sabato 5 giugno 2010

L'Angolo del Rockpoeta: "Sole Di Maggio"

SOLE DI MAGGIO

Morire al caldo primaverile di maggio
Raggi di sole accarezzano la mia fronte
Tracciata da un solco rosso fuoco
Di un tramonto senza più albe.

Cammino per paesi senza luce
Sterili campanilismi di povertà interiore

Perdo un occhio attraversando Capaci
L'altro lo perdo guardando il cieco disprezzo
Dispensato a piena voce contro scrittori di verità
E veri servitori dello Stato.

Mi si divora il cuore
Rinchiuso con voi dentro un'Asinara cassaintegrata

E mi sento straziare il fegato
Di fronte a sorda cecità
Contro mulini a vento privi di pale
E monitor senz'audio per potermi dar voce.

Morire al primo sole caldo di un'estate
In fase di prematura decomposizione;
Tenui raggi di sole avvolgono un corpo stanco.

Mani caritatevoli chiudono occhi ormai senza vita
Spenti da ferite non più curabili
Persi lungo tornanti di desolazione
Dentro un pellegrinaggio senza fine
Privo anche delle lacrime per piangere.

Viandante rassegnato
Si arrende.

DANIELE VERZETTI, ROCKPOETA
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13 commenti:

luce ha detto...

I tuoi versi fotografano in maniera amara, tagliente ma assolutamente veritiera nella loro drammaticità, uno spaccato dell'Italia quella brutta, sporca e cattiva e in questo credo che tu sia tra i pochi ( se non l'unico) ad essere così emozionante e nello stesso tempo realista.
Ma ricorda che il viadante non deve arrendersi, perchè alla fine del sentiero ci può essere una locanda dove sedersi, rinfrancarsi , prendere coraggio e andare avanti senza arrendersi.
In quella locanda ci sono viaggiatori come te che ti riconosceranno anzi ci riconosceremo e alla faccia del destino e della mala ( e ignorante) sorte tutti in sella al cavallo della Speranza e l'utimo che arriva paga da bere a tutti.
Grazie di viaggiare con noi ma non ti arrendere; è per persone come te che vale ancora la pena pensare che c'è di buono in giro.
Un abbraccio.

Armando ha detto...

Mi associo a Luce.
Versi amari per una realtà difficile da digerire.
Comunque il bene trionfa sul male. Combattendo tutti insieme possiamo farcela.

un saluto

Saamaya ha detto...

L'uomo stanco ma sempre innamorato delle sue genti e del suo mondo.

enrica ha detto...

Una vena di malinconia, quella nobile tristezza che affligge chi non può fare a meno di vedere.
I tuoi versi arrivano sempre in fondo al cuore, Daniele.

princicci ha detto...

Ritratto della realtà caro Daniele, i tuoi versi sono talmente veri da far venire i brividi....ma il viandante non deve arrendersi...non può arrendersi....perchè la realtà si DEVE cambiare...dobbiamo solo crederci fino in fondo... Grazie per le cose che scrivi , per il tuo lavoro...La tua sensibilità è una delle cose migliori che sia capitata sulla mia strada.......Ti abbraccio con grande stima Claudia....

MK ha detto...

E' la poesia più bella in assoluto.
Mi colpisce il contrasto con la bellezza dei raggi del sole che dovrebbero riscaldare e invece sono in prematura decomposizione,tra le mani caritatevoli e l'idea di un corpo senza vita.
Amaramente stupensa.
Ciao Dani
Mk

giudaballerino ha detto...

Leggendo questi versi toccanti, mi tornano in mente dei versi di un altro grande poeta che posto qui come amara risposta:
"Ninetta mia crepare di maggio
ci vuole tanto troppo coraggio"
Teniamo duro Danié!

nic ha detto...

Come Giudaballerino anche a me è venuta in mente "la guerra di Piero".
Ma anche il pomeriggio del 23 maggio del '92. Ero al matrimonio di un amico (tra l'altro incinta di sei mesi) quando ci raggiunse la notizia dell'agguato di Capaci.
E quando, due mesi dopo, toccò a Borsellino, pensai che mio figlio, un giorno, avrebbe studiato una brutta storia che si era compiuta mentre lui era in viaggio per questo mondo che sembra offrire davvero poche speranze.
Abbraccio.

Tina ha detto...

Quando si scrivono versi come questi si mostra il dolore per l'amore tradito.
L'innamoramento non finisce ma si descrive la ragione dell'abbandono.
Daniele?
E se invece di lasciarsi andare cominciassimo a reagire?
Se invece di stare sui tetti a protestare si cominciasse a portare la protesta, tutti insieme, nei posti dove viene esercitato il potere?

La poesia l'ho trovata amara e bellissima.

Daniele Verzetti, il Rockpoeta® ha detto...

PER TINA: sono d'accordo con te. Io vorrei uscire dalla rete con le mie parole le mie poesie con altri. Ma io...... e gli altri?

Un abbraccio
Daniele

l'incarcerato ha detto...

Daniele, questa Poesia mi ha colpito particolarmente...concordo con Luce, se non l'unico a descrivere on dei bellissimi versi certe esistenze non rare.

GM C ha detto...

Questa poesia è bellissima... e dolorosa come solo la verità, a volte, può esserlo! Ma sono d'accordo con tutti coloro che mi hanno preceduta... mai arrendersi, mai! La parola "resa" non so cosa sia!

Ernest ha detto...

davvero versi bellissimi daniele!