzionali sia nell’art. 2 sia nell’art. 13 della Costituzione». In assenza di parametri, il giudice è ricorso a una valutazione «in via equitativa» del danno alla «delicata sfera della persona pregiudicata dall’illecito», condannando l’Azienda ospedaliera a pagare alla signora, assistita dall’avvocato Mauro Intagliata, un risarcimento di 20.000 euro."

Incredibile, non bastano i ginecologi obiettori di coscienza ora abbiamo anche dei pazzi che mentono sull'esito di un'operazione pur di impedirti di smettere di avere figli. Follia!


Ma l'Italia non è solo questa. E' anche quella di promesse vane come al solito. Parliamo della ricostruzione nelle aree terremotate (Amatrice e gli altri Paesi per capirci)  che va a rilento. Potremmo affermare che il Governo sia un fan sfegatato di Tullio De Piscopo ed abbia sposato la filosofia di un andamento lento che però credo non faccia piacere né agli abitanti di quei luoghi né a noi, se ci è rimasta qualche goccia di senso civico e sensibilità nelle vene.

Casette in ritardo di mesi, macerie ancora ovunque. Insomma se, unica nota positiva, si è deciso di ricostruire dove si è perso tutto non seguendo il disastro del progetto di una New Town che gli Aquilani ben conoscono, dall'altra parte assistiamo ad un arrancare anche per problemi di burocrazia,  che è a dir poco scandaloso.

E mi fermo qui per non fare un post - fiume (a proposito, anche dei fiumi e delle aree ad esse vicine e da mettere in sicurezza ci sarebbe da scrivere parecchio).  

Cmq come avrete ormai capito
Ladies & Gentleman This is Italy!

lunedì 19 giugno 2017

L'Angolo del Rockpoeta®: "For Ever"

FOR EVER

Lucidi tremolii
Trecce d'oro
Tracce di diamanti 

Ossa disperse per il deserto 
Ricordano il sangue versato
Sparso per e lungo una vetta fatta di molliche di pane
Vacuo simulacro di esistenze scialbe.

Dimentichiamo il sole
Ci nutriamo di fili d'oro nero
Come trecce di capelli malati
Cadenti
Anestetizzando il palato
Serrando palpebre cucite dalla nostra vergogna
Ed omertà.

Luccicanti bagliori
Come giostre fatiscenti

E corriamo tutti ai baracconi
Come li chiamavamo una volta
A tentoni 
Percependo vagamente i suoni
Senza più occhi per guardare
Senza più palato per gustare la vita
Senza più i nostri sensi
Un tempo simbolo di vita e cuore. 

Lucidi tremolii
Occhi serrati
Nostalgiche fantasie sul passato

Ma ormai è troppo tardi
Abbiamo dimenticato il sole
E perso la luce.

Per sempre.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 16 giugno 2017

L'Angolo del Rockpoeta®: "Inferno"

Tutto il mondo è Paese se si tratta di poveri. L'incendio di Londra ne è la prova.

Molti abitanti di quel grattacielo avevano più volte manifestato il fatto che la facciata fosse da rifare sia all'esterno che all'interno per mettere in sicurezza alcune situazioni. Risultato, la facciata esterna in mattoni viene rifatta qualche anno fa in alluminio e non ci crederete ma è stata proprio quella nuova facciata a far propagare l'incendio verso l'alto a velocità supersonica. Alluminio,  ma questi "geni" dell'edilizia certe decisioni le studiano la notte o forse si gioca al risparmio ed al "prendi la mazzetta" anche laggiù tanto è la zona meno ricca e quindi sono solo dei pezzenti?

Ammetto che vedere che quanto è successo (la polizia spera che i morti siano meno di 100, lo spera capite???) mi ha lasciato stupito: Londra? Avrei immaginato un luogo in Italia o in Paesi del Sudamerica o aree degradate negli USA ma mai a Londra. Questa globalizzazione sta portando il peggio di ogni realtà ovunque, globalizzandola appunto.

INFERNO

Costruzioni realizzate in economia
Per i pezzenti
Questo il nuovo dogma degli anni duemila.

Alluminio
Sabbia
Materiali scadenti
Edifici pericolanti

Giovani e famiglie con una vita
Dei sogni
E delle aspirazioni,
Tutte andate in fumo.

Fuoco avviluppa le case
L'ansia cresce

"Fuoco sali con me!"
Sembra urlare l'alluminio

E si propaga l'inferno
E tu
Intrappolato
Vedi le fiamme salire
E ripeti come un mantra:
"God knows I'm good"
"God knows I'm good"
"Lui lo sa e si volterà da questa parte
Allontanerà gli occhi degli inferi
Dalla mia famiglia"

E tra le urla di terrore
Ed il crepitio delle fiamme
Solo silenzio

Dio si è voltato dall'altra parte
Dio sta con i ricchi.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 14 giugno 2017

L'Angolo del Rockpoeta®: "La Manovella"

LA MANOVELLA

"Inserisco la moneta
Tiro la manovella
Brividi ed adrenalina
Mi percorrono lungo le vene
Il sangue si surriscalda
Il corpo è tutto un fremito.

Girano le ruote
Attimi di trepidazione
E poi…  cazzo, ho perso ancora!

Non è possibile
Non escono mai tutte insieme quelle maledette fragole!

Non importa ho ancora soldi
E non me ne vado da qui senza vincere
A costo di restare fino alla chiusura del bar!"

Padri di famiglia
Si giocano tutto quello che hanno
Ed anche oltre

Anziani soli e con la minima
Continuano a fissare quelle dannate macchinette
Che ruotano
Ruotano
E ruotano 
Determinando la condanna a morte della loro pensione.

Disperati con il vizio del gioco
Rovinano famiglie
Si indebitano
Sono drogati che non meritano pietà.

Videopoker ovunque
Baristi, Tabagisti, e chiunque li installi
Sono i loro pusher.

Ludopatia è definita
Anzi più correttamente
Gioco d'azzardo patologico
E le vittime sono soprattutto
Le persone che vivono con loro

Mogli, mariti e soprattutto i loro figli
I più innocenti di tutti,
Impossibilitati a difendersi
Costretti a subire gli effetti di quel disastro.

Sostegno a chi vuole smettere
Nessuna pietà o comprensione per chi
Pervicacemente
Gioca la sua vita ai dadi
Tirando una manovella ad oltranza
Come un operaio in una catena di montaggio mortale.

Occhi scavati dal tarlo del gioco
Macchinette diaboliche e pusher infami
Sono alleati preziosi di uno Stato connivente
Che preferisce elargire
E lasciare pubblicizzare
Al suo popolo 
Autodistruzione a caro prezzo
Piuttosto che fornire dignità e lavoro.

Ma è stato solo il pensiero di un attimo
Di un istante fugace
Poi Giovanni riprende quello sguardo eccitato
Verso quella macchinetta

Inserisce la moneta
Altra corsa
Altro giro

E torna vergognosamente ad illudersi
E regolarmente ad imprecare
Contro un destino inequivocabilmente segnato.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®