giovedì 17 maggio 2007

OPINIONE DEL ROCKPOETA: Fiera di Torino, quello che (forse) non si racconta...

Cosa rimane di Torino? Ci ho pensato a lungo in questi giorni, desiderando volutamente evitare di fare i classici resoconti da cronista pseudointellettuale ironico che crede di aver capito e visto tutto della Fiera.

Cosa rimane di questa due giorni (sabato e domenica) al Lingotto?

Resta l'amicizia fortissima con Andrea Giannasi, l'editore dei miei due libri. Un amico vero una persona unica. Come vorrei che diventasse un direttore editoriale di una grande casa editrice...

La Fiera é per certi versi molto stimolante, istruttiva...

Vedi per es. una Dacia Maraini più dimessa e che é quasi "travolta" dalla verve e dalla forte personalità di chi la presenta (Federico Rampini di Repubblica, che tra l'altro in questa fiera era quasi ovunque sia per il suo libro che per presentarne altri).

Vedi una Daria Bignardi che nonostante la febbre fa una bellissima intervista ad Alìcia Gimenez Bartlett, un mix di ironia e attenta analisi dei temi che la scrittrice tratta nel suo libro.

Vedi anche spazi presi per libri e personagi senza capo né coda (la presentazione del "libro" di Federica Bosco "L'amore non fa per me", é un esempio perfetto per rendervi l'idea a cosa alludo).

Vedi un Niffoi che sembra davvero, per certi aspetti, vivere in un suo pianeta, non perché non sia calato nella realtà ma per il suo modo di scrivere a mio parere fuori dal tempo. E non per l'uso (a mio avviso forse commercialmente voluto) dell'idioma sardo nei suoi libri, ma per la monotonia del suo raccontare solo la realtà che ha di fronte a sé: la Sardegna. E' vero che Camilleri fa lo stesso, ma sono due generi diversi. Niffoi scrive un romanzo, personaggi, storie e pensieri diversi ( almeno così dovrebbe essere) da un libro all'altro, Camilleri racconta la saga di Montalbano come tutti sappiamo e quindi giustamente deve dare un'ambientazione specifica per quel suo personaggio, ferme restando la simpatia e l'ironia di Camilleri, cosa che gli va riconosciuta anche se non sono un fan dei suoi libri.

Vedi un interessantissimo dibattito, oserei dire anche se non li ho certo visti tutti, forse uno tra i più interesanti della Fiera, su "Confini Finzione / Non Finzione. Scrittori tra narrazione e reportage" con Mauro Covacich, Francesco Piccolo, Massimo Gramellini (in ritardo per fortuna viste le sciocchezze "markettare" che ha espresso) e Luca Sofri come moderatore in luogo di sua moglie stesa a letto con il "febbrone" (sue esplicite parole).

Un Luca Sofri che ha avuto come unica mancanza quella di lasciarci purtroppo dopo un'ora nelle mani di Gramellini dovendo continuare la diretta per Radioweb 3. Per il resto una persona attenta, ironica, e preparata sul tema. Lo so ,quest'ultima considerazione può sorprendervi, ma non avete idea di quanti moderatori e presentatori di dibattiti e libri dessero, a chi li ascoltava, la netta impressione di essere lì per fare presenza senza avere quel minimo di preparazione dell'evento a cui partecipavano ed andando sgangheratamente a braccio non dimostrando né sincero interesse per chi presentevano né particolare attenzione per il tema oggetto del dibattito che andavano a moderare.

Ma la fiera é anche altro. La Fiera é fatta anche da piccoli stands di piccole case editrici che tessono accordi con altri soggetti della fiera, che cercano di porre in essere strategie nuove per crescere senza però volersi snaturare e voler cambiare il loro indirizzo la loro scelta vocazionale tesa a scegliere la qualità sempre e cmq.

La Fiera é anche gente di tutti i tipi che arriva con le intenzioni più disparate. Dal voler ascoltare dibattiti di rilievo, al comprare libri di ogni tipo, al semplicemente fare la gita fuori porta come se fossero in un centro commerciale.

La Fiera é anche la Lituania che quest'anno ha avuto molti spazi e dibattiti per "presentare" la propria cultura e le proprie tradizioni nonché la sua nuova collocazione di Stato europeo.

La Fiera é anche stands commerciali e degli sponsor. Come una banca che era presente al Salone e che aveva lanciato un simpatico concorso.

Scrivere un pensiero (anche una poesia in teoria) non più lungo di 40 parole e con un minimo di 20 con tema libero ma in realtà comprendendo il concetto di viaggio ed inserendo (per ragioni di pubblicità) la parola "trasloco"

Non era malvagio dato che un certo numero di premiati sarebbero stati pubblicati su "La Stampa" di Torino

Mi danno il coupon. Penso una cosuccia (per carità niente di che) e come numero di parole ci sta anche. Solo che le righe sono pochissime e come sapete quando scrivi una poesia si va anche a capo saltando una riga. Scrivere con gli "/" mi sembrava poco efficace.

Per cui, ancora una volta abbiamo avuto conferma che il business cerca di ingabbiare l'arte ed il pensiero (dentro un coupon in questo caso lol)

Ecco qui, anch'io così sono caduto nella trappola di parlarvi di questa Fiera. Ma in realtà non é esatto. Io sono stato lì solo pochi giorni, non ho la presunzione di aver visto tutto ( ma molto sì, compreso quello che molti altri avranno in rete già raccontato fino alla nausea) ed ho voluto solo dire alcune sensazioni a pelle senza la pretesa di fare un resoconto, una profonda, accurata, minuziosa ed attenta analisi di quei giorni.

Chiudo con una cosa ancora. Metto qui quei pochi versi (per carità niente di eccezionale come vedrete) che non hanno trovato collocazione dentro l'angusto spazio di un coupon.

Vita stagnante
Morte cerebrale.

Anima morta
attendendo invano
che la mia vita
emigrasse altrove.

Speranza disillusa.

Ed ora
L'unico trasloco
Che mi aspetta
Sarà un viaggio
Di sola andata per l'aldilà.

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PS1: io l'avevo detto che non erano dei versi pazzeschi LOL!!!
Ps2: non mi arrendo, la petizione "BASTA MORTI BIANCHE" non é ancora chiusa; vedasi link nel post sottostante.

10 commenti:

Remington ha detto...

Sono d'accordo su Niffoi, anche se è un personaggio simpatico (a giudicare dalle interviste che ho letto). Ti faccio una domanda: quanta spazzatura hai visto esposta? Ci sarebbe da differenziare molta carta suppongo.

numanzia ha detto...

ti ho linkato

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Grazie, ti linkerò anch'io. Il tuo spazio l'ho travato molto valido.

Grazie ancora per avermi linkato.

Daniele Verzetti, Rockpoeta

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Per Remington:

Ahi ahi, nota dolente: non sai quanti alberi devono aver pianto per essere stati sacrificati invano, in quanto trasformatisi in carta su cui "scrivere" (rectius: depositare) spazzatura letteraria.

Andrea ha detto...

Alla fiera del libro ci sono stato secoli fa. Da' ancora l'idea di essere un supermercato delle novità dei grossi editori?

Rosie Blindy ha detto...

Il 70% dei libri pubblicati in Italia meritano il macero ed in genere sono quelli più venduti: barzellette di calciatori, memorie di ex veline, sogni erotici di ex prime donne quarantenni, confessioni di politici alla soglia del voto e reportage finti di giornalisti prezzolati.

Lilly ha detto...

Io sono appassionata di libri illustrati per bambini. Visto qualcosa di interessante, qualche nuova collana?

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Per Nespola: scusa ma messaggi personali solo per mail ed é questa l'unica ragione per cui ho cancellato il commento.

Cmq credo che tu abbia capito cosa faccio se mi chiamo Rockpoeta....

Quindi seguo un po' tutto.

Magdalena ha detto...

Anch'io confesso scrivo, racconti. Però non ho mai pensato di pubblicarli. Non sacrificherei mai preziosa cellulosa. E poi non sono una velina (LOL).

Marco Blitz ha detto...

Dove li mettete i libri di Vespa??