mercoledì 14 febbraio 2007

NEWS: Cowboys ed Indiani.

Abbiamo l'esito del Referendum in Portogallo: quorum mancato (ha votato il 44% circa degli aventi diritto) ma il SI ha raggiunto il 58%

E per questa ragione cmq il Governo socialista portoghese non ha intenzione di fermarsi, e per allinearsi agli altri governi europei varerà una legge per legalizzare l'aborto, avvantaggiandosi anche del fatto di avere una comoda maggioranza in Parlamento. (vedi al riguardo:
http://newscontrol.repubblica.it/item/281990/portogallo-quorum-mancato-ma-impegno-per-aborto

Paese in parte spaccato, ma giusto andare avanti per dare a tutti una libertà di scelta che ora non solo manca ma che se cmq perseguita diventa atto penalmente rilevante (!!!) per la legge portoghese.

Cambiamo scenario e Paese (Egitto) ma parliamo sempre di libertà. Per la precisione parliamo di libertà di parola, di pensiero, di espressione... virtuale!

Ebbene sì poiché si parla di un mio... "collega"!

Un egiziano, blogger, arrestato per aver espresso sul suo blog quello che pensa, per aver voluto portare avanti le proprie idee.

Karim Amer (come si firmava on line) studiava da avvocato avendo come obiettivo quello di occuparsi della difesa dei diritti umani.

Un Paese, l’Egitto, governato da oltre 25 anni dallo stesso Presidente, e che per molti ha di fatto instaurato un forte regime autoritario.

Prova ne sia il fatto che l’ultima volta che qualcuno ha provato a sfidare Mubarak alle elezioni è stato pretestuosamente arrestato e quindi di fatto impedito a proseguire la corsa alla presidenza.

Un Paese inserito tra quelli che censurano e impediscono la libertà sul web.

Un blog, quello di Karim, dove invece il libero pensiero era la caratteristica unica ed imprescindibile.

Un fatto sconcertante soprattutto tenendo presente che altri bloggers hanno subito arresti in Egitto, ma fino ad ora, costoro erano stati fermati a seguito di manifestazioni di piazza.

Karim, invece, è stato arrestato esclusivamente per quanto ha scritto sul suo blog.

Espulso inoltre anche dall’Università dove studiava giurisprudenza per aver denunciato, sempre all’interno del suo blog, l’atteggiamento conservatore dei docenti e soprattutto gli impedimenti nonché le anguste ed assurde impostazioni prettamente religiose nell’applicare ed interpretare la legge.

Religione e Diritto… sappiamo già come tale connubio sia devastante e mortale per le società civili che ne sono affette.

Questa la notizia nella sostanza, ma l’articolo che vi riporto è molto più dettagliato e vale davvero la pena di leggerlo nella sua totalità. Eccovi qui sotto il link: http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/esteri/mobilitazione-karim/mobilitazione-karim/mobilitazione-karim.html

Le parole fanno male, le parole ed il libero pensiero possono ancora fare la differenza, ma affinché questo accada è fondamentale che arrivino ad altre persone, ed altre ed altre ancora, ossia che scatti un tam-tam mediatico.

E che si abbia la voglia di non restare solo dietro la scrivania di un computer a leggere, ma anche agire parlando, scrivendo, denunciando.

Mobilitazione? Forse, ma non nel senso che erroneamente e per bagaglio storico personale ciascuno di noi da a questa parola, avendo come esperienze o ricordi solo certi eventi della Storia italiana degli ultimi decenni.

Mobilitazione nel senso invece di operare attivamente con atti concreti ( e non necessariamente di piazza, anzi…) per difendere i diritti di tutti.

Chissà se qualcuno vedrà in questa parola una qualche colorazione politica (colore rosso?). Io personalmente no.

A meno che qualcuno non pensi che la libertà sia un valore ed un pensiero solo di una parte politica e non di altre. E che solo da una parte ci sono sempre e cmq i buoni e dall’altra sempre e cmq i cattivi…

Io a questa bufala non ci ho mai creduto. Neanche quando da piccolo guardavo i film tra cowboys ed indiani (anzi in realtà poi proprio per questa ragione smisi di guardarli…)

Precoce, forse, ma sono sempre stato allergico alla falsità e ad ingiuste restrizioni della libertà di dire ciò che si pensa.

Cari Cowboys non avrete mai il mio scalpo!

13 commenti:

Marco Blitz ha detto...

La civiltà di un paese si dimostra in rapporta alla libertà di esprimere il proprio pensiero. Per questo i paesi islamici sono spesso arretrati da questo punto di vista e mi domando come faremo ad ammettere la turchia nella CE.

Andrea ha detto...

Anche in Cina internet in genere è censurata. L'accesso a molti siti è bloccato. Esprimere il proprio pensiero è un lusso che forse neanche i miliardari cinesi possono permettersi.

VascoBlog ha detto...

Caro Blogger,
non trovando una mail alla quale risponderti,
e volendo proporti un servizio che
probabilmente Ti interesserà,
Ti chiedo di contattarmi a info@vascoblog.com.
Ciao

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

La cosa che mi ha sorpreso non é il regime autoritario imposto da Mubarak ma lo sfondo religioso che lo pervade.

In questi anni l'Egitto ha sempre dato un'immagine di sé piuttosto tranquilla (anche se in questi ultimissimi tempi qualche attentato grave si é verificato anche da loro) e vedere che la libertà di pensiero era così soffocata anche in relazione ad obblighi specifici di natura religiosa mi ha leggermente sorpreso.

Internet cmq, ne avevamo già parlato, é sicuramente un elemento pericoloso per un regime, e di profonda destabilizzazione.

Questo spiega come anche il governo di Pechino boicotti la rete.

La Cina, del resto, é il paese anti-internet per antonomasia insieme alla Corea del Nord.

Laurie Laurie ha detto...

L'unico paese islmaico abbastanza liberale credo sia la Giordania. Fazio lo scorso sabato o domenica, ha intervistato Ranya, una donna che per sensibilità e fascino dovrebbe fare da modello alle nostre esponenti politiche.

Rosie Blindy ha detto...

Per favore! non deminizziamo i paesi islamici (appunto c'è anche l'atea cina), ma non canonizziamo Ranya come modello! E' una signora borghese viziata.
Chiedo venia al rockpoeta se sono fuori thread

Remington ha detto...

Sono molti i paesi in cui la libertà di espressione anche su internet è molto limitata. Eppure è dai tempi dell'Illuminismo che è un diritto riconosciuto almeno dal punto di vista filosofico. Era Voltaire che diceva qualcosa tipo non condivido la tua idea ma darei la vita perchè tu la possa esprimere...(ndr qualcosa del genere...cito a memoria)...?

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Non ho seguito l'intervista di Fazio e quindi non posso esprimere un parere al riguardo.

Dico solo che l'anno passato vidi Afef alle Invasioni Barbariche e non mi fece una grande impressione.
Posso invece ricordare un'intervista doppia fatta dalle Iene a due donne islamiche mi pare nella puntata scorsa.

Era molto...istruttiva come amo dire io...

Internet peraltro va oltre la faida tra religioni e viene contrastata semplicemente perche rappresenta una finestra sul mondo e quindi sulla liberta.

Lilly ha detto...

Afef e Ranya non sono tanto paragonabili, COMUNQUE è vero la libertà di internet, hai ragione, c'entra più con i regimi dittatoriali che con la fede religiosa

Andrea ha detto...

Mi rifaccio alla citazione di Remington (è il nome del fucile?), ed in effetti in trecento anni siamo passati dal carro trainato dai buoi allo shuttle, ma in campo umanistico (ed umanitario) la razza umana ha fatto pochi progressi. Alcuni (vedi Islam, scusate, è così) nessuno del tutto. Altri (leggi Cina) hanno fatto passi indietro notevoli e solo oggi (forse) si stanno lentissimamente aprendo alla libera espressione del pensiero. Ma dubito che sia un lusso che appunto potranno mai permettersi.

Andrea ha detto...

Siccome mia moglie mi ha detto che sembro antislamico di estrema dx, e le mogli sono tremende quando ci si mettono, voglio spiegarmi: non lo sono,nè uno, nè l'altro, è che penso che certe culture non si sono evolute nella nostra direzione. Pazienza W la diversità!

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

In realtà, Andrea, potremmo quasi dire che più che non essersi sviluppata, detta civiltà é regredita.

La civiltà araba, infatti, é stata cmq in grado di produrre cose importanti in passato.

Certo anche allora arrivavano e convertivano (o uccidevano in caso di mancata conversione...) e questo viziaccio non se lo sono più tolto.

Oggi però molte cose sono cambiate in peggio e purtroppo in quelle zone non abbiamo più la civiltà(sempre tenendo n considerazione che non si deve mai generalizzare in assoluto).

Poi che non sia l'unica zona del pianeta che non rispetta la libertà di pensiero siamo d'accordo.

No, dai, in questo blog non mi sei mai sembrato un antislamico di estrema destra, né estremista in generale.

Anzi, casomai una persona libera da condizionamenti e che pensa con la propria testa, esprimendo, come gli altri, le proprie convizioni rispettando tutti e senza una vuota e sterile aggressività verbale.

Andrea ha detto...

Grazie per la solidarietà. Adesso faccio leggere la tua risposta a mia moglie. Grazie...