mercoledì 25 maggio 2011

OPINIONE DEL ROCKPOETA: Il Carcere Di Marassi E La Protesta Nel Silenzio

Era passata da pochi minuti la mezzanotte entrando così in questo mercoledì 25 maggio 2011 quando mi trovo a passare con l'auto dalla zona dello stadio e quindi anche del carcere di Marassi.

Mi fermo in uno spiazzo e rimango impressionato più che da quello che vedo, da ciò che sento. Una protesta all'interno dell'istituto di pena genovese con voci sparse di rabbia ed un unanime, costante ed ininterrotto suono di posate, scodelle, piatti o simili contro le sbarre delle celle. Avete presente come si vede nei film? Ecco, identico.

Già poco tempo fa c'era stata una protesta analoga con anche persone fuori dal carcere (familiari dei reclusi?) in Via Clavarezza che é una piccola via che ha ai fianchi come confini da un lato lo stadio e dall'altro il carcere (al riguardo vi rimando a questo mio post con video annesso realizzato proprio in quella via per parlare di morti in carcere).

In quella occasione non ne parlai sul blog convinto ingenuamente che le reti radiotelevisive quantomeno locali si sarebbero interessate alla questione. Ed invece ci fu un silenzio assordante.

Questa volta ne parlo anzi ne scrivo, convinto tra l'altro anche del fatto che essendo una protesta circoscritta al solo interno del carcere, farà ancor meno notizia.

Perché queste proteste? Beh non posso saperlo con precisione, ma posso provare a..."immaginarlo". Una ragione per es. potrebbe essere il sovrafollamento del carcere genovese dove vi si trova rinchiuso un numero di detenuti doppio rispetto a quello che si dovrebbe "ospitare" in questo istituto di pena in base alla capienza massima prevista per lo stesso.

Già in passato altre volte mi sono sempre occupato di questa problematica e quindi a maggior ragione ho deciso di scrivere e raccontare questo fatto in qualità di testimone dello stesso, anche perché ancora una volta temo che, se almeno io non ne avessi dato nota, sarebbe stata l'ennesima protesta nel silenzio: il silenzio colpevole dell'indifferenza.
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6 commenti:

mammadifretta ha detto...

questo è il paese delle proteste non raccontate, per neutralizzarle..renderle inutili..ma prima o poi ci indigneremo(sper)

egill-larosabianca. ha detto...

Mammadifretta,indignarsi va bene-
Meglio prima- Poi, il numero dei
suicidi o morti da accertare potrebbe
crescere-Chi vive in carcere è una
persona esiste esistono i suoi diritti che nessuno deve calpestare-
Egill

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER EGILL: purtroppo di certe problematiche la società attuale non se ne cura anzi é infastidita perfino dal fatto che ci sia qualche "stronzo" che se ne occupa....

egill-larosabianca. ha detto...

Esistono persone che vivono fuori
da una struttura carceraria;questo
non ha costituito protezione o più
garanzia per il rispetto dei diritti
civili.Una piccola città può rivelarsi un carcere,ti può uccidere
e nessuno saprà mai nulla-
Riflettere su questo-la rete a volte
ha permesso di rompere un muro di
silenzio.Ricordate il caso Aldrovrandi-Ora lo sanno tutti -
Egill

Ernest ha detto...

chissà quante e noi non sappiamo, sono quelle che rimangono ai margini, quelle che non passano in tv e che non fanno esistere.

Niente Barriere ha detto...

E' la solita tattica .. il silenzio, non raccontare i fatti o al massimo raccontare in modo distorto, se proprio non ne possono far a meno, di quanto accade nella realtà.
Daniele, Hai fatto bene a raccontare i fatti online. Internet è uno strumento che va di traverso a chi utilizza proprio quelle tattiche.
Un saluto e un abbraccio, ti rileggo molto volentieri.