lunedì 7 giugno 2010

OPINIONE DEL ROCKPOETA: Destination Unknown

Smuovere le coscienze fa paura. Fa paura ai regimi dittatoriali, fa paura alle democrazie ferite, umiliate e che vengono sempre più straziate come la nostra.

Questo lo affermiamo in molti, lo sostiene anche Saviano. Ma può bastare? E' possibile sperare e credere che sia possibile che tempi più lunghi portino cmq al cambiamento? O forse visto anche il DDL sulle intercettazioni che potrebbe profilarsi all'orizzonte, un orizzonte minaccioso, incerto e cupo, potrebbe essere necessario agire prima ed essere di più, e non solo in rete?

E' un "annoso" discorso questo, ma la rete che io giudico importantissima ed essenziale, vitale persino, per diffondere notizie, ritengo debba essere sempre più, a mio avviso, strettamente collegata ad azioni, pensieri e fatti che accadano nella vita reale, ossia sulle strade.

L'omertà non é solo non confessare di aver visto certe cose, non é anche, come affermava ieri Saviano a Trento, non voler conoscere, io credo che sia pure non voler far conoscere e non volersi esporre per far conoscere la realtà.

Oggi, in questo post, nessuna notizia in particolare: se qualcuno ha visto Report sa che ci sarebbe già in quella puntata materiale per decine di post, compreso quel filmato sui fatti della Birmania del 2007.

Va bene fare denuncia anche di nicchia, ok provare a smuovere coscienze, ma forse sarebbe necessario vedere queste coscienze agire concretamente anche senza Sindacati o Partiti ad organizzarle.

Forse é vero, qui siamo ancora "troppo" liberi per qualcuno. Però questo ragionamento sembrerebbe presupporre che poi di fronte alla povertà ed alla vera disperazione ci sarebbe una rivolta. Ma siamo sicuri? E se in queste condizioni scattasse un golpe vero, reale, a livello di Birmania o cmq molto simile? Immaginate niente internet, coprifuoco, nessuna possibilità di comunicazione.... Ricordate L'Aquila dopo il terremoto o il G8 a Genova?

Ed allora forse, non é meglio svegliarsi adesso prima di scoprire che dopo scendere in piazza potrebbe costare a tutti, indiscriminatamente, la vita?
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22 commenti:

Alessandro Cavalotti ha detto...

Hai centrato il problema. La denuncia in rete deve essere seguita da una manifestazione concreta, da un impegno attivo nella vita reale, altrimenti diventa fine a se stessa, ed alla fine dei conti inutile.

Guernica ha detto...

C'è tanto bisogno di concretezza Daniele.Il problema è che dire è facile (non per tutti) ma fare è altro.
In ogni caso il punto è che ancora il denunciare è inquadrato come qualcosa di strange...In troppo sono ancora fuori dal mondo on line ed è forte il pregiudizio che esso sia solo votato al "male"...(siti equivoci, tendenza al ludico, ecc.)

Allora come speriamo di agire se il dire è ancora tanto ignorato?

lori ha detto...

hai detto ciò che ho sempre pensato e forse pensare richiede tempi troppo lunghi per fermare il disastro...

Gians ha detto...

Caro Daniele, in questi giorni che su buona parte dei blog si discute sulle parole di Jobs e su quanto l'editoria privata dei blogger possa essere utile alla collettività, mi rendo conto che a leggere blogger come te il patron di apple abbia torto marcio. Noi tutti, una volta tanto abbiamo bisogno di dire e gridare quanto abbiamo in mente, e tu come al solito lo fai benissimo.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER GIANS: ti ringrazio per le tue parole davvero di cuore. Sono persone come te che mi danno la forza di non arrendermi.

Mi spiace molto sapere, da macuser convinto, che Jobs critica i blog ed i blogger.... Beh anche i geni ogni tanto cappellano :-)))

Gians ha detto...

Non demordere, qualche momento di scoramento è insito nel gioco.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Ok GIANS :-)

Alessandro Tauro ha detto...

Mi associo in pieno all'elogio del mio caro omonimo. Il problema è tutto qui: la denuncia è fondamentale in questo paese, è il primo passo propedeutico a tutto il resto.
Informare sulle mille drammatiche sfaccettature di questo nostro sbandato paese è il punto di partenza. Senza un'informazione vasta, allargata, popolare, ogni gesto di opposizione rischia di rimanere privo di senso, oltre che privo di seguito.

Ma è altrettanto vero che la denuncia, se non è seguita da una coerente presa di posizione quotidiana contro le tante ingiustizie su cui si sta costruendo l'Italia del 21° secolo, perde ogni significato.

La protesta diviene una infantile prova di forza se non è preceduta da una massiccia campagna di informazione sul tema o i temi in questione. Così come l'informazione e la denuncia diventano l'urlo di un pazzo isolato se ad esse non seguono riscontri reali.

Armando ha detto...

è quello che dico da sempre.
Basta chiacchere e cominciamo con i fatti.
L'Italia tutta deve ribaltare questa situazione e mandare a casa chi deve andare a casa.

Bravo Daniele ...

un saluto

chit ha detto...

In teoria tutto corretto quello che scrivi, ma per smuovere la gente i "buoni" ed alti propositi da soli spesso non bastano, servono soggetti o altro in grado di catalizzare l'attenzione e coordinare il tutto. L'ho vissuto in prima persona con Uguali e credo di saper abbastanza bene quello che scrivo.
Il problema più di "smuovere" le coscienze è quello di andare a rintracciarle visto che nel migliore dei casi mi sembrano sopite ma spesso sono del tutto latitanti!

luce ha detto...

Tutto parte dalle idee, e nella rete ci sono idee in movimento e questo movimento ha solo bisogno di tempo per scavalcare le parole e poi diventare fatto.
Ci vogliono elementi catalizzatori che risveglino la voglia di fare, ci vogliono esempi da seguire, solo che adesso è difficile, specie per noi Italiani figli di voltagabbana legati al proprio orticello.
Credo che ognuno di noi abbia una coscienza e che debba fare i conti con essa ogni giorno: io leggendo te mi sento in pace con i miei conti, faccio del mio meglio per migliorare i miei confini, aspetto solo che la vita mi conceda una tregua per cominciare ad occuparmi del mondo più concretamente.
Un abbraccio

Bruno ha detto...

Una domanda : che fare ?
Noi possiamo denunciare le cose che non vanno sui nostri blog ma il passo successivo ? Quello è davvero difficile, visto anche l'abnorme sistema dell'informazione dell'Italia !!!

Armando ha detto...

Per Bruno

Secondo me bisogna iniziare con il formare un partito politico che non sia ne di centro ne di destra ne di sinistra.
Un partito che ha per priorità il popolo. Un partito che si occupi della rieducazione degli italiani. Un partito insomma che si occupi solamente degli italiani tutti senza distinzione di colori e razzismi vari. Un partito che dica a quel deficiente di bossi che i nostri nonni sono morti per quella cosa che lui non vuole più.
Questo bisognerebbe fare oltre che a denunciare.
Tutti parlano e tutti fanno i loro porci comodi da Berlusconi a Bersani.
Un saluto

Aries 51 ha detto...

Si. La piazza, la gente e manifestazione civile. Concordo, non è facile, tuttaltro che facile, ma lo splendido lavoro dei Bloggers per l' Informazione e lo scambio di idee rischia di essere svilito e diventare la parte iniziale di un game online o di una innocua e sterile abitudine, sopratutto per chi Blogger non è. Game con diversi livelli del tipo "apro Internet", "Leggo la notizia", "provo sdegno e mi incazzo", "scambio commenti di fuoco con gli amici", "chiudo Internet" fine del gioco ed il tutto si risolve in questo, giorno dopo giorno.
La presenza fisica, nelle condizioni in cui siamo, secondo me è necessaria e urgente. La cosa difficile è organizzarsi.

Daniele Verzetti, il Rockpoeta® ha detto...

PER ARIES 51: Io vorrei trovare blogger che fanno denuncia, arte, ed altro per formare un gruppo e provare a trovare contatti in luoghi di diverse città per provare cmq a sensibilizzare anche al di fuori della rete. Trovarli.... E trovare chi ospiterebbe queste cose anche non é facile.

Alberto ha detto...

Svegliarsi adesso senz'altro sì, ma il difficile è passare poi ad azioni concrete.

l'incarcerato ha detto...

All'Aquila fecero proprio un esperimento di dittatura. Perchè?

Come dici tu dobbiamo svegliarci prima che avremo la risposta.

Niente Barriere ha detto...

Ciao Daniele, anche secondo me parlare in internet delle tante nefandezze, visto il periodo che stiamo vivendo, è importante; ma è molto più importante agire in concreto nella vita reale di ogniuno di noi.
La concretezza è la grande malattia dell'Italia (parlo di quella rivolta verso il bene della collettività) soprattutto in questi ultimi anni.
Organizzarsi tramite la Rete è complicato, hai ragione, ma la cosa positiva è che in tanti ci stanno provando, e periodicamente abbandonano la comunicazione via pc, e si organizzano e alla fine s'incontrano, formando aggregazioni di sensibilizzazione civile, vere e anche numerose. Questo è molto bello, e porterà in futuro dei frutti ne sono certo.
Tutto è possibile basta volerlo.
Daniele non aver paura di proporre, in bocca al lupo.

Un saluto

Pol ha detto...

scusa se uso impropriamente il commento, volevo solo dirti che dopo le ultime terrificanti esternazioni di berlusconi contro la gente dell'Aquila mi sono fatto promotore di un'iniziativa di protesta: ho scritto una mail al presidente della Camera Fini chiedendo di togliere la fiducia a un simile alleato. Non servirà a nulla, ma più siamo e più facciamo sentire la nostra voce. Se vuoi vai sul mio blog (http://paolomoretti.blogspot.com/2010/06/lappello.html) trovi gli estremi per inviare anche tu una mail a Fini. Grazie
Pol

Daniele Verzetti, il Rockpoeta® ha detto...

PER POL: ok andro da te.

bellavita ha detto...

Leggo di gente che propone di andare "all'azione".
Ma come? Ammazzando? Incendiando?
Davvero, non riesco a capire.
Continuo a sostenere che abbiamo un'arma importante: quella del voto. Se un governo non opera bene si rimanda a casa.

Bruno ha detto...

Armando beh mi pare un'idea interessante ma per fondare un movimento (l'ennesimo?) servono tempo e (ahimè) denari...

E poi sarebbe essenziale un leader carismatico, se ci mettiamo io e te non ci fila nessuno, e il nostro poco tempo sarebbe anche perso...
Sono molto disilluso...