martedì 13 novembre 2007

L'Angolo del Rockpoeta: "Man On The Corner"

Vite sole che non arrivano alla fine del mese, interi vissuti umiliati e feriti dalle ingiustizie e da incontri sbagliati. Amarezza e dignità nel modo di essere, devono portare noi tutti a rispettare ed accettare quella loro scelta.

Man on the Corner

He's a man on the corner
Alone
Kinless
Warmless
And empty.

He's a man in the corner
Tired and sad

And he ran
Ran for all his life
But no one and nothing ever smiled to his face.

E' un uomo all'angolo
Ha respirato gli affanni della vita
I dolori del tempo
Le meschinità del quotidiano
Ed i sogni delusi dalla cattiveria dell'uomo.

Padre a metà
Perchè la biologia conta più dell'amore
Ghostworker
Cerca e lotta
Come un pugile suonato
Per uscire da quell'angolo.

Con quei guantoni sudati
Colpisce aria e nulla.

He's a man in the corner
Tired & Alone.

He was a man in the corner.

DANIELE VERZETTI, ROCKPOETA

Lavori perduti, età avanzata, destino avverso, e società fagocitante, possono far restare indietro. E queste persone quando decidono che il loro tempo è finito, anche se a nostro avviso hanno sbagliato, vanno rispettate a posteriori per la loro decisione.

Si può ovviamente non condividere una scelta come quella ma bisogna accettarla. Ho più rispetto verso chi si arrende dopo aver lottato che chi vigliaccamente si rifugia in paradisi artificiali o altre forme e vie di fuga come ad es. l'alcol.

Dispiace leggere che alcuni scrittori (uno in realtà, Coelho) che dovrebbero aver conosciuto la sofferenza vedano e colleghino un gesto simile solo ad un fastidioso capriccio di una adolescente che non può avere tutte le cose che vuole.

Perchè ci vuole coraggio anche per morire.

Daniele Verzetti, Rockpoeta.

32 commenti:

Franca ha detto...

Il rispetto, anche nella non condivisione, delle scelte altrui è il primo mattone di una società che si vuol definire e costruire civile

Fabrizio ha detto...

Rende molto bene l'idea di quanto spesso gli sforzi siano vani, non perchè certi uomini siano dei Don Chisciotte, ma perchè chi e ciò che hanno di fronte è spesso impertubabile come un mulino a vento.
Coehlo forse si è dimenticato dei tempi passati, prima che facesse la pubblicità dell'HP.

Gianfranco Guccia ha detto...

Un brevissimo commento Daniele, almeno questa volta, per i tuoi versi e per i tuoi pensieri:
STANDING OVATION!!!!!!!!
Con Affetto...Gianni.

simona ha detto...

mi puoi dire cosa ha detto coehlo precisamente?in un libro o in un'intervista?comunque sia,nessuno ha diritto di giudicare la sofferenza degli altri,e anche chi nn condivide un gesto come il suicidio dovrebbe cercare di mettersi nei panni degli altri prima di parlare.deve essere tanta la sofferenza,la stanchezza che porta a quel passo,si deve provare rispetto e compassione e magari è meglio tacere piuttosto che emanare sentenze .

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

E' l'inizio di un libro di cui ammetto ho volentieri rimosso il titolo.

Proverò a ricordarlo e se mi torna in mente lo posto nei commenti

Ciao

Daniele

PER GIANFRANCO: Grazie, non sai quanto queste tue parole siano gradite soprattutto poi ancor di più in questo periodo. Grazie
Daniele

ArabaFenice ha detto...

E' una poesia che mi ha messo profonda tristezza. Sono scelte che mi lasciano sgomenta. Vero è che c'è troppa indifferenza in giro, più attenzione e sensibilità verso il prossimo aiuterebbe molto.
A proposito di sensibilità verso il prossimo e di ingiustizie sociali che a volte privano l'individuo della possibilità di curarsi segnalo a te e ai tuoi commentatori il sito www.amicidiluca.com
E' un ragazzo che ha bisogno di aiuto, non lasciamolo solo.

Eccio ha detto...

Beatiful ... appoggio l'idea di fabrizio :) ... scusa il commento rado ma sono veramente scoppiato .. domani mi impegno :S

barbara ha detto...

amaramente mi vengono in mente tre ragazzini polacchi del centro dove lavoravo a Katowice. ORFANI DI MINIERA, ma nel senso che i padri, dopo essere stati lincenziati, non sapendo far altro che tirar su carbone, si sono siucidati.
Giusto? Ingiusto?

Perchè la dignità è anche un lavoro che ti possa permetetre di guardare in faccia i tuoi cari senza dovergli dire :scusa.
Lo capisco...ma capisco anche quelli che rimangono, e che si sentono beffati due volte.


Temo di essere andata fuori tema....

Sergio ha detto...

Però, tiri fuori dei post ai quali è difficile rispondere!
Difficile perché non me la sento di giudicare chi fa una scelta estrema.
Difficile affermare se sia più coraggioso chi decide di morire o chi decide di vivere.

nonsisamai ha detto...

come sempre dimostri una sensibilita' fuori dal comune

Lucia Cirillo ha detto...

Caro Daniele, spero che tu abbia consapevolezza del feed-back che hai la capacità di creare sempre con i tuoi post. Quoto in pieno Gianfranco e non perchè ho letto che in questo periodo hai bisogno di parole gradite, ma semplicemente perchè è il minimo che ti si possa riconoscere.Sinceramente.

Decidere di morire: la mia inclinazione inesorabilmente "nichilista" dovrebbe farmi pensare ad un gesto di coerenza...ma preferisco "impormi" di non avere alcun pensiero sulla questione.

titania ha detto...

La tua poesia è bellissima. Io però sono d'accodo con Barbara nel pensare a chi resta e si sente "beffato due volte"; anzi forse più che beffato, tradito. Di solito rispetto tute le scelte... ma togliersi la vita, a parte il "coraggio" fisico necessario, mi sembra un gesto vile.
P.S. Coelho non c'entra, non l'ho assolutamente letto.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Per Titania: Ci vuole più coraggio a morire che a vegetare o rifugiarsi in droghe o altro per nascondersi vigliaccamente dalla vita.

Certo vivere forse è ancora più difficile, ed in caso di suicidio chi resta si sentirà anche tradito, ma chi resta se vuole trattenere l'altro invece che parlare dopo agisca prima. Magari sostenendolo non solo a parole e non ripetnedo che la vita è bella o altre banalità simili.

Ripeto ci vuole coraggio a morire e ci vuole rispetto per quella scelta da parte di chi resta.

Per Lucia Cirillo: Si ne sono cosciente e sono molto contento di vedere questa importante e profonda vostra partecipazione.

Grazie anche a te per i supercomplimenti che mi fai.

A presto
Daniele

desaparecida ha detto...

Credo che xò bisognerebbe capire che la vigliaccheria(che mal tollero)nn sempre è lontana da chi sceglie di nn vivere...
la mia + grande paura nn è appena la debolezza(che può portare a facili e tristi ripieghi come nei casi di dipendenze di vario genere),ma l'intorpidimento mentale che porta alla paralisi di tutto....quasi 1 forma di atarassia che bloccando le emozioni e l'intelletto congela la vita di 1 essere umano.
Buonanotte a tutti
1 sorriso daniele...

Giovanna Alborino ha detto...

parole sante, coraggio per morire e meglio arrendersi dopo aver lottato che non aver mai lottato...ma quanti sono cosi? pochi..

flo ha detto...

Avrebbe potuto dare una mano a se stesso, ma ha preferito andarsene così...

Monicanta ha detto...

Sono d'ardo... tranne che per una cosa..perche' credo fermamente è che sia molto più coraggioso decidere di vivere....
Un bacio :*

Monicanta ha detto...

..volevo scrivere d'accordo... non d'ardo... non sono molto tecnologica, alla tastiera del pc preferisco sempre la cara vecchia penna biro :)

tommi ha detto...

hai preso spunto dalla canzone dei REM?
bei versi.
tommi - http://tommids.blogspot.com

daniele Verzetti, Rockpoeta ha detto...

No titolo ispirato, in questo caso, da una canzone dei Genesis anche se mi piacciono molto i REM

Anonimo ha detto...

Solo conoscendo la morte si può apprezzare il valore della vita. E' questo il dramma dei nostri giorni: la dimenticanza. Ciao

Daniela
www.danielatuscano.wordpress.com

daniele Verzetti, Rockpoeta ha detto...

Ciao Daniela e benvenuta :-)))

il parra ha detto...

IL coraggio di poter essere se stessi sino in fondo.... lontano dalle "penombre dell'anima". Tristissime parentesi familiari mi fanno dire tutto questo.... ciao Daniele!

Silvio Irio ha detto...

Post da ricordare!!!! Complimenti!

sam ha detto...

"Ho più rispetto verso chi si arrende dopo aver lottato che chi vigliaccamente si rifugia in paradisi artificiali o altre forme e vie di fuga come ad es. l'alcol."
Nessuno dovrebbe arrivare a tanto.
Lo vedo come un compito della società quello di non lasciare precipitare a tali abissi di disperazione.
Anche se penso che l'uso di droghe e il ricorso al suicidio siano due cose piuttosto differenti.
Ciao Dani

Cristina ha detto...

molto bello, da quando ti leggo mi sento migliore, sento che l'incontro con il tuo pensiero sia molto vitale, mi ritrovo a perdermi in riflessioni che spostano il mio punto di vista consueto, "vedere" le cose dopo che ci hai posato il tuo sguardo mi stupisce sempre e le guardo con nuovo interesse.

Il suicidio è una scelta di cui ancora non riesco a parlare. Un mio Amico ha scelto di andarsene così. ormai sono passati cinque anni e ancora fa troppo male.

Coelho mi ha molto delusa, trovo l'ultimo libro che ho letto, "Sono come il fiume che scorre", uno dei più inutili e insulsi, un aggregato di scopiazzamenti vari.

Grazie, Daniele!
E un sorriso, se come mi sembra di aver capito, va un pò così. A presto.

Cristina

daniele verzetti, rockpoeta ha detto...

Sono contento, Cristina, di aver realizzato tutto questo con il mio pensiero e le mie parole.

Non potevi dirmi niente di più bello;

Grazie
Daniele

Simona ha detto...

Non sapevo del pensiero di Cohelo. confesso che non ho mai voluto leggere un suo libro per pregiudizio: ho sempre pensato che fosse uno scrittore banale e sopravvalutato. Ora so che è anche un insensibile sputasentenze.

Osteria dei Satiri ha detto...

premetto che sono contrario al suicidio...volevo dire:
si ci vuole coraggio per fare una scelta di questo genere, ma penso che ce ne voglia molto di più a cercare di ritornare alla vita.
credo inoltre che il suicidio a volte sia, per alcuni, una sorta di paradiso artificiale, solo che più estremo...

Max

daniele Verzetti, Rockpoeta ha detto...

"Paradiso artificiale estremo"......un cattolico (cosa che non sono) ti direbbe che i suicidi vanno all'inferno.....(permettimi la battuta dai!)

Vedi Max, secondo me, il coraggio per tornare alla vita può non bastare: molte cose che tu puoi cercare possono non dipendere solo da te e dal tuo coraggio. La tua affermazione sarebbe pienamente condivisibile se tutto quello per cui uno lotta dipendesse solo dalle peroprie forze e dalla propria capacità ma sappiamo benissimo che così spesso non è. Il caso del lavoro che faccio a fine post à un esempio a mio avviso lampante.

Grazie di essere passato Max, a presto
Daniele

Davide ha detto...

Come sempre sai toccare argomenti difficili con modi efficaci a far capire la complessità del problema.
Situazioni in cui nessuno si vorrebbe, mai, trovare.

Osteria dei Satiri ha detto...

purtroppo lo so...

Max