venerdì 18 gennaio 2019

L'Angolo del Rockpoeta®: "S.U.D.A.N."

In questo post SLEC riporta le situazioni critiche di guerra presenti ancora in tantissime zone dell'Africa. Tra queste, scorrendo un po' con il mouse, anche l'ormai dimenticato Sud Sudan ed il Darfur. Poesia postata secoli addietro, la ripropongo ahimè scoprendone ancora la sua disumana attualità.

S.U.D.A.N.

Libertà a Reti Unificate
Uniformata
Predigerita
Rigurgitata da “Mamma TV”
dentro le nostre piccole bocche
affamate di Nulla.

Immagini senza commento
di luoghi sconosciuti
e guerre dimenticate.

Immagini in carta carbone
di “Non – Luoghi”
persi tra il fumo
di mortai.

Terre fra loro
così distanti
ma così simili.

Il Paesaggio della guerra è lo stesso ovunque 
A qualunque latitudine ci si trovi


Ma di loro
Nessuno parla

A loro
Nessuno s’interessa


Sono solo
Fastidiose realtà
prive di alcun concreto interesse.

Niente Petrolio
Né altri generi
di…  “prima necessità”.


Sono soltanto
Un’altra
Deprecabile
Amnesia
Necessaria.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 16 gennaio 2019

L'Angolo del Rockpoeta®: "Darkness"

Postata nove anni fa, la riposto per sensibilizzare su questa malattia e sull'importanza della ricerca ad essa legata. 

DARKNESS

Buio della mente

"Chi sei?
Dove sono?
Aiuto mi vogliono rapire e segregare!"

Buio della mente
Aggressore vigliacco delle tue cellule del pensiero
Killer della tua vita.

Buio della mente
Buco nero in espansione.
Famiglie affrante e spezzate dal dolore
Assistenza nulla.

Alzheimer
Basta agonia
Eutanasia o cure.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

lunedì 14 gennaio 2019

L'Angolo del Rockpoeta®: Un Altro Bavaglio Da Strappare Per La Libertà Della Rete

Julia Reda ci avverte che prestissimo, assisteremo ad un altro, l'ennesimo attacco alla rete in relazione alle norme sul copyright e precisamente si tratta dell'art.13. Se ho inteso bene tra gennaio ed aprile si decide tutto.

Questo è l'articolo in inglese: in sostanza "They want to make internet platforms directly liable for any copyright infringements their users commit." che tradotto in italiano sta per "Vogliono rendere le piattaforme del web direttamente responsabili per ogni violazione del copyright commessa dai fruitori (users) della piattaforma medesima".

Il tutto potrebbe comportare limitazioni a noi utenti come per es. il non poter linkare articoli proprio per una difesa preventiva che le piattaforme virtuali potrebbero realizzare per non incappare nella mannaia di quell'articolo 13.

Di questo e tanto altro si legge nell'articolo della Reda e se qualcuno avesse la pazienza di leggerlo o tradurlo o spiegarlo più in dettaglio (magari tu Cavaliere Oscuro, che sei più dentro alla materia?) sarebbe utile per comprendere a pieno gli ulteriori pericoli che stiamo correndo.

Cmq siamo di nuovo sotto attacco, seguiamo Julia Reda su fb e vediamo cosa fare per tentare, se si potrà, di agire in prima persona compatti.

Vi lascio con questa mia poesia che già alcuni di voi conoscono ma che è un po' il grido di battaglia in questi casi di minaccia alla libertà digitale e pertanto alla libertà in quanto tale e che  quindi vi ripropongo.

BAVAGLIO STRAPPATO

Sorrisi viscidi
Cancellano con la loro bava
Siti Informatici
Liberi Respiri
Pulsazioni vocali senza tregua.

Occhi chiusi a forza
Come in Via D'Amelio 17 anni fa
O travolti lungo freddi guardrail e corsie insanguinate
Pochi mesi prima.

Ed io tengo stretto il mio bavaglio
Lo strappo via dalla bocca
E lo levo alto al cielo
Dentro al mio pugno chiuso.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

venerdì 11 gennaio 2019

L'Angolo del Rockpoeta®: "Monica"

MONICA

Io non ero mai abbastanza per i miei genitori
Ho lottato contro questa realtà fino a 13 anni
Poi ho scelto la via della ribellione
Una ribellione, almeno inizialmente, silenziosa:
Smetterla col cibo.

Intanto quando all'inizio avevo proprio fame
Sapevo cosa fare: mi alzavo la notte
Svuotavo il frigo e poi
Pentita dal mio cedimento
Conoscevo la soluzione per riprendere il controllo su di me
Per essere quella con la linea perfetta, 
Per essere la migliore:
Due dita in gola et voilà
Ripristinato lo status quo ante!

Linea perfetta, insomma,
Per voi forse 
Ed i vostri occhi.
Io invece 
Continuavo a guardarmi con occhi diversi
I miei occhi
E quindi a vedermi sempre ed ancora imperfetta
Grassa e sbagliata.

Le ragioni per cadere in questo baratro?
Le più disparate
Disagi personali di varia natura:
Per me i miei che non mi apprezzavano
Per Giovanna la separazione precoce dei suoi genitori ed il senso di abbandono
Per Giulia un patrigno che la molestava
Per Sonia la perdita di una persona cara.

Vero
Voi potreste dire che sono tutti alibi per non lottare
Ma a quell'età sei fragile
E l'anoressia sembra essere l'unica arma efficace
Per avere un controllo totale su di te
E credere di stare bene.

E poi, volete saperne una?
A noi che li consideriate alibi non ce ne frega niente
Perchè non cerchiamo e non vogliamo giustificazioni
Noi vogliamo e desideriamo restare così!

Ed intanto gli anni passano
Ed il controllo morboso sul tuo corpo aumenta
Si perfeziona.

Come mai oggi vi parlo come Monica?
Quando è scattata la molla per voler tornare sana?

Esattamente due anni fa:
Il crollo
Lo svenimento
Il coma
E come per miracolo
Mi hanno riacciuffata all'ultimo per un capello:
Pesavo 23 kg a 17 anni

Lì ho capito che non volevo morire
Che non volevo bruciare la mia vita
Lì ho ritrovato il coraggio di farmi aiutare
Ed ho perfino ritrovato l'affetto dei miei genitori
Se mai l'avevo perso.

E vi parlo perchè questo passo non è scontato
Altre non ce la fanno
Altre provano ma falliscono
Altre pur volendolo non trovano la forza e l'aiuto per uscirne
Altre si suicidano.

Serve parlarne
Serve che noi, voi, tutti quanti ne parliamo
E senza toni compassionevoli o di condanna
Ma con azioni e parole concrete e d'aiuto.

Servono specialisti capaci e più informazione
Ed infine, serve l'amore di chi ci sta vicino.

Perchè
Ora che ne sono uscita lo so
Il disagio nasce da una debolezza interiore
Figlia di una causa esterna.

E non è mai un alibi.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

mercoledì 9 gennaio 2019

OPINIONE DEL ROCKPOETA®: Dai Pedro, Dì Qualcosa Di Sinistra Pedro, Forza!

Dire qualcosa di sinistra, difficile oggi soprattutto se e quando la sinistra è quella di un rabberciato e spento PD (sempre che il PD sia mai stato di sinistra) o di un LEU inesistente e mai davvero esistito sia nelle persone che nei contenuti. Difficile quando forse l'unica piccola sinistra è un'ala del movimento cinquestelle, piaccia o no.  Difficile se per  sinistra si intende accoglienza senza regole di migranti che arrivano disperati ma anche numerosi e se nessuno vuole realizzare una politica europea di vera accoglienza ed aiuto. E nessuno vuole realizzarla perché non conviene a nessuno aiutarli davvero e voi non vi siete chiesti perché? Non sarebbe più facile agire in cooperazione (e l'UE saprebbe farcela) compresa la possibilità di mettere insieme fondi per aiutarli anche nelle loro aree di provenienza?

Dire qualcosa di sinistra si può ancora se si parla di diritti civili (come se i diritti civili fossero solo monopolio della sinistra e non di ogni essere umano) ma anche qui se per esempio tocchiamo il tema dell'eutanasia già nel PD qualcuno storce il naso. Io poi non ho mai amato pensare di dire qualcosa di sinistra, io ragiono con la mia testa e dico, scrivo e parlo di sociale senza colorazioni di alcun tipo nella mia mente. 

Ed allora forse è più facile dire qualcosa di sociale che prescinda dai partiti ora esistenti per questo io non mi occupo delle beghe politiche che toccano il Paese e che mi lasciano del tutto indifferente. Ho trattato della legittima difesa senza tirarmi indietro dal dire la mia opinione e di tematiche importanti legate al Paese, ma mai delle liti di bottega che le accompagnavano, non è mio costume. 

Sono sinceramente più sconcertato dalle formiche nei reparti di Sanità a Napoli in un ospedale cittadino, o scioccato da come ancora nessuno applichi leggi sul femminicidio come si deve. Ecco, il mio blog è sempre stato di denuncia sociale prescindendo da un orientamento politico preciso e soprattutto ascoltando chiunque pronunciasse idee che condividevo (ricordo anni fa diedi perfino ragione su un punto - uno ed uno solo eh - a Tremonti e Berlusconi!). Per es. se domattina la Santanchè si svegliasse parlando a favore dell'eutanasia non è che non la condividerei solo perché per il resto ha sempre detto delle assurdità aprendo bocca in passato. Nessun pregiudizio, mai, ma profonda capacità di giudizio ed analisi sì per capire anche se ci si può fidare della fonte che pronuncia certi principi. 

Credo che oggi più che mai il sociale si faccia denunciando quello che non va come sempre è stato e agendo per cercare di risolvere i problemi esistenti come tanti fanno. Poi speriamo che chi ci governa sappia trovare soluzioni a più ampio respiro. Noi intanto scriviamo di quello che non va, di quello che sporca il Paese e che lo offende. Per esempio non sarà un tema che scalda i salotti buoni della politica, ma di anoressia si muore ancora ma nessuno più ne parla e giovani muoiono avvolti in un profondo disagio. Magari alcuni diranno e chi se ne frega, ci sono problemi più grossi. Vero (ma anche no) ma i temi a cui sicuramente si potrebbe alludere sono super trattati, vedasi disoccupazione e reddito di cittadinanza, con chi dice che quella misura sarà un disastro e chi invece pensa che potrebbe essere utile (non la panacea di tutti i mali) a risolvere in parte il problema. Oramai il reddito di cittadinanza c'è anche se forse un po' più ridotto e raffazzonato rispetto alle prospettive iniziali e vedremo se farà altri danni oppure no e continuare ad ascoltare sterili tavole rotonde simili a lotte tra gladiatori urlanti di idea avversa dentro al Colosseo è per me oramai nauseante. Invece di migliorare la vita di chi muore ad un angolo delle strada o di anoressia non è così importante. E qui entrano come sempre in gioco i media che decidono per primi cosa fa più audience e di cosa parlare (vedi Gruber ad otto e mezzo per es.) Ecco qui in queste mie pagine questo non è mai accaduto e non accadrà mai piaccia o non piaccia.

E non ho citato a caso l'anoressia, presto ne parlerò magari a mio modo in versi ma lo farò perché ho letto sia un post di recente da Claudia Turchiarulo che un rapporto molto preoccupante al riguardo e sono i giovani, il nostro futuro che muore, lo stesso futuro travolto in una discoteca o che si rovina tornando a drogarsi con sostanze (eroina) che si pensavano oramai superate e del tutto abbandonate. 

E questo post non è uno sfogo ma solo un pensiero a voce alta su quello che vedo in giro leggendo e vedendo giornali e canali dei soliti media, tg compresi. Ecco prendiamo spunto da una Gabanelli e da un Iacona, loro fanno denuncia vera, quella di cui abbiamo davvero bisogno. 

lunedì 7 gennaio 2019

L'Angolo del Rockpoeta®: "Io Non Devo Avere Paura"

Poesia postata oramai nove anni fa. Un film intenso, duro, poetico, per niente eccessivo nel rappresentare la realtà del personaggio, dei bassifondi di Los Angeles e di un'amicizia davvero unica: un film "Il Solista" (di cui qui potete leggere meglio la trama) basato su una storia vera e che mi ha allora ispirato questa poesia che al suo interno contiene anche spazi personali e separati dal contesto e dalla trama del film stesso. Quando si scrive di emozioni e con l'emozione di qualcosa che si é visto, percepito, raccolto, é facile talvolta realizzare commistioni, come se si trattasse di un brano fusion anche se la poesia é tutt'altro che d'atmosfera.

Io Non Devo Avere Paura

...Io non devo avere paura...
...Io non devo avere paura...
...Io non devo avere paura...
...Io non devo avere paura...

Cammino in tondo
Ondeggio la testa per riflettere, 
Per acquisire serenità e concentrazione.

Io lo so che non devo aver paura
Ma vi sento
Vi odo
Le ascolto...

Compongo parole di vita e suono note fatte di respiri
Compongo parole di vita e suoni fatti di respiri
Compongo
Con penna ed archetto
Cercando spazi ampi per vivere.

Ma non ho più l'anima
Sento i battiti del mio cuore
Ma sono spenti, vuoti, sordi
Non sanno più soffrire
Perché hanno paura.

...Io non deve avere paura...
...Non devo avere paura...
...Non devo avere paura...

Ma é come un muro
Non riesco a scalfirlo
Non ho il coraggio di abbatterlo
Senza la mia vita
I miei sogni
Le mie speranze realizzate.

Ed ho paura
Al minimo battito d'ali
Al semplice fruscio d'un respiro
Ho paura
Ho rabbia e paura.

Devo riflettere
Pensare
Capire
Scrivere
Suonare
Amare.

E non devo avere paura
Non devo più avere paura.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®