venerdì 18 dicembre 2009

L'Angolo Del Rockpoeta: "Un Lungo Sonno"

Due notizie apparentemente lontane tra loro (la prima, la seconda) ma in realtà accomunate dalla stessa volgarità ed insensibilità che attraversa "l'uomo" in questo nostro tempo.


UN LUNGO SONNO

Plastica amara
Ingoiata
Non digerita.

Bussola inceppata
Da rifiuti volgari non biodegradabili
Ago offuscato
Gola riarsa

E si arenano
Su coste nemiche

Si incagliano
Dentro insenature mai raggiunte
Per colpa di mani volgari
Figlie di tempi sciatti ed urlati
Prive di rispetto verso tutto e chiunque.

E mentre altre braccia sottraggono
Con viltà
Insegne lasciate dalla Storia per non dimenticare,
Ecco udire un'ultima sfiatata
Come una morente locomotiva a vapore.

E poi un lungo sonno.

DANIELE VERZETTI, ROCKPOETA
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29 commenti:

giudaballerino ha detto...

Ciao Daniele, è vero, la volgarità sembra accomunare episodi come questi. Non la cattiveria, nè l'opportunismo, ma una profonda e meschina volgarità, una mancanza di rispetto verso l'uomo e la cultura. Poesia efficace, come tuo solito.
un saluto

Cappellaio ha detto...

complimenti per le riflessioni che induci. ottima poesia

Lucien ha detto...

Un sonno della ragione che purtroppo sta generando nuovi mostri.

Alligatore ha detto...

Mi fai venire in mente quelli che ti dicono "... ma anche Hitler era vegetariano", come a dire che chi non mangia cane è cattivo, e non riescono a capire che la sofferenza animale non è meno ingiusta di quella umana. Come dici nel'intro e nei versi, tutto è intrecciato.

upupa ha detto...

Purtroppo sembra che la "ragione" che tanti passi ha fatto fare all'uomo oggi sia latitante...molti l'hanno smarrita!!!!!!!!!!
Bellissima poesia!

luce ha detto...

Carissimo, l'unione di due fatti così diversi tra loro ma uniti dal comportamento superficiale e stupido di questa Umanità che ha perso il dono della ragione è sintomo di una sensibilità fuori dal comune.
E ' la sensibilità di uno che è sveglio, amaramente sveglio.
La poesia è straordinaria.
Sai, certe volte penso a te e mi viene in mente il nero gigante del "Il miglio verde" racconto di King e film di Spielberg se non sbaglio, che sentiva tutti i dolori del mondo nell'anima; a volte la tua anima riesce a percepire il dolore( non solo lo sdegno) di certe cose che sembrano poco importanti ma fanno male; tu hai questo dono ( o maledizione?)

Dico io, poi, che c'è di così pruriginoso da fare il furto dell'isegna di un posto di dolore innaturale e immenso?
Solo capriccio,pagato sicuramente a peso d'oro che in questi anni pare che solo il denaro sia importante;incommensurabile il danno a chi là dentro l'anima ce la stava perdendo.
Un abbraccio

Licia Titania ha detto...

Bellissimi versi. La tua poesia è un antidoto contro tanta volgarità.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER LUCE: "dono o (maledizione?)": dono, spero dono, voglio credere sia quello.

PER LICIA TITANIA: Grazie per queste tue parole, mi hanno colpigo particolarmente.

In realtà, dobbiamo tutti essere un antidoto contro questa volgarità che corrode tutto compreso il buon senso e la sensbilità dell'uomo.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

L'arte poetica, in antitesi al marcio che ci circonda.
Complimenti caro mio.
Un abbraccio.

Alberto ha detto...

Poesia di alta riflessione.

Viviamo tempi malati. In un presente assente e sfuggente.

fabio r. ha detto...

i comportamenti colpevoli di noi biechi esseri umani stanno ammorbando il pianeta, e le creature più grandi, i mitologici cetacei (da Giona a Melville) sono proprio le più deboli...
quanto aveva ragione Gandhi: La civiltà di un popolo si vede dal modo di trattare gli animali. Ed era SOLO il 1932...
ciao Dichter

Gians ha detto...

In entrambe i casi "l'uomo" bada al sodo, cosicchè tutto diviene egoismo, se un'ebreo diviene sapone, figuriamoci qualche busta di plastica nelle pance di ciò che poi mangiamo. Tutto torna e questo circolo vizioso, ci perseguiterà. Che sfiga!

enne ha detto...

Non si può dire che stiamo mandando i nostri figli verso un futuro limpido e sereno.
Senza nulla togliere ai capodogli, sono rimasta molto colpita dall'episodio di Auschwitz.
Colpita e perplessa.
La poesia è molto bella, e rende l'idea della stupidità di buona parte del genere umano.
Notte.

Ishtar ha detto...

E' molto che non passavo di qua...in verità è molto che non boggheggiavo...
colgo l'occasione della prossimità delle feste per dirti che ti stimo, perchè la tua poesia prende spunto da tutto il mondo che ci circonda, e questa non è cosa facile...per augurarti un sereno natale con la tua famiglia e che l'anno nuovo sia quanto meno migliore di quello che stiamo per lasciarci alle spalle, un abbraccio, Ish

Uhurunausalama ha detto...

La realtà messa in poesia è ancora più amara:la storia è costantemente dimenticata,gli uomini dimenticati;il pianete con le sue mraviglie maltrattato.E siamo ancora una civiltà?

raser ha detto...

bella, ma dovrebbero leggerla i cosidetti grandi di copenaghen

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER UHRNAUSALAMA: oramai lo siamo solo nominalmente. Civili oramai non lo siamo più....

Uhurunausalama ha detto...

Purtroppo hai ragione;ostentiamo una civiltà finta che in sostanza non ha nulla dell'essere civile;basta vedere come siamo ridotti.

Sergio ha detto...

L'insegna rubata ad Auschwitz potrebbe essere un furto su ordinazione da parte di un collezionista di cimeli nazisti, ma, purtroppo, potrebbe essere stata un'azione di gruppi nostalgici; ed ho detto "purtroppo" proprio perché questi gruppi sono il "male" che continua.

Bastian Cuntrari ha detto...

Bellissimi versi, Daniele.
E tragici.
Lasciano nell'anima un profondo senso di sconforto, un pessimismo cosmico sulle magnifiche sorti e progressive di un genere umano malato. Terminale.

Guernica ha detto...

Plastica e capodogli mi hanno fatto arrabbiare non poco.
Il furto della scritta non ne parliamo. Mi ha impressionata molto. La mancanza di rispetto per tutte quelle eprsone uccise li nel lager...io che ci sono stata in visita, mi chiedo...con che "coraggio"?!? Poichè in quel luogo a me mancava anche il coraggio di guardare.Figuriamoci toccare...
Mi ciedo cosa cavolo ha in testa certa gente?!!
Non c'è più rispetto ne dei vivi, ne dei morti.
Che schifo.

Fabio ha detto...

Passo per un breve saluto. Ti auguro un Sereno Natale e un Felice Anno Nuovo, Fabio

l'incarcerato ha detto...

Caro Daniele, è triste vedere come ci sentiamo impotenti agli eventi così tragici. L'umanità è sconfitta.

La civiltà è entrata in un lungo sonno.

E questa tua poesia che ricorda gli orrori della Storia,mi fa pensare tanto che quest'ultima sfiatata è in realtà eterna...

marina ha detto...

ha fatto male anche a me questo episodio
grazie per avercelo fatto sentire con la tua poesia
marina, passata per lasciarti i miei auguri

l'incarcerato ha detto...

Ah Daniele, ti riscrivo per segnalarti questo:

http://www.agoravox.it/attualita/cronaca/article/dal-carcere-le-sughere-al-carcere-11682

alessandra ha detto...

Hai ragione Daniele, stupidità e inciviltà. Nel caso dei capodogli provo davvero raccapriccio a pensare a quanta poca "coscienza" si metta in certe azioni... quanto poco si guardi al di là del proprio naso.
Il caso dell'insegna di Aushwitz, stupidità ma credo anche meschinità di spirito.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

PER INCARCERATO; letto, votato e commentato!

PER GUERNICA: infatti, il rispetto oramai é come il buon senso; un concetto quasi totalmente estinto. Come i Capodogli...

diotima47 ha detto...

e togli la polvere del male
dai nostri fievoli abbracci
per quanto le voci
hanno forza
di levarsi.
Sollevami ancora...

lori

princicci ha detto...

E' una poesia molto bella
Lo scenario del sonno finale è un pò inquietante...ma del resto questa è la realtà!!! come sempre bravissimo Daniele, sei il mio poeta preferito!!! un bacio Claudia