venerdì 2 novembre 2018

L'Angolo del Rockpoeta®: "Morti Da Accertare"

La notizia è di martedì 30 ottobre ma purtroppo non è andata in prescrizione e non è successo nulla che la rendesse superata nei fatti.

A questo link di un articolo comparso sul Fatto Quotidiano on line si legge che "Lo schema del decreto (relativo alla riforma dell'ordinamento penitenziario ndr) giunto alle commissioni giustizia il 7 settembre scorso prevedeva che "nella cartella clinica del detenuto il medico annota immediatamente, anche mediante comunicazione fotografica, ogni informazione relativa a segni o indicazioni che facciano apparire che la persona possa aver subìto violenze". Riferimento cancellato dalla norma pubblicata in gazzetta ufficiale dopo i rilievi di Regioni e Sanità. Il personale sanitario resta obbligato a segnalare fatti che possano far ipotizzare reati"

L'articolo che vi consiglio di leggere, prosegue con altre considerazioni legate alla principale molto interessanti e che, a mio avviso, corroborano i dubbi che questa cancellazione suscita.

Quindi per capirci niente più foto come il caso Cucchi. Capite bene che per quanto le parole possano essere assai precise e dettagliate (ma anche vaghe) le foto sono inequivocabili e non permettono (o almeno non dovrebbero permettere) interpretazioni "fantasiose".

Le morti in carcere , peraltro, sono un tema annoso di cui io molti anni fa mi sono spesso occupato con riferimento anche ad alcuni precisi istituti carcerari. In carcere ci sono i suicidi, gli omicidi (quei casi che proprio non si può evitare di mascherare in altro modo) e… "le morti da accertare" che sarebbero quei casi dubbi dove non si riesce (o non si vuol riuscire) a comprendere se le morti siano omicidi o meno e, se non ricordo male, si definiscono veramente in tal modo.

Detto questo a distanza di quasi dieci anni riposto qui questa mia poesia. Io non sono un buonista, il carcere non deve essere un passatempo, la pena va scontata, i permessi e gli sconti di pena vanno misurati attentamente, per i mafiosi il 41 bis è intoccabile, ma sono contrario al fatto che il carcere sia un luogo dove viga la legge del più forte, un luogo anarchico un luogo dove trattare i reclusi come bestie.

MORTI DA ACCERTARE

Topi
Folla
Buio

Topi
Folla
Buio

Ratti
Affollamento
Isolamento
Buio.

Ratti
Insetti
Folla
Escrementi
Urla
Buio.

Aria cronometrata
Luce artificiale
Quando non isolamento
Ammassati come bestiame destinato al macello.

Ogni tanto qualcuno di noi muore
Suicidio sometimes
Spesso omicidio
Ed ancora più spesso morti "da accertare"...

Respirare non respirano più
E' il perché sia successo che resta un mistero buffo...

Perché noi siamo i Morti da Accertare...

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

31 commenti:

Claudia Turchiarulo ha detto...

Ti commento con una sola parola.
Omertà.
Anzi, due.
Aberrante omertà.

digito ergo sum ha detto...

schifoso ma per nulla sorprendente (cosa che, in realtà, non riesce a lenire il senso di schifo)

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER CLAUDIA concordo, e quest'omertà, come ogni forma di omertà, va combattuta.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER DIGITO: lo so, non mi sorprende ma sempre profondamente mi disgusta.

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Versi che fanno e devono far riflettere.
Sereno giorno.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER CAVALIERE: grazie!

LaDama Bianca ha detto...

Quando penso al carcere provo sempre una schiacciante sensazione di claustrofobia.
E quelle morti da accertare fanno un po' paura, come dice Claudia: aberrante omertà.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER LA DAMA BIANCA: è una sensazione più che condivisibile, visto anche il costante problema di sovraffollamento che le carceri italiane hanno. Quanto all'omertà, esiste e va debellata con un impegno civile di consapevolezza e denuncia.

Mirtillo14 ha detto...

Io credo che i detenuti debbano scontare tutte le loro colpe, niente sconti di pena, anzi... ma le condizioni del carcere devono essere vivibili. Hanno sbagliato ma sono pur sempre uomini e come tali debbono essere trattati. No al sovraffollamento, no alle violenze, alle percosse. A volte non è possibile evitare che qualcuno decida di porre fine alla propria esistenza ma ci deve essere sicurezza per tutti all'inteno delle carceri . No all'omertà, chi è a conoscenza di episodi di violenza, di sopprusi deve parlare, perchè non ci siano altri casi Cucchi, altre morti da accertare. Saluti e buon pomeriggio.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MIRTILLO: nulla da aggiungere al tuo commento di cui condivido ogni singola parola.

MikiMoz ha detto...

Già, è sicuramente un micro-mondo con le sue regole.
E spesso chi muore lì è per resa dei conti esterna, magari del recente passato...
Uno spazio difficile, dove non si vigila abbastanza...

Moz-

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MOZ: è un mondo a parte che alla "popolazione civile" non interessa e questo porta alle conseguenze che conosciamo bene.

Patricia Moll ha detto...

No comment.
O forse no. Una domanda. Via libera agli abusi?

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER PATRICIA: diciamo che sembrerebbe essere così...

Laura Andrighetto ha detto...

Le carceri dovrebbero essere rieducative per chi ha sbagliato ,
non una fogna sovraffollata di esseri umani....

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER LAURA: ben detto.

Anna Piediscalzi ha detto...

Sembriamo sempre più una repubblica demoanarchica americana.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER ANNA per certi aspetti stiamo prendendo quella china ma cmq anche da noi il problema del nostro sistema carcerario è presente da tempo.

Sergente Elias ha detto...

Io credo che il libro di Cesare Beccaria "Dei Delitti e Delle Pene" non debba mai essere dimenticato. La carcerazione è una pena ma i trattamenti disumani non devono essere praticati mai, né nel corso degli arresti né in carcere.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER SERGENTE ELIAS concordo con te in toto così deve essere in un Paese civile

MAX ha detto...

È difficile restare obbiettivo.
Razionalmente posso essere anche d’accordo con te.
Ma il cuore ( se così si può chiamare) mi porta da un altra parte.
Non riesco a provare pena.
Per lavoro negli anni ( ormai ne son passati tanti dalle ultime volte) ho fatto esami diagnostici a carcerati .
Venivano perché si lamentavano di mal di schiena o cefalea ( e avevano una corsia preferenziale..se vai te devi aspettare mesi prima di farti una risonanza) , ogni uomo veniva scortato da quattro guardie carcerarie.
Per il tempo che c’avevo a che fare sembravano le persone più miti di questo mondo.
E invece quelli che si sottoponevano a queste indagini mediche erano ( me lo confessavano i militari quasi a liberarsi da un peso, non ero mica tenuto a saperlo perché stavano in carcere) gente che aveva stuprato , pedofili , spacciatori e tanta altra bella gente , assassini.
Gli stessi militari mi dicevano che per i reati più infami esisteva una specie di codice d’onore fra i detenuti.
E sti tizi dopo aver violentato i bambini ad esempio dovevano essere anche protetti dagli altri detenuti che li volevano linciare.
Per carità dicono che chi si macchia di questi reati infami li ha subito a sua volta da ragazzino...ma sai cosa penso : non è una giustificazione.
I carcerati non son tutti uguali , debbono tutti pagare il loro debito con la giustizia, devono essere rieducati e reintegrati nella società .
Razionalmente deve essere così ...ma è difficile per me emozionalmente provare pena , empatizzare
È la verità.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MAX in primis un doppio grazie sia per il tuo bellissimo commento sia per la tua testimonianza. Concordo con te certi resti sono infami ed io per primo sono contrario a premi e facilitazioni per costoro. Capisco anche il tuo cuore che è simile al.mio ma lo Stato non dev deve vendicarsi ma fare giustizia. Sovraffollamento e violenza non debbono esserci come non ci devono essere violenza e abuso ma neanche lassismo.

MAX ha detto...

Si però a volte succede che si amazzino tra loro quei certi resti...e pensi fra te e te che allora c’è davvero una giustizia divina.
Certe cose è meglio pensarle ma non dirle vero?
Non ci riesco.
Comunque grazie per l ‘entusiasmo della tua risposta , ma non ho scritto niente di eccezionale.
Credo che magari in forme diverse e in altre situazioni son cose che pensiamo tutti.
Sai “occhio per occhio , dente per dente” ...poi subentra la parte razionale
a frenare l’impulsivita e la violenza .
Comunque io mi prendo coraggio e mi faccio pubblicità.
Ho scritto una robetta per il Blog di Ivano Landi all’interno di uno speciale intitolato The Pleasure of Pain 2 .
Per me è una specie di temino...😀
Se passi e hai tempo e voglia di leggere mi farà sicuramente piacere sentire anche un tuo parere.
Te sei un Rock poeta e li si parla di poeti seppur maledetti.
In particolare di De Sade.

http://ivanolandi.blogspot.com/2018/10/the-pleasure-of-pain-ii-la-filosofia.html

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MAX brindo anch'io alla "giustizia divina" ☺ Quanto al coraggio sarà premiato entro lunedì. Prometto di andare sul link che mi hai lasciato leggere e commentare. Mi piacciono i poeti maledetti.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER MAX ps: letto e commentato

franco battaglia ha detto...

Difficile parlare di argomenti dei quali si conosce solo un lato marginale, ti fai un'idea personale, per cui diventa facile dire "sbatterli dentro e buttare la chiave", devi comunque trattarli da esseri umani, e va bene, a me dispiace tutto il contorno, le pene dimezzate, i favoritismi, e soprattutto, quelli che non ci andranno mai.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER FRANCO infatti ti do ragione per questo lo Stato deve essere giusto e fare giustizia non vendetta. Poi è umano che ci possa essere rabbia per certi tipi di reati ma lo Stato deve fare giustizia non vendetta

iacoponivincenzo ha detto...

D'accordo con te, Daniele: la pena va scontata sempre, ma in modo civile.
È sufficiente il carcere, stare chiusi senza poter far niente che non sia un obbligo per rendere la vita un inferno. Vivere col terrore di essere violentati o peggio uccisi, non è degno di essere chiamato "modo civile". Ammassare esseri umani come bestie da macello -cosa orrenda anche quella- significa aver oltrepassato la porta del mondo dei normali e stare nel mondo dei delinquenti. Stato delinquente, come quelli che dovrebbe solo rieducare.
Atroce e drammatica la tua poesia, immagino di sentirtela recitare e mi vengono i brividi.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER VINCENZO bentornato!!! Hai perfettamente centrato il punto focale della questione. Lo Stato non deve abbassarsi al livello dei criminali. Grazie per le tue forti parole sui miei versi. A tale proposito ho un video in teatro dove la recito su YouTube con il titolo della poesia.

Sari ha detto...

Il carcere dovrebbe essere un luogo di recupero sociale, invece è scuola di violenza e sopraffazione. In tal modo chi esce da quella realtà non è migliore ma peggiore e il vivere civile ne paga le conseguenze. E' una vera ingiustizia.
Ciao.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER SARI: concordo con te, sintesi perfetta.