mercoledì 3 agosto 2011

OPINIONE DEL ROCKPOETA: Terremoto Rosa!

Parliamo di Quote Rosa e lo facciamo alla luce di una sentenza del Tar regionale della Sardegna che ha di fatto azzerato la giunta di questa regione perché il suo Governatore non ha inserito neanche un assessore donna all'interno della giunta stessa.

In realtà io sono rimasto sorpreso perché ammetto mi era sfuggito che esistesse una normativa sulle quote rosa. Per es. non mi pare che esista ancora per le donne da candidare in Parlamento, e non sapevo che esistesse per le nomine degli assessori nelle giunte regionali, comunali e provinciali.

In realtà qualcosa c'é: ho scoperto girando in rete che, a quanto pare, l'introduzione delle quote rosa esista e debba essere rispettata in quegli enti locali che le prevedono per statuto.

Va detto che esiste una legge e precisamente il d.lgs 267/2000 che prevede appunto il compito di fissare negli Statuti degli enti locali (comunali e provinciali nella fattispecie) e sancire una presenza minima di donne nelle giunte e negli altri organi collegiali.

Inoltre, leggendo QUI ci si accorge che é stata approvata in Parlamento, anche se in gran silenzio per la verità, una legge che istituisce le quote rosa anche all'interno dei CdA di società quotate. Legge approvata a fine giugno e di cui ho trovato le direttive essenziali e molto interessanti QUI

Riguarda solo le società quotate in borsa, e prevede la presenza di almeno un quinto di donne all'interno di CdA di nuova nomina a partire dal 2012. La legge prevede inoltre che la disposizione riguardi anche i Collegi Sindacali che sono gli organi di controllo delle stesse. Inoltre esiste come detto una norma transitoria che prevede per il primo mandato dell'organo societario (sia esso CdA o Collegio dei Sindaci) la presenza femminile minima di un quinto e non più di un terzo, come era stato deciso in un primo momento.

Da tutto questo discorso, sono scaturite in me alcune riflessioni:

1) il silenzio, almeno a quanto ricordi, su questa legge e, di fatto, su un reale anche se parziale, inserimento delle quote rosa nel mondo del lavoro e della politica (anche se locale).

2) Mi sono sempre chiesto se il dover inserire, nominare, cmq scegliere obbligatoriamente una donna per una carica o per essere all'interno di un organo rappresentativo di un ente locale o di una società di capitali (come in questi casi) non sia una sconfitta anche per loro: insomma mi sono domandato se essere trattate come dei panda in via di estinzione, come una razza animale da proteggere, non sia cmq umiliante e non comporti anche il rischio di dover nominare chiunque purché donna e pertanto scegliendo un numero e non una persona con capacità. In realtà, la sconfitta c'é ma non é della donna, é della società tutta che sembra aver bisogno di questi obblighi per attuare un qualcosa che dovrebbe essere naturale: scegliere le persone migliori prescindendo dal sesso del soggetto ma analizzando le sue qualità professionali. Inoltre, visto che l'obbligo ora c'é,si spera che tutto questo farà aguzzare l'attenzione delle società e dei "condottieri" degli enti locali per scegliere donne capaci ed in gamba al fine di avere a fianco collaboratrici valide.

3) Auspico che questo sia un passaggio verso una maturazione del modo di pensare di una società che per molti aspetti, resta ancora profondamente sessista forse ancor prima che maschilista.

In conclusione, la sentenza del TAR della Sardegna (peraltro sentenza non isolata ma che sembra collocarsi su un orientamento giurisprudenziale teso ad attestarsi verso l'azzeramento di giunte ed altri organi locali privi di una degna rappresentanza numerica femminile) ha provocato un vero e proprio terremoto. O forse lo hanno creato le donne

Ecco, questo é stato un piccolo terremoto rosa nella storia di questo Paese! Un terremoto, a onor del vero, da me benvenuto :-)))
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1 commento:

enrica ha detto...

Esatto Daniele. Mi hai letto nel pensiero. Quest'idea che bisogna per forza avere un certo numero di donne è un'idea umiliante per le donne. E poi... e se non ci fossero in un determinato momento nel tempo in quell'esatto luogo donne più meritevoli degli uomini per occupare quei posti cosa faremmo? Avremmo allungato inesorabilmente la lunga lista di incompetenti nei posti pubblici.
Mi chiedo come si faccia a perdere del tempo con queste cose. Certo che la discriminazione è un reato e va abolita. Certo dovrebbe essere creata una cultura davvero profonda nella civiltà che le donne possono avere pari capacità in certi campi rispetto agli uomini. Ma trattare le donne come si trattano gli handicappati (e non sono d'accordo neanche sulla legge che obbliga le aziende con un certo numero di impiegati ad assumere per forza degli handicappati al di là della capacità di questi di essere utili in un determinato posto di lavoro...) o delle razze animali in via d'estinzione è un insulto bello e buono.