mercoledì 23 maggio 2007

OPINIONE DEL ROCKPOETA: E parliamo della Grazia.

Parliamo della Grazia. Non quella femminile che adoro, ma la Grazia come strumento giuridico.

Sembra uno strumento abbandonato, di cui tutti parlano e nessuno applica.

Se ne parla anche in relazione alla Grazia da concedere per ragioni di salute ad Adriano Sofri. Non capisco, io credo che la grazia si dovrebbe concedere a prescindere da questo. Casomai si dovrebbero trovare altre motivazioni, per es. la sua "redenzione sociale", il fatto che lavori, scriva su quotidiani, insomma si sia integrato nella società, ma la grazia per ragioni di salute mi sembra illogica. Allora anche Riina se stesse male potrebbe chiederla, non vi pare?

In questi giorni é caduto l'anniversario per l'omicidio Calabresi. Premetto che non potendo entrare nella mente di Adriano Sofri, non posso sapere davvero se é colpevole del reato ascrittogli (in sostanza di essere il mandante dell'assassinio di Calabresi).

Quello che so, perché l'ho letto sui dispositivi di alcune sentenze come quelle della Cass. Penale che diede ragione alla Difesa di Bompressi (Sofri non ricorse ma la sentenza favorevole si estese anche a lui ovviamente), é che onestamente il "supertestimone ante litteram" Marino non sembrava essere così affidabile anche nel ricordare gli eventi oltre che ovviamente per il rapporto che aveva con Sofri senior. Inoltre, quella Cassazione di cui non ricordo più esattamente la data, nè il numero di repertorio, sentenziò che i giudici di merito avevano letteralmente realizzato un'inversione dell'onere della prova, ossia per spiegarlo in modo più semplice, era stato "lasciat0" alla difesa l'onere di provare l'inesattezza delle accuse portate nel processo dal Pubblico Ministero, mentre la legge stabilisce chiaramente che è chi accusa che deve provare la validità delle sue tesi.

Quindi, forse, potremmo anche supporre che hanno cercato un capro espiatorio, peraltro a sua volta capo di Lotta Continua quindi forse non proprio uno stinco di santo. Ma all'epoca moltissimi non erano proprio degli angioletti (ricordiamo solo il giornalista Capuozzo anche lui militante in quell'organizzazione ed ora rispettabile e serio giornalista)...


Premesso anche che Adriano Sofri mi pare non abbia mai chiesto personalmente la grazia perché si riteneva e si ritiene tutt'oggi innocente (mentre con la grazia esci dal carcere definitivamente ma resta il concetto di uomo condannato per il reato ascrittogli); premesso inoltre che di questa storia ne parlo ora perché scriverne nei giorni di quella ricorrenza mi sembrava fare solo sciacallaggio mediatico, dato che tutti dicevano la loro e dato che cmq c'erano le parole del figlio di Calabresi intervistato da molti quotidiani, vorrei spendere ancora qualche parola in questo post.

Ciò che mi ha lasciato perplesso, é stata la difesa di Luca Sofri sul suo blog al riguardo.
Io non ho letto il libro che parla di questa vicenda scritto mi pare proprio dal figlio di Calabresi se non erro, ma da quello che ho letto sui quotidiani, lui ha semplicemnte riportato e ricordato la mattina orribile nella quale hanno ucciso suo padre. Perché per noi era un commissario, per lui era un genitore, era ripeto suo padre.

E' una testimonianza agghiacciante ma, almeno in quel caso, non cita Adriano Sofri come assassino o mandante.

Che poi la famiglia Calabresi abbia credo questa opinione é un altro discorso, ma forse, dall'altra parte (i Sofri) si dovrebbe cmq avere un minimo di comprensione in più.

Si forse anche Luca Sofri si é visto portare via il padre (in carcere), con tutti i problemi le difficoltà e le sofferenze del caso (peres. forse, essere additato come "figlio di un assassino", cosa che non farebbe certo piacere a nessuno), però non in modo così definitivo. Insomma ci siamo capiti, suo padre é vivo per fortuna, quello di Calabresi no.

Mi chiedo perché queste polemiche da ogni parte. Credo che in questa vicenda ci siano molte ombre e molte vittime. E forse, andrebbe solo ricordatocon rispetto il sacrificio di un commissario caduto perchè voleva solo adempiere bene il suo dovere. E niente più.

18 commenti:

Remington ha detto...

Sono d'accordo. La grazia va concessa in casi particolari, a mio avviso. E personalmente sono contrario quando ci sono ferite troppo dolorose ancora aperte, tipo il caso delle condanne per terrorismo.

Andrea ha detto...

bisogna avere rispetto per i familiari delle vittime. E i motivi da salute possono concorrere ma non possono essere sufficienti.

Rosie Blindy ha detto...

Ma qualcuno me la trova una casistica dei casi di grazia concessi finora?

Magdalena ha detto...

Al di fuori dei casi particolari credo che la grazia sia un esercizio di pietà. Bompressi vi fa pietà?

Kangaroo ha detto...

Per Rosie: ma sai che nonostante i tentacoli di google non trovo niente a parte i casi di grazia negli USA?

Laurie Laurie ha detto...

Il dubbio che mi è venuto leggendo il post è: non è che si parla tanto di grazia a Sofri perchè si teme ci sia stato un errore giudiziario? Non sarebbe più giusto allora che coloro che si sono fatti paladini di Sofri raccogliessero le prove per richiedere una revisione del processo? In fondo anche con la grazia la condanna rimarrebbe, moralmente, no?

Livio B. ha detto...

I detenuti graziati dovrebbro quantomeno ritirarsi a vita privata. Almeno avere quel buon gusto, ma finirebbero per essere intevistati a Buona domenica

Marco Blitz ha detto...

Io penso, per riprendere Magdalena, che in certi casi, si tratti di avere pietà per casi umani molto particolari. In passato credo che sia stato così, hanno graziato poveri diavoli diventati criminali per caso.
Secondo me la grazia va concessa in questi casi.

Maddie ha detto...

Basta che non finisca così:

PLURIOMICIDA NEL LIBRO PAGA DELLA POLIZIA DELL'ULSTER - Nel marzo del 1993, Torren Knight, militante unionista della UDA, fu l'artefice dell'omicidio di alcuni lavoratori cattolici a Castlerock, nella Contea di Derry e sette mesi dopo prese parte alla spedizione che uccise altri otto clienti cattolici del Greysteel Bar di Derry nella notte di Halloween. Knight, condannato a 12 anni di reclusione, è uscito dal carcere nel luglio del 2000 in seguito degli accordi del Venerdì Santo. Dopo il rilascio si è saputo che egli, ai tempi delle stragi commesse, era un dipendente di una speciale branca della polizia dell'Ulster e che le armi usate nei massacri erano quelle fornitagli dalla polizia per svolgere il proprio lavoro. Ma la cosa più grave è che, ancora oggi, dopo essere stato condannato e graziato, la sua busta paga continua ad essere regolarmente emessa dalla polizia! E lo stipendio non è neppure dei più popolari... 50.000 Sterline all'anno (più di 6.000 Euro al mese!!!)!

fonte:
http://www.agfirenze.it/
Eye%20on%20Ireland.htm

Magdalena ha detto...

Per rispondere a Rosie Blindy e smentire che in genere non è, come vorrei, un esercizio di pietà:
Notizie
Pianeta Carcere

IN 56 ANNI 47MILA GRAZIE, RECORD CON GRONCHI - ROMA- 01/06/2006
Sono oltre 47 mila le grazie concesse negli ultimi 56 anni; tra il 1948 e il 1991 tra i beneficiari ci sono 280 ergastolani. Il maggior numero di provvedimenti di clemenza (2.777) si è avuto nel 1953, con Luigi Einaudi capo dello Stato, che complessivamente nel suo settennato ha "perdonato" 9.000 detenuti. Ma in assoluto il presidente che ha concesso più grazie è stato Giovanni Gronchi: oltre 13 mila tra il 1964 e il 1971. Picchi ci sono stati anche con Giuseppe Saragat (più di ottomila nel suo settennato) e Giovanni Leone (oltre settemila). E nella storia repubblicana c’è anche un caso di grazia concessa senza domanda del condannato o di suoi parenti e senza proposta del Guardasigilli. Risale al 1965, con Giuseppe Saragat presidente. A beneficiarne fu un cittadino jugoslavo, che da 18 anni scontava una condanna all’ergastolo. La grazia istruita d’ufficio, insieme a quella in favore di altri tre jugoslavi, che però ne avevano fatto domanda, venne concessa nell’ambito di un accordo che garantiva un pari trattamento a italiani detenuti in Jugoslavia. Negli ultimi anni c’è stato un calo nella concessione delle grazie. L’attuale presidente Carlo Azeglio Ciampi ne ha firmate 11: l’ultimo a beneficiarne è stato nello scorso mese di aprile Alessandro Del Cecato, condannato a 30 anni di reclusione. L’uomo aveva già scontato 12 anni di carcere duro in Thailandia, prima di essere estradato in Italia. Tra i provvedimenti di grazia più clamorosi assunti da Ciampi quello a favore di Alì Agca, l’attentatore del Papa. L’attuale capo dello Stato ha firmato il provvedimento di clemenza il 13 giugno del 2002. Era da tempo che il lupo grigio aveva chiesto il perdono dello Stato: lo aveva già fatto nel 1987 e nel 1994, ma in quelle occasioni le sue domande erano state respinte. Destinatari dei provvedimenti di grazia sono stati anche condannati per reati di terrorismo. E in alcuni casi non sono mancate le polemiche: come quando nel 1985 Sandro Pertini concesse la grazia, dopo la sua dissociazione dal terrorismo a Fiora Pirri Ardizzone, condannata per associazione sovversiva, e figlia della seconda moglie di Emanuele Macaluso; era stato proprio l’esponente politico a segnalare il suo caso al presidente e Giuseppe Tatarella arrivò a denunciare a una procura l’allora segretario generale del Quirinale Antonio Maccanico. Tra i terroristi graziati c’è Marco Pisetta, considerato il primo "pentito" della storia dell’ eversione di sinistra, ed ex brigatisti, come Annunziata Francola, condannata nel processo Moro quater a 24 anni, Paolo Baschieri, Claudio Cerica, Paolo Maturi, Manuela Villimburgo e Marinella Ventura. Anche Ciampi ha graziato un ex terrorista: l’ex senatore socialista Domenico Pittella, condannato con sentenza definitiva, nel 1993, a 12 anni e un mese di reclusione per reati legati all’ attività delle Brigate rosse. A beneficiare di provvedimenti di clemenza sono stati anche nel 1996 24 ex terroristi altoatesini ritenuti responsabili di reati non di sangue e due anni dopo quattro persone condannate per attività eversiva e azioni anti italiane compiute in Alto Adige all’inizio degli anni Sessanta. E ancora: tra i graziati ci sono anche l’ex esponente di Avanguardia Nazionale Giovanni Di Lellio e l’ex terrorista dei Nap Giorgio Panizzari. Non solo ex terroristi: a ottenere la grazia sono stati anche protagonisti di casi clamorosi di cronaca: come Luciano Lutring, noto alle cronache degli anni ‘60 con il nome di "solista del mitra", perché era solito nascondere la sua arma preferita dentro la custodia di un violino, che fu "perdonato" nel 1976 da Giovanni Leone. Nel 1986 fu, invece, Francesco Cossiga a graziare l’ergastolano Renzo Ferrari, detto "il veterinario del bitter", in carcere dal 1962 per aver ucciso con una bottiglia di bitter misto a stricnina, il marito della sua amante. Sempre alla presidenza di Cossiga risale la grazia ad Elisa Spinelli, una zingara che, come Sofia Loren nel film "Ieri,oggi e domani", aveva messo al mondo 11 dei suoi 14 figli, pur di non scontare un residuo di pena di 14 mesi per rapina. Fu Sandro Pertini nel 1984 a mettere fine alla detenzione dell’ergastolano Raoul Ghiani, accusato di aver ucciso nel 1958 Maria Martirano, moglie di Giovanni Fenaroli. Mentre è stato Scalfaro nel 1993 a graziare Massimo Carlotto, lo studente padovano accusato e condannato per l’omicidio di Margherita Magello nel gennaio 1976 e da allora proclamatosi sempre innocente.

Notizia tratta da:

http://www.ildue.it/Notizie/
Carcere/Dettaglio2.asp?ID=18891

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Per Magdalena: nel leggere l'articolo che hai gentilmente postato e di cui hai anche messo la fonte, la prima riflessione che mi sorge immediata é che spesso in Italia, almeno così sembrerebbe essere, le Grazie concesse sono passate sotto profondo silenzio, anche forse da parte dei media.

Io stesso, tolta la Grazia per l'attentatore di Giovanni Paolo II e quella per la Ardizzone, di tutti gli altri graziati non avevo ricordo.

Per Maddie: in quel caso che tu hai riportato mi sembra di aver rilevato forti connivenze anche da parte delle forze dell'ordine irlandesi. Sembra quasi che abbia pagato solo lui per reati che gli hanno commissionato e che lui aveva eseguito. Che vuoi dire, che anche certo terrorismo italico (destra e sinistra) era deviato? Se é così, affrontiamo un altro tema già qui trattato in passato, sul quale già posso dirti che mi trovi d'accordo. Anch'io penso (personalissima opinione) che sia nelle BR che nei movimenti terroristi di estrema destra ci fossero servizi segreti deviati e forse anche parte di parlamentari del tempo.

D'altronde come ho già scritto in passato anche i black block a Genova sembravano proprio essere gruppi militari di guerriglia organizzati e ben addestrati...

Magdalena ha detto...

Non solo: le grazie concesse sono state moltissime soprattutto in passato. Molte sono state concesse ad ex terroristi. La fonte dovrebbe essere attendibile, proviene direttamente dal giornale di San Vittore mi pare. E scommettiamo che la prossima sarà per Anna Maria Franzoni?

Andrea ha detto...

Per riallacciarmi a Maddie e Daniele sullo stragismo di stato ci sarebbe da fare un discorso lunghissimo senza venirne a capo.
Per il resto la statistica dimostra l'abuso che si fa dei provvedimenti di indulgenza.

Lilly ha detto...

Scusate se abbasso il livello Arboriamente parlando. Ma se fossero condannati all'ergastolo la Defilippi, la Ventura e Vespa, chi graziereste?

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

La Ventura, ma proprio perché gli altri due sono insalvabili e non meritori di una grazia né, nel caso della De Filippi, dotati di grazia LOL!!!!

Andrea ha detto...

la Ventura, almeno è una bella signora.

Remington ha detto...

Vespa se no che programma comico trasmettono a rai uno dopo le 23?

Marco Blitz ha detto...

Direi che la grazia non gli compete.